martedì 21 nov
  • C’è crisi e io torno a casa

    C’è crisi, non si parla di altro.. In tv, sui giornali, sui blog, nelle sale d’attesa dei medici curanti, nelle portinerie, negli interni dei palazzi da finestra e finestra, dal fruttivendolo od ortofrutta che dir si voglia!

    Ci lamentiamo di tutto e tutti, ce la prendiamo con Cammarata, con Prodi, con Berlusconi e pure con il Papa.

    Ogni giorno ne leggiamo o sentiamo una nuova. Tizio chiude, Caio è stato licenziato, Sempronio non riceve lo stipendio da due mesi… Un attimo… Ma dov’è la novità? Alla veneranda età di ventisette anni queste storie le ho già sentite! È proprio vero, la storia si ripete! E così sia.. Toccheremo il fondo e risaliremo la china.

    No? Ci siamo andati vicini tante volte… Questa pare sia la volta giusta. Tanto allarmismo perché? La situazione è critica ma sarà che tanta agitazione è data dal fatto che questa volta la “crisi” non tocca solo la povera gente o il ceto medio? Chi lo sa.

    Il ceto medio.

    Io che sono single, che ho un contratto a tempo indeterminato e uno stipendio sindacale a che categoria appartengo? Sono povera o faccio parte del ceto medio?

    Ceto medio, e sapete perché? Perché alla fine del mese preferisco morire di fame invece che fare la fila al Pane quotidiano. Perché pago un regolare affitto invece di andare ad occupare una casa sfitta.

    Adesso non voglio esagerare, non muoio di fame perché ho la fortuna di poter ancora chiamare casa e chiedere aiuto ai miei. Però mi chiedo sempre… E se non mi sposo?!?!?!

    Ho un contratto nazionale, con tutti gli scatti di anzianità o di livello (se sono brava) al massimo di qui a dieci anni guadagnerò 100 euro pulite in più. Il ché vuol dire che non potrò nemmeno permettermi di vivere da sola. Continuerò a vivere in condivisione oggi con una e domani con un altro.

    Ah si dimenticavo di dire che io in questo momento di crisi ho la fortuna di avere un lavoro…al Nord.

    Lavoro per una grossa azienda, quotata in borsa che vanta sedi in tutta Italia. Ho percepito la 13^ mensilità, il 7 gennaio e sono ancora in attesa dello stipendio di dicembre del quale avrei dovuto godere in data dieci di corrente mese. Ad oggi il mio conto corrente si interroga sulla situazione, e la risposta è che io come tutti gli altri (e non siamo pochi) non abbiamo alcuna risposta. Arriverà… Perché prima o poi arriva… In merito al “quando” però non siamo in grado nemmeno di dare pronostici.

    La beffa è che non posso nemmeno lamentarmi perché mi rispondono in coro : “Tu almeno hai i tuoi e non hai debiti, io ho due figli il mutuo e via dicendo…”. Quindi alla fine della solfa sono pure fortunata e devo stare zitta.

    Io non sono la sola. Anche al nord i negozi chiudono e donne in maternità ricevono il licenziamento a casa.

    Insomma forse si sta meno peggio ma l’è dura, l’è dura anche in Milan.

    Qualche giorno fa ho scritto una nota su Facebook in cui annunciavo alla lista di amici che la decisione è stata presa e che dopo tre lunghi anni in Milano torno a casa. In questa nota ho esposto le motivazioni che mi hanno portato a questa scelta, un attento e distaccato bilancio sui pro e i contro. Si è acceso un allegro dibattito.

    Il tema centrale di questo dibattito è stato il lavoro.. Inutile dire come la penso a tal proposito perché credo sia ampiamente descritto su.

    C’è da dire che in città come Milano hai anche la possibilità di guadagnare qualcosa di più senza essere necessariamente un dirigente. A che prezzo però? Lavorare, lavorare e lavorare.

    Poco tempo fa dicevo che a Palermo senza un lavoro non ci sarei mai tornata perché da perdenti. Oggi mi rendo conto che è da perdenti vivere a 1200 km di distanza e chiamare casa e chiedere aiuto.

    Fino all’età di ventitre anni non avevo idea di cosa dovesse dire “dover lavorare”, non ne avevo il bisogno, era quasi un capriccio e di conseguenza mi mancava l’umiltà. Caratterino pungente, lingua lunga alla minima situazione lavorativa storta alzavo i tacchi e andavo via. Però ho sempre lavorato, per pochi spiccioli, più o meno gli stessi con i quali sopravvivo a Milano, tolte le spese.

    A Milano ho imparato cosa vuol dire “risparmio”, “privazione” e “miseria”, e poiché ho sempre pensato che si lavora per vivere e non viceversa, sono pronta a tornare a casa.

    In questa Palermo che troppi disprezzano ma che tantissimi amano. In questa città dove c’è il sole, il mare, l’aria pulita ed insieme la sporcizia, la disoccupazione, la mafia e la cattiva amministrazione.

    In questa città che amavo e che ho amato ancora di più in questi tre anni, con tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti.

    Nel luogo in cui anche se tutto va male, ti basta alzare gli occhi scorgere il sole e sentirti a casa.
    Anche questa volta non ho deciso io, ho aspettato l’illuminazione ed è arrivata. Non ho chiesto consiglio anche perché tolte le poche persone in grado di dare una valutazione oggettiva, son tre anni che a Milano mi ripetono “Ma che ci fai qui? Torna a casa tu che ci sei nata e ci puoi vivere a Palermo”; a Palermo invece per la maggiore va “Non ci tornare più, solo in vacanza”. Chi ha ragione? Io almeno, qualora dovessi sbagliare, so con chi prendermela. Sono cosciente del fatto che Palermo come tutte le altre città è peggiorata in questo triennio e con ogni probabilità continuerà a deludermi forse più che in passato.

    In fondo in ogni famiglia che si rispetti si litiga e ci si delude, ma in amore si perdona no? E quindi perdonate il mio essere melensa ma questa città, la amo.

    E così torno a casa. In un’epoca in cui i valori secondo i quali sono stata educata sono andati a farsi benedire, in una società che tende a sminuire l’individualità e dove le voci fuori dal coro sono soffocate da superficialità e arroganza, io ho deciso che nella vita qualunque cosa farò voglio essere felice o almeno voglio provarci. E l’unico posto in cui riesco ad esprimere al pieno me stessa è la mia Palermo.

    Ospiti
  • 48 commenti a “C’è crisi e io torno a casa”

    1. Non sai quanto ti capisco io che mi trovo addirittura oltreoceano dove la crisi ha colpito forse piu` che in altri posti. Io che a Palermo ancora non ci sono tornato da quando sono andato via 1 anno e mezzo fa, ma dove tornerei domani mattina se solo fosse un po meno lieve il peso della decisione.
      Anche a me gli amici di Palermo dicono “beato te che sei li qui che ci vieni fare” mentre la gente del luogo mi dice “ma perche` non torni a Palermo?”
      E io sono ancora qui che resisto, chissa` fino a quando…

    2. Ognuno è un universo.

    3. Ciao, io non ti dico cosa fare ma ti racconto la mia esperienza. Anche io dopo due anni di Milano (lavoro in azienda grossa, tanti complimenti, stipendio di 1.100 euro) decido di tornare a Palermo. Dopo 8 mesi sono scappato, sono tornato in quella che era la fredda, brutta, uggiosa Milano e che ora è la bella, vivibile e sincera Milano. Ho ricominciato da zero, me lo sono fatto come una capanna ed oggi non mi lamento (niente di eccezionale siamo sui 2.000), ma ci sono le opportunità per cambiare lavoro e migliorare anche in periodo di crisi. Poi la crisi finirà e qui si ricomincerà a volare. Oggi non cambierei mai, ho una bimba bellissima che frequenta il nido comunale (dove sono a Palermo?), ho delle certezze sui miei diritti di cittadino, ho i miei amici e vedo i miei ogni sera con skype. Mi mancano tanto il clima e l’aria del mare delle 7 del mattino o delle 7 di sera, i tramonti dell’Addaura, ma la vita è un’altra cosa.
      Aggiungo anche: è giusto che tu faccia la tua scelta e ti auguro di non tornare indietro (a Milano), ma qualora decidessi di tornare sui tuoi passi, sarai così convinta e non avrai nessun rimpianto.
      In bocca al lupo

    4. Anche io ti auguro di trovare la tua fortuna a Palermo, anche se li fortunata lo devi essere davvero. Ma l’aria pulita a Palermo non c’e’ affatto e cantare “fuori dal coro” e’ secondo me piu’ difficile che a Milano. Ti rimangono il sole, i pochi chilometri di mare accessibile e gli affetti, se e’ per quelli che torni, fai bene.

    5. Avendo avuto un’esperienza analoga a quella di Giuseppe non posso che essere d’accordo con lui. La storiella del sole poi mi dice poco. A parte che ogni volta che vengo a Palermo piove! Per me poi è impagabile avere l’Europa a portata di mano. In poche ore potere raggiungere Francia, Svizzera, Germania, ecc, non c’è sfincione che tenga!

    6. Dispiace contraddirti gentile e romantica Monica,ma quando
      in Italia si arriva al fondo, a differenza del resto del pianeta , si comincia a scavare.Per l’aria pulita sospetto
      che la Tua assenza sia quantificabile in 13 lustri,ma ciò
      cozzerebbe con la leggiadria dei Tuoi anni.Che dire,tornare è una Tua scelta e mutuando il Poeta “non ti
      sia grave”.

    7. Il concetto è veramente molto semplice…
      se devi fare la fame, meglio farla in un posto a te familiare dove sei circondato dalle cose e dalle persone che ami…
      e se c’è da lottare x superare la crisi o MIGLIORARE le cose, meglio se fatto per la propria Terra natia, visto che mi pare di capire che tu ne abbia le capacità oltre che la volonta’…
      Torna cara torna…
      Questa città aspetta che i Palermitani volenterosi l’aiutino a MIGLIORARE…
      è stanca dei Palermitani che si lamentano e scappano..
      Buona fortuna…
      Daniela

    8. Ragazzi, non ho mai detto che torno per il sole..
      Ma il clima in generale e le temperature comunque fanno la differenza.
      Giorgio, non manco da 13 lustri.. Ho la fortuna di vivere in campagna poco distante da Palermo.. E cmq in ogni caso potrà anche essere inquinata.. Ma nulla di paragonabile alla città in cui vivo adesso.
      In ogni caso, è sempre una questione di priorità..
      A me, di avere l’europa a due passi e non potermi permettere di andare che me ne importa? Qualche viaggetto grazie a Ryanair l’ho fatto.. e lo faccio.. poi però resto senza 1 euro e aspetto con ansia il prox stipendio… Si può così?Poco giudizioso.
      Giuseppe, comprendo il tuo discorso e non avendo figli o impegni di vario tipo.. Se sono andata via la prima volta posso farlo anche la seconda… e come te credo che a quel punto non hai più alcun motivo per guardarti indietro 🙂

    9. Daniela grazie, hai colto il senso del mio discorso.

    10. Daniela io auguro a tutti di contribuire a migliorare la propria terra e la propria città. Ma io ci ho perso le speranze, la città peggiora a vista d’occhio ed i suoi abitanti o non vogliono o non riescono a migliorarla. Vedo peggioramenti ovunque, anche nella città in cui vivo, ma quando torno a Palermo mi si stringe il cuore perchè anche io amo questa città bellissima.
      Io non sono scappato, semplicemente sono andato via la prima volta perchè non avevo sbocchi professionali dopo una laurea e un master, la seconda volta sono veramente fuggito perchè non mi trovavo più, non mi sentivo appagato e realizzato.
      Quanto all’inquinamento, solo chi non vive a Milano può paragonare l’inquinamento di Palermo a quello di Milano: qui non si può respirare in tutta la città a Palermo con tutto il traffico, c’è almeno il vento che pulisce.
      In bocca al lupo a tutti e che possiate realizzare i vostri desideri.

    11. Sono una di quelle persone che ha discusso su facebook la nota di Monica ed in quanto suo amico ho preso una posizione diversa da tutti gli altri .
      Noto che la mia posizione su Rosalio viene condivisa da molti e questo da ancor di piu’ forza ai miei pensieri .
      Chi dice a Monica( carissima amica mia ) di tornare a Palermo non lo reputo un vero amico/a , io ho visto Monica partire e so com’era ed adesso che ha deciso di tornare so che perderà tanto di tutto quello che a grandi difficoltà ha conquistato a Milano .
      Sia ben chiaro io vivo a Palermo e “detesto” Milano , ma se qui anche domani non avessi opportunità o ancora meglio per avere qualche opportunità dovrei andare a “scomodare” le persone “influenti” allora no di certo me ne andrei a Milano e forse anche all’estero .
      Certo fossi magari l’usciere dell’ARS sarebbe comodo 🙂 vivere in una città come Palermo prendere uno stipendione e fare zero sacrifici .
      Ma quelli si sa sono posti riservati per pochi eletti 🙂
      I nostri cari amici plurilaureati e con tanto di master sono costretti a cercare fortuna altrove in un posto dove magari non importa se sei il figlio di X o il nipote dello Zio tanino .
      Queste sono le cose ti offendono e non ti fanno sentire libero !
      Non arrivare alla fine del mese con un lavoro onesto ti fa soffrire sicuramente , ma essere raccomandato dallo zio tano non è ancora peggio ??
      Secondo me si !
      Tutte le volte che ho fatto esperienze lavorative all’estero seppur con lavori umili ho ritrovato la mia dignità personale e mi sono sentito veramente libero !
      Adesso lavoro qui a Palermo ma non perchè l’abbia trovato ma perchè come dice SIINO me lo sono “inventato” e va anche maluccio ma ci arrivo quasi alla fine del mese ( sono sposato ed ho 1 figlio ) .
      Concludendo io a Monica da amico vero le dico :
      ” Sono felice che tu torni qui a Palermo , ci vedremo piu’ spesso , saremo piu’ vicini , potrai venire qui a casa mia e potremo uscire insieme , tutto questo dal punto di vista EGOISTICO naturalmente . Ma ti consiglierei ancora una volta di pensarci bene perchè la nostra cara Palermo questa volta potresti arrivare anche a detestarla “

    12. Milano ha i suoi pro e i suoi contro come tutti i luoghi sociali ma offre delle opportunità difficilmente riscontrabili in altre città italiane men che meno a Palermo, opportunità che possono essere colte solo tenendo duro per molto tempo, due anni sono decisamente pochi per farsi strada. Non so quanto percepisci, per sopravvivere decentemente a Milano un single deve disporre di circa 2000 Euro al mese, perciò se non intravedi la possibilità di giungere a quella cifra in un tempo ragionevole capisco la tua tentazione. Milano vissuta da travet single e a reddito basso è decisamente grigia.

    13. Io vivo a Milano e ti assicuro che 1300 euro, per un single sono più che sufficienti… a meno che non ti vesta da Prada e mangi da Trussardi ogni sera… Nella vita non si può avere tutto e subito…

      Il discorso cambia se vuoi mettere su famiglia, ma voglio dire a Monica che fondamentalmente le gia lo sa che tanto ritornerà a Milano… a Palermo si soffoca

    14. No, non ti prendere sti impegni che a Milano spero di non tornarci! 😀
      cmq 1300 euro non è lo stipendio medio… e perdonami, più che sufficiente dipende più da quanto spendi per vivere.. e non dalle marche.. Perchè vivere da soli in affitto è un lusso e con 1300 euro con affitti di 700 euro (solo affitti), più che sufficienti è mooolto azzardato! Poi magari puoi anche spenderne 500 per 30mq dove mangi dormi e fai tutto.. Se questa per te è vita.. bene.. per me no! Intendiamoci, i sacrifici si fanno.. Ma io a 40 anni da sola in 30mq.. naaaa

    15. Hai ragione… basta domani mi dimetto e torno pure io

    16. Posso dire a Monica semplicemente “brava”? Un bellissimo post, detto da parte di uno che è tornato e ce l’ha fatta. Ce l’ha fatta come si può, ovviamente, niente rose e fiori. Mi mette amarezza (anche se la capisco) la sfiducia degli esuli… Ma – si è detto – sono scelte molto personali, nessuno ha il diritto di dire l’ultima parola, la vita è di ciascuno di noi.
      Però non è la prima persona che sento “tornare”. Non sono così sicuro che la crisi della “Padania” sia così contingente e che il nostro sottosviluppo così strutturale.
      E se lentamente si stessero invertendo i ruoli? Non guardiamo solo l’immondizia e Cammarata, altrimenti facciamo tutti le valige… Io vedo che, anche a Palermo, ci sono dei segnali deboli di cambiamento. C’è gente che crede nella propria terra, che si mette in proprio, che crea un’economia reale, magari lontano dai riflettori. Un mondo che sopporta questo sistema clientelare e burocratico che è l’Italia (e anche un po’ antimeridionale) e che, nonostante questo, crea qualcosa di nuovo. Potrebbero essere i germi di una nuova rinascita. Chi è fuggito, anche se fa la migliore e dorata vita da esule, l’ha data vinta a parassiti e mafiosi che erano i primi a dirgli “ma che resti a fare qui?” e che sono i primi però a guardarsi bene dal fare le tende.

    17. Speriamo che i migliori ritornino e riescano a creare condizioni di civiltà e di sviluppo, e speriamo anche che la feccia del bosco mafioso clientelare palermitano sia finalmente costretta ad emigrare in paesi lontanissimi per non tornare mai più. Almeno questa crisi sarà servita a qualcosa.

    18. Guardando da lontano Palermo da quasi due anni a me sembra di vedere una vitalità che altrove manca. Tutte le difficoltà della città funzionano da stimolo a fare meglio. Quando vengo li è un piacere vedere molti dei miei amici impegnati a fare qualcosa con l’idea di costruire una città migliore, ed in fondo c’è un’idea comune che altrove mi sembra sia sfumata. A natale ne ho avuto modo di parlare con un amica bolognese che era venuta in città dopo 15 anni e mi confermava la stessa sensazione, sensazioni che nella sua città, prima simbolo di vitalità e fantasia, sembrano svanite in nome del personalismo.
      Per questo, per chi ha la possibilità di rimanere, Palermo adesso mi sembra stupenda.
      Ma solo se si ha la possibilità di avere un lavoro li, che alla fin fine costituisce il 60% della vita attiva e senza il quale non si può dire soddisfatti in toto.
      Ma Monica, avrai qualcosa da fare a Palermo?

    19. Be se anche la BMW in Germania mette in cassa integrazione vuol dire che siamo messi male .
      L’Irlanda è prossima al default e potrebbe uscire dall’euro,le banche Inglesi stanno per essere nazionalizzate,la produzione industriale italiana segna un calo mostruoso.Grecia e Spagna potrebbero andare in default presto e poi ci siamo noi….
      E qualquno si chiede dov’è la crisi ?

    20. bentornata Monica! avendo vissuto a Brescia 4 anni e 1/2 so benissimo cosa intendi: 20’anni fa io ho avuto l’opportunità di salvar capra e cavoli, tornando a casa e mantenendo il lavoro (stipendiuccio statale e lavoro affatto gratificante, ma dicono che non si deve sputare nel piatto in cui si mangia, e anch’io passo per una “privilegiata”… e vabbe’!!!) ma avrei fatto carte false per tornare comunque. Qualcosa t’inventerai. Auguri!

    21. Bogart, non nel mio post.. La crisi c’è è reale ed era una morte annunciata.

      Cosimo, grazie 🙂

      Mao, no, proverò.. cercherò e se non dovessi farcela andrò via… come ho già fatto… con la differenza che senza alcun dubbio inizierei a costruire la mia vita altrove definitivamente.

      iJerry, io non ho ragione.. questa è la mia scelta, il mio post e la mia vita.. Ti sto solo dicendo che ognuno di noi vive a suo modo.. ma a Milano nemmeno con 2000 euro al mese vai a mangiare da Trussardi o vesti Prada.. (a meno che non vivi in famiglia), quindi il tuo commento era a mio avviso un pò esagerato.

    22. Gentile Monica,par di capire che la Tua nostalgia di Palermo è superiore a qualsiasi tentativo,seppur motivato,
      di dissuaderti dal tornare.E allora vieni a noi,cancella
      la saudade e goditi i fasti della città morente che, con il tuo contributo,avrà nuova linfa e desiderio di rinascita.Auguri perplessi

    23. Per me il dilemma è questo, ma chi me lo fa fare di stare a Milano, e fare sacrifici, quando potrei stare benissimo a Palermo, a casa dei miei, per giunta in campagna (aria pulita), senza lesinare nulla?
      Un po’ la storia del figliol prodigo …

    24. Giorgio, il problema è che mi chiedo come mia qualcuno tenti di dissuadermi dato che mi pare di aver esposto in maniera chiara il mio pensiero 🙂

      Non si tratta di semplice nostalgia, è una valutazione oggettiva della MIA condizione.. Se fosse stata nostalgia ti pare ci sarei rimasta 3 anni qui?

      Gli auguri, perplessi o non, credo mi servan poco.. mi servirebbe un fegato d’acciao se mia…

      Mi chiedo, ma tu dov’è che sei? E lo chiedo a voi tutti che parlate di questa città morente.. Ma se non vi piace.. Perchè ci siete rimasti?
      Perchè siete grandicelli?perchè ci avete messo su famiglia? Non è mai stata un’isola felice.

    25. Scusami Monica non capisco il senso della tua affermazione… io non vorrei sembrare spocchioso ma a Milano con 2000 euro e 600 d’affitto per una casa di 150 mq in porta romana in condivisione con 2 ragazze ci campo alla grandissima e lo stesso facevo prima quando ne prendevo 1300… All’inizio in stage a 620 euro era dura ma credo che ne sia valsa la pena.

    26. Monica, capisco ogni cosa che hai scritto e l’apprezzo.
      In modo diverso ed in un altro momento – non c’era la crisi – sostanzialmente ho fatto un percorso simile. Vivo a Palermo e ce la faccio, più o meno bene, dipende dai periodi.
      Penso che se tutti gli onesti, i capaci, i volenterosi rimanessero qui, questa città sarebbe certamente migliore.
      Anzi, propongo di riunire tutto un gruppo su FB… ad es. “Quelli senza raccomandazione” 😉

      (vivo il terrore però di non arrivare a 50 iscritti!)

    27. Angela è qui che ti sbagli sul gruppo arriveresti almeno a 500 mila iscritti , il problema è che sarebbero tutti raccomandati in incognito 🙂

    28. Cara Monica, sì dico cara perchè la tua causa mi è cara, duque anche tu mi sei cara. Ti dedico questi miei versi, riportati alla mia memoria dalle tue parole:

      C’è un cuore implacabile
      nel vento dell’anima sciolta.
      Cè un agro barlume di terra
      nell’ora dei fiori d’arancio
      che il vento percuote irritando la sorte
      C’è un’aria salubre
      al di fuori dell’aria stantia
      che reca con sè, ubriaca e apparente la morte.
      C’è una mente al di sopra e al di sotto di un dio,
      che uccide ogni uomo per coglierne i frutti,
      e un bimbo che biscica amore convulso.
      C’è una giustizia sociale
      al di là di quella apparente
      giù per le strade, si sente,
      c’è gloria, c’è vita, c’è gente.
      Ma non c’è gloria nella città perdente.
      Non c’è destino più lungo o più corto
      nell’ebbrezza del capo chino.
      Nè fulmini tra nubi ridenti.
      La moneta scorre stridente e silente
      in quella città che fu tutto porto,
      in quella meteora che agli altri non piace,
      ma dentro ci campi, pure ci muori.
      C’è un cuore implacabile
      nel lento rammarico della rivalsa.

      Bentornata a Palermo, città di artisti e sognatori.

    29. Bentornata a Palermo, città di artisti e sognatori.-

      e disoccupati.

      ahahahahahahah 😀

      Scusate 😛

    30. Luca, mannaggia, hai ragione! (commento delle 22:02)
      🙂

    31. Ciao Monica,salve a tutti.
      Scommettiamo chi è più a nord di tutti?Da tre anni sono in Irlanda,e siccome sono uno che vuole farsi male,pure in Irlanda del nord sono finito!! ;))
      Intendiamoci,ci sono arrivato volutamente qui,dopo essere stato a Londra qualche mese,però adesso dopo tre anni di cielo grigio,come Monica,me ne torno a casa,dove veramente spero di rimanere in Sicilia.
      Sono un architetto che è venuto qui per fare esperienza e anche imparare meglio l’inglese,e adesso,visto che anche qui i tempi si sono fatti problematici,ho deciso di tornare in Sicilia.
      Ho letto un pò di vostri commenti,da quel che sento da altri amici miei,a Bologna,a Milano e anche in altre parti del profondo nord,i problemi ci sono,eccome se ci sono!
      Ora,visto che in genere io sono convinto che,come si dice “aiutati che Dio t’aiuta”,perchè tutti noi che torniamo in Sicilia,dopo avere fatto esperienze di lavoro fuori,insieme ad altri rimasti,non uniamo le forze e cerchiamo una volta per tutte di costruire noi stessi il nostro lavoro?
      Qualcuno dirà “un altro che fa retorica”,cosa che non è nelle mie intenzioni,però state sicuri che non risolviamo i nostri problemi dando il 70% dei voti allo zio Silvio,perchè poi lo vediamo tutti come va a finire.
      Vero è che il 1° art. della costituzione dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro,ma non sta scritto da nessuna parte che i siciliani il lavoro devono trovarlo sempre fuori!
      Per questo mi riterrò italiano non appena uno di Varese troverà lavoro a Canicattì.
      Nel frattempo,ripeto,se vogliamo unire le nostre forze,possiamo discutere di progetti CONCRETI da portare avanti.
      Io tornerò a Palermo a marzo,se qualcuno vuole contattarmi può farlo in email o skype:
      email:al.ferrara@archiworld.it
      skype:alessandro15469
      Se qualcuno dice “Yes,we can”,perchè non dovremmo CANNARE pure noi?;))
      Ciao.

    32. E’ quello che penso da tempo anch’io Alessandro. Il problema è riuscire a trovare gente che condivide le tue stesse idee nel campo in cui ognuno di noi lavora.

    33. @Monica: I genitori avissiro a campari 100 anni no anzi 200! vale anche per tanti che si nascondono sotto l’ala protettrice dei genitori e questi anzicchè prenderli a calci in culo gli dicono: “veni a matri ca tantu un piatto di pasta in più lo caliamo”. Crescete anche nel sacrificio e baciate a terra quando avete un posto di lavoro a tempo indeterminato e guardatevi un pò di più in giro.

    34. c’e’ chi la crisi la vive (disoccupati,precari,cassintegrati,sottopagat)
      e chi la crisi la teme,non sempre a ragion veduta.
      Chi ha un lavoro ed un reddito certo,e sta facendo una qualche esperienza che gli arricchisce il curriculum,
      da questa crisi puo’ trarre delle opportunita’ che deve sapere individuare e cogliere.
      Questa crisi non colpisce tutti allo stesso modo.
      Quindi attenzione a fare sciocchezze.
      Non credo che per adesso a Palermo ci siano le condizioni per favorire il rientro di lavoratori emigrati.

    35. con l’accordo Fiat – Chrysler
      credo si aprano buone opportunita’ per chi voglia occuparsi del Marketing del lancio della 500 negli USA
      Ci sara’ molto da fare in questo campo

    36. Monica buona sera, aggiungo anche io un mio pensiero a quanto scritto, sono a Torino dal 2005, laureata e senza dubbio desiderosa di mettermi alla prova, di riscattarmi, di andare avanti…, sono stata sfortunata…se ti dico che da quando sono qui non ho mai avuto un contartto se non a progetto? che ho perso molti molti contributi, che ho guadagnato sempre tra i 900 e 1200 euro..se adesso che stavo per firmare a fine a marzo 2009 il mio contratto a tempo indeterminato con …Fiat ( dove lavoro) che va in cassa integrazionea Febbraio? sono sotto contratto con un’agenzia interinale che non mi pagerà le prime ..due settimane di assenza forzata dal lavoro per la chiusura del colosso Fiat e non essendo dipendente dell’azienda dell’automotive…non ho diritto alla cassa, se ci fosse un’altra cassa integrazione a marzo, quando mi scade il contratto…si preannuncia il licenziamento
      nemmeno io come te riesco a godere del fatto di avere l’Europa vicina…non posso nemmeno permettermi di andare al mare in Liguria, 2 ore di macchina, la benzina a/R, i pedaggi autostradali, l’ingresso a pagamento perchè le spiaggie non sono libere…insomma…il week-end posso solo passeggiare sotto i portici, andare per negozi o solo quando il clima lo consente( sappiamo che qui da ottobre a fine marzo fa un cazz…di freddo, che piove spesso e il grigio lascia spesso poco spazio per il sole) un parco o una gita non troppo lontano dal Piemonte.
      Cosa farò se vengo licenziata????non lo so, non ne ho idea, il mare il sole, la mia famiglia, i miei amici e poi?
      Torino….senza lavoro e poi?
      A Febbraio pausa esistenziale con soggiorno a Palermo di una settimana
      Un abbarccio e un in bocca al lupo a me te e quanti altri vivono questa situazione

    37. barbara, ti capisco e penso sia inutile ribadirlo..
      jerry, tu paghi 600 euro per una stanza.. tu vivi in condivisione… Se a te va bene, sono felice per te.. Io personalmente sono stufa di vivere con estranei o amici che dir si voglia… Una casa da sola, con 1200 euro al mese non potrò mai permettermela.. e nemmeno con 1300.. con 2000 il discorso è un altro.. mi dici però chi guadagna da impiegato semplice 2000 euro al mese?!?

    38. per uno single e’ dura.Forse conviene mettere su famiglia.

    39. Complimenti per il post, Monica.

    40. Monica, ho molto apprezzato il tuo post e ti auguro ogni bene. Mi pare che tu abbia ponderato a lungo la scelta che stai per prendere e questo è positivo, se non altro perchè hai valutato attentamente tutti i pro e i contro. Insomma, hai fatto l’analisi costi/benefici come si deve.
      Io con Palermo ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale e poiché sono sempre stato una persona libera, avevo già le idee molto chiare sul mio futuro quando decisi di lasciarla a 19 anni per fare l’università fuori. Da allora, se si eccettua un brevissimo periodo post-laurea, non sono più tornato, nel senso professionale della parola, e non mi pento della scelta. Ma con questo non voglio dire che tutti dovrebbero fare come me, perchè si tratta di scelte così personali e così soggettive che non esiste, né può esistere “la scelta giusta”. Esiste solo “la scelta giusta PER TE” e come ha scritto Marco, “ognuno è un universo”.
      Dal canto mio, spero con tutto il cuore che tu abbia fatto la scelta giusta PER TE e ti saluto con questi versi che, guarda la coincidenza, scrissi su un Palermo-Linate qualche anno fa.

      Palermo felicissima
      Palermo nobilissima

      Palermo tristissima
      Palermo poverissima

      Palermo araba
      Palermo normanna
      Palermo angoina
      Palermo mediterranea
      Palermo teutonica

      Palermo tutto E niente
      Palermo tutto O niente

      Ad un tempo tenera amante
      E squallida puttana.

      Madre o matrigna
      Enigmatica sibilla.

      A noi mortali è solo concesso
      Di amarti senza capirti.

    41. Carissima Monica, anche io dopo tre anni di permanenza nella Repubblica del Nord (chi nn ha mai visto i cartelli stradali del nord non può capire…) sto tornando a casa. Ma nn ho neanche avuto contratti a tempo indeterminato…altrimenti ci penserei su..ma cmq sono scelte personali e con contrattini precari è impossibile poter pensare di pagare gli affitti, gas e quant’altro.
      Non è una scelta ma una necessità, che senso ha farsi mantenere al Nord per poi stare in casa x evitare spese e l’unico momento di vita sociale è nei centri commerciali(dove ormai senza lavoro nn ci vai x nn desiderare nulla)…tanti offrono commenti gratutiti ma io non avendo una formazione accademica e neanche un “mestiere” ho trovato solo lavori a termine con 900-1000 euro al mese (anche in grandi multinazionali…).
      Lo so’ sarà dura, immagino che non sarò più in grado di guidare a Palermo, che imprecherò nn appena uscito dal porto e che mi dovrò umiliare a 33 anni dovendo tornare di nuovo a casa dei miei…Comunque capisco chi la pensa diversamente..

    42. Ciao Monica,
      in bocca al lupo per la tua scelta.
      In bocca al lupo per trovare un affitto a prezzi decenti (650euro in p.zza politeama).
      In bocca al lupo per un fantastico lavoro (dipendente? O ti metti in proprio?).
      In bocca al lupo per le spiagge pulite (uhm… no, a palermo no bandiere blu quest’anno).
      In bocca al lupo per tutti i tuoi impegni nel sociale (magari quando non sarai troppo stanca per cercare un lavoro).
      In bocca al lupo per la tua crescita professionale (…).
      In bocca al lupo per l’aria pulita (ma palermo di solito non fa compagnia a firenze e roma quando si superano i livelli di pm10?).
      Si, è vero, palermo si sta riprendendo dalla crisi ed è ora di modello per tutte le città d’italia; infatti in un numero sempre crescente di mercati i prezzi di frutta e verdura li fa la mafia (così sembra dire stamattina repubblica ed espresso).
      Hai la fortuna di essere donna, e credo che, come diceva qualcuno, possa sperare in un rampollo aspettandolo fuori da qualche bar alla moda.

    43. Cara Monica,

      la qualitá di vita innanzitutto. E a Palermo é migliore che a Milano, se la tua esigenza é quella. I servizi resi non rendono il sapore del cibo, del sole, e dell’amore dei tuoi cari.
      Torna e si fiduciosa, non ha senso fare una vita da “studente” per poi pagare quale prezzo? Un’enorme privazione.
      Anch’io torno, e qualcosa come sempre m’inventeró. Ma sostenuta dall’amore. Poi, come sempre, la Sicilia tradisce, ma é una dolce delusione.

    44. brava monica! torna a palermo le possibilità di lavoro non mancano se ti accontenti,magari anche di un impiego stagionale dove puoi comunque essere richiamata ogni anno…non è il massimo..ma per lo meno salvi la qualità della TUA vita che è ciò che conta di più! ciao!

    45. E fra vent’anni ,quando chi ti può’ sostenere oggi ,
      non ci sarà’ più’,
      puoi sempre contare sulla Caritas di Biagio Conte…

    46. Sei ripartita nel frattempo? O hai sposato un ragazzo di buona famiglia? O sei tu di buona famiglia?

    47. Io sono più o meno in situazione simile, ti auguro di poter tornare a Palermo una città che amo (sono di Messina). Dopo 20 anni sono sempre qui a rimpiangere la mia terra anche se mi chiedo come potrei vivere senza un lavoro certo. Ho sempre invidia e quasi ammirazione verso chi è riuscito a rimanere in Sicilia nonostante tutto, senza fuggire come ho fatto io. Comunque ti voglio dire che non ho mai conosciuto in Sicilia una persona che sia morta di fame anche se non ha un lavoro, fatti coraggio e del resto sei ancora giovane per provare tutte le strade sia in Sicilia che altrove.

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