giovedì 19 ott
  • Pink Attitude

    È toccata a Palermo, qualche giorno fa, al Giglio In fashion store, la prima tappa del “Pink Attitude tour exhibition”. Si tratta dell’esposizione, che resterà fino al 18 ottobre, di pannelli creati da 23 artiste internazionali (esponenti del lowbrow o pop surrealismo) con differenti tecniche che vanno dal digitale al manuale, dagli acrilici alla sabbia. E che si ispirano al noir, ai manga e al mondo del fashion, il tutto in chiave ironica ed estremamente femminile. Queste “grafiche” sono state raccolte in un libro (dalla copertina rigorosamente rosa chiaro, edito da Happy Books), “Pink Attitude, the contemporary female creativity”, nato da un’idea dei fiorentini Enrica Mannari (artista e autrice del volume, le cui opere si possono trovare all’interno) e Giovan Battista Guidi, dell’agenzia di comunicazione Underscore. “Sono felice di ospitare questa presentazione perché credo che la moda sia anche cultura e arte, e che il legame tra queste sia indissolubile”, ha detto Giuseppe Giglio, entusiasta dell’evento, quando l’ho intervistato per Class Life, prima di ascoltare al microfono l’autrice del libro fasciata in un caramelloso tubino rosa. Anche lei un fiume di parole in piena, che scivolavano con un grazioso accento toscano: “Il libro nasce dalla necessità di oggettivizzare in un unico volume l’attuale creatività femminile che si muove intorno al concetto di Pink Attitude. Siamo ragazze tra i 20 e i trent’anni e la nostra cultura è stata condizionata dall’immagine, dai cartoni animati degli anni ’80, dai manga, dalla moda e non ultimo, dal porno”. Questo curioso mix dà luogo a un’arte originale, che prende spunto anche dallo street style e che ha come leit motiv la femminilità e le donne, ritratte attraverso gli stili più diversi. Bambine disegnate con tratto grosso e ben definito, donne assassine dalle note naïf, figlie dei fiori con chiome dai colori esplosivi, grafiche optical. E poi teschi e cuori insieme, l’erotismo velato di una donna in reggicalze ed esplicite scene lesbo. Le artiste sono legate a doppio filo al mondo del fashion: una di loro cura la grafica per Fornarina e, prima della tappa siciliana, le “ragazze terribili” hanno presentato il libro a Helsinki in occasione della presentazione al pubblico della nuova collezione di eyewear Vogue (Luxottica). La prossima città a tingersi di rosa sarà Napoli. Per sapere le destinazioni successive o altre informazioni, www.pinkattitude.net.

    Palermo
  • 52 commenti a “Pink Attitude”

    1. ATTERRENTE

    2. Mi torna alla mente il vecchio, caro ed immarcescibile Fantozzi allorquando al cineclub commenta “La Corazzata Potemkin” con una frase lapidaria: “E’ una boiata pazzesca!!!”

    3. è arte. andate a vedere le stampe, sul libro o da giglio, o i siti di queste artiste. e poi mi dite. scommetto che se giglio non c’entrava niente usciva fuori la vostra vena da radical chic-intellettuali-cultori dell’arte…

    4. Ma è quel Giglio In presente nei pizzini dei Lo Piccolo come pagatori di pizzo?

    5. Ciao Cristiana, per me quando si parla di arte tutto è ben accetto, ma quando nel sito da te linkato leggo “Lo storico ed iper lussuoso store Giglio” già la cosa mi puzza. L’arte è per tutti, non per cosa da ricchiipermagasuperlussuosi, onestamente non metterò mai piede in un posto dove l’arte non sanno dove stia di casa. Forse preconcetti, forse altro, ma non si fanno le mostre dove si comprano jeans e magliette da 400 euro.
      Hai ragione, sarò razzista, ma se li esponevano da qualche altra parte ci andavo, ma da giglio no.
      E’ solo un’offesa all’arte.

    6. esagerato… e snob.

    7. Per me è comunicazione per la moda, marketing relazionale, interfusione (Gerk Gerden). Arte è ben altro.

    8. ma le opere le avete viste prima di parlare?

    9. Più sopra mi riferisco al concetto “pink attitude” e non all’evento in sé su cui non ho nulla da eccepire (contenti loro). “Il libro nasce dalla necessità di oggettivizzare in un unico volume l’attuale creatività femminile che si muove intorno al concetto di Pink Attitude. Siamo ragazze tra i 20 e i trent’anni e la nostra cultura è stata condizionata dall’immagine, dai cartoni animati degli anni ’80, dai manga, dalla moda e non ultimo, dal porno”. Ma va a zappare, voce del verbo to zap 🙂

    10. Cari Tutti,
      mi permetto di scrivere due righe sulle vostre osservazioni riguardo all’arte ed a dove dovrebbe “stare di casa”.
      L’arte non è per tutti, è solo per chi è interessato a superare i limiti che il mondo ed il nostro intelletto ci pone, è solo per chi non ha barriere, per chi non ha paura, per chi si mette in gioco e ci prova, a fare cio’ che ritiene giusto.
      NON esistono luoghi per l’arte. o luoghi d’arte.
      L’arte siamo noi.
      Ma l’arte per essere divulgata ha bisogno di soldi e di persone che credono nel suo potenziale espressivo, senza questi mecenati, galleristi, curatori l’unica arte che potremmo vedere si limiterebbe a quella del nostro vicino di casa che a volte, dipinge.
      L’arte contemporanea è lo specchio dei nostri tempi, ed i tempi in cui viviamo sono intrisi di marketing, moda e merchandising.
      I musei piu’ importanti del mondo vndono magliette con il loro logo stampato sopra a50 euro cada, Takashi Murakami fa le borse per louis vuitton e Vanessa Beecroft fa installazioni con modelle che ad i piedi portano scarpe Prada.
      Non vedo quale sia il motivo di tanta polemica se GIGLIO si avvicina ad un mondo che da sempre ha fatto parte di un’altro mondo piu’ venale, meno elevato ma tretemendamente divertente come quello della moda.
      Inoltre, credetemi, queste ragazze ( o se volete “le artiste”) se la meritano una passeggiata tra i loro colori.
      E forse ve la meritate anche voi.

    11. tutti quelli nati negli anni ’80 hanno subito l’influenza del consumismo e delle cose sopra citate

    12. In tempi non sospetti a Maletto nel corso di WOZ 05 Domenico Cogliandro riempì macellerie, sale da barba, bar e tavole calde di quadri e fotografie.
      Riuscì per una settimana a creare delle piccole mostre, invadendo spazi destinati alla quotidianeità.
      Mi piacerebbe che tutti i negozi offrissero arte al loro interno e se Giglio investe in eventi come questo, beh allora bravo Giglio!

    13. Ho visitato il sito, trovo il tutto sufficientemente disgustoso. Per me l’opera d’arte è un’opportunità per uscire almeno per un istante dai vincoli spaziotemporali, non per tuffarmici dentro e farmi massaggiare dagli stilemi correnti. Che poi si debba portare la pagnotta a casa pur essendo artisti è un altro discorso, ma a questo punto mi chiedo se c’è altro oltre alla pinkstacosaquì.

    14. Beh, quelli che hanno subito tali influenze è meglio che formattino l’hard disk al più presto (scherzo, eh)

    15. …bhe’ come dice il saggio non è bello quel che è bello ma è bello cio’ che piace.
      Sicuramente la terminologia utilizzata per esprimere le proprie opinioni potrebbe essere leggermente meno dittatoriale e presuntuosa, ma evidentemente chi scrive sa il fatto suo. BEATO LUI.

    16. Questo evento artistico è decisamente adatto a un target come quello di Giglio.
      Senza aprire una discussione lunga e magari anche noiosa su cosa è arte e cosa no, penso che Pinkattitude sia un mero fenomeno modaiolo destinato a passare, proprio come la moda stessa e non un evento artistico nel vero senso della parola.
      Si tratta di un evento, un tour per promuovere il catalogo e trarre profitto. Location come Giglio in giro per l’Italia sono perfette, dopotutto è l’espressione di una generazione cresciuta nel consumismo.

    17. per me potevano farlo ovunque…ammetto di non aver visto l’espsizione ma sinceramente tra questo e una passeggiata a palazzo dei normanni per vedere la mostra su picasso…preferisco la seconda!Sarà che l’arte contemporanea non la capisco…

    18. Enrica, senza offesa eh! Lo so che la terminologia è presuntuosa ma non volevo perdere tempo in giri di parole e non sono possibilista rispetto a me stesso 🙂 insomma so cosa cerco e nella pinkart non la trovo, mi sembra un mix sintetico, un prodotto di laboratorio, sarà un mio limite no? Prendi perciò il mio pensiero per quel che è, cioè un’opinione.

    19. … e non sono d’accordo col saggio che dice che non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, la bellezza ha una sua oggettività, ma lasciamo perdere …

    20. l’oggettivita’ è un’ termine non contemplato nel panorama creativo.
      l’oggettivita’ cambia da un periodo storico ad un’altro. da una cultura ad un’altra.
      L’arte non è fatta per l’oggettività. e neanche l’essere umano. Ma FORTUNATAMENTE siamo ancora in un paese libero dove ognuno di noi puo’ esprimere la propria opinione.

    21. Non stanno così le cose, secondo me 😉 L’oggettività dell’arte dipende dall’organizzazione spaziotemporale intrinseca del fenomeno e dal tipo di corrispondenza che esiste tra esso e il soggetto fruitore, la proporzione tra ritmi e pause, tra pieno e vuoto etc Anche la cacca in barattolo è stata definita fenomeno artistico. In fondo non è detto che arte significhi bellezza, hai ragione. Qualunque cosa può essere definita arte, basta il consenso.

    22. la cosa che mi incuriosisce è come si faccia a sparare a zero su una cosa che non si conosce… scommetto che nessuno è andato da giglio (o in qualunque altro posto dove sia stata fatta l’esposizione) per vedere i pannelli e che nessuno abbia sfogliato una sola pagina del libro. Questa arte prende spunto anche dalla street art, quella dei graffiti e della strada, messa in atto da persone “alternative” come alcuni di voi vogliono far finta di essere.

    23. quotone per cristiana! Se non fossero stati espsoti da Giglio (posto che a me fa molta antipatia) ma in qualche remota galleria d’arte/centro sociale tutti gli intellettualoidi che bazzicano in questo sito avrebbero fatto a gare per esprimere il loro COMPETENTISSIMO parere critico! Siccome è organizzato da Giglio in via Libertà allora fa cagare!

    24. Bella per Beny!
      😉

    25. ……ma… mi chiedevo?… la mitica GIULIANA ILARDA non c’è, con quel curriculum che si ritrova la potevano pure invitare!

    26. ..prima che lo dimentichi Enrica, illuminami in proposito è video arte, op art, pop art, tecno art, dadaismo, ecc…,perchè a me sono sembrati dei folder straminati giglio giglio! Illuminami ti prego tu ne capisci tanto di arte!

    27. è arrivato il professore…

    28. per beny il mio approccio era molto umile, hai perso l’ennesima occasione per stare zitto!

    29. e tu l’ennesima, anche se non ho mai letto i (forse perchè troppo poco interessanti) per esprimerti con chiarezza! Nel tuo intervento c’era arroganza, sarcasmo, boria…ma di certo non umiltà!
      Umile: “ho visto la mostra ma non sono riuscito a capire bene di cosa si trattasse perchè, a dirla tutta, m’è sembrata un’accozzaglia di folder sparsi…tu cosa ne pensi?”
      Arrogante e, a tuo modo, sarcastico: mi secca riscrivere il tuo post

    30. Cristiana, soddisfo subito la tua curiosità, sono entrato nel sito linkato e ciò che vedo mi lascia perplesso, diciamo così. Entro su flickr, che è solo un sito di fotografia, metto una chiave di ricerca e saltano fuori innumerevoli immagini che si spatacchiano contro la mia coscienza e creano quel varco di cui dicevo prima. Quel che ho visto nel sito pinketc per me è titillamento semantico. E non frequento né i centri sociali né le gallerie d’arte eheheeeee

    31. Vivi e lascia creare! Tanto astio per un’espressione artistica contemporanea. Ma perchè? Perchè non si ha niente da fare di meglio che stare qui a criticare sul blog. Anche a me piace farlo. Però, potreste conservare tutto questo astio per scagliarlo poi, tutto in un sol colpo, contro i corrotti e i raccomandati o coloro i quali hanno fatto sì che Palermo giungesse al 98° posto in classifica.

    32. se giglio avesse invitato la pappon’s crew…

    33. Vivi e lascia creare? Per il vivere nulla da eccepire, creare è una parola impegnativa, per me quella è un’iniziativa editoriale, comarketing, grafica, qualunque cosa moderna di cui ci possiamo giustamente vantare i fronte a tutto il mondo … arte per me è tutt’altra cosa. Puoi ben vedere jolanda che il mio nick non appare quasi mai non commento perché ho ben altro da fare. I corrotti … beh, sono l’unica cosa di cui ci possiamo vantare in questo periodo storico, ce la vogliamo togliere? E magari arrivassimo all’ultimo posto, potremmo richiedere il premio maglia nera|

    34. @pepè: ma secondo te cosa significa creare??? La grafica non è una creazione? L’editoria non è una creazione? Vuoi che buttiamo al mare tutto (grafica, design, arte concettuale, editoria, idee) e restiamo a guardare te? Un pò di rispetto per chi cerca di inventarsi un lavoro. Stimo queste giovani “artiste” proprio perchè hanno saputo inventarsi un lavoro invece di andare a cercarsi una raccomandazione per un posto fisso. E tu? che fai? Crei oppure critichi e basta? Allora VIVI E LASCIA VIVERE.

    35. Vi propongo di leggere il libro di Franco La Cecla (palermitano, insegnante universitario di sociologia in varie università) sulla disgregazione di Palermo. Così ci si rende conto che le “Pink attitude” & C. non servono a nulla

    36. C’è motivo per cui dovrei vantare ciò che ho fatto? Se mi conoscerai di persona te lo racconterò. Puoi discutere riguardo alle mie affermazioni oppure “vivere e lasciar vivere”. Mi sono soffermato su “Questo curioso mix dà luogo a un’arte originale” perché per me non è originale. Al concetto “creare” si possono ricondurre attività disparate, il riassemblare elementi preesistenti impacchettandoli con una confezione rosa è qualcosa di diverso dal creare a partire da elementi non strutturati simbolicamente ma anche nel primo caso c’è modo e modo, la differenza è nel risultato. A me in genere non piace Warhol ma come posso dire che “ritratti di Marylin” non è arte, lo è eccome! Guardo l’opera e ricevo sempre la stessa impressione che m’induce a riflettere a trecentossanta gradi, in quell’opera c’è un’oggettività che la pone fuori dal tempo. Per creare non è necessario inventare, ma ci sarà pure una differenza tra creare arte e creare un prodotto editoriale. Grazie a zorro
      http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=47122

    37. che bacchettoni

    38. bacchettone a me? 🙂

    39. questa volta che cosa avrei scritto di offensivo? “sculettare”? che provo il vomito a leggere queste cose? mi sembra che tutto questo sia ridicolo

    40. Gomesio ti ricordo che lamentele e rimostranze andrebbero comunicate per e-mail. Grazie.

    41. mi dispiace solo che non esista la libertà d’espressione. chi sbriciola le facoltà intellettive nonchè la dignità umana proponendo “”””arte”””” RIGOROSAMENTE ROSA CHIARO sta offendendo ben più di chi sottolinea con lo giusto sdegno il fatto. detto questo, non dirò mai più niente

    42. ma fammi capire, è una questione di colore? che problema hai col rosa chiaro?

    43. Gomesio non esiste la libertà di offesa perché limita il diritto altrui di non essere offesi. Rimuoverò ulteriori tuoi commenti fuori tema. Grazie.

    44. @ calpurnio
      ma secondo te è soltanto una questione di colore? è proprio vero, non c’è miglior sordo di chi non vuol sentire.. e fanno pure le domande da ingenui, fanno

    45. non è un’arte rigorosamente rosa chiaro! è evidente che non sai di che cosa si sta parlando. il rosa è il simbolo di ciò che anima l’ARTE DI questo collettivo di ragazze. di cosa è il simbolo l’ho scritto già nel post…

    46. Perchè non si può fare rosa chiaro?

    47. Gli articoli di quest'”autrice” di rosalio non mi deludono mai. Sempre superflui.

    48. …menomale che il cervello è grigio!…

    49. adoro tutto quello che è rosa

    50. nevaio, niente è necessario quanto il superfluo…

    51. Complimenti per la discussione,voglio spendere anche io due piccole parole…………………..
      Non vedo la necessità di tanta polemica e di tante critiche, ognuno esprime cio’ che vuole e nel modo in cui lo desidera, per altro dare dei pregiudizi è cosa utile e normale, ma entro i limiti altrimenti subentra la volgarità e l’ignoranza.
      Non conosco molto l’argomento, ho visto pero’ un po’ di cose in giro, che secondo me sono apprezzabili da un punto di vista di impegno e di dedizione. Per quanto riguarda l’arte ognuno la esprime a suo modo, è l’unica cosa che per il momento mantiene la sua libertà, un sogno, ecco cosa è l’arte, un sogno, un sentimento, un modo di vestire, un modo di esprimersi, un modo di camminare, l’arte è tutto e ci gira intorno tutti i giorni sta a noi recepirla e trasformarla in qualche cosa di concreto e capibile per tutti, perchè essa ha bisogno di essere compresa, tu la inventi ma devi fare in modo che tutti recepiscano il tuo messaggio, forse coloro che si sono lamentati di tutto, lo hanno fatto perchè non hanno capito il messaggio di PINK, oppure erchè Pink si è espressa male, o peggio ancora perchè Pink non ha niente da comunicare, questo lo vedremo stada facendo , io continuerei a “dare la possibilità” a Pink di esprimersi, ricordando che l’arte è una cosa talmente bella e speciale che non dovrebbe essere venduta ……

      Saluti un grande amico

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