martedì 17 ott
  • Due parole con: Alessandro Di Giugno

    …E la fotografia a Palermo…

    Cominciamo un altro piccolo percorso (e chissà dove andremo a finire) ho chiesto ad uno dei fotografi palermitani più promettenti di farci due chiacchiere (brevissime) e ve le riporto, magari sono le prime di una serie, non so.

    Lui è Alessandro Di Giugno, vincitore del Genio di Palermo ultima edizione, presente su varie riviste, autore della foto di Mario Venuti che vedete in copertina sul suo ultimo album e avete visto appiccicata sui muri della città per il suo concerto, qualche tempo fa. È stato presente in varie mostre a Palermo e fuori, lavora bene, lavora sodo ed è simpatico (anche un bel ragazzotto), siccome ho avuto la fortuna di lavorarci insieme e di farci amicizia mi è venuta l’idea di chiamarlo in causa.

    Guardando i manifesti di Venuti e sapendo che la foto era sua, ho fatto una riflessione: l’arte contemporanea è preziosa, a volte nascosta come un tesoro, a volte sbandierata ai quattro venti tipo “orgoglio” ma da che cosa dipende? Da chi la guarda? Ma allora, Ale, l’arte sta ovunque oppure no? ‘a ‘ndo stà allora?
    L’arte sta ovunque ma veramente ovunque, ma sempre sotto qualcosa.

    Parlami della foto per Mario Venuti, com’è vedersi appiccicato per le strade?
    Vedersi per le strade è una cosa molto motivante, mi sarebbe piaciuto realizzare una tiratura di diversi manifesti, varie foto, in modo che ogni strada avesse una piccola “mia personale”. Ma questa è pura ingordigia non mi accontento mai…

    Che mi dici della fotografia a Palermo?
    La fotografia a Palermo?
    1)Risposta cinica: Ci sono degli ottimi stampatori perché tutti a Palermo si fanno fare il servizio per il matrimonio e questo ha fatto si che dagli anni ‘60 in poi, decine di laboratori con macchine all’avanguardia nascessero.
    2)Risposta giusta: In ogni caso non si può negare che si è fatta tanta foto a Palermo perché c’è stata sempre tanta roba da documentare. Uno special thanks alla Battaglia, a Sellerio e al grande Scianna.

    Due parole sul tuo ultimo progetto (o sui progetti futuri).
    Sono di ritorno dal Marocco dove ho realizzato un progetto fotografico per una ONG che lavora con la Comunità Europea sui progetti di sviluppo per le comunità rurali nelle Oasi del Sahara occidentale.
    Continuo a compilare il mio catalogo di volti. Nello specifico sto realizzando molti scatti sulla idea del gruppo, ho realizzato ritratti di singole figure ora cerco gruppi di lavoro, gente che sta insieme per svago o per amicizia. In alcuni casi addirittura li metto assieme io, vedi la foto “Calcio a 4” nella serie “Buon partito” sul mio sito www.adigiugno.com.

    Autoritratto con sette confrati, 2005; courtesy Galleria Giovanni Bonelli Mantova

    Bene, la foto che vedete fa parte di questa ultima serie, si chiama Autoritratto con sette confrati (2005, courtesy Galleria Giovanni Bonelli, Mantova) è Ale con la sua famiglia (lui è all’angolino in alto a sinistra), una foto di gruppo che ben rappresenta lo stile di Di Giugno, a metà fra ironia e sacra rappresentazione e capace, però, di lasciar libero lo spazio per il filtraggio delle sensazioni personali dello spettatore.

    Io lo ringrazio a nome di Rosalio, passo e chiudo.

    Palermo
  • 2 commenti a “Due parole con: Alessandro Di Giugno”

    1. Ho conosciuto le foto di Alessandro quest’anno, grazie a un catalogo “omaggio a 20 critici palermitani”: davvero bravo …ma la foto i copertina è un autoscatto? ..eheh…a proposito di fotografia …cerco disperatamente un recapito di un orgoglio della fotografia palermitana LETIZIA BATTAGLIA , per la mia tesi di laurea…potreste aiutarmi? ve ne sarei infinitamente grati.
      Salvo

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