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lunedì 23 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • Chiaracucina: zucca infornata spolverata

    Chiaracucina: zucca infornata spolverata

    Questa ricetta mi è stata consigliata dalla mia collega Giovanna e la trovo una buona soluzione alternativa su come cucinare la zucca rossa.

    Ingredienti

    • 400 grammi di zucca rossa;
    • olio d’oliva;
    • sale;
    • pangrattato.

    Preparazione
    Priviamo la nostra zucca della scorza. Tagliamola a fettone e poi a fettine spesse circa 5 mm. Poniamole in una teglia già unta con olio d’oliva (poco) con un minimo di sovrapposizione tra una fetta e l’altra. Diamo una spruzzatina di olio e una spolverata di sale, e di pangrattato. Inforniamo in forno preriscaldato a temperatura medio-alta, per circa 15 minuti.
    La nostra zucca rossa si ammorbidirà e avremo così un ottimo contorno, ma va bene anche come secondo, rapido, semplice e poco calorico.

    (in collaborazione con chiaracucina)

    Ospiti
  • Ittassi vuci!!

    Per quanto mi riguarda, ittassi vuci, non è solo l’azione del gridare ma un vero e proprio stato d’animo.
    Tutto comincia con un pantalone sparito…
    Una settimana fa il pantalone era dentro l’armadio… Io l’ho visto… Vado a prenderlo, mi dico, ma niente… Cerco, ricerco, ricontrollo… Boh… Niente da fare, non si trova… Da qui l’affermazione ITTASSIVUCI che racchiude in sé la rabbia del momento non esternata, del resto, con chi litigo, con l’armadio????
    E meno male, penso, che la casa è piccola: 47 metri quadrati, al momento, per quattro persone… Mah…
    Torno però allo stato d’animo, sì perché secondo me, per noi palermitani, una parola, un’espressione non ha mai solo il senso letterale ma si estende, si espande, riunisce, coinvolge, ecco perché ittassivuci, diventa un’unica parola espressione di ben altro.
    Faccio una premessa: io grido da quando sono nata, penso, e tendo ad infastidirmi specialmente quando ritengo che non ci sia linearità nelle azioni, questa cosa del gridare mi ha fatto conquistare in famiglia l’appellativo di “muzzicata dalle api” (altro termine che indica il fatto che qualcuno appena punto abbia uno scatto istintivo per il dolore, ma da noi per estensione indica un soggetto sempre agitato). Continua »

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  • Quaderno di Palermo 24

    «Palermo è in procinto di cambiare». Con questa frase finivo l’ormai lontana seconda puntata e anzi, alcune righe prima, spiegavo che si trattava di un vero falso cambiamento. Ma è lontano dal mio proposito fare riferimento alla ricorrente frase di Tomasi di Lampedusa, ormai nella memoria di tutti i siciliani e non solo. La mia intenzione è di inoltrarmi nel presente della nostra città (anche mia perché vissuta e a volte amata e a volte odiata, como accade con le persone che più ci stanno a cuore) in questo momento non tanto cardinale, poiché ogni periodo della vita e della storia è importante per qualsiasi motivo, ma quanto cruciale perché peggio di così c’è solo lo sfinimento a vita e fino alla fine dei tempi. Pensate che sono troppo pessimista? Continua »

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  • C’era una volta…la festa dei morti

    Ieri, mentre ero imbottigliata nel solito traffico di rientro, passando con l’auto davanti ad una ludoteca nei pressi di casa mia, ho visto dei bimbi di diversa età giocare all’interno del cortile della suddetta ludoteca, tutti mascherati, con cappelli da strega ali di pipistrello, volti truccati a simulare un pallore cadaverico, tipo zombie, denti da vampiro in bella vista … e sopra le loro teste campeggiava un grosso striscione con su scritto “FESTA DI HALLOWEEN”. Attorno a loro zucche sulle quali erano disegnati lineamenti grotteschi, ragni di plastica e giovani donne festanti (forse le baby sitter), anch’esse adeguatamente abbigliate per l’occasione: un’allegro “sabba” di streghe variopinte. Guardai la scena in realtà distrattamente abbozzando un sorriso e pensai che fosse “normale”. Continua »

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  • Le accuse a Rita e i luoghi comuni

    Intervengo in merito al dibattito scatenato dalla candidatura di Rita Borsellino alle prossime primarie del centrosinistra. Dibattito concentrato sul centrosinistra palermitano, visto che negli ambienti del centrodestra si applica con successo la pratica del nascondere le guerre intestine (tanto più se, qualora emergessero, costringerebbero ad inevitabili prese di distanza dall’attuale disastrosa amministrazione).
    In primo luogo voglio fare chiarezza su due questioni, per evitare incomprensioni, ed evitare errori. Primo le primarie sono un confronto tra “compagni” di coalizione, che negli Usa nessuno parlerebbe di un partito repubblicano diviso dal momento che sono già quattro i candidati in corsa per il ruolo di anti-Obama. Secondo faccio outing, dichiarandomi un sostenitore di Rita Borsellino, dalla prima ora. Adesso voglio rispondere alle cinque false accuse mosse a Rita Borsellino: Continua »

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  • Via Chiavettieri, io c’ero

    La sera del 27 ottobre 2011 venuto a sapere che erano in corso sequestri preventivi dei locali presso via Chiavettieri mi recai subito nella stessa a vedere di persona. Le forze dell’ordine avevano già apposto i sigilli e io provvedevo a fare foto, che postavo immediatamente su facebook, della protesta spontanea, o meglio degli effetti della protesta spontanea.

    Via Chiavettieri, io c'ero

    Posso assolutamente confermare che nessun cliente dei locali presenti in via Chiavettieri ha partecipato al blocco di via Vittorio Emanuele e della stessa via Chiavettieri. Piuttosto molti proprietari degli esercizi commerciali additati come “facinorosi” e autori del blocco stradale si sono subito adoperati per far cessare i disordini e successivamente a sgombrare, per quanto possibile, il blocco. Continua »

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  • Il nuovo che avanza…

    Qualche giorno fa Bersani ha lanciato la candidatura di Rita Borsellino a sindaco della città di Palermo. E prontamente si è passati al diktat. Tecnicamente: un’ingerenza della direzione centrale di un partito con sede a Roma e leader romagnolo che “decide” cosa è giusto per il capoluogo della Sicilia. Nel frattempo cos’era accaduto? Già da qualche settimana, si erano registrate fibrillazioni pre-elettorali dalle quali sono spuntati alcuni nomi. I soliti dei soliti noti. Con una novità: Davide Faraone, giovane rappresentante del PD palermitano, palermitano egli stesso, da sempre impegnato nella realtà locale. Inevitabili i primi ostruzionismi contro l’ipotesi di una sua presenza addirittura alle primarie con cui il PD ammanta di democrazia la scelta del suo candidato di ogni elezione. Dietro, in realtà, persiste un dirigismo centralista di cultura irrecuperabilmente sovietica. Continua »

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  • Palazzo Costantino, Quattro canti: “AC/DC, greetings from Palermo”

    cari cittadini di palermo,
    “AC/DC, greetings from palermo” è il titolo della mia autodocumentazione e il titolo delle mie 3 opere al palazzo costantino ai 4 canti: vi prego, prendete questo scenario come un regalo di natale. lo sappiamo bene in italia, natale è a dicembre, però qui a palermo, come sempre, siamo più avanti, anche contro il tempo se volete. alcuni dicono che queste sono le nostre stranezze, altri dicono le nostre regole di natale le facciamo noi personalmente con la nostra creatività. chi ne se frega cosa pensano gli altri sui nostri regali di natale. la festa di natale la faccio ora in ottobre a palermo e basta. per i nostri turisti italiani abbiamo una piccola scorta della polizia municipale all’ ingresso del palazzo, così si sentono in sicurezza e felici con noi.

    Palazzo Costantino, Quattro canti: “AC/DC, greetings from Palermo”

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  • Fare Ala e la “Santuzza Farealata”

    In occasione del primo festival hip hop di Palermo noi del collettivo artistico Fare Ala siamo stati chiamati alla realizzazione di interventi nello spazio dei Cantieri culturali della Zisa. Sono stati realizzati con tecnica mista nove pannelli, alcune istallazioni e diversi graffiti che saranno fruibili in modo permanente presso i Cantieri Culturali.
    Tra questi, ha creato particolarmente scalpore l’intervento effettuato sulla statua di una Santuzza realizzata nel 1995 da Bruno Caruso e abbandonata all’incuria in un vecchio magazzino.

    “Santuzza Farealata”

    L’intervento secondo noi è destinato ad esprimere tutt’altro che un mero atto di dissacrazione nei confronti della Santa Patrona ma una rilettura del significato profondo dei simboli religiosi legati al tema della morte di cui la Santa è portatrice:. Per la realizzazione della “Santuzza Farealata” ci siamo ispirati all’iconografia della “Santa Muerte”, la madonna protettrice dei narcos messicani. Continua »

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  • Chiaracucina: PaneSsimienza

    Chiaracucina: PaneSsimienza

    ‘A “simienza” in palermitese non è altro che i semi di zucca, tostati e (direi eccessivamente) tostati. È un momento di schiticchio quello in cui si compra un “coppo” di simienza e si passeggia, sbucciando con gli incisivi ogni singolo semino salato.
    Stavolta la simienza (già sgusciati eh) l’ho messa sui panini di rimacinato.
    Spettacolare! (Certo è che non ho scoperto l’acqua calda ma che in Germania lo fanno già da tempo, ma lì però non si chiama SIMIENZA!). Continua »

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  • Il cambiamento

    Provengo da una scuola di pensiero secondo cui il massimo dell’astrazione consente il massimo della concretezza, ragione per la quale teoria e prassi sono necessariamente complementari e non alternative come si tende a sostenere da più parti. Così, ragionando del cambiamento, vorrei dire preliminarmente due cose: il cambiamento è una dinamica che apre al nuovo. Parlando del nostro tempo e della nostra società, associamo il cambiamento al nuovo, ovvero ai giovani, al futuro. Questa è la prima cosa. Da sola però non basta. E vengo alla seconda. Il cambiamento necessità di una visione relativa al vecchio, aspetto che tendiamo a declinare associandolo alle vecchie abitudini, al passato. Ne deriva una considerazione importante: non vi può essere cambiamento se non vi è contemporaneamente un’azione verso il nuovo ed una complementare verso il vecchio.
    Analizziamo: se il cambiamento protende soltanto verso il nuovo, se rivendica soltanto il futuro, se si preoccupa soltanto dei giovani (per restare nei confini che ci siamo assegnati qua), esso si traduce in semplice speranza e nell’ipotesi che dovesse concretizzarsi, attuerebbe una sostituzione del vecchio col nuovo. Sostituzione o rottura. Perché vi sia reale cambiamento, occorre invece che nel medesimo movimento e mutamento, avvenga una correlativa azione nei riguardi del vecchio, affinché ciò che si deve abbandonare per realizzare il nuovo, non resti a pesare nell’ombra come un virus latente, in attesa del momento buono per allignare un’altra volta. Com’è tristemente accaduto. Continua »

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  • No sex in Paleimmo city

    La Sicilia è un’isola e – disgraziatamente – è l’unica cosa che ha in comune con Manhattan.

    Nella prima puntata di Sex and the City, una Carrie Bradshow agli inizi della carriera, si chiedeva come mai esistessero a New York, così tante donne economicamente indipendenti, belle ed emancipate, non sposate.

    Io in Siculonia, di giovani donne sessualmente emancipate ne ho incontrate parecchie, molte delle quali ai limiti della pullaggine. Ma di signorine economicamente indipendenti, un po’ meno. Direi anzi, che sono un fenomeno raro quasi quanto gli UFO.

    Ho visto però, un sacco di figlie di papà ossessionate da Sex and the City. Continua »

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  • Ma perché?

    Perché Palermo è così sporca? Ve ne siete accorti o per voi è normale che sia così e la munnizza per strada è un arredo urbano? E non mi date la solita risposta, ormai diventata un alibi per i nostri amministratori e per noi stessi, che la colpa è dell’inciviltà dei palermitani. Ho visto città come Madrid ridotte uno schifo alla sera, le sue piazze una discarica, carte, lattine e bottiglie lasciate ovunque in giro. Ho visto città come Barcellona prese in ostaggio da gruppi di ragazzini sui loro skateboard, distruggere cestini, spargerne il contenuto per terra, lasciare le bottiglie vuote e i sacchi di patatine sui prati. Ho visto Parigi, Londra, New York insozzate da orde di turisti e dai suoi civilissimi abitanti.

    Ma ho visto che la mattina tutto era pulito, i marciapiedi spazzati, le strade lavate, i cestini riparati, dal centro alla periferia.

    Ed allora mi chiedo perché a Palermo questo non succede? Continua »

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  • Lettera sulla mia candidatura a sindaco di Palermo

    Ai compagni di partito, di battaglie e di vita,
    agli amici di sempre,
    a tutti coloro con cui ho avuto il piacere e l’onore di condividere tratti di strada,
    a tutti coloro che sognano una Palermo più bella,
    a tutti i “costruttori di futuro” che spero d’incontrare nel mio cammino.

    Domenica 16 ottobre 2011, sono stato invitato da Palermo +, Movimento d’Iniziativa Politica, composto da oltre 14 associazioni della società civile, ad una gremita Assemblea cittadina durante la quale ho assistito alla presentazione di un ben articolato Programma Elettorale, all’inquadramento “etico” e alla descrizione del percorso partecipativo che anima tale processo.

    A conclusione di tale interessantissima presentazione mi è stato richiesto esplicitamente di partecipare come “candidato, di un’area ampia ed aperta”, alle “Primarie” per la scelta del Candidato Sindaco della Città di Palermo. Continua »

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  • Che cosa voglio io?

    Ho una bambina di due anni, da un po’ di tempo quando vuole ottenere qualcosa mi guarda e mi chiede: «Mamma che cosa voglio io??» ed insiste con la stessa domanda fino a quando non le chiedo: «Che cosa vuoi?», soddisfatta e felice mi indica l’oggetto dei suoi desideri. Capisco che la sua è una tattica per indurmi ad accontentarla, però ogni volta che mi fa questa semplice domanda è come se in me risvegliasse dei sentimenti contrastanti. Rifletto e mi chiedo: «E io che cosa voglio?».
    E pensare che due anni fa il desiderio mio più grande è stato quello di accettare un incarico a Roma, fuori dalla mia Palermo, lontano dalla mia famiglia e soprattutto da mia figlia di soli dieci mesi. Detta così la mia scelta sembrerebbe una mostruosità, ma pensavo che il raggiungimento della felicità fosse un posto nella pubblica amministrazione, come precaria, dandomi una possibilità di realizzazione professionale. Ammetto anche che, in quel periodo, nutrivo un profondo risentimento verso Palermo, perché nonostante le avessi dato molte chance, rifiutandomi di ascoltare tutti coloro che appena laureata mi consigliavano di scappare dalla Sicilia, dopo aver speso cinque anni di vita professionale avevo la sensazione di fare un passo avanti e dieci indietro. La mia vita privata andava alla grande, quindi, perché non tentare? Continua »

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  • Mental coaching a Palermo

    Incuriosita dai risultati che molte persone hanno ottenuto in ogni ambito della propria vita mi sono avvicinata al mental coaching e da qualche tempo me ne occupo facendo diventare il mio interesse un mestiere. La voglia di cambiare, di superare i miei limiti, che vi assicuro sono tanti, di fare sempre meglio e di non fermarmi al primo ostacolo, mi accompagnano ogni giorno e mi fanno trovare, nonostante le numerose difficoltà, le risorse necessarie per essere migliore rispetto a quanto lo fossi ieri. Per questo motivo vorrei sottoporvi alcune domande, le stesse che mi sono posta io prima di iniziare la mia storia d’amore con il coaching. Avete mai pensato che potete migliorare la vostra vita? Pensate di poter ottenere più di quanto avete? Credete che sia arrivato il momento di assumere il controllo del vostro destino o volete continuare ad essere spettatori dei successi altrui reagendo agli eventi che vi capitano in modo passivo? Volete ancora continuare a ripetervi fino a farvi sanguinare le orecchie che il lavoro al Sud non c’è, che questa meravigliosa città non offre nulla a chi non ha santi in paradiso, che ce l’hanno tutti con voi, che l’intero universo congiura contro di voi, che i soldi sono pochi, che le porte sbattute in faccia sono sempre molte, anzi troppe, ma le opportunità poche, che ce la fanno sempre e solo gli altri? Continua »

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  • Riflessioni palermitane: “Vabbe’, chi ci fa…”

    «Vabbe’, chi ci fa…» con tanto di puntini di sospensione, è una di quelle frasi comunemente usate da noi palermitani, si proprio così. «Vabbe’, chi ci fa…» è una via di mezzo tra il tranquillizzare la persona con la quale stiamo interloquendo e il minimizzare – allegramente – l’azione che stiamo compiendo. E come molte espressioni sicule, possiede il dono dell’interpretazione. Dietro al «Vabbe’, chi ci fa…» si nasconde la chiave dei palermitani, quantomeno quella chiave che apre molte serrature. Avendo vissuto la vita fuori dalla nostra cara città, a tal punto da capire quali differenze si celano dietro il nostro modo di vivere e quello dei palermitani, ho analizzato parecchi modi di fare e comunicare che mi hanno regalato molti spunti di riflessione, uno di questi è proprio la frase che dà il titolo a questo post. Il «Vabbe’, chi ci fa…» è una di quelle espressioni che risiede sotto la categoria il Palermitano non va capito, va interpretato. Già, ma magari questa frase l’avrete già sentita o letta da qualche parte, o addirittura pensata. Sicuramente. Però a me piace. Continua »

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  • Schifiu

    Ciuri, ciuri, ciuri di tuttu l’annu, Palieimmu facciuòla ti stava maritannu.

    Nnà ‘stu mientri…
    vitti un picciriddu ca facìa com’un cuinnùtu,
    ca, sdirrubbàtu ‘n menz’a via, addumannava aiutu.
    Cuegghiè ‘u lassava sbattiri, si vutava ‘i l’autra banna,
    iu minn’addunai, ’u misi aggrìtta. Poi ci fici ‘sta dumanna:

    «Figghio’, chi hai ca avi menz’ura ca t’allattarii tuttu?».

    «Carivu, m’u sminchiavu buonu ‘u rinuocchiu. Pari ruttu!».

    «Santuzza biedda, tuttu fidduliàtu sii. Truppicasti, comu mai?».

    «‘a viri a biciriètta ‘n tierra? ‘na scaffa e…batabòmmete: m’allavancai!».

    «Buttana ra miseria! Fissa ca sii, ti piacìu curriri e fari ‘u spièittu?».

    «Ma quali fissa e fissa? Avemu strati ca mancu nnò desieittu…».

    Continua »

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