venerdì 20 ott
  • Malvestite & co.

    È nel contesto delle uscite serali, soprattutto, quelle in cui la massa di noi giovincelli e giovincelle palermitani si ritrova nel locale del momento, o nel “festino” di turno, che si scatena la civetteria femminile, toccando relative punte massime di cattiveria.
    Che sia la bella ragazza ad essere osservata, studiata, criticata, è troppo facile, poiché ciò corrisponde ad una naturale inclinazione della personalità femminile ed è utile per lo sfogo di proprie eventuali invidie e/o sensazioni di deficienza fisico-estetica. Troppo facile criticare una minigonna su una coscia già abbondantemente degna di prolungata osservazione, troppo facile criticare quel modello di stivali, che avevi visto proprio lì, nel tuo negozio di scarpe, e che avevi provato ma non comprato, causa mancata approvazione da parte dei tuoi polpacci (!!!!), e che ora sono davanti a te, indossati in maniera perfetta.
    Quindi messa da parte l’invidia, una critica rivolta invece a una ragazza mediamente carina, ma che di abbigliarsi e acconciarsi bene proprio non ne vuole sapere, è un pretesto di puro divertimento gratuito.
    Gli esempi da fare qui sarebbero tanti, specie se dovessimo passare in rassegna sia il guardaroba estivo, momentaneamente archiviato negli armadi, sia l’invernale: dal reggiseno in vista, tipo collezione Dolce&Gabbana di qualche anno fa, alle maglie o vestitini corti tagliati sotto il seno in stile impero o in stile premaman (…dipende dai punti di vista e dal soggetto che li indossa!), che hanno fatto furore nell’estate appena trascorsa, dal mitico jeans aderente, specifico per esser portato con stivale/anfibio sopra, alla calza, che ammiccando da una gonna più o meno corta è uno degli accessori più ricercati e possibile fonte di critiche infinite.
    La vera critica, seria, sentita, spontanea, comunque esce fuori quando dinanzi a noi si presenta un tipico esemplare di donna/ragazza “tascia” (…e con una sola parola il Palermitano esprime un concetto vasto e multisfaccettato, il cui significato ogni lettore conosce già).
    Dunque:” dicesi tascia quella donna che tentando di accostarsi alla moda del momento, con convinzione e con mezzi di qualsiasi sorta, ottiene un risultato a dir poco sgradevole, che lede il senso estetico e il buon gusto”.
    Definizione, questa, che tradotta in termini pratici corrisponde all’espressione tipica “TALÉ MA CUOMO SI CUMMINÒ!?”, o a volte “MA CU TI VISTIU?!”.
    A prescindere dal fatto che l’abbigliamento deve essere sempre pertinente rispetto all’orario e al luogo in cui si va, non tutte la pensano cosi.
    Un esempio tratto dalla realtà: se mi trovo di fronte, intorno alle 9 del mattino, una mia coetanea, in sede di lavoro, con tacco a spillo, borsa leopardata, maglia monospalla traforata o merlettata e di colore prepotentemente vistoso, il tutto sottolineato da un maquillage abbondante (per intenderci: matita scura sulle labbra+gloss chiaro, matita nera su palpebra inferiore e superiore e 2 etti di fondotinta per guancia, con aggiunta di fard, spolverato sopra come lo zucchero a velo sulla torta margherita), non posso mica rimanere in silenzio! O se fosse necessario farlo, in quel cervello mi frullano certe considerazioni….
    Vogliamo parlare della serie di minigonne che fanno furore purtroppo non solo tra le adolescenti, ma anche fra le più grandicelle, da oramai almeno un anno? Con la variante stagionale, cioè abbinate a top iper-scollato e sandalo in estate e a medesimo top iper-scollato e decolletè o stivale in inverno? Non sempre si tratta di accoppiate vincenti.
    Esisterebbe poi una digressione dettagliata non solo dei colori ma anche dei materiali e delle stoffe: il finto lino, possibilmente bianco, complementare al finto velluto, possibilmente a costine, ahimè, i quali regnano sovrani nella maggiorparte dei guardaroba; i mitici cinturoni, con fibbie da urlo, o borchiati (e questi si ritrovano indistintamente in entrambe le stagioni); collant iper-lavorati, di qualsiasi colore, dal nero merlettato al rosa shocking; le borse pseudo-griffate, molte delle quali riconoscibili come “scarsissime” lontano un miglio.
    Dulcis in fundo, una doverosa riflessione su una delle ultime fissazioni di noi ragazze: la manicure. Attenzione, non è la solita raffinata french manicure, ma la versione americanata di questa! Cioè quella che si fa un baffo dell’invenzione rivoluzionaria della mano prensile dell’homo sapiens. Praticamente i polpastrelli perdono la loro utilizzabilità e di conseguenza anche l’intera mano….al punto che per tenere una penna in mano e potere scrivere bisogna inventarsi un nuovo metodo!
    Comunque non c’è un’immagine tipo della “tascia”, ma riconoscerla è immediato. Lasciatemi dire una cosa: la famosa borsa a bauletto Pollini, che nel bene e nel male è ormai un classico, nel senso che purtroppo viene adattata forzatamente su qualsiasi mise, anche su tuta da jogging, è non è accessorio ormai out ? ASSOLUTAMENTE SÌ.
    Aguzzate la vista e l’ingegno, care donne compagne, rimane apprezzabile in tutte noi la voglia di farci carine e “azzizzarci”, ma captiamo idee nuove e originali; e se qualcuno vi dovesse dire “GEORGE,GINA&LUCY”, non sta tentando di chiamare il vostro fratellino minore e le vostre cuginette, ma un nuovo interessantissimo marchio di borse e accessori, acquistabile già in uno dei nostri negozi di pelletterie palermitani più noti…..- e ovviamente pubblicizzati su Vogue Italia da moooolto tempo prima!-

    Ospiti
  • 37 commenti a “Malvestite & co.”

    1. Ciao, mi è piaciuto il tuo articolo…
      anche io sono un grande appassionato di mode nonostante odii le griffes e vesto come un mezzo scappato di casa… ma non ci posso fare niente…tutto quello che è moda e tendenze lo adoro.
      Sarei il primo ad essere “stiloso o fashion victim” ma la mia mancanza di coraggio (nel senso dello stile) mi porta ad avere un abbigliamento semiformale stile mezzo Pinnolo (l’ottavo nano).
      ti chiedo… come mai in una città come milano non esiste l’ostentazione dei marchi nel vestito di tutti i giorni?
      per intenderci… sono poche le borse e gli accessori di donna con tessuti stampati tipo Pollini, alviero martini prima linea, e figuriamoci le D e le G…
      vanno di moda le cose semplici e le linee anonime delle grandi case tipo Prada Nannini e i grandi marchi ma con le linee che non si riconoscono.
      sarà che a milano non vogliono ostentare l’avere l’oggetto griffe???
      certo i tasci ci sono che sono D&G dalla testa ai piedi…ma la gente comune no!

      P.S. che poi la gran parte di articoli di marca sia comprata nelle bancarelle dei falsari ai Navigli questo è un altro discorso.

    2. Per una simpatica quanto innocua par condicio, proporrei di esaminare anche l’universo maschile in tal senso. (Certi tasciiiiiiiiiii…. 🙂 )
      E poi farci tutti quanti una gran risata, chè l’abito non fa il monaco!

    3. c’è da scrivere un’enciclopedia sui tasci a palermo… passate dalla champagneria il sabato sera… ‘arrizzano i carni’! 😀

    4. ……a me non piacciono proprio per niente le UNGHIE rifatte, lunghe, rettangolari, orribili…..ma che ci trovate di bello.
      Cmq W LE DONNE ben vestite o meno ma nn troppo magre……

    5. bravo maurizio la penso come te.
      penso che dopo il cerchietto e i ciuffi degli anni 80, il non so che degli anni novanta, ci si farà una risata pensando a quella cosa oscena che è la franch manicure…che orrore.

    6. alessandra (eheehh ti conosco da quando eri bambina piccina, ma non credo ti ricorderesti di me), che dire… sarà che la mia fase di “curtigghio” su concetti di questo tipo è già passata da tempo, ma io ormai rivolgo la mia attenzione ad altro… sostanzialmente non mi interessano le griffes, ma riconosco l’associazione qualità ad una certa marca. la griffe di per sè mi rattrista e spesso la boicotto per principio. elogio le tshirt/felpe/giubbotti etc. anonimi, senza stemmi/marchi/ricami/decori…
      mi piace “azzizzarmi” è chiaro, ma senza urlare a nessuno che ho il perizoma d&g o la scarpina prada.
      tutto qua. non so se è una questione di età o fase della vita, o se è una questione ideologica e morale.
      e poi il tascio, almeno quello palermitano, è tascio dentro! lo puoi anche vestire nel modo “giusto” ma da come cammina, da come parla o fuma, il suo “tasciume” si respira nell’aria.
      preferisco quelli che se ne fregano, e si vestono grosso modo come faccio io: stile “slot machine”: prendo a caso dall’armadio 1 pantalone/gonna, 1 camicia/maglia, li accosto e quasi sempre mi dico che sì, posso uscire di casa conciata così. chiaramente le scarpe sono un discorso a parte, di quelle sono proprio malata! non posso non comprarne in continuazione! 😀
      saluti e complimenti per la tua carriera. a presto. chiara c.

    7. Carino…ma poco originale sin dall’esordio “Malvestite & co.”….
      http://www.malvestite.net

    8. A me le marche mi fanno un baffo! Il buon gusto nel vestire prescinde da qualsiasi indumento o accessorio griffato di cui, ahimè, molte palermitane “fashion addicted” o presumibilmente tali non riescono a non ostentarne con orgoglio il possesso rivendicando lo staus di “caxxo e mezzo”.
      Non volendomene vantare, ma molto spesso faccio più io la mia “porca figura” con addosso un dolcevita semplice e un jeans che una tizia agghindata da capo a piedi con firme dell’ultima ora. Dal canto mio auspicherei l’apertura a Palermo di negozi come Bershka e H&M, capi molto carini che strizzano l’occhio a quelli dei grandi stilisti ma a prezzi abbordabili.
      Ps: per chi proprio non riesce a vivere senza l’accessorio firmato ma ha le tasche che abbondano di ragnatele (di Catulliana memoria) consiglio gitarella fuori porta in quel di Serravalle Scrivia (AL), outlet di grandi firme a metà prezzo. Veramente degno di nota.

    9. Isola81 io però ti conosco benino e talvolta sei “tasciulidda”… Ah ah ah !;)
      Ps. Tu verrai domenica a conoscere insieme a me i rosaliani???:)

    10. Mister Gambino…ma chi n’avvi a capiriiiiiii lei di stile e buon gusto???
      😛

    11. Isola 81 sono con te! Ci vediamo domenica? andiamo vestite tascie? ;D

    12. Chiara non ti conviene ! ti fa ffari “malafiura”. Cmq io ci sarò in incognito xkè “mi vergogno”……

    13. aspè maurizio, ma ti vergogni per come verrai vestito oppure in generale? ;P
      magari lanciamo il “tascio-style”…

    14. Me l’accollo amunì!!!!!!!!!!!
      x Mr. gambino: la smette di infamarmi su rosalio? altrimenti mi vedrò costretta a ricorrere legalmente a misure cautelari per salvaguardare la mia rispettabilità.
      PRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!

    15. X Jenny : NO NO, lui si affrunta in generale….picchì è iddu u tascio in realtà…ahahahahahha

    16. Chiara mi vergogno perchè fondamentalmente sono timido e poi perchè, da passate esperienze, so (spero adesso di sbagliarmi) come vanno a finire queste cose…. Sui blog “come i frati”, live “indifferenza totale ai rapporti interpersonali se non più di un ciao ciao micio micio”. Forse sbaglio…..

    17. Isola81 cara (ma ti chiamerei in altra maniera) io non ho vergogna però di mostrarmi in rete tanto è vero che ho messo il mio blog. Però ti dico una cosa : nel blog ho tante foto e ci sei anche tu….. Ora ti svriuogno !!!!!! Ah ah ah

    18. @isola81: mi raccomando, tiriamo fuori il tascio che c’è in noi, ok?
      @maurizio: ddai non essere timido! tasciulizzati anche tu così ti sentirai a tuo agio… e poi ci riconosciamo.

    19. OK mi metterò un Jeans e una felpa tasciulidda con un orso davanti……

    20. @maurizio: Grande! mi sei piaciuto! un mocassino nero con calzino corto bianco e di spugna, please! non hai un pantalone di flanella a quadrettoni? un sotto di un a tuta? il jeans è troppo classico…

    21. c’e’ da dire una cosa però Chiara : fin quando siamo noi e GLI ILLUSTRI del sit bene….ma a quell’ora al Monte Vergini ci va un sacco di gente….. Tu te l’accolli la malafiura generale con tutti???

    22. Si….devi andare fino in fondo: il tascio non è solo uno stile, ma un modo d’essere, uno stile di vita apertamente pacchiano e perciò indifferente al severo giudizio del perbenismo stilistico imperante. Anche “coatto” come termine èlinguisticamente riduttivo comparato al nostrano “TASCIO”.

    23. beh io continuo a vestirmi con lo “slot-machine-style”…e quello che viene viene.
      Anche il termine inglese “kitch” non è esaustivo del “tascio” nostrano, ma forse si avvicina molto…

    24. Nel 1996 già avevano capito tutto: “…e ho visto l’era punk, quella metallara, quella dark, quella paninara, quella dei finti ricchi, quella dei finti poveri, e ancora io sono qui invariato, niente m’ha cambiato e sento finalmente che il momento mio sia arrivato, tipa con gli altri non c’ho sfida sai, il tamarro e’ sempre in voga perche’ non è di moda mai”
      Articolo 31, Funkytarro

    25. chiara c…..mi conosci da piccina?e chi saresti?magari se mi dessi un indizio forse indovinerei

    26. mi piace, mi piace questo lungo commento dialogato… come mi è piaciuto l’articolo, misurato, senza eccessi!
      in via definitiva, leggendo la discussione ‘supra’ riprendo fiato e mi consolo, rendendomi conto del fatto che alla fine molte persone con cervello e voglia di giocare vivono in questa città, oltre agli arcinoti esempi di forzoso “stile” umano, elegante o, il più delle volte, no.
      tutti tasci? ci sto!
      a domenica

    27. Ma poi c’è una moda tutta palermitana!!! Per esempio questi cappellini stile americano che si mettono i maschi adolescenti del tipo “appoggiato sulla crigna” che sembra che svolazzero via al primo timido soffio di vento! O poi le borse, cinture e non so cos’altro ancora con disegnato sopra una infinita di saturni – questo cose qualcuno le ha mai viste in altre parti d’Italia????

    28. Upps! Volevo dire “appoggiato sulla criniera”! La parola “crigna” esiste? Boh?

    29. Non vi lamentate tanto. I trasandati sono distribuiti dal nord al sud! Io, purtroppo, sono costretta a vivere al nord per lavoro (sigh!) e ne vedo di belle. Sembra proprio un altro mondo.
      Meno male che c’è “Rosalio”…..

    30. non si tratta di trasandati… ma di TASCI… 😀 altro che trasandati!

    31. a me viene solo da dire ….e allora??
      :/

    32. …..allora? 60 minuti!

    33. 3600 secondi………………

    34. Cara Alessandra,
      ognuno si veste come crede! La moda in fondo siamo noi! Perchè è trend l’abito che vedi sulla rivista X??? Chi lo ha stabilito? Perchè non è trend o chic lo stivale Y, indossato dall’amica al call center dove lavori? De gustibus non disputandum est! Tu magari sari tascia per molti e per altri sarai vestita da Dio! Non critichiamo così ferocemente, quando c’è ben altro a cui pensare non credi? La moda è solo business, non la pecora in prima fila che guida il gregge! Post molto triste, specchio inevitabile di una piccola fetta di persone di poco spessore, scusami ma non posso dire altro, in tutta franchezza!
      “Azzizzati” bene e pensa a te stessa!

    35. Contrariamente a Simone, io il post lo trovo molto carino e simpatico. Non tradisce un pensiero frivolo ma un’ironica disamina di chiacchere comuni che prima o poi facciamo un pò tutti in serate con amici. Mica possiamo sempre parlare del processo IMI-Sir o discettare sull’eventualità dell’ingresso della Turchia in Europa….fateci respirare un pò di aria fresca e sorridere di ciarle insulse e inconsistenti.

    36. Alessandra Vanella.
      Malvestite aveva raggiunto la vetta in quanto a sarcasmo, acume, intelligenza e creatività.
      Ti prego….

    37. Leggere elaborate elucubrazioni sulla fuffa modaiola mi fa capire il vuoto pneumatico che pervade la giovane minchionagine

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