mercoledì 16 ago
  • Paese che vai…

    Capita a tutti prima o poi nella vita di incontrare un siciliano. Capita perché la probabilità che l’evento si verifichi è altissima, quasi pari ad 1. È naturale a questo punto chiedersi il perché della pressoché assoluta certezza di realizzazione dell’evento; ci troviamo, cioè, di fronte ad una situazione in cui si conosce il risultato dell’esperimento e se ne vuole individuare la causa. Dopo approfondite ricerche, condotte con l’ausilio di sofisticati metodi scientifici, si giunge alla conclusione che la causa ricercata è la capillare diffusione che ha questo popolo nel continente, come dire che l’urna, da cui estrarre nuove conoscenze, è piena di palline dal sapore di arancini. A ciò si assomma la capacità degli abitanti della Trinacria di ramificarsi, intersecarsi, espandersi, raggiungere ogni angolo nascosto di feste milanesi o di blog dell’etere.
    Capita poi, per la cordialità e il senso di ospitalità che questo popolo sempre dimostra, di sentirti rivolgere l’invito a visitare l’isola. Il fatto di essere in compagnia di un siciliano, ti porta ad amplificare anche le possibilità di incontro di altri siciliani, a ritrovarti nelle loro comitive, ad essere circondata dai loro discorsi o, semplicemente, dal loro vociare. Così a Palermo, dove sento d’un tratto dire: “Prendiamo il motore e usciamo”. Motore?!?!
    La parola viene trasmessa dalle orecchie al cervello che, ricevuto lo stimolo, elabora il dato e ti ritrasmette un’immagine da vecchia fattoria ia ia oohh. E non potrebbe essere diversamente perché, dalle tue parti, precisamente Appennino molisano, il sostantivo viene utilizzato dai contadini per indicare un mezzo agricolo. Tu hai davanti ai tuoi occhi un gruppetto di ragazzi di Palermo che, fischiettando allegramente, in sella al loro trattore, va verso il Giardino degli Inglesi a dissodare le zolle, mentre un altro, altrettanto allegramente, è diretto verso il Parco della Favorita perché c’è… da arare!
    Poi qualcuno, avendo notato la tua espressione facciale esterrefatta, ti illumina. Non si tratta di cingolati, ttrranquilla, e se un palermitano nel futuro dovesse invitarti a salire sul suo motore, hai solo bisogno di un casco!

    Paese che vai usanza linguistica che trovi.

    Ospiti
  • 113 commenti a “Paese che vai…”

    1. Ha scritto «arancini»! Sia fucilataaaaa!

    2. Perchè come si scrive??????

    3. A R A N C I N A
      This is the original word.
      Piccola arancia.

      A Catania si usa invece il maschile. Cosa che palesa l’inferiorità catanese nella produzione di questa gustosa pietanza.

    4. Cioè mi state dicendo, che se io ordino a Palermo un arancino urto la sensibilità dei protetti di Santa Rosalia, tanto da scatenare la convocazione di un plotone di esecuzione?!?!
      Ma a Camilleri che ha intitolato un romanzo Gli arancini di Montalbano che gli avete fatto?!? Per capire!

    5. Camilleri può usufruire della licenza poetica…

    6. ARANCINAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
      plurale:
      ARANCINE

      non sbagliamo a parlare…

    7. Camilleri parla degli arancini catanesi; nella ricetta viene descritto infatti un ragù con pezzetti di carne.
      A palermo “l’arancina a ccarne” viene fatta rigorosamente col capoliato … se poi qualcuno a Palermo volesse mangiare un “arancino”, magari non lo fuciliamo però, come minimo, glielo friggiamo col Paraflu

    8. ohhh cuore di cane…

    9. Si può dire sia arancini che arancine.
      All’est dicono arancini maschi, all’ovest arancine fimmine.
      Non so per quale astruso motivo sessista e non mi interessa saperlo.
      Per quanto mi riguarda so solo che al mondo è l’unica pietanza ermafrodisiaca, ed è siciliana.

    10. Ah, l’annosa questione… arancinI, arancinE (vedi ad esempio qui)… In sicilianu origginali, quannu su assai, sempri arancinI su… (s’iddu è una sula ‘nni l’am’a discurriri ch’i catanisi). E considerato che nel caso in questione manco c’era bisogno di articolo, credo che l’autrice del post, per questa volta, si possa assolvere 😉

    11. Anche secondo me vado assolta per non aver commesso il fatto, Totò ha fornito la prova schiacciante e Pierluigi l’ha avvalorata (questi due mi stanno simpatici)!
      Il Siino invece NO. Il Siino avrebbe potuto correggermi, il Siino ha letto prima di pubblicare, il Siino sapeva tutto. Ora l’Italia si aspetta che vada a riferire alle Camere, non penserà mica che sia roba da matti, spero!!!!

    12. Il Siino è perfido. Mi ha dato della sarda sacrilega perchè ho osato dire che ho mangiato un arancino. Ma l’ho mangiato in una gastronomia catanese! 😛 Quindi non ero criticabile…..
      Invece a Palermo ovviamente ho mangiato solo arancine!
      Comunque i palermitani con questa fissazione delle arancinE sono divertentissimi!! 😀

    13. E poi…il Giardino degli Inglesi cosa è? Dov’è? Mica a Palermo, vero? Qua c’è solo il Giardino Inglese, in Via Libertà!
      Forse è a Catania, dove fanno gli arancini: qua solo arancine! 🙂
      Vabbè, sei “perdonata”…il tuo post mi è piaciuto tanto!

    14. siciliani,siciliano:una mia amica si meraviglia sempre di come noi usiamo il passato remoto anche per indicare un evento accaduto un minuto prima,ed io non riesco mai a spiegargliene il motivo,meravigliandomene regolarmente.
      Ma le lingue non sono mai un caso,nascono per necessità,ad esse si adattano e plasmano:avete mai fatto caso che la lingua siciliana non prevede la coiniugazione al futuro?
      Impossibile dire,per esempio “andrò al mare” in dialetto. Il massimo che possiamo ottenere è “avissi a ghiri a mari”,oppure “ha ghiri a mari!” con un fato incombente e quasi sovrastante sulla nostra volontà,e quindi ad esso assoggettarsi o con cui lottare ad ogni costo.
      Alberta,benvenuta su Rosalio.

    15. Qui sono colpevole, che svista ma il Siino è perfido due volte! Grazie del perdono, quasi quasi rinuncio alla chiamata in massa dei catanesi al grido di “arancino for ever”! Avrei voluto scrivere una frase in siciliano ma non ci provo neanche … mi fate paura …

    16. ho letto il tuo profilo, ma in quale famiglia patriarcale e misogena sei nata per essere la svantaggiata e sventurata donna arrivata al posto del maschio!
      credevo che fosse un retaggio dei secoli scorsi invece mia cara piccina hai conosciuto le amarezze del magiorascato.

      “…si trova subito catapultata in una situazione precaria non godendo dei benefici propri della primogenitura, che appartengono alla sorella, e non essendo il maschio tanto atteso, che è invece arrivato subito dopo. È lo spirito di sopravvivenza a farle comprendere che, partendo svantaggiata…”

    17. Ma è così difficile capire quando uno sta ironizzando?! Per me era lapalissiano anche questo! Tu riempi pure del significato che vuoi quelle parole, a me non cambia nulla! Bello però come la gente si soffermi sulle cose più disparate, bella la diversità dell’universo umano!

    18. … dimenticavo … non mi toccare mamma e papà che mi scatta lo “sgarro di famiglia”! attaccami sulla sineddoche, sugli errori toponomastici e sulle “polpette di riso”!

    19. e comunque…io ho mangiato qualche volte le arancine che fanno a Catania e vi devo dire che sono (pure) buonissime. Leggermente diverse ma buonissime.
      E poi, non e’ meglio se la stessa cosa la fanno in posti diversi?
      Tanto sempre una specialita’ siciliana e’! 🙂

    20. Sai, esulando (solo per un brevissimo attimo) dalla questione delle arancinE, riferendomi al tuo post e ribaltando per un attimo la situazione, mi viene in mente che qua a Palermo sarebbe altrettanto strano sentir dire da qualcuno che va ad arare i campi col motore. Come dire?!…tutto è relativo!

    21. Sicuramente, rimarrebbero stupiti come me a Palermo. Ma è proprio questa relatività a dare un tocco di simpatia ai viaggi, torni e racconti: “Sai cosa significa motore a Palermo?!? Non lo immagineresti mai!”.

      Non l’ho ancora fatto e lo faccio ora: GRAZIE DELL’OSPITALITA’

      Tornando per un secondo a quei gustosi preparati, credo che L’Inquisitor Gastronomicus debba emettere una nuova sentenza di morte contro lo Zingarelli e il Battaglia, nessuno dei due cita, neanche come forma dialettale o se vogliamo alternativa, arancina. Tutti danno la definizione “piccola arancia” = arancino. Ehhhh, ho fatto un po’ di ricerca!

    22. “piccola arancia”: arancino

      “piccola sciocchezza”: minchiato

      no, ‘un funziona, ‘un funziona pi’ niente…

    23. Secondo il wikipedia siciliano a Catania si dice arancinu. Quindi probabilmente arancino é un italianizzazione della versione catanese. Inoltre facendo un pó di ricerca si trova anche un frutto chiamato arancino, l’arancino cinese e ha la forma ovale come l’arancina….un caso? Comunque questa diatriba dura da tempo immemore e su internet si trovano dicussioni pazzesche a proposito :).

    24. Estate 2006. Mi trovavo a Palermo. Io, i miei fratelli e il nostro amico palermitano ci preparavamo per andare al mare. Lui dice: “L’avete presa la tovaglia?” La tovaglia?? Per apparecchiare??? 😀
      Poi ho scoperto che si riferiva al telo da mare…bellissimo…
      Paese che vai….

    25. Barbara forse al vostro amico palermitano avevato fatto credere di aver portato “u purceddu”???? Molto più bello assai….

    26. Carina quella della tovaglia. Una tovaglia in spiaggia, pensandoci, può comunque servire allo scopo, é andare a mangiare una pizza, magari nel centro storico, in trattore che viene veramente difficile.
      Per illuminarci fino in fondo, da me il motore palermitano è il mezzo, a palermo il motore molisano come lo chiamano?

    27. Bernardo Provenzano 😛

    28. Questa è fina!

      Bella Ciccio, bella, molto bella.

    29. Bella! Triste il perchè Provenzano venisse chiamato così.
      Sai che anche il tuo cognome ha un significato preciso?
      Attenzione: stiamo entrando in un loop, si salvi chi può! 🙂

    30. Salve sto per suscitare l’ira funesta dei più, ma, in fondo, suscitare il disprezzo di altri esseri umani non è mai veramente un errore.
      Carissimi
      vengo da Napoli e sto a Palermo da un quindicina di anni. La questione del genere in “parlata” Palermitana non è cosa da poco e direi anzi che è innanzitutto una questione di principio.
      La “parlata” panormita afferma la propria esistenza e per fare ciò si serve di alcuni simpatici vezzi che riguardano anzitutto il genere. Cominciamo dalla cosa più rilevante che mostra lo stato di profonda confusione in cui ci troviamo a vivere: gli attributi sessuali dell’uomo e della donna. Per tentare un’improbabile rivoluzione linguistica il palemitano ha scelto l’inversione dei generi. La Minchia (femmina) è del maschietto. Lo Sticchio (maschio) è della femminuccia. Non vi basta?
      Innanzitutto, come già accennato la moto, per ovvi motivi (misoginia cannaglia), è femmina. La necessità di modificarne il genere, dal momento che il moto esisteva come categoria a se stante ha dato vita ad un vero colpo di genio linguistico: la moto è diventato il motore. Era un’esigenza null’altro. Ma ci sono anche delle questioni giustificazioniste in cui la lingua si difende. Per indicare i fagioli borlotti, e per tentare di dar ragione ad una modificazione di genere gli stessi fagioli diventano la fagiolapasta. un cavallo di troia linguistico che dentro contiene i fagioli, l’uso che se ne fa ed il necessario cambiamento di genere dovuto alla concordanza con la pasta. Geniale!!!

      Vi Saluto e Vi Abbraccio forte

    31. Confermo

    32. albi, diciamo che con un tale nome sarei di diritto potuto essere considerato il sesto (considerato che di quinti ce n’erano già abbastanza) beatle 😉

    33. caro ciccio, hai pure un sinonimo, mangiapatate;-) , da qui a patatina, da patatina a sticchio (lo dicevo io che era un loop!). Mai sentito! Solite ricerche etimologiche, questa volta il Battaglia riporta il termine (quindi scrivete all’Utet e fateci inserire arancine), dalle quali vien fuori che deriva dal napoletano stucchio, astuccio, e ci sta in fondo.

    34. Sulla questione patatina mi avvalgo della facoltà di non rispondere 😛

    35. Per bulgakov:
      Quella della carne non è una questione di differenze tra PA e CT, piuttosto la versione col “capoliato” è cosa da rosticceria sbrigativa o se vogliamo dettata da un più proletario “sparagnu”; la cucina di famiglia borghese e tradizionale prevede il ragù ottenuto da un bel tocco sfilacciato con l’ausilio della mezzaluna e naturalmente insaporito con l’estratto e giammai con salsa o concentrato di pomodoro…

    36. Per Humby:
      Egregio signor Lei se ne fa una questione di tradizione tengo a precisare che benchè lei abbia, solo in parte, ragione sulle modalità di preparazione della carne, devo dissentire vivamente sull’uso del pomodoro nella preparazione della pietanza (sotto qualsiasi forma: salsa, estratto o quant’altro). Vede, egregio signor Lei, questa pietanza è un retaggio della dominazione Araba in Sicilia e a quei tempi pomodori in Europa mi sa che ne avevamo picca e nenti (anzi proprio nenti). Sfido però qualsiasi siciliano a preparare l’arancina/o senza questo preziosissimo ingrediente. Questo perchè, amico carissimo, le ricette tradizionali vengono interpretate da paese e paese. Mia nonna quando a casa fa le arancine accarne usa il capoliato, se Lei compra un’arancina in un bar catanese, troverà un ragù con tocchetti di carne. La sua interpretazione fastfoodiana caro mio quindi non regge. Si tratta di un piatto tradizionale reinterpretato da due popoli con costumi culinari affini ma diversi. A me piace l’arancinA col capoliato, se a Lei piace con “il ragù ottenuto da un bel tocco sfilacciato con l’ausilio della mezzaluna” si manciassi un bell’arancinO, ma stia accura se ci fa acito.

    37. Per Bulgakov:
      Egregio signore mi dispiace che l’abbia preso così male, ma tengo a precisare che mi rifaccio a ricette e preparazioni di famiglie esclusivamente p a l e r m i t a n e dove peraltro si digerisce molto bene!

    38. Non riesco a sopportare quelli
      che non prendono seriamente il cibo.
      O.Wilde

      Neanche io!

    39. Credo che le diverse versione di arancina maschio o femmina, da catania a Palermo, e le diversità anche materiali, dipendano sempre dall’annoso scontro fra le due grandi anime, quella palermitana, presunta sede di ogni tradizione, e quella catanese, presunta sede di ogni innovazione.
      Questo dibattito fa parte, penso di una dialettica interna, mai sopita e sempre tesa a stabilire gerarchie di qualità fra i due luoghi, mai risolvibili, penso.
      Interessante, invece il discorso di Davide, sull’inversione dei generi sessuali, nella denominazione siciliana, cosa che ho spesso notato anche io, senza tuttavia capirne mai l’etimologia prima.
      Minchia e sticchio da dove arrivano? e quando?
      ma l’inversione di genere é, appunto ,evidente.
      sarebbe interessante capire da dove originano i termini.

    40. Condivido in pieno la citazione di Wilde, per chi è un appassionato di cucina (e soprattutto cucina siciliana) trasgredire a regole basilari gastronomiche codificate ormai per gusto ed abitudine è un pò come subire uno sgarro di madre. Egregio Humby (il suo nick già mi è simpatico anche perchè di origini letterarie simili al mio), poichè la sua fonte gastronomica non è citata preferisco dare per buone come ricette, palermitana e catanese, ciò che, per uso, le due città offrono a chi si vuole accostare a questa prelibatezza. Il mio invito a fare attenzione alla digeribilità del piatto, voleva solo essere un ulteriore invito a non chiedere un “arancino” in una friggitoria palermitana: si narra di riserve di olio che hanno festeggiato una ventina di volte Santa Lucia.

    41. Accetto di buon grado l’invito anche perché mi rendo conto che l’arancin-a di cui parlo – ora che mamme, nonne, zie non ci sono più – appartiene con i suoi odori e sapori, il profumo insinuante dello zafferano, la fragranza della frittura bionda e croccante, l’opulenza del ragù, alla sfera dei ricordi olfattivi e gustativi giacché finora nessuna titolatissima rosticceria ha vagamente emulato tali sensazioni. Ma se qualcuno volesse farmi ricredere provi senza pudore a indicare dove ci si attiene a un disciplinare che preveda almeno: riso ragionevolmente al dente e non ridotto a pappetta, uso dello zafferano e non dell’infame giallo alimentare (sic!) e olio di giornata!

    42. In tutto ciò, mi inserisco per una considerazione buttata lì, a nessuno è venuto in mente di spedirmene un vassoietto?

    43. Mi dispiace Humby, credo sia più facile organizzare una gita a Shangri-La.

    44. Vassoietto? Albi, le arancine vengono trasportate nella “guantiera”.

    45. Sì ma questa “guantiera” da chi la prendiamo per non fare “malafiura” con Albi?

    46. I cuochini meritano il massimo rispetto per i mini-pezzi pomodorini e acciughe, o 4 formaggi, ma per le arancinette, propenderei più per Franco u vastiddaru (sempre che albi non disdegni il pepe)

    47. E quelle del Bar” Touring” ? ci siamo scordate di arancine che possono sfamare la popolazione di un piccolo villaggio della Val Gardenia?

    48. Albi, spedirti un vassoietto?
      Si vede che devi ancora imparare!!! X il palermitano ogni scusa è buona x stare (e mangiare) in compagnia! 😉
      Non parlimao se poi da celebrarsi è il sacro rito dell’arancina….

    49. Già…con il famoso ” Tutto pagato mio!!!”….

    50. Ah le arancine bomba del bar Touring, dette anche “teste di bambino”. Dai un morso e senti subito la cipolla ruggire tra le tue grinfie. In quel momento però capisci che hai disturbato un equilibrio precario e quella sfera perfetta inizia a collassarti tra le dita avide. Affondi così le fauci boccone dopo boccone, sperando che i preziosi chicchi non raggiungano il pavimento, finchè, divorata mezza arancina, ormai sazio, ti sembra di avere consumato un sacrificio tribale ad un dio pagano.

    51. A quel punto ci vuole una birretta, magari una 0,66, per facilitare i processi digestivi…

    52. … e se non basta un bell'”autista” al porto

    53. Il vero “Autista” era quello del “Pinguino” vecchia gestione… come ha sapientemente raccontato Billitteri…quello del porto è solo una blanda copia…

    54. Hai perfettamente ragione Wave, ma purtroppo “vecchia gestione”. Un altro digestivo che fa parte ormai della memoria dei più è il quarto di vino con gazzosa (rigorosamente partanna)col quale si accompagnavano i “vavaluci” nelle taverne (ne ricordo una in particolare in via montalbo anche se credo ce ne fossero di più frequentate)

    55. alla faccia di Montalbano e dei suoi “arancini”….puah…

    56. Non disdegno il pepe ma non mangio una certa cosa che non dico, perchè altrimenti bulgakov mi chiude le frontiere!
      Sintetizzo: si sta organizzando un’uscita con il motore (portandosi la tovaglia perchè non si sa mai ci può anche scappare un’andata a mondello) per andare a mangiare arancine, e poi passare al porto per un “bell’autista”! Che cos’è un autista?! Dalle mie parti se vogliamo cercare un belloccio, non è detto che debba per forza guidare un pullman, insomma ci va bene tutto!

    57. L’autista, chiedo conferma a wave, era una bevanda a base di selz frizzante, succo di limone e bicarbonato (se la memoria non mi inganna non era previsto lo zucchero nella versione originaria). La degustazione di questa bevanda prevede un particolare rituale. Siccome il succo di limone a contatto con il bicarbonato causa una reazione chimica a dir poco esplosiva, va ingerito tutto d’un fiato non appena il bibitaro versa il bicarbonato come ultimo ingrediente. Ovviamente la reazione, evitata dalla repentina deglutizione, trova sfogo nello stomaco. Un rombo di tuono emesso dall’ugola dell’avventore sancisce l’avvenuta digestione. In seguito la bevanda è stata “corretta” con sciroppi vari che ne fanno una “blanda imitazione”

    58. ….ma se, uscendo con il motore per andare a mangiare arancine, si passa da Mondello (con la tovaglia, ovviamente)… una ciambella in spiaggia non la si mangia?! 😀

    59. Ovviamente, a rigore, l’autista è l’ultima tappa di qualsiasi tour gastronomico, per il quale giammai le chiuderei le frontiere.
      Come si dice: “La tavola è trazzera, cu arriva s’assetta e mancia”. Traduco: “La tavola è una strada, chi arriva si siede e mangia”.
      Personalmente inizierei il tour dal borgo, dalla Mamma di generazioni di palermitani.

    60. Ho solo un ultimo problemino. Ho giurato a settembre di non mettere piede in Sicilia per almeno sei mesi. Ora o mi tenete in braccio tutto il tempo, ma mi sembra scomodo, o ci vediamo a marzo!

    61. come mai questi sei mesi di astinenza???

    62. Questo a Palermo si chiama “rifardiarsela” (non so se esiste in italiano un termine corrispondente)

    63. Ah ecco … si potrebbe tradurre con “disdire”, “ritrattare”, ma non eguagliano la vis di deprecazione del termine 😉

    64. Coooooooooooooooooooooosa? Dopo tutto questo ambaradan…tu hai addirittura giurato (sacrilegio!) di non mettere piede in Sicilia?
      Cerca di “arricamparti” almeno per il giorno di S.Lucia e capirai tante cose… 🙂

    65. Per Barbara – la sarda:
      ciambella a fine giornata? Giammai! Cornetto, ovviamente!

    66. La ciambella la vorrei mangiare in spiaggia! Di giorno 😛

    67. Non ho ritrattato, ho posticipato, per giuramenti pregressi, e non devo certo richiamare alla mente di un siciliano il significato della parola data.
      Caro Eli, sei mesi sono parsi a chi mi ha fatto giurare, un tempo sufficiente a disintossicarmi … certo ignorava, come me del resto, l’esistenza di Rosalììììo a Palermo pure iiioooo!
      p.s. adesso non vi accanite sulle ciambelle e i cornetti, per favore!

    68. Allora non sono l’unica a dovermi disintossicare da Palermo???
      Questo mi consola….. 🙂

    69. bè, un pò la “rifardiata” c’è stata…
      speriamo allora tra sei mesi di averti di nuovo qui…esiste tutto un mondo parallelo alle arancine da scoprire…
      😉
      Ps : cosa si intende per ” Disintossicarmi da Palermo”..? esistono dei “Palermo-addicted”? ohibò…

    70. Io devo disintossicarmi dalla Sicilia tutta, cioè deve sparire la presenza nel sangue di pistacchi!
      caro bulgaKov che ne dici di rifaldiata = ritirata? L’assonanza c’è.
      caro Wave65, ormai vi temo!

    71. No non rende, la “rifardiata” è una disdetta fatta dopo che si è stabilito o organizzato qualcosa e soprattutto fatta da uno dei promotori dell’iniziativa. Capirai, quindi, che chi se la “rifardia” è causa di profonda delusione verso chi ha sposato con entusiasmo la sua proposta (sto riuscendo a far leva sui sensi di colpa?). Ti avviso però che alla seconda “rifardiata” si viene classificati come tipi “non accollativi”: e non è una bella cosa. Fai un pò tu 🙂

    72. Dunque si tratta di pistacchi… !sinceramente credevo una macerazione interiore, uno “spleen” palermitano che intossica l’anima.. 🙂
      Bulgakov: aggiungerei che dopo la seconda rifardiata scatta il ” non sei di bella”. o no?

    73. Secondo me “non si è di bella” già alla prima rifardiata, quindi albi già ” non sei di bella” vuoi pure essere etichettata come “non accollativa”. Io terrei in debita considerazione la proposta di Maria Luisa, anche perchè da noi S.Lucia è un pò come Natale. Con la scusa infatti che non si può mangiare pane “assennò diventi cieco” (noterai l’assonanza intimemente edonistica della minaccia) il palermitano per santificare la santuzza protettrice degli occhi si abbandona a:
      crocchè, panelle, panelle dolci, cuccia (bianca ed al cioccolato), gattò di patate ed ovviamente arancine, che non sono più solo ‘accarne o ‘abburro ma pure ai funghi, agli spinaci, al pollo, al salmone e perfino, udite udite, al cioccolato. Si Wave è proprio un universo parallelo

    74. non vorrei aprire un nuovo dibattito, ma le arancine per Santa Lucia sono “o alla carne o al burro”…

    75. E’ vero, ma data l’irreperibilità delle altre durante il resto dell’anno, di peccato si fa virtù

    76. …..per me si tratta sia di pistacchi….che di macerazione interiore…ho l’anima intossicata ahahahah 😀

    77. per Barbara: un buon “autista” e finisce il tutto…per i pistacchi, intendo.
      per la macerazione interiore ci stiamo attrezzando…

    78. Caro bulgakov, complimenti, ci sei riuscito, mi sento un verme! Se poi ho ben compreso, se continuo a rifiutare, divento una non accollativa, in pratica cambio cognome e mi chiamo Mangiapane, uno di cui non fidarsi!
      Ho preso il biglietto aereo, perchè non sai “di bella”, mi sa veramente “di brutto”!!!

    79. Albi se hai fatto il biglietto non solo adesso “sei di bella” ma oserei anche sbilanciarmi in un “sei troppo corna dura”, che ti suonerà male, ma ti assicuro che è un complimento riservato a pochi. Ti aspettiamo tutti a Punta Raisi allora 😉

    80. Io chiedo formalmente a Rosalìììo un interprete!

    81. Per maggiori chiarimenti butta uno sguardo sul post della Gambino “Veri toco assai”

    82. … va bè..non mi dire che scende davvero?
      potenza delle arancine…
      Albi sei veramente una tipa troppo toca, accollativa e di bella…ma sicuro non sei palermitana? magari ora si scopre che sei dello”Strasburgo”…

    83. Voglio tornare…a Palermo pure io!!!

    84. Dai Albi…piglia sto volo e trovati n’omo siciliano (se continui così, ce la puoi fare), così finalmente ci lascerai in pace!

    85. Brava Albi hai imparato subito! Hai capito che “per un cornuto, un cornuto e mezzo” e adesso hai fatto il biglietto per scendere. 🙂
      Ti aspettiamo, con le arancine of course!

    86. Tutto cominciò con una foto di Punta Raisi,e a Punta Raisi torni.
      Le coincidenze bisogna davvero meritarsele.
      Cittadinanza onoraria per Albi:si sottoscrive.

    87. Ieri sera Rosalììììo mi ha mandato Olga direttamente dal Costanzo show … pare non debba preoccuparmi!
      tutto cominciò con una fucilata e finì con la cittadinanza!
      caro roberto, sarei sula buona strada? Sto svoltando or ora!

    88. Malfidata, comincio ad abbracciare pure io l’ipotesi che tu sia originaria d'”O Strasburgo”! Del resto “cu’ si taliò si sarbò” 😉 . Anche per questo consulta la Fernandez

    89. Già fatto, ma olga non era proprio preparata, aspetta che ci riprovo.

    90. “Strasburgo” una via? Il detto “se ho provato me ne guardo bene dal ripetermi”?

    91. buona la prima, per la seconda Olga ha preso una cantonata. Letteralmente “Chi si è guardato, si è salvato”, il palermitano D.O.C. controlla sempre, non si sa mai. Se il medico gli prescrive una medicina, lui, prima di prenderla, legge posologia e controindicazioni e, come se non bastasse si informa con amici e parenti, chè non si sa mai. Approvo la cittadinanza onoraria, anche se mi chiedo se occorra applicare la Bossi-Fini

    92. Più che la Bossi-Fini, si potrebbe ricorrere ad un passaporto falso…inventiamo un bis-bis-nonno originario di Cardillo se è il caso…
      “ò strasburgo” corrisponde alla nostra Viale Strasburgo…
      Chi è Olga e che ha detto di sbagliato?

    93. …ah è chiaro che sottoscrivo per la cittadnanza onoraria. Anzi rilancio : Consegna delle chiavi della Città…
      Albi sei veramente una ” corna rure” !!!

    94. Bene Berta, così finalmente saremo tutti contenti e sereni. Grazie!

    95. Albi,occhio però..a Palermo unn’avemu ogghiu e friemu sfinci!

    96. A questo punto, la domandasore spontanea: ma chi è Roberto?

      P.S.= commento n°100. Ho vinto quacchecosa? 🙂

    97. Con ordine.
      1) Olga ha … il pizzetto (chiaro? a buon intenditor poche parole).
      2) “Berto” ignoro chi sia, anzi se qualcuno lo sa che parli. Comunque non ho la minima idea di chi siate tutti. E poi sul corriere di oggi si leggeva che l’uomo di internet è incapace di comunicare. Qui parlo da 8 giorni con perfetti sconosciuti e mi diverto pure!
      3) il centesimo commento ha vinto una trasferta nel continente a scelta tra Milano, Roma e Molise. Si precisa che non ci sono altri premi a disposizione, ergo possiamo fermarci qui!

    98. Peccato non facciano più il Maurizio Costanzo Show eroproprio curioso di vedere come sta la Fernando col pizzetto 🙂

    99. Risposta calcolata e scontata…Berto è uno che ha avuto modo di conoscere a fondo Berta… per questo, Berto, spera che Berta, detta anche Bertuccia, possa presto trovare n’omo da SSSposaaare…Auguri, da Bertuccio a Bertuccia!!

    100. e visto che proveniamo e saremo in Sicilia…saranno fiori di arancina o di arancino??Lupo Berto!

    101. La millanteria, ossia la vanteria senza fondamento, arriva ad essere, in determinate fattispecie un reato! se un Berto mi avesse “conosciuto a fondo”, me lo ricorderei, se non altro perchè quando mi faccio “conoscere a fondo” sono sempre perfettamente cosciente. Escudo che possa trattarsi di individuo che si aggira sotto falso nome.
      Avviso: l’autore del commento numero 106, sarà tenuto ad un versamento di 10.000 euro in favore dell’organizzazione che tutela le scimmie bertucce che popolano il territorio dello stretto di Gibilterra. I simpatici esserini, in segno di gratitudine, trascorreranno, con il suddetto autore, un intero fine settimana!

    102. millanteria, mi pare un parolone non consono al contesto…

      Non farei difficoltà a devolvere 10.000 euro (se li avessi…!!) agli animali in difficoltà, fossero anche bertucce europee o extra comunitarie. Per quanto riguarda il fine settimana… non so se avro’ il denaro per arrivare sullo stretto…pero’ potrei farcela per il molise…cara Berta detta dagli amici, Bertuccia!Felice di godere del commento 106, smack!

    103. Rispetto per gli altri, anche se non se ne condivide il pensiero, come ti pare? Concetto non consono al contesto neanche questo? C’è sempre un limite a tutto e non bisogna travalicarlo. Ti sto antipatica? Non ti piace quello che scrivo? Non leggermi, non è obbligatorio. Rosalio è un bel blog perchè è vario. Dici di conoscermi (nessun mio amico mi chiama così). Scrivimi una mail se vuoi ancora continuare la discussione.

    104. mia cara Berta! la parola rispetto non dovrebbe far parte del tuo vocabolario (lo sanno in molti!), soprattutto se si tratta di quello per gli altri.
      stai serena. Continuero’ a leggere Rosalio, che è forte!
      ps: non mi sei antipatica, solo indifferente. Se mi fossi stata antipatica non avrei scritto nulla.Smack!

    105. Dichiarazione pesante e poco credibile visto che viene da uno che inserisce una falsa mail, illudendosi di far quello che vuole.

    106. So che ci sono “certe” persone in grado di fare di tutto con la tecnologia avanzata. Ma, a volte, e’ molto pericoloso farne un uso improprio. Attenzione.Smack!

    107. Bastar…!! Parlare di arancine (alla palermitana, perche il Catania sta dietro 11 punti, al momento) ad uno che sta ad Haiti e’ vigliaccheria pura.
      Pero’, fatevelo dire, alcuni di voi siti pirmalusi!

      Cordialmente

      Giullare

    108. ….anni cinquanta ,passava ”don ciccio”in gabanella bianca,bustina candida in testa,carrettino-barchetta -bicicletta con i pozzetti che d’estate contenevano il gelato,tendina con i ”giummi”a riparare il veicolo–e portava le arancine tonde con la carne e quelle bianche,senza ripieno,a forma di cono,che si ”rotolavano ”al momento nello zucchero….ciao don ciccio,dovunque tu sia…!!

    109. “come dire che l’urna, da cui estrarre nuove conoscenze, è piena di palline dal sapore di arancini.” i dessini perdono il pelo, ma non il vizio 😉

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