domenica 20 ago
  • 9 commenti a “Convegno sugli hacker a Palazzo delle Aquile”

    1. Immagino già i flame sull’identificazione fra “hacker” e “cracker” 🙂

    2. “devianza tecnomediata”????? ma per favore… già il titolo di questo pseudo-convegno è una presa in giro. suggerisco loro (e a rosalio) di leggersi la vera definizione di hacker su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Hacker . Non per dire, ma senza gli hacker non avremmo il software open source.

    3. Skaiwoka io credo di conoscere la definizione di hacker.

    4. bellissimo il titolo del convegno. sembra finto.
      sono appena riuscito ad entrare nella casella di posta di una che mi racconta un sacco di balle; sono un deviato tecnomediato?

    5. La creatività per sua stessa natura devia dallo standard, che per definizione è l’insieme delle caratteristiche di una determinata categoria di processi noti ed accettati. Il paradosso è che la società ha bisogno della creatività ma teme la devianza e perciò le istituzioni la contrastano, la mitigano, la interpretano per renderla utile. Tutto ciò mi sembra molto naturale 🙂

    6. E’ un dato di fatto che essere un hacker significhi frequentare un ambiente deviato. Come essere gay. Come essere tifoso. Come essere pensionato. Forse anche come essere donna. O uomo.
      E’ chiaro che servano accurate misure di controllo e prevenzione, per gente di questo tipo.
      Forza Lions!

    7. Chiedo scusa per il messaggio di prima, al titolare verra’ fritto il pc quanto prima.

    8. Incredibile, un titolo del genere. Dico io, ma si può?!!?!? Mentre il resto del mondo, per esempio il MIT, si arricchisce grazie al contributo degli hackers, qui li consideriamo devianti!

    9. Non ho visto nessuna promozione, che gli “hacker” siano gli organizzatori? Ovviamente interpretando con quasi certezza la loro “ignoranza” in materia di hacking. Ma chi ci e’ andato, casomai, perche’ non ci racconta le cazz… pardon… i temi che sono stati dibattuti?

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