domenica 19 nov
  • Polemiche e dubbi sul “papello”

    Prosegue l’indagine della Procura di Palermo sulla presunta trattativa tra Cosa nostra e lo Stato a ridosso delle stragi del 1992. La scorsa settimana il legale di Massimo Ciancimino (che sarà interrogato congiuntamente oggi dai magistrati di Caltanissetta e Palermo) ha consegnato le fotocopie di un documento.

    Non è chiaro se si tratti del “papello”, da chi sia stato scritto e quando e se sia autentico il documento da cui deriva.

    Ieri Luciano Violante ha dichiarato: «Quel documento pubblicato è una bufala: dico quello pubblicato, perché altri magari no. […] Si fa riferimento a cose come il 41 bis o la dissociazione, che è un tema che verrà fuori molto tempo dopo. […] Ho l’impressione che il documento che la magistratura ha in mano sia diverso da quello pubblicato. Sta ai magistrati capire cosa è successo: sta a noi spingere senza interpretazioni di parte, perché la verità venga fuori».

    Il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha confermato ieri l’esistenza di una trattativa: «Per la verità le indagini precedenti avevano in qualche modo accertato l’esistenza di un tentativo di Cosa nostra di entrare in contatto col potere politico. […] È processuale il contatto degli ufficiali del Ros, Mori e De Donno, con Vito Ciancimino. Ed è processualmente accertato che alla mafia, in cambio della resa dei vertici, fu offerto “un ottimo trattamento per i familiari”, un “ottimo trattamento carcerario” e una sorta di “giusta valutazione delle responsabilità”. […] Anche via D’Amelio potrebbe essere stata fatta per “riscaldare” la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Claudio Martelli, Giulio Andreotti, Carlo Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si puo’ dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici»

    Stasera alle 23:25 a La Storia siamo noi (Rai Due) andrà in onda un’intervista ad Agnese Borsellino, vedova del magistrato Paolo, in cui rivela: «Stranamente negli ultimi giorni che precedettero via d’Amelio, mio marito mi faceva abbassare la serranda della stanza da letto, perché diceva che ci potevano osservare dal Castello Utveggio».

    Palermo
  • 3 commenti a “Polemiche e dubbi sul “papello””

    1. Il commento di Carlo Vizzini in risposta a Piero Grasso, mi ha fatto scoppiare dalle risate… Lui, Carlo Vizzini prima e dopo la strage di via D’Amelio era politico molto apprezzato da “cosa nostra” è proprio da quei servi diretti di Fincantieri, che non possono assolutamente essere estranei alla strage di via D’Amelio; si tratta di quell’infame famiglia criminale che, oltre ad aver partecipato all’assasssinio del Generale Dalla Chiesa ed alla strage per uccidere Rocco Chinnici, anche hano messo le bombe a Giovanno Falcone all’Addaura!!!!
      Le dichiarazioni di Pietro Grasso, “in ordine alla trattativa” mi hanno fatto confermato che la magistratura ha pesanti difficoltà nell’andare incontro a quella verità – strage di via D’Amelio- che segnala in modo inequivocabile l’interesse delle indegne omissioni di VIttorio Teresi e di pezzi importanti di quella Procura di Palermo che tradì Paolo Borsellino.
      Quelle omissioni furono imposte nell’interesse delle Parteciapzioni Statali e dei politici alla Carlo Vizzini, che insieme a pochi altri visibili ai miei occhi, appare uno dei più diretti interessati.
      Gioacchino Basile

    2. Se queste sono le dichiarazioni dominanti da coloro che fanno parte delle Istituzioni quali quelli del Dr Grasso allora siamo allo sfascio dello Stato di diritto. Da cittadino sono rimasto allibito se uno come il Dr Piero Grasso afferma che la trattativa tra Stato e mafia c’è stata ed è servita a salvare la vita di molti ministri e politici. E’ tutto assurdo a quello che stiamo assistendo in questi tempi al delirio più totale. Prima le cose si nascondono per 17 anni e poi le si pretende di giustificare pure come del tutto normali e ovvie che tanto lo Stato ha sempre trattato con la mafia sin da quando è sorto. Perchè allora con la stessa logica non si trattò con i terroristi per salvare la vita di un grande statista quale Aldo Moro? Ora l’Italia sarebbe 20 anni in avanti rispetto a come è adesso. Non era ragion di Stato più allora che ora? Se tutto ciò non è incoscienza spiegate voi ai cittadini onesti cosa sia. Chi nutre simile pensiero dico che non ha diritto a stare a rappresentare i cittadini nelle istituzioni perchè tutti coloro che hanno versato il loro sangue per una società libera giusta non troverebbero pace e la storia non dovrà concludere che fu tutta vana gloria. Noi cittadini abbiamo bisogno di credere nelle Istituzioni mentre ora sta subentrando lo spettro della sfiducia più completa. Apprendere che la morte di Borsellino, di Falcone e dello stesso Carlo Alberto siano servite a salvare la vita di qualche qualunquista bhe è poca cosa se è questo che abbia ricevuto in cambio lo Stato. Poveri eroi immolati sull’altare non si sa di quale patria. Grazie

    3. Grasso non ha detto che quelle morti “sono servite” a salvar la vita dei ministri. Ha detto che la mafia ha deciso di dar corso ad una serie di stragi per ricattare lo stato (che in quel periodo con le leggi del governo Amato stava stringendo la morsa) e che DAPPRIMA aveva pensato di attaccare i politici ma che SUCCESSIVAMENTE pensò bene che se avesse attaccato i politici non avrebbe potuto ottenere nulla, perchè non si uccidono coloro che tu vuoi candidare ad interlocutore di una trattativa.

      Son due cose diverse.

      Bisogna smetterla poi di pensare che la mafia ha ucciso Falcone e Borsellino PERCHE’ c’era una trattativa in corso da rendere più serrata, come vuole farci credere certa stampa. No, loro hanno ucciso ALLA RICERCA di una trattativa. Son due cose diverse.

      Dopodichè, che ci sia stata una trattativa. è tutto da dimostrare. Ci son stati incontri fra carabinieri e Ciancimino, ma dove i CC hanno respinto seccamente qualsiasi richiesta che non fosse la resa dei latitanti.

      E questo è tutto. Non c’è nientìaltro.

      Nessuna trattativa, nessun papello. Infatti i papelli di Ciancimino Jiunior, come dice violante, son patacche.

      Ecco le prove:

      http://www.capzles.com/#/ff6b4e3b-fa31-4959-ba5a-b29fb5609358

      Buoma giornata

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