Profilo e post di Donato Didonna

Sito: http://www.siciliamoderna.it/

e-mail: donato.didonna@libero.it

Biografia: Nato a Bari nel 1956, laurea in Giurisprudenza, moglie e due figli palermitani doc.
Dal 2003 lavora come amministratore e/o partner di società operanti - tra Milano, Bari e Palermo - nel settore immobiliare commerciale (GDO), nella consulenza finanziaria, nell'M&A (fusioni e acquisizioni) e nel settore della comunicazione.
In precedenza, ha lavorato per vent'anni - tra Palermo, Roma e Milano - prima per un importante gruppo bancario italiano e poi per uno olandese, facendo comunque sempre il pendolare con Palermo, sua città d'adozione.
Dopo essersi domandato invano, per parecchi anni, perché in un posto dove si potrebbe vivere bene, in termini sia civili che materiali, ci si rassegni invece - perlopiù - a sopravvivere, nel settembre 2004 ha cominciato a scrivere come blogger ciò che avrebbe voluto leggere sulla stampa locale.
Dopo la teoria, ha cominciato a promuovere, in società con altri siciliani di buona volontà, emblematiche iniziative extraprofessionali nei settori dei beni culturali, dell’agricoltura di qualità, della finanza etica ecc., senza curarsi che il maggiore affronto, per una certa mentalità arcaica locale, è dimostrare con i fatti che un cambiamento, volendo, è possibile.
Forte di queste esperienze, nel settembre 2010, ha pubblicato il libro: Ecco come. Cambiare la Sicilia in 10 mosse riprendendo, in forma organica e aggiornata, idee e proposte già pubblicate negli ultimi anni su Rosalio.

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Donato Didonna
  • I “facinorosi della classe media” ne “L’inchiesta in Sicilia”

    Quando, alcuni anni fa, mi ritrovai per la prima volta tra le mani L’inchiesta in Sicilia di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, edita da Kalos, pensai di leggere una delle più profonde ed attuali analisi di quella cultura, tipicamente siciliana (anzi palermitana), così allergica a regole “uguali per tutti” come accondiscendente con quella prepotenza che suscita più invidia che civile indignazione: la causa mai seriamente rimossa del mancato sviluppo in senso moderno della Sicilia. Con buona pace dei sicilianisti, una simile inchiesta, nel 1875 come oggi, non potrebbe essere fatta altrove, neanche in quella Campania che pure interessò gli stessi autori e che conosciamo come la Gomorra di oggi. Nel 1875, per cercare di comprendere da vicino il retroterra politico elettorale di Francesco Crispi e per scongiurare i rischi di derive socialiste scatenate dalle umilianti condizioni di vita dei contadini, Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino, parlamentari liberali del nuovo regno unitario, si recarono privatamente in Sicilia per studiarne le condizioni politiche-amministrative e la condizione sociale dei contadini. Riporto, a beneficio di chi non conoscesse l’opera, peraltro introvabile, un significativo passo di Franchetti sulla borghesia palermitana, i cui appartenenti sono significativamente definiti come i “facinorosi della classe media”. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Danilo Dolci

    Devo ad una cara amica il privilegio di aver conosciuto in vita Danilo Dolci, nella sua casa di Trappeto. Ricordo gli occhi chiari e buoni di un uomo che, in uno studio che più semplice non si può, preferiva porti domande piuttosto che rifilarti risposte o convincenti soluzioni. Mi è sembrato giusto ricordarlo anche su Rosalio attraverso una sua poesia.

    C’è chi insegna
    guidando gli altri come cavalli
    passo per passo:
    forse c’è chi si sente soddisfatto
    così guidato.

    C’è chi insegna lodando
    quanto trova di buono e divertendo:
    c’è pure chi si sente soddisfatto
    essendo incoraggiato.

    C’è pure chi educa, senza nascondere
    l’assurdo ch’è nel mondo, aperto ad ogni
    sviluppo ma cercando
    d’essere franco all’altro come a sé,
    sognando gli altri come ora non sono:
    ciascuno cresce solo se sognato.

    Palermo
  • Punteruolo d’Egitto

    Quanti saranno i siciliani in viaggio d’affari o di piacere in Egitto? Non pochi, immagino. Ho chiesto ad un amico in partenza per il Cairo di informarsi su come abbiano affrontato lì il flagello del punteruolo rosso, visto che nel paesaggio, nella cultura e nell’architettura del mondo arabo, la palma rappresenta un elemento tradizionale non facilmente rinunciabile e che la devastazione registrata da noi pare abbia avuto origine da un’incauta importazione di palme proprio dall’Egitto. La risposta è stata, per alcuni versi, sorprendente: praticano un foro in cima al tronco e vi versano del petrolio o del gasolio. Il legno spugnoso della palma se ne impregna, espandendo così un odore non gradito all’insetto. Tutto qui.

    Temo che da noi, invece di porre la domanda più ovvia, in tutti questi mesi abbiano pensato soprattutto a chi affidare la solita consulenza. Eccola, a titolo gratuito, come di moda a Palazzo delle Aquile :)

    Palermo
  • È peggiore l’impatto estetico o quello ambientale?

    Da quando l’aeroporto di Boccadifalco è stato chiuso al traffico civile, le vie per raggiungere Palermo sono rappresentate dagli storici collegamenti marittimi, da quelli ferroviari (a binario unico) e da quelli autostradali che hanno soppiantato, nella funzione, le strade statali che collegano ormai soprattutto una processione di comuni e di nuove aree residenziali intercomunali, praticamente senza soluzione di continuità, da est ad ovest. A differenza però di altre grandi città, Palermo è stretta tra una corona di montagne e il mare con due soli sbocchi autostradali, opposti, verso Messina e verso Trapani. L’autostrada per Trapani collega anche la città all’aeroporto di Punta Raisi con il suo traffico indotto cui si sta aggiungendo quello delle grandi strutture commerciali inaugurate o costruende sullo stesso asse, alle porte della città, sempre nelle due direzioni (dallo svincolo di Carini fino a Villabate). Insomma, per non farla lunga, ritengo che sia venuto il momento (anzi, dovevamo pensarci prima!) per rivedere il senso della bocciatura della sopraelevata che dovrebbe separare il traffico veicolare di chi intenda attraversare la città da quello di chi è interessato invece ad addentrarvisi. Continua »

    Palermo
  • Dannosi più che inutili

    La Provincia di Palermo, sotto la presidenza dell’avv. Francesco Musotto, ha investito eccedenze di liquidità, derivanti dall’accensione di prestiti obbligazionari finalizzati a finanziare opere pubbliche, in operazioni sul mercato dei cambi intermediate da tale IBS Forex SpA di Como e persino in una polizza assicurativa della Swiss Life: il tutto per 35 milioni di euro ora svaniti nel nulla!

    Il risultato di questi lungimiranti investimenti è che la Provincia non potrà finanziare le opere pubbliche previste (pensate solo allo stato pietoso in cui versano le strade provinciali, tra frane e smottamenti) mentre dovrà pagare gli interessi sulle obbligazioni emesse e rimborsarne il capitale. Ogni riferimento a “rischio controparte”, “diligenza del buon padre di famiglia”, “reputazione” e “track-record della controparte”, “evidenza pubblica” (anche se non obbligatoria in materia finanziaria), ecc. è assolutamente fuori luogo quando l’operato di un’amministrazione ha magari ben altre motivazioni ora all’esame della magistratura.

    Un merito dello Statuto siciliano era quello (art. 15) di non prevedere le Province. Questa sì che era vera lungimiranza! Ciò che non fa la Provincia, salvo feste e fuochi d’artificio, può tranquillamente continuare a non essere fatto dai Comuni e dai loro consorzi, con notevole risparmio per il contribuente. Almeno quello!

    Palermo
  • Costruzione del consenso

    Sono stato testimone, nei vent’anni in cui ho lavorato nel mondo delle banche e dei servizi finanziari e – ancor prima – come figlio di dirigente bancario, di una significativa rivoluzione culturale. Ricordo, da ragazzino, che una sera mio padre si scandalizzò di una pubblicità a Carosello della Banca di Roma: era la prima volta che un’istituzione seriosa come la banca anni ’60 scendeva allo stesso livello di comunicazione dei produttori/venditori dei più banali generi di consumo. Chi lavorava in quel mondo aveva una consapevolezza del ruolo istituzionale della banca e della sua essenziale funzione economica e sociale. D’altra parte, i testi di economia insegnavano che il reddito delle famiglie si divideva in consumi, investimenti e risparmi, ma, evidentemente, non potendo pensare di spingere molto oltre i consumi di una società neoconsumista, ma risparmiatrice per tradizione, si è trasformato lo stesso risparmio in un prodotto di largo…consumo, pubblicizzato alla stregua dei pannolini e dei detersivi.

    Il marketing era entrato nell’attività bancaria.

    Qualcosa di simile, a mio avviso, è avvenuto anche nel mondo della politica: a quella politica grave e seriosa delle “tribune politiche” condotte in TV da Jader Jacobelli, è subentrata, negli anni ’80, la politica dall’immagine accattivante, personalizzata dal politico-prodotto e promossa, da Bettino Craxi e ancor più poi da Silvio Berlusconi, con efficace tecnica comunicativa.

    Il marketing era entrato nella politica. Continua »

    Palermo
  • 3000 nuovi posti di lavoro a Palermo

    Torno, dopo due anni e mezzo, sul tema della grande distribuzione (GDO), potendo finalmente salutare la prossima apertura del primo vero parco commerciale palermitano: il Forum Palermo. Come ben documentato dai ragazzi di Mobilita Palermo che, privi di pregiudiziali ideologiche, seguono con passione più il fare che le polemiche inconcludenti (e spesso interessate), ci sono già in costruzione altre due strutture del genere, a Borgo Nuovo e allo svincolo di Carini (alle quali si aggiungerà quella progettata a fondo Raffo), che offriranno complessivamente alcune migliaia di posti di lavoro veri, in regola, oltre alle ricadute occupazionali nell’edilizia. Il tutto senza un euro di capitali pubblici! Questi dati sono un fatto e, direi, anche una bella notizia, visto che dalla libertà economica di tanti giovani dipende anche un miglioramento qualitativo della nostra vita civile e democratica.

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    Palermo, Sicilia
  • Extra Ecclesia…

    …nulla salus (nessuna salvezza al di fuori della Chiesa). Mi ero sempre chiesto come mai le autorità ecclesiastiche, specie siciliane, non avessero mai usato la sanzione della scomunica nei confronti degli appartenenti ad associazioni di assassini come Cosa Nostra. Anche per togliere ogni dubbio circa la pretesa e blasfema religiosità di suoi esponenti di spicco, da Michele Greco a Bernardo Provenzano.

    Ieri il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana ha ribadito l’anatema che Giovanni Paolo II lanciò ad Agrigento nel 1993. Bene.

    A quando una bella ramanzina ai nostri politici?

    Palermo
  • Transgender

    Il clamore mediatico suscitato dalle vicende di cronaca che hanno coinvolto personaggi politici e transessuali, mi ha richiamato, per associazione di idee, la confusione di genere, in atto in Sicilia, nel mondo delle persone giuridiche. Mi riferisco alle società di diritto privato (persone giuridiche) costituite da persone giuridiche pubbliche (es. Regione o Comune). Sino a qualche anno fa, era ad esempio pacifico che un Comune, per offrire un servizio quale lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani oppure il trasporto pubblico, si dotasse di un braccio operativo di natura pubblicistica (impresa organo) comunemente detto “municipalizzata”. In seguito, in concomitanza con l’affermazione sociale, negli anni ’80, della cultura del mercato e della Borsa, si affermò l’idea che l’uso di forme societarie privatistiche, ancorché controllate dalla mano pubblica, avrebbe garantito all’utenza maggiore efficienza. Alla luce dei fatti, temo che dietro la retorica dell’efficienza si sia celata soprattutto la grammatica del calcolo politico di corto raggio: faccio degli esempi. Continua »

    Palermo
  • Gazebopoli

    Ora mi sembra che si stia esagerando! Le estensioni prefabbricate di bar, pizzerie, pub e ristoranti stanno dilagando in modo esponenziale, contribuendo a dare un’immagine ancor più pacchiana della città. Nulla da dire se insistono su vie chiuse al traffico come via Principe di Belmonte (non me ne sovvengono altre!), ma siamo sicuri che strutture come queste, costruite dove le auto (coi loro gas) transitano o posteggiano, rispettino delle elementari norme igienico-sanitarie? Leggiamo che ai commercianti, le limitazioni al traffico veicolare privato (tutte e comunque), provochino il rischio incassi? Un po’ di coerenza: se le strade devono servire solo per la circolazione delle auto, allora bisogna rinunciare ai gazebo che, peraltro, sottraggono utili posti auto. Delle due l’una: o si consentono maggiori aree pedonali, con strutture prefabbricate in grado di arredarle e renderle fruibili, o si rinuncia in toto alle stesse. Anche i cittadini corrono il rischio di “incassare” gas nocivi quando consumano un pasto o un aperitivo seduti come in una celebre pubblicità di un amaro a base di carciofi.

    Palermo
  • Il “papello” riveduto e corretto

    Vediamo se ho capito bene. Tra le due stragi del 1992 Totò Riina propone una trattativa allo Stato attraverso un intermediario, Vito Ciancimino. Vengono messe per iscritto, con il ricatto delle stragi, 12 richieste finalizzate ad attenuare il rischio della carcerazione dura e delle altre misure patrimoniali a carico degli esponenti di Cosa Nostra. L’intelligenza politica di Vito Ciancimino ritiene troppo brutale la forma con cui dette richieste vengono avanzate e propone di riformularle attraverso una parola più diplomatica: riforma,“riforma della giustizia all’americana” con giudici eletti dal popolo, non necessariamente laureati in giurisprudenza purché ultracinquantenni. E, ovviamente, non poteva mancare un accenno al partito del sud …

    Scusate, ma stiamo parlando del 1992 o della cronaca politica di questi giorni?

    Palermo
  • Rifiuti zero

    Avevo già avuto modo di ascoltare, nel giugno del 2006, una relazione del prof. Paul Connett in un’aula della facoltà di Chimica e ho voluto riascoltarlo lo scorso 3 ottobre nella sala delle lapidi di Palazzo delle Aquile. A Palermo, una caratteristica di questo genere di stimolanti incontri è l’assenza ingiustificata proprio di coloro che sono pagati da tutti noi per occuparsi di problemi come l’efficiente smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Gli stessi, come è tristemente noto, piuttosto che imparare le migliori pratiche da città come San Francisco, hanno addirittura ritenuto di poter esportare il fallimentare modello AMIA negli Emirati Arabi. Quando si perde il senso del ridicolo succede questo ed altro ancora… Continua »

    Palermo
  • Grom vs. Cofea

    Quando, più di trent’anni fa, mi trasferii a Palermo, chi mi fece scoprire la città, oltre che alla Cappella Palatina, mi portò ben presto nella piccola gelateria Cofea di via Villareale. Un tempo il gelato era una cosa seria e potevi distinguere quello dei vari gelatai, a parità di gusto. Cofea oggi è una gelateria dall’immagine un po’ appannata, non tanto perché bisognosa di una riverniciata quanto perché non c’è un particolare motivo per andare a gustare un gelato proprio lì.

    Grom è una catena di gelaterie che si stanno diffondendo in Italia e anche all’estero, tanto da divenire un caso aziendale. L’idea è semplice e appartiene ad un paio di ragazzi, uno dei quali si chiama appunto Grom: produrre gelati come una volta, senza additivi, coloranti e conservanti, con soli frutti di stagione e componenti di alta qualità che hanno cominciato anche a produrre in proprio per averne un controllo assoluto.

    Per la patria del gelato, ma anche di società industriali come Elenka che hanno contribuito ad omologare i gusti, è una bella sfida. L’omologazione indotta dalle basi, semplificherà la vita, ma non favorisce particolarmente la crescita del business di una gelateria, la qualità, specie se ricercata con costanza maniacale, invece sì. Mi auguro che qualcuno raccolga presto questa sfida anche perché la filosofia aziendale Grom non prevede il franchising.

    Palermo
  • Una croce in più a piazza Croci

    Era un appuntamento fisso di questo periodo preautunnale. In piazza Croci, da tanti anni, tra settembre e ottobre, alzava le saracinesche un caratteristico chioschetto di fichi d’India, poggiato sulla parete sud dell’omonimo Istituto, che restava aperto e illuminato fino a notte inoltrata. Era possibile consumare o portare a casa, in coni di carta foderati da un foglio impermeabile e debitamente sbucciati, l’unica specialità della casa: fichi d’India grossi, ghiacciati, saporiti e coloratissimi. Era un piacere e una gradita sorpresa far scoprire agli amici in visita a Palermo questa nota di colore e di sapore. L’identità di una terra (in un mondo di prodotti globalizzati e dai gusti ormai omologati) vive anche attraverso la conservazione di queste attività e di questi appuntamenti stagionali con i sapori. Ho sempre temuto che un giorno i titolari dei chiosco si sarebbero stancati di rialzare la saracinesca. Da quest’estate non si rialzerà più perché rimossa assieme al chiosco stesso. Palermo è ora certamente più povera nella sua identità anche se possiamo anche noi offrire uno spritz ad un collega del nord-est.

    Palermo
  • Forza Europa

    La settimana scorsa sono stato a Catania, pernottandovi, e sono rimasto senza parole per l’estrema pulizia che ho trovato nell’antico mercato del pesce, a due passi dalla piazza del Municipio. Come se non bastasse la vergogna che, da palermitani, si prova ogni qualvolta si gira per altre più civili città d’Italia, ora ci si metteva anche Catania, mi son detto! L’onore palermitano, però, è stato ben presto riabilitato: ho capito qualche giorno dopo, attraverso un pietoso (nel senso che era animato da pietà filiale) articolo della stampa locale, la vera causa del miracolo. Un medico tedesco, turista per caso a Catania, ha documentato le condizioni igienico sanitarie di questo mercato e ha denunciato il tutto all’Unione Europea: “un simile schifo non è degno dell’Europa”! Evidentemente, lassù in Europa qualcuno ci ama e un salutare cazziatone ha fatto sì che le autorità locali intervenissero immediatamente a ristabilire un po’ di igiene e di legalità. A proposito, non è che qualcuno conosce questo tedesco?

    Palermo
  • Futti, futti…

    Leggo su Il Sole 24 Ore di sabato 8 agosto un interessante articolo a firma di Gianni Trovati in tema di Enti locali. Si riferisce alla seconda ordinanza di Palazzo Chigi, già pubblicata in Gazzetta Ufficiale, che consentirà al Comune di Palermo di aumentare – già da quest’anno – l’addizionale IRPEF senza passare dal Consiglio comunale, bensì con semplice decisione di Giunta da adottare entro il 30 settembre. L’aumento dell’aliquota, già contrastato in Consiglio, potrà quindi passare dallo 0,4% attuale allo 0,8%: un raddoppio che potrebbe portare 25 milioni nelle casse del Comune. Per affrontare il “caso Palermo”, Palazzo Chigi ha dovuto inventarsi un “passaggio a nord ovest” che dribblasse i vincoli vigenti per gli altri Comuni (blocco degli aumenti IRPEF del maggio 2008), blocco delle aliquote fino al 2011 per via del federalismo fiscale, scadenze dei termini in materia di bilancio, ecc. Tutto con sole due ordinanze “palatine”, la prima di fine giugno. Tutto ciò si aggiunge alla recente delibera del CIPE che ha assegnato alla città quei 150 milioni che richiamano troppo i 130 milioni di buco dell’AMIA accertato dai revisori. Anche in questo caso le risorse del mancato aumento della TARSU che non è passato in Consiglio, ritornano per altre “provvidenziali” vie. In un paese serio, la cattiva amministrazione pubblica è sanzionata dalla procedura fallimentare, ad opera di un commissario, e dal ritorno alle urne. Da noi, invece, piuttosto che incentivare la buona amministrazione, si preferisce premiare la politica orientata alla costruzione clientelare del consenso, secondo l’antico adagio palermitano, tutt’altro che metaforico, del “futti, futti che Dio perdona a tutti”.

    Palermo
  • Come ridurre la spesa sanitaria e vivere meglio

    Se prevenire, oltre ad essere meglio, costa anche meno del curare, una strada per ridurre il costo della spesa sanitaria potrebbe essere semplicemente quello di virare con decisione la relativa politica verso l’obiettivo della prevenzione. Ne guadagnerebbe, conseguentemente, il benessere generale della popolazione i cui cattivi stili di vita non verrebbero più finanziati acriticamente, a pie’ di lista, dal sistema sanitario. Le garanzie costituzionali sulla salute dei cittadini potrebbero essere così salvaguardate in termini di benessere individuale, più che in termini di diritto alle cure mediche. Basterebbe far passare il concetto di diligente manutenzione che usiamo con le autovetture: ci sono i tagliandi consigliati dalle case produttrici e i bollini e le revisioni imposte dalle leggi e dai regolamenti. Continua »

    Sicilia
  • Tu-mori, vita mea

    Quando la spesa sanitaria rappresenta, da sola, i due terzi del rispettabile bilancio regionale (23-25 miliardi di euro), viene da pensare che se, per assurdo, i siciliani godessero improvvisamente tutti assieme di buona salute, tanti dipendenti, funzionari, dirigenti, professionisti(, tangentisti), fornitori ed imprenditori del settore sanitario, pubblico o privato, avrebbero davvero un grosso problema.

    Ovviamente, non penso ad un inconfessabile complotto di tutti costoro perché le malattie non regrediscano, ma semmai si diffondano sempre più: bastano le nostre cattive abitudini di vita e l’invecchiamento della popolazione a garantire che i budget della sanità crescano di anno in anno.

    Il vero problema è semmai, come al solito, quello della mancanza di una corretta informazione: si parla di tutto, soprattutto di tante banalità, mentre non si mettono nel giusto risalto cose così importanti per la nostra salute come quelle che riguardano la qualità dell’aria che respiriamo o dell’acqua che beviamo o del cibo che mangiamo e questo perché, probabilmente, queste informazioni potrebbero “disturbare la nostra spensieratezza” di consumatori suggestionabili dalla pubblicità in TV, la più ascoltata fonte di informazione e di nuovi stili di vita che conosciamo in Italia. Continua »

    Sicilia
  • Sicilia da bere

    Regione Siciliana all'EIRE

    L’EIRE (Milano) è la più importante fiera del settore immobiliare in Italia: è giunta alla 5^ edizione con il sogno inconfessato di rosicchiare quel ruolo che, in tale campo, svolge il Mapic di Cannes. Quest’anno, nel mortorio generale in cui il settore immobiliare è caduto a causa della crisi finanziaria internazionale, la Regione Siciliana faceva bella mostra di sé con uno stand che pubblicizzava l’opera di valorizzazione del suo patrimonio immobiliare inceppatasi, come è noto, già al suo primo fondo immobiliare promosso con il socio privato della controllata Sicilia Patrimonio Immobiliare SpA (peraltro, uno degli organizzatori della stessa rassegna).

    Ciò che mi lascia perplesso è che un’operazione su cui la Corte dei conti ha espresso pesanti rilievi e che sarà stata senz’altro lucrosa per altre parti coinvolte, ma è ancora tutto da dimostrare il vantaggio per la diretta interessata, venga presentata altrove, all’EIRE così come recentemente al Forum PA di Roma (“La Valorizzazione del Patrimonio Immobiliare Pubblico quale leva di sviluppo del Territorio. Il caso Regione Siciliana”), come un’operazione di successo: perché non se ne parla pubblicamente in un convegno a Palermo, magari alla presenza di esperti indipendenti?

    Sicilia
  • Gabbiani

    Gabbiani a Palermo

    I telegiornali ci hanno abituato a vedere popolate di bianchi e grandi gabbiani più che le scogliere, com’era una volta, le contemporanee discariche dei rifiuti solidi urbani. Il nutrito gruppo di gabbiani che, da alcuni anni, ha scelto di risiedere nel centro storico di Palermo, deve aver invece valutato quanto fosse inutile spingersi fin lassù a Bellolampo, quando c’è una moderna azienda come l’AMIA – specializzata in operazioni di facciata e di cui rischiavamo di esportare il prezioso know-how persino nei pulitissimi Emirati Arabi – in virtuosa sinergia con una popolazione che da un singolo sacchetto abbandonato, come da prezioso seme, sa far crescere impetuosamente, ad ogni angolo, tante nuove piccole discariche

    Palermo
  • Al Idrisi

    “A ponente di Termini vi è un abitato che si chiama Trabìa, incantevole soggiorno con acque perenni e parecchi mulini. Trabìa ha una pianura e vasti poderi, nei quali si fabbricano tanti vermicelli (itriyah) da approvvigionare, oltre ai paesi della Calabria, quelli dei territori musulmani e cristiani, dove se ne spediscono moltissimi carichi per nave”.

    Quella riportata qui sopra è la più antica testimonianza storica relativa alla produzione di pasta essiccata: è tratta dal “Libro per chi si diletta di girare il mondo” scritto dal geografo arabo Al Idrisi per Ruggero II di Sicilia (1154).
    Il procedimento adottato per l’essicazione della pasta prevedeva che essa fosse esposta al sole per qualche tempo, quindi posta in luoghi chiusi riscaldati per mezzo di bracieri, garantendo così, come dice Al Idrisi: “di affrontare anche viaggi verso destinazioni lontane senza deteriorarsi”. Viene così smentita l’antica credenza secondo cui sia stato Marco Polo a introdurre, di ritorno dalla Cina (1295), gli spaghetti, uno dei simboli dell’Italia nel mondo. Pare che persino i maccheroni derivino dal siciliano maccarruni, da “maccari”, ossia schiacciare, l’azione fatta lavorando la pasta di semola di grano duro. Continua »

    Palermo
  • Terra Madre

    “Mangiare è un atto agricolo” ripete Carlo Petrini, presidente di Slow Food International, perché a seconda di ciò che scegliamo di mangiare indirizziamo la politica agricola di un intero Paese. Ho visto al cinema Aurora il documentario di Ermanno Olmi Terra Madre: molto suggestivo. Questo week end ero a Marettimo, un’isola dove si pesca sempre meno e non si coltiva ormai più nulla. Una turista piemontese si lamentava in un ristorante del fatto che si pensa di andare in un luogo così sperduto per trovare prodotti genuini e si scopre invece che ciò che si mangia proviene magari dalla propria regione di provenienza, se non addirittura dall’estero! Sono le follie di un sistema economico-culturale che ci ha abituato a vedere come arcaico occuparsi della terra mentre, sommersi dai rifiuti e disorientati dagli sconvolgimenti climatici, tornare alla terra, alla propria terra, sembra essere la mossa più indovinata e sostenibile. Carlo Petrini è convinto che le comunità del cibo saranno protagoniste di una terza rivoluzione industriale, quella della produzione pulita, e che avranno tanto da insegnarci. Terra Madre è una rete mondiale costituita da quanti vogliono preservare e promuovere metodi di produzione alimentare sostenibili, in armonia con la natura, il paesaggio, la tradizione e con una concreta idea di qualità della vita basata su tre concetti: buono, pulito e giusto. Una visione “politica” con un peso specifico ben maggiore di quello degli spot dei partiti – di destra o di sinistra – che conosciamo.

    Palermo, Sicilia
  • A proposito della valuta del rimborso Ztl

    È finalmente arrivato, dopo quasi un anno dalla sentenza esecutiva del CGA, il turno della lettera “D” per il rimborso dei 50 euro di ticket a suo tempo da me pagato per la ZTL. Per deformazione professionale, non ho potuto però non notare come l’assegno circolare emesso dalla BNL (oggi sotto le bandiere della francese BNP Paribas) recasse la data del 19.3.09 mentre la raccomandata dell’Agenzia Fulmine recava quella del 5.5.09. Impiegare – nel 2009 – tutti questi mesi per pagare gli aventi diritto dalla sorteggiata lettera “Q” alla lettera “D”, mi sembra un tantino esagerato, ma soprattutto mi lascia perplesso il lucro (esentasse?) di ben 47 giorni di valuta bancaria tra il momento in cui le somme sono state addebitate al Comune rispetto al momento dell’effettivo pagamento al cittadino creditore. Un’azienda privata tollererebbe mai un simile trattamento, svantaggioso per sé come per la propria clientela, o il gioco della valuta fa parte, inconfessabilmente, degli accordi conclusi con l’aggiudicatario del servizio? Non vi pare?

    Palermo
  • La vita al contrario secondo G.S.

    G.S. è un mio fraterno amico che ha da poco compiuto 70 anni, molto ben vissuti assieme ad una splendida moglie. Qualche giorno fa mi ha mandato questa sua riflessione notturna che mi ha fatto ridere e commuovere. Gli ho detto che vorrei essere il suo editore, ma si schernisce. Mi ha però autorizzato a parteciparvela.

    TESTO RIMOSSO Continua »

    Palermo