Ieri si è svolta una cerimonia per il congedo di Giuseppe Caruso dalla Questura di Palermo.

Caruso ha detto: «La rivolta degli imprenditori di Palermo contro la mafia e il “pizzo” è una piantina che può crescere e diventare forte, oppure seccare. E in questo caso si farebbe un passo indietro pericolosissimo. Spero che si continui su questo fronte e spero che alttre componenti delle istituzioni e della società si impegnino nel contrasto alla criminalità organizzata come hanno le fatto forze ordine e la magistratura. [...] Noi abbiamo combattuto la componente militare di Cosa Nostra, che non è solo questo. La mafia ha anche altre componenti, e bisogna dunque che al contarasto si uniscano la politica, l’associazionismo, il volontariato, la chiesa, la famiglia». Caruso ha anche detto che per Palermo «è un momento positivo» e che «anche se il numero delle denunce può sembrare poco rilevante in relazione al fatto che Palermo è la quinta città d’Italia, è molto importante che diverse decine di imprenditori hanno deciso di collaborare. È una svolta quasi storica, perché ci troviamo di fronte spesso a operatori economici i cui nonni e padri trovavano normale pagare il “pizzo” e lo pagavano. Loro invece si sono ribellati».

Caruso va a Roma e al suo posto subentra Alessandro Marangoni.

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