sabato 18 nov
  • Sicilianismo

    Riecheggiando il Marx del Manifesto del Partito comunista, si potrebbe dire che, ancora una volta, uno spettro ossessiona il mondo politico siciliano, si tratta del “sicilianismo”, forma degenere e difensiva di quanto di peggio l’isola, naturalmente parliamo della Sicilia, abbia prodotto in termini di proposta politica. Il “sicilianismo” ha, infatti, consentito, e consente ancor oggi, di assolvere tutti e tutto dalle proprie colpe, in nome di un interesse superiore che sarebbe quello della difesa indiscriminata del “proprio” status identitario, quasi a richiamare la formula proverbiale scolpita dalla saggezza (?) popolare nella felice, ma sostanzialmente tragica, espressione “difenni ‘u to, o tortu o dritto”, difendi il Tuo senza che tu ti debba porre il problema se quel che difendi sia giusto o sbagliato.
    Il sicilianismo è stato base ideologica del cosiddetto ribellismo siciliano che ha distinto gli ultimi due secoli di storia dell’isola.
    Espressioni di sicilianismo sono state, inoltre, le manifestazioni che, nel primo novecento, videro coinvolti numerosi siciliani nelle proteste contro la condanna dell’on.le Palizzolo, losco figuro della politica siciliana e mandante dell’omicidio di Emanuele Notarbartolo che pagò il prezzo della propria dirittura morale. Notarbartolo aveva, infatti, denunciato una delle più vergognose vicende di corruzione, malversazione e mafia che abbiano mai interessato il ceto dirigente isolano. Sicilianismo fu, ancora, la rivolta degli elettori di Nunzio Nasi che, riconosciuto colpevole di peculato e condannato a 11 mesi di reclusione, fregandosene della sentenza di colpevolezza, fu provocatoriamente rieletto da quella Sicilia che, come si legge nella sua stele funeraria, «tenace e fedele ne visse il dramma e conclamò l’innocenza al tempo grigio della bufera». Sicilianismo è quello che arriva, perfino, a marcare in termini positivi il comportamento mafioso, basta fare cenno alla visione culturalista tanto cara al demologo Giuseppe Pitrè. Sicilianismo dunque, come valore negativo, segno di arroganza, di prevaricazione e soprattutto brodo di coltura di illegalità.
    Sicilianismo, per andare ad anni più recenti, fu la rivolta milazzista, minestrone maleodorante di trasversalismo ante litteram ebbe l’effetto pratico di bloccare, sul nascere, l’unico progetto di sviluppo industriale che la Regione siciliana abbia concepito in 65 anni di storia.
    Il Sicilianismo, dunque, come malinteso senso del dovere di difesa di un certo buon nome della Sicilia ma, anche, come chiassoso strumento di denuncia dei presunti torti che lo Stato le avrebbe fatto.
    Sicilianismo come sentimento irrazionale. Per i sicilianisti non ha, infatti, importanza alcuna il merito delle vicende, nessuno di loro si fa scrupolo di chiedersi se una presa di posizione agevoli più o meno il degrado, una riflessione del genere non ha rilevanza alcuna, l’importante è manifestare l’orgoglio di una cosiddetta presunta idea di nazione da difendersi, appunto, al di là del bene o del male. Sicilianismo che non tramonta ma sopravvive nelle cavità carsiche della cultura siciliana. Sicilianismo è, anche, il voluto l’allontanamento dello Stato e delle regole della legalità per sostituirle con l’egemonia dei poteri forti, delle regole dell’illegalità.
    Proprio questo fenomeno, anche se occultato da nobili valori, si ripresenta sulla scena pubblica, utilizzato da mediocri politici a copertura dei propri fallimenti. Ne è abile mistificazione, l’attuale tentativo di addebitare il disastro economico sociale in cui versa l’isola, alle politiche centraliste romane e a quelli che non amano la Sicilia e ne immaginano un ruolo subalterno da imperialismo “d’antan regime”. Così, è possibile vendere la fola che il drammatico degrado, vissuto dalla nostra terra, sarebbe solo colpa dello Stato che si ostina a non volere dare piena attuazione allo Statuto regionale siciliano, come se la concessione delle norme d’attuazione, quelle che consentirebbero di affermare la piena competenza, dovesse essere panacea per i mali storici della Sicilia. Un modo per far dimenticare, il sonno di gattopardiana memoria, un recente passato che ha visto proprio nella piena attuazione di alcune norme dello Statuto un uso, direi quasi criminale, delle stesse competenze statutarie. Basta dare un’occhiata in giro, al nostro territorio, alle devastazioni prodotte dal ripetersi di sanatorie edilizie frutto di un’irresponsabile assunzione di potere dovuta proprio alle competenze regionali. D’altro canto, nulla insegna Milan Kundera quando riferisce dello strumento dell’oblio, della cancellazione della memoria storica per fini di dominio ?
    Sicilianismo dunque come assoluto negativo, un fenomeno – uno spettro, dicevamo – che un ceto politico responsabile dovrebbe, quanto meno soffocare mentre, purtroppo, viene continuamente e subdolamente alimentato.

    Ospiti
  • 160 commenti a “Sicilianismo”

    1. qualsiai pensiero ha senso se chi lo scrive confessa il proprio credo la propria storia.la domanda è: quale è l’alternativa possibile al sicilianismo?

    2. @Pister, l’assunzione delle proprie responsabilità come comunità che si interroghi onestamente, ad esempio, sulla qualità del proprio consenso elettorale? Oppure su come incarni quei valori civili e sociali alla base della convivenza: i Paesi con maggiore benessere sono caratterizzati da un diffuso senso di civiltà, di rispetto della legalità, di responsabilità personale… Questa è la via maestra: chi predica riletture storiche autoassolutorie indica scorciatoie che non portano da nessuna parte, meno che mai a risolvere i problemi, ma Che hanno il solo effetto di continuare a ingannare e ingannarsi sul proprio futuro a favore dei soliti parassiti locali.

    3. Concordo in toto sulla mediocrità della nostra classe politica siciliana che si ispira al sicilianismo per offuscare la loro inettitudine o infamia (vedi il Governo attuale). Tuttavia, non ho mai letto tante minchiate messe tutte insieme sul sicilianismo. Certo, alcuni casi citati dall’estensore dell’articolo non ci fanno Onore, ma, è come dire che la famiglia (il popolo siciliano) è una brutta Istituzione perché qualche genitore (Ascaro) se ne approfitta indegnamente.

      Il sicilianismo è la risposta all’infame impostura storica del “Risorgimento Italiano”. E’ la denuncia a chi ci ha colonizzato con inganni e repressioni razziali, altro che plebiscito. E’ dire la verità sulla mafia che è stata funzionale e sodale ai piemontesi prima e ai lombardo/piemontesi dopo per farci essere quello che siamo, Infatti, la mafia è stata organizzazione con funzioni di Stato nello Stato per le impunità che gli fornivano le Istituzioni italiote e quando qualche siciliano si ribella dall’interno di quelle Istituzioni veniva barbaramente ucciso come è successo ai nostri Patrioti siciliani Falcone e Borsellino che erano avversati e infamati mentre erano in vita dagli stessi che oggi li sfruttano come immaggine di eroi nazionali dopo aver stroncato i loro dossier “mafia e appalti” delle “Partecipate Statali”.
      Devo continuare…?

    4. signor hamel, il suo mi sembra un post alquanto superficiale. parlare di sicilianismo(nel senso dell’attuazione sacrosanta del nostro statuto speciale o nel senso di una reale indipendenza della sicilia), omettendo alcune passi storici fondamentali, mi sembra intellettualmente sgradevole, per non dire omertoso. 1. lo statuto speciale dal ’46 nelle sue parti più rilevanti non è mai stato attuato. esempio: le industrie italiane estraggono petrolio dal territorio siciliano, lo raffinano in altre zone del paese e poi ce lo rivendono ad un prezzo maggiorato. il costo della benzina in sicilia è il più alto del paese:strano paradosso. 2.la mafia come organizzazione criminale quale noi la conosciamo, nasce subito dopo l’unificazione d’italia. è ormai un fatto storico che garibaldi si servì di (allora) sparuti gruppuscoli di mafiosi per la suo lotta contro i borboni. è ormai chiaro ai più (vedi l’uccisione di borsellino, la mancata perquisizione della residenza di totò riina dopo il suo arresto) che la mafia e alcuni pezzi dello stato italiano siano andati, e continuino ad andare, a braccetto. 3. ll sottosviluppo del sud (mancanza d’imprenditoria, mafia, ecc.) è stato voluto ed è stato consentito, poiché vantaggioso per altre parti d’italia:in questi 150 anni il nostro territorio è stato depredato delle sue ricchezze ed è stato volutamente abbandonato a sé stesso. l’assistenzialismo in sicilia e in tutto il sud italia è stato anch’esso un fatto storico voluto e progettato: siamo diventati bacino elettorale, nonché primi consumatori dei prodotti fabbricati nel nord italia(vedi fiat, ariston,ecc..); senza parlare di quando non siamo stati semplice forza lavoro immigrata da sfruttare e denigrare, al pari di quello che oggi succede coi migranti di tutte le altre nazionalità. ciò, sia chiaro, non al fine di difendere i nostri cari venduti politici siciliani, bensì per difendere un popolo e una storia per troppo tempo dimenticata, o peggio ancora meschinamente falsata. la triste e dolorosa verità è che dall’unificazione in poi, con la complicità dei potenti della nostra isola, la sicilia e noi normali siciliani siamo stati trattati al pari di una colonia. dopo questa breve ma doverosa premessa, possiamo serenamente passare, se lo desidera, a parlare di sicilianismo e delle sue particolari accezioni.
      cordiali saluti.

    5. forza sicilia e forza siciliani

    6. Il sicilianismo è stato base ideologica del cosiddetto ribellismo siciliano che ha distinto gli ultimi due secoli di storia dell’isola.

      Questa mi sembra veramente una scemenza, così come i “presunti torti” fatti dallo stato alla Sicilia. Si vada a cercare un po’ di informazioni su cosa successe in Sicilia negli ultimi due secoli, e cosa sta all’origine della questione meridionale, così magari dopo qualcosa se la tratterrà

    7. Andrea
      dillo tu cosa ci sta alla base della questione meridionale…………..

    8. La giusta lettura è una sintesi tra quello che scrive Peppe (da leggere in priorità; vedi peppe che stavolta siamo d’accordo?) e l’analisi (anch’essa pertinente) dell’autore Pasquale Hamel, interrogandosi, magari, se la seconda analisi non è la conseguenza dei fatti storici rilevati da Peppe, e dell’organizzazione socio-economica e strutturale messa in atto in modo scientifico per relegare il meridione al ruolo subalterno degli utili idioti (e consumatori e bacino elettorale bisognoso quindi malleabile) per la parte evoluta e produttiva del paese, ovvero i detentori del potere e del capitale (anche quello raccolto al sud, svuotato di grandi banche locali). Non omettendo pero’ che il sonno è secolare come diceva il Principe.
      L’abitudine paradossale di molti siciliani ad interpretare “al contrario” i fatti è nota, per cui il fatto che coloro che dovrebbero amministrare la Sicilia, impregnati anch’essi di atavismo nocivo, considerino giuste queste forme mentali e le loro espressioni e gesti atavici nocivi, non sorprende.

    9. signor Hamel, ma che fa? Si è accorto che i siciliani si sono svegliati e lei vorrebbe che continuassero a dormire? Goffo e, per certi versi, simpatico (oltre che superficiale: concordo con chi mi ha preceduto), questo suo tentativo di risemantizzare la parola “sicilianismo” che lei, poi, appioppa persino a chi lotta per vedere attuata la costituzione italiana.

    10. E poi… Lei non sarebbe uno storico? E associa l’aggettivo “presunti” ai torti subiti dalla Sicilia per parte dello Stato? Ma davvero non si accorge che la Sicilia (e anche il Meridione) da 150 anni sono relegati a colonia dello Stato italiano? Si legga un po’ di libri che sono usciti ultimamente su questa questione. Oramai è un dato storico accertato che l’Unità ha portato miseria ed emigrazione al Sud. Si può dire ciò e denunciare anche le colpe di una classe politica locale? Se denuncio anche le colpe dei Siciliani, rimango sicilianista o non lo sono più?!?
      Si svegli Hamel!

    11. L’autore non perde nessuna occasione per esprimere la sua siculofobia.

    12. Signor Hamer, la generalizzazione che oscilla approssimativamente tra i ben più complessi meandri spazio-temporali è la peggior forma di pregiudizio. Quindi, secondo lei, un sicilianista è intrinsecamente una sorta di delinquente che rifiuta lo Stato per dar spazio ai poteri forti e alla mafia? Un po’ come affermare che un meridionale è antropologicamente e intrinsecamente criminale solo perché meridionale, come raccontava lo pseudo-antropologo Cesare Lombroso.
      Al contrario, io credo che si diventi sicilianisti proprio perché si è stanchi della mancanza di un reale Stato che si pone in tutto e per tutto (e fin troppo paradossalmente) dalla parte del ‘buono’, quando la mafia è diventata ciò che conosciamo tutti proprio all’interno di quello stesso Stato di cui lei tesse le lodi, e non al di fuori.
      Il sicilianismo non è affatto un modo per scaricare i barili. Anzi, è una presa di coscienza del fatto che l’idillio istituzionale tra Stato e Regione – in cui anche i politici siciliani non hanno fatto altro, in 65 anni, che mantenere il torpore socio-culturale siciliano – non possa più continuare a sussistere. Si tratta, infatti, di una divisione equa di colpe, non di un semplicistico additamento nei confronti dell’Italia.
      Si parla tanto delle mancate reazioni dei siciliani durante tutti questi anni. E adesso che qualcuno torna a fare la voce grossa, mettendo al centro di tutto una Sicilia che per un motivo o per un altro è ridotta come è ridotta, lo rimproverate e lo tacciate di anti-Stato e pro-mafia? Ma scherziamo?

    13. Analisi approssimativa e poco obiettiva. Pasquale Hamel Bocciato.

    14. Il mio commento è in attesa di moderazione dalle 11,05.
      Non capisco qual’è il problema!

    15. non vi resta che piangere,
      ed emigrare.

    16. Forse sarebbe meglio dire che un incubo ossessiona gli anti-siciliani: quello di trovare un termine dispregiativo per condire minestre con ogni sorta di pregiudizio, stereotipo o veleno. Ma ciò succede anche quando si è costretti a raschiare il fondo del barile per trovare qualcosa di positivo nella manifestazione dell’italianismo.

    17. è sicilianismo il fatto che i dipendenti della Regione Sicilia continueranno a calcolare la propria pensione col sistema retributivo e non contributivo come dovranno fare tutti gli altri figli di questa Sicilia?!?!?

    18. Se i siciliani stanno zitti: “Ecco, non fanno mai niente!”.
      Sei i siciliani fanno qualcosa:”Ecco, chissà per quale motivo losco lo fanno”…

      SIAMO STUFI DI ESSERE SEMPRE ACCUSATI, QUALSIASI COSA FACCIAMO O NON FACCIAMO!!

    19. Lisa Simpson, qui nessuno vuole che i dipendenti regionali continuino ad avere i privilegi che hanno. Lo Statuto NON E’ APPLICATO se non in punti marginali che danno privilegi ai ‘signorotti’ siciliani, mentre gli articoli più importanti non vengono minimamente calcolati come PARTE DELLA COSTITUZIONE ITALIANA, quale è lo Statuto! E’ questo il crimine che additate ai ‘sicilianisti’?

    20. davvero non so da dove cominciare ….potrei dire che difendere a tutti costi l’italianità può dunque voler dire che ogni infamia perpretata dai tricolori dall’impresa d’Abissinia alle cannonate di Beccaris; dalle malversazioni sui rappresentanti dei fasci siciliani ai morti di Avola; dallo sfruttamento illegale del territorio “fatto colonia” del meridione da parte delle agenzie multinazionali dell’energia all’elaborazione di alcune tra le peggiori stragi di stato ,significhi la piena giustificazione di questi orrori. O che la difesa di qualche delinquente unitario può voler sognificare che TUTTI gli italici sono dei delinquenti….e poi il suddetto è stato vicepresidente dell’ARS, quindi visto che le norme approvate e messe in pratica dello Statuto sono proprio quelle che gli hanno consentito straordinari emolumenti,di cosa stiamo parlando? E,infine,si rileggesse con attenzione Kundere: vuole dire proprio il contrario di quanto afferma il suddetto antipatriota……..a proposito,io che sono figlio di una napoletana e di un siciliano,per Hamel come dovrei esser definito?

    21. Pasquale Hamel tu sei un traditore della Patria siciliana e ti spiego subito il perchè. La parola sicilian-ismo contine un “ismo” e tutte le parole che finiscono con “ismo” esercitano sull’uomo una forma di seduzione inconscia. Il comun-ismo, il fasc-ismo, il berluscon-ismo, il sicilian-ismo e potrei continuare ancora per molto. Pertanto Ti invito a non usare mai più la parola sicilianismo per descrivere un fenomeno che i “ismo” non ha nulla. Il fenomeno siciliano è semplicemente la presa di coscienza di un popolo che è stato beffato nei secoli dei secoli a causa della sua ignoranza. Il fenomeno siciliano di oggi è la volontà dei cittadini di chiedere semplicemente di rispettare i patti del dopoguerra con la resa autonoma della Regione Siciliana. Tu invece stai mettendo in campo le ludiche tecniche di seduzione, utilizzando termi inappropriati e seduttivi per spegnere un fuoco mettendo la solita paura che banchieri come te esercitano da millenni sui popoli. L’augurio che ti do e che alle prossime elezioni nessun siciliano ti voti neppure la tua consorte se è siciliano come noi. Le parole caro Pasquele le devi iniziare a pesare in Sicilia com enel resto del mondo perchè oggi la gente è più sveglia di quanto tu possa immagginare e capisce chi è fazioso o meno quasi telepaticamente.

    22. E’ incredibile che si venga tacciati di mafioso solo per difendere il proprio territorio, la propria gente, la propria cultura e, ascolti bene, i propri diritti, sanciti in una Costituzione che dovrebbe essere rispettata da tutti, compreso dal Pres. Napolitano che tanto dice di difenderla a parole, quella Costituzione che sancisce che la Sicilia e’ una regione a Statuto Speciale d’Autonomia e che se rispettato renderebbe la nostra isola un esempio per il Mediterraneo. E’ questa la nostra colpa? Il voler vivere da gente civile nella nostra Terra? Il non voler vedere piu’ i nostri giovani elemosinare un lavoro o peggio emigrare? E’ una colpa amare le proprie radici? Davvero sig Hamel, le sue parole mi danno tanta tristezza nel vedere tanti pregiudizi e tanta presunta conoscenza del fenomeno “Sicilianista”.

    23. senza l’Italia,e lo Stato,
      qui saremmo gia` alla guerra civile.
      Senza l’Europa,avremmo gia` un`inflazione a 2 cifre
      con tutto quello che cio` comporta a danno sopratutto delle classi sociali piu` deboli.
      Il problema e` che le canaglie restano
      ed i migliori espatriano.

    24. Leggendo tutti i titoli che sfoggia l’autore del post, si rimane sconcertati da tanta approssimazione.
      Non posso non quotare l’intervento di peppe.

    25. poi vorrei spiegato cosa c’entra l’Abissinia
      del periodo fascio-imperialista
      con l’Unita` d’Italia.

    26. 1.le raffinerie stanno in Sicilia.
      Gli impianti sono nati con CAPITALI di Societa’ nazionali con Sede Legale fuori dalla Sicilia.
      2.Lo Statuto Speciale nacque prima dell’avvento della Repubblica Italiana,ed e` rimasto su carta
      perche` sorpassato dagli eventi.
      3.Mafia e comportamenti mafiosi,e relative mentalita`,sono da sempre un freno agli Investitori
      4.Quando arrivano soldi dalla UE,la I pensata e` come “fotterseli”,altrimenti non avremmo avuto
      la miriade di truffe scoperte dalla Guardia di Finanza.
      5.In questo contesto lo Stato preferisce fare le elemosine piuttosto che investire.
      Elemosine,si fa per dire,perche` nei decenni,si tratta di miliardi di EURO.
      MILIARDI DI EURO DA ROMA VERSO IL SUD.

    27. Dovrei dire che il cretinismo trionfa ma siccome ho rispetto per le altrui opinioni mi autocensuro. Entro nel merito di talune osservazioni, rinviando per approfondimenti alle pregevoli analisi di Giuseppe Carlo Marino, di Giuseppe Giarrizzo, di Orazio Cancila. Credo quanti hanno espresso le loro ripetibili opinioni, non abbiano capito. Ma siccome non mi piace La presunzione, detesto i santoni che hanno verità confezionate, penso di non esesermi ben espresso. Il sicilianismo, mi pare di averlo scritto(o forse no!) è la difesa aprioristica al di la’ del merito delle vicende in questione. E’ un qualcosa che no fa bene alla Sicilia, perché consente a chi vuol male alla nostra terra di bollare aprioristicamente di negatività tutto quanto emerge od é emerso in essa. La nostra è una terra ricca, non solo di memorie e di segni della memoria, ma ricca di opportunità economiche, opportunità di crescita che sono state, direi volutamente, trascurate, privilegiando invece il rancore, il pressappochismo, il clientelismo e di “ismi” chi più ne ha, ne metta. Questa è la situazione al cui fondo sta la presunzione di essere nel giusto in ogni caso. Ricordiamo la bella pagina del Gattopardo. A proposito della Regione siciliana, al cui fondamento sta uno Statuto abborracciato che non stimola passioni positive e disegna una struttura organizzativa, son Luigi Sturzo, al quale come a De Gasperi e Dossetti sono particolarmente legato, diceva che si era costruito un apparato che allontanava il cittadino dal potere, che creava un’ulteriore barriera, con il giusto disprezzo affermava ch’era stata creata”la pantomima dell’amministrazione centrale”. Lo studio della storia dell’Assemblea, ricordo che sono stato il primo a tracciarne un profilo in Da Nazione a Regione, dimostra che quanto affermava Sturzo era drammatica,ente vero. Non c’entra niente il discorso dello sfruttamento che le classi dirigenti liberali dello Stato unitario, con la complicità delle nostre classi dirigenti, hanno legittimato in Sicilia. Di questi fatti, ne ho parlato abbondantemente. Ripeto, qui è altro il problema. Ma siccome qualche risposta bisogna pur darla, visto che il dibattito è sconfinato oltre, si direbbe fuori tema, non mi sottraggo affermando che l’Autonomia regionale siciliana, che considero un valore, é stata usata male, che le enormi risorse di cui la Regione ha avuto disponibilità, risorse che avrebbero potuto fare di questa terra un luogo di certezze e di futuro per i suoi abitanti, sono state sperperate in modo vergognoso, che quanto chiedono un lavoro dovrebbero chiedere conto di quanto é stato sprecato, non allo Stato, ma a coloro che hanno governato per conto dei siciliani, e quindi con la loro complicità questa terra. Ho sempre respinto le lusinghe del coinvolgimento in politica perché non credo nella politica che si esprime nella nostra terra, la speranza che è l’ultima a morire, mi dice d’essere ottimista ma gramscianamente debbo accedere al pessimismo della ragione.
      se qualcuno è interessato potrei elencare, una dopo l’altra le vergogne e le occasioni mancate e indicare i tanti responsabili che le hanno determinate.
      Un ultima battuta, prima di dire fregnacce su kundera, consiglierei la lettura dello splendido romanzo che indicavo nel mio articolo che peraltro è stato richiesto. Non vado oltre, pronto al dialogo termine che filologicamente è composto da due parole dia e logos, dove logos è ragione, un dialogo che non attraversi e si serva della ragione non avrebbe senso alcuno

    28. Mi scuso per qualche refuso, ma non sono un esperto di computer e il vocabolario in memoria mi deforma spesso i vari lemmi

    29. @Pasquale Hamel
      “Dovrei dire che il cretinismo trionfa ma siccome ho rispetto per le altrui opinioni mi autocensuro.”
      ecco, di questo la ringrazio.
      dopo questo incipit mi evito di leggerla ancora, chiudo la pagina, e vado a fare altro, sperando abbia in futuro maggiore cura dei sui lemmi.

    30. Ah ah ah! Hamel, si poteva censurare prima: avrebbe fatto una figura migliore. Invece ha voluto dedicarsi a definire un termine (“Sicilianismo”) dandogli un significato diverso per così poter gettare fango su quei siciliani – che sono ogni giorno di più – che vogliono che vengano rispettati i loro diritti.
      Ha fatto un grosso buco nell’acqua perché chi legge è più intelligente di quanto lei possa pensare.

    31. A mio avviso, quanti hanno commentato l’articolo del Sig.Pasquale HameL hanno fatto male a commentare. Io sono dell’avviso che talune persone debbano essere ignorate…ricordo che, tanti anni fa, nel mio quartiere c’era un tizio che “di testa” non stava tanto bene; parlava di tutto e di tutti, il più delle volte a sproposito, facendo nascere delle vere e proprie “sciarri”…e più la gente gli andava appresso e più quello parlava a vanvera, tirando in ballo le persone e mettendo l’uno contro l’altro. Un giorno un ragazzino di cui il Tizio aveva sparlato del padre, lo apostrofò dicendogli “Si un tabbobbu!” – Cosa significhi “tabbobbu” onestamente non lo so – e forse non lo sapeva manco il ragazzino – fatto sta che tutti cominciarono a chiamare il Tizio “Alfiu Tabbobbu”! Da allora in quel quartiere, Alfiu Tabbobbu non fu più preso in nessuna considerazione:
      – “Cui è ca lu dissi?”
      – “Alfiu Tabbobbu!”
      – “Ah, ah, ah, ah…evviva Alfiu Tabbobbu!”

      Sig.Pasquale HameL da oggi la chiameremo “Pasquali Tabbobbu”!!

    32. EVVIVA PASQUALI TABBOBBU!!

    33. E BRAVU PASQUALI TABBOBBU…..

    34. non credo che una tale immotivata presa di posizione vada presa in considerazione o vada commentata…, pertanto intervengo solo per dire che sono solidale con chi si ritiene offeso da questo tale signor hamel !

    35. Il signor Hamel dovrebbe esprimere i suoi pensieri in maniera semplice, sintetica, evitando lunghe divagazioni tra nomi citazioni e conoscenze. Se vuole fare una corretta analisi antropologica non deve eludere i fattori ambientali (storici) e prima di analizzare gli effetti deve soprattutto prendere in considerazione le cause, e non fare, per esempio, come coloro che pretendono raccontare o analizzare la storia parlando solo della fine ovvero le conseguenze. Per un uomo con tutte quelle cariche dovrebbe essere come un gioco da bambini la chiarezza, la sintesi, la semplicità. N.B. analizzare le cause, per quel che mi riguarda non vuol dire giustificare torpore innato, atavismo, incapacità. Hamel dice, sopra, di avere parlato abbondantemente di fatti storici; ma dove? Qui, per completezza di analisi, non l’ha fatto.
      Detto questo, si nota l’attitudine tipica dei soloni che offendono gli interlocutori (cretinismo) ma precisando di rispettarli (e chi ci crede?).
      Si spera che Hamel non abbia applicato gli stessi metodi con i suoi allievi durante la sua lunga carriera, altrimenti, chissà quanto odio e quante parulazze, come ora…

    36. P.S. a proposito di soloni, dall’offesa facile rivolta agli interlocutori che li contestano, si nota la similitudine con altri soloni, qui e altrove.
      Evidentemente questa analogia, l’offesa agli interlocutori che li contraddicono, è un campo da esplorare con curiosità, per chi è appassionato dai meccanismi “sui generis” del cervello umano. D’altronde in teatro i tipi cosiddetti “strani” (c’è chi li definisce volgarmente matti, chi li definisce assurdi, chi surreali) sono spesso i più intriganti.
      Ci sono pure i soloni pittoreschi, quelli dalle personalità multiple, per intenderci tipo Giangiacomo Pignacorelli.

    37. signor hamel, lei sa benissimo che l’approvazione in toto dello nostro statuto speciale renderebbe la vita più difficile ai nostri politici conterranei, perché sarebbero costretti a responsabilizzarsi, e non avrebbero più nessun alibi.. sa benissimo che sarebbe una conquista di civiltà per tutti i siciliani. sa benissimo che in termini strettamente economici l’unico soggetto che non se ne gioverebbe sarebbe lo stato italiano… eppure fa finta di non saperlo, perché?

    38. Buongiorno Pasquali Tabbobbu!
      Bella chissa!

    39. Evviva Pasquale Tabbobbu!!!!!!

    40. Pasquali…si nu tabbobbu!

    41. Pasquali Tabbobbu….. salutamu!

    42. Penso che” recuperando”la nostra Storia ,(dal greco ἱστορία, historìa, ispezione ,disciplina che si occupa dello studio del passato tramite l’uso di fonti, di tutto ciò che possa trasmettere il sapere, intesa anche come ricerca e narrazione continua e sistematica di eventi del passato considerati di importanza per la specie umana compreso lo studio degli eventi e delle Persone.)”recupereremmo anche il nostro Paese e noi stessi…forse è davvero necessario un radicale cambiamento della nostra mentalità,recuperando la “Dimensione del Servizio”come antidoto alla dimensione del potere finalizzato alla sola soddisfazione di ambizioni personali.Pasquale Hamel può piacere o non piacere ma sicuramente offre spunti davvero interessanti.

    43. Bravo Pasquali Tabbobbu! Mica pizza e fichi!

    44. Telegraficamente.
      1) Concordo con il primo post di Gigi: il post di Hamel va letto avendo in mente la doverosa premessa di peppe (io per la verità la davo per implicita ma meglio un chiarimento in più che uno in meno)
      2) Rosalio: per favore controlla gli IP dei vari commentatori anti-hamel “made in tabbobbuland”, originali come una moneta da tre euro;
      3) non basta fare il gesto delle tre dita e dire antudo per amare VERAMENTE la Sicilia.

    45. Mentre lei mangia nel piatto italiano i siciliani emigrano, IL SICILIANISMO E’ L’UNIVA VIA DI VERA LIBERTÀ DI QUESTO POPOLO.
      http://neovitruvian.wordpress.com/2010/11/09/giuseppe-mazzini-il-massone-fondatore-della-mafia/

    46. E’ perfettamente condivisibile il punto di vista di questo “signore”,difatti è facile comprendere che se hanno lottato,ammazzato,torturato,derubato tanto nel 1861,al solo scopo di avere un’ampia colonia interna alla penisola italica,è normale che ci si risenta se i colonizzati incominciano a capire di non essere stati liberati dai “patrioti eroici”,bnsì sfruttati fino al midollo e allora che si fa ? Si ritenta con la carta della manipolazione indotta che vorrebbe i siciliani tutti mafiosi,i napoletani tutti camorristi e i calabresi tutti ndranghetisti,un po come agì quel galantuomo di gladston ( minuscolo voluto )quando,per diffamare la dinastia borbonica e darle l’appellativo di NEGAZIONE DI DIO,raccontò delle condizioni miserrime in cui versavano i carceri borbonici,salvo poi ammettere,anni dopo,di non aver MAI visto nessuno di quei carceri.Mi dispiace,ma la verità sta camminando su lunghe gambe e non basteranno centomila scritti come questi per farci sentire ancora ospiti indesiderati.Rivolga i suoi articoli al PADANISMO,forse avrà più successo.

    47. W tabbobbu w il tabobbismo!Tabbobbo nazione!

    48. ovvio che i siciliani non sono tutti mafiosi,
      pero` quelli che lo sono ,sono sufficienti a rendere la Sicilia una terra senza futuro.

    49. sì, però non esageriamo con questa autocommiserazione! la mafia non è solo in sicilia, ma in tutti i paesi capitalisti del mondo! non è presente nella stessa misura in tutto il territorio siciliano, ma è presente soprattutto nelle grandi città, e nemmeno nella stessa maniera(a palermo molto di più che a catania). come ho scritto sopra, ha una data di nascita (intorno al 1860), e di conseguenza avrà anche una fine. chi è senza speranza, è colui che non sa.

    50. unu ca si firma XYZ po essiri sulu n’avutru tabbobbu!

    51. una ca si firma marrone
      e non cacao
      po essiri
      TABBOBBA?

    52. ora,considerato che tabbobbu
      non si sa nemmeno cosa significhi,
      e` fin troppo chiaro che livello di commentatori
      si sono concentrati in questo post

    53. e non cancellate nessun commento,per favore,
      deve essere chiaro a tutti
      che razza di gente e` rimasta in sicilia.

    54. CHI HA DATO FACOLTA’ DI PAROLA A QUESTO TIZIO?

    55. Perchè fare di tutta l’erba un fascio? Non ho capito bene se siamo noi quelli sbagliati o se facciamo le cose sbagliate….intenzionalmente!
      Ma poi sta cosa del nord/sud ancora non mi raccapezzo…boh.
      Sicilianismo in che senso??????Dovremmo soffrire di padanismo? omunque sia bella o brutta è la mia terra e voglio il massimo rispetto anche quando si parla di cretinismo, nella peggiore delle ipotesi il Moment rosa fa miracoli!

    56. Dott. Pasquale, anche la parola “cretin-ismo” è riuscita a sedurmi e adesso mi convinco veramente di essere stato cretito per avere sostenuto i miei rappresentanti e di avere stimato “illustre” persone ferfettamente confezionate (da chi sa Lei), appunto, per i cretini. Il mio commento è
      stato definito “sanguigno” da cybernauta ma non l’ho scritto per offenderla ma per stimolarla al fine di attirare la sua attenzione per cercare di portare Lei nel presente, a oggi, in questa ora e minuto secondo che Lei sta utilizzando per leggere queste parole. Dott. Pasquale Lei deve lasciare indietro il passato e analizzare oggi lo scenario politico e le risorse fruibili in Sicilia e scrivere un bel libro su questo Tema. Deve censurare soltanto gli “ismi” e poi deve scrivere quello che riterrà a suo parere utile a far capire cosa accade oggi. Le posso scrivere qualchè riga descrivendo le mie sensazioni: Oggi sento che il popolo occidentale abbia preso coscienza e conoscenza dei meccanismi del sistema monetario messo in campo negli anni 70, prova è il fatto che ci sono milioni di uomini indignati sparsi in tutto il mondo che attaccano la Borsa e le banche. Oggi i giovani sono colti ed istruiti e non accettano “il giubileo” finanziario che si sta evitando di realizzare per i limiti instrinsechi e naturali del sistema monetario stesso. Oggi vedo ridurre drasticamente il potere di acquisto della moneta e di contro non vedo possibilità di crescita perchè ormai i capitali sono stati ritirati dalle banche e girano solo i soldi degli interessi che dobbiamo pagare alle banche per far continuare a vivere questo sistema ed evitare il “giubileo” finanziario. Oggi vedo una natura imprevedibile e distruttiva ed un Uomo impreparato piscologicamente e logisticamente dal proteggersi da essa. Oggi mi rendo conto che Il sistema monetario non è fallito ma sta toccando il punto naturale di collasso semplicemente perchè era stato congegnato così. Oggi ho capito che questo sistema monetario consente un arricchiemento esponenziale solo per chi lo governa. Oggi ho capito che chi governa il sistema monetario è solo 1 per cento della popolazione mondiale. Oggi ho capito che per questo sistema monetario si sono consumate molte guerre e sono morti molti uomini. Oggi ho capito che il 99 per cento della gente ha capito quello che ho capito io. Oggi ho capito che non posso considerarmi più un cretino e visto che mi sono accorto di essre intelligente di colpo, Io chiedo al Dott. Pasquale di unirsi a noi uomini della sicilia per aiutarci a venire fuori da questa brutta situazione economica. Questo non è sicilianismo è crisi di un sitema finanziario globale ed un esperto come Lei può, se vuole, da avvocato, dimostrare che con le nostre due Carte Costituzionali, quella Italiana e quella Siciliana noi abbiamo il diritto di essere neutrali ed autonomi rispetto alle logiche economiche altrui che se federati con essi. Oggi non c’è alcun sicilianismo o sicilianista, ci sono italiani che vivono nella Regione Autonoma della Regione Siciliana che hanno bisogno di lavoro e speranze per il futuro. Dott. Pasquale, non vedo altre vie di uscita per ridurre i danni di questa crisi in sicilia ma se lei ha qualche idea per farci stare meglio tutti perchè io non dovrei sostenerla! Lei dott. Pasquale deve fare una scelta di campo o resta a far parte dell’1 per cento o passa con il 99% per risolvere il problema al 100% della gente.

    57. Egr. Sig. XYZ, il Sig. Pasquale ha espresso il suo parere su noi sicilianisti ed io (e tanti altri) abbiamo espresso il nostro parere sul Sig. Pasquale; a me, per esempio, mi ricorda quel tale Alfio Tabbobbu di cui ho raccontato sopra! Ha qualche problema?

      Inoltre “una ca si firma Marrone” è, quanto meno, una che si firma con nome e cognome! Lei con quella sigla XYZ cosa vuole rappresentare? Perchè si nasconde?
      Si nasconde ed ha anche la faccia tosta di criticare?!

      Nel quartiere dove sono cresciuto c’era l’abitudine di attribuire ad ogni persona un particolare pecco…mi ricordo di un altro Tizio che aveva la caratteristica di nascondersi, di tirare la pietra e nascondere la mano, di agire nell’anonimato: veniva chiamato “Giuvanni Caca-lanni”!

    58. Vi invito a rimanere in tema e a essere rispettosi nei vostri commenti. Grazie.

    59. Egregio signore
      lei non ha avuto la capacita` di controargomentare sulle affermazioni dell’Autore.
      Lei ha scritto delle banalita`.Poi ha trovato un seguito che ha mostrato una faccia della sicilia di cui ci si puo` solo vergognare.
      Dileggi,insulti e perfino tentativo di censurare i commenti.Cioe’ il VUOTO. `

    60. Visto che raccontiamo cose della fanciullezza, ai tempi in cui si giocava nel cortile di casa, giocava con noi un bambino, che si “sentiva importante e guardava tutti dall’alto in basso”, e noi chiamavamo, “attis pigghiatu r’acqua e mari…”! Quando ad un certo punto chiedo: ma come si chiama? ma chi e`? uno piu` grandicello mi risponde: e cu avi a essiri, e` u figghiu ru sparatruona ri murriali”! Sapete come si chiamava in verita`? no, non ve lo dico, non lo credereste mai….. ahahahaha

    61. Quello che consglia stoltamente il Sior Pasquali Tabbobbu, sarebbe in sostanza di chinare la testa e prestarsi a lruolo di brutti sporchi e cattivi , alla Sicilia ! Che è il più antico e civile Regno d’Italia . Che la Sicilia, maestera di cultura e civiltà, dovesse piegharsi nella poltiglia italiota e lasciare saccheggiare le proprie risorse (buono per la Lombardia il suo petrolio nevvero?, tanto per dirne solo una) e le proprie prospettive fututre… in nome di che poi? Di chi la vuole nel ruolo di fornitori di iloti! Se Pasquali Tabbobbu non ha spina dorsale beh! per fortuna i Siciliani- sicilianisti hanno il senso del propriio valore. Ma fammi il piacere Pasquali Tabbobbu, figlio rinnegato, per tradimento morale, che affossa la Sicilia. Meglio un Sicilianista di un Pasquali Tabbobbu. Il primo l’innalza , il secondo la deturpa. E’ proprio vero che se la parola è d’argento il silenzio è d’oro. Avresti fatto meglio a cucirti la bocca prima di parlare dei Siciliani orgogliosi , a buona ragione, di essere Siciliani e con orgoglio.

    62. BASTA MI VA CURCU ….. BONA NOTTI A TUTTI

      PS BONA NOTTI PURU A TIA PASQUA’ TABBOBBU

    63. I sicilianisti ripetono sempre le stesse cose come le marionette del teatro dei pupi: tanta retorica dietro un pozzo di ignoranza. Fortunatamente i siciliani migliori non sono sicilianisti come non tutti i settentrionali sono leghisti.

    64. puer apuliae@ che c’entra la lega(razzista) con la storia negata della sicilia? cosa c’entra la lega con la mancata attuazione dello statuto siciliano del ’46? se conoscere la storia della propria terra, e volerla divulgare per progettarne insieme il futuro significa essere sicilianisti, allora io sono un sicilianista.

    65. Lo Statuto va semplicemente abolito: è servito solo a foraggiare i peggiori parassiti che l’Italia abbia mai conosciuto. Bisogna far leva sui siciliani migliori: quelli che si sono affermati al di fuori della Sicilia e non su quelli che si raccontano favole guardando indietro.

    66. lo statuto siciliano non è mai stato approvato nelle sue parti più rilevanti! sei fazioso. sai benissimo che la storia della tua terra non è una favola, e che da 150 anni veniamo sfruttati e trattati come una colonia, col beneplacito della nostra classe dirigente venduta ai poteri forti dell’italietta. se non conosci il tuo passato non puoi progettare il tuo futuro. se non lo conosci, ti prego vallo a studiare, e per favore no nei libri scuola, quelli sì che raccontano favole!

    67. quello che non va dimenticato,e` quanto e` avvenuto
      negli ultimi decenni:
      .
      assassinio di Sindacalisti
      assassinio di Giornalisti
      assassinio di Liberi Professionisti
      assassinio di Imprenditori
      assassinio di Magistrati
      assassinio di Sindaci
      assassinio di Forze dell’Ordine,Graduati,Commissari
      e fin’anco Generali
      assassinio di Presidenti di Regione.
      .
      Un primato regionale
      .

    68. sarcasmo,dileggi,insulti e,
      perfino tentativi di censurare i commenti altrui
      = VUOTO ASSOLUTO

    69. do` un Link
      solo a mo` di esempio
      .
      http://it.wikipedia.org/wiki/Roberto_Parisi
      .
      similmente potrete riscontrare
      sempre su Wikipedia,
      i terribili fatti di cronaca siciliana
      .
      digiti un nome,
      e ritrovi la vicenda .

    70. Altri soldi per foraggiare questi parassiti? No, grazie. Facciamo semmai emigrare i parassiti e rientrare le forze migliori non legate al magna magna di risorse pubbliche attraverso politici che rivendcano la specialità siciliana, la storia, le colonizzazioni e altre questioni comunque datate: siamo nel 2012!!!!!!

    71. Primato regionale è anche avere un presidente di Regione (Cuffaro), sindaci (Ciancimino), politici (Lima), ecc. organici o collusi e centinaia di morti ammazzati peer mafia.

    72. potrei riportare centinaia di nomi di siciliani che si sono sacrificati
      fino a dare la vita
      per far uscire questa terra maledetta
      da una situazione di degrado
      ma,
      potete continuare da voi stessi…

    73. e,qui c’e’ l’elenco da esplorare uno x uno
      .
      http://it.wikipedia.org/wiki/Vittime_di_Cosa_Nostra

    74. l’approvazione in toto dello statuto autonomo siciliano sarebbe la migliore cura per i politici nostrani e per un reale contrasto alla mafia(ripeto:nata in quel dannato 1860). eppoi nel 2012 sì, siamo dentro l’europa, e quindi basta con questi Stati nati alla fine dell’ottocento(come l’italia,in europa e nel mondo ce ne sono a bizzeffe, del tutto inventati. noi siciliani dobbiamo ritornare ad essere artefici del nostro futuro.
      p.s. la mafia esiste in tutti i paesi capitalisti del mondo, non è che siccome nei tg dell’italietta parlano della nostra terra solo per fatti di mafia, siamo così stupidi da non sapere, o dimenticare, che è un problema di tutto il mondo capitalistico…

    75. doppio p.s.: come ho scritto sopra, l’approvazione dello statuto speciale, tanto per cominciare farebbe restare in sicilia i soldi del petrolio estratto nella nostra terra. scusate se è poco.

    76. “Io ritengo responsabile primario del mondo mafioso lo Stato, quello stesso che in Italia, dai giorni dell’Unità ad oggi, ha dato la dimostrazione legislativa ed amministrativa dello spregio della legge.
      Se mafia vuol dire extralegalità, rifiuto della legge, sostituzione del fatto imperioso e prepotente alla norma e al rapporto giuridico, se la mafia vuol dire tutto questo e contemporaneamente si …considera la storia della nostra isola dal plebiscito ad oggi, ci accorgiamo che si tratta di una sequela di sopraffazioni in cui lo Stato è il primo ad affermare l’inutilità della legge, l’offesa alla legge “. (On. Giuseppe Alessi – primo Presidente della Regione Siciliana)

    77. @Peppe: OTTIMO!!!

    78. Ma chi è che addestra questi ignoranti di stria siciliana a ripetere a memoria sempre lo stesso spartito? Come mai nessun intellettuale di quelli che fanno onore alla Sicilia ha mai abbracciato queste tesi che servono solo a consolare certuni del totale fallimento sociale ed economico della Sicilia realizzzato dalla classe politica contemporanea e non dai piemontesi di 150 anni fa ormai morti e sepolti e non più perseguibili?

    79. puer apuliae@ stiamo parlando di oggi. qualche giorno fa i treni italia hanno interrotto i treni diretti da e verso il sud, per esempio.. per non parlare dei fondi che dovevano essere destinati al sud (e in sicilia) e che come per magia sono invece andati a finire per l’expo di milano! il problema è oggi, e se non apriamo gli occhi sarà anche domani. eppoi secondo te, di che parlavano le poesie di buttitta, o anche molte canzoni della balistreri? il problema è che anche tra gli intellettuali nostrani, o vige una colpevole ignoranza(vedi, le menzogne di sanremo di benigni, passate per verità), o sono letteralmente venduti, o devono andare incontro a tutti gli ostacoli che il Potere porrà sul loro cammino(per esempio molti professori delle università sono costretti a non parlare delle verità nascoste del cosiddetto risorgimento, pena la perdita del proprio posto di lavoro). a tutto questo, è ora di dire basta.

    80. xyz@ ti consiglio di guardare meno fiction e tg, e di leggerti lo statuto autonomo siciliano. così almeno sai di che si parla.

    81. xyz@ nca, sìecuta ca vinci. qui il link dello statuto autonomo siciliano:http://lnx.lasiciliaeisicilianiperlostatuto.org/?page_id=1009&preview=true. studiatelo un po’, e poi quando sei pronto ne riparliamo.

    82. non è questione di “revisionismo,ma è questione di verità:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_delle_Due_Sicilie#Economia

    83. Tra gli oppositori della Tesi Revisionista vi è anche Giorgio Bocca,opinionista,
      che ha definito “una balla” l’immagine di un Mezzogiorno florido depredato dal Nord.
      Secondo Bocca,la povertà del Sud
      risale a secoli prima dell’Unità d’Italia.

    84. una grossa fetta di denaro erogato dalla Regione, serviva a ripianare i debiti contratti dagli Enti, a causa della notevoli perdite di esercizio delle società per azioni collegate
      .
      Chissa` perche!

    85. appunto, giorgio bocca.. un’intellettuale apertamente razzista con tutti noi. cmq, a prescindere dal revisionismo, converrai con me che vi sono delle verità incontrovertibili: la sicilia (e tutto il sud italia) dall’unificazione in poi, ha visto peggiorare di anno in anno la sua situazione economica.

    86. per quanto mi riguarda,
      CHIUDO,
      dopo avervi dato i link
      su tante pagine in rete oggi accessibili a tutti,
      CHE DANNO UN QUADRO ESAUSTIVO DELLA SITUAZIONE,
      e sono quelle di wikipedia scritte col contributo di tutti in un contesto civile
      dove c’e` spazio ,e
      RISPETTO,
      per tesi contrapposte
      ma non c’e` spazio
      per i prepotenti,gli arroganti,o gli idioti.

    87. Ma si dicute su fonti wikipedia? Con tutta la comprensione possibile, per lo strumento, Wikipedia,che per carità, svolfe un’azione encomiabile, ma wiki può essere solo un spunto, per la conoscenza, che va attentamente verificata, fra le fonti non citate, fra come su wiki si interpretano, le tesse fonti citate, aqnche.
      Una cosa che manca a wikipedia é un protocollo della comunicazione. Ossia, ognuno dovrebbe essere obbligato a mettere bibliografie, note, come in un testo.
      Invece tutto é lasciato a chi scrive, senza nessuna regola, se non il tipo di testo, come inserire eventuali eimmagini, etc.
      Wikipedia può essere anche fonte di grande disinformazione, se chi scrive ha una visione decisamente unilaterale. (vedi anche le pagine sul conflitto arabo-israeliano).
      Cerchiamo di essere tutti decisamente più documentati, quando parliamo di certi argomenti!

    88. se lo dice lui.. Giuseppe Garibaldi:”Gli oltraggi subiti dalle popolazioni meridionali sono incommensurabili. Sono convinto di non aver fatto male, nonostante ciò non rifarei oggi la via dell’Italia meridionale, temendo di essere preso a sassate, essendosi colà cagionato solo squallore e suscitato solo odio”. (da una lettera ad Adelaide Cairoli del 1868; citato in Lettere ad Anita ed altre donne, raccolte da G. E. Curatolo, Formiggini, Roma 1926, pp. 113-116)

    89. Peppex, sono d’accordo con te che la gestione delle ferrovie in Italia, é e rimane scandolosa, quale strumento di infrstrutturazione pubblica della mobilità, dagli anni 50 ad oggi.
      In Sicilia lo sappiamo bene tutti, non può più prendersi nessun treno, perché i tempi di percorrenza sono doppi o tripli rispetti a quelli offerti dal gommato, su strada.
      Che in questo esistano responsabilità della nostra sciagurata,inutile,impedente autonomia, non le discuto.
      Ma fa specie che per fare 600 km fra Roma e milano un Frecciarossa ci metta 3 ore, e per fare Palermo -Enna (circa 100 km), ce ne metta 5 con uno o due cambi, mentre in puallamnn ci si mette 1,30 h.
      Lo stesso Palermo Catania, circa 200km, in pulmann 2.40 h in treno 5.
      Ma in che paese viviamo? Dove la mobilità pubblica é così assolutamente sperequativa fra le regioni?

    90. uma, guarda che per me l’attuazione dello statuto siciliano (nelle sue parti rilevanti non ancora sattuato), è una delle poche speranze che ancora ci rimangono.

    91. In un breve e per nulla scientifico sondaggio tra una trentina di amici palermitani, di cui molti dotati di quella che si ritiene “una certa cultura”, ho chiesto loro se conoscessero un certo Ruggero Settimo, di cui tutti abbiamo sentore per la via dedicata a Palermo.
      Molti lo hanno collocato a tempo dei paladini, qualcuno successore di Federico II, altri più onestamente non lo sapevano sic et simpliciter, due, forse tre, mi hanno detto per grandi linee chi fosse.
      Il 10 maggio 1948 dichiarato padre della patria siciliana e per un anno presidente del governo siciliano, anno in cui si battè per l’ultima volta moneta siciliana. Ferdinando II mandò le sue truppe repressive e spense per l’ultima volta l’idea della Sicilia indipendente e sovrana, pur in un consesso federale con le altre realtà del tempo.
      La premessa può apparire lunga ma è essenziale per lanciare un parere personale.
      Da quella data la Sicilia ha perso la coscienza di essere nazione, di essere stata per secoli indipendente,patria del primo parlamento in Europa in anni in cui nelle brume del Nord i piccoli comuni, ognuno per i fatti loro, si sciarriavano tra loro con i carrocci di legno e tirandosi le zorbe. Oggi i siciliani sconoscono la loro storia, hanno sepolto secoli di fatti nell’oblìo, perso la coscienza di popolo. La globalizzazione imperante ha poi stravolto e marmellatizzato molti cervelli che ritengono sbagliato o addirittura antistorico prende coscienza di sè , della terra dove sei nato e delle potenziali ricchezze, non solo venali, inespresse.
      Ipse dixit, dicevano gli antichi ed il Signor Hamel, dall’alto della sua turris eburnea definisce affetti da cretinismo, bontà sua, chi dissente dalla sua farneticazione, che rispetto come opinione, ma non condivido.
      Se avesse letto, e dubito lo abbia fatto, sulla Fortezza di Fenestrelle in Piemonte dove il regime sabaudo aveva deportato decine di migliaia di “briganti” del sud , lasciati morie di stenti in un lager ante litteram, si ricrederebbe sui torti subiti dalla Sicilia,sul fatto che all’annessione le casse dei Savoia vennero ben rimpinzate dalle casse del Regno delle due Sicilie, che la Marina militare borbonica costituì di fatto quella del Regno d’Italia e che per ricompensa tutti gli ufficiali di quella Marina borbonica declassati di un grado rispetto ai sabaudi. Non è questa la sede per approfondire queste serie riflessioni e mi scuso per la lungaggine necessaria.Sui massacri di Bronte , o sulla leva triennale obbligatoria, molti di voi che leggete, sanno se sono torti subiti o premi al popolo siciliano.
      In sintesi il popolo siciliano ha perso la sua identità.Il timido risveglio contemporaneo fa ben sperare, certo non per un’indipendenza utopistica, ma sul modello catalano e del federalismo spagnolo c’è tanto da imparare e discutere, certo, in un contesto europeo ma federale.
      Infine una citazione per la terra che mi ospita da tanti anni, la Sardegna,dove il concetto di popolo sardo è ben vivo, si vive ogni giorno dalla scuola, alla letteratura locale, alla vita di ogni giorno.Dalle scuole primarie, dove si insegna “sa limba” sarda, dai comuni che scrivono i cartelli stradali nelle due lingue, italiano e sardo,da molti comuni che pubblicano gli atti pubblici nelle due lingue.Popolo fiero e dalla schiena dritta , che mai storicamente ha accettato imposizioni mafiose o sovercherie di ogni tipo. Terra felice dove chi apre una qualsiasi attività lo fa liberamente e senza rendere conto a nessuno,senza pagare gabelle e pizzi ad alcuno. Quì essere sardisti, a proposito di -isti, è un onore e una cosa normalissima, dove ci esprime in sardo senza essere rimproverati a scuola, terra forse particolare e da alcuni stolti considerata ancora arretrata, ma dove già nel 1996 nasceva il primo service provider internazionale, Video on line ed è da anni cablata totalmente in fibra ottica. Mi fermo.

    92. MARSALA 09.14
      PZZALLO 08.00 ore impiegate 22:46

      @ Uma : Questo orario è estratto dall’orario ufficiale RFI Sicilia, un minuto fa.
      Se un pazzo vuole da Marsala raggiungere Pozzallo via ferrovia, impiega 22 ore e 46 minuti.
      Provare per credere.

    93. Basta non guardarsi attorno e ripetersi a vicenda le stesse storie (senza mai darsi la pena di approfondirle) e anche quella del “più antico parlamento del mondo” diventa una verità inconfutabile per orgogliosi siciliani e sicilianisti vari. Peccato che altra isola europea con più antico triscele nel suo stemma rivendichi un parlamento più antico (979 d.C.): http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_di_Man

    94. @signor di donna, ma secondo lei a me, se siamo stati il primo, il secondo o il terzo parlamento d’europa cosa me ne può importare? a me interessa la rinascita della mia terra: la quale passa anche dalla conoscenza della sua storia(nei suoi lati positivi e nei suoi lati negativi), e dall’attuazione in toto del nostro statuto speciale.

    95. Ma metti pure che è il secondo Parlamento, cambia qualcosa ? Qua si parla di forme di governo per l’epoca sicuramente rivoluzionarie, nel senso dell’eccezionalità. Quindi di forme di civiltà avanzate, che non nascono casualmente in un posto ma sono frutto di un processo di evoluzione sociale.E che ciò sia accaduto in Sicilia, è un fatto storico.

    96. Posso ricordarmi male, ma controllerò, ma il minimale governo di Ruggero Settino, che non era nobile, né discendente di nessun Ruggero di Alktavilla casata, che durò il breve fiato di un momento, aveva grandi progetti, davvero autonomistici.
      Sotto la sua direzione come ‘governatore regionale’ (1848-9), in appena 1 anno, se non ricordo male, fu varata la costruzione della Via Libertà a Palermo e del Giardino Inglese. Appena 1 anno, in cui l’ottimo Ruggero, battè moneta locale, e cercava di instaurare una vera autonomia.
      Tutto finì nell’arco di pochissimo tempo.
      Ne parla diffusamente uno storico inglese, il Dennis Macksmith (e non si capisce come mai gli inglesi siano tanto legati alla storia della sicilia, essendo anche una più recente storica, Lucy Ryall, protagonista di molta rilettura della storiografia siciliana, su cui mi trovo molto d’accordo anche nella chiave interpretativa dei fatti.

    97. Molti dei dominatori che si sono succeduti in Sicilia sono stati portatori di civiltà e tuttora ne celebriamo e ammiriamo le opere e la loro cultura: greci, romani, arabi, normanni,…
      Sicuramente migliori dell’aristocrazia locale, dei baroni vari che si sono succeduti, nello stesso palazzo, fino ai deputati che conosciamo oggi.
      La storia dice che ha giovato alla Sicilia più qualche illuminato dominatore straniero che non un signore locale, cosa che non fa sperare bene nelle tentazioni federaliste…
      E se ci annettessimo alla Svezia da cui originarono i normanni?

    98. federico II(lo stupor mundi) è sepolto nella cattedrale di palermo, vale a dire nella capitale del suo regno. i greci di sicilia, erano sicilioti: archimede, ecc.. signor di donna, la sua è una cultura figlia di quel colonialismo di cui sopra parlavo. quando la sicilia era nazione, ancora in molte zone d’italia e d’europa si brancolava nel peggior medioevo.

    99. Molti storici attribuiscono proprio a Federico II e alla sua debolezza politica molti dei mali della Sicilia. Lo Stupor Mundi alla Sicilia preferì in vita la Puglia dove trovava più pratico vivere con la sua corte itinerante. Per questo fu anche chiamato Puer Apuliae.
      La prima cosa che fecero i greci di Corinto quando fondarono Siracusa fu sterminare tutti i nativi per “pulizia etnica”: tuttora i siracusani sono più orgogliosi di sentirsi greci che normanni come amano sentirsi i palermitani.
      Probabile che anche Archimede avesse sangue greco…
      Fino alla rivoluzione industriale era la terra il vero capitale: per questo i conquistatori preferivano la Sicilia alle fredde campagne del nor Europa.

    100. Uma
      mi spiace che non hai colto la difficile operazione di ricucitura che ho dovuto affrontare in questo post, che era finito sulla deriva
      della scanzonatura e del dileggio,sia verso l’Autore,che nei riguardi di vari Commentatori.
      .
      Inoltre,nel momento in cui vengono messi in dubbio i testi “storici” ufficiali,se ti vai a rileggere
      i vari Link che ho riportato,nella sequenza in cui li ho riportati,puoi trarre le conclusioni circa
      le cause della condizione disgraziata in cui versa la nostra regione,la Sicilia.
      .
      I Link di Wikipedia riportano eventi di cronaca ed espongono prospetti in forma organizzata,possono pure essere incompleti o imprecisi,ma per quello che io ho voluto dimostrare calzano alla perfezione,e mi consentono di centrare in pieno quello che voglio dimostrare.
      Per altro mi pare siano anche obiettivi.
      Vi si parla di Risorgimento e di Unita’ d’Italia,ma anche di Revisionismo.
      Quindi non mi sembrano informazioni di parte.
      .
      La Sicilia risulta martoriata dalla criminalita`
      piu` o meno organizzata da oltre cent’anni.
      Migliaia di persone eminenti che hanno cercato di opporsi ci hanno lasciato la vita.
      Dovunque sono transitati soldi pubblici,ci sono stati sprechi,ruberie che hanno portato a lotte
      sanguinose.
      Quando la regione si e` messa la veste imprenditoriale,e` andata incontro al totale fallimento,come dimostra il caso delle aziende del gruppo ESPI e similari.
      .
      Se fossimo una regione indipendente,in queste condizioni di mentalita` mafiosa,saremmo gia` alla guerra civile,secondo me.

    101. no, signor di donna, forse non ci capiamo, archimede era siciliota, questo è quello che ci ha consegnato la storia. perché se si comincia a citare “il sangue” come ha fatto lei, si arriva a degli ambiti che, per quanto mi riguarda, non m’hanno mai interessato.. karl Marx, sul Daily Tribune di New York: «nessuna terra e nessun popolo hanno lottato così instancabilmente per la loro emancipazione come la Sicilia e i siciliani».

    102. peppex
      non capisco perche` ti rivolgi a Didonna
      sanzionandone il pensiero,
      cosi` come hai fatto anche con me.
      Invece di scrivere frasi del tipo
      “signor di donna, la sua è una cultura figlia di quel colonialismo di cui sopra parlavo”
      che vorrebbe essere una bolla,
      e comunque e` una frase dal sottofondo dispregiativo,
      cercati gli argomenti da presentare in modo civile,
      da persone serie,se ci riesci.

    103. PER LA PRECISIONE: io mi annetto principalmente alla Danimarca.
      I Normanni (da Northmen o Norsemen, ossia “uomini del Nord”), erano un misto di popolazioni della Scandinavia, insediati in Danimarca, in Norvegia e in Svezia. Erano di origine germanica,chiamati anche vichinghi.

      I Danesi batterono soprattutto la costa inglese del mare del Nord, mentre gli Svedesi erano dediti al commercio tra il mar baltico ed il mar Nero attraverso la rete fluviale della futura Russia: i guerrieri-mercanti svedesi, misti alle popolazioni slave autoctone, contribuirono a quella che sarebbe poi diventata la civiltà russa; i Norvegesi infine si dedicarono all’esplorazione dell’Oceano Glaciale Artico.
      I normanni, soprattutto danesi, si dedicarono alle scorrerie a partire dall’inizio del IX secolo. Dotati di leggere navi senza ponte e senza remi batterono le coste della Francia, dell’Inghilterra, fino alla penisola Iberica, all’Italia e alle isole del Mediterraneo occidentale. Dopo l’insediamento in Normandia (910), nell’XI secolo si riversarono in Inghilterra, in Francia e nell’Italia meridionale. Ruggero Bosso d’Altavilla, fratello di Roberto, alla testa di un folto gruppo di cavalieri nel 1061 sbarcò a Messina e invase l’isola (allora sotto dominio saraceno), riuscendo nel 1072 ad arrivare a Palermo, che venne poi eletta capitale.
      * Ferdinand Chalandon (Lione, 10 febbraio 1875 – Losanna, 31 ottobre 1921), Storia della dominazione normanna in Italia e in Sicilia

    104. ma che vuoi dire?
      “quando la sicilia era nazione, ancora in molte zone d’italia e d’europa si brancolava nel peggior medioevo.

    105. voglio dire per esempio che a scuola, invece di parlarci per mesi e mesi degli abbastanza insignificanti comuncelli del nord, noi siciliani dovremmo avere il diritto di studiare e conoscere il regno di sicilia ed il successivo regno di trinacria. questo voglio dire. mi scuso se ad alcuni posso sembrare offensivo, ma di sicuro non è questo il mio intento.

    106. UMA
      in quanto ai trasporti,dimentichi di sottolineare che alla Sicilia sono state regalate alcune autostrade,in tempi in cui il traffico era quasi inesistente.Si percorrevano decine di KM in totale solitudine,Si e’ rinunciato ai pedaggi.
      Si preferi` il trasporto su gomma rispetto a quello
      su rotaia.
      Mi pare come la recriminazione delle piste ciclabili,che,laddove esistono,nessuno usa.

    107. xyz, io ti parlavo di questo:http://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Sicilia , ma va bene uguale, basta che si sappia.
      eppoi sulle infrastrutture.. quindi secondo te, siamo stati noi a voler arrivare in 3 ore e mezza a catania(per non parlare di gela o di altri magari anche piccoli centri)? noi siciliani quindi, secondo te siamo una sorta di masochisti all’ultimo stadio? la verità è che mantenere il nostro territorio in uno stato di sottosviluppo conviene esclusivamente a due forze: a l’elité capitalistica del nord(che ne trae vantaggio per assenza di competizione all’interno del paese), e a l’elité parassita del sud(che continua in tutta tranquillità lo sfruttamento delle classi sociali subalterne della nostra isola). è nella convergenza d’obiettivi di queste due forze che il nostro popolo è rimasto intrappolato. questa, con la massima umiltà, mi sembra l’unica risposta plausibile. poi che ti devo dire? i miei rimangono semplici sforzi dell’intelletto di un normale cittadino siciliano del 2011…

    108. C’e’ chi ha gli attributi e mostra le sue idee con il vero nome, e chi sciorina centinaia di luoghi comuni e stereotipi e si nasconde dietro delle anonime sigle!

    109. turi, ti do ragione, e faccio il mea culpa. questo è l’ultimo post che commenterò con un nick name. d’altronde la mia speranza rimane invariata(e non so in questo senso quanto la mia riconoscibilità possa servire ad essa): far aprire gli occhi a noi siciliani sul nostro passato negato, e da questo provare a progettare insieme il futuro nostro, e della nostra terra.

    110. le centinaia di vittime di mafia sono gia` luogo comune?
      .
      A che serve andare a rivendicare diritti esplorando la notte dei tempi quando e` palese
      a qualsiasi osservatore dei fatti piu` recenti che ogni tentativo di rilanciare l’economia siciliana e` miseramente naufragato come dimostrano,solo per fare un esempio,le vicende legate alle aziende
      a partecipazione regionale del gruppo Espi,regolarmente miseramente fallite,
      dopo essere costate una montagna di soldi?
      Da dove provenivano questi soldi?
      In questi giorni si fa una manovra che va a toccare le tasche degli italiani,e gia` si parla che una gran parte sara` devoluta al Sud.
      Ancora una volta.

    111. quelli sono soldi nostri, xyz. quello che lo stato, i giornali, ecc.. fanno sembrare solidarietà, regalo, concessione, elemosina, è semplicemente un nostro diritto. i fondi fas per esempio, l’italia li ha avuti dall’europa per essere investiti al sud, e invece una parte se ne è già andata per l’expo di milano. poi sulla mirata, efficiente, e intelligente amministrazione di questi soldi che arrivano, rientriamo in gioco noi col nostro voto, e lì subentra la colpevole incapacità della maggioranza della nostra classe dirigente.

    112. per continuare il concetto, con l’attuazione in toto del nostro statuto speciale i nostri politici sarebbero costretti a responsabilizzarsi e a “migliorarsi”, poiché la sicilia dovrebbe contare per la stragrande maggioranza solo sulle proprie entrate(che non sono niente affatto poche..), gestendole nel miglior modo possibile.

    113. lo fai un elenco quantificato di queste ENTRATE?

    114. questo link accenna alle varie entrate che resterebbero in sicilia, invece d’andare come succede adesso allo stato centrale http://it.wikipedia.org/wiki/Autonomia_speciale
      per chi fosse ancora più interessato qui c’è l’intero statuto:
      http://lnx.lasiciliaeisicilianiperlostatuto.org/?page_id=1009&preview=true

      ribadisco che seppur facente parte regolarmente(anche perché precedente) della costituzione italiana, dal ’46 ad oggi il nostro statuto nelle sue parti più rilevanti non è ancora stato attuato.

    115. quella che tu poni e` una questione antica,
      autonomia si` o autonomia no.
      Fin’oggi non ho mai visto una inchiesta seria che dimostri con numeri alla mano se in caso di cessazione delle quote integrative che arrivano
      dallo stato o dall’europa si riesca a pareggiare il bilancio della regione sicilia.
      Neanche tu hai questi numeri.
      Hai solo dato un Link ad una trattazione che dimostra ben poco.
      Porrei fine alla questione proponendo un referendum
      al popolo siciliano,se desidera continuare
      a far parte dell’attuale geografia politica
      oppure preferisce iniziare un nuovo percorso in
      assoluta autonomia.

    116. a seguire l’art. 36\37\38 del nostro statuto speciale(articoli dal ’46 mai attuati). solo l’articolo 37 porterebbe dentro le casse della sicilia circa 7.000.000.000 di euro.

      ARTICOLO 36
      1. Al fabbisogno finanziario della Regione si provvede con i redditi patrimoniali della Regione e a mezzo di tributi, deliberati dalla medesima.
      2. Sono però riservate allo Stato le imposte di produzione e le entrate dei tabacchi e del lotto.
      ARTICOLO 37
      1. Per le imprese industriali e commerciali, che hanno la sede centrale fuori del territorio della Regione, ma che in essa hanno stabilimenti ed impianti, nell’accertamento dei redditi viene determinata la quota del reddito da attribuire agli stabilimenti ed impianti medesimi.
      2. L’imposta, relativa a detta quota, compete alla Regione ed è riscossa dagli organi di riscossione della medesima.
      ARTICOLO 38
      1. Lo Stato verserà annualmente alla Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da impiegarsi, in base ad un piano economico, nella esecuzione di lavori pubblici.
      2. Questa somma tenderà a bilanciare il minore ammontare dei redditi di lavoro nella Regione in confronto della media nazionale.
      3. Si procederà ad una revisione quinquennale della detta assegnazione con riferimento alle variazioni dei dati assunti per il precedente computo.

      p.s. io non credo ci sia bisogno di un referendum(strumento comunque nobilissimo), il paradosso è che il nostro statuto è parte integrante della costituzione italiana.

    117. Adesso puoi fare una ricerca in merito alle USCITE?

    118. tutte le normali uscite di una regione autonoma, immagino, oneri e onori. se amministrati da una classe dirigente dignitosa potremmo recuperare abbastanza velocemente il tempo perso, e finalmente essere di nuovo artefici del nostro futuro senza aspettare “piani per il sud”, casse del mezzogiorno e finte elemosine dallo stato centrale.

    119. Io questo articolo 38 lo guardo con “imbarazzo” (eufemismo. Cioè, vogliamo l’autonomia e le tasse pagate in Sicilia – giustamente – dalle imprese che hanno impianti e stabilimenti nel territorio siciliano (energia, petrolifero, banche, etc.), ma poi si chiede la solidarietà – art. 38 -, l’elemosina. BOH !
      Comunque, tutta la spesa pubblica, intermediata dalla politica, costa circa 25 miliardi l’anno, ovvero oltre il 30% del PIL, che vuol dire, aggiungendoci terziario e servizi, una regione che ha scarsissimi margini di sviluppo. Tranne che i 25 miliardi non si riducano a 6-7 e gli altri 18-19 vengano usati per creare lavoro e sviluppo reali, che vuol dire eliminare parassiti lagnusi assistiti, che è l’impresa più difficile quasi impossibile.

    120. se e` vero che chi ci rappresenta e` lo specchio della societa`,
      se e` vero che tutti i tentativi fatti nel colmare il divario sud – nord sono miseramente falliti
      in centocinquantanni,
      se e` vero che con il voto per cosi` dire democratico non si e` riusciti ad esprimere
      classi dirigenti capaci di mettere da parte gli interessi loro personali e delle rispettive Clientele
      se e` vero che fin’ora l’unica industria veramente
      capace di portare ricchezza (si fa per dire)
      e` quella delle rimesse degli emigrati,
      se sono vere queste considerazioni,
      cosa cambierebbe in un tale sistema
      con l’attuazione dello Statuto?
      Le mani di quelli che oggi si posano sulle rimesse dello stato e dei fondi Fas,
      domani si poserebbero sugli introiti diciamo piu` diretti.

    121. @gigi. suppongo che l’articolo 38(anche a me è sembrato strano) sia una sorta di patto di risarcimento tra stato italiano e sicilia per tutti i danni e torti subiti dalla nostra terra dall’unificazione in poi.. oppure è una sorta di tassa di solidarietà, simile a quella che pagano i tedeschi occidentali x diminuire il divario economico coi tedeschi dell’est(tra l’altro, da quello che ne so, questa tassa ha avuto in pochi anni un esito molto positivo, e il divario tra est ed ovest della germania è diminuito drasticamente, ed è ad oggi inferiore a quello tra l’italia del nord e il sud.
      @xyz. la differenza è che i cari politici nostrani non avrebbero più alibi, e il popolo siciliano saprebbe finalmente con chi prendersela. finirebbe quell’ambiguità che ha fatto buon gioco a questa venduta ed arraffona classe politica nostrana. sarebbe una chance per il nostro popolo per responsabilizzarsi, per aumentare il senso civico, per riappropriarsi della propria terra, per sentirsi parte di uno stato dal quale oggettivamente è stato estromesso. penso che avere questa chance sia un diritto del nostro popolo.

    122. parli del nostro popolo ,
      come potresti parlare di un popolo con una evoluta coscienza politica ,
      mentre e` notorio che tanta gente , alle urne , esercita il voto di scambio.
      Mentalita` radicata.

    123. Vi ricordo che scrivere in maiuscolo equivale a urlare e vi invito a non farlo.
      XYZ ti invito, se proprio lo ritieni necessario, a ridurre e a concentrare i commenti contenenti link e a non postare in successione un commento per ciascun link.
      Grazie.

    124. Nella discussione, ahimè, io sono scettica sulla cpacità reale di autonomismo della Sicilia, che é stata sempre negativa, in Sicilia, nella Storia.
      POterono solo i Normanni, perché fecero della Sicilia un regno autonomo, e non dipendevano da nessuno, e non solo, erano decisamente poco democratici, passati i primi tempi, ma erano entrati com esterni alla popolazione.
      Poi con Federico II, eravamo l’appendice all’impero tedesco, poi l’appendice, allo Stato Spagnolo, poi l’appendice al Governo Borbonico.
      E paradossalmente, é qui condivido il pensiero di di Donna, é stato meglio quando eravamo appendici.
      Onestamente non credo che l’Autonomismo, nonostante gli sforzi del Milazzismo e di Varvaro, , che ritengo autentici nelle intenzioni, repressi, possano sfociare in forme di autentica crescita.
      Paradossalmente, anche nel ventennio, e non esisteva nessuna forma di autonomia, anzi, c’era un fortissimo centralismo statale, il paese é cresciuto in modo equo, senza differenze nord-sud.
      Allora, scusatemi, rinuncio volentieri ad un autonomia, che é clientelismo, malgoverno, lottizzazione dei pochi, isolamento e separazione senza confronto.
      Lo vedo, parlando delle mie competenze dei Beni Culturali. Nel 1987, la Regione Sicilia arroga a sè la gestione dei Beni culturali. Che fa? Istituisce soprintendenze a competenza provinciale e fin qui magari bene. Poi, mette criteri di selezione dei funzionari di soprintendenza, completamente diversi da quelli statali (ossia titoli specifici in restauro, competenze specifiche, valutazione da parte di una commissione di docenti nazionali in Restauro), ed invece, lo trasforma in un normalissimo concorso amministrativo, in cui vale il massimo punteggio per l’attività svolta (anche non pertinente) nella Pubblica Amministrazione. Quindi professori di scuola, in qualunque insegnamento, impiegati pubblici, etc.., sono stati i maggiori candidati.
      Questa vicenda per raccontarvi che senso abbia, e come si gestisce l’autonomia, in Sicilia.

    125. Non solo, ma prima i soprintendenti ruotavano, come i prefetti. Da nord a Sud. E questo é sempre stato secondo me un arricchimento, non un impoverimento delle condizioni. Ognuno portava dentro e fuori dall’isola la sua esperienza. Era, paradossalmente globalizzazione, più dell’isolamento autonoministico e clientelare.

    126. la questione autonomia si` od autonomia no
      andrebbe discussa evidenziando i “pro ed i contro”
      come si fa in ogni situazione che puo` sfociare
      in soluzioni contrapposte.
      Una questione analoga riguarda l’Euro.
      Il dilemma restare o uscire dalla Unione Monetaria
      andrebbe affrontata valutando,e pesando,
      i “pro ed i contro”.
      Il convincimento di minoranze in un senso o nell’altro non autorizza nessuno ad imporre
      la soluzione.

    127. @uma. durante il regno borbonico la sicilia aveva una sua dogana, palermo era considerata almeno formalmente capitale dell’isola di sicilia, alla pari con napoli.durante il regno borbonico, dal 1816 al 1861, i siciliani fecero due rivoluzioni nel 1820 e nel 1848. mi pare abbastanza riduttivo autodefinirci appendice del regno delle due sicilie. poi autonomia non è affatto sinonimo d’isolamento. siamo nel 2011(ora ci vuole..) con un’ora e mezza d’aereo si arriva in germania o a tunisi(anche meno), per non parlare d’internet, ecc… per quanto riguarda le disfunzioni dello statuto speciale(monco degli articoli più importanti, rilevanti e basilari), i privilegi della casta politica siciliana, e tutto ciò che ne consegue, ribadisco la mia fiducia nel popolo siciliano… io penso che alla fine di questa lunga (per me piacevolissima) discussione l’elemento principale emerso sia proprio questo: o si ha fiducia nel nostro popolo, oppure veramente “chiuèmu barracca” e ce ne andiamo tutti senza bisogno nemmeno di proferir parola. io chiaramente sono (credo ragionevolmente) per la prima ipotesi. se si accetta il paradigma che un uomo viene formato in relazione e in base al contesto sociale in cui vive, non si può che essere fiduciosi in un migliore avvenire per la nostra terra e tutti noi. o altrimenti, ripeto, rassegniamoci a dare ragione ai vari lombroso ( passati e moderni), e affermiamo che tutti noi patiamo di un’inferiorità culturale e genetica(quando non fisiognomica(!)) rispetto agli altri popoli italiani ed europei.. che ne dite?

    128. xzy@ per quanto riguarda il consenso referendario (o comunque democratico e partecipato) per delle decisioni così importanti, in linea di principio concordo pienamente con te. purtroppo per quanto riguarda l’annessione della sicilia all’allora regno d’italia fu fatto un plebiscito farsa(con maggioranza bulgara e con soli 500.000 votanti); e invece, per quanto concerne l’euro, penso che ricordiamo tutti come è andata la faccenda…

    129. pero’ non lo dici.
      Siamo stati tra i paesi propugnatori dell’Euro,ne abbiamo sottoscritto le Norme,ma abbiamo continuato a gestire l’Economia come se quelle norme fossero inesistenti.Prova ne sia che il Debito Pubblico nell’ultimo decennio e’ quasi praticamente raddoppiato.Ci siamo mangiati il futuro delle nuove generazioni.
      Per ricollocare bot e btp in scadenza i tassi
      sono arrivati ad oltrepassare il 7%,
      questo vuol dire che servono continue Manovre per
      pagare solo gli interessi.Interessi che vanno
      a vantaggio di chi ha liquidita’ da investire,
      ma che tolgono potere d’acquisto a chi non ha niente.
      In sostanza ci sono classi sociali che pur tassati
      recuperano attraverso i maggiori interessi percepiti negli investimenti in bot e btp,
      e classi sociali che devono solo pagare il conto
      senza riuscire ad avere alcuna contropartita.
      Questi sono concetti che vengono ripetuti tutti i giorni.
      I numeri parlano chiaro e sono facilmente rintracciabili.Esistono tabelle che mostrano il rapporto debito/pil messo a confronto tra i vari stati membri dell’UE.Noi stiamo al 120%,
      e stiamo messi maluccio.
      Lascio a te descrivere cosa potrebbe capitarci uscire dall’Europa.
      PS
      quando si parla di “isolamento”,
      non ci si riferisce certo alla posizione geografica.Ci si riferisce al fatto che,almeno stando in Europa,abbiamo goduto della stabilita’ dei prezzi e della bassa inflazione.
      Uscendone,quale sarebbe lo scenario?

    130. non ho mai pensato (ammesso che continui ad esistere l’europa e l’euro, cosa che tra l’altro spero fortemente), ad una sicilia fuori dall’europa. anzi, ritengo che una forte europa politica, sia un grosso aiuto alle speranze autonomistiche della sicilia. con una consolidata europa politica, tutti gli stati nati alla fine nell’ottocento(compresa l’italia), perderebbero di senso lasciando spazio ad un futuro più luminoso per tutte quelle regioni d’europa simili alla sicilia. eppoi è doveroso sottolineare che una cosa è l’approvazione in toto del nostro statuto speciale(cosa che non modificherebbe formalmente l’unità nazionale con l’italia, e tutti i relativi percorsi già intrapresi, vedi euro, ecc..), e altra cosa è l’indipendenza. i miei ragionamenti sono rivolti a questa prima ipotesi.

    131. continui a non volere recepire un concetto.
      Da qualunque sistema arrivano i soldi,
      allo stato attuale vengono intercettati,
      spesi male o sprecati
      senza creare alcuna implementazione in termini di posti di lavoro, in particolare versus i Giovani.
      In sessanta anni questo Statuto non si e` riusciti ad applicarlo.
      Lo vorrei vedere applicato solo per dimostrarti che ,alla fin fine,
      avremmo fatto un buco nell’acqua.

    132. percbé adesso dove siamo? come lo chiami quello in cui viviamo impantanati? meglio sbagliare con le proprie mani, che con quelle degli altri. ti dico più: personalmente preferirei essere più povero, ma guadagnarci in dignità. quello che noi siciliani (e tutto il sud italia in generale) in questi 150 anni stiamo perdendo, è proprio la dignità, la fiducia nei propri mezzi, l’orgoglio per la propria storia e cultura, la voglia di provarci, di essere artefici del proprio futuro, magari anche sbagliando certo.. ma con le proprie mani (ripeto), non quelle degli altri.

    133. allora non e` servito a niente dare i link che ho dato?
      Eppure mi pareva di avere fatto una selezione logica!
      Un secolo di assassinii,di annientamento di ogni iniziativa che si opponeva al sistema,
      l’abituarsi all’accattonaggio,il fallimento
      di tante imprese,l’appiattimento verso il basso,
      l’abbandono.

    134. oggi la TV ha parlato di 28 arresti di delinquenti che chiedevano il pizzo nella zona di Porta Nuova e Bagheria,dopo 15 mesi di indagini!

    135. La Sicilia è in grado di donare ai siciliani volenterosi ricchezze infinite tali da fargli fare una vita da nababbi. Contrariamente non si capisce per quali motivi i siciliani preferiscono fare una vita da “babbi” (cosa diversa da babbi padri di figli). Una fonte certa di ricchezza è l’energia elettrica da produrre in proprio e vendere a prezzo simbolico ai corregionali e a prezzo commerciale agli altri. Permettendosi di attivare qualsiasi produzione e servizi con energia elettrica prodotta da centrale geotermica.

      · Ripianificare le aree agricole? Certamente sì, visto e considerato che il vigneto generico locale e importato non rende un gran che. Previa un’attenta analisi di mercato potrebbe ritornare utile e altamente vantaggiosa la coltura biologica certificata del grano siciliano che si trasformerebbe in “grana” abbondante per i coltivatori siciliani in tutti i mercati del mondo. Questa non è fantasia, è realtà per chi ha iniziato in tale direzione nel Centro Italia!

      Vedi blog “sicilia nuova era”….chissà

    136. Il pezzo è perfetto.
      Siamo noi gli arbitri della nostra “sfortuna”. Ma preferiamo dire che la colpa è d’altri. Ci piace piagnucolare ed essere teatrali.
      Questione di cultura, di educazione, di etica. Non ci sono leggi che tengano, prima si deve agire sulla formazione delle generazioni future.
      I concetti di bene comune e senso della comunità sono assenti dalle menti di quasi tutti i siciliani.
      Il degrado e la distanza con altre comunità sviluppate continueranno a crescere, ciò genererà altro sottosviluppo e si perpetuerà una spirale mortale.
      E comunque l’ignoranza e la mediocrità dei siciliani fino ad adesso è stata funzionale al mantenimento di una certa classe politica.

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