mercoledì 22 nov
  • Note dal Mali: il lavoro di una ong in Africa

    Mi trovo in Mali, uno stato dell’Africa occidentale. Sono qui per fare uno studio sulla malnutrizione e l’accesso al credito all’interno di un macro progetto di una ong, Re.Te di Torino, finanziato nel 2010 dall’Unione Europea e dalla Regione Piemonte. Re.Te Ong è presente in Mali da circa dieci anni. Il progetto su cui lavoro si occupa dell’accesso alla terra, della sicurezza alimentare e della diversità agricola per le popolazioni dei Paesi Dogon nella Falesia nella parte occidentale del Mali: il progetto mira a stimolare l’aumento dell’offerta quantitativa e qualitativa di beni alimentari sul mercato locale, permettendo ai produttori di aumentare il proprio reddito ed avere accesso ad una dieta più varia.
    La regione Dogon è una zona altamente ricca dal punto di vista turistico in quanto sono tantissimi i richiami storico-sociali della cultura Dogon, famosa per le conoscenze in campo astronomico. Accanto a questa opportunità però vi è un gravissimo problema relativo alla povertà delle popolazioni. La discesa del Sahara, l’erosione veloce delle pochissime terre rimaste e la volatilità dei prezzi delle materie prime sono alla base delle problematiche delle popolazioni Dogon. Negli anni le terre sono state fortemente stressate dalle coltivazioni, in primis dello scalogno, ortaggio autoctono e più coltivato nell’area Dogon. Erosione e monocultura agricola hanno costituito un cocktail deleterio per l’Africa in generale e per le zone rurali, come i Paesi Dogon, in particolare.
    In che modo Re.Te Ong è intervenuta nel contesto maliano? Sono state messe in atto una serie di attività per il perseguimento della sicurezza alimentare delle popolazioni locali. Attraverso l’appoggio tecnico e formativo, Re.Te Ong e P.D.Co, Ong maliana, le popolazioni Dogon hanno implementato una serie di attività. A partire dalla formazione e dalla sensibilizzazione, compiuta soprattutto dal personale locale, si è intervenuti sull’importanza di una diversificazione agricola ed alimentare. Questa è una parte fondamentale dell’intero progetto, e di tutti i progetti nel paesi in via di sviluppo. È infatti sulle azioni di sensibilizzazione e formazione che si fonda la sostenibilità di un progetto, cioè sul fatto che, una volta finito un progetto, questo possa produrre gli effetti sperati dagli obiettivi principali. Accanto a queste importanti attività non tangibili, sono state messe in atto attività fisiche come la costruzione di magazzini di stoccaggio o siti di trasformazione, con cui si è rafforzata l’intera filiera agricola dello scalogno (dalla coltivazione alla commercializzazione), prima fonte di guadagno per le famiglie dei Paesi Dogon.
    Come sono finito a lavorare con Re.Te Ong, di cosa mi occupo, perché ho scelto il Mali e, soprattutto, come si vive a Bandiagara, capoluogo delle regione Dogon ve lo racconto la prossima volta, internet permettendo!

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