sabato 21 ott
  • Dimenticare Palermo

    Dimenticare Palermo è un film di Francesco Rosi del 1990. Il protagonista italo-americano, candidato sindaco di New York, si reca in viaggio di nozze a Palermo.

    Dimenticare Palermo è anche un invito, un’esortazione. Come nel film: non ci pensate più, lasciate stare, levatevela dalla testa questa città.

    Dimenticare Palermo potrebbe, volendo, diventare addirittura una domanda.

    Dimenticare Palermo? Nel senso: ne varrebbe la pena?

    La Città è quella che è: quanto a spazzatura ha superato Napoli e vabbe’. Poi uno ci mette che i bar d’un tratto prendono fuoco, che – se è il caso – un avvocato lo ammazzano a legnate davanti al Palazzo di Giustizia e tutto quello che uno vuole.

    Certo, mica è tutto così. E vivaddio, si dirà!

    Ma ad ogni modo, comunque fosse, varrebbe realmente la pena lasciare Palermo, al limite portandosela nel cuore e buonanotte?

    La domanda non è retorica.

    Ospiti
  • 31 commenti a “Dimenticare Palermo”

    1. 1) val la pena lasciare palermo per crescere, imparare e rendersi conto che non sono veri i luoghi comuni del tipo: ” tutto il mondo è paese”

      2) val la pena non dimenticarla perché sebbene sembri strano questa città non è sempre stata ai margini del mondo civilizzato

      3) val la pena di investire tempo, denaro ed energia perché può diventare una risorsa per se stessa e per i suoi abitanti

    2. … 4) vale la pena viverci perchè solo da dentro si può fare qualcosa per salvarla

    3. Si, vale la pena andarsene, dimenticarla ed essere cittadini del mondo.

    4. l’importante è non piangersi di sopra, poi tutto quello che farai andrà bene, anche vivere a palermo. esistono parole tipo: denunciare, protestare, gridare, lottare, sognare, manifestare oppure scappare, ricordare, rammaricarsi opuure cancellare per dimenticare.

    5. Eccolo qua, dopo il post di Manlio, arriva il tuo.

      Vi trovo monotoni, non avete altri argomenti di cui parlare (o sparlare).

      Dimentica pure Palermo, evita di scriverci sopra ma soprattutto non ci tediare con ulteriori paranoie. Io non lo sò se tutto il mondo è così ma potrebbe anche darsi.

    6. Chi ha ancora una minima possibilità di scelta, ha il dovere di rimanere e “sbattersi” per tentare di cambiare questa città.
      Soltanto se un giorno ci sarà riuscito, assieme agli altri che invece non possono scegliere, allora sì che potrà andarsene serenamente e, se vorrà, dimenticarla.

    7. Una curiosità. Ninni, quando parli al plurale, “non ci tediare”, a nome di chi parli?
      Da parte mia , trovo il post interessante ed idoneo a sollecitare interventi interessanti.

    8. no…secondo me non vale la pena dimenticare Palermo…si è vero ci sono un mare di cose che si devono cambiare, compresa la nostra mentalità che è la madre di tutti i porblemi e della nostra mancanza di civiltà.
      In ogni caso è la mia CASA (e malgrado TUTTO non è poi così male) ,e posso e devo impegnarmi per renderla migliore piuttosto che andare a stare in casa d’altri perchè è più pulita, più civile e tutto funziona meglio.

    9. Vedo sempre più spesso post simili in questo blog.
      L’abbiamo capito che Palermo è una citta’ con problemi. Scrivete qualche soluzione ad almeno un problema. Sinceramente, di “intellettuali” che vogliono cancellare la città e di “artisti” che si lamentano mi sono rotto. Che poi, per dire tali cose non bisogna essere per forza colti e letterati. Pure al bar sotto casa mia i muratori dicono le stesse cose. Lamentarsi è uno sport tutto siciliano.

    10. …sembra che si faccia a gara a chi fa la critica più dura, in questa “speciale classifica” lo scudetto non lo vince nessuno ma sicuramente perdiamo tutti pure “quelli della critica da trasferta”.Facciamo proposte, comitati,dibattiti e quant’altro possa essere utile alla nostra società ma cosi’ è troppo facile sparare sulla croce rossa e poi andarsene.

    11. @ninni: ma perche’ ti da tanto fastidio leggerci? non e’ che oer caso anche tu vorresti andare via ma nn hai il coraggio? non e’ un disonore lasciare la propria citta’, scoprire cose nuove, scoprire una nuova appartenenza anche verso la propria terra d’origine. la serenita’ e’ un fatto interiore non del posto in cui vivi. vabbene siamo nati a palermo macchisenefrega? lo scopo di un uomo e’ quello di migliorarsi sempre ovunque vada ovunque si trovi e no credo che l’affetto per il mare, il cannolo, a meusa possa contribuire piu’ di tanto. ci dispiace ripeto ancora una volta andare via e abbandonare gli affetti che abbiamo da una vita, i genitori e quei pochi rari amici. conosco persone di 70 anni che vivono a brooklyn da 50 e sono i migliori siciliani che conosco! la sicilianita’ e’ genetica nel bene e nel male quindi basta co ste polemiche e lasciaci godere la sicilia a modo nostro….ti voglio bene!

    12. e per tutti gli altri basta con le critiche sulle critiche prima di andare via TUTTI e dico TUTTI abbiamo fatto il possibile per viverci a palermo. abiiamo fatto, proposte, iniziative, lavoro GRATIS per anni e che cavolo volete allora? dobbiamo morire di fame per sentirci eroi? per avere un vostro commento positivo sul post? ne possiamo fare a meno. e poi come dice carlo “la critica da trasferta” ti dico caro carlo che quando facevo il mio lavoro (gratis) a palermo i primi a criticarmi erano i miei concittadini da qui “un cugghi e un fa cugghiri”… e poi basta m’abbutto’ scrivere….

    13. Non c’è ombra di dubbio che Palermo è piena di problemi,ma dimenticarla maiiiii!!!.Purtroppo un difetto del palermitano è quello di lamentarsi e di piangersi addosso continuamente.Rimbocchiamoci le maniche e rendiamo questa città più vivibile!!Poi il resto lo deve fare l’amministrazione comunale e lo stato con la creazione di infrastrutture,posti di lavoro,lotta alla criminalità ecc.

      “Palermo non mi piace ,ma proprio per questo l’ho imparata ad amarla” (Paolo Borsellino)

    14. La solita lagna autolesionista e disfattista.

      Io preferisco dimenticare questo blog.

    15. io preferirei “cambiare Palermo” piuttosto che dimenticarla. sono desolato ma la città è completamente allo sbando

    16. Non posso che quotare chi riporta le frasi: lagna autolesionista e disfattista,“intellettuali” che vogliono cancellare la città e di “artisti” che si lamentano mi sono rotto, Lamentarsi è uno sport tutto siciliano,un difetto del palermitano è quello di lamentarsi e di piangersi addosso continuamente.

    17. Va detto, a onor del vero, che più la città si degrada, più ci sarà gente che vi-ci-si sentirà a proprio agio.
      Una città senza regole, sporca, violenta è pur sempre una città appetibile per qualcuno, che anzi in questo tipo di ambiente ci sguazza.
      Del resto milioni di persone vivono a Città del Messico e in tante altre metropoli che noi consideriamo invivibili…
      Il motivo per cui così tanti commenti simili si vanno accumulando è che finalmente, un discreto numero di persone si è accorto della svolta che Palermo ha imboccato.
      Purtroppo, ed è questa la triste notizia, il cambiamento della città non è recuperabile più di tanto. Chi ne ha la possibilità se ne è andato via o se ne andrà. Gran parte degli altri si rassegnerà.
      Ma tutti gli altri invece non solo si pasceranno, ma rimanendo e votando, faranno in modo che non solo non si migliori, ma, se possibile, si vada ancora più a fondo.

    18. Palermo spesso si vuole fare dimenticare, ma più che lei il modo in cui viene trattata da chi ci vive.

    19. Mi piacerebbe aprire questo blog e leggere di persone che scrivono di idee per migliorare Palermo o che se ne sono andati facendo fortuna altrove mostrando l’altra faccia della medaglia o che ancor meglio sono rimasti e hanno contribuito in un modo o in altro a cambiare i soliti luoghi comuni etc…
      I “cari vecchi” post su come palermo è diventata, su come diventerà, portando sempre il discorso sulla questione politica sinceramente mi hanno stufato. La realtà la conosciamo tutti, quindi perchè continuare con questo masochismo indiscriminato?
      Io penso che “il gioco è bello quando dura poco”

    20. A me pare che il post, come tutto il blog, inviti a NON piangersi addosso. Secondo me vuole dire che nonostante Palermo va a rotoli, non c’è nessun motivo valido per lasciarsela alle spalle.

    21. Anni fa non pensavo minimamente di poter lasciare la città. Ne ero proprio legato morbosamente e pensavo che nulla avrebbe mai potuto farmi cambiare idea. Oggi che non sono più residente a Palermo mi chiedo perchè non sia scappato prima.

    22. Si, come quando il blog ci ha proposto la follia di fulvio abbate “detestare palermo”.

    23. @manlio: ti rinnovo l’invito a contattarmi, se vuoi, riservatamente. Saluti.

    24. chi ama non puo’ dimenticare, anzi la lontananza a volte fa aumentare l’amore per la propria terra lontana…io non mi sento palermitano (pur avendoci vissuto gli anni piu’ importanti della vita: adolescenza e i vent’anni)…ma me ne sono andato perche’, a differenza della maggioranza, invece di lamentarmi senza risultato pensavo di impegnarmi per lottare e cambiare, invece di difendere un malinteso orgoglio lo trasformavo in energia per il miglioramento….mi dispiace ma in questo blog continuo a vedere, al 90% i due opposti e ugualmente inutili sentimenti: piagnisteo da una parte e ottuso orgoglio dall’altra ed e’ su entrambe queste piaghe che continuano indisturbatamente a prosperare i ladri, i mafiosi, i corrotti, le facce di stagno, ecc. ecc.

    25. …qualcuno giustamente chiede proposte concrete…eccone una. non è praticabile però senza che la regione siciliana si impegni dal punto di vista della formazione ed economicamente. se per caso questo blog venisse letto da qualche alto dirigente illuminato…soprattuto di formazione culturale di stampo scientifico o tecnologico.

      1) nel futuro l’energia da fonti fossili diverrà sempre più cara.
      2) palermo è, fra le grandi città italiane, quella che gode di maggior insolazione annua.
      3) incentivare (cominciando su piccola scala) la produzione di pannelli fotovoltaici e pannelli solari termici per la produzione di acqua calda
      4) far acquisire dall’estero tutto il know-how necessario o mandare giovani qualificati ad imparare la dove si fanno queste cose
      5) sostenere, da parte della regione, le imprese nella loro prima fase quando hanno le gambe deboli
      6) sostenere e incentivare tutti quei cittadini o condomìni che vogliono installare simili tecnologie
      7) formare dei tecnici capaci di installare e fare manutenzione.

      iniziare tutto questo gradualmente e non progettare imprese ciclopiche.
      potrebbe essere l’inizio di un’industria redditizia e trainante del prossimo futuro. potrebbe farci recuperare in dignità e dimostrare che siamo maturi abbastanza per guidare anche noi la locomotiva.
      “condizio sine qua non”: che ci siano dei dirigenti “illuminati” e che gli altri li lascino lavorare in pace.

      cosa possono fare i cittadini comuni.

      1) comportarsi educatamente e usando il cervello
      2) non essere antisociali e non creare fastidio alla comunità perché la città è di tutti.
      3) inghiottire il rospo di tanto in tanto senza protestare
      4) educare i propri figli al rispetto delle cose comuni e non minacciarli di vane punizioni, ma togliere loro concretamente qualcosa quando sbagliano
      5) educare i ragazzi al rispetto degli adulti e dell’ autorità costituita (non prendetemi per un fascistone…)
      6) buttare l’immondizia civilmente e fare la raccolta differenziata e non fare ragionamenti disfattisti del tipo: “tanto poi fanno un gran mischione a bellolampo”, “tanto poi non rispettano il turno di raccolta”…und so weiter. pensate che per primi siete voi che dovete abituarvi alla differenziata.
      7) disciplina alla guida, disciplina nel parcheggio. niente prepotenza in strada: non sentitevi più fessi degli altri quando rispettate le regole. parcheggiate anche un pò a distanza.
      8) usate l’autobus il più possibile (chi può). le linee tipo 100 sono tutto sommato abbastanza veloci e frequenti. delle altre non so dire.
      9) mettete la carta in tasca se non avete cestini a disposizione.

      ragazzi non ditemi che queste cose non potete farle e sono quasi tutte a costo zero.

    26. … e scusate ho dimenticato
      10) per favore cercare di usare l'”arte della moderazione” nel rapporto con il prossimo… non partire in quarta perché di solito si riesce a farsi più male di quanto non si pensi…

    27. Guardate questo video: è pieno di spunti sulle cose che si potrebbero fare in Sicilia http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-e9c0c5ec-688a-4f53-aefa-97c2b268b4c3.html?20473619

    28. Cogito ergo sum ci sono tanti post di quel tipo…qualche giorno fa per esempio si parlava di un palermitano che lavora a Seoul…

    29. È inutile continuare a dire “combattere”, “cercare di cambiare le cose”, “resistere” e via di seguito. Quando uno cerca di cambiare qualcosa o dimostrare di essere corretto ci si ritrova davanti a muri enormi e ottusi. Val la pena cosa allora? Rimanere e farsi umiliare continuamente dall’interdizione largamente diffusa? L’unica cosa che val la pena oggi è, secondo me, tornare quando le cose saranno veramente cambiate. Ma da dove il cambiamento debba arrivare io non so dirlo adesso. Non ditemi dall’interno, dall’esterno, dalla forza interiore, dall’amore e compagnia bella perché mi offendo. Questa città lede gia quotidianamente il senso della mia logica e razionalità. Manchereste solo voi.

    30. palermo non si dimentica mai. Io mi sono solo momentaneamente spostata, ma tornerò e palermo sarà sempre e comunque la mia città.

    31. Palermo non va dimenicata. Tanti al nord invidiano la nostra città e io più parlo dei nostri problemi più loro ci invidiano (!)

      Palermo la si amerà di più solo dopo dei reali cambiamenti. E qui torno ad invocare la legge marziale, aspettando un nuovo superprefetto.

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