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Biografia: Andrea Calcagno vive a Palermo, ha 37 anni ed è sposato. È appassionato di informatica e telefonia mobile, ma anche di fotografia e musica.

Andrea Calcagno
  • I “balatuni” del Foro Italico

    I “balatuni” del Foro Italico

    Il maltempo della scorsa settimana, ha devastato la passeggiata a mare del Foro Italico di Palermo, che già a dire il vero non era messa bene in quanto a “grascia” e “munnizza”. Le foto che vi invio sono state scattate domenica 26/02/12 e testimoniano il fatto che il Comune di Palermo non si è minimamente interessato a rimuovere questi grossi massi e tutta l’immondizia che ha invaso tutto il Foro Italico. Continua »

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  • Nati stanchi in banca

    Per motivi di lavoro, giornalmente mi reco in diversi sportelli bancari. Dopo mesi e mesi trascorsi ad attendere turni, a guardare display luminosi, a staccare bigliettini numerati oppure in alcuni casi a chiedere «chi è l’ultimo» e sentirsi rispondere dal simpaticone di turno «lei!», oggi mi sono reso conto che a moltissimi impiegati bancari, come diciamo noi dalle nostre parti, ci siddia a travagghiari. Ho notato che sopratutto davanti a sostanziosi versamenti con molti assegni, i cassieri, perlopiù quelli over 45 come età, entrano in una fase di “abbuttamento” dove nella loro testolina il cervello pensa: «Minchia quanti assegni chi avi chistu…» e allora se ne escono con frasi tipo «ma non può fare il versamento nel chiosco automatico…» oppure «guardi improvvisamente si è guastato il lettore degli assegni…». Continua »

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  • Incrocio pericoloso al Villaggio Ruffini

    Incrocio pericoloso a Villaggio Ruffini

    Da diverso tempo al Villaggio Ruffini nell’incrocio tra via Florio e viale Cottolengo, qualche buontempone si è preso la briga di girare lo specchio che serviva a vedere chi arrivava all’incrocio da entrambi le vie. Adesso lo specchio è stato pure rotto, e gli incidenti sono purtroppo frequenti. Questo incrocio purtroppo è pericolosissimo e tra qualche giorno sarà molto trafficato per via dell’inizio delle scuole. Spero che qualcuno lo vada a sistemare prima che ci scappa il morto.

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  • I perché di Palermo

    Spesso, visto il lavoro che svolgo a stretto contatto con la gente, mi rendo conto che ci sono degli atteggiamenti tipici palermitani e non a cui non riesco a dare una valida spiegazione. Per esempio:

    • perché il palermitano cammina spesso con i fari antinebbia accesi? Vi giuro che io in 38 anni nebbia a Palermo non ne ho mai vista;
    • perché il palermitano a cui piacciono le canzoni napoletane è obbligato ad ascoltarle a tutto volume, diffondendo la melodia partenopea in tutto il quartiere? Non si può ascoltare a volume moderato come quando si ascolta Vasco o Ligabue?
    • perché per il palermitano le persone di colore sono tutte “turche”? Marocchini, bengalesi, sudamericani, tunisini… Niente, se è di colore è turco. Ed inoltre a queste persone pur non conoscendole il palermitano da subito del “tu” ed in automatico deve immediatamente far capire al “turco” che l’intelligente e il furbo dei due è l’indigeno siculo;
    • perché a Palermo le arancine non alla carne si chiamano al burro, quando in realtà sono con mozzarella e prosciutto?
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  • “La mala siritina”

    L’altroieri sera dopo cena, accaldato e annoiato propongo a mia moglie una passeggiata in zona mare, con la speranza di trovare un po di fresco e gustarci un bel gelato. Ci prepariamo, io mia moglie e la piccola Sofia. Sofia è la mia cagnetta, un cucciolo meticcio di quattro mesi imparentato con un pinscher e un volpino. Decidiamo di andare a Sferracavallo, 15 minuti di strada da dove abito io. Arrivo sul posto, trovo immediatamente posteggio (cosa molto rara…), metto il guinzaglio a Sofia e ci avviamo verso la piazza. Già dopo pochi metri ci imbattiamo in due grossi cani randagi, subito prendiamo Sofia in braccio e cambiamo marciapiede, i due cani dall’aspetto “abbuttato” ci lasciano perdere e si rimettono in posizione di estremo relax, cioè “stinnicchiati” per terra. Proseguiamo verso la piazza, Sofia è sempre in braccio a mia moglie, arriviamo in piazza, ci avviciniamo al mare e ci concediamo il meritato relax al fresco. Il relax dura meno di un minuto, perché mia moglie, dopo aver spiegato a Sofia che quella distesa d’acqua era il mare e non una enorme ciotola piena d’acqua da bere, non appena mette Sofia per terra e l’armaluzzo inizia a sgambettare, arriva galoppando un enorme boxer dall’aria malandrina che punta dritto dritto verso di lei. Continua »

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  • Aiuto, mi hanno rubato la Smart!

    Quello che mi accingo a raccontarvi è una brutta vicenda di cui spesso io negli ultimi tempi sono stato involontariamente testimone e per ben due volte vittima: il furto di auto (Smart per la precisione…) e di scooter nei quartieri San Lorenzo, Resuttana, Pallavicino e Mondello. Avvengono a qualsiasi ora del giorno e della notte, il “lavoro” viene svolto in coppia da due baldi giovani sia nel caso delle Smart e sia per le moto. Esaminiamo nei dettagli per primo il furto della Smart: i due scagnozzi setacciano il quartiere a bordo di una Fiat Uno o di una Y10, alla ricerca di una bella Smart da “grattare”, non appena la individuano, uno dei due scende ad ispezionare il veicolo. Dopo aver verificato che non ci sono allarmi, forzando la portiera il ladro entra dentro la vettura e suon di calci e mazzate tenta di distruggere il cambio in modo da mettere la vettura in folle. Fatto ciò il compare che sta alla guida della Uno o della Y10 si posiziona dietro la Smart ed inizia a spingere la piccola vettura a tutta velocità, paraurti contro paraurti percorrendo le vie del quartiere meno trafficate in direzione Zen 2. Continua »

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  • Il saluto è degli angeli

    Ogni giorno per motivi di lavoro sono a stretto contatto con la gente e ogni giorno mi rendo sempre più conto che purtroppo le persone non salutano più. Nessun saluto di nessun tipo, ne un confidenziale “ciao” e neanche un freddo “salve”, niente di niente. Io per motivi lavorativi/professionali saluto tutti, generalmente con: un “salve” per le persone che non conosco, un “ciao” per amici e parenti e un “buongiorno/buonasera” per i conoscenti. Regolarmente però nessuno mi risponde, è come se il suono della mia voce non raggiunge l’orecchio della persona, come se in quell’istante qualcuno mi tolga la voce come si fa con il telecomando della tv, muovo le labbra ma non esce nessun suono. Ho provato più volte a ripetere il saluto per una seconda volta, ma niente non ricevo nessuna risposta, anzi constato che spesso il suono della voce è arrivato a destinazione ma non è stato gradito e viene ignorato. Le persone anziane, i vecchi saggi, dicevano che il saluto è degli angeli, ma mi sa che hai giorni nostri di angeli ce ne sono rimasti pochi. Continua »

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  • Siamo tutti parenti!

    Basta! Ormai me ne sono fatto una ragione, noi palermitani siamo tutti parenti! Sì, esatto avete letto bene: i cittadini di Palermo sono tutti imparentati tra loro. Diciamo che grosso modo la parentela si articola in quattro categorie: cugino, zio, padrino/figlioccio e compare.

    Parliamo della prima, il cugino: è la forma di parentela più diffusa a Palermo, chi non è stato mai un “cuci'”? Tutti siamo “cuci'” oppure nella versione del nuovo millennio il “cucinò”. “Ciao cucinò” oppure “a me’ cucino” oppure “ti saluto cuci'”, queste sono le frasi più ricorrenti tra palermitani. Continua »

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  • Le tappine

    Dopo una mattinata piena di impegni rientro finalmente a casa, inizio a spogliami per mettermi “più comodo”, mi tolgo le scarpe e mi metto le ciabatte (in palermitano le chiamiamo “tappine”…) in quel momento la mia mente come una macchina del tempo torna indietro di un anno circa e precisamente a luglio del 2008, quando insieme a una comitiva di amici e parenti decidiamo di andare tutti insieme a “Etnaland”, noto parco acquatico in provincia di Catania. Non mi dilungo sul parco che è davvero molto bello e divertente, diciamo che somiglia molto a Gardaland, con tantissime attrazioni acquatiche…il divertimento è assicurato ve lo garantisco.
    Anche in questo caso però noi siculi ci dobbiamo mettere del nostro: oltre al divertimento, allo svago e ai giochi d’acqua, all’interno del parco purtroppo c’è un’usanza tipica siciliana: si fùttinu ‘i tappini!
    Esatto avete letto bene…si rubano le ciabatte. Continua »

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