giovedì 17 ago
  • Riflessioni linguistiche

    Forse sarà l’estate, o forse lo stato di semi vacanza in cui verso…o forse sarà che sono proprio fissata con le indagini linguistiche, ma nei lenti pomeriggi di luglio non faccio niente e penso. E penso che il palermitano non finirà mai di stupirmi. Ogni giorno, ogni conversazione si rivela spunto di riflessione su quanto meravigliosa sia la lingua siciliana. O meglio le traduzioni dal siciliano all’italiano.
    Iniziamo dall’uso della proposizione finale. Il palermitano fa un mix tra quella implicita (per o di + infinito e omissione del soggetto, es. “per prendere”) e quella esplicita (affinché + soggetto + il congiuntivo es. “affinché tu prenda”).
    Esempio: “Ti ho comprato la coca cola zero per TU fare la dieta“. Oppure, allo zoo “mamma perché c’è il laghetto?”, risposta: “Per LORO (gli animali) bere, ‘a mamma”. Quest’ultimo intercalare varia, naturalmente per ogni grado di parentela : ‘a mamma, ‘o papa, ‘a nonna, ‘o nonno, ‘o zio e via discorrendo. Certe volte si può pure fare l’italianizzazione. Mia zia una volta per consolarmi mi disse: “non fare così, la zia, è inutile che ti disperi”.
    Per non parlare dell’uso disinvolto del riflessivo. Altrove ne ho già fatto menzione, ma vale la pena ricordarlo: mi sono mangiato una bella arancina accarne“, per esempio. Oppure “oggi Paolo si è mangiato due piatti di pasta coi ricci”. E siccome ad affetto e calore umano non ci fotte nessuno, quando si parla di figli e di alimentazione la formula di espressione preoccupata per l’inappetenza del frugoletto può diventare la seguente: “sono in pensiero, il bambino non mi mangia. Oppure se trattasi di neonato: “sono esaurita il bambino la notte non mi dorme.
    Interessante è pure l’uso di parole captate chissà dove (benedetta televisione) e infilate ammuzzo. Per esempio, durante un’accorata discussione, ad una riunione di condomio, l’inquilino del 6° piano ebbe a dire all’amministratore: “Non è cunto che ogni volta dobbiamo fare tutta sta PROSOPOPEA, lei prende e ci manda la lettera dell’avvocato ai morosi”.
    Riguardo all’assunzione di responsabilità (che ogni tanto diventa resConsabilità) un’espressione che mi fa impazzire è la seguente: “Non si preoccupa, ne corrispondo io. Ma in che senso? Che scrive tante missive e intrattiene rapporti epistolari con gli interessati?
    A tutti sarà capitato di trovarsi nella situazione di doversi rivolgere a qualcuno di cui si ignora il nome. Io di solito, interpello con “mi scusi” e me ne esco. E qua, a seconda del grado sociale della pesrona sconosciuta, la fantasia del palermitano si scatena: si va dal semplice cuci’, giovane, a signor lei (che però si pronuncia signòllei), egregio amico, fino ai gradi più alti, commendatore e dutturi.
    Cambiando ambito, non si può non notare la megalomania del palermitano quando si riferisce all’organo sessuale maschile. Specie se si tratta del suo. Da noi cambia pure il sistema di “misurazione” che ovunque prevede i centimentri. Da noi no. Si usa il palmo, (che dovrebbe corrispondere a 13,5 cm). E di norma si invita qualcun altro a non ridurre a brandelli tre palmi e mezzo del suddetto organo sessuale (e chi c’ha fari John Holmes?).
    Tornando alle traduzioni dal siciliano all’italiano, ove il contesto obbliga, il palermitano attua, sovente, una magica mutazione (qua entriamo nell’ambito della glottologia) di una consonante in particolare la “L” che si muta in “R” (di solito davanti a una dentale). Alcuni esempi. Un mio caro amico, vent’anni fa, in un pomeriggio estivo, innocentemente, trovò ristoro alla Marina (quando ancora c’erano le giostre e non aveva l’aria ripulita di adesso), ragionava tra sé e sé sulla vita, sul destino, sui massimi sistemi, quando viene distratto da un centauro di 120 Kg che cavalcava un “si” tutto scancarato. Passa la prima, passa la seconda volta, alla terza, notando le belle sembianze del mio amico, decide che è il caso di provarci e aggiustandosi la maglietta inchiappata di non si sa che cosa sul ventre prominente si siede accanto a lui. Con fare scocciato il mio amico sbuffa sonoramente. E lui, dolcemente, si gira a guardarlo ed esclama: “senti caRdo?”.
    Anche in siciliano, ogni regola ha la sua eccezione. Se nella maggior parte dei casi la “L” si trasforma in “R” (cardo, sordi, mortissimo, etc) eccezione vuole che, spesso, nell’avverbio purtroppo avvenga il contrario e diventi puLtroppo.
    A proposito di caldo, memorabile e quasi proverbiale diventò l’esclamazione di una signora sull’allora 44 che da piazza Campolo portava a Mondello. Siccome un tale le si attaccava, lei lo apostrofò dicedo: LUI che c’è caRdo, lei che si appiccica”…frase che è la traduzione para para da “iddu ca c’è cavuru, lei cà s’’mpiccica!“.

    Palermo, Sicilia
  • 57 commenti a “Riflessioni linguistiche”

    1. Ti sono detto svariate volte che sei davvero fantastica ma mi rendo conto che non è mai abbastanzamente!!!
      Oggi parto più allegro!

    2. Brava Maria, difendi la saRvaguardia della lingua itagliana a “sparatrappo”! 😀

    3. eheheheh Mitica Maria! 🙂
      baciotti

    4. Un candido complimento rivolto da un venditore a una mia amica, ormai 10 anni fa, al mercatino di Cefalu’: “Ma… lo sai che sei mooorto bella???”

    5. Che doRce!;-)

    6. ti devo correggere la frase giusta è : ” lui che c’è caldo lei che si strica”.
      Appiccica non rende così bene la situazione. 🙂
      Fatto realmente accaduto ad un ufficio postale:

      ” Signorina m’ava a dare menzo vaglia”
      “Mezzo vaglia? Ma non esiste gliene posso dare uno intero!”
      L’utente spazientito brontola e dopo avere estratto da una tasca un mazzo di fogli e fogliettini stropicciati in ordine sparso, sventola una multa o qualcosa del genere all’impiegata eclamando trionfante:
      ” scummissa ca un ma firu a llieggiri ? Chi c’è scritto ccà? Pagabile a mezzo vaglia!!”

    7. La lingua italiana è sempre in crescita e continua mutazione :/

      Posso dare il mio contributo con una traduzione dal siciliano all’ italiano, sentita in un pronto soccorso per chiedere “educatamente” per quale motivo non arrivassero “gli” analisi, perchè è maschile, finisce per i.
      La mitica frase: ” E chi semu puocci”? Fu tradotta al dottore: “Dottore mi scusi ma siamo forse maiali”?

    8. Purtroppo..puLtroppo? Non c’è pobblema!

    9. Teste, originario della provincia, mentre depone: “Duttù, ‘u carru (macchina)vutò ‘nta strata….comu riti vu autri….a timpuliata”

    10. Salve, Maria.
      Ho letto molti dei tuoi post sull’Italica Sicilianità e non riesco più a frenarmi dal gran ridere: siccome (è italiano o siciliano ?) sono in ufficio e rido da solo, i miei colleghi mi guardano e pensano: “Cu cavuru… funniu !!!” perchè, a Palermo, anche i pensieri sono in lingua madre.
      Riscrivi sempre, è divertentissimo leggere le tue ovvie verità.
      Ciao.

    11. Maria come al solito mi hai fatto morire dalle risate!!!!
      Complimenti per l’ennesimo post da premio oscar!

    12. Hai dimenticato: ncà!!!!

    13. Ncà e cachì sono in un altro post sulla grammatica!

    14. sei veramente bravissima…..io mi perdo a leggere ogni volta ciò che scrivi…fantastica e reale…
      sono circondata da persone che provano a tradurre dal dialetto all’italiano combinando però un bel papocchio!!!e a voltee,secondo i casi,mi fanno una tenarezza infinita…altre volte resto senza parole…hehehe!!
      bellissima la trasformazione da Politeama a Poleteama con tanto di “E” apertissima!!

    15. bellissimo!!!!!!!!

    16. Fortissima…come sempre!

    17. Maria sei eccezzzzzzzionale…..ascoltarti ,ma anche leggerti è sempre un piacere…..

    18. Sei la numero 1!
      Aggiungo sommessamente la seguente chicca sulle proposizioni finali, che paRono traduzioni letterali dalle analoghe frasi in inglese: per tu fare la dieta = for you to be on a diet. Ci colpa forse qualche broccolino? Sap’iddu (mai capito chi fosse questo “iddu”).
      Bacio LE MANO.

    19. Riguardo ai problemi di glottologia del palermitano io non ho mai capito perché la doppia consonante “ps (es. psicologo, psoriasi etc.) venga pronunciata “pissi” (es. pissicologo, pissoriasi)

    20. Anche la “ics” diventa icchisi. La buonanima della mia prof. di matematica diceva; icchisi con uno e icchisi con due.

    21. una volta ero in un paese dell’entroterra sapiddu dove che c’era una sacra di paese che mi pare che era dei ficitintia. ca siccome mio patre mi aveva tetto di portarimi i bitoni dell’acqua pi ghinchilli ca rici ca dda era bbuona mi misi a cercare una fontanella che non trovava.
      allora c’addumannai e una signora e che mirissi ca ti tietro all’angolo c’era una fontanella a pressione, dove ci usciva un omosessualone d’acqua impressionante.

    22. Ciao Maria,
      e dell’aspressione “RA BELLA” che ne pensi?
      Complimenti sei una picciotta di bella!

    23. “espressione”.. Uffa!

    24. no dimentichiamo chi usa invece di cumpà, cucì etc… MISTERR!

    25. Che però si pronuncia mistaaa

    26. Ti sei dimenticata di un famoso “piedino pazzo” che iniziava ogni frase con: eni ca viri ca’… (Pausa), t’avissi a pariri che….
      Hihihihihi

    27. La cosa impressionante è il passato remoto del verbo stare.
      Indagasse per scoprire come dicono stette.

    28. che ne dite del complemento di termine a trunzo?
      senti ragazzino che ‘ffà me lo chiami a tuo padre?
      lo so che è fuori tema ma io proporreri la traduzione maccheronica e no di modi di dire palermitani in lingua straniera. Potrebbe essere molto simpatico(credo).

      Io comincio con questi:
      Untalking head is named pumpkin;
      cabeza que no habla se llama calabaza
      (testa c’on parra si chiama cucuzza)

      You had a bad life cos’ of you didn’t speak
      (facisti a mala vita p’un parrari)

    29. Fermi tutti e il modo di dire usatissimo “tutte cose” dove lo mettiamo?

      Che hai oggi? Lasciami stare,mi fanno male tutte cose
      Ma all’appuntamento ci sei andato?Certo tutte cose m sono spicciato

    30. Mi passi il coRtello, per favore?

    31. @Ninni, a proposito di traduzione ci abbiamo già pensato…;-)leggi qua http://www.rosalio.it/2007/10/30/parla-potabile-speaks-drinkable/

    32. al mio matrimonio un zio di mio marito, un po’ difficile da accontentare a tavola, e per il quale era stato preparato un menù personalizzato, alla domanda ricavuta da parte dello sposino circa il trattamento ricevuto, rispose: BELLISSIMO, CONTRA I ME’ MERITI!(PRATICAMENTE :tutto a posto anche oltre ciò che io meritassi),
      Ci ho riso per una settimana e ogni tanto lo dico!

    33. Signora in farmacia:

      -Scusassi dutturi, chi avi a polvere p’i cani?
      -Signora, desidera l’antiparassitario?
      -A polvere… chidda pi l’armali…
      -Si, signora, ma per le zecche?
      -NO! PER IL CANO! (quasi urlato)

      Sono dovuto uscire perchè non ce la facevo più…

    34. oltre a mister ce n’è un’altra: Maestro!

    35. Mi sovvenne or ora la buonanima della mia vicina di casa che diceva, per dire “non vale la pena”: “non è cosa per la quale”. Punto.

    36. @ tutti: Vi risulta l’espressione “scusasse dell’importanza che c’aiu dato”?
      Se letta letteralmente significa “scusi per l’importanza che Le ho dato”, cioè pare quasi un’offesa.
      E’ invece significa esattamente l’opposto: “scusi per aver dato troppa importanza ad una cosa che non ne aveva affatto”.
      Misteri del siciliano (post)moderno.
      @ Totò: aieri STIEDI male…

    37. parlando di una persona che ha un’alta opinione di sé:
      “si sente tutta”.
      al che io mi palpeggio e rispondo: “anche io mi sento tutto”

    38. @Mariacubito
      Grazie, andrò a leggere.
      Pu na manu che ne dite del fidarsi o meno a fare qualcosa
      nel senso di esserne capaci? no, non me la fido.
      Shuther and mother and I want to say.

    39. oggi una signora a mare:
      “sabato andiamo al concerto, mio figlio è MALATO di Laura Pausini”
      ma è una nuova malattia!?!?!? :-O

    40. ufficio anagrafe a palermo un paio d’anni fa: (impiegata) come ci dovete mettere alla bambina – (padre) abbiamo deciso ilenia. mia maglie dice che è con la iupsilon, ma ci vuole per forza la iupsilon? – (impiegata) certo… originale è con la iupsilon, poi se lo vuole senza iupsilon me lo deve dire subito.

    41. “Lingua” affascinantissima il nostro dialetto… come già qualcuno ha notato, anch’io leggendo l’inizio di questo post ho sùbito notato la somiglianza con le finali in inglese… per non parlare poi dei verbi, intransitivi in italiano, ma transitivi nel nostro dialetto, veri e propri normannismi, ereditati dalla lingua francese, del tipo “esci l’acqua dal frigo”, “scendi il cane”, “entra la macchina in garage”, ecc.

    42. Un grande complimento a Maria perchè l’articolo è divertente e veramente scritto bene. E comunque…una volta una persona mi ha confessato che il pomeriggio faceva un pisolino “‘nna seggia a sgrà” (nella sedia a sdraio!!) 🙂

    43. voglio parlare del “tr” trasformato in “tz” o solanto “z”??
      es: me patzi;tzi(3) ,quazzo (4) 🙂

    44. Grazie a tutti dei contributi, alcune cose non ci sono perchè ne ho già parlato in post precedenti (grammatica siciliana 1,grammatica siciliana bis etc…)sono tutti nell’archivio di rosalio!Babbiando e ridendo sono quasi 3 anni che scrivo la media di 2 post al mese…ragione ha chi dice “ca un mi zittu mai!” 😉

    45. Date un’occhiata a questa discussione in un gruppo di Facebook, si parla pure dei nosti spagnolismi “scendi il cane, sali il cane”.
      http://www.facebook.com/topic.php?uid=6447658107&topic=5608#/topic.php?uid=6447658107&topic=5608&post=24323#post24323

    46. Scusate la domanda poco pertinente…vorrei sapere come posso tenere sott’occhio gli articoli ed i commenti che non trovo più in prima pagina. Perdonatemi ma io e la tecnologia caminamu a braccetto 😀 Grazieeee…

    47. Solaris sarò lieto di risponderti per e-mail (qui è fuori tema).

    48. E che ne dite del nostro “perchè non avvicini a casa mia?”
      Anni fa l’ho detto ad una collega “nordica”, la quale non capiva e mi ripeteva “ma cosa devo avvicinare?”

    49. 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

    50. Mia sorella lavora in un paesino sul mare e, contenta dell’arrivo del fine settimana, aveva deciso di sdivacarsi proprio con la panza all’aria e farsi un bagnetto: -non ti conviene- le ha detto il vicino – oggi c’è MAROSO.

    51. aggiungo ” nn ci sn poblemi” e x chiamare qualcuno ” mister o maestro ” .

    52. aggiungo ” ma chi nicchenacchi”.
      ho un cognato toscano,un giorno ci preparavano x andare al mare e mi ha sentito dire prendi la tovaglia…ad un certo punto mi fa “ma dobbiamo mangiare al mare?! giustamente x lui la tovaglia era quella da tavola !

    53. Maria, non è che avevamo la stessa prof di matematica?? ICHESSE, IPPSELON….

    54. Maria é sempre un piacere leggerti! volevo aggiungere:
      – “Che stai fando?” (dal siciliano “Chi sta fannu”);
      – mutazione della U in V: es. aVtobuss (autobus)

    55. Sono un’insegnante e credetemi tante volte ho pensato con le mie colleghe di scrivere un libro con le frasi mitiche dei nostri alunni. prima insegnavo nelle scuole così dette “disagiate”, ma sono stati gli anni più belli.
      In un tema un bambino scrive di aver raccontato al padre che quando lui esce “u cumpari” entra in casa nella stanza della mamma e lui risponde:”Fiddiu mio fotitinne come me ne foto io”

      Un genitore verace volendomi fare a tutti costi un favore, per convincermi dice :” A tanti curnuti si e a lei no!!”

    56. Sono un avvocato: sapete quante volte in studio qualcuno mi ha detto: “ma sante licheni a foru ha detto così!”

    Lascia un commento (policy dei commenti)