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venerdì 12 ago
  • L'alternativa al "Sistema Tram": con la MAL costi dimezzati, ma molti più palermitani sul mezzo pubblico

    L’alternativa al “Sistema Tram”: con la MAL costi dimezzati, ma molti più palermitani sul mezzo pubblico

    Nei mesi scorsi, mentre infuriava la polemica tram sì/tram no, ho condotto uno studio sul progetto di completamento della rete tranviaria, studiandone le criticità per poi proporre una configurazione alternativa e studiarne gli effetti.

    Il progetto “Sistema tram”, fortemente sostenuto dall’amministrazione Orlando, prevede oltre alle linee esistenti altre sette linee tranviarie, per complessivi 130 km circa di binari. Un progetto che ho analizzato, linea per linea, sul mio blog Sicilia in progress evidenziando, per ognuna di esse, le criticità.

    Ciò mi ha consentito di individuare una soluzione alternativa, che tenga conto del progetto di Metropolitana Automatica Leggera che, come si sa, non rientrava tra le priorità della Giunta comunale ma che, come asse centrale della mobilità nel centro cittadino, è storicamente considerato come il più risolutivo, se non altro perché svincola completamente i convogli dal traffico veicolare di superficie.

    Nelle aree periferiche, soprattutto a nord, avendo intuito il sovradimensionamento dell’offerta tranviaria rispetto alla domanda, mi sono chiesto se non fosse meglio prevedere la presenza di semplici bus elettrici attestati sull’asse metropolitano che, come sappiamo, dovrebbe raggiungere lo Zen e, di seguito Tommaso Natale.

    Il sistema alternativo, avrebbe pertanto la seguente configurazione:
    MAL: asse fondamentale Oreto-Zen, con futuro prolungamento verso T. Natale.
    Linee tranviarie:
    1: Stazione c.le-Roccella
    2a: Borgo Nuovo-Notarbartolo
    2b: CEP-Notarbartolo
    4: Notarbartolo-Calatafimi-Orleans-Balsamo
    7a- ex D: Bonagia-Orleans
    Linee bus:
    7b, ex F: Giachery-Basile
    8, ex E1: Villa Sofia-Francia
    9°, ex E: Villa Sofia-Mondello
    9b, ex G: Villa Sofia-Sferracavallo

    Essa propone in sintesi:

    • La sostituzione della linea 6 (ex linea A) con una linea di metropolitana automatica leggera, sulla falsariga del progetto già realizzato per Palermo e fermo allo stadio di preliminare;
    • il mantenimento delle attuali linee tranviarie;
    • La realizzazione del completamento della linea 4, come previsto nel progetto del Sistema tram;
    • la realizzazione della linea tranviaria 7a, (ex linea D), nel tratto che collega la borgata di Bonagia alla stazione centrale;
    • la sostituzione delle previste linee 7b (lungo il Foro Italico, la Cala e via F. Crispi), 8, 9a e 9b (verso Mondello e Sferracavallo), con la stessa MAL e, nei tratti distanti da essa, con altrettante linee di bus attestate sulle sue stazioni.

    L’ipotesi di nuova configurazione del sistema, come si vede, non si ferma al dilemma tram sì/tram no, ma propone un sistema articolato in cui sono presenti, oltre al tram, anche la metropolitana leggera e le linee di bus. Ogni vettore viene ubicato nei posti giusti, superando, finalmente, l’idea che uno solo di essi sia il più adatto, ovunque e comunque.

    Le due configurazioni, di progetto ed alternativa, sono state sottoposte ad un’analisi che tiene conto della loro incidenza sul gestore in termini di costi di esercizio. Per farlo, ognuna delle linee ipotizzate è valutata secondo la metodologia dei “costi standard”: si tratta della stessa tecnica applicata dal Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibile per confrontare fra loro le richieste di finanziamento pervenuta da tutta Italia, e poter scegliere fra esse quelle più adatte in termini di sostenibilità e benefici all’utenza.

    Il risultato del confronto, che può essere visionato, nel dettaglio, a questo link evidenzia la vantaggiosità del sistema alternativo, sia in termini di costi di esercizio che di “costi standard” (comprensivi anche dell’investimento iniziale per realizzare l’infrastruttura).

    La produzione di posti/km sarebbe superiore di una percentuale stimabile nel 48%: 129,1 contro 87,4 milioni di passeggeri l’anno. Il costo standard per posto /km prodotto si riduce drasticamente, quasi dimezzandosi nell’ipotesi alternativa: 0,27 euro contro 0,49 euro. Allo stesso modo, è consistente la differenza dei costi di esercizio: 0,13 euro contro 0,22 euro per posto/km prodotto.

    In sintesi, ci ritroveremmo, ad opere complete, un sistema la cui gestione costa la metà ma che sposta il 50% in più di passeggeri. Naturalmente la maggior offerta di trasporto pubblico, su ferro come su gomma, comporta dei vantaggi notevoli anche in termini di sostenibilità complessiva del sistema. Ciò contraddice clamorosamente i sostenitori del tram “ovunque e comunque” ed evidenzia, invece, come soltanto l’applicazione pedissequa della tecnica dei trasporti può condurre alla scelta ideale; per l’ambiente, ma anche per le casse dell’amministrazione.

    I risultati clamorosi di questo studio meritano un’attenta valutazione da parte della nuova amministrazione comunale e, magari, qualche ripensamento, prima di passare all’esecuzione delle complesse ed invasive opere del “Sistema Tram”.

    (in collaborazione con Palermo in Progress)

    Palermo
  • 13 commenti a “L’alternativa al “Sistema Tram”: con la MAL costi dimezzati, ma molti più palermitani sul mezzo pubblico”

    1. D’accordo, ma lagalla ha detto che non vuole fare né il tram né la metro leggera. Dice che i cittadini non vogliono cantieri. Sta anche riducendo le Ztl, e ieri Piazza Bellini era piena di macchine posteggiate. Nei blog è pieno di gente che inneggia alla riapertura del Cassaro e di via maqueda.
      I soldi del tram dovranno essere restituiti, perché non possono essere riconvertiti in bus o metro. Non si sa ancora se una realizzazione parziale delle linee venga accettata dal governo, e forse si dovrà ricominciare daccapo anche per le linee su cui lagalla è teoricamente d’accordo, con il rischio di ritardi enormi o di uno stralcio totale. Immagino che il consiglio non abbia fretta sul tram. Ci metteranno il tempo che ci vuole…a far perdere i soldi.
      I bus ci sono già. Dire che si metteranno dei bus elettrici in via libertà è come dire che si costruirà un teatro lirico a piazza massimo o uno stadio in viale del Fante. Bus elettrici per salvaguardare cosa? L’asfalto di via libertà? L’aria? e le macchine non inquinano? I palazzoni anni ’60 che ha fatto costruire la vecchia dc (la nuova è entrata in consiglio comunale)? Le corsie preferenziali occupano lo stesso spazio di una linea tram, ma i bus comportano tempi di attesa molto maggiori, cambi vari e poca affidabilità.
      Ah, a scanzo di equivoci: non appartengo alla sinistra, non sono un politico e non sfilo al gay pride (le accuse che vengono fatte a chi è favorevole al tram)

    2. Lagalla non ha detto cosi’ sul tram. Ha detto: “Sono assolutamente favorevole al completamento delle attuali linee e per il raggiungimento degli obiettivi di intermodalità, ma sono contrario al passaggio del tram sull’asse principale della città”. Vorrebbe ridurre le Ztl, come annunciato in campagna elettorale, e i cittadini lo hanno votato. Piazza Bellini due sere fa non e’ conseguenza di parole o atti di Lagalla, chi lo dice e’ in malafede.

    3. Penso che la gestione della città non debba essere fatta con degli spot. La proposta di Di Maria è sicuramente interssante ed è supportata da uno studio. Il nuovo sindaco Lagalla dovrebbe affidarsi a professionisti della moblità e solo dopo uno studio dovrebbe proporre delle soluzioni possibili. Diversamente Lagalla farebbe lo stesso errore di Orlando e Giusto Catania e non cambierebbe nulla rispetto al passato, ritorneremmo ai soliti spot, questa volta però di destra.

    4. @unpalermitano, lo studio è già stato fatto fin dai tempi di cammarata. uello del dott. di maria è uno studio lunghissimo, a cui il suddetto si dedica da anni. il problema non è studiare le soluzioni, ma attuarle.

    5. Ma Di Maria è il (ex) tecnico comunale del comune di Noto che è stato arrestato in flagranza di reato per aver chiesto e intascato una tangente da un tecnico per il rilascio di una autorizzazione edilizia?

    6. D’accordo sulla Mal.Non comprendero’ mai, invece,riguardo alle linee tram questa sorta di intoccabilita’delle linee progettate,per cui pare che non possano essere richieste delle varianti e dobbiamo sorbire il progetto con prendere o lasciare.Le linee davvero utili secondo me sarebbero quelle che collegano alle periferie…Smantellare quella di viale Regione..no via liberta’ si via Roma nuova,i lavori per collegare Calatafimi a Orleans bloccherebbero la città per anni.Senza considerare che sussiste ancora kl problema ponte Corleone

    7. La proposta MAL è ottima. Io propongo inoltre di realizzare anche una vera circonvallazione autostradale di Palermo a 3 corsie ed una autostrada sotterranea che dal porto arrivi alla nuova circonvallazione . C’è un piccolo particolare: per realizzare queste opere ci vogliono i finanziamenti e nessuno, nei prossimi anni, ce le finanzierà. Per fare la MAL di sole progettazioni ci vorranno 10 anni. Se vogliamo continuare a parlare di opere pubbliche senza finanziamento continuiamo pure, ma la verità è che di finanziato ed attuabile in 4/5 anni c’è solo il TRAM nella sua attuale impostazione che potrebbe portare anche a tanti posti di lavoro nel giro di 12 mesi. Se vogliamo continuare a parlare di sogni facciamolo pure, ma ogni tanto bisogna fare un bagno di sano realismo. La verità è che se non facciamo partire la gara per il tram, la prossima gara possibile sarà fra 10/15 anni. E nel frattempo ci saranno solo gli autobus AMAT.

    8. L’alternativa al tram non esiste. Perchè Bruxelles ha parlato chiaro, anzi chiarissimo: o si fa il tram secondo il progetto approvato dalla UE (quindi in via Libertà, ecc. ecc.) o il finanziamento SI PERDE. Non c’è discussione!
      Qui ancora qualcuno ragiona come se l’Europa avesse intenzione di dare dei fondi al Comune di Palermo, libero di scegliere se realizzare il Tram o studiare soluzioni alternative. NON E’ COSI!!. O si fa il tram per come approvato o si “APPIZZANO I PICCIOLI”.
      Quindi basta con queste discussioni inutili.

    9. sono d’accordo con @Renzo non possiamo perdere i soldi, l’UE è stata chiara, i soldi sono pere il TRAM!!!!!! fatevene una ragione!!!!

    10. appunto, prendiamoci intanto il tram. parallelamente si può ricominciare con la metro. la linea della circonvallazione è utilissima e servirebbe a collegare i capolinea del cep e di roccella.

    11. Questa corsa ai finanziamenti perché sono gratis la capirei se fossimo tutti parenti delle ditte che si spartiranno il malloppo. Ma a me invece la situazione sembra più simile a “abbiamo pensato di dare un sacco di soldi alle solite ditte per far sì che scavino delle belle buche davanti casa vostra per i prossimi 10 anni. Non fatevi sfuggire questa occasione!”

    12. Sono assolutamente favorevole al tram. Anche alla linea A. Ricominciare con un progetto nuovo rinunciando a 700 milioni è una cosa folle che solo Palermo poteva pensare di fare. Spero Lagalla non sia così ottuso.

    13. Una Metropolitana Automatica Leggera è la soluzione. Sotterranea, poco invasiva, sull’unico asse che serve ovvero Stazione centrale – zen – mondello, dai costi contenuti, già utilizzato ampiamente in altre realtà (vedi Perugia), integrabile con gli altri sistemi di trasporto già realizzati. Ma insomma, ma veramente dobbiamo continuare ad avere una città sotto sviluppata??? 30 anni che si deve prendere una decisione.

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