domenica 17 dic
  • Tipi alimentari a Palermo

    Sul fatto che al palermitano piaccia mangiare credo non ci siano dubbi.
    Ma questa affermazione non è sufficiente a definire l'”animale” palermitano sotto il profilo alimentare.
    Esistono tipi alimentari variegati e qui proverò a descriverne alcuni.

    Onnivori: gli onnivori sono davvero animali rari, ma se ne conosci qualcuno, un vero onnivoro, allora sarà un piacere invitarlo a cena perché non avrai problemi di alcun tipo e potrai sbizzarrirti nelle ricette più strane e improvvisate e lui gradirà sempre e comunque. Ma attenzione, a Palermo trovare un autentico onnivoro è cosa assai difficile, perché c’è chi si definisce tale e poi viene fuori che “io mangio tutto, tranne i legumi”, oppure, “io mangio tutto, tranne la pasta”, o “io mangio tutto, ma le uova no”.

    Carnivori: il carnivoro, proprio come il vegetariano, ha una sua stretta etica. Ovvero se in una pietanza non c’è traccia di carne non riesce a mangiarlo. Inconcepibile la pasta col forno senza ragù, la parmigiana di melanzane senza la fetta di prosciutto, il tramezzino senza salmone, l’aperitivo senza salamino.
    Per il carnivoro “la pizza non è pizza senza sasizza”.

    Masochisti: categoria fortemente presente nella fauna palermitana. Il masochista si nutre solo di cibi altamente nocivi se ingeriti con continuità e in grandi quantità. La giornata del masochista comincia con una colazione a prova di colesterolo: una bella arancina (fritta) con la carne alle 8 del mattino prima di cominciare a lavorare; sopra un bello cafè e via! Il pranzo in genere è anch’esso rigorosamente fritto, oppure, se ci si sente appesantiti, magari si opta per una teglia di sfincione o di pasta col forno. La sera un antipasto di patatine fritte e poi una pizza tutti i gusti più uno o come è chiamata da Nino u’ ballerinu la pizza bomba: dentro ci stanno tutti gli ingredienti presenti in pizzeria. Non si può non terminare con una bella broscia con gelato e panna in estate, o un bello cannolo in inverno, o una setteveli nei periodi in cui si ha bisogno d’affetto. La caratteristica principale del masochista alimentare è che sistematicamente dopo ogni pasto sta male: acidità di stomaco, pesantezza, mal di testa digestivo. Ma la caratteristica ancora più importante di questo strano animale è che non apprende dagli errori. Un topino da laboratorio è molto più ricettivo!

    Vegani: se dicessi alla Nonnapina “nonna sai, sono diventata vegana”, quasi certamente lei mi risponderebbe “beddamatri figghiamia! ma chi bo riri?”. Quando intraprendo, ormai da anni, il discorso con qualcuno non informato, mi chiedono “ma le uova le mangi? e i formaggi?”. Ecco il vegano non ingerisce cibi di origine animale: niente latticini, niente uova, solo vegetali. A Londra in un ristorante vegano mi è capitato di assaggiare una cheesecake…senza cheese! E quindi i vegani mangiano le bistecche di soia, le cheesecake senza latte.
    In genere, segue un comportamento eticamente coerente, non acquistando o indossando indumenti provenienti da animali: niente scarpe e accessori in pelle, niente maglioni di lana, scarpe di tela anche in inverno. Se, come ho detto in precedenza, per un vegetariano a Palermo la vita non è semplicissima, per il vegano diciamo che lo è ancora meno.

    Vegetariani: il vegetariano, meglio conosciuto come lacto-ovo-vegetariano, si nutre oltre che di vegetali anche di latte e derivati e di uova. L’utilizzo di accessori e scarpe in pelle è in genere limitato ma non escluso. Rispetto al vegano a Palermo la vita è molto più semplice, ma rispetto ad un carnivoro non c’è gioco!

    Pescetariani: questa categoria dovrebbe comprendere i vegetariani che mangiano il pesce. Credo questo termine sia stato coniato da un mio amico palermitano che ha vissuto 10 anni a Londra e quando è tornato mi disse “sono pescetariano“. Io risposi che era solo un vegetariano viziato… e che non era possibile inserirlo tra i vegetariani ma neanche tra i carnivori o onnivori. “Insomma, non sei né carne né pesce!”.

    Viziati: anche questa categoria è fortemente presente nella fauna palermitana. I viziati sono quelli che “mangio solo il pesce pescato da Pasquale”, “l’unico vino rosso che bevo è quello dello zio Tonino”, “i broccoli li mangio ma bolliti no”, “le patate solo biologiche”, “io mangio tutto il pesce, tranne triglie, salmone, tonno, calamari e gamberi”, e così via. Oppure ci sono quelli che mangiano e bevono solo biologico…e qui i fatti sono due: o sono molto ricchi o mangiano veramente poco.

    Manciatari: il manciatario è quell’animale al quale piace mangiare assai. Se compra le patatine fritte da mezzo chilo, le finisce tutte in un colpo. Se compra un chilo di gelato, lo finisce subito. Se cala 300 grammi di pasta la finisce tutta. Al ristorante ordina almeno 3 antipasti, una pizza bomba familiare, un litro di birra se qualcuno al tavolo lascia degli avanzi lui spazzola via tutto. Il dolce non può mancare. Al manciatario piace essenzialmente mangiare e mangiare in grandi quantità. Infatti è l’animale che più gode ai banchetti tipici siciliani: inizia a mangiare come tutti dall’antipasto e al dolce, dopo che tutti sono già stramazzati dopo i tre primi piatti, lui se la gode e sorride agli altri compiaciuto.
    All’interno di questa categoria ci sono quelli invidiati da tutti che non mettono su neanche un grammo di ciccia!

    Palermo, come il resto della Sicilia, è un luogo dove il cibo è un culto. Dove nutrirsi è un piacere. Dove i dettagli sono fondamentali. La nostra cucina è esportata e imitata in tutto il mondo. Quando il mio cuginone americano (nato e cresciuto negli USA) viene qui in vacanza se ne torna a casa con qualche chilo in più, ma con un sorrisone in viso che subito gli fa desiderare di tornare qui, nella nostra bedda Sicilia a godersi i cannoli, le arancine, il pesce fresco, l’olio d’oliva, lo sfincione, il primosale.
    Perché il sole e il mare li trovi anche alle Maldive, ma la parmigiana di melanzane, quella vera, con il pomodoro fresco e il basilico appena raccolto, la trovi solo a Palermo.

    Ospiti
  • 41 commenti a “Tipi alimentari a Palermo”

    1. Non c’è che dire il cibo esprime molto bene la cultura di un popolo e le idiosincrasie che si legano al suo consumo anche. Palermo è un faro per la cucina e tutta la sua cucina parla di lei di chi l’ha governata (dominata) e di chi inganna la povertà con lo sfarzo dei suoi piatti. Una sola considerazione a riguardo, io sono di Napoli e c’è una differenza profonda tra i due modi di intendere il cibo che ho potuto notato da quando mi sono stabilito a Palermo una ventina di anni fa. A Napoli non si butta via niente, ogni avanzo riconquista la dignità nel piatto del giorno dopo. Le scorze del formaggio, i salami affettati in eccesso, la verdura rimasta si trasforma cientiicamente in una nuova pietanza. A Palermo, credo per un retaggio dello sfarzo baroco, questa abitudine è molto meno presente. Anzi è quasi un’offesa, una mancanza di rispetto ripropore il cibo in una nuova forma dopo che era stato elaborato per svolgere un’altra funzione.

      Buon appetito

    2. Comunque visto che parliamo di cucina… sarebbe bello che Cammarata non vincesse le elezioni 😉

    3. Concordo con Giuseppe, a proposito di cucina speriamo che Orlando diventi sindaco al primo turno. A parte questo doveroso commento, complimenti a Chiara per aver messo a fuoco i tipi alimentari nostrani. Forse però ha dimenticato di inserire una categoria secondo me presente un po’ ovunque, e composta per lo più da donne, ovvero quella dei Dietariani. Che va dagli integralisti in grado di praticare digiuno anche davanti a orge di cibo, a quelli che del “solo un poco, perchè sono a dieta”, da questi ultimi bisogna stare alla larga perchè possono trasformarsi senza preavviso in masochisti-manciatari…

    4. Io un onnivoro vero lo conosco: mangia di tutto, qualunque cosa. Dalla pasta ai legumi, dalla carne al pesce, dai dolci alla frutta, dagli ortaggi ai formaggi… Non l’ho mai visto schifare nulla. E se è vero che tutte le mogli/mamme ogni giorno entrano in crisi perchè “non so che preparare oggi!”, mi sa che lui è proprio un uomo da sposare.. ;)(prenotato =P)

      ps: concordo per Orlando.. =)

    5. @davide: è vero… il palermitano prova vergogna a riproporre cibi cucinati per altri scopi, specialmente agli ospiti.
      io, come sai, odio gli sprechi, e amo “riciclare”, quindi se per caso ho “calato” troppa pasta, il pasto successivo diventerà una frittata di pasta (come tu mi hai insegnato) 😀
      @vittorio: è vero! i dietariani… conosco gente che è a dieta da sempre! ma come fanno? sarà uno stato mentale…
      io sono vegetariana da 7 anni e manciataria da sempre, anche se Nonnapina da sempre mi dice “chi si sicca, un manci nienti!”
      ed io la adoro, perché quando mi abbraccia e mi stritola non sente MAI i rotolini di ciccia! Ah l’amore dei nonni è incomparabile! ;D

    6. Non importa cosa si mangia, l’importante è smaltire le calorie andando in giro per la Città in bicicletta. Visto che stavolta non lo hai detto tu…lo dico io! 🙂

    7. Ritrovarci attorno ad una mensa è forse l’ultima manifestazione comune della nostra società con quella degli autori dei graffiti nelle grotte dell’Addaura. Penso che sia importante essere consapevoli del proprio stile alimentare senza però cadere nelle trappole delle “ideologie” nutrizionali: proprio oggi la stampa riporta la notizia di una pesante condanna a carico di genitori in USA che avevano causato una grave forma di denutrizione alla propria figlia per via di una dieta vegetariana.

    8. certo, il buonsenso prima di tutto. è chiaro, chiarissimo, necessario. io dal canto mio, faccio analizzare il mio sangue 1 volta l’anno. quando avrò dei figli, saranno loro a scegliere, quando ne avranno la facoltà, cosa e come mangiare. fino a quando non ne avranno la facoltà, saranno grossomodo onnivori.

    9. Stili alimentari? e che dire dei cannibali? lo sapete che c’è il rischio che da lunedì questa città venga invasa da PEDOCANNIBALI e per di più PAZZOSCEMI?
      Per ANTONIO MASIA (ma chi è costui?) io sono uno di loro! BHUUUuuuuu bambini!!!
      😀

    10. grazie maria luisa per il supporto! 😀
      @tommaso: ho dimenticato i ciclovegetariani… eccomi! 😀

    11. Scusa Chià, in che senso? sei vegetariana a cicli stabiliti o mangi biciclette fatte da verdure? 😀

    12. tommaso, potrebbe risponderti marialuisa, ma lo farò io 😀
      sono vegetariana (come potrai leggere da un post di qualche giorno fa qui su rosalio) e mi muovo quasi esclusivamente in bicicletta in città. per unire il tutto in una parola: ciclovegetariana… o bicivegetariana… o vegeto-pedalatrice… ?

    13. >proprio oggi la stampa riporta la notizia di una >pesante condanna a carico di genitori in USA che >avevano causato una grave forma di denutrizione >alla propria figlia per via di una dieta >vegetariana.

      Niente di più falso. Credo che prima di fare certe affermazioni bisognerebbe informarsi e, senza offesa, fare ragionare un pò il cervello. E’chiaro che quel bambino non è morto a causa della dieta vegetariana: ricordo infatti che aveva soltanto 6 settimane e a quell’età l’unico alimento che un bambino dovrebbe assumere è… il latte della madre. Cosa che evidentemente i due, vegani ma non di certo genitori responsabili, non facevano. Quindi evitiamo di trasformare queste notizie in accuse contro i vegetariani… d’altra parte sono anche sicuro del fatto che se i due non fossero stati vegani di questa morte non avremmo mai sentito parlare. Chissà quanti ne succedono di casi simile, ma se i genitori non sono vegani va tutto bene.

      Può essere utile, cmq, per leggere una informazione non certo di parte, dare un’occhiata all’articolo sul corriere:

      http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/05_Maggio/10/coppia_vegetariani_ergastolo.shtml

      Da cui estraggo questo:

      “Il procuratore Chuck Boring ha sottolineato che questa sentenza non vuole essere un’accusa contro i vegetariani – i due infatti erano vegani – ma contro chi non comprende che l’alimentazione di un bambino è qualcosa di estremamente importante: «Non ha alcuna importanza il fatto che essi fossero vegetariani» sottolinea il procuratore. «Il bambino è morto perché essi non lo nutrivano. La dieta vegetariana invece è qualcosa di buono. Questi genitori hanno mentito sul fatto che il bambino fosse quotidianamente nutrito».”

      Per il resto io sono vegan e mangio prevalentemente cibo biologico (diciamo un buon 90% dei cibi consumati in casa), ma di certo non posso ritenermi una persona agiata. Penso che di modi per risparmiare sulla spesa ce ne sono tanti, a cominciare dall’evitare gli sprechi ed evitare di abbondare con cibi e bevande “inutili”.

      Ciao,
      Daniele

    14. Aggiungo che i miei figli, quando ne avrò, saranno vegani finchè non saranno in grado di scegliere diversamente visto che fino a quando non saranno in grado di farlo saremo sempre noi genitori a decidere per loro, in un caso o nell’altro. Oltretutto conosco molti bambini vegan dalla nascita e scoppiano di salute.

    15. Così come è vero che gli onnivori sono “animali rari”, è altrettanto vero che noi onnivori veri difficilmente riusciamo a comprendere chi non mangia (talvolta senza volere neanche assaggiare) questo o quello, e ci sbellichiamo dal ridere dinanzi ai finti onnivori quando si scoprono gli altarini (ne conosco un paio che solevano dire “io mangio tutto”, solo fino a quando non si sono confrontati con me ;-)). Parola di onnivoro manciatario.

    16. e comunque domani pasta con le sarde. a chi si appartiene?

    17. @daniele: il fatto di crescere vegani dei neonati mi pare già una scelta (e lo stesso vale per i vegetariani). all’età dello svezzamento già si possono capire i gusti del bimbo… i miei figli saranno liberi di scegliere. poi ognuno agisce come meglio crede. ho esempi di bambini vegetariani che godono di ottima salute come di bambini onnivori con problemi alimentari. tutto sta nell’equilibrio…
      per quanto riguarda il biologico, daniele ti assicuro che al momento i prezzi dei cibi biologici sono quasi proibitivi…
      compro qualcosina anche io ma non potrei comprare solo biologico… non arriverei a fine mese…
      saluti 🙂

    18. Chiara, capisco quello che vuoi dire riguardo ai neonati ma, almeno nel nostro caso, c’è da dire che siamo entrambi vegani (io e la mia ragazza, intendo) quindi inevitabilmente in casa nostra di alimenti di origine animale non ne circolano e ovviamente non ne circoleranno nemmeno se avremo un bambino… poi ognuno sceglie come regolarsi ci mancherebbe però non credo che si possa parlare di “imposizione” di un’alimentazione vegan a un neonato più di quanto non si possa parlare di “imposizione” di un’alimentazione onnivora. Poi personalmente ormai rifiuto l’idea stessa di “animale” come “cibo”, quindi il problema non si pone proprio (supportato ripeto anche dal fatto che l’alimentazione vegan in un neonato è più che fattibile, fermo restando che l’alimento più importante per un neonato è il latte della madre).

      Riguardo ai prodotti biologici, io credo che sia anche lì semplicemente una questione di equilibrio. Non voglio entrare nel personale, ci mancherebbe, però con una gestione oculata delle tutto sommato poche entrate economiche riusciamo, come detto sopra, a consumare in casa esclusivamente (o quasi) cibi biologici, oltrechè utilizzare detersivi e prodotti per l’igiene personale bioecologici oltrechè non testati sugli animali. Non puoi dirmi che i prezzi dei cibi biologici sono quasi proibitivi 😛 perchè so che non è così visto che li compro ogni settimana, certo costano di più di quelli “normali” (anche se in alcuni casi non è così) però insomma tutto sta a trovare un’equilibrio “economico”. Noi riusciamo a far mangiare biologico anche il cane e i 3 gatti che abbiamo in casa. Diciamo che, riguardo al biologico, la nostra non è tanto una fissazione “salutistica” quanto una scelta ecologica.

      Ciao,
      Daniele

    19. il prosciutto nella parmigiana non c’entra una mazza.

      ULTRAS LIBERI.

    20. io invece domani pasta col forno doc !
      che categoria è ?

    21. il discorso sui “pescetariani” è una contraddizione: noi vegetariani siamo i primi a dire che il pesce è comunque “carne” o “animale” e poi dici al tipo “non sei ne carne ne pesce”…e invece è pur sempre un carinivoro… sbaglio?

    22. perdonate l’ignoranza, ma in teoria un neonato che si alimenta secondo principi vegani non dovrebbe astenersi anche dal mangiare il latte materno? Se è così mi permetto di dire che non mi pare una cosa proprio naturale.

    23. Vittorio sbagli completamente. I vegani si astengono dal consumo di alimenti di origine animale… nella fattispecie del latte di origine animale (non umana…) semplicemente perchè gli animali non vengono sfruttati soltanto per la produzione di carne ma anche per la produzione di latte (e uova). Quindi, a mio modo di vedere, l’essere vegani è diretta conseguenza dell’essere vegetariani. In verità l’unico latte che un essere umano dovrebbe consumare durante la propria vita è il latte della propria madre (cosìccome il latte delle mucche dovrebbe andare ai propri figli… i vitellini) e in tutto questo non c’è nessuna forma di sfruttamento perchè come dici tu è una cosa assolutamente naturale. Quindi non vedo assolutamente per quale ragione un neonato che viene alimentato secondo principi vegani non dovrebbe mangiare il latte della propria madre, a meno che non si pensi appunto che i vegani rinunciano al latte (di origine non umana) per motivazioni del tutto “astratte”, mentre invece lo fanno per motivazioni molto concrete (cioè l’essere contrari ad ogni forma di sfruttamento animale). Io però continuo a chiedermi come possa nascere questo equivoco… quindi ti chiedo quali sarebbero a tuo modo di vedere i “principi vegani” ai quali fai riferimento?O_o

    24. Io ho praticato per più di un decennio la macrobiotica rigida, che nel tempo si è diluita in “alimentazione consapevole”. ricordo bene che la medicina tibetana, sintesi tra medicina ayurveda e taoista, rifiuta (se non ricordo male) le rigide schematizzazioni. Secondo i tibetani ciascuno di noi ha la sua necessità, il suo equilibrio alimentare che ha radici sia familiari sia karmiche. Da una famiglia di vegani può nascere un carnivoro e viceversa. Io la penso più o meno come loro, i tibetani. L’ideologia in faccende alimentari (e non solo) può essere deleteria. Per me biosgna riscoprire l’istinto alimentare.

    25. sono d’accordo con giovanni d’acquisto sul fatto dell’istinto alimentare, solo ogni tanto mi chiedo se oggi è per un istinto naturale che compriamo la carne al supermercato già pronta (senza pensare troppo da dove derivi), o per inerzia e abitudine (o pigrizia)… e non venite a parlarmi di catena alimentare… 🙂

    26. Beh, con la scusante dell'”istinto” si possono giustificare le peggiori nefandezze (omicidi, stupri e quant’altro). Perchè richiamarsi soltanto all’istinto alimentare e non ad altri istinti “animaleschi”? Soltanto perchè nel primo caso ad andarci di mezzo sono gli animali e non altri esseri umani? Io questo lo chiamo “specismo”!;)

    27. Che c’entra l’istinto con l’omicidio, lo stupro etc? I pesci e i rettili vivono d’istinto, non mi risulta che ci siano pesci stupratori o che le vipere si divorino tra loro, caso mai vanno a caccia di roditori. Purtroppo è comune lo squilibrio tra istinto, emozione e razionalità e la società in cui viviamo spinge verso la disgregazione, non verso l’integrazione. Se a suo tempo non avessi imparato ad annusare ed assaporare con tutte e tre i cervelli starei ancora ad appanzarmi con calzoni fritti, arancine col capoliato e birra, per finire in bellezza una sfincia di sangiuseppe. Ci affligge la mancanza di contatto con se stessi, io da piccolo sputavo la carne, mi hanno costretto a mangiarla ma da adulto non l’ho mangiata per anni, poi mi sono accorto che di tanto in tanto sentivo il bisogno, ma preferisco le uova e il formaggio di capra. Anche mangiare cereali e verdure non è poi così ovvio, bisogna saper scegliere ci sono cereali per l’estate e per l’inverno e lo stesso dicasi per la frutta e la verdura. Il cibo modifica radicalmente la struttura psicosomatica, influenza il pensiero e il comportamento umano.

    28. mi trovo ancora a concordare con giovanni d’acquisto (che a quanto pare ha un passato da “masochista” 🙂 ) per quanto riguarda “l’istinto alimentare” non è certo una cosa estendibile agli altri istinti animali (dal mio punto di vista). e comunque sono dell’idea che una persona non debba rinunciare a nulla se non ha delle motivazioni forti per farlo. non credo nel fatto di vivere nel sacrificio e nella rinuncia dei piaceri (sempre che questi piaceri non ledano altri – animali o umani). tutto qua. io ho dei valori, e mi comporto nel rispetto di tali valori. c’è chi ne ha degli altri. e se non contrastano con il rispetto delle altre persone allora va bene così…

    29. Altro che masochista, sono guarito da una quantità di malanni! I sacrifici non servono a nulla se non sono consapevoli.

    30. Mi dichiaro manciataria convinta. Decisamente. Baci chiara!!

    31. Ehm… come credo Chiarapotter possa confermare, io sono un manciatario onnivoro, e non ho neanche la fortuna di essere tra quelli che non ingrassano di un grammo, anzi… pensato che sono talmente onnivoro da apprezzare anche cose tipo il caffé all’americana, la patatina caduta per terra eccetera eccetera.
      Ricordo con nostalgia quando i vegani erano solo i nemici di Goldrake (in quanto, appunto, provenienti da Vega)… ma approfitto della presenza di vegani per una domanda: ho capito che i vegani contrastano in tutti i modi possibili lo sfruttamento, oltre che l’uccisione, degli animali, ma mi chiedo: e l'”uso” degli animali, lo comncepite? Esempi: se ho un cavallo e gli faccio fare gran premi ippici e concorsi equestri? Se aggiogo un bue per fargli tirare un aratro? Se porto il cane a concorsi di bellezza? Se faccio queste cose ed altre simili, posso dirmi “correttamente vegano”? Sfrutto gli animali, o no?
      Altra domanda: uccidere le zanzare è lecito “veganamente corretto”? E mangiare le formiche? E soprattutto: i funghi???
      Spero in risposte, vorrei capire; anzi, spero di poter parlare di persona con un vegano ed un vegetariano (che, per favore, non concludano la conversazione con il solito “senti, se non mangio carne sono fatti miei, ok?”) per capire, perché vorrei DAVVERO capire.
      Vi sbaciucchio.

    32. Chiara, quando dici:

      “non credo nel fatto di vivere nel sacrificio e nella rinuncia dei piaceri (sempre che questi piaceri non ledano altri – animali o umani).”

      dici una cosa che non posso fare altro che quotare. Ma a proposito di “istinti alimentari” non trovi che l’istinto di mangiare carne “leda” in qualche modo gli animali? Insomma, non riesco a quadrare il cerchio tra il tuo quotare Giovanni D’Acquisto circa il discorso degli istinti alimentari e questa tua successiva affermazione, che condivido senz’altro.

      Riguardo al discorso degli istinti alimentari, e riallacciandomi a quanto diceva chiara in un precedente commento, mi pare di poter dire che gli altri animali non allevano animali per poi ucciderli e mangiarli come invece fanno gli esseri umani. Insomma, non c’è nessun “istinto” nell’andare a comprare la carne bella impacchettata nel banco frigo di un supermercato. Il discorso dell’istinto lo potrei capire nel momento in cui parliamo di una caccia di sussistenza, ma mi sembra che non è propriamente il nostro caso. O forse ci richiamiamo a questo “istinto” soltanto quando ci fa comodo…? Se io avessi l’istinto di mangiare carne umana o di mangiare bambini… che ne diresti…?

      Per rispondere a ragnoz, visto che non mi pare il luogo adatto, rispondo soltanto che non esiste un “veganamente” corretto, perchè ognuno è vegan a modo suo… certo le varie forme di sfruttamento animale sono tutte da condannare, in linea di massima tutte le cose che citi non si “dovrebbero” fare, però è chiaro che tra l’uccidere una zanzara e uccidere un maiale per farne salumi so cogliere una certa differenza di grado.

    33. Mi erano sfuggite le domande sulle formiche e sui funghi. Posso risponderti semplicemente dicendoti che cmq le prime fanno parte del regno animale, i secondi, ancora, fanno parte del regno vegetale, anche se si dice che si trovino in una sorta di limbo fra i due regni. Personalmente però non conosco nessun vegan che non mangi funghi.

    34. ciao daniele, posso chiederti se fai sport e quindi se riesci a conciliarlo con la tua dieta? grazie, Dario

    35. Per Daniele: il fatto che uccidere un maiale sia di “grado diverso” rispetto ad uccidere una zanzara è perfettamente chiaro per te (e, certamente, anche per me); sono abbastanza convinto che non sia chiaro per la zanzara (o per il salame, pardon, maiale); insomma, usare noi uomini come unico punto di riferimento non mi sembra valido… anche perché, parlando di “diversi gradi”, spieghi perfettamente la differenza tra l’istinto di mangiare una mucca e l’istinto di mangiare un bambino (tanto per citare un tuo esempio). Detto questo, va bene che “ognuno è vegan a modo suo”, ma almeno i vegani (ed i vegetariani) che leggono potrebbero dire se ritengono giusto usare il bue per arare, portare il cane al concorso di bellezza eccetera eccetera. In merito ai funghi, lo portavo come esempio di come sia difficile, a volte, distinguere tra “vegetale” ed “animale”… ad esempio, mangiare “frutti” di mare (esempio: una patella) è così diverso da mangiare un fungo? Io ho sempre pensato che mangiare un frutto è giustificato perché, nel farlo, non spezzi nessuna vita (non uccida mica il melo, mangiando la mela!), ma, ovviamente, questo discorso non vale per i funghi (il fungo lo uccidi eccome, mangiandolo! ed uccidi anche la lattuga!). Quindi, come ci mettiamo? La vita animale è di “grado” superiore a quella vegetale (per tornare alla teoria dei “gradi”)? E qual’è il modo per stabilire quale vita sia di grado superiopre alle altre (e quindi, per conseguenza, quale vita si possa spezzare e quale no)?

    36. Inanzitutto chiedo perdono a Chiara se sto monopolizzando il post… :-/… non era certo mia intenzione, ma visto che venga chiamato in causa rispondo.

      @Ragnoz: è vero che a volte il confine tra regno animale e regno vegetale è piuttosto labile, e quelli che citi sono sicuramente esempi calzanti. Personalmente ritengo piuttosto arduo sostenere che una lattuga possa soffrire come un maiale (o come un essere umano). Ricordiamoci che solo gli animali, come gli esseri umani, hanno un sistema nervoso centrale in grado di elaborare l’esperienza del dolore, cosa che invece non è presente nei vegetali. Tuttavia, se anche i vegetali soffrissero, la dieta vegan sarebbe cmq quella che minimizzerebbe il grado di sofferenza totale, visto che con un’alimentazione vegan cmq si ridure il numero di “vegetali” sacrificati sull’altare dell’alimentazione (hai presente quanti vegetali deve mangiare un bovino per ingrassare?).

      Forse un’alternativa ci sarebbe se pensi che vegetali e animali soffrano alla stessa maniera, e cioè abbracciare l’alimentazione fruttariana…!;)

      Riguardo ai frutti di mare, essi appartengono al mondo animale (a differenza dei funghi, che invece appartengono al regno vegetala) e sono dotati di sistema nervoso centrale. Le coltivazioni di frutti di mare sono seguite da veterinari e non da… agronomi. Certo hanno un sistema nervoso centrale piuttosto rudimentale… io nel dubbio non li mangio, anche perchè una mangiata di frutti di mare, nel caso in cui soffrissero, comportebbe l’uccisione di un alto numero di esemplari…

      In generale, ritengo che gli animali non siano “cose” a disposizione dell’uomo quindi in linea di massima sono contrario a qualsiasi utilizzo degli animali che possa essere configurato come sfruttamento, o come riduzione a “cosa”. Corse di cavalli, mostre canine, ecc… sono tutte cose fatte a uso e consumo dell’essere umano. I cani (i gatti e qls altro animale) non andrebbero comprato nei negozi di animali perchè non sono oggetti… e così via tante altre cose… sper di aver risposto alle tue domande…

    37. @ragnoz, grazie per avermi scritto qui 😀 confermo: è DAVVERO onnivoro (a volte in modo preoccupante!) 😀
      io userei un bue per arare, ed un cavallo per spostarmi (se non avessi altri mezzi), ma i cani alle mostre no… per me non ha senso… ma è solo il mio parere…
      @daniele: è chiaro che se sono vegetariana è perché secondo me il mangiare carne/pesce significa ledere altri esseri viventi. per ciò che riguarda la sofferenza dei vegetali… beh, come dici tu, chi sceglie di mangiarli e di non mangiare animali fa la scelta meno peggiore da questo punto di vista. e cmq lo spazio di rosalio mica è dell’autore del post… è di tutti… 😀

    38. Brava Chiara! Confermi la tua simpatia anche quando scrivi. Diventi sempre più brava. E poi ci vuole, in questo blog, qualcuno che “copra” anche quest’aspetto della nostra città: come viene vissuta la sensibilità all’ambiente, come si svolge, in un luogo non proprio all’avanguardia su questo versante, Palermo, la vita di persone che fanno scelte alimentari diverse dalla maggioranza e che desiderano consumare criticamente. Sarebbe utile inoltre dare delle “dritte” su come barcamenarsi, dove acquistare, magari anche on line, cose cruelty free che abitualmente non si trovano (alimentari e non), fare una sorta di guida alla città e al web per “vegetariani”, anche dal punto di vista del vestiario, degli accessori… visto che hai fatto questa scelta già da qualche anno, con le tue segnalazioni, potresti aiutare coloro che hanno intrapreso da poco questa strada… Io la butto lì…! In ogni caso, aspettiamo con trepidazione il tuo prossimo post! 😉

    39. io sono della categoria manciatario, ma di quelli esagerati tipo dopo l ufficio /operaio, 3 stecche di stigghiole e 1 bella birra ghiacciata,,,,,,saluti……

    40. Io sono diventato vegetariano da 5 mesi. La qualità della mia vita è migliorata in maniera esponenziale, il mio dottore controlla le mie analisi e si complimenta con me non sapendo della mia scelta… Credo che una persona intelligente o che si definisce tale debba provare per un breve periodo una dieta veg. Io l’ho fatto ed ha cambiato la mia vita. 🙂

      ps mi avevano detto che avrei avuto problemi con il testosterone… Si, si… come no XD

    41. Caro Max, anche a me è successa la stessa cosa: le mie analisi sono migliorate con l’introduzione di una dieta vegetariana! Se vuoi possiamo confrontarci su ricette e scelte. Se clicchi sul mio nome trovi il mio blog di cucina veg 😉

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