venerdì 18 ago
  • “Chanson de Geste” al Museo “Pasqualino”

    Ha inaugurato sabato e rimarrà visitabile fino al 15 ottobre al Museo internazionale delle marionette “Antonio Pasqualino” (piazzetta Niscemi, 5) la mostra Chanson de Geste di Emanuele Lo Cascio a cura di Katia Anguelova.

    Chanson de Geste si riferisce al genere poetico di tipo epico e presenta video e sculture inedite, che diventano spunti per racconti, storie di viaggi e spostamenti, riflessioni che indagano la dialettica del torto e della ragione, da sempre motore trainante della storia umana, investigando i nuovi meccanismi sottesi ai rapporti di forza. Tra i lavori in mostra, il video The Reasons of The Leopard trae spunto dal romanzo Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

    Apertura dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30; domenica dalle 10:00 alle 13:00.

    “Chanson de Geste”

    Palermo
  • Un commento a ““Chanson de Geste” al Museo “Pasqualino””

    1. Devo dire che questa mostra è molto pretenziosa e deludente. Innanzitutto l’opera “il cerchio non ha più centro” denota come l’arte contemporanea (o forse questo artista) e geometria non vanno daccordo: nel momento in cui una superficie, anche aerea,è delimitata da una circoferenza, il cerchio avrà sempre un centro. Detto ciò, trovo che quest’opera sia troppo celebrale e allo stesso tempo banale:l’idea dello spostamento e dell’incertezza, anche all’interno di perimetri definiti;rappresentazione di rapporti di forza certi e caotici allo stesso tempo; lo spaseamento .. Insomma tutto molto vecchio e rivisto. Anche la rilettura del Gattopardo dimostra come in realtà questo artista forzi un capolavoro della letteratura internazionale decontestuolizzandolo all’eccesso. Insomma non stupisce che questo artista sia rientrato a Palermo dopo studi ed esperienze internazionali. In questa città li sono stati riconosciuti spazi che altrove probabilmente non avrebbe mai avuto, grazie anche alle sue personali frequentazioni. Questa mostra dimostra come a Palermo la cultura è fatta solo dagli amici degli amici e chi ha veramente qualcosa da dire deve andare via.

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