venerdì 24 nov
  • L’Università di Palermo penultima in Italia per Il Sole 24 ORE

    Una classifica pubblicata da Il Sole 24 ORE sulla qualità delle università italiane ha classificato Palermo al penultimo posto in Italia con 255 punti su 900.

    La classifica si basa su punti-chiave che vanno dall’impegno nella ricerca agli aspetti più importanti della didattica e dell’organizzazione.

    Palermo
  • 48 commenti a “L’Università di Palermo penultima in Italia per Il Sole 24 ORE”

    1. ci credo! meriterebbe proprio l’ultimo!

    2. Ci credo,
      per dirne una: nel mio ormai ex-dipartimento, 2 dottorandi/ricercatori su 8, erano e sono figli di docenti dello stesso dipartimento. Mi era stato proposto da un Docente (questo però con le cosidette PAMPINE) di partecipare anch’io allo pseudo-concorso per il dottorato. Conti alla mano, ho rinunciato, non ero e ne sono, figlio di nessun Barone….

    3. Sono soddisfazioni queste. I criteri di giudizio utilizzati dal Sole 24 ore parlano di cose sconosciute nell’ateneo palermitano. L’università dovrebbe costituire il motore dell’economia e dello sviluppo del territorio, come avviene nelle facoltà ai primi posti. Invece è solo un laureificio….

    4. Invece di guadagnare posti in avanti nella graduatoria la nostra Università va sempre indietro!
      E non è difficile capire il motivo!

    5. dopo avere lavorato per più di 10 anni in università con mansioni da dottorando di ricerca a professore a contratto, l’unico commento che posso fare è: anzi che non è ultima. Abbattetela e spargete il sale sulla rovine.

    6. AH quindi c’è un ateneo peggiore del nostro ??? bella questa…

    7. che schifo….e purtroppo per alcuni o chistu o niente….chi si specilizza o si laurea solamente a palermo è ormai quasi obbligato a rimanere a casa disoccupato

    8. All’ultimo posto c’è una minuscola università napoletana. Le classifiche cambiano a seconda dei criteri che si usano e l’ateneo palermitano forse figurerebbe meglio usando altri criteri, per esempio il numero di docenti, almeno questa penso che possa essere la difesa del Rettore. In ogni caso è proprio nella ricerca e nella didattica che l’università di Palermo è scadente. Si, tra le migliaia di docenti ci sono punte di eccellenza, i quali (e le quali) vengono però ad essere usati sempre da scudo per proteggere la maggioranza a cui manca proprio un’etica del lavoro. Nella facoltà dove lavoravo tuttora spadroneggia un professore di diritto privato con quasi nulle credenziali di ricerca, ma che “manda” arbitriaramente agli esami per far vedere che la sua materia è difficile.
      Per quanto riguarda le assunzioni, l’ultima storia di cui sono venuto a conoscenza è questa: http://mannotpixel.com/blog/index.php/2008/06/23/oggi-domani-un-concorso/

    9. Prima nello schifo,però. Oh, è già un traguardo!

    10. Gli Atenei di Catania e Messina ci hanno superati!
      E pensare che alcune mie ex colleghe della prov. di Messina, hanno preferito venirsi a laurare a Palermo!
      Se l’avessi saputo le avrei avvertite, ma oramai è tardi.
      Che tristezza.

    11. X Nicola Pizzolato

      confermo, purtroppo il problema non è solo il fatto che quel professore manda arbitrariamente ma il problema più grave è che in questa facoltà i corsi di laurea specialistici tranne uno e la maggior parte dei pochi master sono di area giuridica niente politologia(a scienze politiche!), niente sociologia, niente economia.
      Tanto vale chiudere la facoltà e fare un corso di specializzazione in scienze politiche presso la facoltà di…giurisprudenza

    12. Questa bella notizia fa il paio con la recente relativa al plagio internazionalmente denunciato alla facoltà di ingegneria. Come dire: non solo facciamo schifo, ma copiamo anche le cose agli altri!

      Detto che sono stra-orgoglioso della mia educazione accademica (soprattutto se paragonata a certi “geni” del politecnico di milano o torino), penso che forse è merito della mia passione per gli studi e non tanto dei docenti (alcuni comunque lodevoli).

    13. Mandate tutti i Baroni e baronetti politicizzati e lottizzati a casa!!!!!!!!! fra non molto mi toccherà vergognarmi per essermi laureato a Palermo.

    14. e dire che ci sono persone, idiote, che con gli 800 euro degli assegni di ricerca mettono sù casa e famiglia….
      tristezza.

    15. Sarà così la classifica… ma non tutte le facoltà funzionano alla stessa maniera. Sarà così… ma è vero che certe dinamiche, che definiamo nostrane sono diffuse ovunque, senza discriminazioni geografiche. Sarà cecità, o ingenuità, la mia… ma ad esempio a Lettere la ‘baronia’ è ridotta. C’è più equità e si lavora… Ma so anche che altrove non è così, per esperienze d’altri.

    16. rispondendo a LuciaGe, dico che a Lettere e Filosofia la baronia vige eccome, lampante come un sudanese nudo su una distesa innevata.
      tutti infatti sanno (e non sono voci che girano, ma è la pura verità -non nascosta nemmeno dai diretti interessati-) che ci sono interi dipartimenti e corsi di laurea in mano a famiglie vere e proprie: possiamo trovare il patriarca a presiedere il corso di studi, la moglie ad insegnare, i figli ad insegnare nonchè le mogli dei figli ad insegnare materie che senza alcun perchè si trovano in certi piani di studio dai contenuti completamente diversi da quelle; inoltre, non parliamo del pessimo comportamento dei docenti nei confronti degli studenti, delle strutture letteralmente vergognose (sia per noi che per i folli stranieri erasmus che inspiegabilmente si recano da noi) e di mille altri difetti.
      effettivamente, qui l’università non ha come scopo l’educazione e la crescita intellettuale (dunque anche tecnologica e scientifica) della nazione, bensì è caratterizzata da una sorta di gara distruttiva, da uno “struggle for life” per dirla con Darwin che non porta altro che rovine del tutto inutilizzabili

    17. Beh, allora è davvero ingenuità. O probabilmente il mio corso (lettere classiche) è una sorta di oasi in mezzo al resto, perchè in due anni di studio ho assistito sì e no ad un solo caso di questo genere… anzi, ho trovato un buon ambiente accademico. Insomma… mi auto-confino nella sezione ‘casi a parte’…

    18. Bravi, bravi, diamo addosso tutti alla nostra università. Neanche sappiamo con quali criteri è stata fatta quesata classifica, neanche sappiamo cosa c’è dietro questa vera e propria campagna mediatica, ma di una cosa siamo sicuri: siamo gli ultimi. Questo ci conforta in una convinzione nella quale siamo radicati ed educati sin da bambini. Siciliano? = Ultimo o penultimo d’Italia. E noi la accettiamo supinamente. Noi abbiamo bisogno di università e di prim’ordine, e Palermo è piena di difetti. Ma il nepotismo, i disservizi, qualche raccomandazione, sono mali dell’università italiana, tutta, capito? tutta da Bolzano a Catania.
      Poi ci sono le luci e le ombre dappertutto. Il vero criterio si dovrebbe fare guardando la capacità d’impiego alla laurea (ponderando per il tasso medio di disoccupazione delle diverse regioni). Si scoprirebbe che da molti corsi di laurea palermitani escono ricercatori, manager, professionisti di prim’ordine. Quanti disoccupati laureati in fisica a Palermo conoscete? Quanti manager (fuori da qui ovviamente) laureati in economia e commercio a Palermo conoscete? E che volete di più? Che in un contesto di sottosviluppo ci sia Harvard? Teniamoci quello che abbiamo e potenziamolo, anziché fare la corsa a chi tira la pietra più grossa (magari perché ci ricordiamo di un professore antipatico).
      Ma lo sapete che queste classifiche sono fatte (fra l’altro) sull’incidenza dei progetti Erasmus (vero mito). E che sono gli Erasmus? Vacanze in Europa con sconto di materie (che all’estero e in Italia finiscono quasi sempre per essere regalate). Ma mi facciano il piacere…

    19. Non a caso sono un emigrato a Milano e studente della Cattolica…e cmq qui a Palermo c’è qualcosa che noi chiamiamo università ma in realtà un’univeristà è ben altro…peccato, io volevo restare qui in Sicilia…ma se manco c’è la specialistica del mio corso di laurea…

    20. Spillo va curcati!!!

    21. Università…???
      A…perchè a Palermo quelle 4 pseudo palazzine che ci sono in viale delle scienze (mai nome fu meno azzeccato)
      costituirebbero una Università…???
      Ma per favore siamo seri!!!
      Un consiglio a tutti quelli che ancora sono in tempo: scappate a gambe levate e se potete andate all’estero a studiare e a fare esperienze di vita e di lavoro.
      Si quello che probabilmente fuori troverete, e che invece per certo a Palermo dovreste elemosinare e comunque non sarebbe mai all’altezza della vostra super laurea presa alla teneo cittadino…

    22. @ Spillo.
      Non capisco perchè ogni volta (e purtroppo non sono poche) che saltano fuori classifiche che vedono agli saldamente agli ultimi posti la Sicilia, in questo caso l’università di Palermo, ci debba sempre essere dietro un “complotto”, una “campagna mediatica”.
      Il primo passo per la risoluzione di un problema è la consapevolezza dell’esistenza del problema.
      Altrimenti è sempre colpa del destino cinico e baro, degli altri, del Nord, etc. etc. e mai nostra.
      La classifica è fatta dal Sole24Ore su TUTTE le università italiane: se Palermo è al penultimo posto il motivo è oggettivo, nel senso che applicando gli stessi criteri a tutte le università, questo è il risultato.

    23. Per mia esperienza posso parlare della Facoltà di Economia. E’ un dato di fatto che, a parte alcune lodevoli eccezioni, studiare a Palermo significa leggersi i libri di testo consigliati e dare l’esame in base a quello che lì c’è scritto. E’ veramente raro che i docenti insegnino qualcosa di più o di diverso rispetto a quello che c’è nei libri. Alla fine l’Università diventa una prosecuzione del liceo e nulla di più. Manca la ricerca, manca il vero insegnamento. Seguire le lezioni da veramente poco rispetto a leggersi i libri a casa, e ve lo dice uno che si è incaponito a seguire le lezioni di tutte le materie del proprio corso di laurea.
      Per carità, alla fin fine molti dei laureati in economia riescono anche ad eccellere e a trovare ottimi posti di lavoro. Dopotutto i libri di testo consigliati sono buoni per cui, anche in assenza di vero insegnamento che dia valore aggiunto rispetto al semplice testo, la preparazione dello studente medio dell’Università palermitana è buona. Ma la vera università è un’altra cosa e a Palermo, secondo la mia esperienza limitata alla Facoltà di Economia, è sconosciuta.

    24. Io ho preso la laurea in Ingegneria Informatica nel 2001. Negli anni ho potuto confrontarmi con persone laureate un pò in tutta Italia e ho potuto riscontrare che molto molto spesso la loro preparazione era carente rispetto alla mia, ma molto + orientata alla produttività.
      Dopotutto è anche inevitabile, dato che di aziende con cui costruire rapporti, nella zona di Pa, ce ne sono pochine.
      Forse anche questo porta CT a una posizione migliore, per non dire di Mi.
      Negli anni, nella mia facoltà, ho potuto notare l’avvento dei figli dei prof. un’invasione vera e propria. Poi sono arrivati i prof. a contratto e la frittata è fatta…

    25. A parte l’ultimo e in parte il penultimo commento quelli precedenti in risposta al mio sono così pressapochisti e pieni di luoghi comuni che vanno bene per una battuta e basta. Ah perché a Palermo c’è un’università? Sì, c’è un’Università, e dobbiamo fare di tutto, dal di fuori perché sia sempre più quella che vogliamo e meno quella che, in parte, è. Non contesto che ci siano problemi, o mediocrità. Contesto il giudizio affrettato e generalizzato, ma di più il plauso quasi ironico dei cittadini che la dice lunga sulla fiducia che ripongono sulle istituzioni che si dovrebbero tenere più care.
      A laureato 93 dico: non conosco i docenti di Economia e mi dispiace che molti “leggano solo il libro”. Ma conosco molti laureati di Economia che, dall’esterno, mi sembrano preparati. Sarà che i docenti hanno scelto “buoni libri”? Anche questo sarebbe un merito. Non so, poi, quanti professori ammalianti abbiano fuori. Le classifiche non sono fatte su queste basi.
      Lo sai su che basi sono fatte?
      Numero di studenti fuori corso (cioè chi meno boccia, più sale in classifica), voti medi, erasmus, etc.
      Secondo me, se si facesse uno studio meno quantitativo (peraltro su basi stupide) e più qualitativo l’ateneo palermitano uscirebbe ugualmente messo maluccio, ma non certo sotto all’università di Bari dove si “vendevano” le materie o si proponevano strani scambi alle studentesse (solo per fare un esempio) o comunque all’ultimo o penultimo posto.
      Io ho un’idea sui difetti delle università italiane (aggravati dove c’è sottosviluppo): si chiamano professione esterna dei professori (avete notato che giurisprudenza, medicina, economia, hanno più assenteismo di lettere o scienze? chissà perché), distrazione dei governi (centrale e regionale) nei confronti di una materia vitale come quella della ricerca e della formazione universitaria e leggi sbagliate che consentono la cooptazione dei professori senza adeguati controlli dall’esterno (in cui si infilano molti casi scandalosi di figli di professori messi in cattedra, scandalosi quanto si vuole ma consentiti dalla legge).
      Per il resto il complotto c’è. State tranquilli. Il nepotismo e le “pappette” concorsuali si usano a Trento come a Palermo, ma lì c’è la denatalità e bisogna togliere studenti alle università meridionali per andare avanti, e con gli studenti i soldi.
      Questa storia mi ricorda tanto quella della Sicilcassa: la BdI lasciò per decenni che gli “indigeni” devastassero tutto, senza controllare, per poi dire che “qui era tutto uno schifo” e papparsi Sicilcassa e Banco in un colpo solo.
      Così con le università e altre istituzioni al sud. Si lasciano galleggiare per decenni e al momento opportuno si denigrano e si affondano.

    26. Concordo in parte con Spillo, secondo me il problema è si l’università di Palermo che sotto molti aspetti è lacunosa (ma come Spillo ha detto bisogna vedere i criteri) però è anche vero che l’università italiana è allo sfascio quindi anche se fossimo ai primi posti in Italia (eccellenze a parte) saremmo sempre agli ultimi nel cosiddetto mondo occidentale, infatti secondo me il problema è che, in primis, i professori sono assolutamente autoreferenziali sia nei confronti degli studenti che non hanno nessuna voce in capitolo (contano di più al liceo che all’università)nei confronti di presidi e rettore (tra loro sono amici e colleghi) che nei confronti del ministero/assessorato i quali spesso non hanno alcun interesse alla didattica quindi non hanno rapporti coi docenti che sono liberi di fare il bello e il cattivo tempo. Secondo punto molti docenti hanno una loro professione esterna che non solo toglie tempo all’attività accademica ma ne condiziona finalità e indirizzi di ricerca e studio.Infine una piccola digressione sulla mia facoltà che può comunque essere presa ad esempio: Scienze Politiche è diventata praticamente una succursale di Giurisprudenza, basta vedere le lauree specialistiche per accorgersene.La cosa più grave è che molti docenti di area sociologica, economica o politica se ne lamentano con noi compatendoci; ma in consiglio di facoltà chi ci va gli studenti o loro?? La realtà che una volta ottenuto il proprio dipartimento o la propria cattedra molti prof, per fortuna non tutti, accettano qualunque cosa purché non tocchi il proprio regnetto, fregandosene della facoltà, degli studenti e della qualità generale dell’ateneo.

    27. Caro Spillo, posso essere d’accordo con te che queste graduatorie lasciano il tempo che trovano e sono basate su indicatori spesso discutibili. Resta però il fatto che il livello medio dell’università palermitana è bassino. Certo avere il penultimo posto sembra eccessivamente penalizzante anche a me.
      Invece, per quanto riguarda i tuoi strani commenti sulle banche siciliane e l’operato della Banca d’Italia, direi che in questo caso proprio il tuo commento è intriso di pressapochismo e luoghi comuni, critica che tu facevi ad altri commenti. La Banca d’Italia ha scoperto e denunciato negli anni scandali relativi a banche di varie regioni, sia al Nord sia al Sud; non c’è stato alcun accanimento verso la Sicilia. Il fatto che la Sicilcassa prima e il Banco di Sicilia poi siano finiti in mano a banche non siciliane è dovuto alla stazza di questi due istituti (erano banche molto grandi, le due più grandi in Sicilia) e all’impossibilità di trovare in regione istituti bancari che potessero “digerire” bocconi così grossi e malmessi. Non vado oltre perché quest’argomento è assolutamente fuori tema rispetto al post in cui l’abbiamo posizionato, e Rosalio potrebbe richiamarci.

    28. @ Spillo

      la cosa che piu’ amano i palermitani e’ proprio parlar male di Palermo e piu’ livore si esterna nell’occasione, piu’ ci si crede…tochi o semplicemente migliori degli altri.

      C’e’, evidentemente, una forma di godimento fisico in questo. Basta vedere i sorrisi finto-amari che sfoggiano per la circostanza.

      Anche io condivido le tue perplessita’ sui parametri utilizzati per stilare la classifica.
      Mi pare di ricordare, peraltro, che le classifiche di “Repubblica” di non molto tempo fa, non riservavano lo stesso trattamento all’Ateneo Palermitano, che non andava oltre la meta’ della classifica, ma certamente non penultimo.

      Saluti

    29. Giusto per capire la differenza: la mia ragazza (magari sono di parte) si è laureata alla “prestigiosa” facoltà di Lettere di Palermo ed ora ha preso anche una laurea alla Sorbona a Parigi (e l’anno prossimo finirà anche il master). Qual è la differenza tra le due (indipendentemente da programmi e qualità delle strutture)?

      Giorno di ricevimento a Palermo, il prof caccia malamente la studentessa durante l’orario di ricevimento perchè stava “parlando con una persona importante e non poteva perdere tempo con gli studenti”.

      Giorno universitario alla Sorbona, per un impegno concomitante con gli invitati dell’Unione Europea (a Palermo al massimo si invitano i cani randagi che circolano per le palazzine) gli studenti sono costretti a spostarsi in un altra aula. Scuse ufficiali e mortificazione del preside della facoltà che si scusa per il disagio degli studenti che “devono spostarsi da un aula a quella adiacente”. Neanche a dirlo che i prof rispondono (già, rispondono!) alle mail (e dopo poche ore), sono sempre disponibili e pronti a variare il loro programma secondo quello che suggeriscono gli studenti (e non ripetono a pappagallo una pagina imparata anni prima!)

    30. @ Davide Rizzo,
      e tu credi che siamo in fondo alla classifica per l’arroganza di questo o quel professore nei confronti degli studenti? Anima bella…
      E’ vero, ci sono atteggiamenti “baronali”, ma non mi pare il peggio della vita. Oltretutto se la tua ragazza non avesse avuto da Palermo una preparazione almeno dignitosa alla Sorbona forse non se la sarebbero neanche preso o avrebbe avuto difficoltà enormi. Apriamo un’indagine su tutti i palermitani che a Palermo (evidentemente non capiti) prendono una laurea con 91, vanno fuori e prendono una specialistica con 110 e lode? Che significa? Che i nostri sono burberi? Ok. Che i nostri sono scarsi? Non regge perché dovrebbero essere subissati di 18 andando fuori. Nello specifico conosco una ragazza che si è presa una bella laurea a Palermo (credo in Economia aziendale) e si sta specializzando a Parigi, dove sta uscendo col massimo dei voti. Se fosse uscita dall’ultima o penultima università d’Italia l’avrebbero presa per una che viene dal Katanga, e invece mi dice che è una delle migliori del corso.
      Sarà che siamo una razza superiore…

    31. Che l’università di Palermo abbia tanti problemi è innegabile, ma alcuni parametri del Sole 24 ore sono davvero esilaranti: c’è una voce che ci vede nei bassi fondi della classifica…questa voce si chiama “attrattività”: è la percentuale che verifica gli iscritti provenienti fuori regione. La prima in classifica è Trento, udite udite con il 100%! Palermo ha solamente il 3%…attrattività? Ma secondo voi Trento (provincia autonoma) attrae per i corsi da tutta Italia oppure sarà il fatto che basta mettere un piede in provincia per un corso di laurea che non c’è a Bolzano fa già alzare la percentuale? Sarà che Trento e tante altre città sono ad un passo una dall’altra e quindi è più facile che si diversifichi in base a ciò che offre il vicino? Basta andare a vedere il dato di Messina e già ci si accorge come, la gran quantità di reggini che si recano a Messina facciano una buona percentuale. Sotto di noi inutile dire che ci sono Benevento, Sassari e Cagliari…chissà come mai!

      Guardiamo poi i fondi di finanziamento esterni: come mai il Politecnico di Milano ha quasi l’80% e noi solo il 50%? Mah, sarà che ci mancano i grandi gruppi industriali che ci finanziano? Guardate gli ultimi in fondo alla classifica: ci sono le università per stranieri come è normale che sia, in fondo queste perchè dovrebbero attrarre???

      Poi c’è un altro dato interessante, anzi, due che si intrecciano: a Palermo c’è un professore di ruolo ogni 20 iscritti in corso ma i nostri godono di minori fondi di ricerca mentre, a Benevento dove i professori godono della più alta percentuale di fondi di ricerca, c’è solo un professore ogni 28 studenti.

      Le note dolenti vengono in realtà dalla percentuale di mancata iscrizione al secondo anno del corso di studi (dispersione 34%) e iscritti che non ottengono crediti in un anno (25%), ma qui siamo sicuri che siano solo carenze dell’istituzione?

      Vi prego, apritemi gli occhi perchè possibilmente ho capito male.

      Se poi: i professori non si fanno trovare durante i ricevimenti, si fanno file chilometriche per avere un certificato o consegnare i documenti, gli esami vengono effettuati in strutture non adeguate (io sono di lettere e ne so qualcosa!)…beh, questo in realtà non mi pare sia oggetto di studio da parte del Sole 24 ore e quindi mi sa che su questi temi non possiamo sostenere la correttezza della classifica del “rispettabile” quotidiano milanese (quello che dice che l’aria è più inquinata a Palermo rispetto a Pavia come se avessero le stesse caratteristiche!)

      Che l’università di Palermo migliori, ma non perchè ce lo dice il Sole 24 ore.

      Saluti

    32. Detesto post come quello che sto per scrivere, ma uno dei piaceri della vita e’ …contraddirsi!:

      SPILLO, SEI UN MITO!…:-)

    33. Non conosco i parametri della valutazione fatta,di cui si discute.
      Sono anche iocome molti di quelli che hanno scritto, dottore di ricercae professorea contratto per 6 anni a Palermo, e per tre (anche interellati con i 6), in Sardegna.
      E’ vero che nel fenomeno della crisi lavorativa, molti figli di professori, più che in altri anni, sono diventati destinatari di cattedre, già assegnate,per compiacenza di categoria afferente (ossia, un concorso, se lo devono decidere gli affaerenti d’area, sui figli, nessuno discute, i figli sono pezz’écore).
      Ed io sarei d’accordo, se come nella buona vecchia tradizione, tu che sei figlio devi essere tre volte più bravo degli altri, non un quinto meno bravo di chiunque, perché cmq hai le spalle coperte.
      Esiste un nepotismo (che ésempre esistito),ma esasperatoormai dalla recessione, per cui un padre che fa carriera in un settore, prepara dinasticamente ilfuturo dei propri figli.
      I ruolo universitari diventano dinastici,come nell’epoca feudale.
      Sul Banco di Sicilia e sicilicassa, di cui detto sopra,ok, ci son state notevoli porcherie. Però in Italia due pesi e due misure, si ésalvato ilbanco di Napoli, che non era per niente dissimile, e si é buttata a mare l’autonomia bancaria siciliana, iniziata come monte di pietà di S. Rosalia davvero secoli fa.
      Posso riflettere su questo?

    34. Ottimo…non discuto il fatto che si possa uscire dalla facoltà di Palermo con ottimi voti a guadagnarsi il rispetto di altri istituti “blasonati”. Sarebbe bello però cercare di capire come mai ho dovuto studiare Disegno Assistito da Calcolatore al CdL Ingegneria Informatica Vecchio Ordinamento accampato con altri 5 coleghi davanti ad un 286 (che per chi non lo sapesse, è un pc che risale più o meno alla fine degli anni 80!). Per queste cose ritengo che la facoltà di Palermo meriti il penultimo posto…non per la qualità degli studi (che ognuno conduce secondo la propria serietà ed il proprio impegno!)

    35. ragazzi sono d’accordo con spillo e con maurizio…a noi in fondo ci piace un bel po autocommiserarci… sono uno studente di economia, 10 giorni fa circa sono stati rifatti i bagni della facolta…ieri (ultimo esame mio di luglio) entro per andare in bagno…una porta rotta ed un gabinetto intasato con la qualsiasi…non è la classifica del sole 24h a buttarci giù…siamo noi che non sappiano tenere niente.
      p.s. è anche vero che c’è un clientelismo fortissimo anche in economia con vere e proprie famiglie sparse per i vari corsi ma non so se dalle altre parti sia diverso…

      p.s.2 hai ragione per quanto riguarda i criteri di valutazione Krashen!! so per certo che se treno ha il 100% di attrattività è per il semplice fatto che attorno alla città ci sono migliaia di paesini e probabilmente è anche l’unica facoltà buona di ingegneria nella regione…ecco perchè…

    36. Attenzione! la mediocrità a Palermo c’è. Il senso dei miei post non era quello di dire che la nostra è un’università di eccellenza. Ma molti lo hanno capito bene. Adesso la discussione si è incanalata secondo me nel verso giusto. All’inizio aveva preso la piega del tipo “qua è tutto uno schifo”, che secondo me è ingiusta e autodenigratoria.
      Poi, in sé, i criteri del Sole 24 h sono proprio ridicoli. Proposta provocatoria: dividiamo la Sicilia in 9 regioni quante le province (come ha fatto il Trentino-Alto Adige che ormai è diviso sostanzialmente in 2 regioni). Risultato: con il numero di “agrigentini” che studiano a Palermo l’attrattività del nostro ateneo schizza ai primi posti in Italia. Hah!Hah!
      Altra proposta: 18 politico per tutti, così non ci sono abbandoni tra 1° e 2° anno. E’ semplice risalire la china in fondo…

    37. Salve a tutti. Sono l’autore della lettera pubblicata sul blog di Nicola: http://mannotpixel.com/blog/index.php/2008/06/23/oggi-domani-un-concorso/
      Avendo fatto il dottorato a Palermo e successivamente continuato la mia attività di ricerca all’estero, posso dirvi che la differenza di livello scientifico è abissale. Ovviamente, questa è solo la mia esperienza e non dico che a Palermo non vi siano dei gruppi che fanno ricerca in modo serio e confrontandosi con la comunità scientifica internazionale. Tuttavia, credo che la classifica del Sole24Ore sia sostanzialmente veritiera e che si debba quindi riflettere sullo stato dell’ateneo palermitano.

    38. Finchè i professori penseranno solo ai loro interessi,
      finchè penseranno solo a inserire materie, anche inutili, in alcuni corsi di laurea, solo per preservare e piazzare cattedre,
      finchè si dovrà studiare sui libri dei professori solo perkè devono beccare qualche euro dai loro libri spesso inadeguati e su programmi fuori tema, finchè si mangeranno tutti i soldi senza pensare un minimo ad iniziative di rilievo nazionale ed europeo, senza promuovere alcuna competizione interna, finchè non capiranno che devono arrivare sempre puntuali, rispettare le date di esame senza spostarle all’ultimo perchè hanno qualche impegno + importante (fino a prova contraria devono essere presenti a lavoro), finchè non organizzeranno gli esami in maniera intelligente, dividendo gli iscritti in + giorni così da non formare maree di studenti stressati e bivaccatori in corridoi in attesa di un esame, perchè il professore deve fare l’edsame OVVIAMENTE il giorno del suo ricevimento, così da non regalare nemmeno un ora all’università dopo di fatto avrne rubate una marea sfruttando gli spazi, i mezzi e le risorse universitarie pubbliche per i propri c**** e interessi che esulano l’università…..
      Potrei metterci dentro le strutture, gli strumenti, e tante altre cose che tutti conosciamo….
      Fino a che questa cosa non cambierà dobbiamo baciare terra sapendo di essere penultimi anzichè NON CLASSIFICABILI.

    39. ragazzi mi fa piangere il fatto che l’unipa si sia classificata penultima, ma mi fa piangere ancora di più che si cerchi di buttarla ancora più giù di quanto non lo sia….io mi sono laureato a Paleremo con 110/110 e lode…adesso faccio la specialistica in Geofisica all’unipi, corso peraltro consorziato con il politecnico di Milano…vi posso dire che non è sempre l’università a fare la preparazione (certo può aiutare) ma siamo noi stessi a crearcela…all’inizio mi vergognavo del mio 110 e lode, pensando a i miei colleghi del polimi o dell’unipi stessa…ma a distanza di un’anno vi posso dire che anche in li ci sono muratori con la laurea….mi sono reso conto che non è importante da dove si viene (la preparazione ve la fate voi)…è importante quello che si sà (forse la laurea del polimi può farti da biglietto da visita….ma anche li c’è l’ingegnere che non sa come si fa uno sviluppo in serie di taylor, e state tranquilli che anche quello cacciano via a pedate) . Per quel che riguarda il resto sicuramente l’unipa si distingue per il fatto che vi sono dipartimenti in cui sono presenti intere famiglie….es. padre e madre prof. ordinari figlio ricercatore fiiglia prof. associato, tutti della stessa materia, nello stesso dipartmento (altro che colonnato di diocleziano) fra qualche anno metteranno anche i nipoti….per non parlare di come l’unipa si distingue nel mondo per la qualità delle sue pubblicazioni scientifiche….Lo sapevate che dal prox anno tutti gli studenti del Caltech, del MIT ,di Stanford e di Cambridge si trasferiranno all’unipa perchè scontenti dello standard offerto dalle loro università?…….(ndr anche se qualche prof. in gamba c’è, ad es. il mio relatore è uno che è degno dell’appellativo di prof. uno dei fisici più preparati dell’ateneo palermitano, anzi, penso sia sprecato per questa università…visto che gli hanno tagliato i fondi e manda avanti una sezione di un dip. da solo con 1500 eur all’anno!!!! e di pubblicazioni su riviste internazionali ne a fatte…lo conoscono bene pure qui a Pisa). Il problema è che ci sono tanti di quei professori ‘baronetti’ ignoranti come le zappe che meriterebbero di andare a pascolare le pecore piuttosto che insegnare all’università……il bello è che poi fanno fare quei questionari sulla didattica ( ovviamente è solo carta sprecata dato che non vengono neanche presi in consideraz.)…intanto sono sempre li…..qui a pisa un prof. ha utilizzato la tesi di un suo studente per pubblicare, è stato cacciato a calci nel sedere…..ecco dove sta la differenza mentre li c’è un nome da difendere…a Palermo c’è il culo dei prof. da difendere……che si diano fuoco….l’istruzione ai massimi livelli è un vostro diritto fatelo valere…

    40. ops volevo difenderla ma alla fine anche io ho ceduto alla tentazione…

    41. @ Krashen, i fondi sulla ricerca vengono dispensati in base al rispetto dei programmi prin, di progetti di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale, ed in base al numero e alla qualità delle pubblicazioni scientifiche….i fondi del polimi a cui ti riferisci non sono quelle delle aziende private, ma quelli del miur….e mi sembra abbastanza ovvio dato che produce per 4 volte l’unipa…. per ciò che concerne gli investimenti privati sulla ricerca è normale che le grandi società investono di più dove la qualità delle pubblicazioni scientifiche è migliore….ciò è dovuto principalmente al fatto che i prof. dell’unipa sono molto meno competitivi rispetto a quelli delle altre università…..

    42. Jack la classifica ci vede relegati in “zona retrocessione” non tanto per i finanziamenti o per le pubblicazioni scientifiche ma quanto per altri tre indicatori che non c’entrano nulla con quanto dici tu.
      Quelli che ci buttano giù sono 3 indicatori davvero ridicoli: attrattività, dispersione e inattività. Sul primo glisso perchè è davvero esilarante, sugli altri due invece la superficialità si spreca…analizzare anche aspetti sociologici no? Non dico che siamo i migliori ma sicuramente non siamo così da buttare come ci vogliono fare credere, non credo che i miei professori mi stiano dando una preparazione inadeguata (mi mancano 9 materie alla laurea ma già è arrivata la prima offerta di lavoro dall’estero, mi è bastato un colloquio di 10 minuti e come me ci sono tanti ragazzi davvero bravissimi!).
      Non siamo messi male per i finanziamenti privati, ma per averne di più non c’è nulla da fare, ci vuole chi scommette su di te perchè è il contatto che ci manca e come fa il mio attuale datore di lavoro, prima guarda a ciò che ha intorno, poi se non trova si sposta.

    43. Effettivamente i siciliani adorano piangersi addosso. E vi spiego anche il perchè, dati alla mano. Ho fatto delle ricerche e ciò che dice Spillo è sostanzialmente vero, difatti se la classifica totale ci da in penultima posizione, basta visionare i singoli punteggi per ogni parametro della stessa statistica per vedere che le cose non vanno poi così male. Ecco i singoli dati (li potete trovare anche sul pdf del sito del sole24ore, su:
      http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/07/universita-classifica-atenei.shtml?uuid=75c7193e-5177-11dd-90df-241f4324bf97&DocRulesView=Libero#
      , sotto l’immagine cliccate su “i risulati voce per voce”).
      Scopriamo che:
      -Ricerca/Personale: Palermo al 46° posto su 60
      -Ricerca/Fondi: 54° su 60
      -Ricerca/fondi esterni: 45° su 60
      -Talenti: 12° (dico dodicesimo posto) su 60
      -Laurea nei tempi previsti: 43° su 60
      -Affollamento: 25° su 60

      E allora perchè risultiamo così in fondo???
      Ecco spiegato, le voci in cui siamo in posizioni basse sono veramente marginali e non dipendono dall’Ateneo:
      -Dispersione (59° su 60): che colpa ne ha l’università se c’è gente che si iscrive ma non è in grado di affrontare l’università?
      -Inattività (57° su 60): Significa che ci molti sono studenti che si iscrivono e non danno esami. La colpa sarebbe della cattiva qualità dell’insegnamento?suvvia..

      Se escludessimo i parametri inattività, dispersione, evidentemente dovuti alla presenza di individui che si iscrivono all’università inconsapevoli di ciò che li aspetta, Palermo si classificherebbe circa dopo metà classifica, certo lontana dai primi posti, ma comunque non vicina agli ultimi posti.
      E vi prego strenuamente di non diffondere gratuite critiche come vedete infondate, solo perchè il nonno dello zio del cugino del vostro vicino dice così.

    44. Io non so quali criteri siano stati utilizzati per stilare questa classifica…per quanto mi riguarda, potremmo anche essere i primi, ma sta di fatto che all’università di palermo niente gira per il verso giusto! sono al 1° anno fuori corso in economia, quindi un po’ di “esperienza” alle spalle penso di averla. potrei riempire l’intera pagina degli aspetti negativi della nostra università, ma mi limiterò a citarne solo i più importanti (a mio modo di vedere):
      – c’è poco controllo da parte dei “piani superiori”: molti professori (non tutti) non sono disponibili per chiarimenti, trattano male gli studenti, li umiliano agli esami, non rispondono alle mail…alcune materie hanno addirittura un programma sproporzionato al numero dei cfu
      – le date degli esami vengono pubblicate solo 2 o 3 settimane prima, e spesso con errori (a parma per esempio vengono comunicati all’inizio dell’a.a.)
      – il sito internet è il massimo dell’inefficenza

      Morale della favola: non vedo l’ora di prendere la laurea soltanto per non dover più avere a che fare con il mondo universitario di palermo…

    45. Se è per questione di ORGANIZZAZIONE, concordo con la classifica.. ma la qualità dello studio a Palermo, è davvero molto buona… ve lo dico io, studentessa di Catania e specialistica a Palermo,che ha amici-studenti a Messina, e spesso la loro preparazione,specie in alcuni ambiti come romano, penale, l’ho trovata nettamente superiore, come l’hanno trovata olleghi messinesi. Verificate i criteri di valutazione prima di sparare a zero. Prima di parlare di “laureificio”… abbiate un po’ più di prove tangibili, GRAZIE!

    46. Parlavo naturalmente di giurisprudenza a Palermo..
      Leggevo i commenti poco sopra i miei, e ho realizzato che i parametri sono davvero poco rilevanti circa la qualità dei professori e insegnamento…

    47. Sono laureata in giurisprudenza a Palermo.
      Avevo cominciato a Catania e per esaurimento mi son trasferita, ma poi ho riscontrato, appoggiando Arianna, un’organizzazione pessima!(Poveretta me!). L’altra faccia della medaglia però, è che la mia preparazione è migliore di colleghi laureati a Trento e Milano, con i quali attualmente lavoro.

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