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domenica 22 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Quaderno di Palermo 33

    Come che sia, quando uno si sposta alternativamente in città o in paesi diversi con lo scopo di soggiornare per un tempo indefinito, nel momento della partenza dall’ultimo luogo ormai concluso, si porta necessariamente qualcosa con sé, nonostante i dubbi iniziali che di solito lo assalgono quando si mette a pensare a quello che ha potuto “prendere” nel corso degli anni. Da una parte, uno riflette sul rapporto spaziale istaurato con il luogo vissuto, dall’altro su quello che deriva dalle persone che lo abitano e con le quali ha dovuto condividerlo e delle volte anche salvaguardarsene. Sì, adesso tocca abbandonare questo intreccio fitto di strati fermi e saldi che è la città di Palermo, così come dai suoi abitanti pure loro carichi di una venatura che serpeggia sulla pelle della loro memoria.
    In questa vita uno si muove per vari motivi, e risulta che un giorno arriva su una sponda del mondo spinto da qualcosa. E io, mi chiedo, perché sono sbarcato su questa riva del Mediterraneo? Continua »

    Ospiti
  • “Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia”

    Giuseppe Rizzo - “Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia”

    Osso, Gaga e Pupetta, i tre protagonisti di Piccola guerra lampo per radere al suolo la Sicilia, decidono di ritornare a Lortica. Nel piccolo paese dell’entroterra siciliano dove sono cresciuti si è consumato un duplice delitto di mafia. Ma sindaco e istituzioni vogliono che tutto sia sepolto da una coltre di silenzio. I tre ragazzi non ci stanno e lanciano una sfida rocambolesca da cui prende le mosse l’intera rocambolesca vicenda. Tra discoteche scalcagnate, musica elettronica rock e tarantelle, pupi cannoli e templi greci, il mare d’agosto e le campagne riarse, Montalbano e Il Gattopardo, attentati all’ordine pubblico e scazzottate indimenticabili, questa brigata di antieroi riesce a far esplodere molti luoghi comuni sulla Sicilia e sull’Italia.

    Leggi il primo capitolo (per gentile concessione di Feltrinelli editore).

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  • Veglia di preghiera per le vittime dell’omofobia e della transfobia

    Il gruppo Ali d’Aquila (cristiani LGBT di Palermo) anche quest’anno, insieme ad altri cristiani provenienti da diverse confessioni e cammini di fede, organizza la veglia di preghiera ecumenica in ricordo delle vittime dell’omofobia e transfobia.
    Il 17 maggio alle ore 20:30, punto di raccolta davanti le Mura delle cattive (Foro Italico), il corteo partirà con un breve percorso per raggiungere la parrocchia S. Maria della Pietà alla Kalsa – Via Torremuzza, 1 (Ang. via Alloro).
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    Ospiti
  • Mazinga era palermitano

    Mazinga

    Pochi – ma davvero pochissimi – sanno la storia di un giovanissimo palermitano che andò in guerra a soli vent’anni. Fu molto sfortunato, e non tanto perché avendo abitato per anni in una piccolissima casetta del Borgo Vecchio senza finestre e piena di fratellini dissero che era buono per i sommergibili, ma perché lo prestarono, unico caso di tutta la guerra, alla marina giapponese nel quadro di un programma di scambi fra le forze dell’Asse che vide in realtà solo un marinaio palermitano scambiato con uno del Sol Levante. Il sommergibile era quindi giapponese, e sui sommergibili giapponesi si parla ovviamente il giapponese. Perché allora presero proprio lui, se il programma di scambi prevedeva che gli scambiati parlassero perfettamente la lingua? Il fatto è che nostro amico era nato con gli occhi a mandorla, forse dono di un marinaio orientale sbarcato nel poco lontano porto vent’anni prima, ed era noto in zona come “‘U Giappunisi” Continua »

    Ospiti
  • Venditori e agenti immobiliari a Palermo

    Oggi sono stato contattato da un venditore.

    Sicuramente anche voi negli ultimi giorni sarete stati contattati da qualcuno per un affare: un nuovo piano tariffario per il telefonino, per la corrente elettrica, per un sacco di patate ecc…

    Io sono stato contattato da un agente immobiliare di una nota, anzi notissima agenzia.

    Come si comporta un bravo venditore? Si accosta al cliente proponendo il suo prodotto? O, aspetta che il cliente si avvicini per dichiarare le sue esigenze? In ogni caso la vostra risposta è sbagliata.

    Il bravo venditore si comporta esattamente come il cliente desidera che si comporti.

    Quasi il caso vuole che posseggo un piccolo appartamentino a Palermo e che lo stesso è attualmente in vendita.

    L’annuncio si trova nei principali siti di annunci nei quali specifico esplicitamente che non desidero essere contattato da nessuna agenzia immobiliare non avendo bisogno di nessuna intermediazione.

    Ovviamente l’80% delle chiamate che ho ricevuto sono di agenti. Continua »

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  • Il posteggiatore (un fatto vero)

    Mondello, Palermo. Tarda sera di un caldo fine settimana. Esco dal cancello con i sacchetti dell’immondizia e mi chiedo se continuo a differenziare per caparbietà o per stupidità, visto che non pare che chi dovrebbe poi occuparsene differenzi un granché. La larga strada è completammente al buio. Solito cortocircuito o effetto della spending review di un comune povero per antichi sprechi? Come ogni sabato, nel bel mezzo della strada si è formata una doppia fila di auto parcheggiate. Un vigile in servizio in piazza mi aveva confidato che sabato e domenica, proprio quando ce ne sarebbe più bisogno, c’è un solo mezzo addetto alla rimozione in tutta Mondello. Evidentemente, fra le informazioni passate “confidenzialmente” dai vigili, le denunce sulla cronaca e l’efficientissimo passaparola cittadino, questa cosa ormai si sapeva e ne approfittavano tutti.

    Arrivo al cassonetto, butto l’immondizia e torno indietro.

    «Buona sera».

    Esce all’improvviso da dietro una macchina, il volto illuminato dalla fiammella dell’accendino. Mi fermo, tranquillizzato dal fatto che chi ti vuole rapinare non si mette a fumare.
    «Buona sera». Continua »

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  • All In, il protagonista sei tu

    Palermo è una città strana. Tutti parlano, tutti propongono, tutti dicono, ma mai nessuno, o quasi, che faccia realmente qualcosa per il prossimo. Molti, nella maggior parte dei casi, pensano sempre e solo a se stessi, ai propri interessi, ai propri tornaconti. In tantissimi non riflettono più sul fatto che dare una mano, aiutarsi a vicenda, potrebbe decisamente risollevare le sorti di una città allo sbando. Ognuno di noi può fare la sua parte ed ognuno nel proprio settore di competenza. Io, nel mio piccolo, voglio dare la possibilità a chiunque, dallo studente all’avvocato, passando per l’impiegato o la commessa, di potersi divertire in radio. All In è un programma radiofonico, in diretta su Radio One dal lunedì al mercoledì dalle 16 alle 17, che mira a dare spazio alle persone, a raccontarne i sogni, le speranze, ma anche e soprattutto a farli diventare protagonisti di giochi, rubriche e “prove” di ogni tipo. Per partecipare basta inviare una mail ad alvisesalerno91@hotmail.it, o scrivere un messaggio privato sulla pagina facebook di All In Radio One, specificando il proprio nome, cognome, età, allegare una foto e scrivere un breve curriculum.

    All In, il protagonista sei tu.

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  • La munnizza è nostra e guai a chi ce la tocca

    Guardate che meraviglia. Vista da lontano, la munnizza palermitana sembra un bouquet di fiori, ha i colori della Vucciria dipinta da Guttuso. E allora, visto che ormai ci abbiamo fatto l’abitudine, perché non cominciamo ad apprezzarla? A valorizzarla? Perché non le diamo un posto stabile nel panorama ludico-culturale della vita cittadina? Ma pensate: si potrebbero organizzare cacce al tesoro tipo ago nel pagliaio, «Trova l’ago e vinci l’Aids», gare di cani di riporto da pannolone, battute di caccia al sorcio che si concluderebbero in allegre arrostite alle falde dei cumuli più alti…e se il Comune riuscisse a farsi prestare un cannone da neve da un sindaco del Nord, ecco che avremmo pure piste da sci sotto casa. Ma a pensarci bene potremmo farci pure i soldi con solide attività economiche. C’è la crisi o no? C’è. Ed è vero o no che in tempo di guerra si inventarono gli “orti di guerra” dove si coltivavano patate pure nelle aiuole spartitraffico? Verissimo. E noi allora trasformiamo i cumuli di munnizza in fungaie. Magari evitiamo di darle in appalto a qualche società controllata dal Comune, se no finisce che ogni fungo ci costa cento euro e per di più magari è una amanita, selezionata da qualche furbissimo funzionario “perché sono i funghi più belli”. Continua »

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  • Sicilia Futuro: verso il fallimento?

    Scrivevo, tre mesi fa, qui su Rosalio, della operazione Sicilia Futuro, delle immense criticità che si evidenziavano in un bando che dovrebbe servire a finanziare la formazione dei migliori giovani siciliani. E di quella che sembrava una nuova attenzione da parte del governo regionale, specificatamente da parte dell’assessore Scilabra.

    Son passate le settimane, la seconda finestra ha avuto una graduatoria, ma le problematiche persistono e stanno diventando sempre più pressanti mano a mano che i vincitori del primo e secondo ciclo si scontrano con la necessità di anticipare ingenti risorse, con difficoltà relative alla richiesta fideiussione. Qui gli aggiornamenti, nel post e nei commenti.

    È urgente, urgentissima, una azione, da parte dell’amministrazione, per sbloccare tutte le criticità e permettere ai vincitori di usufruire di questo importante contributo. Continua »

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  • “OutsideBox – nella rete degli outsider”

    Esiste una Sicilia nascosta, una Sicilia che per una volta dimentica la storia arabo-normanna e i puttini svolazzanti di Giacomo Serpotta.

    Una Sicilia più amara, in cui la povertà, la solitudine e la follia si uniscono per creare un’apertura attraverso la quale è possibile entrare e, magari, non tornare indietro.

    L’outsider art è l’arte dei folli, l’arte degli emarginati, l’arte di coloro che non avendo un’educazione “ufficiale” si avvalgono delle proprie conoscenze ed esperienze, dando voce alle pulsioni che scaturiscono dal più profondo. Storie intense che una volta ascoltate toccano il cuore, la mente e lo sguardo che smette di osservare le opere con gli occhi della compassione, verso lo strambo risultato frutto di un “mischino”. Continua »

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  • Me so’ mbriacata al Bar della Rabbia con un bicchiere di Mannarino

    Alessandro Mannarino
    (foto di Angelo Trani)

    Sul muro riflessa un’ombra. La sagoma di un cappello e dell’asta di un microfono disegnano il profilo di un artista tanto attuale quanto d’altri tempi: Alessandro Mannarino.
    Venerdì sera al Teatro Golden è andato in scena “uno di noi”.
    «Sii ‘u miegghiu» un leitmotiv, la platea gremita interagiva con un cantante che non è irraggiungibile come gli altri. Le ragazze non lanciavano peluche e reggiseni (grazie al cielo) ma si avvicinavano al palco per ascoltarlo meglio. Fra una canzone ed un’altra i ragazzi parlavano e gridavano cercando di stabilire un dialogo.
    Ho visto tanti concerti nella mia vita e per la prima volta non ho visto un pubblico succube, non ho visto un pubblico adorante.
    Ho visto palermitani fieri e con tanta voglia di ascoltare, ammirare e potersi raccontare davanti a caldi bicchieri di vino rosso, magari alla vucciria, con l’amico famoso che viene dal continente, ma che è pur sempre un amico. Continua »

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  • Vicini, condomini e passanti

    Bello avere dei vicini, la verità. Per chi come me non era abituato a vivere in condominio può risultare un piacevole diversivo: puoi scambiarci quattro chicchere sul balcone mentre fumi una sigaretta o ritiri robbi stinnuti, puoi farci affidamento quando ti serve qualcosa all’ultimo minuto e nessuno dei tuoi coinquilini ce l’ha, e cose varie.
    Come ormai saprete, data la mia variegata frequentazione di case palermitane in formato studentesco, una certa dimestichezza con i vicini di casa l’ho acquisita, e sicuramente avrò occasione di rinfoltirla negli anni futuri. Certo, essendo studente, mi sono evitato tutto il siddìo delle famigerate “riunioni di condominio”, che sanno tanto di film di Benigni e Fantozzi, ma comunque una bel pò di tipi, diciamo “originali”, li ho conosciuti, e proverò qui, in via non del tutto esaustiva, di analizzarli… Eccone alcuni.

    LA SIGNORA DELLO STESSO PIANEROTTOLO
    Che arriva con la figlia e un quaderno di matematica in mano. E che ne so io di matematica? Ho fatto il classico! La signora inizia tutta una pappardella sul fatto che lei paga un sacco di soldi per mandare sua figlia ad una scuola privata, e quindi è giusto chiedere agli insegnanti quando non ha capito qualcosa, e io, dopo la malafiura di aver balbettato quattro scuse e non esser riuscito a capirci nulla dell’esercizio, la appoggio in questa sua battaglia. Anche l’altro mio coinquilino ha fatto il classico e manco ci prova. Un altro ha fatto ragioneria ma non si ricorda niente. La signora dello stesso pianerottolo deve essersene andata schifiata dando ragione al più vecchio dei luoghi comuni sugli studenti: sparte sturìano! Continua »

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  • Quaderno di Palermo 32

    Ancora non c’è una data precisa, ma oramai posso affermare che tra qualche mese lascerò Palermo definitivamente. E, certo, è inevitabile dopo alcuni anni dentro questa ragnatela ingarbugliata (di definizioni per questa città ce ne saranno sicuramente a migliaia), è ineludibile, dicevo, farsi tutte quelle domande che di solito uno si pone prima di ogni partenza. Per esempio: cosa posso dire di portarmi dietro? Cosa mi ha donato questo luogo in tutto questo tempo che ci sono stato volutamente invischiato? Cosa ha destato in me questa rete di strade e piazze, di viali e vicoli (tante volte più che ciechi o bui), di fili sottilissimi intrecciati da secoli e che ancora reggono e continuano ad intersecarsi tra loro creando una tela sempre più densa e impenetrabile? Ma veramente ci sono venuto io a cercare qualcosa che credevo fosse perduta per sempre in questo labirinto fatto di pura memoria? O forse mi sono lasciato abbindolare dal canto che pensavo provenisse dalla prua immaginaria del Monte Pellegrino (ma chi era l’interprete che colmava le mie orecchie con suoni di richiamo)? In realtà, non nasceva questa voce remota da una mia sorgente inarrestabile, da una corrente interna che non acccenna mai ad esaurirsi e che ha come unico scopo attaversare tutti i luoghi memorabili purché servano di pietre miliari lungo il tratto di questa più che mai irruente e accidentata vita mia? E così via. Continua »

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  • Le migrazioni palermitane

    «Questo posto è magico» dissi una volta a una mia amica, seduto su una cassetta verde, mentre il sole stava per calare sulla piazza. Accanto a me due ragazzi africani, al tavolo accanto un gruppo di ragazzi nordeuropei. Nessun pensiero, nessuna paura, solo un buon modo di staccare da una giornata di lavoro. Era il 2008.

    «Questo posto ha perso la sua anima» ho concluso qualche giorno fa, passando svogliatamente dalla taverna di Ballarò. Continuamente osservato e importunato da venditori di false speranze, cerco di passare tra la folla. C’è tensione nell’aria, la musica a tutto volume copre tutto, le espressioni sono tristi. Resto qualche minuto, ma la fuga è inevitabile. Ma dove andare? Forse la Vucciria mi accoglierà col suo particolare melting pot palermitano. Trovo qualche faccia amica, finalmente. Subito dopo i segnali che anche questo posto sta per morire, com’era già successo tante volte a Palermo. Alla Champagneria 15 anni fa, poi ai Candelai qualche anno dopo. Qualche anno fa a Ballarò e alla Magione. E ora anche qui. Continua »

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  • Nasce la casa editrice Edizioni LEIMA

    Come capita spesso in Sicilia, le migliori idee nascono a tavola. Così è stato anche per noi. Eravamo seduti a mangiare (lo ammetto: in un fast food!), tutti con una situazione occupazionale che aveva appena subito profondi stravolgimenti, sia per base volontaria che per l’esatto contrario.

    Si parlava di possibili colloqui, di curricula, con le dita unte d’olio e una gran voglia di fare qualcosa. Poi, un pensiero si è trasformato in parole, franando dalla testa alla lingua senza trovare ostacoli, anzi, accelerando lungo la discesa: «Ma perché non la fondiamo noi una casa editrice?».

    Dopo un primo momento di silenzio sembrava quasi che ci fossimo dati appuntamento per discutere solamente i dettagli. L’attimo successivo stavamo già scegliendo il nome. Ma anche quello è stato semplice: Edizioni LEIMA, dalla legatoria industriale di mio padre che da più di 20 anni opera in Sicilia. Continua »

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  • Imprecariato.it, precari palermitani si inventano un “non trova lavoro”

    On line da oggi il progetto tutto per il web dei quattro giovani palermitani Carlo Loforti, Marco Russo, Riccardo Curcio, Giuseppe Truscelli e della campana Martina Di Matteo, che prende il nome di Imprecariato.it.

    Il sito si occuperà del mondo dei precari e dei disoccupati ma non sarà il classico trova lavoro, bensì un non trova lavoro. Imprecariato.it promette di far ridere sul tema con contenuti che spaziano dal materiale audio/video a classici articoli fino ad arrivare a fumetti demenziali.

    Un progetto che vuole farsi carico della frustrazione dei giovani disoccupati, restituendogli quotidianamente un’occasione per riderci su.

    Ecco come presentano il progetto, con uno spot, i ragazzi di Imprecariato.it.

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