Si può essere palermitani e

  • Non dire minchia tutti i minuti.
  • Non fare colazione a panepanelle.
  • Non pensare che Palermo sia per forza il posto più bello del mondo.
  • Non pensare che la Sicilia sia per forza il posto più bello del mondo.
  • Non leggere Camilleri (Billitteri solo su Rosalio!).
  • Preferire Rosalio a piazza Garraffello.
  • Non riferire tutto sempre e comunque alla mafia.
  • Essere consapevoli che non sempre la saggezza risiede nel posteggiatore (a volte i posteggiatori non sono saggi).
  • Avere voglia di vedere un palazzo nuovo.
  • Fare il tifo per gli omosessuali e per i Pacs.
  • Utilizzare la bussola per non perdersi nelle stradine del centro.
  • Leggere Douglas Coupland.
  • Pensare che Milano sia brutta.
  • Bere caffè lungo.
  • Avere l’orologio Kenneth Cole.
  • Avere la fidanzata macedone e la suocera che parla una lingua sconosciuta.
  • Pensare che lo stile etnico abbia fatto il suo tempo.
  • Aspettare con pazienza che l’11 settembre finisca.
  • Quando il gioco si fa duro…cominciare a preparare le valigie.
  • Scrivere su un blog che non parla di Palermo.
  • Approfittare di uno spuntino al McDonald’s.
  • Pensare che Tomasi di Lampedusa aveva torto su molte cose ma soprattutto quando parlava del clima.
  • Essere easy e open minded (sapendo che significa, però).
  • Rasserenarsi con una passeggiata a Capogallo o da Auchan.
  • Fare il proprio mestiere onestamente.
  • Odiare la cavalleria rusticana.
  • Aspettare il nuovo con fiducia (dateci tempo).
  • Accontentarsi di qualcosa che stia nel mezzo fra Wim Wenders e Pinuzzu ‘u tasciu.
  • Partire per lavoro, ritornando al massimo entro la settimana.
  • E sì, ogni tanto ma solo ogni tanto, concerdersi un bello panino ca meusa.
In: Palermo | 128 commenti

128 commenti a “Manifesto di una Palermo di minoranza”

  1. Esimio Sig. Mangiapane stiamo valutando la possibilità di rilasciarLe un permesso di soggiorno per continuare a vivere nel posto più bello del mondo: Palermo!

  2. Tra tutte le cose dette dalle persone “col cervello a punta” di questa città questa è in assoluto la più falsa. se fosse il posto più bello del mondo sarebbe anche bello (per non dire facile) viverci. Comunque appropriato non chiamarla “città” bensì “posto”… saluti

  3. Possiamo essere Palermitani anche senza ripetere ogni giorno che ” a Palermo non c’è lavoro”???

  4. Questo programma lo sottoscriverei subito.
    ANTUDO

  5. Un “posto” è come una zita, se non l’ami pensi al modo migliore per lasciarla, ma se ne sei innamorato a volte diventi cieco, i suoi difetti cominciano ad appartenerti ed anche se sai che molte cose è giusto che cambino, ogni volta che cambiano, ogni volta che qualcosa sparisce per sempre, senti la nostalgia di ciò che è stato.
    Francesco ha ragione, Tomasi di Lampedusa ne ha scritto di cose sbagliate, il Gattopardo è pieno di fesserie, ma, giu, io sono innamorato, io sono tutte quelle fesserie.
    Vado a darmi una temperata alle meningi … saluti

  6. Simona, non mi riferovo al lavoro… pensavo ia diritti che non abbiamo, alla libertà che non ci accorgiamo neanche come e quando l’abbiamo persa, ai rospi che ogni giorno siamo costretti ad ingoiare… e comunque lavoro è dignità, se manca il avoro cosa rimane?
    continuiamo così, “temperandoci le meningi”, così le idee buone, lo spirito critico (quello sano che ti fa togliere il prosciutto dagli occhi) e quant’altro di buono riusciamo a pensare rimarrà irriediabilmente incastrato nella punta…

  7. Davvero ci sono palermitani che pensano che Milano sia una bella città?In genere mi sento dire: “vivi a milano?” (con sguardo compassionevole e sgomento come se fossi l’unica);”Ma è grigia!” (sottotesto: non c’è il sole come a Palemmo);”C’è la nebbia!” (sottotesto: che tristezza!mica come a Palermo che il sole ti stimola la serotonina e sei sempre allegro);”Miii, ma non c’è il mare!” (povero te che non ti puoi rosolare da marzo a novembre) “Ma come ti trovi?” certo che la risposta sia “Male!” e che stupore quando dici che invece ci stai benissimo!

  8. Si può essere palermitani e
    • Non dire minchia tutti i minuti.
     Anche se all’ascolto di certe notizie ti scappa proprio
    • Non fare colazione a panepanelle.
     Colazione???? E che fegato bisogna avere??
    • Non pensare che Palermo sia per forza il posto più bello del mondo.
     Infatti non lo è, ma può diventarlo…
    • Non pensare che la Sicilia sia per forza il posto più bello del mondo.
     Idem come sopra
    • Non leggere Camilleri (Billitteri solo su Rosalio!).
     Diciamo che la vera cultura va decisamente oltre. E poi avere una bella libreria è un piacere molto personale.
    • Preferire Rosalio a piazza Garraffello.
     Esiste un blog che si chiama piazza Garraffello??
    • Non riferire tutto sempre e comunque alla mafia.
     Solo il 99%, in effetti. La responsabilità del mio fisico rotondetto è da imputare solo alla mia golosità. Per il resto credo che i mali atavici di questa regione – e non solo – siano da riferirsi alla mafia e alla mentalità mafiosa.
    • Essere consapevoli che non sempre la saggezza risiede nel posteggiatore (a volte i posteggiatori non sono saggi).
     I posteggiatori sono solo illegali, altro che saggi!
    • Avere voglia di vedere un palazzo nuovo.
     E anche installazioni artistiche, e una cultura architettonica innovativa nel vivere la città.
    • Fare il tifo per gli omosessuali e per i Pacs.
     Fare il tifo…. Basterebbe non concepire il concetto di “diverso”
    • Utilizzare la bussola per non perdersi nelle stradine del centro.
     Basta chiedere alla signora Pina che sta affacciata alla porta di casa. Capace che chiama il figlio e ti fa accompagnare…
    • Leggere Douglas Coupland.
     Si può essere palermitani anche leggendo jana çerna se è per questo…
    • Pensare che Milano sia brutta.
     Ma Milano E’ brutta
    • Bere caffè lungo.
     Moooolto più rilassante, davvero.
    • Avere l’orologio Kenneth Cole.
     Si può essere palermitani anche SENZA avere orologio?
    • Avere la fidanzata macedone e la suocera che parla una lingua sconosciuta.
     Una faza, una raza…
    • Pensare che lo stile etnico abbia fatto il suo tempo.
     Pensare che uno stile debba piacere essenzialmente e chi lo usa, non che debba essere una moda da seguire
    • Aspettare con pazienza che l’11 settembre finisca.
     E nel frattempo non farsi prendere in giro da chi vuole farci credere che sia stato un attacco dei fondamentalisti islamici
    • Quando il gioco si fa duro…cominciare a preparare le valigie.
     E far conoscere ai propri amici il film AnimalHouse
    • Scrivere su un blog che non parla di Palermo.
     Soprattutto spiegando come si può non essere palermitani…
    • Approfittare di uno spuntino al McDonald’s.
     Ma i panini sono orribbbbbili!!!
    • Pensare che Tomasi di Lampedusa aveva torto su molte cose ma soprattutto quando parlava del clima.
     In effetti, signora mia, non ci sono più le mezze stagioni….
    • Essere easy e open minded (sapendo che significa, però).
     Magari basterebbe amare la lingua italiana, e smetterla di usare l’inglese perché ti fa sembrare più alternativo…
    • Rasserenarsi con una passeggiata a Capogallo o da Auchan.
     Da Auchan non ci si rilassa affatto, dai…
    • Fare il proprio mestiere onestamente.
     Questo vale anche se non si è palermitani
    • Odiare la cavalleria rusticana.
     Ma la musica dell’opera è bellissima!
    • Aspettare il nuovo con fiducia (dateci tempo).
     Ma nel frattempo AGIRE perché il nuovo arrivi: dipende solo da noi.
    • Accontentarsi di qualcosa che stia nel mezzo fra Wim Wenders e Pinuzzu ‘u tasciu.
     Mai accontentarsi…
    • Partire per lavoro, ritornando al massimo entro la settimana.
     Quando la tua terra ti chiama non puoi resistere…
    • E sì, ogni tanto ma solo ogni tanto, concerdersi un bello panino ca meusa.
     Maritato, magari!

  9. Daniela il cospirazionismo sull’11 settembre potevi evitarlo però.

  10. grande ciccio! lacrimucce e sorrisi da questo post…
    vorrei precisare che a palermo il lavoro c’è (io ne faccio 3 contemporaneamente, in questo momento): su i picciuli chi mancanu! :D

  11. Già..”non farsi prendere in giro da chi vuole farci credere che sia stato un attacco dei fondamentalisti islamici”.. E’ stato lo zio tano di Bagheria a infilzare le torri con gli aerei l’11 Settembre! Ma per favore và..E poi parli di “smetterla di usare l’inglese perché ti fa sembrare più alternativo”, quando invece affermare atrocità del genere sono ALTERNATIVIIIISSSIMEE! Che beceri, sti schiavi dell’America, che si bevono tutto ciò che dice Bush e company.Poveretti…Fa più trendy dire è stata una mega-manovra degli USA per fare la guerra all’Afghanistan prima e all’Iraq poi,dai.
    Quanto al Manifesto di una Palermo di minoranza, mi rifaccio al commento di giu: ahinoi, dove non c’è lavoro il concetto di democrazia và leggermente a farsi benedire..e una dittatura non deve per forza ricondurre a Castro o Pinochet, ma anche alla mafia. Forse tra le più terribili delle tirannie.

  12. Io adoro Milano

  13. l’11 settembre… ma mi dite dove si è risentito a Palermo dell’11 settembre??? in cosa? portatemi qualche esempio. io non ne trovo a parte le nuove regole in aeroporto…

  14. Per essere felici bisogna essere tolleranti altrimenti saremmo costretti a fare a pugni con chi la pensa diversamente da noi. Penso che Palermo sia la città più tollerante del mondo chiunque fa quello che vuole e nessuno si impiccia dei fatti altrui e forse questo rende i suoi abitanti felici, compreso i bloggher e coloro che scrivono per i bloggher. Questo è il suo pregio ed allo stesso tempo il suo grande difetto, ma la perfezione non è di questo mondo.

  15. Il mondo è bello perchè è vario!
    Palermo è bella perchè è varia…anche se per me rimane il posto più bello del mondo!

  16. Sottoscrivo il manifesto

  17. Anche a me piace Milano e non solo perché tra due settimane mi trasferisco per un lungo periodo (motivi di lavoro). Credo che i giudizi dei palermitani su questa città siano sempre un po’ esagerati, in un senso o nell’altro: grigiore esasperante vs dinamismo e benessere? In medio stat virtus. Sottolineo che le nuove regole in aeroporto non sono roba da poco per chi viaggia spesso, altrettanto spesso mi hanno fatto riflettere su quanto sia triste essere arrivati a queste misure (ai controlli ti costringono persino a buttare una mezza minerale). Poi ognuno la veda come vuole, dando più o meno importanza alla minaccia terrorismo.
    Quanto a Palermo, non vorrei polemizzare estrapolando una sola frase, ma credo che proprio questo concetto del “chiunque fa quello che vuole e nessuno si impiccia dei fatti altrui”, da un certo punto di vista, sia il peggior male della nostra città: senso civico latitante, omertà a gonfie vele. Altro che tolleranza: siamo troppo tolleranti (garbato eufemismo) con noi stessi quando lasciamo l’auto in terza fila.

  18. Palermo – Milano solo andata……quando devi rientarare chiedi il permesso di soggiorno…..

  19. Allora, Mimmo, attenzione, il Gattopardo è uno dei miei romanzi preferiti ma funziona un po’ come Matrix o la psicanalisi o come la retorica antimafia militante (scegli tu). Dalla logica del Gattopardo (che è qualla di Tancredi non quella dello zione) non si può uscire, il cambiamento è bandito, “bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com’è”. Anche il cambiamento radicale è immobilizzato, annullato, ricondotto all’ordine dal sistema, secondo Tomasi, in Sicilia. Quelli che provano a cambiare sono solo dei ragazzini che non hanno capito un tubo o dei piemontesi. Io a questa dannazione all’immobilità siciliana non ci credo o meglio mi sottraggo con molto piacere: quando posso cambio idea, cambio vestiti, cambio libri, cambio nazione, cambio lingua, e cambio io stesso. Ma sono in minoranza e questo l’ho scritto già a partire dal titolo. Poi basta girare un po’ per capire che il nostro clima non è poi così terribile: insomma c’è chi sta peggio di noi.

    Avvocato Livreri, mi compiaccio della sua adesione, è sempre rassicurante avere un avvocato dalla propria parte.

    Simo: lo devo ammettere quella frase l’ho scritta anche un po’ per stuzzicare te (però ammetti che la maggior parte degli scienziati della comunicazione e dei damsini, se ne vanno nella città degli sghei e del pio albergo trivulzio, a vivere in monolocali terribili che mai qui si accollerebbero, a fare dei lavori sottopagati o molto spesso non pagati completamente e pretendono pure di venircela a cantare).

    Daniela, molto simpatico il tuo contrappunto: su piazza garraffello, però, io intendevo la piazza vera.
    Gracias a tutti per i vostri commenti :-)

  20. Ma si…conosco gente che lo ha fatto anche andandosene a vivere a Parigi perchè Palermo gli andava “troppo stretta”.Poi però sono tornati a casa a fare gli impiegati pubblici grazie all’appoggio di papà!Nella mia personale statistica, comunque, i più muoiono di nostalgia e Milano la detestano; in tutti i modi si cerca di tornare da mammà!E che ci vuoi dire??!! :)

  21. “la maggior parte degli scienziati della comunicazione e dei damsini, se ne vanno nella città degli sghei e del pio albergo trivulzio, a vivere in monolocali terribili che mai qui si accollerebbero, a fare dei lavori sottopagati o molto spesso non pagati completamente e pretendono pure di venircela a cantare”

    te le canterei eccome. quelli che vanno per non essere pagati hanno la voglia di conoscere il mondo italiano che funziona meglio del nostro attraverso la vita reale e non con un blog con un sito internet o peggio ancora con una videoconferenza.

    si va via e si cerca di diventare indipendenti senza aspettare che gli anni passino rimanendo immobili a leggere libri (senza aspettare che u ficu ti cari in mucca!)

    molti escono fanno tesoro delle proprie esperienze e imparano più di anni interi di università.

  22. Ne sogno tanti di cambiamenti per la mia terra, vorrei vederla crescere, diventare ogni giorno più bella e felice,la stessa cosa che ognuno desidera per chi ama. Eppure ogni volta che qualcosa cambia, anche se cambia in meglio, si crea un vuoto, è come se qualcuno avesse deciso di dare un piccolo morso alla mia terra.
    “Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene. E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli o pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.

  23. Ecco, Mimmo, io credo che ogni singolo, singolo essere umano sia il sale della terra ;-) Non importa proprio che sia nato a Palermo :)

  24. monocalista indipendente: è pur vero che alcuni s’accontentano anche del call center ! tanto vale rimanere a Palermo allora. Sig. Mangiapane se si va fuori è per avere una possibilità che a Palermo è impossibile avere, soprattutto se sei un damsiano. Ma questo varrebbe anche per uno nato a Genova, i poli di cinema e tv sono due e di sicuro non si trovano in Sicilia…non ancora!Speriamo tutti nella bella iniziativa di Miccichè! O no?

  25. caro amico GIU
    guarda che l’11 settembre sono CROLLATE
    LE BORSE di “tutto il mondo”,bruciando
    migliaia di miliardi di dollari,
    sconvolgendo programmi e piani di sviluppo di tutte le imprese ,le cui conseguenze sono arrivate certamente anche a Palermo,che continua a piangere,
    non potendo e non sapendo fare altro….

  26. quale sarebbe sta iniziativa di micciche?

  27. Ehy, non volevo fare la solita polemica che mille altre volte è nata su Rosalio. Volevo solo dire che comunque Milano è brutta e violenta sotto molti punti di vista, ciò non significa che non abbia i suoi punti di forza e le sue qualità. Molti dei problemi che ai palermitani sembrano però essere una condizione specifica di Palermo, sono amaramente di tutta l’Italia: corruzione, precariato, clientelismi e via dicendo… Insomma, Milano, Simo, secondo me, però sono in minoranza (non si può dire che non l’ho ripetuto mille volte), ha molto meno da insegnare di quanto la vulgata generale abbia voglia di ammettere :-) Detto questo, quando posso, ci vengo sempre con piacere ma dormo dai miei amici di Torino! che rimane pur sempre una valida alternativa ad un’ora di treno. Ehehheehhe

  28. Monolocalista, hanno aperto a Termini una megastruttura centro di produzione per una soap della rai, sembra che caduto il governo berlusconi, sia caduta anche l’impresa!

  29. eh no Stanton!
    Un Call Center ti puo’ consentire di stare in zona e cercarti un lavoro
    piu’ idoneo alle tue potenzialita’.
    Rimanendo a Palermo sei come i tonni
    nella camera “finale”,che si dibattono
    disperatamente sprecando preziose energie…

  30. e poi,Milano,il grande polo del triangolo industriale che fa dell’Italia
    il sesto paese piu industrializzato del mondo….Starei piu’ attento prima di
    fare certi commenti.O siamo andati
    fuori di testa?

  31. caro RIKI, credo che il denaro che viene investito in Sicilia non passi proprio dalle borse: o è pubblico, o è della mafia o è temporaneamente pubblico in attesa di finire nelle mani della mafia.

  32. Per quelli che hanno la legittima opinione che Palermo sia il posto più bello del mondo. Prego, elencare i posti del mondo conosciuti!

  33. Siamo d’accordo!Milano non è la terra promessa. Ma qualcosina, da lei, Palermo potrebbe impararla. Non tutto, ma giusto qualcosa!E lo dico nell’interesse del palermitano. Chissà come si vive a Lugano…

  34. Ho commentato io su Palermo-Milano e la necessità (a mio modesto avviso) di equilibrio nei giudizi. Sono un giornalista, 24 anni, mi occupo di economia e altro per un noto quotidiano, professionista da tre mesi. Ebbene sì, fra due settimane vado a Milano e agli inizi mi attendono parecchi sacrifici, compreso il monolocale non proprio hollywoodiano (come da commento). Mi sono laureato in Comunicazione a Palermo come te, Francesco, ti conosco e stimo per professionalità e curriculum. Ma non nascondo che il tuo commento, per usare un eufemismo, lascia l’amaro in bocca. Io non ce l’ho con Palermo, anche se spesso parlo dei suoi difetti. E non la verrò a cantare a nessuno: cercherò di andare avanti, con passione e con le mie forze, in un difficile settore della comunicazione. Tra dieci anni saprò se ho fatto la scelta giusta. Andrea

  35. Sottoscrivo anch’io il manifesto…e ammetto, a Milano vorrei andarci, ma solo per tornare qui, per vedere com’è il mondo di fuori e poter imparare, imparare, imparare.
    urtroppo per più e più motivi non posso muovermi dalla mia Palermo, ma non è poi così male: non mi mancano i modelli, i mentori, le opportunità. Forse sono solo mostruosamente fortunata, o solo mostruosamente ottimista.
    Mio fratello sta a Torino, dove la droga scorre a fiumi e la violenza è persino più forte che a Palermo. Eppure nessuno si sogna di dire ad un torinese “mafiusu”.
    Da noi, come in ogni città, ci sono le frange estremiste, le cattive persone, quelli che si sbattono e che pensavo che le cose possano e debbano cambiare. Conosco un’architetto che potrebbe lavorare tranquillamente nel States, eppure lei resta qua, perché pensa che Palermo possa ancora farcela. Dal basso dei miei 21 anni penso anch’io la medesima cosa: il clima (non a livello metereologico ;-) ) cambierà, ma io non ho ancora capito se posseggo davvero le capacità per far cambiare quanto di marcio e logoro c’è intorno a me.
    Come si dice…ai posteri l’ardua sentenza. Intanto si prova…poi si vedrà.

    Francesco: matrix anche qui? allora è un chiodo fisso! :-D
    Complimenti, come sempre, per l’arguzia con cui sai ritagliare una fetta della nostra quotidianità…(chi se lo scorda più tanto nostalgia degli anni ’90..)

  36. Andrea, per piacere, sdrammatizziamo :-) la mia era una battuta! A me Milano non entusiasma ma il mondo è bello perché è vario, magari a te piace e ti ci troverai benissimo. Insomma, sono stato io a scrivere, unico autore in questo blog, in difesa della professionalità degli studenti di Scienze della Comunicazione e del loro talento purtroppo tante volte sprecato, mi si perdonerà il fatto che non vedo l’alternativa milano-palermo come l’unica possibilità. Se uno deve emigrare, emigrare per emigrare, può anche scegliere Los Angeles. In bocca al lupacchio!

  37. No guarda Los Angeles è troppo provinciale! :D

  38. ;-) Di Palermo si dice sia molto cool…

  39. Sbaglio o pochi giorni fa il comune di Termini ha dato la licenza edilizia al centro di produzione tv? Palermo come Bolliwood!

  40. Si può essere palermitani e abbassare la serranda al grido di “che palle ‘sto sole?” :D
    Ciccio, ma dove vai a rasserenarti!!!eheheh.

  41. COOL…..COOL…..COOL….COOL….COOL
    ****************************************
    forse sarebbe il caso di abbandonare questo termine che e’ una fonte inesauribile di equivoci per chi legge.
    Infatti alla voce COOL potete tradurre:
    fantastico
    sfacciato
    forte
    indifferente
    calmo
    leggero
    fresco
    raffreddato
    *****************************************
    e poi vi saro’ grato se vorrete
    spiegare cosa intendete dire

  42. caro Giu’
    guarda che una Impresa quotata in borsa “non guarda” da dove vengono gli investimenti,che tra l’altro avvengono,
    di norma,in una libera contrattazione
    sul “flottante”.
    Poiche’ e’ ovvio che le Imprese finanziano i loro programmi di investimento con quanto gli torna
    dal valore dei titoli quotati,io
    ho inteso dire che l’onda d’urto
    negativa e’ stata “globale”,e quindi
    certamente i suoi effetti si sono risentiti anche a Palermo.
    Chiedilo comunque ai risparmiatori, che sono tantissimi e non sono Mafiosi,
    quanto ci hanno rimesso.
    Tra l’altro ancora oggi uno che avesse acquistato titoli prima dell’11 settembre si lecca le ferite .
    ***************************************
    Sul giro che fanno i soldi pubblici potrei essere d’accordo,ma guarda che
    una certa parte fa ben “altri giri”.

  43. se a Torino e dintorni,come dice Laura,
    la droga scorre a fiumi…,credo di potere individuare un punto di forza a favore di quelli che,A PATTO CHE NON NE FACCIANO USO, hanno preso la strada del Nord,dato che e’ acclarato
    che LA COCAINA RENDE DEMENTI

  44. ma,SECONDO VOI,
    A QUANTI LAUREATI IN SCIENZA DELLE COMUNICAZIONI
    LA CITTA DI PALERMO
    PUO’ OFFRIRE UN LAVORO ?

  45. io dico che la maggior parte di noi Palermitani non è degno della sua città e che la maggior parte di noi Siciliani non e degno della Sicilia…..

  46. Io aggiungerei che la maggior parte di noi italiani non è degno della sua nazione e la maggior parter di noi europei non è degna della sua europa!

  47. Riki, per capirlo (ma sarebbe necessario farci un post a parte) bisognerebbe applicare la matrice di Kraljic alle skill lavorative di ognuno di noi…

  48. Palermo sarebbe per molti palermitani il posto piu’ bello del mondo ?????
    E chi e’ che ha girato tutto il mondo ???
    Chi dice e scrive questo è presuntuoso (perchè pretende di conoscere il resto del mondo), e soprattutto chi scive cio’ non ha girato il mondo, che è la cosa piu’ grave !
    Quando il palermitano supererà il blocco mentale del “sono nato in questa terra, la mia FAMIGLIA vive in questa terra, ed io debbo morire in questa terra”, allora ci saranno buone speranze per vedere una Palermo piu’ interessante !!!

  49. pensavo che il progetto fosse morto.
    ebbene io a Milano presso la Einstain Multimedia Group ho fatto le selezioni per lavorare in questo polo di produzione Rai.

    ci sono state anche a Palermo?

    io sono stato informato grazie ad un passa parola che girava per le case di produzione (sono a Milano ed ho partecipato!).

    altro punto…
    quanti laureati in comunicazione professionalmente parlando sono in grado di ricoprire un ruolo in un polo produttivo per la Tv o la fiction??? (lì servono producer, scenografi, segretari di produzione…)

    rispondo io! NEssuno, visto che solo lavorando praticamente si imparano questi lavori.
    eppure l’università ci ha illusi di essere i jolly che potevano andare ovunque…si è vero! però per vedersi sorpassati da persone che lavorando nel settore fin da giovanissimi hanno imparato veramente quello che serve.
    la verità tranne per i giornalisti (poveretti anche loro ma i problemi sono altri) è che ci hanno insegnato tutto ma non ci hanno insegnato niente (teorie quante ne volete ma pratica e realtà zero)

  50. Cmq noto con piacere che nessuno ha protestato per lo spuntino al mac donald, sappiate però che ci vado molto raramente e solo se sono di fretta!

  51. Gianfranco se ti dico: “Non esistono donne meravigliose come la mia fidanzata”, mi rispondi: “perchè sei stato con tutte le femmine del mondo?”?
    Frasi del genere non nascono dalla presunzione ma dall’amore. E’ una cecità, lo ammetto, ma una meravigliosa cecità
    Francesco dobbiamo applicare la matrice di “cosa?” a “cosa?”

  52. Tu non c’entri, mimmo, mica sei fortunati a possedere una laurea in scienze della comunicazione!

  53. Francesco, mangiare da Mc Donald’s,è la cosa più atroce che ho fatto per una donna … vedi un po’ cosa riesce a farti tollerare un innamoramento!

  54. Picciotti, Palermo è bella, ma non è il massimo, dipende tutto dalle proprie aspirazioni. Chi si accontenta, gode…solo a metà!! S

  55. Bulgakov, come si fa ad “amare” una città che:
    -non ti da la minima possibilità di lavoro professionale (quella per la quale si spendono tanti soldi in anni di università),
    -non ti assicura legalità (ne’ dalle istituzioni, ne’ dalla maggior parte della gente),
    -non ti assicura una mobilità sostenibile, ne’ applica e fa rispettare le piu’ elementari norme del codice della strada,
    -privatizza la maggior parte delle spiaggie della costa,
    -non rende i cittadini partecipi della vita pubblice (nè i cittadini si interessano alla vita pubblica d’altronde)….
    -si ricorda della legalità solo nei giorni di commemorazione dei caduti per la lotta alla mafia.
    Come si fa ad AMARE una città come questa, solo per il sole, per il mare di Mondello, e per stare accanto a mamma e papà che ci vivono ?
    Se e’ così, vuol dire che molti palermitani si accontentano di molto poco, d’altronde ci sono abituati da millenni.
    Certo, ce ne vuole …. ad amare una donna che ti lascia sbattere e che non ti fa sentire il tuo uomo! No thanks, il masochismo non fa per me, Bulgakov.

  56. si vede che tutti voi non siete usciti fuori da sicilia!!!

  57. io da mc donald a milano ci vado perchè non ci sono alternative veloci che costino meno di 10 euro.
    A Palermo ci vai perchè ci vuoi andare…di certo non manca il cibo veloce a basso prezzo.

    Palermo è una città d’amare sicuramente, ma ho l’impressione che parecchie persone che ci vivono siano molto più sognatori di me che come gianfranco ne vede i risvolti negativi delle cose.

    se vedo un palazzo sventrato dalle bombe della seconda guerra mondiale che giace indisturbato in pieno centro, non penso all’aria romantica e decadente, piuttosto mi incazzo e mi chiedo come mai in tutti questi anni non abbiano fatto un cavolo sistemarlo.

    se vedo un posteggiatore non immagino lontanamente che possa essere saggio ;) piuttosto non lo pago, se c’è il vigile urbano vicino preferisco andarglielo a segnalare per sentirmi inesorabilmente dire la stessa cosa “non compete a noi… io non ci posso fare niente”.

    vedere i venditori di polpo e frutti di mare nei marciapiedi con le sedie di plastica biancha di fronte al prato del foro italico e pensare che non hanno autorizzazione, pensare che stazionano davanti ai posti di blocco dei carabinieri o dei vigili in modalità “TOTALMENTE INDISTURBATI” mi irrita.
    peggio ancora pensare che hanno pagato il suolo pubblico e che gli sia concesso una tale situazione indecorosa è vomitevole.

    che sia tradizione ma fatta bene curata pulita e che venga fotografata dai turisti perchè sinonimo del più alto folklore e non per lo schifo che comunica.

  58. Gianfranco c’è una canzone della nostra terra, “Malarazza”, nella quale viene ripetuto incessantemente: “Tu ti lamenti ma chi tti lamenti? piglia lu vastuni e tira fuori li denti”, Palermo è una di quelle città che vanno amate col bastone e con i denti.

  59. I don’t see your point for discussing about that! It’s nonsense! How can you have that kind of low intelligent opinion?

  60. Bulgakov, Amo la terra tutta, senza confini ne bandiere. Mi sento cittadino del mondo e non cittadino palermitano o milanese. In ogni dove del mondo sono stato per caso o per scelta, sono sempre entrato in una casa di un locale e ho mangiato alla sua tavola. E nel farlo ho reso onore alla sua ospitalità e alla madre terra.
    Premesso cio’…non riesco a capire la mancanza di azione dei palermitani per i cambiamenti dei sistemi che invece muovono le genti di altri 1000 paesi del pianeta terra, dalle lotte dei boliviani contro la privatizzazione dell’acqua alle lotte degli indios per il deturpamento delle loro antiche terre da parte delle multinazionali. Tutti i popoli in questo pianeta si sono ribellati e molti individui sono morti, tutti hanno fatto una rivoluzione, dal Chiapas, all’Irlanda del Nord. Tutti i popoli hanno un giorno occupato le piazze delle città per lottare per una vita migliore.
    Palermo e la Sicilia non hanno mai contrastato nè l’invasore (dandogli invece il benvenuto, chiunque esso sia stato) nè tanto meno si sono ribellati per le tasse e per avere una qualità della vita migliore. I Vespri Siciliani, unica eccezione anomala, sono partiti dalla solita scusa che uno straniero inquietava una siciliana. E oggi continua così, il palermitano si litiga prima per la sua auto e poi per la sua donna. Non riesce a trovare rabbia per nient’altro !!!!!!!!!!
    Cercate di scendere in strada numerosi (come quando il Palermo va in serie A) per avere una mobilità piu’ sostenibile, per avere piu’ giustizia, trasparenza nella vita di governo e per avere piu’ legalità. Ma il senso civico, il sale della società, MANCA, e allora non ci sono e non ci potranno essere mai i prodromi per una ribellione, per un’ampia contestazione al governo di questa città e di questa isola.
    Fa male la verità, ma serve sentirsela spiaccicare in faccia ogni tanto !

  61. UFF! LA rabbia non era nel manifesto, questo ci tengo a precisarlo, il manifesto di minoranza prevede gente mediamente non arrabbiata, gente che se qualcosa non va, prova a migliorare o toglie il disturbo con il sorriso, e se fa una cosa la fa e basta, senza farci tutta sta poesia, senza sentirsi malarazza o supereroe e cose del genere!

  62. w mangiapane! :D Dai basta così!Che si arrabbia anche Biljana!amunì!

  63. Ehhehe e se si arrabbia lei sono cazzi! :P

  64. Si può essere palermitani e non prendere caffè … chè già siamo abbastanza nervosi :)

  65. Si può essere palermitani e bere caffé turco in turchia, caffé greco in grecia, caffé serbo in serbia, sapendo che sempre dello stesso caffé si tratta ma facendo finta di niente!

  66. Si può essere palermitani e non parlare il dialetto palermitano.
    Si può essere palermitani e non essere mai stato a Palermo.
    Si può essere palermitani e non essere vissuto a Palermo perché dopo che ci sei nato, a Palermo, il tu’ babbo è stato trasferito in Sucania.

  67. x Francesco Mangiapane
    ***********************************
    ed allora…facciamola questa MATRICE.
    Perche’ cosi’ stiamo perdendo tutti tempo
    e non ci si capisce piu’ niente.
    *************************************
    Cominciamo a fare la griglia di questa matrice,inserendo lauree diplomi e via scendendo, fino a qualche forma di analfabetismo di cui si sono intravisti
    i segnali(perche’ anche gli analfabeti
    hanno diritto a un Lavoro).
    ****************************************
    Le Universita’ e gli Istituti Tecnici
    possono venirci incontro dandoci il
    numero di “sfornati”,anno x anno,con
    i relativi skill’s,degli ultimi 10 anni,
    e poi verifichiamo dove sono andate a finire queste persone,e quante di queste
    persone stanno crogiolandosi al sole di Palermo,tra un post e l’altro.

  68. si può essere palermitani
    senza doversi senrtire per forza un caxxo e mezzo…quando invece si vale molto meno…

  69. GUARDA CHE HO CITATO SCIENZA DELLA COMUNICAZIONE PER PURO CASO

  70. e PERCHE’ IN QUESTO POST QUALCUNO L’HA
    RICHIAMATA,MA LA MATRICE ANDREBBE FATTA
    PER TUTTI I CORSI DI LAUREA E/O DIPLOMI

  71. X Gianfranco
    questo POST e’ di per se’ una PIAZZA,
    molto piu’ visibile di una piazza
    tradizionale.
    Potresti provare ad elencare gli
    argomenti che vorresti portare in piazza
    con raziocinio e con il dovuto senso
    della misura?
    Non e’ che ti vuoi giocare le tue carte iu una volta sola?
    e

  72. Riki, non ho capito se il tuo intervento è polemico nei miei confronti, se è così mi dispiace. Nel senso che non sono io a decidere chi deve essere assunto dove e perché. La matrice (è facile da usare) ognuno se la dovrebbe fare per sé per capire quali sono i suoi punti di forza in relazione all’attuale mercato del lavoro. C’è una saturazione e una competizione davvero difficile da gestire e questo è un dato con il quale tutti noi dobbiamo fare i conti. E meglio ci facciamo i conti meglio ci possiamo attrezzare per farvi fronte. Buona serata!

  73. Antonio72, effettivamente il commento brutto me lo sono cercato: ma non ci posso fare niente, se mi viene di fare una battuta la faccio anche se dopo mi arriva una bella mala risposta! Pace!

  74. E infine, si può NON essere palermitani e apprezzare questa città, non da turisti. A Fra’, minchia che casino per un postologo (che vale per “più di decalogo”), ma quello che capita è pure questo. Insomma ho letto tutti i commenti, e dire che di cose da fare ne avrei. Non ritorno su a scorrere i nomi, ma qualche appunto lo farei, partendo da me che palermitano non sono. Sui luoghi. Non aspiro a Milano, semmai a Tunisi: tutte le mie migrazioni della maturità mi hanno spinto sempre più a sud per cui, se dovessi scegliere un altrove, oggi, sarebbe più a sud di qui, di ogni “qui” che a ognuno viene in mente. L’ammore. Non è difficile amare Palermo, tenendo sempre a mente che sarà un amore definitivo e disperato (ho letto da qualche parte: “ti perdono di avermi lasciato, non ti perdonerò mai di avermi permesso di amarti”), visto che, Tomasi o meno, cambierà a lentezza naturale: chi si accorge, di anno in anno, quanto si modificano gli alberi di questa città? Ecco, è paradossale, ma la velocità è questa. Futuro. Non so se su tutto questo c’è un piano di Bin Laden, ma certo come giardiniere non lo prenderei visto gli stallieri che si prendono altri. Non lo prenderei solo per un fatto: la sua relazione con la famiglia Bush, diretta e indiretta. Sono loro che mi stanno antipatici e per colpa loro, spesso, nelle discussioni tra amici, rischio di venire tacciato di antiamericanismo. Io mi sento cittadino di luoghi parziali, non potendoli vivere tutti, figuriamoci se mi metto a prendermela con un popolo. Sulla questione 11/09, checché ne pensi o ne scriva Tony, ho letto e visto abbastanza da farmi una mia idea, da avere una chiara opinione, che, nello specifico, non è allineata al silenzio dei media, figuriamoci all’estremismo tipo Fox News. Quello che temo, piuttosto, non è il ripetersi di certe fatalità quanto l’utilizzo di un certo metodo per risolvere altre questioni (spesso soltanto personali). Ci si può fare un’idea guardandosi un bel film americano girato nel 1978: Capricorn One. Lavoro. Quello non c’è mai, dovunque. Milano non è Panacea, come non lo è Palermo. Ci sono soltanto più regole condivise, eppure conosco lombardi, friulani, emiliani, veneti che vivono e lavorano a Palermo, o dintorni, avendo scelto di stare qui, che ritengono più vivibile di là. Un controsenso? Non lo so. Tutto dipende da come ognuno interpreta il concetto di bellezza, da cosa ci si aspetta dalla propria vita (una è), dalla maniera di immaginare un futuro possibile, e da quello che si ritiene di saper fare. Ogni tanto (1 volta al mese) vado al MacDonalds con mia figlia, per via dei colori più che degli hamburger. Quando lei viene a Palermo, invece, la porto in giro, dove capita, a prendere un buon gelato!

  75. Architetto, voglio un tuo parere sul punto del palazzo nuovo. La settimana scorsa tornai da Istanbul e riflettevo sulla Città (io la continuo a chiamare Costantinappule!). Loro hanno uno splendido centro storico, uno dei più belli del mondo, hanno pure la parte nuova dello struscio (taksim) e tutto ciò va bene. Poi però hanno Nisantasi, che è la parte minoritaria della parte nuova, dove succedono cose nuove, bar belli, gallerie d’arte, centri di design: insomma quello che mi manca a Palermo è una zona nuova di minoranza, vissuta, dove si facciano o si provino a fare cose nuove, da parte di pezzi minoritari nuovi come da manifesto. Insomma, da noi il massimo del nuovo è viale Strasburgo e il paragone non regge, quand’è che oltre a riusare, rivivere, riciclarci, ricostruirci, rimetabolizzarci proveremo a dire anche attraverso i nostri spazi qualcosa di radicalemente nuovo a prescindere dalla nostra storia, bella e drammatica, da vera culla della civiltà, storia che però, con rispetto parlando, ha rotto i? (In realtà, secondo me lo spazio del foro italico, ancorché kitsch e tascio va in quella direzione, ma rimane pur sempre un prato primo, ed è frutto di una risistemazione dall’alto). Bu!

  76. A onor del vero ci avevano provato anche Ciprì e Maresco con il loro Lubitsch a Bonagia… Ma la cosa non ha funzionato… che dite?

  77. Troviamoci un posto estremo: emigriamo tutti (tutti noi minoritari s’intende) alla sbannuta?

  78. x Francesco Mangiapane
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    NESSUNA POLEMICA………. OVVIAMENTE
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
    Ho voluto solo stimolare una “cosa”
    che credo farebbe piacere e comodo a tutti quelli che vogliono capire se ci sono spazi per TROVARE UN LAVORO O
    CAMBIARE LAVORO.
    Nell’epoca della IT credo che sarebbe
    un gioco da ragazzi creare una Banca
    Dati in cui
    ( x ogni anno,x ogni facolta’,
    x ogni laureato o diplomato,usando
    anche una adeguata codifica a protezione della Privacy),
    chiunque ne abbia voglia
    possa leggere se quella persona ha
    trovato lavoro a Palermo o no,se e’ emigrata o no, e, se si’, verso quali aree (nord Italia,Europa,USA etc.)
    Uno studio di questo tipo potrebbe essere
    fatto anche chiedendo la collaborazione degli studenti di oggi
    laureati/diplomati di domani.
    ****************************************
    Pensa che ho scoperto una banca dati dove sono registrati i circa 22 milioni di Italiani che nel trentennio 1894-1924
    sono approdati a New York.
    Hanno semplicemente “caricato” i dati
    riportati nella lista passeggeri ,dei
    giornali di bordo dei vari “piroscafi”.
    °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

  79. SFrancesco ho espresso un mio parere che può essere condiviso o meno, ti posso garantire che anche se il mio post può sembrare banale nasconde un dispiacere autentico..da qui la mia battuta ..comunque pace !! ci mancherebbe altro…
    anch’io come tè se devo rispondere rispondo mi viene quasi in automatico:-)
    saluti

  80. Allora, il discorso sarebbe luuuungo, per cui ficco solo la testa dentro e poi riesco fuori. Ogni città è un organismo preciso, con sue caratteristiche e suoi problemi. Istanbul ha cose che non ci sono a Palermo e viceversa, Goteborg è diversa da Ancona e Oslo è molto lontana. Miniaturizzare idee di altri, qui, per farcele stare a forza è praticamente inutile perché non attecchirebbero, o avrebbero difficoltà legate al nuovo organismo. Oh, è anche vero che un trapianto, quando riesce, fa rivivere un organismo, ma ci vuole il chirurgo giusto. Il Foro Italico è, ad esempio, l’invenzione del prato a Palermo; non che non ce ne fossero, ma non avevano quel tipo di “template”. Possiamo invece fare una mappa (prendendo a spunto l’idea di riki) di quella città pulviscolare (polveri, granelli, sabbie) fatta dalle case di persone che ritengono di poter “essere circuito”: io ci metto quella che temporaneamente abito, se vuoi ci posso organizzare delle mostre d’arte o dei concerti o delle pieces teatrali. Già abbiamo messo in moto Purparlé, che è solo un simpatico esperimento. Per cui, più che concentrare bisognerebbe, forse, disperdere e creare una sorta di costellazione di unità che brillino di luce propria. Ti va l’idea?

  81. fantastico.

  82. amunì

  83. Francesco mi complimento con te perché – da non specialista, ma semplicemente quale persona colta, sensibile e non ottusamente provinciale – hai centrato un punto importante: la necessità del nuovo, sociale sì, ma che per alimentarsi ha bisogno anche delle sue ambientazioni fatte di materie e di spazi. Insisti, prova a farla uscire questa esigenza, al di là dell’autoreferenzialità dei circuiti, mostre, riviste, esposizioni, di architetti per altri architetti. A Palermo il contemporaneo è assente, dalla città costruita e dalla metacittà mentale dei suoi abitanti che, per la stagrande maggioranza, ne ignorano le valenze e le potenzialità. Come tu ben espliciti non è certo il viale Strasburgo che lo rappresenta, eppure per taluni lo è! Così come nel microambiente domestico il gusto pacchiano del mobile “in stile” prevale, alla faccia delle avanzatissime esperienze dell’entourage del D.I. e delle validissime sue espressioni locali online! D’altra parte a livello istituzionale nesun esempio, nessuna apertura verso l’arte contemporanea o la musica. Per iniziativa pubblica si è costruito solo quello che è sembrato indispensabile e allora non è un caso che le uniche nuove realizzazioni in questa città siano tipologicamente legate alla somministrazione delle pene ed all’amministazione della giustizia: l’aula bunker, il Pagliarelli, la nuova procura, mentre la “gioiosità” di una qualità aggiunta viene sempre monotonamente attribuita a sto’ benedetto prato del Foro Italico, che sarà sì l’innesto di un nuovo “template”, ma che io continuo a vedere come intervento, non deprecabile in quanto minimale, ma comunque rinunciatario e antiprogetto rispetto ad un tema così complesso come il rapporto tra il Centro Storico ed il mare. Che dire poi del vuoto allucinato, surreale, ma non abbastanza “metafisico” di Piazza Magione…e dell’autolavaggio Panno che ha colmato – assieme a qualche bel pannello pubblicitario – quello del Villino Deliella caduto sotto la furia demolitrice e dinamitarda degli aspiranti speculatori? Faccio questi due esempi – i primi che mi vengono in mente – per perorare quella necessità dell’architettura contemporanea, che,non per “Horror vacui”, ma per dimostrare che questa città può vivere sul filo dell’innovazione senza rinnegare per questo la memoria, deve trovar posto riempire e riconnettere. Questa richiesta deve partire dal basso e sovrastare culturalmente l’inadeguatezza di quei politici che ancora sciorinano quella vecchia storia retorica della “culla delle civiltà”, delle panzane tipo “70% dei beni culturali del mondo” apparentemente solo noiose o bassamente sciovinistiche, ma in realtà intimamente retrive perché con un pseudo-orgoglio di quello che esiste da secoli e chiaramente non per merito loro, celano l’incapacità di fare e progettare ora e, nei fatti, anche quella di far fruttare questa rendita di posizione. Da un’altra sponda, quella dei progettisti, dell’Università, degli intellettuali, sarebbe l’ora di affermare con più forza e coraggio che la cultura del restauro conservativo, che ha prodotto il ppe del centro storico, non basta, e non basta affermare che ogni città è un organismo a sé per giustificare l’inazione.

  84. AULA BUNKER,
    PAGLIARELLI,
    NUOVA PROCURA
    esistono ormai da tanto tempo.
    Eppure appena ieri sera Emma Bonino
    ha denunciato MALAGIUSTIZIA,
    che e’ il vezzo di colpire a caso tutti i Cittadini,far durare un processo 10 anni e lasciare ancora aperto il tema
    della Responsabilita’ Civile dei Magistrati……….

  85. sono del parere che prima dobbiamo essere in grado di tutelare il “vecchio” che abbiamo e poi appena siamo diventati bravi…
    creiamo il nuovo sullo stile di Bilbao (edifici e opere contemporanee che trainino il turismo).

    faccio questo appunto perchè forse non ho la cultura di chi ha scritto il post e non riceverò mai complimenti da nessuno ma la cosa che mi fa rabbia è vedere tutti i restauri dei monumenti (il più vecchio avrà 5 anni) fatti male e praticamente da rifare dopo pochissimi anni.
    mi riferisco ai quattro canti, il teatro massimo, il loggiato di san giuseppe dei teatini e tanti altri.

    Soldi Buttati. Basti vedere che i restauratori sono gli stessi abilissimi a costruire ville abusive in riva al mare in un solo weekend.

    Prima Palermo necessita di un risanamento.
    Vi immaginate corso Vittorio Emanuele con le vetrine inglobate ne negozi in modo da riacquistare il profilo di una strada e non di un mercatino?

  86. Caro Umberto, grazie dei complimenti e piacere di conoscerti, condivido ogni parola del tuo commento: era proprio questo che volevo dire.

    Monolocalista, vorrai ammettere che quella che proponi è una scelta politica. Io il tuo punto di vista lo capisco e lo rispetto ma non sono d’accordo. Io vorrei che a Palermo si percorressero parallelamente tutte e due le strade, quella della tutela dei monumenti e quella della progettazione del nuovo.

  87. tornando al tema dei monolocaisti.
    Risulterebbe che a Palermo sono 65.000
    gli iscritti alle Universita’,di cui
    35.000 fuori sede.
    Solo 940 borse di studio ai piu’ meritevoli con famiglie a reddito non su
    periore a 15.000 Euro.
    *****************************************
    La carriera del monolocaista e’ quindi
    abbastanza lunga ed articolata.
    Comincia a Palermo prima di finire a Milano ed altrove.
    *****************************************
    Dai numeri su esposti si potrebbe poi
    dedurre che Palermo sforna 40.000/50.000
    laureati/anno.
    Per dare una occupazione a queste persone
    si dovrebbe sostituire l’intera classe dirigente palermitana almeno ogni 5 anni.
    E le carriere durano 40 anni,cioe’
    8 volte di piu’.

  88. X Mangiapane: capisco anche io il tuo discorso.
    se tu fossi un amministratore con X euro (non sono abbastanza per fare entrambe cose) cosa fai? fai due cose male? inizi cantieri che non concluderai mai? o cerchi almeno di tutelare?

    certo sarebbe bello fare entrambe le cose…ma a palermo non si è mai agito strategicamente analizzando il rapporto costi benefici, le logiche sono ben altre.

    poi se dobbiamo sognare ti posso dire che mi piacerebbe vedere qualche demolizione
    per valorizzare e perchè no per costruire del nuovo, stando così la situazione si rischia di dare l’ok a procedere a qualche grattacielo a pizzo Sella!!!

    :)

  89. Come vuoi.

  90. si può essere palermitani ed esserne anche fieri (malgrado tutto e mangiapane permettendo)

  91. Quoto ancora una volta Francesco perché anch’io penso che non ci sia contraddizione tra recupero e conservazione dell’esistente e progettazione del nuovo: devono procedere parallelamente.
    Ma un’idea di monocalista mi stuzzica davvero! Sì sogniamo e pronunciamo la parola d e m o l i z i o n e. Io l’applicherei per esempio al diradamento di quartieri di nessuna qualità urbana e inaudita densità come la Noce oppure a tutta la costa sud da S. Erasmo a Bandita per rifare tutto il seafront (anche se Cogliandro dirà che Palermo non è Barcellona).

  92. La posso dire una cosa banale? Chi lo ha detto che per forza a Palermo a fare i palazzi nuovi dell’angolo di città di minoranza debbano essere per forza gli amministratori pubblici?

  93. parlavo di amministrazione perchè intendevo la costruzione del nuovo come attrattiva turistica.

    non prendo in considerazione i privati che investono e che inizializzano una tendenza perchè non ci credo più.

    il motore del cambiamento dovrebbe e secondo me DEVE essere la pubblica amministrazione.

    deve essere la PA a vendere bene il suo territorio… e poi vedi che appena si comincia a fiutare possibilità di guadagno gli imprenditori che investono non macano sicuramente.

    in fondo anche Bilbao da cittadina industriale che era è diventata meta di turismo grazie ad uno splendido esemplare di archiettura contemporanea.

  94. E xchè invece che S. Erasmo e la Bandita non diradiamo Viale Strasburgo o via Sciuti e rifacciamo lo streetfront della Palermo di tendenza o alternativa? Luparelli quale metro utilizzi per quantificare o definire la qualità urbana di un quartiere? S. Erasmo o la Bandita sono due delle tante borgate storiche di Palermo, gente che di mestiere faceva il pescatore, l’agricoltore o lo scaricatore al porto…. cosa ci vuoi trovare in queste borgate palazzi nobiliari? anche se sono delle modeste abitazioni non significa che debbano necessariamente demolite ma recuperate perchè testimonianza di una cultura popolare non più riproducibile.

  95. Noi non ci siamo capiti bene, a Nisantasi non c’è l’ombra di un turista, io non stavo parlando di marketing territoriale e di avere un’attrattiva per il turista. Parlavo di una cosa più piccola, del fatto che c’è una minoranza, a Palermo, che vorrebbe progettare spazi nuovi e un’altra minoranza che naturalmente li vivrebbe, li praticherebbe, una minoranza che non sta aspettando altro. Questo per sottrarsi alla retorica dei centri storici, alla museizzazione delle città, alla retorica del turismo a tutti i costi, per non avere in mezzo le scatole arrabbiati vari. Ma soprattutto per poter dire qualcosa di nuovo nei fatti: anche attraverso lo spazio e la pratica che se ne fa. Insomma, un posto nuovo per palermitani, che se ce lo teniamo pulito non è perché se no facciamo malafiura con i turisti tedeschi, ma perché siamo puliti noi che lo pratichiamo!
    Che fa, la finiamo coi toni polemici e discutiamo?!

  96. Gibbi66, c’era una volta le città che si allargavano, che si espandevano!

  97. peccato che continui ad essere riproducibilissima la cultura de “s’av a maritare me figghiu e tra sabbatu e duminica ci isu un piano supra a me casa”

    l’ho visto fare! e non c’è da ridere (ma dico io i vigili li alzano mai gli occhi? hanno bisogno delle macchine col tettuccio in vetro???).

  98. @gibbi66:

    calma, calma, e, come dice Francesco, discutiamo. Su Viale Strasburgo e Via Sciuti possiamo pure intenderci, beh, ora continuando nel nostro gioco di “fantaurbanistica”, dobbiamo comunque stabilire delle priorità. Vero è che a S.Erasmo rimangono tracce della borgata storica – molto meno allo Sperone e Bandita – ma quanta edilizia brutta del dopoguerra? Quanto disordine? Quanto mare si vede? Quanta desolazione?
    Dopodicché provocatoriamente dico riflettiamo sul tabù delle borgate storiche: anni fa il prof. Leonardo Urbani ottenne il mantenimento della lunga stecca di casette di Resuttana sull’asse di Viale Croce Rossa. Oggi fanno bella mostra di sé, incongruamente sovrastate dai “palazzoni”, simili ancronismi mi fanno pensare a soluzioni del tipo “chiudere la stalla quando i buoi sono scappati”. Qui ovviamente i bovini sono rappresentati dalle improvvide decisioni del PRG del 1962 che ci sono rotolate addosso per decenni!

  99. il politico e’ “remunerato” per risolvere i problemi della Gente.
    Spesso i veri problemi non emergono,ma VENGONO FUORI solo “le cose”che si vogliono fare emergere,perche’ ci sono i Demagoghi.
    Il Politico “non e’ il Padrone” del
    Territorio,e
    “NON DEVE VENDERSI UN BEL NIENTE”.
    E’ IL CUSTODE DEL TERRITORIO.
    Sono pure Teorie,visto quello che si riscontra.
    Che fine ha fatto la Conca d’Oro?
    E le palazzine Liberty?
    Ed il litorale dell’Addaura?
    *****************************************
    Una volta si parlava di esproprio per pubblica Utilita’.
    *****************************************
    Prima c’e’ da stabilire cos’e’ la
    Pubblica Utilita’.Non credo si tratti
    di “un capriccio estetico”,al quale si
    potra’ arrivare fra 500 o mille anni,
    ma prima c’e’ da dare gli asili nido,
    le scuole decenti,i posti letto per
    gli studenti fuori zona,una sede dignitosa a chi lavora in un Ufficio Pubblico,i collegamenti,i Parcheggi,
    la Stazione dei pullmann,le case di riposo per gli anziani,ed un loculo al cimitero(vedi Emergenza Salme).
    Ed ho tralasciato tantissime altre questioni che impattano sulla qualita’
    di vita del Cittadino,tutti i giorni.

  100. Ah…dimenticavo.
    Palermo non e’ Genova o Montecarlo,o Manhattan.
    Palermo dispone di un’enorme area Metropolitana.
    E non servono certo Grattacieli (di cui non abbiamo nemmeno la cultura per costruirli).
    E,poi,dopo l’11 settembre,non ne parlerei
    proprio.

  101. Chi ha parlato di grattacieli? Ancora una volta tendiamo a polemizzare fra di noi senza spingere oltre l’evoluzione di un ragionamento. Naturalmente tutte le esigenze espresse da Riki sono sacrosante, ma quelle che abbiamo ricordate prima non hanno affatto meno dignità e urgenza. Quando desidero superare un’ottica puramente “funzionalista” ho l’abitudine di dire che il bello è ciò che assolve alla più nobile possibile delle “funzioni”, quella che ce ne deriva apportandoci un benessere psichico col suo godimento (di una “via pulchritudinis” non parla anche la teologia cristiana?). I cittadini ne hanno diritto quanto dei mc di scuole e servizi, quanto dei mq di parcheggi o di verde! Proprio in questo rivendico il ruolo della negletta e misconosciuta ARCHITETTURA CONTEMPORANEA. La cultura progettuale attuale ha da tempo fatto evolvere delle linee di pensiero critico che hanno mostrato tutti i limiti e le ripercussioni negative di quell’urbanistica a due dimensioni, tanto amata dai politici – metti un retino qui ed un colore là – basata solo sullo zoning e gli standards quantitativi, per cui, assodato che la qualità non discende dalla quantità, perché non ribaltiamo i termini della questione? Chi ha detto che quelle stazioni degli autobus e quelle residenze per gli studenti che giustamente Riki invoca, non possano “fare” città o contribuire a costruire a quei “luoghi” che Francesco desidera che siano “connotati” e sinergicamente inventati assieme ai privati? Io dico che tutto ciò è possibile perché è già presente su questa terra (in altre città del mondo dove si riesce a guardare avanti) ma è probabile che avvenga nella misura in cui (scusate la locuzione) ci si sottragga alla logica dei maneggioni e degli assessori ignorantelli e ci si avvicini, non dico a livello di massa, ma almeno al livello della gente mediamente istruita, ad un rapporto più “friendly”, meno chiuso e provinciale nei confronti delle risorse progettuali, ad una conoscenza della cultura architettonica diffusa e più vicina agli standards europei. Altrimenti resteremo sempre compressi tra quelli che fanno le sopraelevazioni abusive e quegli altri che continuano a rimpiangere l’età dei Florio (Che palle!).

  102. e perche` Palermo non dovrebbe o non potrebbe essere Genova o Montecarlo o Manhattan (idealmente)? Abbassare sempre gli orizzonti fa male all’anima e soprattutto fa male alla citta`. Un luogo per poter essere vivo deve avere un’identita` storica e culturale fortissima, ma deve utilizzare questo forte bagaglio per costruire qualcosa di nuovo….altrimenti diventa un cimitero. So che non e` bello per un palermitano sentirselo dire, ma Catania, in parte sta’ riuscendo in questa impresa

  103. A questo punto ci sarebbe da fare una riflessione sulla spazialità contemporanea: come piazza, oggi a Palermo, funziona meglio rosalio o piazza garraffello? La domanda dal mio punto di vista è retorica e la risposta è ovviamente Rosalio.
    L’altra riflessione riguarderebbe il modo in cui sono stati gestiti gli interventi sulla città dai due sindaci, a me è sembrato che si sia proceduto con un fare da “comunicatori” professionisti, nel senso più deteriore del termine. Vi ricordate come è nato lo spasimo? Sembra che basti prendere un parcheggio abusivo, liberarlo, dare una spolveratina e che il gioco sia fatto. Lo stesso dicasi, per il prato alla Magione, per il foro Italico e per i vari festival cittadini e persino per il teatro massimo (che comunque è stata un’operazione meno semplice e più strategica). Cosa hanno in comune tutti questi interventi? Hanno in comune che sono tutti interventi soft, di superficie. Sono tutti comunicazione. Sono tutti coprire il degrado con il prato. Sono tutte furbate. Quando verrà il tempo di politici che si prendano la responsabilità di fare interventi hard, cambiamenti fatti con pietre e mattoni? Per me in questo Orlando e Cammarata pari sono stati, tutti e due hanno proceduto per la via più facile, quella che cambia il meno possibile a forza di operazioni di comunicazione. È chiaro che questo gioco non può procedere all’infinito, prima perché gli spasimi nascosti sotto i parcheggi abusivi non sono infiniti e secondo perché tutto ciò ha tutto sommato impoverito la città, niente di stabile, di radicato, è rimasto alla città, il festival di Palermo sul Novecento nessuno se lo ricorda già più, i cantieri culturali sono mezzi abbandonati solo per fare due esempi lampanti. Tutto ciò mentre a pochi chilometri da qui, la St Microelectronics insediava uno dei più importanti centri ricerche, destinato fra crisi e rinascite, a diventare un punto di riferimento nel Sud Europa. Al contrario, da noi, a Palermo, città soft, solo Call Center. ;-)

  104. Dani abbiamo scritto contemporaneamente la stessa cosa :-)

  105. x luparelli
    rileggiti i commenti del
    monolocalista indipendente.
    ***************************************
    grazie per il “sacrosanto”,ma non merito tanto.
    ***************************************
    approvo in pieno le tue proposte.
    *****************************************
    BISOGNEREBBE METTERE SUL TAPPETO TUTTI
    I PROBLEMI “OPEN”
    e poi decidere le priorita’ anche con dei Test’s sui nostri cari Concittadini
    (pure loro pagano le tasse).
    ****************************************
    SERVONO PIANI PRECISI
    SERVONO TANTI,MA TANTI SOLDI.
    SERVONO SEVERI CONTROLLI SU COME SI SPENDONO I SOLDI DI TUTTI.
    *****************************************
    Non m’interessano le Polemiche.

  106. X Dany
    non a caso ho citato tre citta’ che hanno
    problemi di aree,e che conosco perfettamente.
    ****************************************
    Volutamente non ho citato Los Angeles
    che ha un immenso territorio pianeggiante
    ha problemi sismici,eppure ha tantissimi
    Grattacieli.Ma “loro” hanno questo
    Know How,e poi si vede che hanno Mercato,
    perche’ non e’ solo questione tecnica.
    ***************************************
    Se mi dimostri che a PALERMO c’e’ QUESTO mercato,
    demoliamo ZEN1 e ZEN2
    (TROVANDO prima UNA SOLUZIONE DECOROSA AGLI ATTUALI RESIDENTI dello ZEN)
    e poi ci mettiamo questi Grattacieli
    la cui destinazione non e’ certo la collina.

  107. x Dany
    E’ singolare che i Grattacieli di Manhattan sono su aree pianeggianti
    e quelli di Montecarlo anche sulle colline

  108. Riki: mi sa che non hai ben inteso: non parlavo affatto di grattacieli. E il, mio paragonare Palermo alle citta` da te citate era solo una metafora per qualcosa di piu` alto: pensare in grande e al futuro, sempre nel rispetto della propria identita` culturale e territoriale….che di certo non ha nulla a che vedere con Manhattan, Montecarlo e nessun altra citta` del mondo!

  109. x F.Mangiapane
    c’e’ ancora chi propone
    di sfilare in PIAZZA
    di fare(improbabili) RIVOLUZIONI
    E TRASCURA LA GRANDE OPPORTUNITA’ DI
    COMUNICARE SUI TEMI PALERMITANI CHE
    GLI DA’ QUESTO BLOG.
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    ammettiamolo
    SIAMO ANCORA MOLTO POCHI AD INTERVENIRE.
    ma confido che i commenti cresceranno…
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  110. Riki, però basta con sti grattaceli! :-)))))))

  111. Catania veniva chiamata
    “la piccola Milano” ed e’ stata sempre
    un passo avanti a Palermo in certi campi.
    STM e’ n volte meglio di un Call Center.
    Cos’e’ un Call Center,molti l’hanno capito “dopo”.
    La Silicon Valley per molti e’ stato
    meglio di STM,e dell’Etna Valley.
    STM ha potuto trarre vantaggio
    dalla grande “offerta” di ingegneri
    a basso costo,molto determinati a restare
    in Sicilia.

  112. parlane con Dany.Per me non vanno fatti.

  113. ok Dany
    adesso mi e’ chiaro
    Pensiamo in grande,ma cominciamo a fare
    subito tutte le picccole cose che sono
    fattibili domani mattina…

  114. Chiarito che fra Dany e riki c’è stato un piccolo “misunderstanding” laddove era chiaro che il secondo alludeva alle situazioni geografico-morfologiche dei siti delle tre città citate, devo dire ancora che il mio pensiero coincide con quello di Francesco a proposito della reale portata e corretta valutazione dell’operato dei due sindaci. Perdonatemi se mi autocito, ribadendo questa affermazione: “la “gioiosità” di una qualità aggiunta viene sempre monotonamente attribuita a sto’ benedetto prato del Foro Italico, che sarà sì l’innesto di un nuovo “template”, ma che io continuo a vedere come intervento, non deprecabile in quanto minimale, ma comunque rinunciatario e antiprogetto rispetto ad un tema così complesso come il rapporto tra il Centro Storico ed il mare”…forse ho solo detto in termini più eleganti che era una furbata! Quindi chiaramente io sottoscrivo per gli interventi hard, Cogliandro invoca il chirurgo abile, benissimo, ma che non sia quello più simpatico al sindaco, si facciano i concorsi internazionali (ma anche si creino delle occasioni per le giovani energie locali). I temi di progettazione non mancano, qui tra tutti noi ne avremo elencati una ventina. Per quanto riguarda il denaro, sì è vero ce ne vuole tanto e questo non è il mercato di L.A., ma sono convinto (faccio il qualunquista) che dalle parti della REGIONE se ne sprechi di tantissimo!

  115. Uffa, manco da due giorni e devo recuperare un inferno di commenti. Insomma, li ho letti tutti, e le direzioni non mi paiono concordi (meglio così, però). Prima qualche pre-scriptum: sulla questione di Catania/Milano del Sud, consiglio la lettura del bellissimo libro di Maria Attanasio “Il falsario di Caltagirone”, che ha vinto il Premio Vittorini 2007: in uno dei capitoli si spiega che non è sempre stato così. Anche se l’Etna Valley è una realtà che, ahinoi, tende a essere dissolta da orditi kafkiani in cui politica e mercati che si fondono non aiutano, in chiarezza d’intenti, la manodopera laureata a basso costo. Qualche tempo fa ho intervistato il sig. Abbate (patron di Etnapolis) che ha dichiarato il suo interesse per l’area palermitana, ma l’impossibilità a mettersi d’accordo con i “poteri” locali. Che vi aspettate? E adesso veniamo a noi. La fantaurbanistica è questione meramente letteraria, e ha senso se riesce a individuare buone pratiche condivisibili di là dall’appetito poetico. Per realizzare una città ex-novo bisogna pensare in grande, e lasciar perdere la demolizione di interi quartieri (si veda il progetto di Renzo Piano Building Workshop per le Officine Falck), proponendo anche strategie oltre che organizzazioni funzionali. La mia proposta di pulviscolarità partiva da una analisi elementare dello status quo, anche in proiezione monolocalista: se l’attenzione è concentrata sui, diciamo, 10/15 luoghi top del centro di Palermo (escludendo Via Ruggero VII e Via Oreto, e stando dentro le porte Nuova e Felice), ci sarà un interesse ipertrofico per alcune aree e l’abbandono di altre; se, invece, si crea una rete di 100 microluoghi, disposti ad ospitare (a numero chiuso) 10/12 persone per volta, condividendo, inventando, strutturando, progettando reti di ospitalità, di accoglienza, di promozione culturale, di diffusione di idee, si riusciranno a distribuire, in maniera più o meno random, 1200 persone, e più, che vivranno, secondo una logica tutta da vedere, altre parti di città. Pietro Toesca nel suo “Manuale per fondare una città” dice, grosso modo, che non si può fondare da zero una città dentro la propria città, ma si possono esperire teorie e pratiche di aggiustamento tali da rendere equilibrati gli spazi esistenti. La stessa cosa, ma con altri intendimenti, scritta dal Nobel per l’economia James Meade a proposito della città di Agathotopia. Traduco: se io domani apro una mostra d’arte contemporanea non posso aspettarmi di ospitare tutta Palermo, il vernissage mi sfinirebbe. Ma se, contemporaneamente, 100 microluoghi di Palermo aprissero 100 mostre d’arte contemporanea, sarebbe un evento gigantesco. Se vi va, mi candido per organizzare la cosa, a costo zero e con la disponibilità di altri 99 luoghi. Mangiapane struttura la filosofia dell’intervento, Luparelli pensa al progetto di allestimento, eccetera. Chi è disponibile ad aprire il proprio privato ad un evento pubblico? Le rivoluzioni sono un processo lento, e di solito partono dal basso. Per quel che mi riguarda, e Francesco sa cosa faccio con Woz, io non mi tiro indietro e non temo i rischi di un’operazione siffatta. Per demolire Viale Strasburgo c’è sempre tempo!

  116. Bravo Cogliandro e il suo manifesto della centralità diffusa della città di PaLERMO …..

  117. puo’ essere una buona idea.Pero’…..
    appena ieri Cacciari lamentava che
    “tra quello che si dice e quello che si riesce a fare c’e’ un abisso”.
    Vedremo come va a finire.

  118. Io mi ci metto, ma se gli altri fanno la parte di quelli che dicono ARMIAMOCI E PARTITE non si va da nessuna parte…

  119. Ciao, sono capitata nel tuo blog per caso e devo dirti che, l’ho trovato molto carino, simpatico ed interessante!
    Complimenti!

  120. ma che tte frega che tte frega……………….

  121. In questa vagonata di luoghi comuni, mi ritrovo solo in quelli che sono comuni ad altri, ossia:
    -si può essere palermitani:

    – e fare bene il proprio lavoro;
    – ed aspettare il nuovo con fiducia
    – e non leggere Camilleri

    Per il resto, mi dissocio.

  122. Io sono palermitano (forse!) ma non faccio il tifo per i froci…

  123. … anche se molti (la maggioranza) mi sono simpatici, alcuni sono ottimi clienti, alcuni di loro anche amici o semplici frequentazioni, stimati, seri sensibili, intelligenti…
    Il tifo no… ha implicita differenza, valori… la parità è indiscutibile, per me, e non ha bisogno di tifo.

  124. GIGI ” ç ” ti invito a essere rispettoso nei tuoi commenti. Grazie.

  125. Dottor Rosalio, credevo che non ci fosse bisogno di precisare che ho scritto “froci” in maniera simpatica e scherzosa, come d’altronde si evince dal seguito.
    Avrei potuto scrivere matelli, sempre scherzando, proprio perché mi infastidiscono queste paure e barriere. Un mio ottimo cliente e amico, a Parigi, omosessuale e con pacs (dice mio marito, parlando del coniuge) scherzando gli dico “pedé” e sorridiamo perché anche lui considera stupidi tutti gli accorgimenti verbali che sembrano barriere.

  126. GIGI ” ç ” ritengo il senso abbastanza deducibile ma chi legge velocemente potrebbe trovarlo offensivo. Saluti.

  127. Dottor Rosalio, sottovaluti alcuni lettori di Rosalio?
    Supponi che non sappiano che se scrivo matello o frocio è per sdrammatizzare, anti-retorica ipocrita, e in tono scherzoso?

  128. GIGI ” ç ” ti ho dato un’indicazione, se vorrai seguirla bene, se riterrò il commento offensivo lo rimuoverò. Questo non è il posto corretto per discutere di altro argomento se non quello del post. Saluti.

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