Profilo e post di Donato Didonna

Sito: http://www.siciliamoderna.it/

e-mail: donato.didonna@libero.it

Biografia: Nato a Bari nel 1956, laurea in Giurisprudenza, moglie e due figli palermitani doc.
Dal 2003 lavora come amministratore e/o partner di società operanti - tra Milano, Bari e Palermo - nel settore immobiliare commerciale (GDO), nella consulenza finanziaria, nell'M&A (fusioni e acquisizioni) e nel settore della comunicazione.
In precedenza, ha lavorato per vent'anni - tra Palermo, Roma e Milano - prima per un importante gruppo bancario italiano e poi per uno olandese, facendo comunque sempre il pendolare con Palermo, sua città d'adozione.
Dopo essersi domandato invano, per parecchi anni, perché in un posto dove si potrebbe vivere bene, in termini sia civili che materiali, ci si rassegni invece - perlopiù - a sopravvivere, nel settembre 2004 ha cominciato a scrivere come blogger ciò che avrebbe voluto leggere sulla stampa locale.
Dopo la teoria, ha cominciato a promuovere, in società con altri siciliani di buona volontà, emblematiche iniziative extraprofessionali nei settori dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità, della finanza etica ecc., senza curarsi che il maggiore affronto, per una certa mentalità arcaica locale, è dimostrare con i fatti che un cambiamento, volendo, è possibile.
Forte di queste esperienze, nel settembre 2010, ha pubblicato il libro: Ecco come. Cambiare la Sicilia in 10 mosse riprendendo, in forma organica e aggiornata, idee e proposte già pubblicate negli ultimi anni su Rosalio.

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Donato Didonna
  • Cafoni al Teatro di Verdura

    Pur non essendo un melomane, ogni tanto assisto ad un’opera lirica che considero un vanto del Made in Italy culturale: sentire un tenore inglese o tedesco cantare in italiano non ha prezzo!

    L’altra sera mi è toccata la prima della Turandot al Teatro di Verdura. Un teatro all’aperto davvero invidiabile, versione settecentesca e ad uso esclusivo dell’aristocrazia in vacanza ai Colli, delle contemporanee, più popolari e oggi anche un po’ decadenti, arene estive. Altre città saprebbero sicuramente sfruttare meglio una tale risorsa: particolarmente magico il gazebo del ristorante – oggi chiuso – di qualche anno fa!

    Tre ore di spettacolo per arrivare ad ascoltare l’unica aria che conoscevo a memoria: “Nessun dorma”. Potrebbe essere l’inno nazionale di tutti i navigatori di internet…

    Non è però degli artisti o del bravo maestro d’orchestra alla sua prima conduzione in Italia o dei meriti del valido direttore artistico del Teatro Massimo, un simpatico italoamericano, che vorrei parlare, bensì del pubblico. Un pubblico da “prima”, quindi molto borghese, di cui conoscevo molte facce. Continua »

    Palermo
  • Del signoraggio e delle altre cause perse

    Ci sono alcuni temi particolarmente cari a chi, invece di guardare in faccia una dura realtà fatta di tante risorse sprecate con conseguente danno economico, sia personale che collettivo, preferisce dedicarsi ad autoassolutorie riletture storiche che puntualmente assegnano ad altri, lontani nel tempo e nello spazio, responsabilità che dovrebbero essere innanzitutto proprie, avendo comunque assecondato, fosse anche come parte politica risultata perdente, il processo (formalmente) democratico che ha portato a selezionare la più squalificata e squalificante classe dirigente che la storia repubblicana ricordi: quella siciliana.

    In politica, a differenza che nello sport, l’importante non è partecipare, ma vincere quando si ha davvero coscienza di voler perseguire il bene collettivo e, soprattutto, se la parte avversa ne è incapace perchè corrotta.
    Una democrazia che non favorisca la selezione dei migliori ha un problema strutturale e rappresenta il peggior tradimento di quella che é ritenuta la migliore forma di governo sinora elaborata.

    Succede quindi che mentre il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, festeggia l’assegnazione, grazie al supporto di big sponsor politici siciliani quali il presidente del Senato, Renato Schifani, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e quello dell’Agricoltura, Saverio Romano, di 45 milioni di fondi FAS (già destinati alla Sicilia, ma per finalità più oneste) utili a tenere in vita per 9 mesi, solo sino alle prossime elezioni, il contenitore palermitano del precariato noto come Gesip, quei mezzi tecnologici che in Tunisia, Egitto, Spagna e Grecia stanno canalizzando il sentimento di protesta delle giovani generazioni contro una classe politica corrotta, qui da noi si occupano più appassionatamente di altre amenità. Continua »

    Palermo
  • La Grecia vista dalla Magna Grecia

    Nel giro di pochi giorni mi sono trovato a passare per Bari, Napoli ed Atene partendo da Palermo. Ad Atene sono giunto nel pomeriggio dell’approvazione delle misure di bilancio funzionali al salvataggio finanziario. Nell’autostrada che collega il grande (ed efficiente) aeroporto alla città, campeggiavano cartelloni pubblicitari, tutti rigorosamente liberi, che ricordavano quelli della crisi italiana dei primi anni Novanta: ricordate il test pubblicitario con il bambino e la scritta “Fozza Italia“?

    Dalla terrazza dell’albergo ho potuto subito ammirare l’acropoli, alla mia sinistra, e, sul largo viale alla mia destra, gli scontri tra manifestanti e polizia riportati in tempo reale su tutti i Tg: una pagina di storia contemporanea vissuta al cospetto di uno dei maggiori monumenti del mondo antico, una pagina dolorosa di democrazia all’ombra della sua culla. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Il più bel gioco di società è l’impresa

    Non conosco un’organizzazione sociale diversa dall’impresa per mandare avanti il Paese. Finanziare la spesa pubblica attraverso il debito pubblico non è più possibile, determinare una svalutazione utile a creare un’artificiale competitività nemmeno, bluffare con gli effetti speciali della finanza dei derivati, semplicemente criminale, argenteria e gioielli da mettere sul mercato non ce ne sono più (salvo il demanio e il patrimonio artistico) mentre i giovani senza lavoro e senza futuro rischiano di riempire presto anche da noi le piazze, una volta venuta meno la cintura di protezione familiare basata – ancora per poco – anche sulle vecchie pensioni: non resta quindi che tornare alla sana economia trainata dall’impresa vera, quella degli imprenditori abituati a frequentare più il mercato che i politici.

    La bella notizia è che l’Italia ha ancora tante potenzialità per competere sui mercati. Quella cattiva è che abbiamo fatto di tutto per dimenticare come. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • “Bridge and tunnel” a Manhattan

    I residenti di Manhattan chiamano, con un pizzico di sufficienza, “bridge and tunnel” i forestieri, i visitatori, i pendolari, coloro insomma che vengono da fuori, necessariamente attraverso i ponti e i tunnel che collegano l’isola alla terraferma. Nel mio recente viaggio a New York ne ho incontrati alcuni di origine italiana, a diverso titolo affermatisi negli USA.

    Il primo, a dire il vero, era appena sbarcato a New York da par suo: con un’imbarcazione a vela capitanata nientemeno che da Soldini! Parlo ovviamente dell’imprenditore Oscar Farinetti il cui store Eataly, aperto sulla 5th Avenue all’altezza del Flatiron Building, rappresenta uno dei (pochi) motivi di vanto ed orgoglio per un italiano oggi a New York, imperante B. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • L’altra prospettiva di piazza Tahrir

    Sono stato recentemente al Cairo per lavoro e non ho voluto perdere l’opportunità di comprendere più da vicino quanto avvenuto, solo pochi mesi fa, a piazza Tahrir, simbolo della rivolta, soprattutto giovanile, che ha portato alle dimissioni di Hosni Mubarak.

    Rispetto a come ce l’hanno raccontata, non è stato il tam-tam in rete o sui social network a riempirla, in un crescendo di folla, dal 25 gennaio a metà febbraio scorsi, ma proprio l’infelice decisione del Governo di interrompere le comunicazioni al fine di controllare meglio la situazione: la gente, in cerca di informazioni diverse da quelle della TV ufficiale, si è raccolta nella principale piazza “reale” della capitale proprio perché era stata chiusa quella “virtuale”. Continua »

    Palermo
  • Strategia di risanamento offresi

    Mentre incombe una nuova pesante manovra finanziaria, mi permetto di avanzare una strategia alternativa di risanamento del bilancio e del debito pubblico che dovrebbe essere particolarmente coerente con l’impegno a contrastare il crimine organizzato, la corruzione e l’evasione fiscale, più volte rivendicato dal Governo in carica. Paradossalmente, questi fenomeni di patologia sociale, molto meno presenti negli altri Stati dell’Unione più soggetti a rischio finanziario (Portogallo, Irlanda, Grecia, Spagna, noti anche come PIGS ovvero PIIGS, quando s’include l’Italia), rappresentano un’opportunità, un’insperata riserva extracontabile per un Governo forte che volesse spendere la propria forza morale e materiale, insomma il suo potere. I patrimoni riciclati, in Italia come all’estero, dal crimine organizzato assieme a quelli frutto della corruzione e dell’evasione fiscale, ben possono essere considerati come un accantonamento parafiscale da utilizzare all’occorrenza. Più che vessare, ancora una volta, l’economia legale con manovre finanziarie e fiscali, basterebbe presentare il conto del risanamento finanziario e anche del rimborso del debito pubblico alla minoranza sociale degli effettivi beneficiari del malaffare, anche a risarcimento del danno d’immagine internazionale da costoro procurato. Continua »

    Sicilia
  • Assessori tecnici e assessori politici

    «Mai e poi mai magistrati, prefetti e professori universitari accetterebbero di fare gli assessori a cifre inferiori alle attuali». È il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che parla a proposito dell’equiparazione dei compensi tra assessori “tecnici” e “politici”: una par condicio da 20.000 euro lordi al mese! Come sempre, in Sicilia, ciò che altrove provocherebbe civile indignazione qui suscita, al più, invidia e anche un’uscita infelice come questa rischia di passare inosservata. Esiste un mercato per i compensi professionali che rappresentano pur sempre un prezzo, un punto di incontro tra domanda e offerta. E per assicurarsi le migliori professionalità al minor prezzo ci sono pure degli intermediari specializzati: i cacciatori di teste. Non mi sembra che i cacciatori di teste stiano sgomitando per accaparrarsi manager pubblici siciliani pur pagati, scandalosamente, a cifre astronomiche. Se la politica paga una prestazione più del suo valore di mercato, genera un privilegio, umilia la meritocrazia, corrompe, perché paga un di più per motivazioni non certo trasparenti. Continua »

    Palermo
  • E se Grillo avesse ragione?

    Ci sono club che campano grazie ai soci assenti, quelli che non partecipano alle attività, pur versando regolarmente la quota. Lo stesso avviene con la partitocrazia: sopravvive, nonostante tutto, grazie a chi delega, pur pagando le tasse. Se la delega è dunque la norma della vita associativa così come di quella democratica, dove il partito di maggioranza relativa rischia di risultare quello degli astenuti, minoranza per minoranza, tanto vale valutare e dar spazio ad altri tipi di attivisti oltre quelli che militano nei partiti, realtà sempre più astratte, quasi esclusivamente televisive, con scarso radicamento nel territorio.

    Ricordo un test aziendale in cui si veniva invitati ad unire i nove punti di un quadrato, uno al centro e tre per ogni lato, attraverso quattro soli segmenti tracciati in continuo. Impossibile trovare una soluzione all’interno del quadrato: bisognava partire da fuori, ma non è così naturale farlo. Penso che chi abbia un minimo di esperienza e di età, comprenda e ammetta che, all’interno del quadrato dei partiti, non ci sia un modo efficace per uscire dal pantano in cui siamo sprofondati. Continua »

    Palermo
  • Siamo ciò che mangiamo

    Si ripete comunemente, citando il filosofo Feuerbach che però mirava ad altro, che «noi siamo ciò che mangiamo». Ed è innegabile che la materia che compone il nostro corpo così come l’energia che lo muove derivi dal cibo e dai liquidi che ingeriamo, metabolicamente associati all’aria che respiriamo. Ma la logica conseguenza di tale affermazione è che equivale a sentenziare: se non mangi cibo del tuo territorio, non sei un siciliano vero. Con buona pace dei sicilianisti che si limitano ad attaccarsi un triscele sulla giacca mentre si stracciano le vesti quando qualcuno proponga di rimuovere, dalle nostre bandiere e stemmi, l’antico simbolo mitologico che condividiamo con l’Isola di Man (assieme alla comune pretesa di aver dato vita al più antico parlamento del mondo).

    Da dove proviene il cibo che giunge sulle nostre tavole? Siamo sicuri che sia in prevalenza di origine siciliana? Una maggiore attenzione alla tracciabilità, fortemente osteggiata da logiche mercantili ormai globalizzate, assieme alla miope attenzione al prezzo, senza farsi tante domande sulla provenienza, da parte del consumatore, hanno portato a scoprire come un territorio come quello siciliano, tradizionalmente vocato all’agricoltura e alla pesca, sia stato invaso da prodotti provenienti da tutto il mondo, anche con la fraudolenta denominazione dell’origine siciliana. Olio tunisino, aglio e pomodoro cinese, pesce dell’oceano indiano, arance sudafricane o marocchine, latte brasiliano, uova spagnole ecc. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Necropoli digitali

    Non ce la faccio. Non riesco a rimuovere dalla rubrica del mio telefonino le persone scomparse. È come se non fossero totalmente morte. Viceversa, è così facile – e anche liberatorio – rimuovere persone con cui si è deciso di non avere più a che fare per la loro inaffidabilità o per altre più gravi ragioni.

    Qualche giorno fa è improvvisamente scomparso un amico, il primo dell’era Facebook. Apro con esitazione la sua pagina e vi trovo tenere e affettuose parole di commiato degli amici: il social network è sempre più virtuale, ormai è ultraterreno. Non me la sento di aggiungere il mio cordoglio, ricorro al più tradizionale telegramma ai familiari, ma non posso non pensare, per contrasto, a quando assistetti alla scopertura di una tomba preistorica incappata negli artigli di un bulldozer che ripuliva un terreno dai macigni per renderlo più fertile. Accanto alle ossa disposte in posizione fetale, semplici vasetti di terracotta testimoniavano la pietà e l’affetto dei congiunti e ce li comunicavano attraverso i secoli. Continua »

    Palermo
  • Favorire la fuga dei cervelli al servizio del crimine

    Mentre Vendola e Formigoni polemizzano sulle infiltrazioni mafiose nelle rispettive regioni, a Bruxelles, con meno polemiche fine a se stesse e maggiore sensibilità politica, si prende atto di come le attività economiche in mano alla criminalità organizzata rappresentino una grave minaccia per l’economia legale, meritevole di un’attenzione non minore di quella riservata al terrorismo. Nei prossimi giorni, per iniziativa del gruppo europeo dei liberali democratici, relatrice l’on. Sonia Alfano (IDV), avrà luogo un’audizione di esperti italiani ed esteri dal tema: Verso una strategia europea per combattere il crimine organizzato transnazionale. Questi lavori daranno luogo ad una relazione del Parlamento europeo alla Commissione perché si arrivi entro il 2012 ad una maggiore armonizzazione e coordinamento delle legislazioni dei vari Paesi su temi come il comune riconoscimento del reato di associazione mafiosa, la contiguità del malaffare con il mondo politico e amministrativo, la lotta al riciclaggio, la confisca dei beni di fonte illecita, ecc. Continua »

    Palermo
  • Guerrilla gardening Palermo

    Guerrilla gardening Palermo

    Ricordo ancora con rimpianto l’inimitabile assessore “verde” al verde Pubblico di Palermo, Letizia Battaglia, quando si adoperava personalmente, assieme ai giardinieri comunali, a curare le aiuole delle nostre vie e piazze. Oggi di verde al Comune di Palermo sono rimaste solo le casse, ma quella stessa passione e amore per la città è inaspettatamente rifiorita attraverso un gruppo di anonimi ragazzi che, nottetempo, agiscono secondo un’originale strategia, quella del guerrilla gardening, mutuata da alcuni servizi andati in onda su Current TV. Si danno appuntamento, armati di strumenti di giardinaggio e semi, in angoli degradati del nostro verde cittadino per rivitalizzarlo con la speranza che gli altri cittadini collaborino a consolidare un circolo virtuoso: questa è la loro galleria fotografica su Facebook (visibile ai registrati). Bravi!

    Palermo
  • Le worst practice della Regione Siciliana

    Offrire alla collettività best practice, esempi di buona amministrazione, di questi tempi non è facile. Ma un’istruttiva indicazione di buon governo si può offrire anche in negativo, indicando esempi da non seguire assolutamente: le worst practice, per l’appunto. È la linea da tempo intrapresa dalla Regione Siciliana, inimitabile scuola in questo campo. Prendiamo ad esempio il tema delle partecipazioni regionali: dopo anni di retorica sulla presunta maggiore efficienza della gestione privatistica rispetto a quella pubblica, il bollettino di guerra delle rilevanti perdite societarie subite da tale gestione sta ora inducendo il governo Lombardo ad un’inversione di marcia con la dismissione di ben 22 delle 33 partecipazioni detenute.

    Se è vano piangere sul latte versato, qualche doverosa considerazione va fatta soprattutto a favore delle giovani generazioni perché sia chiaro, nonostante i germi della cultura greca colonizzatrice, che non c’è nessun tragico e ineluttabile destino, nessun fato da subire senza speranza, nessun capriccio degli Dei cui addebitare l’ingiusto spreco di tante potenzialità di sviluppo economico vero, la fuga di tanti cervelli costretti ad emigrare e le tante occasioni di lavoro perse per coloro che hanno comunque deciso di restare. No, la causa di tutto ciò è solamente addebitabile ai meccanismi – formalmente – democratici di costruzione del consenso, di selezione della più squalificata e squalificante classe dirigente che la storia repubblicana conosca, grazie anche all’assenza di un’informazione indipendente che faccia da contrappeso al potere politico e non rappresenti invece un “pezzo del potere”, capace di solo scrivere o “sotto dettatura” del Palazzo o per denunciare le malefatte di una parte, ma solo nell’interesse dell’altra. Mi riferisco, ovviamente e sconsolatamente, a politici, sindacalisti e giornalisti dei partiti di destra come di sinistra. Continua »

    Sicilia
  • Il centro direzionale della Regione Siciliana

    L’idea di realizzare un centro direzionale della Regione in cui accorpare uffici oggi dispersi in immobili ormai tutti in affitto (visto che quelli di proprietà sono stati alienati nel 2007 al fondo immobiliare FIPRS) non è nuova: risale almeno al 1992 (tra i grandi progetti infrastrutturali per rilanciare l’economia del dopo-tangentopoli) per essere poi inserita nel programma del governo Cuffaro. Poiché i politici, differenza dei cani, non amano farla dove sono già passati propri simili, alla location del governo Cuffaro, fondo Uditore, quello Lombardo ha voluto preferire fondo Luparello in quella che fu la riserva reale borbonica.

    Mi sembra una scelta priva di razionalità e figlia di logiche antiquate. A dimostrazione del mio approccio al tema privo di pregiudiziali ideologiche, preciso subito che non ho nulla in contrario alla realizzazione di una simile infrastruttura: servirebbe certamente a dotare la Regione di edifici razionali sotto il profilo energetico e della funzionalità lavorativa mentre, sotto il profilo finanziario, sarebbe sicuramente finanziabile da una banca che anticipasse oggi risorse che verrebbero rimborsate, alla realizzazione dell’immobile, con gli affitti. Ma a due condizioni! Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Chi ha toccato il Fondo della Regione Siciliana?

    Che cosa bisogna fare per non dover continuare a leggere, magari pubblicate in libri, le infinite vergogne della finanza pubblica siciliana? Comincio ormai a pensare alle soluzioni più estreme: messa in stato d’accusa dell’intera classe dirigente siciliana per “circonvenzione di incapace” e contestuale “dichiarazione di incapacità di intendere e di volere” dell’intero popolo siciliano (pazienza per chi ancora è lucido e vigile!): sì proprio quello che, con risultati “bulgari” da 61 a 0, solleva ormai da tempo più di un dubbio di sanità democratica!

    Nell’agosto 2005 (diffidare sempre degli atti amministrativi compiuti in questo mese!) la Regione Siciliana bandì una gara per individuare un socio privato per la valorizzazione del suo patrimonio immobiliare stimato in alcuni miliardi di euro. Detto socio avrebbe avuto innanzitutto il compito di fare un censimento del patrimonio, visto che la Regione, evidentemente, non ne aveva idea né poteva rivolgersi ad alcuno dei suoi oltre 16.000 dipendenti, propedeutico alla costituzione di fondi immobiliari. Continua »

    Sicilia
  • Cuffaro: dopo il danno, i danni

    Vi racconto una storia vera. Una storia bella, di civiltà e, per certi versi, molto istruttiva. Qualche anno fa la fiction TV Il capo dei capi portò la signora Ninetta Bagarella, moglie di Totò Riina, a pensare di poter pretendere il risarcimento per presunti danni d’immagine causati dalla fiction. Sembrava una richiesta paradossale, eppure la stampa la riportava senza alcun particolare commento critico, né particolare indignazione. In un servizio del TG satirico Striscia la notizia, divenuto poi celebre, l’inviata Stefania Petyx pensò di andare a puntualizzare direttamente alla signora Bagarella che se c’era una rivendicazione di danni d’immagine, questa semmai apparteneva di diritto al popolo siciliano che, a causa della presenza della criminalità organizzata, aveva perso non solo l’immagine, ma anche un adeguato sviluppo economico oltre che i suoi migliori figli, uccisi vigliaccamente. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Divaricazione sociale

    Ho partecipato, a metà dicembre, con interesse ed estremo piacere, quasi commosso, all’incontro Catamiati barcamp affollato di ragazzi che si sono cimentati in nuove imprese dai più diversi contenuti, ma con un denominatore comune di creatività, voglia di fare, visione moderna della società: una boccata di aria fresca e pulita! L’incontro, assolutamente semplice e informale, aveva lo scopo di far conoscere le varie iniziative tra loro per creare relazioni e utili sinergie.

    Non c’era un solo politico, neanche in veste di osservatore! E mi viene da pensare, per contrasto, alle recenti scelte della giunta regionale, capace solo di immaginare un immutabile disegno assistenziale, utile a perpetuare una nefasta cultura parassitaria con l’unica novità che, al posto di politici di professione, tali sciagurate scelte vengono oggi adottate da assessori “tecnici”.

    Posso capire il politico che può sperare in un ritorno in termini di voti, posso anche capire la spinta del sindacato che punta ad analoghi consensi, ma un tecnico che metta in gioco il suo prestigio per trasformarsi in un elemosiniere, fa, a mio avviso, solo la figura dell’utile idiota. Continua »

    Palermo
  • Strumenti di partecipazione popolare

    A 15 anni dall’approvazione dello statuto comunale, il Consiglio comunale di Catania ha approvato definitivamente nel 2010 i regolamenti di attuazione degli strumenti di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa, pure previsti dallo Statuto del Comune di Palermo.

    Il mio augurio per il 2011 alla città di Palermo è che possa presto dotarsi di analoghi regolamenti attuativi, visto che i cittadini hanno dimostrato di essere ormai maturi per adottare forme attive – e non solo delegate – di partecipazione alla gestione della città. Continua »

    Palermo, Rosalio
  • Caol Ishka, struttura turistica di qualità

    Se dovessi consigliare un albergo a Siracusa, non avrei dubbi: Caol Ishka, un piccolo design hotel sulle rive del’Anapo. È composto da un gruppo di tipiche case rurali ritinteggiate di un lavanda che ricorda il tradizionale carta da zucchero (che, se non erro, serviva a tener lontani gli insetti), con arredi di moderno design negli interni. È di proprietà della famiglia della giovane proprietaria che, dopo esperienze all’estero, si è improvvisata albergatrice. E lo fa bene, con professionale orientamento al cliente. Il senso dell’ospitalità è un tradizionale punto di forza della cultura e dello stile siciliano, ma, per evolvere in impresa, necessita di professionalità e di passione per il lavoro. Il ristorante, arredato spiritosamente con delle grandi foto di quadri di età barocca ritoccati, grazie a Photoshop, con visi contemporanei di congiunti, è davvero ottimo, grazie ad un giovane chef di talento. E, per chi volesse variare, non mancano certo ad Ortigia alternative gastronomiche: penso, in particolare, al Ristorante don Camillo con il simpatico chef palermitano Giovanni Guarneri. Continua »

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