lunedì 21 ago
  • “Baarìa” ha incassato più di due milioni di euro in tre giorni

    Baarìa, il nuovo film di Giuseppe Tornatore, ha incassato due milioni e 105 mila euro dal 25 al 27 settembre (i primi tre giorni di programmazione) ed è stato il film più visto del weekend trascorso nei cinema italiani.

    Il budget di Baarìa è stato di più di 20 milioni di euro.

    “Baarìa”

    Palermo
  • 11 commenti a ““Baarìa” ha incassato più di due milioni di euro in tre giorni”

    1. Che film del cazzo…Hanno preso tutti “i pezzi grossi” (attori) spendendo tanti milioni di euro per fare questo genere di film che io butterei nella spazzatura.
      Meglio le commedie e gli horror che questi film impegnativi di questi vari festival del cinema.

    2. I commenti ora devono essere approvati? Che novità è questa?

    3. …….in tutta la sua densità e la sua frastornante sovrabbondanza, Baarìa è un film cui mancano davvero cuore e calore. Perché le energie, le passioni e le idee vengono estinte dall’insistita ossessione per la “bella immagine”, da tonalità ora drammatiche ora inspiegabilmente da cabaret televisivo (si vedano a tal proposito gli enigmatici cammei ricorrenti di Beppe Fiorello e Luigi Lo Cascio) ma comunque marchiate da una sensibile artificiosità figlia dell’ansia di mostrare, dal tentativo di affrescare il più possibile senza mai andare in profondità.
      Magari Tornatore la sua idea di quel che doveva essere Baarìa, di quel che è il (suo) cinema, ce l’ha e ce l’ha pure chiara, tanto che rimane quasi costantemente uguale a sé stessa. Ma non è scritto da nessuna parte che questa debba essere condivisa o condivisibile. Checché ne penseranno gli americani.

      Federico Gironi per ComingSoon.it

    4. Non sono un esperto di cinema e di budget, ma non dovrebbe ripetere questo risultato per ben 10 weekend di fila per andare in pareggio? Certo, poi bisognerebbe vedere come si comporta nel resto della settimana.

    5. Avevo sette anni quando mia madre iniziò a insegnare a Bagheria, un piccolo paesino vicino Palermo. Tra l’ottocento e i primi del novecento era il luogo di villegiatura dei ricchi e nobili palermitani. Negli anni ottanta diventa luogo simbolo per la speculazione edilizia e di cruenti fatti di sangue (che Camilleri definirebbe ammazzatine).

      Inizio a entrare nel mondo di Bahgeria proprio nei suoi anni peggiori, negli anni ottanta, eppure lo ricordo come un bel periodo. Un bambino ne capisce poco di costruzioni abusive e di fatti di mafia. Vede il mondo con occhi diversi da quelli dei grandi, dà importanza all’affetto, al calore della gente, allo spazio per giocare, al divertimento. E’ libero dai condizionamenti esterni.

      Ricordo che giocavo e mi divertivo insieme agli alunni di mia madre, avevano più o meno la mia stessa età, ma avevano storie di vita molto diverse da quella della mia famiglia. Erano figli di muratori, di emigranti, di contadini, di pizzaioli, di notabili, di elettricisti, di panettieri, di braccianti, di tante categorie sociali che nella mia Palermo bene proprio non incontravo. Giocavo con loro, mi divertivo e non pensavo ad alcuna distinzione basata sulle classi sociali, ma probabilmente con la maturità di oggi penso che gli altri bimbi la sentivano questa diversità.

      Sabato sera sono andato al Supercinema di Bagheria a vedere Baaria, la città era tutta a festa per questo vero evento, per questa ventata di speranza che porta Tornatore. E’ un qualcosa di più di una semplice pellicola, è quasi un sentimento popolare. Per le vie della città non si parla d’altro, mangio il gelato e ascolto i pettagolezzi della gente, sono tutti incentrati sul film, sulle comparse, sugli attori, sui luoghi…

      Il film inizia con un bimbo che corre per le strade di una Bagheria perduta, fatta di villette, verde e tanta terra battuta. Attraverso la storia di questo bambino figlio di gente povera (figlio di pastori destinato a fare il pastore), si vede ciò che capita intorno a lui, alla sua cittadina che cresce velocemente, ai problemi della sua terra, al suo amore, al suo senso della famiglia, a tante cose che portano un bimbo a divenire uomo e a crearsi una coscienza.

      Gli occhi del bambino mi ricordavano gli occhi dei bimbi della mia infanzia bagherese. Tempo fa scrivevo che tante emozioni mi hanno passato e nessuna è mai andata via. Gli occhi degli alunni di mia madre sono rimasti con me, sopiti, il film ne ha risvegliato il ricordo.

      Credo sia un film per siciliani, ci sono sfumature e chiavi di lettura difficili da interpretare per chi non è nato da queste parti o per chi non le ha frequentate. E’ un racconto generazionale molto frammentato. Fatto di scene brevi, con pochi dialoghi e tante scene corali. Pregno di dialetto e di espressioni tipiche di una Sicilia che lentamente scompare. E’ un omaggio a tanti attori siciliani, è un omaggio degli attori siciliani alla loro terra. Salvo Ficarra, Valentino Picone, Beppe Fiorello, Paride Benassai, Luigi Maria Burruano, Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglio, Gaetano Bruno, Tony Sperandeo e tanti altri che dimentico si incontrano nel film per recitare piccole parti, per apparire in un istante con una battuta, con un modesto cameo, per testimoniare l’affezzione alla propria terra.

      Non si può parlare di kolossal o di filmone, è un qualcosa di diverso difficilmente collocabile. Tornatore dice del film che è una commedia, ma non è solo questo, c’è dentro tanta verità e anche paesaggi splendidi, che da soli raccontano una terra difficile. A volte bastano le immagini, le parole non servono.

      In alcune scene si raggiunge davvero la katarsi è c’è un pieno coinvolgimento emozionale, segno di una bravura degli attori, del regista e di chi ha creato la fotografia del film.

      Ad un certo punto del film il protagonista accompagna suo figlio al cinema, ed entra proprio al Supercinenema di Bagheria dove avevo scelto di guardare il film, è davvero una sensazione incredibile.

      Per chi può il consiglio è di vederlo a Bagheria, e prima del film di farsi una passeggiata lungo le vie del centro, arriverà in sala così predisposto a emozionarsi e compenetrarsi nei luoghi del film.

      Però ha ragione anche Tornatore è anche una commedia, la cosa che mi ha divertito è stato sentire al cinema i commenti del pubblico:

      L’hai visto u nonno?

      Talè la mè casa c’è…

      Mihhh guarda guarda ora ci sono io…ma unne?

      Mè cucino c’è…

      Ah no, non è che questa è Baaria, questa non è girata qua…

      da http://www.pensierinblu.com/blog/2009/09/28/la-mia-baaria/

    6. mi accodo al sig. Manlio Piazza: “e facendo una passeggiata lungo le vie del centro soffermatevi a guardare i cassonetti stracolmi di spazzatura, i frigoriferi ed i boiler abbandonati qua e la, il florilegio di buche sull’asfalto, la sosta selvaggia dei buzzurri, le classi di un liceo sparpagliate per la città in magazzini fatiscenti ed incrociate pure le dita che non vi venga un malore per non finire sotto cura in quel buco che chiamano pronto soccorso”.

    7. Si può dare un giudizio su un film, guardando soltanto il trailer ? No, sicuramente. Però è da quello, dal trailer, che molte volte si decide se andare a vedere un film. Ho deciso di non andarlo a vedere. Flashback meridionali oleografici anche quando descrivono la miseria, l’uso insistito della musica per sottolineare ogni momento che si vorrebbe emozionante. Il cinema di Tornatore, quello dell’immagine piuttosto che del contenuto. Tornatore crede a quello che fa, nei suoi film questo è evidente, ha un calore maggiore di tanti altri registi italiani, anche nei suoi sbagli. E questo alla fine può risultare coinvolgente. Ma per adesso non andrò a vedere “Baaria”. Forse anche perchè ho da poco rivisto in televisione, sul canale satellitare, ” Nuovo cinema Paradiso “.

    8. mmh..era luogo di villeggiatura nobiliare nel ‘700 tirando fino a una parte del 1800…e non nell’800/’900…la prima villa (Butera) risale addirittura alla fine del ‘600. Da metá 800 e nel 1900 giá era tutt’altra cosa oltre ad affermarsi come centro autonomo anche dal punto di vista amministrativo..scusate la precisazione ma c’é un pó di differenza….d’altronde Goethe e Schinkel che la visitarono,ne scrissero e la schizzarono nei loro carnet di viaggio..piú in lá di quelle date non potevano andare :)…spero di vederlo presto il film…non so se sia all’altezza del gran capolavoro che é Nuovo Cinema Paradiso,che per me é uno dei piú grandi omaggi all’amore per il cinema, peró in ogni caso per un siciliano,in particolare per un palermitano, sará sicuramente coinvolgente.

    9. Visto oggi.E’ un bel film, si esce dalla sala con la sensazione di essere a Bagheria, con la gente che ci ha vissuto e ci vive.
      Credo che per dare un giudizio più approfondito debba sedimentare nella propria coscienza.
      E’ tutto quello che è Sicilia, in senso lato,non ci vedo un’universalità che alcuni colgono.
      A mio parere solo un siciliano può partecipare e far suo il film e questo è un limite.
      Ma, ripeto, occore farlo sedimentare per esprimere un giudizio completo.

    10. “E’ tutto quello che è Sicilia, in senso lato,non ci vedo un’universalità che alcuni colgono.
      A mio parere solo un siciliano può partecipare e far suo il film e questo è un limite.” …..completamente d’accordo! Mi ha emozionato il finale. Un bel film, da vedere.

    11. Sedimentazione…
      Colpisce, in positivo, il senso di partecipazione corale del paese nelle diverse situazioni in cui si sviluppa il film. Un senso, forse oggi perso, di conoscersi, avere solidarietà o, a volte, anche inimicizie, comunque un vivere collettivo della realtà del paese.Diciamo un conoscersi un pò tutti, mentre noi cittadini di grandi città non conosciamo il vicino di pianerottolo o chi abita un piano su.
      Grande l’interpretazione del personaggio principale, comunista che parte da pastorello e finisce a Mosca, in visita in quella realtà.La descrizione di un grande movimento operaio e contadino che è esistito, ha portato un vento di democrazia reale, con i pregi e i limiti, ma comunque un contributo positivo per la ripresa di un ‘Italia e soprattutto una Sicilia, in ginocchio dopo la guerra. Anche la illusione di un cambiamento radicale mancato viene vista dal personaggio con la misura del grande politico che sa che non si può avere tutto e subito, ma con la politica dei piccoli passi.
      Non capisco chi crede di giudicare un film, leggendo le recensioni o guardando un trailer.
      Il film vale sicuramente il biglietto, poi ognuno, giustamente, valuta se li ha spesi bene o no.

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