giovedì 24 ago
  • E sì, amici miei, sembra facile, mah…

    Andare in moto per il sottoscritto, come spesso dico, in questa città è diventata la cosa più difficile e soprattutto piena d’insidie, visto il modo diciamo artistico di interpretare il codice della strada da parte dei nostri concittadini. Dico sempre che chi sa guidare a Palermo, potrà guidare in qualunque altra città del mondo. Qualche tempo fa qualcuno parlava di Napoli e dei suoi semafori, del modo indisciplinato di rispettare le regole, bene, crede tremi, il palermitano è ancora più bravo nella materia. Il palermitano è creativo anche nell’attraversare la strada, lui non cerca i due punti più vicini, lui non cerca le sponde, lui attraversa in diagonale, anzi, se per caso dovesse identificare nei pressi delle strisce pedonali, sapendo che se uno attraversa sulle strisce, l’automobilista è costretto a fermarsi per dargli la precedenza, il palermitano preso in possesso delle strisce decide di farci la residenza, attraversando con calma, spesso facendo anche lo scherzo di fermarsi o tornare indietro.
    Credetemi, ma quello che a me da più rabbia, sono le mitiche auto-cabine telefoniche. Non vi è più un conducente di autoveicolo che non guida parlando contemporaneamente al telefonino con la dovuta proporzionale attenzione a tutto ciò che gli accade attorno. Un braccio al volante e l’altro spesso appoggiato al finestrino dell’auto che regge il telefonino per lunghe conversazioni.
    Ora io mi chiedo: Ma, dove è finito il palermitano che non parlava mai, il muto del niente sacciu, se oggi è così spinto dalla necessità di conversare h24 anche mentre sta facendo cose che meriterebbero tutta la concentrazione? Quanti incidenti mortali causati per se e per gli altri, da idioti intenti a parlare al telefonino, senza avere l’accortezza di fermarsi da canto durante questo indispensabile rito?
    Soprattutto, ma che fine ha fatto quella meravigliosa squadra vigili con il machete, pronti a tranciare di brutto il braccio con il telefonino dell’incauto guidatore? Sì, vi potrà sembrare una usanza islamica molto cruenta, ma molto educativa. Che cosa volete comporti nelle abitudini future del guidatore una multa per guida con telefonino? Appare più educativo il trancio di un arto! Solo così il guidatore potrà accorgersi che con un solo braccio, quello rimanente, è molto difficile guidare.
    Nelle more, Grande “Serafino”, dalla disposizione ai tuoi vigili affinché applichino più rigore a uno dei vezzi più nefandi che ha comportato tanti lutti evitabilissimi, nelle famiglie.

    Ospiti
  • 7 commenti a “E sì, amici miei, sembra facile, mah…”

    1. Interessante ma… Come cavolo scrivi? Parlando al telefono? E Rosalio pubblica senza manco leggere??? Forse era impegnato anche lui al telefono???

    2. Caro Andrea, hai perfettamente ragione. Il refuso è attribuibile al sottoscritto che ha inviato la prima bozza non corretta a Rosalio, il quale non ha nessuna colpa in merito, tranne quella di essersi fidato di un tecnico, non sapendo come te ed il sottoscritto, quanto costoro possano fare scempio della lingua italiana, arrivando comunque ad esser sempre incisivi nei loro messaggi! 🙂

    3. Non interveniamo sui post se non per errori macroscopici che in genere sono di battitura.

    4. Infatti sono di battitura e macroscopici! CMQ non fa niente, grazie dell’attenzione!

    5. Bel pezzo Renzo. E mentre da saggio indichi la luna, lo stolto guarda il dito. Serafino: speriamo venga rimosso dalla nuova giunta. Palermo ha bisogno di un comandante dei VV.UU forte.

    6. Orazio non sono d’accordo, verbali per il telefonino ne fanno parecchi, infatti è verificabile che il Comandante della PM ha istituito pattuglia in borghese per servizi di polizia stradale con ottimi risultati, soprattutto per combattere l’uso durante la guida del predetto.
      Informati prima di dire….

    7. The.byfolk non mi risulta. Saluti.

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