martedì 20 feb
  • Trentenni, è il vostro momento!

    Avrei voluto scrivere io questo articolo a firma di Enrico Sassoon di cui, per esperienze dirette con la generazione in questione, condivido ogni parola: mi auguro che possa essere di stimolo per una discussione con i trentenni palermitani. Il futuro del nostro Paese, se non altro per ragioni anagrafiche, riguarda più questa generazione che la gerontocrazia che attualmente lo governa. Sassoon è un giornalista, cofondatore della Casaleggio & Associati.

    Generazione di speranze

    La crisi che stiamo attraversando è qualcosa di più di una crisi finanziaria.
    È una perdita di significati, valori, direzione.

    Certo, per la crisi finanziaria hanno responsabilità molti banchieri, finanzieri, immobiliaristi e trader di varia foggia talvolta delinquenti, quasi sempre avidi, sempre alquanto cinici. E altre responsabilità le hanno avute agenzie di rating, enti regolatori, banche centrali e persino governi che, come si è visto di recente, hanno raccontato un sacco di bugie sulle reali condizioni del loro paese.

    Il punto è che ad avere perso la bussola sono stati in tanti, o forse ormai bisognerebbe dire “siamo stati in troppi”. Da molti anni assistiamo a una deriva generalizzata in politica, negli affari, nella finanza, persino nella gestione della religione.

    C’è chi ha detto che questo è il capitalismo, di che stupirsi? Ma in realtà lo stesso capitalismo è stato tradito. Adam Smith predicava a fine Seicento che chi fa il proprio interesse fa anche quello della collettività. Ma non ha mai detto che si possa fare il proprio interesse nonostante la collettività o, ancora peggio, a danno della collettività.

    In America gli scandali sono stati enormi in questi anni, e l’Italia non è da meno. La mentalità reaganiana dell’arricchimento individuale è sfociata nei casi Enron, Lehmann, Madoff.

    In Italia la mentalità berlusconiana dell’arricchimento individuale si sta tramutando nello sfacelo istituzionale, ma soprattutto morale. La ditta Arraffa&Divora è l’unica che oggi va a gonfie vele, tutti gli altri stanno peggio.

    Come uscirne? Non si vedono all’orizzonte protagonisti di establishment. Ma si vede in divenire una forza crescente formata dai giovani delle nuove generazioni. Non scendono in piazza, non gridano, spesso non protestano neppure per le loro precarie dimensioni. Ma si scambiano idee, si confrontano. E pensano. Sono quelli che qualcuno chiama i “radical millenials”, i venti-trentenni che hanno creato la dimensione planetaria dei network sociali e dei social media, che hanno fortemente contribuito all’elezione di un outsider come Obama, che possono decidere delle sorti di un’azienda o di un prodotto a dispetto di campagne pubblicitarie milionarie.

    I giovani guardano allo sfacelo dei valori e, anche se oggi non riescono facilmente a proporre soluzioni alternative, erodono da dentro il potere dei dinosauri politici, economici e finanziari. Stanno modificando i parametri di consumo, di acquisto, di utilizzo, di riciclo, di riuso.

    Hanno visto passare l’11 settembre, il terrorismo, i grandi inquinamenti planetari, le minacce del cambiamento climatico, la crisi dei subprime, i preti pedofili e la recessione globale.

    Sono centinaia di milioni e aspettano che arrivi il loro turno per scaraventare fuori i cinici detentori del potere. Quando questo turno arriverà, aspettiamoci una rivoluzione.

    Palermo
  • 6 commenti a “Trentenni, è il vostro momento!”

    1. Sempre che non aspettino soltanto di potersi sostituire ai vecchi… per fare esattamente le stesse cose.
      Non credo nelle rivoluzioni silenziose, nei sommovimenti graduali, nei cataclismi impercettibili.
      Oggi ci troviamo a dover difendere una costituzione che fu pensata e varata DOPO una serie di eventi di portata mondiale e attentamente progettata per evitare il ripetersi degli errori del passato. Solo grazie a quello che ne rimane siamo ancora un paese formalmente democratico e unito… ma chissà per quanto ancora.
      I giovani d’oggi, è vero, si confrontano sui forum, si organizzano su facebook. Il popolo Viola, i movimenti a 5 stelle di grillo, e tutta la massa (purtroppo non critica) degli insoddisfatti che continuano a pensare di poter cambiare le cose rispettando costituzione e leggi – mentre i loro avversari se ne infischiano dell’una e delle altre – continueranno ad avere ahimè vita dura.

    2. Et voilà l’ennesima previsione sul futuro radioso con rivoluzione all’acqua di rose.
      I responsabili per il passato sono stati i cattivi, ma ora aspettatevi l’arrivo dei buoni e cambierà tutto.
      Ma si può essere più banali di così ?

    3. le consiglio vivamente una visita alla taverna scianna http://maps.google.it/maps?f=q&source=s_q&hl=it&geocode=&q=enoteca+scianna&sll=41.442726,12.392578&sspn=22.694839,39.506836&ie=UTF8&hq=enoteca+scianna&hnear=&ll=38.131552,13.337746&spn=0.005823,0.009645&z=17&iwloc=A (scusa tooni non sono stato a santa monica)

      i trentenni palermitani hanno i caxxi roxxi cornuxxxi delle maxxxxxxi

      abbassare i toni e vivere palermo sarebbe una buona cosa da fare

      ma ormai i palermitani sono diventati
      o milanesi

      o fuorisede vedi siino

      spuipati un granchiu pi mia Seen-o pleease

    4. l’autore del post e magari e vota belluscone

    5. La verità:in noi trentenni è morta la speranza di vedere oltre,
      ci siamo arresi all’idea di vedere dei cambiamenti reali, tutto rimane fermo e l’unico modo per chi crede alla meritocrazia nel lavoro è di fuggire da questa città che sta vivendo un momento drammatico sotto ogni aspetto!La crisi finirà in Italia, anche l’era del ladrone mangione.. prima o poi, ma Palermo accuserà un grave colpo, la perdita di tanti giovani che hanno preferito emigrare pur di non restare a guardare.
      Sono deluso perchè quasi tutti i miei amici sono andati via, dieci per l’esattezza e presto con me saremmo in undici…sfido chiunque ad essere ottimista.

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