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domenica 22 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Fabrizio Falco e “Pensaci Giacomino! e altre novelle”

    Qualche giorno fa ho incontrato Fabrizio Falco. Non lo vedevo da un anno, da quel settembre 2012, al ritorno da Venezia col Premio Marcello Mastroianni che si era meritato per È stato il figlio di Ciprì e Bella addormentata di Bellocchio. È stato piacevole ritrovarlo sempre pieno di iniziative e di belle idee. E a me, che per tutto quest’anno ho continuato a lavorare in Sicilia, senza quasi mai allontanarmi da Palermo, è sembrato di ascoltare una voce fuori dal coro. Il 17 luglio, infatti, mi ha annunciato che è uscito in libreria un audiolibro, Pensaci Giacomino! e altre novelle edito da Emons, nel quale interpreta dodici racconti del grande Pirandello.

    “Pensaci Giacomino! e altre novelle”

    Un audiolibro! La mia prima reazione è stata di chiedere a quale pubblico stesse pensando quando ha partorito questa idea, frutto di un lungo laboratorio teatrale fatto sotto la guida di Luca Ronconi per la messa in scena di Sei personaggi in cerca d’autore. Mi ha risposto candidamente che l’audiolibro è solo un piacere diverso. Continua »

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  • Santuzza liberaci da e muovity

    Santuzza liberaci da

    «Chiediamo alla Santuzza di liberarci da quello che non ci piace di Palermo #dilloallasantuzza». Con la volontà di far parlare i palermitani su come migliorare la città è nata il 2 luglio 2013 la pagina Santuzza liberaci da che in pochi giorni ha ottenuto migliaia di like, una portata settimanale di 167.470 persone che visitano la pagina e l’uscita sui principali giornali della città. Un fenomeno virale che ha investito anche twitter con l’account @liberacida.
    «La pagina della “Santuzza” è stata ideata dall’agenzia di comunicazione e marketing Altraforma per il blog di muovity, primo step del progetto per informare i cittadini sui vantaggi della mobilità sostenibile. Muovity è una piattaforma social e interattiva di carpooling per Palermo ideata da Mobilita Palermo e finanziata dal Miur. Continua »

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  • Cronache ipocrite: Tornatore, Bagheria e il potere

    Bagheria e Tornatore come a dire Bagheria e il potere. Le stesse dinamiche. Gli stessi opposti riuniti.

    Quanta insofferenza e insieme piaggeria? Quanto privato rancore, invidia e vero e proprio odio? E allo stesso tempo, negli stessi momenti, quanto pubblica ammirazione, lodi lodi lodi?

    Porta alto il nome di Bagheria nel mondo. Gli hanno dato il premio Nobel. In A-me-ri-ca.

    E soprattutto: è pieno di soldi. Si è fatto i soldi con questa minchiata di fare i film che nessuno ci credeva tutti lo sfottevano questo fortunello testainaria figlio di vaccaro pezzente che si è fatto i soldi con il partito comunista cinico codardo maledetto che si è fatto i soldi ed è scappato da Bagheria e torna solo per i Grandi Eventi e fa la Star e si sente Il Grande Artista. Facesse qualcosa per Bagheria, lui che si è fatto i soldi. Continua »

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  • Quaderno di Palermo 34

    Come avevo anticipato precedentemente, adesso che sto per lasciare definitivamente Palermo, mentre cammino per l’ennesima volta lungo le sue strade, il mio sguardo cerca di ritenere nella sua memoria tutto quello che in questi anni ha appreso sulla città. Come se dentro i miei occhi ci fosse un caleidoscopio di immagini accatastate che si riflettessero a vicenda e non mi lasciassero intravedere con chiarezza tutto il loro ventaglio, così il ricordo che porterò via con me e che cercherò di non perdere nonostante l’inevitabile patina del tempo sbiadisca la vivacità e innanzitutto l’intensità del loro battito. Ma non è il caso di fornire ora un elenco dei luoghi più o meno comuni che tutti conosciamo e nei quali ci possiamo riconoscere o meno (si può pensare alle endemiche montagne di munnizza che come una piaga s’abbattono sulla città da una stagione all’altra, o agli splendidi fiori viola degli iacaranda di piazza Castelnuovo, i quali sorprendono piacevolmente i viandanti ogni mese di maggio, così come al maestoso ed emblematico Teatro Massimo, orgoglio di tutti i palermitani). Comunque sia, in questo momento la mia mente si rivolge forse all’angolo più significativo e battuto del tracciato di quest’urbe, voglio dire ai Quattro Canti. Nonostante si tratti del luogo verosimilmente più ricorrente quando si parla della capitale siciliana, non è meno vero che questa piazza ottagonale rappresenta come nessun altro edificio la metafora stratificata di tutto quello a cui potrebbe aspirare Palermo. Nessuno dei suoi abitanti non è ignorante del fatto che i tre livelli sovrapposti che configurano il caratteristico monumento raffigurano, al primo livello il potere della natura, al secondo il potere politico e al terzo quello sacro. Ovviamente quest’ultimo livello si trova più in alto poiché più vicino al cielo, il quale rappresenta le quattro patrone palermitane prima dell’avvento pochi anni dopo la costruzione della piazza, dell’attuale patrona per antonomasia della città, la venerata, l’adorata, l’eccelsa Rosalia Sinibaldi, Santa Rosalia. Continua »

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  • “Future Umanità” a Palermo

    Blog Future Umanità

    Durante il Festino di Santa Rosalia, tra la folla, la gente si tiene per mano. Per non perdersi. Per camminare insieme. Non so spiegarne il motivo, ma è questa immagine che mi è venuta in mente quando ho cominciato a scrivere il blog “Future Umanità”. In un momento di crisi si tende a stare immobili. Poi c’è qualcuno che ti prende la mano e ti fa rimettere in cammino. È successo a me, quando ho cominciato a chiedermi cosa avrei voluto scrivere sul mio blog dedicato a chi “fa il futuro”. Per giorni ho camminato. Cercando coincidenze, segnali che mi potessero dare un indizio. «Cosa sto cercando?» mi chiedevo. Ragionavo su un’idea di futuro. La prima cosa che mi veniva in mente era il momento di crisi in cui siamo immersi. E questo mi rendeva immobile. Poi ho pensato a tutte le volte in cui mi sono trovata immobile, ed era sempre per lo stesso motivo: vivevo nella nostalgia del passato e nel terrore per il futuro. Così il mio presente scompariva. Allora mi sono messa in cammino. Ed è successo che piano piano quel “non so niente” si è trasformato. Da un lamento è diventato uno stimolo, poi una soluzione. Il segreto è stato non sapere nulla. Dimenticare ogni cosa. E immergermi nelle storie che ho incontrato, cercando nelle parole e nelle visioni degli altri. Ho incontrato molte persone che il futuro stanno provando a farlo, dedicando ogni loro azione a una “visione del mondo” che portano avanti con passione e tenacia. Continua »

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  • Una Nave Ospedale per l’Africa

    Portare aiuti e assistenza sanitaria agli ultimi. E doversi fermare dinanzi alla difficoltà di raggiungere territori e villaggi non collegati attraverso le normali vie di trasporto. Ma se il malato non va all’ospedale, l’ospedale va al malato. Questo assunto apparentemente banale per un’idea visionaria e, soprattutto, realizzabile. Ci siamo quasi. La nave c’è, donata dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. La ristrutturazione è in fase avanzata, siamo all’ultimo carenaggio. Sala operatoria, ambulatori specialistici, laboratorio di analisi, sala di radiologia sono in fase di completamento. I medici, rigorosamente volontari, sono pronti a partire. La ONLUS della quale fanno parte, l’Associazione Trapani Per il Terzo Mondo, si occupa già da più di un decennio di portare aiuti e sanità in Madagascar.

    Manca solo il tuo aiuto. Continua »

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  • Una terra di scrittori

    La Sicilia è terra di scrittori. Nessuna regione italiana, dopo l’unità del Paese, può vantare la presenza di tanti letterati, di alto livello, come la Sicilia. Non senza esagerazione si potrebbe dire che la grande cultura letteraria italiana si è espressa, soprattutto in questo secolo e mezzo, attraverso la voce dei Siciliani, tanto da potere, tranquillamente, smentire l’assunto consolidato di una sua presunta marginalità culturale, oltre che geografica, nel contesto nazionale. I Siciliani hanno, attraverso i loro letterati, dunque contribuito alla unità del Paese e a rassodare i legami fra cultura e società, raccogliendo l’invito del d’Azeglio quando affermava che, fatta l’Italia bisognasse formare gli italiani. Giovanni Verga, Luigi Capuana, Mario Rapisardi, Federico De Roberto, che pur non essendo siciliano visse sempre in Sicilia, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Elio Vittorini, Vitaliano Brancati, Giuseppe Tomasi di Lampedusa o Leonardo Sciascia, per solo parlare dei più noti, sono stati letterati siciliani ma sono stati, sicuramente, sopratutto letterati italiani, tanto da potere rappresentare, da soli, rappresentare la cultura letteraria del nostro Paese. Continua »

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  • Caro Fabrizio Miccoli ti ringrazio per le scuse ma non le accetto

    Caro Fabrizio Miccoli, ho letto le tue dichiarazioni con cui chiedi scusa alla città per le tue dichiarazioni su Falcone (nelle intercettazioni di cui è stato oggetto un boss si sente la tua voce con cui dai del fango al magistrato ucciso dalla mafia), leggo che piangevi ma potevi pensarci prima. Chiedi scusa alla città per quel “fango” ripetuto più volte, l’hai detta a Palermo, in una città ferita ancora per quelle morti, in una città in cui la mafia c’è ancora. Dici di non essere mafioso e infatti chi ti accusa di essere mafioso sbaglia. Prendo a prestito le parole di Giovanni Falcone: Per lungo tempo si sono confuse la mafia con la mentalità mafiosa». Continua »

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  • Cosa ti frulla per la testa? Fashioncooking.it, così è nato il blog

    Come ogni progetto che nasce, tutto ha inizio da un’idea che “frulla” in testa. Così è partito tutto. Mi trovavo sdraiata nel mio divano, sfogliavo un magazine di moda e nel frattempo, mentre Jovanotti cantava «il battito del sole, il battito del sole», gustavo con energica fierezza quella mousse di fragola e ricotta che avevo appena preparato in cucina. Orgogliosa del mio dessert, con l’adrenalina del ritmo in corpo, felice della bella stagione che stava per arrivare, cominciavo ad immaginarmi in spiaggia, a prendere il sole e passeggiare spensierata. Fino a qui, niente di strano. Capita a tutti di volare con la testa, rimanendo fermi e inchiodati sul divano o chissà dove. Continua »

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  • “Palermo Pride Nazionale 2013 in Slow-Motion”

    Il video descrive alcuni dei momenti più belli, più colorati, più felici della Pride Parade Nazionale svoltasi a Palermo sabato 22 giugno. Tutto interamente in Slow-Motion.
    In appena due giorni ha raggiunto 22mila visualizzazioni rimbalzando da un utente all’altro su Facebook. Date un’occhiata!

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  • Siciliani e Borbone

    Nella disputa storica che riguarda il modo in cui la Sicilia è entrata a far parte dello Stato unitario – tema controverso e in qualche caso sicuramente da riscrivere – da qualche parte, interessata alla polemica piuttosto che alla verità, si è tentato di accreditare l’idea che i Siciliani ritenessero legittimo e fossero, quindi, sostanzialmente soddisfatti del regime borbonico. Dunque, Garibaldi e i suoi Mille si sarebbero abusivamente e con violenza, appropriati d’un Regno, quello di Sicilia che peraltro dal 1816 non c’era più, soffocandone le libertà e sovrapponendo regole e leggi estranee alla cultura ed alle tradizioni dell’isola. Su questa interpretazione fa aggio, naturalmente, un neoborbonismo che non si fa scrupolo di inneggiare a Francesco II Borbone-Duesicilie, buon uomo ma politicamente inconsistente, che, proprio nell’isola, alla luce delle vicende che hanno segnato i secoli XVIII e XIX, storicamente, non dovrebbe avere alcuna ragione di esistere. Una simile falsa lettura del periodo in questione, non tiene conto del fatto che i Siciliani siano stati tradizionalmente antiborbonici, la ormai nota “opposizione al riformismo borbonico”, e che proprio contro i Borbone, a ragione o a torto, abbiano, nel corso di oltre un secolo, più volte preso le armi reclamando, autonomia e autogoverno. Continua »

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  • La corazzata gay

    I gay sono forti. Talmente forti che, per il Pride a Palermo, non hanno avuto nessuno imbarazzo nel rischiare di far incazzare i palermitani.

    Due cose:

    1. I prezzi del Pride Village sono troppo alti per un target di giovani. In più, non c’è nessun altro punto di ristorazione nelle vicinanze dei Cantieri culturali, quindi sembra proprio un’imboscata commerciale.
    2. Hanno concentrato più di una settimana di eventi ai Cantieri culturali della Zisa, dirottando in questo modo tutta la Palermo studentesca-alternativa dai soliti posti di ritrovo del Centro Storico, che subiranno un notevole danno economico.

    Questa è una dimostrazione di quanto sono forti i gay. Talmente forti che di queste possibili critiche, prevedibilmente, se ne fregano. Continua »

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  • Palermitanità (e penso “Chi è più palermitano?”)

    Mi sono alzato presto. Devo accompagnare la mia ragazza all’aeroporto, va a Parigi a trovare amici in Erasmus. Durante il tragitto, dopo i primi due minuti di autostrada parte una discussione sui motivi per cui io voglio andare via da Palermo e su quelli per cui lei crede che possa anche valere la pena restare.

    Io sono ai limiti di sopportazione di questa città, che oramai mi nasconde i suoi lati positivi con nefandezze quotidiane.

    Arriviamo a Punta Raisi che, come sempre, è tutto un cantiere. Parcheggio nel posteggio non custodito, ma comunque a pagamento.

    Entriamo. Uno schermo ci dice che il suo aereo partirà con mezz’ora di ritardo. La accompagno ai controlli, ci salutiamo:

    «Buon viaggio!»

    «Fammi sapere quando arrivi a Palermo…».

    «Tu fammi sapere quando ti imbarchi».

    Vado a pagare il parcheggio e vado a prendere la macchina. Continua »

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  • Caro sindaco Orlando…

    Caro Sindaco Orlando, oggi mi sono ritrovato a parlare con un amico (uno dei tanti che è scappato via dalla Sicilia) e gli dicevo quanto sono triste per questa nostra bella terra così maltrattata da tutti noi che ci viviamo, cosi piena di inciviltà e degrado.

    Sono stanco di sentirmi dire da tutti i miei amici: «Abituatici, tanto le cose non cambieranno mai»!!

    Non è possibile che le cose non possano cambiare, continuo a ripetermi! Non è neanche possibile che i siciliani, appena fuori dalla Sicilia e da Palermo si comportino bene, non facendo tutte le “schifezze” che invece qui fanno.

    Ci sentiamo tutti l’uno più furbo dell’altro, tutti pronti a fregarci a vicenda.

    E MAI nessuno che controlla! (non si capisce il perché). Se ci fosse qualcuno predisposto a far rispettare le regole e a multare tutti i comportamenti scorretti, sa caro Sindaco quanti soldi entrerebbero dentro le casse del comune??? Soldi da reinvestire in opere pubbliche e servizi al cittadino. Qui i provvedimenti invece vengono presi e durano il tempo di una settimana; poi ritorna tutto nel dimenticatoio.

    A me è molto caro il tema ambientale e la pulizia delle strade, delle coste, ma in generale, sono un po’ fissato con l’ordine e le cose belle. Continua »

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  • La discarica di via Palatucci

    La discarica di via Palatucci

    Ecco alcune foto scattate da me in via Palatucci, pulita con un intervento straordinario dell’AMIA qualche mese fa e di nuovo tornata ad essere una discarica a cielo aperto. Oggi ho perfino scoperto che un auto è stata abbandonata lì, come documentato dalle foto. Al di là di un nuovo intervento di pulizia (che, data la natura dei nostri concittadini, purtroppo risulta essere relativamente inutile), è stata più volte sollecitata dai residenti la chiusura della strada, o in alternativa l’installazione di telecamere nascoste, in modo da filmare i maleducati e imporre loro multe salate. Le richieste rimangono a tutt’oggi prive di risposta.

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  • Il muro di via Maqueda

    Il muro di via Maqueda

    Quando andavo all’università mi capitava spessissimo di passare davanti a quello che era chiamato “il muro di via Maqueda” (Area Quaroni). Quel muro nascondeva un’area libera reduce da demolizioni conseguenti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e che apparteneva alla curia. Passandoci sognavo un giardino pieno di piante e verde.

    Nella mia testa di giovane studentessa in architettura lo progettavo, sceglievo piante, illuminazioni, pavimentazioni e giochi per i bambini. Lo collegavo anche alla Galleria delle Vittorie, che è praticamente di fronte, e li rendevo un punto centrale di un centro storico nuovo.
    Altre volte sognavo un concorso internazionale dove magari si fosse pensato ad un progetto nuovo e moderno, un edificio capace di fare con Palermo quello che il Guggenheim è stato in grado di fare con Bilbao. Continua »

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  • Chi non lavora non fa l’amore

    Chi non lavora non fa l'amore

    L’assessore alla Salute della Regione Sicilia ha promosso lo stanziamento di nuovi fondi (raschiando il fondo della pentolaccia) per disporre un aumento del servizio di sportelli di sostegno psicologico per noi cittadini-comuni mortali.

    Motivazione: l’incombente problema della disoccupazione starebbe provocando un sensibile aumento nella regione di patologie depressive. (Ma va?)

    È questa, la “crepa” sempre più profonda nel nostro terreno sociale – terreno seminato a risorse incoltivate e reso arido dall’inosservanza dei nostri organi di rappresentanza (loro sì contadini “con la scarpa grossa e il cervello fino” che sanno solo “chiantari a gramigna”) – che starebbe a quanto pare (la nuova disposizione sanitaria in questione ne sarebbe una presa d’atto ufficiale) fendendo e offendendo ora mai anche l’equilibrio psichico delle persone, proprio qui…in Trinacria, terra ru suli e ri mannarini, del resto come disse Goethe «per capire l’Italia bisogna venire in Sicilia». Ci si sta ammalando di “male di vivere” e non certo per le stesse astratte ragioni di Spleen di cui profumano i famosi “Fiori” di un certo Baudelaire.

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  • Incontriamo il Mercato!

    Incontriamo il Mercato!

    Appariscente, matto, movimentato. Non è il teatro, è il Mercato!
    Centro di accordo di ogni popolo, luogo che c’è sempre stato, di incontro, contrattazione, preghiera, palcoscenico di canti sussurrati o urlati sotto il sole, sotto la pioggia, non importa quando, e soprattutto dove.
    A Palermo tutte le mattine il quartiere Ballarò disegna il sorriso della festa, anche se festa non è.
    I pescivendoli, i macellai, i fruttaioli, apparecchiano sul palco le loro ricchezze, agghindate come donne alla domenica: macerie commerciali che diventano cattedrali. Il grande condimento è la fantasia!
    I primi due euro guadagnati sono del venditore del pane di Monreale, che si affaccia alla fine di via Delle Pergole e il primo gesto è un segno di croce con le monete in mano. È la benedizione che suggellerà la sua giornata.
    Chi non c’è stato chiuda gli occhi e senta: sono note “annacuse, colleriche e amuruse” di una vita mai sazia, mai stanca: questo è il nostro distrutto paradiso…dove fin da bambini si può ascoltare Palermo. Continua »

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  • Palermo di notte – (a)round #3

    Ecco. Funziona così.
    Che c’è un mondo che gira. E questo mondo detta tempi. C’è un tempo per ogni cosa.
    Forse, per sentirsi bene bisogna imparare a danzare col mondo, coi suoi tempi, i suoi passi. C’è un tempo per la compagnia, un tempo per la solitudine, un tempo per rilassarsi, un tempo per riflettere, un tempo per dormire, un tempo per divertirsi.
    Ed un tempo per prendere la telecamera ed uscire a riprendere Palermo di notte. Continua »

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  • Jovanotti all’Università di Palermo

    Jovanotti all'Università di Palermo

    Ieri l’Università di Palermo ha ospitato Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, presso l’anfiteatro della Facoltà di Scienze della Formazione, in occasione dei suoi 25 anni di carriera.

    Jovanotti ha incitato i ragazzi a fare la differenza sin dall’inizio del suo discorso. «Capire cosa fare della nostra vita non è difficile. Che ce ne facciamo di queste vite? Pensiamo che qualcuno possa fare qualcosa del nostro futuro?». E proprio come è successo a lui, nessuno può prepararci la strada per un buon futuro. Lorenzo, infatti, si è “gettato nel mondo” senza alcun aiuto, senza stimoli iniziali. Voleva semplicemente uscire dall’ottica del lavoro stabile, che non lo attraeva affatto. Continua »

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