Profilo e post di Donato Didonna

Sito: http://www.siciliamoderna.it/

e-mail: donato.didonna@libero.it

Biografia: Nato a Bari nel 1956, laurea in Giurisprudenza, moglie e due figli palermitani doc.
Dal 2003 lavora come amministratore e/o partner di società operanti - tra Milano, Bari e Palermo - nel settore immobiliare commerciale (GDO), nella consulenza finanziaria, nell'M&A (fusioni e acquisizioni) e nel settore della comunicazione.
In precedenza, ha lavorato per vent'anni - tra Palermo, Roma e Milano - prima per un importante gruppo bancario italiano e poi per uno olandese, facendo comunque sempre il pendolare con Palermo, sua città d'adozione.
Dopo essersi domandato invano, per parecchi anni, perché in un posto dove si potrebbe vivere bene, in termini sia civili che materiali, ci si rassegni invece - perlopiù - a sopravvivere, nel settembre 2004 ha cominciato a scrivere come blogger ciò che avrebbe voluto leggere sulla stampa locale.
Dopo la teoria, ha cominciato a promuovere, in società con altri siciliani di buona volontà, emblematiche iniziative extraprofessionali nei settori dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità, della finanza etica ecc., senza curarsi che il maggiore affronto, per una certa mentalità arcaica locale, è dimostrare con i fatti che un cambiamento, volendo, è possibile.
Forte di queste esperienze, nel settembre 2010, ha pubblicato il libro: Ecco come. Cambiare la Sicilia in 10 mosse riprendendo, in forma organica e aggiornata, idee e proposte già pubblicate negli ultimi anni su Rosalio.

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Donato Didonna

“Ecco le misure per lo sviluppo dell’economia siciliana” titolava un articolo a pagamento a firma del nuovo Assessorato alle Attività Produttive, con tanto di foto dell’assessore Marco Venturi e del direttore generale Nicola Vernuccio, sulle pagine regionali di Milano Finanza, l’altro giorno. Come non salutare con favore delle iniziative a sostegno di imprese giovanili, femminili o nuove? Mi è sembrata un’interessante opportunità anche per quei ragazzi che mi avevano contattato dopo il post Mettersi in proprio, ma mi è bastato dare uno sguardo alle attività ammissibili (V. pag. 5 e segg. della guida) per essere subito preso da un senso di sconforto, anzi, da un senso di presa in giro. Mi è sembrato di rileggere, come per un copia e incolla, un vecchio bando della Cassa per il Mezzogiorno degli anni ’80 con qualche innesto di attività meno obsolete (es. fibre ottiche) assieme ad attività…assistenziali più che di impresa. Continua »

In: Sicilia | 9 commenti

Nello sconfortante spettacolo della convivenza civile e democratica di questo Paese, sia a livello nazionale che locale, c’è una forza che cresce e che assume, giorno dopo giorno, maggiore consapevolezza di sé in una sorta di rivoluzione silenziosa che accende qualche speranza. Mi riferisco all’interconnessione di cittadini attivi in rete attraverso i cosiddetti “social network”. Siamo tutti convinti che la democrazia sia la migliore forma di governo che conosciamo, ma una democrazia senza controlli effettivi diventa ben presto una odiosa presa in giro. La nostra architettura democratica prevede una ripartizione dei classici tre poteri che si controllano a vicenda in concorrenza con un quarto, “atipico” eppure tipico delle democrazie, rappresentato tradizionalmente dalla stampa e dagli altri organi di informazione attraverso cui si forma (ma anche si controlla) la pubblica opinione. Ma se il risultato di questo concerto di poteri democratici è insoddisfacente perché i controllati controllano, nominano, sostengono o finanziano i controllori e viceversa, non c’è altra alternativa a che una parte della popolazione, quella più consapevole dei suoi diritti e libera economicamente, si attivi per altre vie che in passato sono sfociate nella piazza – quella reale – mentre oggi, grazie alle tecnologie digitali, portano ad affollare in primo luogo quella piazza “virtuale” che, sempre più spesso, precede l’altra. Continua »

In: Palermo | 7 commenti

Viltà e violenza

mar 10
01
02:39

Un professionista palermitano è stato ucciso vilmente, vigliaccamente, con una capacità di violenza davvero brutale, ben superiore a quella richiesta per premere un grilletto.

È ben nota in natura la manifestazione della violenza con cui l’animale più forte afferma un predominio vitale (almeno per lui) dettatogli dall’istinto. La nostra specie, attraverso il suo faticoso, seppur discontinuo, cammino verso la civiltà, ha voluto sostituire alla ragione della forza, la forza della ragione, regolando e sublimando quella capacità di violenza nel diritto (il processo è un “duello” regolato dalla legge) così come nella corretta competizione economica o in quella professionale che dovrebbe far prevalere i più capaci e meritevoli.

Questi meccanismi di civiltà, a Palermo, ancor oggi non funzionano sufficientemente. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 39 commenti

Mettersi in proprio

feb 10
03
01:08

Mettere su un’impresa non rappresenterà un’opportunità di lavoro per tutti i giovani disoccupati palermitani, ma potrà sicuramente esserlo per molti. Penso che la scolarizzazione avanzata aumenti le possibilità di cogliere sfide imprenditoriali e che le istituzioni e gli ordini professionali dovrebbero prendere a cuore la diffusione e il concreto sostegno alla cultura d’impresa, visto che sarà sempre più debole la domanda da parte del datore di lavoro pubblico mentre i fiumi di risorse pubbliche riversate per l’industrializzazione della Sicilia hanno lasciato, troppo spesso, solo una processione di capannoni vuoti nelle aree industriali così come nelle campagne. Un lavoro meritorio, in questo senso, viene portato avanti, già da alcuni anni, dal Consorzio ARCA a favore di giovani imprenditori che sfruttino l’innovazione tecnologica, ma penso che altre iniziative di “soft economy” vadano altrettanto sostenute e incoraggiate nel settore dei servizi, del turismo, dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità, ecc. cogliendo aspetti delle potenzialità del territorio siciliano da valorizzare, magari, con le opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Le considerazioni che seguono vogliono rappresentare un primo aiuto concettuale per chi meditasse di mettersi in proprio. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 8 commenti

Quando, alcuni anni fa, mi ritrovai per la prima volta tra le mani L’inchiesta in Sicilia di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, edita da Kalos, pensai di leggere una delle più profonde ed attuali analisi di quella cultura, tipicamente siciliana (anzi palermitana), così allergica a regole “uguali per tutti” come accondiscendente con quella prepotenza che suscita più invidia che civile indignazione: la causa mai seriamente rimossa del mancato sviluppo in senso moderno della Sicilia. Con buona pace dei sicilianisti, una simile inchiesta, nel 1875 come oggi, non potrebbe essere fatta altrove, neanche in quella Campania che pure interessò gli stessi autori e che conosciamo come la Gomorra di oggi. Nel 1875, per cercare di comprendere da vicino il retroterra politico elettorale di Francesco Crispi e per scongiurare i rischi di derive socialiste scatenate dalle umilianti condizioni di vita dei contadini, Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, parlamentari liberali del nuovo regno unitario, si recarono privatamente in Sicilia per studiarne le condizioni politiche-amministrative e la condizione sociale dei contadini. Riporto, a beneficio di chi non conoscesse l’opera, peraltro introvabile, un significativo passo di Franchetti sulla borghesia palermitana, i cui appartenenti sono significativamente definiti come i “facinorosi della classe media”. Continua »

In: Palermo, Sicilia | 113 commenti

Danilo Dolci

gen 10
14
01:49

Devo ad una cara amica il privilegio di aver conosciuto in vita Danilo Dolci, nella sua casa di Trappeto. Ricordo gli occhi chiari e buoni di un uomo che, in uno studio che più semplice non si può, preferiva porti domande piuttosto che rifilarti risposte o convincenti soluzioni. Mi è sembrato giusto ricordarlo anche su Rosalio attraverso una sua poesia.

C’è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c’è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C’è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c’è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C’è pure chi educa, senza nascondere
l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d’essere franco all’altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato.

In: Palermo | 6 commenti

Punteruolo d’Egitto

gen 10
08
02:47

Quanti saranno i siciliani in viaggio d’affari o di piacere in Egitto? Non pochi, immagino. Ho chiesto ad un amico in partenza per il Cairo di informarsi su come abbiano affrontato lì il flagello del punteruolo rosso, visto che nel paesaggio, nella cultura e nell’architettura del mondo arabo, la palma rappresenta un elemento tradizionale non facilmente rinunciabile e che la devastazione registrata da noi pare abbia avuto origine da un’incauta importazione di palme proprio dall’Egitto. La risposta è stata, per alcuni versi, sorprendente: praticano un foro in cima al tronco e vi versano del petrolio o del gasolio. Il legno spugnoso della palma se ne impregna, espandendo così un odore non gradito all’insetto. Tutto qui.

Temo che da noi, invece di porre la domanda più ovvia, in tutti questi mesi abbiano pensato soprattutto a chi affidare la solita consulenza. Eccola, a titolo gratuito, come di moda a Palazzo delle Aquile :)

In: Palermo | 34 commenti

Da quando l’aeroporto di Boccadifalco è stato chiuso al traffico civile, le vie per raggiungere Palermo sono rappresentate dagli storici collegamenti marittimi, da quelli ferroviari (a binario unico) e da quelli autostradali che hanno soppiantato, nella funzione, le strade statali che collegano ormai soprattutto una processione di comuni e di nuove aree residenziali intercomunali, praticamente senza soluzione di continuità, da est ad ovest. A differenza però di altre grandi città, Palermo è stretta tra una corona di montagne e il mare con due soli sbocchi autostradali, opposti, verso Messina e verso Trapani. L’autostrada per Trapani collega anche la città all’aeroporto di Punta Raisi con il suo traffico indotto cui si sta aggiungendo quello delle grandi strutture commerciali inaugurate o costruende sullo stesso asse, alle porte della città, sempre nelle due direzioni (dallo svincolo di Carini fino a Villabate). Insomma, per non farla lunga, ritengo che sia venuto il momento (anzi, dovevamo pensarci prima!) per rivedere il senso della bocciatura della sopraelevata che dovrebbe separare il traffico veicolare di chi intenda attraversare la città da quello di chi è interessato invece ad addentrarvisi. Continua »

In: Palermo | 39 commenti

Dannosi più che inutili

dic 09
01
03:15

La Provincia di Palermo, sotto la presidenza dell’avv. Francesco Musotto, ha investito eccedenze di liquidità, derivanti dall’accensione di prestiti obbligazionari finalizzati a finanziare opere pubbliche, in operazioni sul mercato dei cambi intermediate da tale IBS Forex SpA di Como e persino in una polizza assicurativa della Swiss Life: il tutto per 35 milioni di euro ora svaniti nel nulla!

Il risultato di questi lungimiranti investimenti è che la Provincia non potrà finanziare le opere pubbliche previste (pensate solo allo stato pietoso in cui versano le strade provinciali, tra frane e smottamenti) mentre dovrà pagare gli interessi sulle obbligazioni emesse e rimborsarne il capitale. Ogni riferimento a “rischio controparte”, “diligenza del buon padre di famiglia”, “reputazione” e “track-record della controparte”, “evidenza pubblica” (anche se non obbligatoria in materia finanziaria), ecc. è assolutamente fuori luogo quando l’operato di un’amministrazione ha magari ben altre motivazioni ora all’esame della magistratura.

Un merito dello Statuto siciliano era quello (art. 15) di non prevedere le Province. Questa sì che era vera lungimiranza! Ciò che non fa la Provincia, salvo feste e fuochi d’artificio, può tranquillamente continuare a non essere fatto dai Comuni e dai loro consorzi, con notevole risparmio per il contribuente. Almeno quello!

In: Palermo | 24 commenti

Costruzione del consenso

nov 09
24
02:35

Sono stato testimone, nei vent’anni in cui ho lavorato nel mondo delle banche e dei servizi finanziari e – ancor prima – come figlio di dirigente bancario, di una significativa rivoluzione culturale. Ricordo, da ragazzino, che una sera mio padre si scandalizzò di una pubblicità a Carosello della Banca di Roma: era la prima volta che un’istituzione seriosa come la banca anni ’60 scendeva allo stesso livello di comunicazione dei produttori/venditori dei più banali generi di consumo. Chi lavorava in quel mondo aveva una consapevolezza del ruolo istituzionale della banca e della sua essenziale funzione economica e sociale. D’altra parte, i testi di economia insegnavano che il reddito delle famiglie si divideva in consumi, investimenti e risparmi, ma, evidentemente, non potendo pensare di spingere molto oltre i consumi di una società neoconsumista, ma risparmiatrice per tradizione, si è trasformato lo stesso risparmio in un prodotto di largo…consumo, pubblicizzato alla stregua dei pannolini e dei detersivi.

Il marketing era entrato nell’attività bancaria.

Qualcosa di simile, a mio avviso, è avvenuto anche nel mondo della politica: a quella politica grave e seriosa delle “tribune politiche” condotte in TV da Jader Jacobelli, è subentrata, negli anni ’80, la politica dall’immagine accattivante, personalizzata dal politico-prodotto e promossa, da Bettino Craxi e ancor più poi da Silvio Berlusconi, con efficace tecnica comunicativa.

Il marketing era entrato nella politica. Continua »

In: Palermo | 3 commenti

Torno, dopo due anni e mezzo, sul tema della grande distribuzione (GDO), potendo finalmente salutare la prossima apertura del primo vero parco commerciale palermitano: il Forum Palermo. Come ben documentato dai ragazzi di Mobilita Palermo che, privi di pregiudiziali ideologiche, seguono con passione più il fare che le polemiche inconcludenti (e spesso interessate), ci sono già in costruzione altre due strutture del genere, a Borgo Nuovo e allo svincolo di Carini (alle quali si aggiungerà quella progettata a fondo Raffo), che offriranno complessivamente alcune migliaia di posti di lavoro veri, in regola, oltre alle ricadute occupazionali nell’edilizia. Il tutto senza un euro di capitali pubblici! Questi dati sono un fatto e, direi, anche una bella notizia, visto che dalla libertà economica di tanti giovani dipende anche un miglioramento qualitativo della nostra vita civile e democratica.

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In: Palermo, Sicilia | 195 commenti

Extra Ecclesia…

nov 09
11
02:23

…nulla salus (nessuna salvezza al di fuori della Chiesa). Mi ero sempre chiesto come mai le autorità ecclesiastiche, specie siciliane, non avessero mai usato la sanzione della scomunica nei confronti degli appartenenti ad associazioni di assassini come Cosa Nostra. Anche per togliere ogni dubbio circa la pretesa e blasfema religiosità di suoi esponenti di spicco, da Michele Greco a Bernardo Provenzano.

Ieri il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana ha ribadito l’anatema che Giovanni Paolo II lanciò ad Agrigento nel 1993. Bene.

A quando una bella ramanzina ai nostri politici?

In: Palermo | 12 commenti

Transgender

nov 09
09
01:58

Il clamore mediatico suscitato dalle vicende di cronaca che hanno coinvolto personaggi politici e transessuali, mi ha richiamato, per associazione di idee, la confusione di genere, in atto in Sicilia, nel mondo delle persone giuridiche. Mi riferisco alle società di diritto privato (persone giuridiche) costituite da persone giuridiche pubbliche (es. Regione o Comune). Sino a qualche anno fa, era ad esempio pacifico che un Comune, per offrire un servizio quale lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani oppure il trasporto pubblico, si dotasse di un braccio operativo di natura pubblicistica (impresa organo) comunemente detto “municipalizzata”. In seguito, in concomitanza con l’affermazione sociale, negli anni ’80, della cultura del mercato e della Borsa, si affermò l’idea che l’uso di forme societarie privatistiche, ancorché controllate dalla mano pubblica, avrebbe garantito all’utenza maggiore efficienza. Alla luce dei fatti, temo che dietro la retorica dell’efficienza si sia celata soprattutto la grammatica del calcolo politico di corto raggio: faccio degli esempi. Continua »

In: Palermo | 3 commenti

Gazebopoli

ott 09
27
02:38

Ora mi sembra che si stia esagerando! Le estensioni prefabbricate di bar, pizzerie, pub e ristoranti stanno dilagando in modo esponenziale, contribuendo a dare un’immagine ancor più pacchiana della città. Nulla da dire se insistono su vie chiuse al traffico come via Principe di Belmonte (non me ne sovvengono altre!), ma siamo sicuri che strutture come queste, costruite dove le auto (coi loro gas) transitano o posteggiano, rispettino delle elementari norme igienico-sanitarie? Leggiamo che ai commercianti, le limitazioni al traffico veicolare privato (tutte e comunque), provochino il rischio incassi? Un po’ di coerenza: se le strade devono servire solo per la circolazione delle auto, allora bisogna rinunciare ai gazebo che, peraltro, sottraggono utili posti auto. Delle due l’una: o si consentono maggiori aree pedonali, con strutture prefabbricate in grado di arredarle e renderle fruibili, o si rinuncia in toto alle stesse. Anche i cittadini corrono il rischio di “incassare” gas nocivi quando consumano un pasto o un aperitivo seduti come in una celebre pubblicità di un amaro a base di carciofi.

In: Palermo | 12 commenti

Vediamo se ho capito bene. Tra le due stragi del 1992 Totò Riina propone una trattativa allo Stato attraverso un intermediario, Vito Ciancimino. Vengono messe per iscritto, con il ricatto delle stragi, 12 richieste finalizzate ad attenuare il rischio della carcerazione dura e delle altre misure patrimoniali a carico degli esponenti di Cosa Nostra. L’intelligenza politica di Vito Ciancimino ritiene troppo brutale la forma con cui dette richieste vengono avanzate e propone di riformularle attraverso una parola più diplomatica: riforma,“riforma della giustizia all’americana” con giudici eletti dal popolo, non necessariamente laureati in giurisprudenza purché ultracinquantenni. E, ovviamente, non poteva mancare un accenno al partito del sud …

Scusate, ma stiamo parlando del 1992 o della cronaca politica di questi giorni?

In: Palermo | 5 commenti

Rifiuti zero

ott 09
13
02:31

Avevo già avuto modo di ascoltare, nel giugno del 2006, una relazione del prof. Paul Connett in un’aula della facoltà di Chimica e ho voluto riascoltarlo lo scorso 3 ottobre nella sala delle lapidi di Palazzo delle Aquile. A Palermo, una caratteristica di questo genere di stimolanti incontri è l’assenza ingiustificata proprio di coloro che sono pagati da tutti noi per occuparsi di problemi come l’efficiente smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Gli stessi, come è tristemente noto, piuttosto che imparare le migliori pratiche da città come San Francisco, hanno addirittura ritenuto di poter esportare il fallimentare modello AMIA negli Emirati Arabi. Quando si perde il senso del ridicolo succede questo ed altro ancora… Continua »

In: Palermo | 4 commenti

Grom vs. Cofea

set 09
28
03:28

Quando, più di trent’anni fa, mi trasferii a Palermo, chi mi fece scoprire la città, oltre che alla Cappella Palatina, mi portò ben presto nella piccola gelateria Cofea di via Villareale. Un tempo il gelato era una cosa seria e potevi distinguere quello dei vari gelatai, a parità di gusto. Cofea oggi è una gelateria dall’immagine un po’ appannata, non tanto perché bisognosa di una riverniciata quanto perché non c’è un particolare motivo per andare a gustare un gelato proprio lì.

Grom è una catena di gelaterie che si stanno diffondendo in Italia e anche all’estero, tanto da divenire un caso aziendale. L’idea è semplice e appartiene ad un paio di ragazzi, uno dei quali si chiama appunto Grom: produrre gelati come una volta, senza additivi, coloranti e conservanti, con soli frutti di stagione e componenti di alta qualità che hanno cominciato anche a produrre in proprio per averne un controllo assoluto.

Per la patria del gelato, ma anche di società industriali come Elenka che hanno contribuito ad omologare i gusti, è una bella sfida. L’omologazione indotta dalle basi, semplificherà la vita, ma non favorisce particolarmente la crescita del business di una gelateria, la qualità, specie se ricercata con costanza maniacale, invece sì. Mi auguro che qualcuno raccolga presto questa sfida anche perché la filosofia aziendale Grom non prevede il franchising.

In: Palermo | 69 commenti

Era un appuntamento fisso di questo periodo preautunnale. In piazza Croci, da tanti anni, tra settembre e ottobre, alzava le saracinesche un caratteristico chioschetto di fichi d’India, poggiato sulla parete sud dell’omonimo Istituto, che restava aperto e illuminato fino a notte inoltrata. Era possibile consumare o portare a casa, in coni di carta foderati da un foglio impermeabile e debitamente sbucciati, l’unica specialità della casa: fichi d’India grossi, ghiacciati, saporiti e coloratissimi. Era un piacere e una gradita sorpresa far scoprire agli amici in visita a Palermo questa nota di colore e di sapore. L’identità di una terra (in un mondo di prodotti globalizzati e dai gusti ormai omologati) vive anche attraverso la conservazione di queste attività e di questi appuntamenti stagionali con i sapori. Ho sempre temuto che un giorno i titolari dei chiosco si sarebbero stancati di rialzare la saracinesca. Da quest’estate non si rialzerà più perché rimossa assieme al chiosco stesso. Palermo è ora certamente più povera nella sua identità anche se possiamo anche noi offrire uno spritz ad un collega del nord-est.

In: Palermo | 29 commenti

Forza Europa

set 09
09
01:33

La settimana scorsa sono stato a Catania, pernottandovi, e sono rimasto senza parole per l’estrema pulizia che ho trovato nell’antico mercato del pesce, a due passi dalla piazza del Municipio. Come se non bastasse la vergogna che, da palermitani, si prova ogni qualvolta si gira per altre più civili città d’Italia, ora ci si metteva anche Catania, mi son detto! L’onore palermitano, però, è stato ben presto riabilitato: ho capito qualche giorno dopo, attraverso un pietoso (nel senso che era animato da pietà filiale) articolo della stampa locale, la vera causa del miracolo. Un medico tedesco, turista per caso a Catania, ha documentato le condizioni igienico sanitarie di questo mercato e ha denunciato il tutto all’Unione Europea: “un simile schifo non è degno dell’Europa”! Evidentemente, lassù in Europa qualcuno ci ama e un salutare cazziatone ha fatto sì che le autorità locali intervenissero immediatamente a ristabilire un po’ di igiene e di legalità. A proposito, non è che qualcuno conosce questo tedesco?

In: Palermo | 5 commenti

Futti, futti…

ago 09
09
04:23

Leggo su Il Sole 24 Ore di sabato 8 agosto un interessante articolo a firma di Gianni Trovati in tema di Enti locali. Si riferisce alla seconda ordinanza di Palazzo Chigi, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che consentirà al Comune di Palermo di aumentare – già da quest’anno – l’addizionale IRPEF senza passare dal Consiglio comunale, bensì con semplice decisione di Giunta da adottare entro il 30 settembre. L’aumento dell’aliquota, già contrastato in Consiglio, potrà quindi passare dallo 0,4% attuale allo 0,8%: un raddoppio che potrebbe portare 25 milioni nelle casse del Comune. Per affrontare il “caso Palermo”, Palazzo Chigi ha dovuto inventarsi un “passaggio a nord ovest” che dribblasse i vincoli vigenti per gli altri Comuni (blocco degli aumenti IRPEF del maggio 2008), blocco delle aliquote fino al 2011 per via del federalismo fiscale, scadenze dei termini in materia di bilancio, ecc. Tutto con sole due ordinanze “palatine”, la prima di fine giugno. Tutto ciò si aggiunge alla recente delibera del CIPE che ha assegnato alla città quei 150 milioni che richiamano troppo i 130 milioni di buco dell’AMIA accertato dai revisori. Anche in questo caso le risorse del mancato aumento della TARSU che non è passato in Consiglio, ritornano per altre “provvidenziali” vie. In un paese serio, la cattiva amministrazione pubblica è sanzionata dalla procedura fallimentare, ad opera di un commissario, e dal ritorno alle urne. Da noi, invece, piuttosto che incentivare la buona amministrazione, si preferisce premiare la politica orientata alla costruzione clientelare del consenso, secondo l’antico adagio palermitano, tutt’altro che metaforico, del “futti, futti che Dio perdona a tutti”.

In: Palermo | 32 commenti

Se prevenire, oltre ad essere meglio, costa anche meno del curare, una strada per ridurre il costo della spesa sanitaria potrebbe essere semplicemente quello di virare con decisione la relativa politica verso l’obiettivo della prevenzione. Ne guadagnerebbe, conseguentemente, il benessere generale della popolazione i cui cattivi stili di vita non verrebbero più finanziati acriticamente, a pie’ di lista, dal sistema sanitario. Le garanzie costituzionali sulla salute dei cittadini potrebbero essere così salvaguardate in termini di benessere individuale, più che in termini di diritto alle cure mediche. Basterebbe far passare il concetto di diligente manutenzione che usiamo con le autovetture: ci sono i tagliandi consigliati dalle case produttrici e i bollini e le revisioni imposte dalle leggi e dai regolamenti. Continua »

In: Sicilia | 9 commenti

Tu-mori, vita mea

lug 09
13
04:11

Quando la spesa sanitaria rappresenta, da sola, i due terzi del rispettabile bilancio regionale (23-25 miliardi di euro), viene da pensare che se, per assurdo, i siciliani godessero improvvisamente tutti assieme di buona salute, tanti dipendenti, funzionari, dirigenti, professionisti(, tangentisti), fornitori ed imprenditori del settore sanitario, pubblico o privato, avrebbero davvero un grosso problema.

Ovviamente, non penso ad un inconfessabile complotto di tutti costoro perché le malattie non regrediscano, ma semmai si diffondano sempre più: bastano le nostre cattive abitudini di vita e l’invecchiamento della popolazione a garantire che i budget della sanità crescano di anno in anno.

Il vero problema è semmai, come al solito, quello della mancanza di una corretta informazione: si parla di tutto, soprattutto di tante banalità, mentre non si mettono nel giusto risalto cose così importanti per la nostra salute come quelle che riguardano la qualità dell’aria che respiriamo o dell’acqua che beviamo o del cibo che mangiamo e questo perché, probabilmente, queste informazioni potrebbero “disturbare la nostra spensieratezza” di consumatori suggestionabili dalla pubblicità in TV, la più ascoltata fonte di informazione e di nuovi stili di vita che conosciamo in Italia. Continua »

In: Sicilia | 5 commenti