mercoledì 18 ott
  • San Valentino

    Non voglio massacrarvi con le solite storie romantiche “presanvalentiane”. Che poi si sa: è una festa commerciale; a me non me ne frega niente; guarda che io neanche me n’ero accorta che fosse oggi…e poi guardiamo sempre con occhi languidi e a forma di cuore (spezzato) quelle confezioni blu notte con le stelline argentate posteggiate sopra i banconi dei bar, tempestate di cuori rossi fiammanti che ci ricordano che, ahimè, anche quest’anno è arrivata la festa degli innamorati e noi siamo nuovamente in vetta al monte dei single a sventolare bandiera bianca.
    Questa che vi racconto è una storia realmente accaduta e ve la racconto perché per una volta voglio utilizzare questo blog come se fosse un surrogato di C’è posta per te…dopo tutto mi sono detta “se persino l’ex premier e sua moglie lavano i panni sporchi in pubblico, perché non posso farlo anche io?”.
    Questa storia risale al lontano 1997 e ve la racconto proprio perché nel decennale del suo accadimento merita un posto d’onore nella memoria di internet.
    La nostra protagonista, una tardo-adolescente con paturnie quotidiane, si reca ad una cabina telefonica per telefonare. A quei tempi niente sms, niente cellulari e meno che mai mms insomma per comunicare con il mondo bisognava recarsi alla più vicina cabina telecom. Mentre la giovane si apprestava a terminare la conversazione telefonica una voce maschile, impostata, la chiama. Lei si volta e con grande stupore riconosce nei tratti maturi di un giovanotto biondo con gli occhi azzurri un ex compagno delle scuole elementari, suo ex-spasimante (come si può essere spasimanti a 8 anni – sich!- ) che ha cambiato completamente aspetto diventando un gran bel ragazzo. Così la nostra protagonista sorride, lui sorride e in pochi minuti si danno appuntamento al prossimo venerdì per rivedersi e raccontarsi un po’ di vita vissuta durante i lunghi anni in cui si sono persi di vista.
    La nostra giovane ancora non si rende conto di questo fortuito incontro e della riscoperta, piacevole, di un caro amico d’infanzia. Insomma i due si incontrano e iniziano a frequentarsi. Escono il venerdì, il sabato successivo e anche quello seguente. Anche il gruppo di amici di lui con il quale escono sembra molto simpatico, socievole e divertente. Tutto bene insomma, fino a quando tra avance più o meno velate i due protagonisti capiscono, senza parole che è ormai giunto il momento di dare una svolta al loro rapporto che sicuramente sta diventando qualcosa di più di una semplice rimpatriata tra ex compagni di scuola. Quale data migliore, se non San Valentino? Dopo il rituale balletto di quelli che “San Valentino è una festa scema”, “Io rimango a casa a mangiare cioccolata da sola che me la passo meglio”, lui propone a lei di uscire per la prima volta da soli insieme. Lei accetta, se vi avvicinate potreste anche ascoltare il tum…tum… del suo cuore che inizia ad accelerare precipitosamente. Il viso però è rimasto immobile e imperturbabile e con un filo di voce risponde “Ma si, perché no”. Lui allora le dà appuntamento proprio per San Valentino dicendole che l’avrebbe chiamata verso le 19 per darle le ultime informazioni sulla serata. A quel punto la situazione doveva già puzzare di quell’odore rancido che solo le fregature emanano, ma l’ebro odore della conquista aveva occultato quel miasma infernale.
    Inizia così il rito preparatorio che solo noi donne conosciamo. E’ un rito lento, lungo e catartico fatto di profumi, polveri, sali da bagno e creme. Dato l’ultimo tocco di rimmel, la nostra protagonista attende il fatidico squillo che decreterà l’esito della serata. Ore 19:00 niente. Gli uomini si sa, fanno cuocere le donne nel loro brodo, non pretendiamo puntualità. Ore 19:30 niente. Sicuramente avrà avuto un contrattempo, mezz’ora di ritardo è lecita. Ore 20:00 niente. I sospetti iniziano a serpeggiare. “Lo chiamo?”. Ore 20:30 niente. “Ok, Lo chiamo”. Cellulare spento. Ore 21 niente. “L’hanno rapito gli alieni? L’hanno sequestrato? Gli hanno amputato la mano, il braccio, i piedi e la lingua e non può usare il telefono?” Ore 21:30 niente. Ore 22:00 mascara scolato, lacrime a fiumi e scatola di cioccolatini comprata per l’occasione aperta e divorata. Ogni morso un sospiro e una lacrima.

    EPILOGO: da quel giorno la nostra protagonista non ha più visto, né sentito, né incontrato il maschio fedifrago. Ancora oggi lei sostiene che l’ipotesi del rapimento alieno sia la più plausibile e sopportabile.

    Palermo
  • 20 commenti a “San Valentino”

    1. io mi ricordo di un’avvistamento di alieni…
      aspe’…
      era intorno a Febbraio del 1997…
      per la precisione era il 14…
      ora ricordo…
      la triste consolazione e che siamo ancora oggi circondati dagli alieni…
      meglio la cioccolata per le coccole di san valentino…
      avete visto i nuovi Baci Perugina?
      non è pubblicità vero?
      sono da provare…
      buon San Valentino a Tutti i Single…
      e che il cielo ci aiuti a superarla indenni…
      baci…

    2. Non tutte le storie hanno il lieto fine! 😉
      Ciao,
      Emanuele

    3. […]La nostra protagonista, si reca ad una cabina telefonica per telefonare. A quei tempi niente sms, niente cellulari insomma per comunicare con il mondo bisognava recarsi alla più vicina cabina telecom […]la nostra protagonista attende il fatidico squillo..Ore 20:30 niente. “Ok, Lo chiamo”. Cellulare spento[…]

      Un commento????
      L’evoluzione tecnologica è velocissima!!!

    4. mi ero accorta anche io del bug mariavioletta 🙂
      ma ti ringrazio per la precisazione
      …niente cellulare, confermo, solo numero di casa fisso.

    5. Ringrazio te per avermi fatto tornare indietro nel tempo, quando gli innamoramenti non erano “contaminati” dalla presenza ossessiva di un cellulare in tutte le sue forme, quando era sufficiente negarsi al telefono….per eclissarti!!!!

    6. come ogni anno S. Valentino torna inesorabilmente a stressare ziti e non ziti di tutte le età!! io mi stressavo sia quand’ero fidanzata ( Che cosa regalo??mi aspetto i soliti baci perugina??)sia quando non lo ero per ovvie ragioni…quest’anno ho deciso di ignorare totalmente questa data XD
      e poichè in questo giorno tutti si sforzano di fare gli innamorati e cercano disperatamente qualcuno part-time d’amare, ecco che accadono storie come quella che ci hai raccontato o come quelle che ognuno di noi avrebbe da raccontare…se non altro rimane la possibilità di farsi una bella risata su tutto ciò…magari dopo 10 anni!!!

    7. ho trovato la storia molto carina,
      ben scritta: ironica e dolce al tempo stesso. brava! pat

    8. Non per fare l’avvocato del diavolo : ma tu a questo qui che cosa hai combinato alle elementari?

    9. … di solito in questi casi, c’è una ex che improvvisamente riemerge dal passato…

    10. bulgakov…ma allora è vero che la vendetta è un piatto che va gustato freddo :-O soprattutto in amore!

    11. Maria Letizia a lume di naso questa “ce l’avevi sarbata” da dieci anni.

    12. AHAHAHAAH!!! E’ capitato a tutte almeno una volta nella vita di essere state piantate… Sono molto solidale. Però che ridere quando si rimembrano queste cose a distanza di tempo… c’è chi ne fa un mestiere… un bacione a Letizia!

    13. san Valentino,la festa del business,lo dimostra che domani ho il ristorante strapieno,con tre liste di prenotazioni,cioè l’ultima coppia se tuto va bene si metterà seduta alle 23.50

      praticamente 300 coperti.
      una domanda alle belle donne di Rosalio,ma onestamente,non preferite un regalo o una cena romantica a sorpresa,in un normalissimo giornopiuttosto che la sera di san Valentino?

    14. natale mi prenoti un tavolo.
      Ti prego…….
      rombo al forno nel miglior stile romano.
      un bacione a Lapo.

    15. tutte cretinate sono io ci esco con la zita perche ce movimento io giro e perchè il babbo non rompe se si fa piu tardi del solito SCASSICO PAESANO VERO?

    16. ot: dove hai il ristorante, nat?

    17. “Non preferite un regalo o una cena romantica a sorpresa,in un normalissimo giorno piuttosto che la sera di san Valentino?” Sì, se voi foste così carini da ricordarvene ANCHE IN TUTTI GLI ALTRI NORMALISSIMI GIORNI…:)

    18. cristiana touchè 😉

    19. Uh, che nostalgia le telefonate dalle care, vecchie cabine telefoniche…e le tasche piene di monetine per far durare la romantica telefonata il più a lungo possibile…
      E mi ricordo che, a volte, si faceva anche la fila per telefonare…
      Oddio, parlo come mia nonna! 🙂

      Brava Maria Letizia!

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