mercoledì 18 ott
  • Semprefreschi allo Zen

    Questo post doveva iniziare così: Lo Zen 2 è il male di Palermo, quello che c’è in ognuno di noi. E invece comincia così: Lo Zen 2 è il bene che ognuno di noi fa. Che potrebbe fare. E che forse non fa.
    Lo scirocco palermitano, che si infila persino in mezzo ai denti e secca anche il palato, mi fa fatto cambiare idea. L’ho incontrato una mattina d’agosto al quadrilatero dello Zen 2, quello compreso tra le vie Costante Girardengo, Fausto Coppi, Agesia di Siracusa, Marchese Pensabene, Rocky Marciano e PV 46.
    La curiosità spinge i miei occhi a cercare dentro le vie qualcosa di nascosto e proibito, ma quello che vedono è solo quotidiano abbandono. Lo Zen 2 è un’isola esotica e lontana, separata spazialmente dal resto della città, sia dalla parte bella che da quella brutta.
    Prima, Palermo entrava allo Zen 2 per comprare la droga. Dall’ultima retata, che ha coinvolto alcuni nomi insospettabili e ha portato i carabinieri tra le strade del quartiere, non vi entra più nessuno. Lo Zen 2 è diventato il terreno dell’intangibile: della criminalità, della mafia, del degrado. Fallimento dell’architettura funzionalista, è l’esempio lampante che a fare gli spazi sono gli attori umani e non solo i progetti architettonici.
    La camminata in auto ha messo a nudo tutte le ferite di questo quartiere. Gli ampi viali sono Vie Crucis segnate da rifiuti e scheletri di macchine abbandonate. Qualcuno nota, dal finestrino, la macchina fotografica e non esita a commentare: è come se avessi un grande occhio sempre puntato fisso che passa di viso in viso, di sguardo in sguardo. Questo Gregotti, quando ha progettato le insulae, non poteva immaginarlo: che la sua configurazione architettonica diventasse ideale per il controllo del territorio dal basso non poteva saperlo.
    Il quartiere non è solo insegne basse di qualche panificio e bottega, casa scrostate e panni stesi. C’è anche l’Istituto Comprensivo Falcone, enorme e luminoso, con le pareti colorate e i sorrisi degli insegnanti e del dirigente scolastico, Domenico Di Fatta. Corporatura minuta e grandi occhiali, dietro la sua scrivania tante targhe e sulle sue spalle una grande pazienza e un grande amore per il suo lavoro. Una professoressa, 18 anni alla Falcone, alla domanda «perché non chiede trasferimento?» mi ha risposto: «Io qui sto bene. Grandi fatiche ma anche grandi soddisfazioni». Forse è una missione la loro, o forse è semplicemente guardare da un altro punto di vista la parola dovere.
    La chiesa di San Filippo Neri ha un’imponente linearità. Entro: si sta celebrando un matrimonio. Contando anche gli sposi, il prete e me siamo 15 in chiesa. Sono lontani gli sfarzi di quella Palermo ancora barocca che, nonostante le crisi, non smette di esistere. Padre Miguel ha gli occhi chiari come il mare di Mondello a giugno, nonostante le sue origini siano molto lontane da qui. La sua fermezza, mentre descrive gli interventi per ricostruire gli spazi vandalizzati negli anni, è disarmante. A parlare dei volontari che lo hanno aiutato in questo enorme lavoro, tutti residenti allo Zen 2, i suoi occhi si illuminano: grazie a loro gli ambienti della chiesa sono tornati ad essere vissuti. L’attaccamento allo spazio pubblico – quantomeno nel luogo sacro – è la prima vittoria di padre Miguel. La seconda sarebbe far venire Palermo dentro il quartiere, non più bunker a cielo aperto di pregiudicati e malfattori ma luogo di socializzazione per tutti.
    La città dovrebbe riprendersi le vie Costante Girardengo, Fausto Coppi, Agesia di Siracusa, Marchese Pensabene, Rocky Marciano e PV 46. Forse si può ipotizzare una marcia sullo Zen 2: chissà come, se andassimo a comprare tutti un giorno il pane al forno dell’angolo dentro il quadrilatero, reagirebbe il sistema di controllo fatto di vedette in motorini scassati. Ci sarebbe un bel fermento nei dedali delle strade, un allarme continuo nei quartieri generali dello spaccio. Chissà se le rivoluzioni si possono fare anche con il semprefresco sotto braccio.

    Ospiti
  • 25 commenti a “Semprefreschi allo Zen”

    1. ma che bel post! complimenti gioia

    2. Ma non è lo stesso quartiere nel quale si sono asserragliati gli abusivi nelle case popolari in spregio ad ogni legge e non se ne sono andati mai più perché sanno che le forze dell’ordine non possono fargli niente?

    3. si, isaia, è quello e per questo la “normalità” delle persone citate assume una valenza speciale.
      buongiorno,…

    4. Qualcuno mi può spiegare perché il comune non sistema a verde quell’enorme spiazzo che c’è all’ingresso dello zen 2 da via PV46. Gli abitanti dello ZEN ripudiano le istituzioni perchè non le sentono vicine. Siamo sinceri cosa fa il comune allo zen? Se già a Palermo le strade non vengono spazzate, secondo voi all’AMIA frega nulla di andare allo ZEN? Se già le discariche abusive vengono bonificate di rado a Palermo, allo ZEN ogni quanto tempo vengono ripulite?http://www.comune.palermo.it/comune/consiglio/index_consiglio.htm Vorrei invitare tutte quelle belle facce, presenti nel link allegato, a fare qualcosa di concreto per palermo e le sue periferie…invece di starsene rintanati a Palazzo delle Aquile o nelle rispettive associazioni,carrozzoni di voti elettorali. USCITE ALLA SCOPERTO, andate a pulire lo ZEN con le vostre mani, cacciate i soldi di tasca vostra per comprare piante ed alberi…. ma purtroppo questo sarebbe un gesto solo di uomini dignitosi non di fannulloni come voi.

    5. Se non ricordo male c’è una rosticceria allo zen.. Organizziamo una mangiata li? 10-20 persone?

    6. lo zen 2, come altri quartieri di altre grandi città italiane ed europee, sono dei ghetti per i poveri! e tutto questo non è capitato ma è stato voluto che fosse così.

    7. sei sicuro che quello spiazzo non sia mai stato pulito? … tu pensi che la colpa è (sempre) degli altri? vai a vedere il campetto regalato da Zamparini in che stato è, … vai vai, … e poi predica.

    8. Caro “la zecca” la predica la fa il parrino a messa, non compete certo a me. Non conosco lo stato di degrado in cui versa il campetto di calcio regalato dall'”eroico” Zamparini, ma allo stesso tempo credo che il comune, sapendo la situazione critica dello zen, doveva adoperarsi affinché fosse garantita una manutenzione e una sorveglianza ciclica. Mi dispiace dirlo, ma dal tono del tuo messaggio mi sembra di leggere tra le righe, che allo zen esistano delle “bestie” e che per tale motivo non si meritano strutture e servizi .La soluzione qual’è? Dobbiamo ghettizzarli? dobbiamo lasciarli nel loro degrado? Dobbiamo fare come il complesso residenziale dall’altro lato del viale PV46 che ha messo alti alberi ed una cancellata fitta per non vedere e fare finta che lo zen non esista? oppure dovremmo premere e chiedere maggiore sensibilizzazione a queste istituzioni, che dovrebbero smuoversi le chiappe affinché facciano capire ai residenti che stare dalla parte della legalità premia. A me la mafia fa schifo, ma lo dico perché è un valore che mi è stato trasmesso dai miei genitori, dalla mitica insegnante di italiano delle medie (che a bambini di 10 anni il 25 maggio del 1992 fece fare un tema su cosa significasse l’evento del 23 maggio), a me la mafia fa anche schifo perché da album fotografici antichi ho capito di cosa quel mafioso di ciancimino ci ha privato…magari allo Zen i ragazzi non sono fortunati come me, ma non per questo non devono imparare a dire che la mafia fa schifo.

    9. carissimo Tucci, non sono io che dico che allo zen esistano delle “bestie” ma tu quando asserisci che il comune doveva adoperarsi affinché fosse garantita una manutenzione e una sorveglianza ciclica “sapendo la situazione critica dello zen”. tra persone civili c’è bisogno? no. quindi … Io osservo solo che, una minoranza di persone, per qualunque motivo esso sia, rende un quartiere … quello che è, un ghetto! Ma è un ghetto in cui non li hanno chiusi altri ma si sono chiusi loro. (Come del resto quelli dell’altro lato di via PV46 che si son chiusi nella loro “torre d’avorio”, non per lo Zen ma per gli altri palermitani, …). E quindi non possono essere gli altri (istituzioni) a farli uscire ma loro stessi a voler uscire. E solo persone come Domenico Di Fatta o Padre Miguel ed i loro collaboratori possono ottenere questo risultato. Purtroppo il palermitano ha bisogno di credere che debbano essere “le istituzioni”, a fare.
      ps: Zamparini non è eroico, l’ha fatto sicuramente in ottica stadio, ma l’ha fatto. Ed è megio di niente.

    10. Quoto la zecca…sarà una minoranza ma sempre zulù sottosviluppati sono. E rifiutano qualsiasi intervento atto a rendere più gradevole il loro quartiere; tu costruisci e loro il giorno dopo spaccano. Qualsiasi cosa era possibile vandalizzare è stata vandalizzata, tutto il rame che era possibile rubare è stato rubato. Acqua e luce non ne pagano, e se vanno per chiudergli l’acqua scendono per strada e accerchiano gli operai. Ma perchè non se ne vanno a fanxxxx? le persone per bene che abitano lì pagano maggiormente le conseguenze, tutti gli altri meritano di vivere così.

    11. Io ci sto alla mangiata! Daniele, così come zecca, in parte hanno ragione. Ma a mio avviso solo in superficie. Finché si pretende che siano le fantomatiche “istituzioni” non si riuscirà mai a cavare un ragno dal buco. Le istituzioni siamo prima di tutto noi. E finché noi siamo scimmie mute che non parlano, non sentono e non vedono non c’è granché da fare per lo zen e per tanti altri quartieri disagiati della città.

    12. scusa Laura, evidentemente mi son spiegato male, ma é Tucci che vuole le istituzioni sempre presenti modello Orwel! Quindi stai con me e Daniele al 100%!

    13. Ah ah ah stai con tizio, stai con caio…ma che è una lotta a chi deve avere per forza ragione? Secondo il tuo ragionamento lo stato non deve essere presente in un luogo problematico come lo Zen? Lo stato non deve garantire controlli con pattuglie di polizia, non deve fare sentire la sua presenza garantendo maggiore pulizia etc etc… In ogni caso, non ho mai detto che la rinascita di un quartiere nasca solo dalla presenza delle istituzioni. La rinascita nasce prima dalle persone oneste che vivono all’interno, poi dagli altri palermitani che devono supportare il quartiere non ghettizzandolo (sono stato il primo a proporre una mangiata allo zen) ma per aiutare chi vuol fare qualcosa di buono ci vuole la presenza dello stato. Padre Puglisi, Libero Grassi sono esempi di cittadini comuni che avevano iniziato una lotta per migliorare la situazione, e sappiamo tutti come è finita a causa di uno stato assente. Ps io non sto ne con me stesso, ne con la zecca, ne con daniele, ne con laura, ne con tizio ne con caio, io sto al 100% con la legalità e con l’idea di una palermo migliore. Finiamola con certi commenti infantili.

    14. E’ disarmante osservare gente normale che discute amabilmente di realtà che non conosce proponendo soluzioni da salotto che sarebbero applicabili in contesti teorici. Ma guardate che le cose non stanno come pensate. Provate a chiedere qualche racconto agli insegnanti delle elementari o delle medie di questi quartieri “degradati”: vi racconteranno storie che la vostra mente colta ed educata si rifiuterà di accettare. Se qualcuno vi raccontasse che nel 2011, in un quartiere di una città europea accadono episodi di abusi e violenze inenarrabili che però costituiscono la “normalità”, non ci credereste. Ragazzine di 9-10 anni che domandano, un poco preoccupate, se anche coi pomp*** c’è il rischio di rimanere incinta e poi, quando gli si risponde “no”, commentano “meno male” (a 10 anni…). O storie di ragazzini mandati all’ospedale perché l’insegnante aveva chiamato i genitori a colloquio per capire se ci fosse qualche problema in famiglia… O di famiglie in cui le donne a 28 anni sono già NONNE.
      Hai voglia a discutere e proporre, quando la realtà è questa. Le nostre leggi non sono in grado di intervenire, in una realtà come questa. Sono troppo garantiste.

    15. isai panduri….quali sono queste soluzioni da salotto che sono emerse in questi post? Chiedere una maggiore presenza dello stato? Cercare di aprire alla città lo ZEN? In questo mondo è più facile criticare che confrontarsi attivamente.
      La realtà dello ZEN non la conosco a fondo, ma gli esempi che tu hai riportato si anche perché seppur con poca visibilità i giornali ne hanno parlato.
      Per una volta e per tutte invece di criticare le opinioni altrui, perchè non proponete qualcosa? Giusto o sbagliato a mio avviso serve una presenza massiccia dello stato….spiegatemi voi come farebbero a spacciare se giorno e notte decine di volanti della polizia, dei carabinieri, della Guardia di finanza, dell’esercito fossero li tra i viali a pattugliare…secondo voi una madre non sarebbe contenta di sapere che il proprio figlio gioca a pallone in un luogo sicuro, senza dover incappare in qualche tossico in crisi d’astinenza?

    16. molti dei commenti contro la gente dello zen è fatta da borghesi figli di papi senza speranza, ignoranti e col sederino parato. completamente fuori dalla realtà. eppoi ribadisco: quartieri come lo zen esistono in tutta europa e alcuni purtroppo sono ancora più emarginati:in francia, in inghilterra, in germania, dovunque. e non sono capitati a caso, ma sono stati progettati come ghetti in cui emarginare parti di popolazione povera delle grandi città.

    17. @Giuseppe Tucci: Soluzioni da salotto sono quelle che prevedono una volante in ogni strada così come quelle che si basano sulla presa di coscienza degli abitanti o peggio ancora sulla contaminazione del “bene” da inoculare nel quartiere in dosi più o meno massicce.
      Chi ha assistito allo “scontro” fra forze dell’ordine (alle quali è stato tassativamente vietato di intervenire o reagire) e gli occupanti abusivi sa bene che nessuna soluzione concreta può essere messa in atto, a causa di un sistema garantista troppo… garantista.
      Giusto per fare un esempio, durante l’assedio è stato proibito staccare la corrente elettrica per costringere gli occupanti ad uscire (Eh no, non si può), a chi proponeva di impedire il rientro in casa a chi fosse uscito, è stato risposto “eh no, non si può” e così via dicendo. E gli occupanti giustamente se la ridevano.
      In quel quartiere, spiace dirlo, l’unica soluzione sarebbe la demolizione forzata dell’insula. Ma siccome eh, no, non si può, si preferisce lasciare tutto com’è, continuando a discorrervi sopra amabilmente.

    18. Perfetto, lasciamo tutto cosi per com’è!

    19. Isaia, dal mio punto di vista si può fare qualcosa prima di demolire (proposta arrivata da Fuksas prima di tutti). La situazione che tu descrivi, di estrema marginalità e degrado, corrisponde a verità. Ma quell’impotenza delle forze dell’ordine non è garantismo: è disperazione. Per quelle famiglie che ormai da anni vivono lì, abituate a prendersi tutto con la violenza. Il mio post voleva essere soltanto una microproposta per aprire lo Zen a Palermo senza interventi forti. Se tutti superassimo il pregiudizio che in parte abbiamo verso la marginalità, e guardassimo in faccia le cose e cercassimo, nel nostro piccolo, di migliorarle, di certo non spunterebbero domani le fognature allo Zen né si risanerebbero le ferite delle persone che abitano qui. Ma magari tra cento anni lo Zen, grazie a microsforzi di ognuno, potrebbe essere un quartiere migliore. E poi, hai pensato dove andrebbero tutte le famiglie che vivono adesso lì? Formerebbero un altro Zen in un’altra parte della città.

    20. Laura ha perfettamente ragione, lo Zen2 non deve cambiare volto dall’oggi al domani. Ciò naturalmente è impossibile….ma appunto con piccoli interventi si può arrivare tra 20 anni a cambiare il volto di questo quartiere.
      Certe cose le possiamo fare noi, come cittadini di Palermo, come cercare di entrare in questo bunker per tentare di scoperchiarlo. Già oggi ci sono realtà di singoli cittadini che credono in questo quartiere, mi riferisco ad esempio all’associazione “LABZEN 2” che produce borse all’interno del quartiere. Ma poi serve un passo anche dallo stato, bisogna imporre la legalità anche a costo di dispiegare numerose forze dell’ordine. Iniziando dalle piccole cose come ad esempio eliminare gli allacci abusivi alla rete elettrica comunale, eliminare ogni forma di racket (ricordate la trasmissione le iene quando intervistarono quella specie di capocondominio che chiedeva soldi per “sistemare” alcuni servizi) E poi in ultimo bisognerebbe capire se sanare, e far pagare un affitto, o sgomberare tutti gli abusivi. Forse i miei sono discorsi da salotto, ma almeno ne parlo e nel mio piccolo cerco di contribuire, in fondo sono solo un cittadino di palermo ma il consiglio comunale, il sindaco, gli assessori, parlano mai dello ZEN 2 o si ricordano di questi cittadini solo sotto votazioni per ottenere voti? (e qui ci colpano tutti Orlando compreso)

    21. Se la condizione dello ZEN2 dipendesse solamente dai comportamenti aberrati di uno sparuto gruppo di individui, forse – e dico forse – alcune delle proposte di riabilitazione/riqualificazione che sono state enunciate potrebbero trovare applicazione e, col tempo, con dedizione ed abnegazione potrebbero riuscire a cambiare un po’ le cose.
      Il fatto è che, invece, lo ZEN2 è a suo modo un villaggio, una enclave con delle regole ed una cultura che solo formalmente può definirsi occidentale o civile. Gli abitanti sono concordi nella loro avversione per le regole, le leggi, i contratti di fornitura etc etc. Se viene arrestato qualcuno nel quartiere necessitano almeno 4 volanti per riuscire a portarlo in caserma ed il rischio di venir aggrediti dagli altri abitanti del quartiere è ugualmente alto. Gli abitanti fanno quadrato e difendono il loro territorio con determinazione e regole d’ingaggio totalmente differenti da quelle italiane.
      Non solo. Hanno capito e usufruiscono ampiamente delle garanzie che – evidentemente – la nostra legislazione fornisce. Sanno che che la nostra legge impedisce di sospendere l’erogazione di acqua e luce, anche non pagando alcuna bolletta. E quindi non la pagano. Sanno che basta avere una donna anziana o un bambino piccolo nel nucleo familiare per non incorrere negli sgomberi forzati. E ne approfittano. Ma il bello è che ne hanno fatto un sistema, un modus vivendi, che si rivela efficace e vincente. Hanno trovato il modo di vivere sfruttando le maglie larghe del nostro ordinamento. Non hanno alcun interesse ad essere riportati “alla normalità”, perché ottengono gratuitamente le stesse cose che noi paghiamo…

    22. Isaia, questo vale anche per i nostri parlamentari! Anche loro si approfittano di uno stato troppo garantista… Io credo che anche allo Zen abiti gente come me e te: che voglia uscire da questa situazione. Io punterei su questo e non sull’enclave che è innegabile esista.

    23. Daniele ti invito a essere rispettoso nei tuoi commenti. Grazie.

    24. Bello un bel Post!! sicuramente un post con una visuale di una giornata tipica del famigerato Zen 2 mattiniera!! ne condivido ben poco con il Post!! perché non è tutto ora che luccica!! lo spaccio c’è sempre, forse diminuito ma fatto sta che persiste!! le discariche abusive perennemente li come da soggiorno, sicuramente come in altri luoghi anche qui allo Zen c’è qualcuno che “Comanda” che vigila i propri interessi!! la maggior parte dei venditori pagano il pizzo!! flagello che ci porteremmo ancora per generazione e generazione!! Gente incivile c’è ne tantissima, maleducata, strafottente, ma gente civile educata si conta su una palmo di mano!! La cerimonia di un matrimonio così nudo e spoglio di circa 15 persone, 1 su 100, come trovare un ago in un pagliaio perché di solito non è così!! Padre Miguel come viene citato nel post ma per tutti noi è Padre Michele!! ah Fatto sicuramente ben poco rispetto al vero ex-parroco Padre Gallizzi!! colui che ha dato una svolta allo zen 30 anni fa!! facendo perfino cambiare il nome dello zen in San Filippo Neri!! come si chiama tutt’oggi!! e come ignoranza la gente continua a chiamare Zen. Se ti vedono qua con una macchina fotografica ti deve finire bene se non iniziano a minacciarti di distruggerla fotografi qualcosa che non dovresti!! … e anche vero che il quartiere nel suo piccolo e migliorato ma no più di tanto!! Perché non è il quartiere in se che può o deve cambiare ma la gente che ci vive deve civilizzarsi. Io sono un ragazzo di 22 anni che vive qua da 17 anni e sono cresciuto anche tra le mure della parrocchia San Filippo Neri vivendo i suoi alti e bassi!!

    25. Esempio delle 13.02 del giorno 14/09/2011 un ragazzino è sul padiglione di via agesia di siracusa n° 12 che si diverte con il motorino!!! Ditemi voi se si può concepire un qualcosa del genere!! è la gente che non va!! Non aggiungo altro perché mi sto già innervosendo perché tutto ciò che dovrebbe essere logico e scontato in questo quartiere in questa città in questo paese e mondo non lo è!!

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