martedì 12 dic
  • Quando sposi? (parte seconda)

    L’ABITO: hanno un bel lamentarsi i maschietti che noi andiamo scollacciate alle cerimonie, mentre loro devono infagottarsi con giacca e cravatta (alcuni al limite aggiungono il gilet che dà quel tocco di finezza in più), ma che ne sanno della fatica di dovere scegliere l’abito da sposa? Delle aspettative degli altri sul tuo abito. Gli abiti maschili sono tutti uguali! Certo al mio matrimonio ho potuto apprezzare delle simpatiche varianti in raso dal colore cangiante dal nero al viola, o dal grigio al salmone, ma il modello bene o male sempre quello è. Tant’è che mio papà ci provò a dire che avrebbe indossato quello del matrimonio di non so chi, ma ci fu un repentino cambio di idea al sibilo di mia madre (seguito al fulmine scagliato con lo sguardo) di «si sposa tua figlia» (sottinteso ringrazia il Signore che non c’era messo, statti muto e comprati l’ennesimo vestito uguale).
    Bene l’abito dicevamo. E che ne sapevo io? Era la prima volta che mi sposavo. Quindi bel bella prendo appuntamento in un noto atelier della città. Attesa: un’ora. Manco dallo specialista. Coppie di mamme e figlie presenti (che guardano i cataloghi un po’ ammucciate a coprire l’immagine con la mano, come alle elementari quando non vuoi fare copiare la compagna di banco) una decina. L’incontro si svolge pressapoco così: la commessa mi mostra una ventina di abiti tutti uguali (!) con varianti di pizzo, perle, paillettes, ricami, roselline e strass. Mi sento già tipo Rossella O’Hara in Via col vento (o come mia zia Nina al matrimonio di suo figlio al limite). Vedo la carta mala pigliata quando mia madre, mia suocera, le mie cognate e le mie amiche mi dicono DEVI GIRARE per trovare l’abito giusto. Devo girare? In che senso devo girare? Devo vedere tutti i vestiti di tutti gli atelier della città e poi decidere? Botta di coraggio. Lo vedo in un film e me lo faccio fare. Uguale. Così non giro. Venti prove dopo l’abito era preciso a quello che volevo. Niente perle, niente roselline. Qualcuno avrà detto “troppo” semplice. In compenso sono diventata migliore amica del sarto. Un genio assoluto. Visto che ha confezionato pure l’abito della mamma che così non ha girato e io nemmeno.

    LE BOMBONIERE: aspe’ devo girare immagino pure per le bomboniere. Che manco mi piacciono. Al solo sentire la parola si materializza la vetrina di mia zia Grazia, pace all’anima sua che se le conservava tutte: cigni di cristallo, cucchiaini d’argento, portafoto minuscoli ossidati, velieri impruvulazzati, vasetti fumé, damine, puttini. Fortuna che essendo grandicelli, mio marito ed io abbiamo optato per bomboniere fai da te pure queste semplici. E non abbiamo girato.

    LA CERIMONIA: posto che la scelta di quella religiosa è un fatto assolutamente personale, ho scoperto che a Palermo ci sono preti di tendenza. Sissignori. Conosco decine di coppie sposate dagli stessi preti che sono un po’ intellettuali, un po’ cool, come Palermo insomma. E lo devi avere se vuoi un matrimonio cool. Ora siccome alla cerimonia sapevo che sarebbero stati presenti non solo dottori in teologia e filosofia ma pure casalinghe e operai abbiamo preferito un frate molto poco ortodosso ma molto molto vero. Anche troppo secondo alcuni. Non posso certo raccontare tutto, ma la battuta d’esordio fu: «Siete stanchi, aviti ‘i scarpi nuovi per il matrimonio, perciò seduti».

    TRUCCO E PARRUCCO: pure qua la tendenza in città è acconciatura millestrati con fiorellini, roselline, perline e strass incastonati nei capelli e soprattutto costo pari a un motorino di seconda mano e stucco inchiappato nella faccia che resti truccata fino al primo mese di matrimonio. Anche perchè ti pare peccato levartelo visto il costo stavolta pari a un fine settimana a Malta. Niente affatto cool ho voluto i capelli sciolti e il trucco che uso sempre.
    Magari parevo una picciridda alla prima comunione, ma che ne so che mio marito vedendomi con l’impalcatura montata in testa e i connotati stravolti dal trucco non se ne pente e mi attimpa là?

    IL RICEVIMENTO: a parte che l’antipasto era pane e panelle, meusa e sfincione non mi ricordo altro, non ho mangiato niente e non ne so parlare. Dice che è sempre così. Dice pure che c’è chi ha ballato e che c’era una festa. Niente, non mi ricordo niente. Sarà stato semplice pure il banchetto perché anche in questo caso non abbiamo scelto il catering più cool del momento a Palermo, quello di quello famoso che va in televisione. E dire che abbiamo girato poco.

    DOMANDE E RACCOMANDAZIONI: se avete avuto la pazienza di leggere fin qui significa che vi interessa l’argomento per cui dall’alto del mio mesetto di vita matrimoniale vi avviso, nel caso in cui voleste convolare a giuste (si spera) nozze, che insieme agli auguri vi attendono tanti simpatici consigli dispensati generosamete dai più disparati avventori.

    • Il vicino di casa: «Congratulazioni, così magari si è trovata la compagnia» (veramente se era solo per questo, mi compravo un cane).
    • Gli sfigati: scusatemi ma secondo me quelli che ti apostrofano con un leggero sorriso di sfottimento dicendoti cose del tipo «ma sei sicuro?» O «condoglianze» oppure «spòsati, spòsati, tutti lo devono sapere che significa», sono quelli che nonostante abbiano fatto il matrimonio cool (sono sicura) se ne sono pentiti e ci sentono piacere ad attassare gli altri. No comment.
    • La collega zitella: «Auguuuuuuuuri, ma che piacere mi fa! Io lo so che significa stare da soli, quindi ti auguro tutto il bene del mondo» (confesso che qualche scongiuro l’ho fatto), salvo poi aggiungere «certo ora devi badare a tuo marito». Aspe’, in che senso? Veramente mio marito si bada benissimo da solo.
    • I formali: ma la domanda delle domande, il vero tormentone è stato quando sposi? Le prime volte mi sono girata a vedere se c’era qualche sacerdote. Ora, da professore’, so che il verbo sposare può essere usato sia transitivamente (cioè col complemento oggetto: «Marco ha sposato Luisa»), oppure intransitivamente (e allora bisogna usare la forma sposarsi: «Quando vi sposate»? Se no mi scanto che mi scambiano per il parrino…) e in ogni caso questa domanda ha un non so che di formale e ingessato.

    E allora? Voi quando sposate? Non è male. Tutti lo devono sapere che significa.

    Palermo, Sicilia
  • 41 commenti a “Quando sposi? (parte seconda)”

    1. Buongiorno Maria. Ritengo che la semplicità sia il vero ” cool ” se si dovesse ascoltare tutti si finisce al matrimonio o scusa manicomio.
      Al RICEVIMENTO: anchio non ho mangiato e questo mi ha sconvolto visto che sono una buona forchetta.
      Mi son sposato a 24 anni e alcuni hanno avuto il coraggio di dirmi era ora…….ma !
      Le zie di mia moglie vennero a cunzare il letto con la parure piu lussuosa che intravidi prima di prendere l’aereo dopo un’ ora del ricevimento adesso non so se era stata una allucinazione.
      AUGURI MARIA.

    2. Non credo ai miei occhi. La seconda parte?
      Illeggibile.
      Ha superato il grande fratello, in peggio!
      “veramente se era solo per questo, mi compravo un cane”.
      Triste (eufemismo): la cosa peggiore che ho letto su Rosalio; un cane è amore, non è un popcorn da consumare per disperazione, e quasi sempre è un compagno migliore di un essere umano.
      Quand’era nubile scriveva meglio: era ironia facile, è vero, ma era meglio…

    3. Bravissima come sempre, sia da single che da sposata.

    4. Ma non te l’hanno fatta ancora la successiva, simpaticissima domanda: “Ih! Ancora nenti novità???”.
      Preparati, arriverà anche quella. E’ una successione obbligata!

    5. Mi sono perso le puntate precedenti! Non sapevo ti fossi sposata. E allora auguri!!! Sempre simpaticissima.

    6. Quando sposo? E’ la domanda che mi viene posta ogni giorno, dalle più svariate persone…non se ne può più! A 34 anni sono una specie di caso patologico senza quasi più speranze…ahimè…
      A questo punto sto meditando seriamente di farlo in gran segreto e di comunicarlo a cose fatte! 🙂
      Auguri a te, Maria, e sempre complimenti per i tuoi divertentissimi pezzi!

    7. La domanda “E tu, quando ti sposi?” Non la sopporto! Ma perchè non vi fate i cavoli vostri??!!
      Ho 33 anni, sono fidanzata da 8 anni e so anche i fatti miei!!!!!
      Maria, tu sei sempre mitica!!!!

    8. Maria preparati per la domanda delle domande… ” E un figlio quando?!?! ” con sorrisino idiota annesso 😀

      Io invece la domanda sul matrimonio me la sorbisco da 7 anni… ma che ve fregaaaaaaaaa, cavolo! Mi sposo quando mi pare!

    9. Molto simpatica la descrizione, e senza attasso ti auguro tanta felicità. Per quanto mi riguarda sono altamente contrario all’istituzione, per una serie di motivi che non è corretto dire a una giovane sposa. Non è nè il tempo nè il luogo.
      Infiniti auguri!

    10. Spero di non essere frainteso, ma sono d’accordo con De Curtis.
      Quand’ero adolescente nel mio quartiere palermitano della piana dei Colli c’era un vecchio comunista che detestava i galoppini tutti chiesa e dc, e quando li vedeva in piazza fieri – come solo i cretini panzuti sanno essere fieri di riempirsi lo stomaco – gridava loro, e gridava forte perché alla sua età riteneva di non avere “niente da perdere”: “ammatula v’annacati sempri lecchini e miserabbili siti”.
      Parafrasando: “ammatula n’annacamu, intellighenzia e urban blog, sempri provinciali siamu”.
      Il “pregio” di questo post è che fa venire fuori una grande dose di provincialismo latente camuffato da “modernità ibrida”. Un post del genere non si potrebbe leggere in Francia né in Svezia né in Danimarca… etc.
      Anch’io penso che i post di Cubito perdono in qualità da quando vuole raccontare a tutti – forse per “eccesso” di contentezza canalizzata male? – i suoi fatti intimi.

    11. Ciao Maria…e la musica? O meglio come sono stati intrattenuti gli ospiti durante il ricevimento? Ho bisogno di un consiglio, visto che oltre che brava scrittrice sei anche conduttrice radiofonica. Io penso di fare un cd di sottofondo che non disturbi troppo gli invitati mentre cenano, ma poi? Puoi darmi qualche consiglio? Ai matrimoni si vedono sempre le solite cose. Grazieee…a presto

    12. Amo questa donna.

    13. Mi scuso ma devo fare una correzione; non si sa mai, se gli eredi del vecchio comunista leggono…
      Per l’esattezza diceva: “ammatula v’annacati sempri lecchini, manciafranchi e miserabbili siti”.

    14. 😀 😀 troppo forte Maria …si sposa tua figlia» (sottinteso ringrazia il Signore che non c’era messo, :D:D la cerimonia è stata piacevole il “parrino” ( che io già conoscevo ) sembrava il Mario Cubito della curia !!:D : perfetto ! 🙂 complimenti per il vestito, elegante ma semplice cosi come l’acconciatura ,cosi come sei tu . In bocca al lupo Maria .

    15. @Daniela
      La musica!!! Recentemente ho sentito ancora la musica di Madre Natura di Ciao Darwin durante le parata dei camerieri che portavano la torta nuziale in trionfo, con annessi stecchi di scintille per scenografia: very eighty! O very antico?

    16. …e che dire del complessino che ti tortura con: “un applauso agli sposiiii”. Miih, cchi camurria…

    17. …ma io voglio sapere quale fu il film dell’abito, giò….

    18. Grazie a tutti, anche a chi non gradisce post di questo genere. Ci lavorerò su.
      @Daniela:la musica. In chiesa coro a cappella (ma con canzoni”moderne” a parte nei momenti sacri), al ricevimento abbiamo fatto fare(bontà del mio tecnico di regia) dei cd in mp3. Dopo (essi)hanno ballato. Io non ne ho capito niente. Ma ovviamente lavorando a radio time era facile e scontato…
      @Monachella: il film è Marley&me 😉
      @Hoshi: già me la fanno…pure prima del matrimonio.

    19. Signora Cubitooo!! Ho visto le foto su fb..che dire?eri bellissima ;D sempre complimenti per i tuoi fantastici post!
      Domande sul matrimonio non te ne faccio..ma..a quando il secondo libro?? 😉 un bacio

    20. @gigi “Un post del genere non si potrebbe leggere in Francia né in Svezia né in Danimarca… etc” E lo credo. E’ Palermo, Sicilia, Italia. E’ commedia all’italiana. Ed infatti il matrimonio, come festa, è uno dei luoghi di questo genere, peraltro uno dei momenti più felici del cinema italiano. A queste feste si danno appuntamento, come ad un convegno, tutti gli elementi esteriori della società: apparenze, convenzioni, luoghi comuni, talvolta pure bei vestiti. E si canta in coro la lode delle proprie convenzioni, delle proprie apparenze, del proprio benessere ( o “bensembrare” ), anche quando si fa finta di fare il contrario. In questo “film” ( primo e secondo tempo ) , mancano due elementi importanti, secondo me. Il ballo, solo accennato. E la solitudine. Perchè i registi della commedia all’italiana ( almeno i migliori ) nella generale allegria di queste feste sapevano tirar fuori un personaggio o più personaggi che di fronte a tutta questa allegria, appunto, prendevano coscienza della propria solitudine. Son venuti in soccorso alcuni commenti. Uno è questo.

    21. l’ho visto l’abito (del film)… molto bello, complimenti
      http://www.vivacinema.it/foto/foto-matrimonio-set-marley-me/2/

    22. auguri, auguri e ancora auguri!!!

    23. Grazie mille, Maria!!!

    24. Troppo fotre Maria………rispecchia la realtà!!! se fai un libro faccelo sapere!!!!!!!

    25. Ritengo che per il proprio matrimonio ciascuno debba sentirsi libero anche di montare i ponteggi davanti al proprio viso per un restauro e un trucco e parrucco che costino quanto un fine settimana all’estero (e tutto il resto, bomboniere comprese) e non per questo essere criticato da chi la pensa diversamente!
      Il mondo è bello perché è vario e fin quando non creo nocumento agli altri posso fare ciò che voglio, soprattutto nel giorno del matrimonio.
      Pessimo poi l’indicare come “poco ortodosso” il frate che ha benedetto le nozze: speriamo sia solo una battuta!

    26. La bravura di Maria, e non solo in questo pezzo, è raccontare e descrivere in maniera magistrale banalità e cose normali che fanno parte integrante del vivere quotidiano palermitano. Siamo noi, le nostre abitudini, il nostro modo di essere. che può apparire provinciale per chi usa parametri in uso a New York, Berlino o Londra, ma non apparire tale per chi vive a Latina,a Matera, a Palmanova o a San Miniato basso. Certo, descrizione assolutamente personale ed arbitraria ma dove ci siamo riconosciuti almeno un buon 60 % di noi.
      Un 30% si riconoscerà magari, perchè no, in chi va in lamè dorato alle dieci e trenta del mattino ad un matrimonio con lo sposo completamente in bianco con tanto di tuba, bianca , of course, in testa.
      Il restante 10% partecipa e parteciperà solo a matrimoni esclusivi con trattamenti, ops, ricevimenti organizzati con brigate da cucina provenienti da Roma o Milano, in ville patrizie aperte solo per occasioni eccezionali e cerimonie in chiesa celebrate almeno da un cardinale e con messaggio audiovideo originale del Papa,nientedimeno.
      Concordo che ciascuno il proprio matrimonio lo gestisce e cura come meglio gli aggrada, conoscendo i mezzi economici a disposizione e il target degli invitati. Location ed il resto sono consequenziali.
      Io e mia moglie andammo via dalla sala in Fiat 500 “L” e con la stessa facemmo il viaggio di nozze.
      Ritornammo , dopo una ventina di giorni, in casa in affitto di 32 mq. , che chiamavamo la casa di Barbie. No, tranquilli, mi fermo quì.
      Ribadisco solo un plauso convinto a Maria, al suo stile immediato, schietto, non filtrato, magari con un pizzico di retrogusto deja vu, ma nella botte questo vino c’è.
      E molti di noi siamo in quella botte….

    27. sposato? ho già dato. solo convivenza.

    28. Giuanni non ha scritto che c’è pure chi si accontenta, pur essendo sfacciatamente privilegiato, di cose molto più intime, autentiche, semplici, e non va in giro a raccontarle in pubblico.
      Il problema è capire dov’è la linea sottile invisibile per alcuni, visibilissima per altri, che separa il gossip del grande fratello, l’euforia che devo raccontarli a tutti i fatti miei, dalla cultura popolare.
      Caro Manuelo… no, te lo dico un’altra volta… anzi, l’ho già detto… per esempio, le ciliegie tutto l’anno, le fragole tutto l’anno, era un’emozione intima, ma un ricordo che pero’ riguardava tutti, come la cultura popolare…
      … invece il corredo, la madre c’accatta pi suvicchiaria il corredo, il “parrucco e trucco” – “magari parevo una picciridda alla prima comunione” – … è solo gossip e raccontare la propria euforia di ex nubile incallita, raccontare gli intimi fatti propri a cuegghié…

    29. Gigi, dimenticavo. Maria Cubito, nel suo ultimo commento, ha citato un bel film, ” Marley&me ” ( del vestito da sposa però non ricordo ). Uno di quei film che i critici annoiati ( perchè sempre in cerca di capolavori )snobbano . E’ un film commovente e divertente al tempo stesso e questo è importante, smuoverci. Alla faccia di chi prende in giro certe pellicole poco impegnate o semplici. Non li sopporto, come non sopporto chi prende in giro i corredi che le mamme hanno conservato con tanta cura, quella biancheria che poi porterà sempre il loro profumo. Ecco, i film peggiori della commedia italiana, di cui dicevo, sono proprio quelli in cui si prendono in giro i soprammobili di cattivo gusto, per esempio. Oppure quelle famiglie che hanno ancora il cellophane sulle sedie, per non guastarle. Io sto sempre dalla parte di queste. Ps Insomma, se non l’hai visto, recuperalo questo film, poi capirai il motivo….

    30. Non capisco perché bisogna sposarsi? Che senso ha?
      Vorrei soltanto conoscere le ragioni, nulla più…

    31. Manuelo, non ti sembra di fare un po’ di confusione? Parli di prese in giro! In questo Paese esiste la libertà di pensiero? Esiste la facoltà di potere scegliere i propri gusti e costumi? Pertanto l’ho scritto con chiarezza dettagliata per quali motivi non mi piace l’esibizione pubblica dei propri fatti intimi, in stile reality show.
      Comunque, vedrò il film che suggerisci.
      Ciao

    32. maria tanti auguri…mi diverti sempre moltissimo!!!

    33. mi pare tutta la storia del mio matrimonio.
      A parte la domanda sul nascituro, (che già ti cominciano a guardare strana quando torni dal viaggio di nozze) se passerà troppo tempo cominceranno a pensare “mischini forse u nni ponnu aviri” , se invece arriva il primo dopo un po’ di tempo ci sarà la domanda “e la compagnia quando? l’a lassari sulu?.. tutto normale è .. 😀

    34. …già, vero: il nascituro!
      Perché, al massimo dopo 6 mesi dal matrimonio, tutti inizieranno a chiedere.
      Ma la cosa bella è che, se il picciriddo arriva, non arriverà a compiere un anno che già tutti diranno “e ora la compagnia quando gliela facciamo?”
      E li ci andrebbe precisa la risposta “…e una ‘nguantiera di ca..i vostri quando, invece?”

    35. Ciao, Maria. Non so quando ha avuto luogo il liete evento, ma leggo soltanto adesso, per cui…. soltanto adesso posso farti gli Augurissimi (con la ‘A’ maiuscola come l’occasione richiede). Vedi, sei guarita dalla tua “singletudine” che, secondo me, è come l’influenza: uno prima o poi guarisce, se la cura bene, altrimenti, con gli anni, diventa cronica :):):) Mi piace il tuo modo di scrivere “leggendo” gli altri ed il mondo che ti circonda. Nel mio piccolo, mi diverte farlo quando scrivo “le meil” (per usare il tuo angloitaliano) o “La lettera di Natale”, da compilarsi la settimana prima di Natale e da leggere al pranzo in pompa magna (infatti si “magna” un casino!) cui partecipa tutta la famiglia, dalla nonna al pronipote (circa 28 persone). Benvenuta nel CdC (Club dei Coniugati); ti hanno assegnato il numero di Matricola? Te lo do io: 27000. “Come hai fatto?”, ti chiederai. Semplice “Maria”–> 5 lettere, “Cubito”–> 6 lettere, quindi 5*5*5*6*6*6 (ossia “al Cub(it)o”Dirai tu. Happy Marriage!!!

    36. Maria, intanto auguri di cuore.
      Il tuo pezzo sul matrimonio è semplicemente splendido, secondo me dovresti approfondire l’argomento.

      Anch’io ho il corredo, quando mi sono trasferita a Milano mia madre mi ha detto: “senti portatelo, tanto…”

      Quel “tanto” non mi è andato ancora giù. Ma mi sa che ci aveva visto giusto visto che di sposarsi qui non se ne parla.
      Il mio fidanzato, dall’alto del suo romanticismo mi dice: “Ma ormai è come se fossimo sposati” e mio padre, quest’estate al matrimonio di mio fratello quando il mio fidanzato gli ha detto: “adesso bisogna sposare la figlia femmina” gli ha risposto, strascicando ben bene le vocali: “Oramaaaaai”.

    37. Olà, Maria!
      Ho visto le foto del viaggio di nozze su FB, per cui, essendoti “caraibizzata” tutta, il saluto ci sta, mi pare.
      Ma, riprendendo il discorso del “nascituro” di al.bert (post del 15 u.s.), su FB, dicevo, ci hai una foto, seduta su uno sgabello al bar davanti ad un vassoio di patatine fritte in cui … “Panza sospetta c’è !!!”
      Temo che “inquacchio ci fu !!! ” in quel di Santo Domingo (o dov’eri, non so).
      🙂

    38. Auguri Maria.
      Il matrimonio la più bella avventura della vita.
      E se ti troverai ad avere meno energie per scrivere, ti capiremo…sarà per una giusta causa: la tua famiglia.

    39. come al solito,riesci a farmi sorridere 😉 grazie mari x aver condiviso cn noi ” il riassunto” del tuo gg piu’ bello!!! tantissimi auguri <3

    40. Cubito sei tascia, anzi più tascia dei palermitani di cui sparli. Tascionaaaaaaaa, fai ridere

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