lunedì 22 ott
  • Non guardarmi, non ti sento

    I casi sono moltissimi, ma prendiamo l’ultimo: l’avviso di garanzia all’assessore Antinoro. Su internet si è scatenata una ridda di commenti innocentisti e colpevolisti, più o meno riconducibili alla distinzione fra destra e sinistra.
    Mettendo da parte le idee politiche personali, colpiscono un paio di considerazioni. La prima è che a occhio la maggioranza dei commentatori sembra essere grossomodo di sinistra. Il che può significare che la sinistra è più tecnologicamente avanzata, e utilizza il web come strumento di informazione e dibattito politico più di quanto non faccia la destra. (A leggere i commenti sui blog cittadini Cammarata, per esempio, si sarebbe dovuto dimettere da un pezzo. Anzi, non doveva nemmeno essere eletto. Ma è una percezione fuorviante, visto che Cammarata è ancora al suo posto).
    Un’altra interpretazione di questa apparente prevalenza dei commentatori di sinistra è ancora più semplice: a destra opporre l’indifferenza del silenzio viene considerata la strategia migliore. Lasciamoli parlare, ecchissenefrega.
    Ma dal dibattito sul web si ricava pure una seconda considerazione, quella più desolante: nessuno ascolta. Sui blog ognuno espone la propria tesi con grande livore e molto spesso risponde alle accuse dell’avversario: ma senza ascoltarne le ragioni. Il pregiudizio blocca qualsiasi discussione, e anche quando non si passa alle accuse personali bisogna registrare una generalizzata mancanza di apertura mentale.
    In Sicilia l’opinione pubblica sembra aver subito una specie di colpo della strega. Qualsiasi movimento, anche minimo, risulta inibito. È un guasto prodotto dalla targettizzazione dell’opinione pubblica, quel fenomeno per cui ognuno legge il proprio giornale nell’intento di essere confermato nelle convinzioni che già possiede, e del resto non gli interessa.
    Per fare uscire la Sicilia dalla paralisi delle idee bisognerebbe scardinare questa targettizzazione. Come, è un altro discorso. Si accettano suggerimenti.

    (In collaborazione con www.robertoalajmo.it)

    Palermo
  • 24 commenti a “Non guardarmi, non ti sento”

    1. Altra considerazione:
      La sx si fà ragione da sola prendendo a pedate e rispondendo in malo modo a qualsiasi idea proveniente da dx.
      A quel punto la dx preferisce non intervenire o ribattere, tanto esiste solo il loro punto di vista che per definizione è sacrosanto.
      Per adesso la maggioranza degli italiani preferisce non dare ascolto ad una sola campana ed ha deciso di stare contro chi si arrocca sulle proprie posizione da intellettualoide.

    2. Roberto, hai ragione da vendere. Sono blogger dal 2003 (su Splinder dal 2004) e mi sono sempre accorto di essere più commentato (negativamente, con offese personali, senza dialogo costruttivo) da sinistra anziché da destra (qui gli interventi si contano con le dita della mano). Spesso mi sono chiesto il perché di questa strana situazione, ponendomi il problema che la blogosfera sia a maggioranza di sinistra, eppure i buoni blog di destra non mancano. Tuttavia, ritengo che i secondi tendono a fare squadra tra di loro, “ghettizzandosi” in “comunità”, mentre i primi (che ruotano ormai attorno al vangelo grillino) vanno qua e là con una sola mission: sei di destra? voti per Berlusconi? Allora sei: a) venduto; b) mafioso; c) leccapiedi. In Italia, infatti, si va a vanti a colpi di pregiudizio e ciò è sconfortante perché avviene soprattutto in una generazione che prestissimo si troverà al posto di coloro che al momento ci amministrano. Da entrambe le parti ci vorrebbe fare meno uso dei paraocchi. Ai naviganti di destra dico di SCRIVERE (‘sto silenzio del tipo “a voi le parole, a noi il governo” non mi piace affatto), ai naviganti di sinistra dico di LEGGERE i post interamente, anziché fermarsi agli incipit o a qualche banner o link che riconduca al pensiero di destra, evitando gli off-topic. Un giorno mi è capitato di scrivere sulla pena di morte in Iran e mi sono ritrovato un commento del genere: “Mandiamo te e Berlusconi a Teheran”.

    3. Ancora altre considerazioni:
      Io sono di destra e non ho votato nè Antinoro nè la destra alle Regionali, sono colpevolista nei suoi confronti e voglio che si dimetta insieme a Lombardo e tutti i suoi amici.
      Io sono di destra e non ho votato Cammarata alla sua ricandidatura, lo critico negativamente e sono uno di quelli che spera nelle sue dimissioni e di tutta la giunta comunale.
      Io sono di destra, uso internet e tanta tecnologia per far sentire anche la mia voce, le mie idee, e le mie convinzioni.
      La gente di sinistra, si sa, è sempre in maggioranza, ovunque. Si comincia dalla scuola, per poi arrivare fino al mondo del lavoro! E’ stato sempre così e lo sarà sempre! E’ per questo che l’uomo di destra è sempre assente, nonostante 10 anni di vittorie in Italia e in Sicilia. Però molti hanno paura, non parlano e non vogliono parlare. D’altronde come dice NUMEROPRIMO, la sinistra ha sempre ragione, anche nel torto, quindi che dobbiamo parlare a fare? Personalmente mi sento un vaso di coccio tra vasi di ferro… E’ molto noioso, decostruttivo, inutile, deleterio, e stressante parlare delle mie idee politiche, perchè vuoi o non vuoi la sinistra è perfetta mentre il resto è merda… non è vero? mi sbaglio?
      Io sono di destra ma sono anche contro Berlusconi e il monopolio dei media; anche io sono contro i mafiosi in parlamento sia siciliano che italiano; anche io sono contro le leggi ad personam; anche io sono contro la xenofobia; anche io faccio distinzione tra asilo politico e immigrazione clandestina e così via…
      Non c’è bisogno di essere di sinistra per dire tutte queste cose…

    4. Post interessantissimo, almeno per le riflessioni personali che sto maturando in questo periodo. Da NON esperto in comunicazione, mi sto facendo l’opinione che lo sviluppo incredibile che i mezzi di comunicazione di massa stanno avendo in questi anni NON siano una conquista di democrazia. Mi spiego: con un blog o un forum, con myspace o facebook, eccetera, ognuno può dire quello che vuole, e su questo credo siamo tutti d’accordo. Da questo punto di vista il web offre molta più “libertà” rispetto, ad esempio, a un dibattito pubblico quale può essere una seduta in parlamento, in cui la parola viene “concessa”. Ma sul web ognuno può dire quello che vuole senza il contestuale obbligo di stare a sentire, in questo caso a leggere, chi ci ha preceduto: leggere i commenti altrui richiede tempo, magari i commenti sono scritti male, o sono prolissi, o sono poveri di contenuti eccetera. Questo perchè tutti possono scrivere: anche lo scempo del villaggio può scrivere e la sua opinione. Trincerata dietro un nickname e magari qualche foto in cui l’autore è venuto particolarmente bene, l’opinione dello scemo acquista valore pari a quella di chiunque altro. Non sono affatto sicuro che questa sia una conquista per la democrazia e non sono nemmeno sicuro che la democrazia sia così buona e bella come si dice in giro.

    5. Dietro l’anonimato, per esempio, uno sconosciuto può adoperare impunemente contro chiunque espressioni come “intellettualoide”. Che vuoi replicare? A chi?

    6. In effetti i blog sono spesso un luogo in cui la gente sfoga la propria frustrazione. Questo spiega una certa violenza verbale, nonché la prevalenza di interventi di sinistra (oggi essere di sinistra è molto frustrante).
      Ora, il fatto che – nonostante le potenzialità del mezzo – più che ad un dibattito si assista ad un coro di monologhi, non credo sia causa, ma effetto della mancanza di una opinione pubblica matura e consapevole (che si orienti, cioè, in funzione del giudizio politico sull’operato degli eletti). Cerco di spiegare.
      In Sicilia il voto è ostaggio degli interessi che si confida possano essere tutelati, promossi e beneficiati da questo o quel candidato. Non c’è spazio per un giudizio politico, perché alla fine l’elettore continua a votare per chi garantisce (in modo più o meno legale) il proprio interesse (anch’esso più o meno legale). E continua a votarlo anche se è perfettamente consapevole che quel candidato è incapace o disonesto.
      Proprio su Rosalio mi è capitato di leggere post in cui si giustificava Antinoro sulla base di questo ragionamento: in campagna elettorale, tra la gente che avvicina un candidato per chiedergli questo o quel favore (o per creare un contatto utile nella prospettiva di chiederlo), può accadere che si infiltri qualche personaggio poco raccomandabile; e non si può pretendere che il candidato di turno conosca tutti, che sappia chi siano tizio e caio e che siano in odor di mafia.
      Insomma: la possibilità di (ritrovarsi ad) avere contatti con persone discutibili viene considerata da molti un costo inevitabile e tollerabile di un metodo di creazione del consenso ritenuto normale, condiviso, accettato come sistema. La politica viene così ridotta ad un intreccio di interessi, nel quale risulta ormai impossibile distinguere il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è, perché la patologia è già nel metodo.
      In questo scenario il dibattito pubblico, dinanzi alla rinnovata esperienza della propria impotenza. della propria incapacità di incidere sulla realtà, si isterilisce, e diventa semplicemente un’occasione per sfogare frustrazione e rabbia.
      Scusate se sono stato prolisso.

    7. Mi ha colpito questa frase del post: “ognuno legge il proprio giornale nell’intento di essere confermato nelle convinzioni che già possiede, e del resto non gli interessa.”
      Siccome anch’io sono tra questi, vorrei portare una “giustificazione”.
      Oggi, l’informazione in circolazione è tantissima (tv, giornali, web, adesso anche giornali gratuiti al bar, ecc.) e quasi sempre è impossibile farsi un’idea dai soli titoli delle notizie, perché sono “sparati”, con iperboli ed esagerazioni, allo scopo di catturare il lettore e “vendere” la notizia.
      Perciò, preferisco seguire uno-due fonti che conosco bene e di cui credo di sapere valutare l’attendibilità e l’aderenza ai fatti.

    8. Per Erodoto
      Dopo tutto quello che hai detto, o sei un’eccezione oppure non voti pdl, magari sei della destra di storace. Il motivo per cui non si può discutere e trovare un punto di incontro con gli elettori di destra o centro destra è Berlusconi!
      E’ mai possibile che sono sempre d’accordo con il loro capo, che lo difendono ovunque?
      E’ desolante pensare che tutti il pdl la pensi allo stesso modo oppure non ha la forza di esprimere opinioni differenti (a parte Fini).
      Tutto qui!

    9. La penso quasi in toto come Erodoto e ho votato spesso per Alleanza Nazionale e per il PdL…e però in alcuni casi ho votato disgiunto sui presidenti che erano improponibili… Secondo me uno dei problemi principali sta nello schema “game” della politica che porta ad aderire a una parte come si tifa una squadra di calcio e con poco spirito critico.

    10. Anche a me piacerebbe uscire dal confronto di tipo calcistico.
      Dato che in Sicilia la sinistra per motivi storici ed economici è in netta minoranza, ho chiesto più volte agli elettori del centrodestra di fare un elenco dei risultati e dei miglioramenti avuti nella nostra città o nella nostra regione in questi anni grazie all’operato dei loro governi.
      Non è una partita di calcio tra destra e sinistra (famoso il 61 a 0) ma di condizioni di vita attuali e future della nostra regione.
      Bisogna valutare l’operato dei governi in base ai risultati raggiunti.
      Perchè la maggioranza degli elettori di destra si accontenta degli “zero risultati” prodotti dai loro rappresentanti?

    11. Libero per quanto mi riguarda perché dall’altra parte non vedo alternative o c’è troppa lontananza dal mio modo di pensare e di immaginare la società.

    12. E non dimentichiamoci di quei molti che votano per il partito di destra, per esempio, su richiesta, senza sapere da che parte sta il partito e senza alcuna consapevolezza di cosa sia questo gioco di destra e sinistra. Poi per pura casualità si associano a quelli che protestano contro il sindaco in carica perchè effettivamente di una cosa si rendono conto: la città va in frantumi. Sarò un idealista ma io a tale tipo di ignranza ci credo ancora. Per me esiste.

    13. @ Tony
      Il centro-sinistra siciliano deve migliorare la selezione della propria classe dirigente e fin qui siamo d’accordo.
      Ma se tutti gli elettori del centro destra continuano a votare “turandosi il naso” (come diceva Montanelli) non credo potremo avere svilluppo in Sicilia neanche per i prossimi 50 anni!
      Io la penso così:
      Se uno governa male alle elezioni successive non lo voto. Se uno governa e si scopre che ha favorito dei mafiosi, scendo in strada a chiederne le dimissioni e non sto a guardare solo perchè fa parte del mio schieramento.
      A Milano e Bologna i servizi pubblici funzionano perchè tutti i cittadini, senza distinzioni tra destra e sinistra, chiedono ai loro amministratori dei risultati e non si accontentano delle ideologie.

    14. sognerei una diserzione di massa dalle urne, sarebbe un segnale forte per fargli capire che non vogliamo più essere loro complici!
      anche a sinistra di gente impresentabile o quanto meno “distratta” ce n’è, e lo dico da elettrice storica della sinistra.
      chiedo ad un “addetto ai lavori”, cosa succederebbe (utopia lo so) se NESSUNO si recasse alle urne?

    15. un esempio: anni fa una mia brava collega di scuola mi dichiarò la sua stima per le iniziative che portavo avanti e per il modo con cui conducevo la mia classe di alunni di un’area disagiata e a rischio. ne fui contento fino a quando non mi fece la seguente osservazione: “non capisco com’è che non sei di sinistra”. quanto ci sia dietro di pregiudizio, autreferenzialità, incapacità di ascolto e osservazione (per richiamare il post di roberto), miopia e altro ancora lo lascio giudicare a voi. io mi limito a osservare come da noi la logica del fare sia totalmente estranea alla nostra cultura che invece preferisce la logica del dire che permette sempre di evitare le resposanbilità personali (verba volant…).

    16. stalker, a proposito della tua proposta, a te consiglio la lettura di “Saggio sulla lucidità” di Josè Saramago. ne rimarrai affascinato (come me).

    17. Opinione pubblica,ma di cosa vaneggi?L’assenza del vero
      contropotere in tutto il territorio nazionale,è la quintessenza del problema,gia ampiamente dibattuto,sulla coscienza etica che confligge con le risultanze processuali,e ridurre tutto al binomio colpevolisti-innocentisti produce l’effetto desiderato da chi questa coscienza generatrice dell’agognata opinione pubblica proprio la mortifica.

    18. Io non sono di destra ma leggo anche quello che si dice a destra perchè ho voglia di capire. Non nascondo, però, di avere una certa difficoltà a comprendere certe posizioni. Quando leggo (o sento)che il problema dell’Italia è la mancanza di ‘ottimismo’ un po’ mi scappa da ridere perchè certi problemi veri, reali, concreti (come la cassa integrazione) non possono essere risolti sorridendo alla vita. Allo stesso modo non capisco l’assoluta incapacità di critica nei confronti dell’operato di Berlusconi, e parlo soltanto di lui perchè non ho notizia di altri esponenti della destra odierna che abbiano un minimo di influenza sull’attività del governo. Certo, noi ‘di sinistra’ siamo bravi a sbranarci da soli, ma davanti a certe evidenti carenze, a certi abusi della destra, mi aspetterei una reazione anche minima. Invece no. Totale asservimento. Tutto è giusto, tutto è fatto nel migliore dei modi…insomma è tutto un complotto della sinistra. Davanti alla questione Sicilia alzo bandiera bianca. Non me la spiego e sento che non me la spiegherò mai….

    19. “la maggioranza dei commentatori sembra essere grossomodo di sinistra”. secondo me invece gli ellettori di sinistra sono la maggiore parte frustrati e nel bolg trovano un’opportunità per scaricare le proprie frustrazioni…

    20. Bobyx non mi sembra molto rispettoso dare dei frustrati agli elettori di sinistra e ti invito a non farlo in futuro. Grazie.

    21. Che vi dicevo?

    22. Io penso che una eccessiva “spettacolarizzazione” della politica porti – come inevitabile conseguenza – l’adesione a-critica di ciascuno di noi ad una parte politica, come si tifa per la squadra di calcio.

      In Germania, ad esempio, i dibattiti televisivi sono simili alle nostre “tribune politiche” di diversi anni fa e si parla di problemi concreti. In Italia, invece, si fa prevalere la rissa: fa più “audience”, ma non si arriva ad alcuna conclusione.

      Penso sia ora di rendersi conto che in questo modo perdiamo tutti qualcosa. Meglio un dibattito noioso, ma concreto, piuttosto che l’appassionante sciarra continua ed inconcludente.

    23. in efetti hai ragione, anche se era più che altro un’autocritica… 🙂

    24. Aggiungerei che, a mio parere, il dialogo destra-sinistra è fortemente ostacolato proprio dalla ingombrante presenza di Silvio Berlusconi.

      In queste ore assistiamo all’angosciante spettacolo di un Presidente del Consiglio e leader della destra che grida pubblicamente il suo disprezzo per il Parlamento.
      Cioè per la sede dove si esercita la sovranità popolare e dove la sua parte politica ha attualmente una maggioranza schiacciante. In democrazia, disprezzare il Parlamento equivale a disprezzare il popolo sovrano.

      Credo che anche gli amici di destra non possano tollerare un simile svilimento; ed infatti Gianfranco Fini ha reagito immediatamente. Capisco il loro imbarazzo a convivere con tale fardello e spero che loro capiscano la nostra chiusura di fronte a queste esternazioni. Ricordo che quando, tanti anni fa, Cossiga faceva dichiarazioni simili, veniva da tutti preso per pazzo.

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