venerdì 22 set
  • Caro candidato sindaco…

    Sono uno dei tanti giovani, laureati, pendolari dello studio e/o del lavoro di questa città.

    Le elezioni si avvicinano ed ho deciso di scriverti.

    Non ho la pretesa con questa lettera di rappresentare la mia categoria, affido le mie parole ad un blog in modo che i miei concittadini possano condividerle o meno.

    La prima cosa che volevo dirti, caro candidato, è che se vuoi il mio voto, non mi devi parlare di lavoro.

    Compito del sindaco, e di tutti gli amministratori pubblici in generale, non è creare posti di lavoro, ma amministrare la cosa pubblica nel migliore dei modi (il che include, ovviamente, il rispondere celermente alle istanze delle imprese su autorizzazioni / concessioni e procedure burocratiche).

    Spiegami piuttosto, caro candidato, come intendi risolvere il problema delle società ex. municipalizzate, come intendi evitare che fondi originariamente destinati alla costruzione e manutenzione di infrastrutture, che creerebbero ricchezza per la città, vengano utilizzati per la spesa corrente (ovvero per pagare stipendi), senza essere linciato dalla rabbia dell’emergenza sociale che ne deriverebbe.

    Lo so caro candidato, non l’hai creata tu questa situazione; a me non interessa di chi è la colpa, ma vedere un piano per risolvere il problema.

    A proposito di infrastrutture, caro candidato, sarebbe bello avere notizie di un paio di quelle di cui non si parla, ma che sono fondamentali per la città.

    Ho da tempo deciso di vivere a Palermo e non a Venezia: vorrei sapere in che stato è la nostra rete fognaria, se ci sono o sono previsti lavori; sono stanco di bagnarmi i piedi ogni volta che piove.

    Anche dell’anello ferroviario non ho più aggiornamenti da molto: come farai a sbloccare i lavori del primo lotto, dove troverai i fondi per appaltare il secondo?

    Ci sono poi, caro candidato, una raffica di domande la cui risposta forse è stata inghiottita da un buco nero e potresti non essere in grado di sapere neanche tu:

    Quante ere geologiche aspetteremo per l’approvazione del piano del traffico (che nome orrendo, chiamarlo così e non “piano per la mobilità sostenibile” è come chiamare un piano per la sanità “piano per la malattia”)?

    E per la pedonalizzazione del centro storico?

    Come e dove vengono trattati i rifiuti differenziati e depositati nelle apposite campane?

    Esiste un piano per l’erogazione di servizi via web (magari che preveda l’utilizzo di software libero e standard aperti) o dovremo continuare ad usare il portale dei “MAIA”, col rischio che smetta di funzionare l’anno prossimo?

    Come vedi, caro candidato, gli interrogativi sono tanti, ma ho già usato troppo spazio, perfino per una pagina su internet.

    Ti lascio con una preghiera.

    Spero caro candidato, d’ora in avanti di vederti più partecipe alle discussioni online; sono sicuro non userai internet solo per diffondere comunicati stampa o aprire blog dove postare senza leggere / rispondere ai commenti; perché un candidato che non risponde oggi ai cittadini, non mi fa immaginare nulla di buono per quando sarà eletto.

    Il tempo delle tv e della comunicazione unidirezionale è finito quando si è determinato il risultato di un referendum anche con una campagna sul web.

    Per ora ti saluto, caro candidato, augurandoti buona campagna.

    Il tuo potenziale futuro elettore.

    Ospiti
  • 16 commenti a “Caro candidato sindaco…”

    1. complimenti x le domande opportune e importanti x la qualità della vita in una città. Credi che arriveranno le risposte?

      Se il 51% dei palermitani avesse la consapevolezza dell’importanza delle domande e argomenti che hai posto, sarebbe un enorme passo avanti per un reale miglioramemto, potremmo dire di essere nella buona strada.

    2. Non mi trovi affatto d’accordo su questa “sindrome da ex municipalizzate”.Basta per cortesia.LA buona gestione e i soldi arrivano molto semplicemente da una BUONA GESTIONE.Certamente non lasciando le cose come stanno.A Milano uno dei primi atti del Pisapia e’ stato decapitare l’azienda trasporti ,eliminando cosi’ la cappa di incarichi politicizzati e occupati da incapaci trombati.Poi , su come fare per risanare i conti di un’azienda ,tanti al mondo lo sanno fare ,basta essere onesti .Ci sono esempi di grandi ristrutturazioni del aziendali e di uomini adatti a farlo.Il nuovo sindaco ,invece,come dici ,deve sapere amministrare,senza usare i fondi FAS per pagare gli stipendi,cosa per cui i fondi fas NON SONO FATTI.Tutte le opere vanno sbloccate seguendo l’iter passo passo e non giocando a a tennis al TC 2 .

    3. Bravo! Bisognerebbe non prendere neanche in considerazione le candidature che dovessero eludere tali argomenti.

    4. @folklorista
      non si tratta di sindrome da ex municipalizzate.
      La “buona gestione” di un azienda ex municipalizzata comporta il non avere centinaia di milioni di debito nei confronti di creditori e contemporaneamente comporta l’erogazione di servizi efficienti per la collettività (trasporti, rifiuti, acqua, illumin.pubblica, asili,…) e quindi contribuisce alla costruzione di un buon tenore di vita per tutti i cittadini.
      Oggi prendere visione dei bilanci finanziari delle ex municipalizzate e verificare che nel management non è cambiata la cultura gestionale a livello dei processi adottati quotidianamente porta solo alla consapevolezza che le ex municipalizzate non sono una sindrome, sono un enorme problema che non accenna a diminuire di entità.
      Dal 2013 i comuni saranno obbligati dalla legge italiana a costruire i loro bilanci unitariamente con quelli delle ex municipalizzate, diversamente da quanto avviene oggi, che hanno bilanci separati.
      Sai cosa significa questo considerati gli attuali conti economici delle ex municipalizzate ?
      Dai dimmelo tu cosa significa, utilizza il corretto termine per far comprendere chiaramente a tutti l’idea di cosa aspetta la locale amministrazione pubblica ?

    5. Carissimo Marco come giovane non avvezzo alla politica conosci molto bene la macchina burocratica, i termini ed le modalità di intervento, io nemmeno conoscevo le cose che dici. Complimenti vivissimi, se non credessi alla tue parole ed alla Tua persona, la tua lettera sembrerebbe uno spot elettorale per l’attuale unico candidato Faraone. Per caso appartieni alle 2forchette rosse, di cui a parte l’exploit non si sà più nulla o di quelli dello strappo? a chi cerca di tirare la volata questa tua lettera ????
      con simpatia ma dubbioso…Tuo

    6. @disilluso,
      conosco Marco e posso assicurarti che non appartienere all’entourage di Faraone. Piuttosto, perchè non cerchi anche tu di “stanare” i candidati Faraone e Ferrandelli, più volte invocati dagli utenti di Rosalio?

    7. Il “MoVimento 5 Stelle Palermo” sta discutendo di questo e di molto altro già da mesi…
      Discutiamo il nostro programma e le nostre proposte principalmente via web utilizzando il Meetup, chiunque voglia contribuire è benvenuto!
      Questo il link alla nostra bacheca: http://www.meetup.com/Il-Grillo-di-Palermo/messages/boards/

    8. @Jack Se arriveranno le risposte?
      Alle comunali ci sono le preferenze, dipende da loro se vogliono un voto in più.
      @disilluso non so se le Forchette Rosse siano legate a Faraone.
      So per certo che sarebbe un errore legare il tema della disoccupazione giovanile e del precariato, che essendo un problema nazionale va discusso a Roma, ad una eventuale candidatura a sindaco.
      Il candidato dimostrerebbe di non sapere di cosa si occupa un sindaco.
      Altra cosa è la riduzione dei dipendenti comunali e delle ex-municipalizzate in sovrannumero.
      Quello si è un problema di cui il futuro sindaco si dovrà occupare.

    9. “Il sindaco non deve creare lavoro” questo i cittadini non lo capiranno mai!
      Deve amministrare la città offrendo i servizi standard, al massimo deve creare le condizioni per creare posti di lavoro…

      Per quanto riguarda i servizi web, basta guardare il sito del Comune di Palermo e la risposta è pronta… da almeno 10 anni è lo stesso!

    10. @Marco Lombardo
      se hai dubbi sull’equazione “Forchette Rosse” = Faraone… http://www.ilgrillodipalermo.it/2011/06/13/forchette-rotte-forchette-rosse-molto-sbiadite-e-puzzolenti-di-imbroglio/

      Visto che il link postato precedentemente poteva confondere (dato che porta alla bacheca messaggi del meetup dove trovate tutte le discussioni) riporto qui il link diretto alla discussione “Programma e Progetti – Elezioni 2012” http://www.meetup.com/Il-Grillo-di-Palermo/boards/thread/13321451/0/

    11. jack,non mi convinci.Intanto devi leggere:io ho prorpio detto che occorre cambiare certamente il management ,come a Milano.Poi i risparmi,la ristrutturazione del debito faranno il resto.Come e’ stato fatto per Alitalia ,Parmalat etc etc .BEne o male ,giuste o sbagliate che siano,per le ex municipalizzate ci sono delle STRADE OBBLIGATE,tra cui anche licenziamenti,ricollocamenti,prepensionamenti etc etc.E’ inutile e cavilloso questo gioco a fare i Bondi o i Fantozzi della situazione prima del tempo.PRima di tutto si deve ritrovare l’efficienza e l’economicita’,rastrellando e tagliando li’ dove e’ possibile.Poi occorre mettere mano a certe norme assurde :saprai benissimo che l’internalizzazione come passaggio tecnico per Gesip porterebbe da se’ un risparmio di 14 milioni di IVa,soldi che per complicate scatole cinesi il comune deve a se stesso :il cane che si morde la coda.Ebbene ,togli le condizioni per questi assurdi giochini di scatole cinesi,fatti solo per creare nuovi consigli di amministrazione per clientele e politici trombati e vedi come tutti questi debiti IN- DEBITI si risolvono in nulla.E’ ozioso domandarsi come fare :se piove devi aprire un ombrello,se si allagfa la casa devi prender lo straccio ed evacuare l’acqua.
      LA vera cerativita’ invece sta nel pensare a progetti nuovi,unitari,di ampio respiro e alungo termine per Palermo.Un sindaco e la squadra di governo deve saper vedere oltre la semplice gestione delle emergenze.A me non basta risolvere i problemi di cui sopra .Voglio un progetto complessivo,organico, per la citta’.

    12. folklorista
      ti rifiuti di capire il “folklore” politico in questa terra. 🙂
      Parli di licenziamenti nelle ex municipalizzate ? E’ più probabile che Palermo venga inghiottita dalla lava dell’Etna che passino i licenziamenti alle ex municipalizzate.
      Questi amministratori, di destra e sinistra, con la loro cultura dovrebbero licenziare persone delle ex municipalizzate?
      Folklorista col nome che hai dovresti sapere che è proprio “folklore” locale l’atteggiamento di questi amministratori di non licenziare nessuno e di “promettere” sempre serenità e sicurezza del posto di lavoro, e ancor di più di “promettere” di crearne nuovi addirittura.
      Folklorista nordico potresti essere con le soluzioni che proponi (risparmi, ristrutturazione del debito).
      Internalizzazioni ? Ti sei chiesto se le normative italiane vigenti, e recentissime, per le pubbliche amministrazioni lo consentono ?
      Queste leggi “italiane” recentissime, cogenti, sui risparmi delle pubbliche amministrazioni te le sei studiate ? Hai sottolineato, dopo aver letto, le frasi che ti hanno reso chiaramente consapevole sui cambiamenti rispetto agli assetti passati nelle pubbliche amministrazioni ?
      Se hai già verificato le azioni precise che, per legge italiana, le pubbliche amministrazioni possono mettere in atto nei confronti delle ex municipalizzate e quelle che non possono mettere in atto (blocco assunzioni, blocco aumenti contrattuali per x anni, …..), allora ci confrontiamo con molto piacere !
      Iniziative a sentimento personale (condivisibili, per carità), che poi non possono essere applicate perchè le leggi italiane le vietano, niente, m’abbutta a perdere tempo a matula !

    13. Bravo Marco, ottimo articolo.
      Riprendendo il primo commento di Jack, credo che ora la vera sfida per i palermitani onesti e fattivi sia quella di alzare la qualità del dibattito pubblico da qui alle comunali.
      E mi riferisco al porre l’accento sulle caratteristiche di onorabilità e capacità gestionali, che il candidato deve disporre nel risolvere le tante problematiche acuite dall’ assenza e incosistenza dell’attuale amministrazione.
      La vera sfida oggi sta nel creare discussioni pubbliche e private a Palermo, come sul web, sugli standard minimi che un cittadino richiede a chi vuole assumersi la responsabilità di amministrare la città. Magari utilizzando la chiave dell’ironia e del sorriso, come hanno ben fatto gli arancioni di Pisapia, coinvolgendo attivamente la cittadinanza.
      Il palermitano fino ad ora si è sempre accontentato di quello che non ha mai avuto. Oggi è arrivato il momento che anche lui capisca che ha diritto ad ambire a qualcosa di più – in termini di servizi e non di assistenzialismo – che si avvicini a quella “normalità civica” minima, presente in molte altre città. Allo stesso tempo, deve rendersi conto dei doveri che ha come cittadino.
      Purtroppo questa è una operazione culturale che se funzionerà, si manifesterà principalmente nel medio lungo termine. Ma bisogna pur cominciare!

    14. Concordo sulla necessità di alzare la qualità del dibattito pubblico ma credo che sia prioritario smascherare gli impostori…
      Mi riferisco alle orde di “parenti di”, “amici di” e “prestanome di” che si preparano ad assaltare il Comune di Palermo, fingendosi alternativi al sistema.

    15. Jack
      Evidentemente ,parlando di leggi,Ti riferisci alle leggi ridicole che hanno consentito tali privilegi.
      Io Ti assicuro che con due o tre colpettini ad hoc tutto il malaffare e il clientelismo palermitano possono essere messi fuori gioco.Le leggi si fanno a Roma,si riesce a farle ad personam ,figuriamoci ad civitatem ove ci fosse un largo consenso di sicilianen inkazzaten….
      Tutto cio’ che si deve si puo’fare,il modo lo si trova.
      Altrimenti tieniti il presente e non lamentarti.Oppure non chiedere soluzioni se gia’ in partenza le ritieni impossibili

    16. Dimenticavo,Sono perfettamente Informato ,Si puo’ tranquillamente internalizzare ,basta dimostrare l’immediato risparmio conseguente all’operazione.
      Il problema e’ che occorre abolire il CDA ,e vallo a dire agli amici degli amici…politici trombati

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