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martedì 24 mar

Archivio per la categoria 'Ospiti'

  • La rivoluzione di Palermo

    Palermo, 15 giugno 2016. Salvatore si alza dal letto alle 7, per lui quella di oggi è una giornata segnata in rosso sul calendario: se tutto andrà bene, dopo mezzogiorno, a separarlo dalla sua laurea in architettura ci sarà soltanto la discussione della tesi.

    Salvo, come lo chiamano amici e parenti, scende da casa verso le 8 e fa un’abbondante colazione in un noto bar di Mondello paese, luogo incantevole in cui ha la fortuna di abitare; mentre divora il cornetto al gelo di mellone che ha appena acquistato e ammira lo spettacolo offerto dai pescatori, intenti a rattoppare le reti, il suo inconscio va indietro di qualche tempo, quando al risveglio questa splendida piazza, nello stesso periodo dell’anno, si trovava sommersa da bottiglie di Moretti svuotate, su cui il tiepido sole della mattina si rispecchiava, e dai cartoni abbandonati la notte precedente dai venditori ambulanti. Oggi, nel momento più importante per lui, si rende conto che a brillare è solo il mare, di un blu che il rinnovato palmeto della passeggiata rende ancora più intenso. Continua »

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  • L’uovo oggi

    Meglio l’uovo oggi che la gallina domani, recita un vecchio adagio popolare, e come tutti i sanno i proverbi “hanno sempre ragione”.
    Deve essere questo il ragionamento che hanno fatto a Palazzo delle Aquile e a Palazzo Comitini. Meglio i 60 milioni di euro della valutazione odierna, “sporchi maledetti e e subito” diceva un mio amico che la sapeva lunga.
    Non si capisce cosa altro li possa spingere ad una imminente vendita o svendita dell’aeroporto Falcone Borsellino da parte di Comune e Provincia. Come riportato da Repubblica Palermo il valore dell’aeroporto, infatti, potrebbe schizzare dagli attuali 60 milioni odierni ad un valore compreso tra 300 e 500 milioni. Il tutto in pochi mesi.
    Antonio Fraschilla (il giornalista di Repubblica) giustamente si chiede “a che pro”, anzi si chiede “a CHI pro”. Ai proprietari stessi, la risposta sembra essere paradossale ma non lo è. Infatti i soci di minoranza mantengono la prelazione alla vendita. Svendere la loro proprietà consentirebbe loro di comprane una parte più consistente a prezzi da saldo di fine stagione.
    Stiamo a vedere come va a finire e noi cittadini?…non ci resta che piangere dicevano Troisi e Benigni di fronte al fato dispettoso. Ma forse non è così, forse noi possiamo tornare indietro da Frittole (quasi 1500).

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  • Berlino e Bagheria a confronto

    Ieri si è celebrato il ventennale della caduta del muro di Berlino: Bagheria non può che essere in linea con tali manifestazioni di libertà per certe caratteristiche che accomunano la Berlino di un tempo alla Bagheria di oggi. Se Berlino aveva un muro che divideva la città, Bagheria oggi ha diverse mura di spazzatura che separano i cittadini fra loro; se Berlino viveva il clima della guerra fredda, Bagheria oggi vive il clima della guerra fredda e pure puzzolente; se Berlino aveva dissidi interni e progetti politici poco chiari, Bagheria certamente non è da meno; se a Berlino si davano da fare con le picconate e il lancio delle pietre al muro, oggi a Bagheria in molti si esercitano col tiro del sacchitiello (forse per via della nuova specialità olimpica che vuole essere istituita, qualora Palermo fosse stata sede delle Olimpiadi del 2020). Speriamo che il gioco dei confronti finisca qua: non vorremmo che crollasse fra vent’anni il muro di spazzatura di Bagheria, anche se a ben pensarci assomiglia di più al Muro della Vergogna di Gerusalemme. Ma quella è un’altra storia.

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  • La signora Rosa

    Esistono delle figure che, nella nostra vita, diventano dei veri personaggi storici, vuoi per usi e costumi della nostra città o più semplicemente perché li eleggiamo noi stessi a punto di riferimento del quartiere in cui siamo cresciuti.
    Uno dei miei è stato la signora Rosa, una donna piccola piccola che viveva in corso Calatafimi dai tempi in cui c’era la “funicolare” di Monreale, affacciandosi dalla sua persiana avrebbe potuto vedere quello che noi tutti oggi sogniamo, una linea tranviaria.
    A dividere la mia famiglia da lei solo pochi metri, capaci di rappresentare due mondi completamente diversi, uno rappresentato da chi aveva raggiunto quella zona di Palermo quando la città era in espansione e dall’ altro, chi da almeno sessant’anni viveva nella sua catapecchia, con due camere in cui vivere da sola, all’ interno della quale il tempo sembrava essersi fermato. Continua »

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  • Cavalli a Palermo

    L’idea nacque una domenica mattina mentre ci godevamo il sole di primavera alle spalle di Porta Felice. Luogo deputato da sempre alla partenza delle corse dei cavalli che si concludevano a Porta Nuova, 1848 metri più su. Remy Sautet, conduttore di una popolare trasmissione sui cavalli su “France 3”, mio ospite, decise di rivisitare con la telecamera Palermo e i suoi cavalli.
    Cominciamo proprio da quella piazza di fronte il “Nautico” affollata di studenti. Il Cavallo Marino del Marabitti ricorda il mito di Arione, l’arrivo dei primi cavalli in Sicilia, sbarcati sui bassi fondali per raggiungere la riva.
    – Arione? mai sentito… Uno dei tanti mostri marini di cui favoleggiarono i marinai… – Come no? il cavalluccio marino, detto ippocampo… –
    Chiara deformazione professionale di questi futuri lupi di mare. Meglio passare alla storia.
    E la storia dei nostri primi cavalli passa per le pareti della “Grotta Niscemi” all’interno della Favorita. Furono i primi cavalli palermitani. Continua »

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  • Un altro sindaco

    «Il sindaco di Palermo Diego Cammarata ha dato mandato all’avvocatura comunale di procedere, qualora esistano i presupposti, alla costituzione di parte civile del Comune nel procedimento contro gli amministratori dell’Amia che vede coinvolti l’ex presidente Enzo Galioto e l’ex direttore generale Orazio Colimberti».

    Leggete sopra (da Rosalio).
    Il contenuto della seconda riga merita, a scelta:

    • un’assemblea pubblica a piazza Politeama;
    • un dibattito privato a casa Cammarata (non di giovedì che c’è Don Matteo 7);
    • una riflessione alcolica al Tribeca;
    • un forum felpato al Giornale di Sicilia;
    • oppure una semplice considerazione che parta dal dissesto dell’Amia e arrivi fino alle vergognose missioni milionarie dei suoi dirigenti, che tenga conto in ugual maniera della qualità del servizio di raccolta dei rifiuti a Palermo e della Tarsu triplicata nel giro di tre anni (da Cammarata e da nessun altro).

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  • Quaderno di Palermo 9

    È cosa nota a ciascuno di noi che tutto nella vita ha un apice e un declino, come si evidenzia ad esempio nel corpo che abbiamo che a un certo momento del suo percorso vitale comincia a tramontare dietro un orizzonte formatosi da un sedimento fatto di glorie e di miserie. Così è successo, se diamo uno sguardo melancolico alla Storia, con tanti popoli e culture che con tutta certezza credevano di essere perennemente incandescenti, ma che prima o poi non solo sono stati spenti, ma anche ridotti in cenere, nella sconfinata polvere dei tempi e dell’oblio. Certo, dentro queste nazioni splendenti di solito si erano formati i luoghi dove si depositava tutto il sapere ottenuto, sia attraverso le razzie, sia attraverso gli scambi che i sudditi più aperti e raffinati, ma sopratutto più intelligenti o avveduti, riuscivano a stabilire. E questi luoghi erano poi anche centri di potere da dove contemporaneamente si irradiava un sapere ormai rielaborato e perciò anche nuovo o, per meglio dire, diverso. Perché questi luoghi, in genere le capitali politiche o culturali rappresentative della loro summa e che poi la storia ha più o meno mitizzato, questo spazio sempre più sovrano e importante col tempo si è trasformato nella città-cerniera che appunto raggrupava tutti i poli del sapere dell’impero, e che ha segnato in un modo o nell’altro il mondo fino ai nostri giorni. Continua »

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  • Quattro chiacchiere con Baricco

    Nelle terre di Carewall non smetterebbero mai di raccontare questa storia, se solo la conoscessero. Non smetterebbero mai di raccontare di parole che scoppiano nel buio come bolle di sapone, di una voce calma e lenta, di un pubblico silente e affamato.
    Intervento eccellente quello di Alessandro Baricco al Premio Mondello Giovani 2009, venerdì. Nello scenario del Teatro Biondo lo scrittore ha affrontato la tematica della giovinezza ripescando nelle sue letture giovanili e nei suoi anni feroci parole preziose da offrire a scrittori emergenti e fan. La giovinezza passa in fretta e si trasforma, eppure alcune cose di essa sembrano rimanere immutate. Ed è a un testo non proprio recentissimo, quale l’Iliade, che Baricco si rivolge per rintracciare gli aspetti più salienti dell’età d’oro. E se il pubblico sbuffa un poco all’idea di rievocare i tristi ricordi liceali legati all’Iliade, si ricrede presto. Achille uno di noi: forte, bello, illeggibile, giovane, come noi.
    Fuori il vento si porta via la polvere, la pioggia bagna tutto, anche me. Carico a testa bassa e la affronto, feroce. Il ritorno a casa è un’Odissea.

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  • Idilli bucolico-pastorali al Barbera

    Sul campo del Renzo Barbera in una domenica d’ottobre piene di nuvole minacciose, si è verificato un caso degno d’attenzione: all’ennesimo tunnel non riuscito di Javier Pastore, il trequartista argentino del Palermo, dalla curva sud una voce rancorosa ha urlato con inaudita delicatezza: “Ma chistu ‘a zita ‘un ‘ci l’avi? È ‘nnamuratu ra padda! Zamparini cercaci ‘a zita!”.
    Idilli bucolico-pastorali per un Palermo che scala non solo le vette della classifica, ma anche quella della poesia popolare.

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  • Mondello in rosso

    Mondello in rosso

    Questa mattina, intorno alle ore 12:00, l’acqua che fuoriesce da un tombino in via Castelforte (nello slargo con via dell’Olimpo) era di questo colore, la causa è ignota, probabilmente una colorazione artificiale per fare uno scherzo, chissà…

    Il fenomeno è durato dalle 12:00 circa alle 13:00. Continua »

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  • Perline

    Stamattina vado alla posta per pagare delle tasse. Presento il prescritto modulo e la card Bancomat. La sportellista traffica un bel sul computer (per il tempo che ha impiegato avrà copiato senz’altro tutti i dati figuranti sul modello, mah…), Alla fine mi dice che le dispiace ma il computer non accetta i dati trascritti e che sicuramente il commercialista avrà sbagliato; a mo’ di ciliegina aggiunge che al suo sportello non si può pagare col Bancomat. Il colpo è duro: figurarsi, il mio commercialista ha lo studio in Toscana, io non ho soldi in tasca sufficienti; la mia pressione arteriosa avrà fatto un balzo. Le dico, signorina guardi che questo modello è uguale ad altri precedenti tre con i quali ho pagato le altre rate. Ha un attimo d’incertezza. Si rivolge al collega dello sportello a fianco, che gentilmente prende in mano il modello e la card, mi consente il cambio di sportello, batte una decina di volte sulla sua tastiera, si paga con il Bancomat e mi consegna ricevuta e card. Fatto? Dico io. Avanti un altro, risponde. Continua »

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  • Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere (Gandhi)

    Il punto del non ritorno potrebbe essere vicino. Il collasso del sistema di regole e la crisi del patto sociale che lega gli individui oggi ci portano ad assistere a quanto accade nel nostro paese. Il caso Amia e la Barca di Cammarata, la tragedia di Messina ed il terremoto in Abruzzo sono uniti da un unico filo conduttore: il totale disinteresse del bene comune, in una corsa dissennata verso la ricchezza lecita o illecita che sia.

    Gli amministratori che a vario titolo hanno generato quanto è accaduto non sono da considerarsi, noi crediamo, i responsabili principali. Nessuna assoluzione per loro, sia chiaro. Ma il maggiore colpevole di quanto quotidianamente accade è la nostra incapacità di assumerci la responsabilità in prima persona, una inettitudine che ci impedisce di prendere provvedimenti, assonnati dal miraggio di vivere in una democrazia. Continua »

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  • Rock and roll Palermo 2010

    Siamo a Burgkundstadt in Franconia, profonda Germania, coi Waines in tour. Guardo Roberto che dorme nel divano del backstage del club dove abbiamo suonato stasera e penso che la musica palermitana nel suo piccolo in questo momento attraversi un momento speciale, per una serie di fatti concomitanti.
    Penso agli Akkura, che sono appena rientrati da tre settimane di produzione del nuovo album, realizzato interamente a Rio de Janeiro, nello studio di Moreno Veloso (flglio di Caetano) affacciato sull’oceano.
    Penso a Fabrizio dei Second Grace che in questo momento è al Jackpot Studio di Portland, Oregon, a finire insieme al produttore JD Foster i mix del nuovo album. Penso a JD, che negli ultimi anni ha prodotto i Calexico e mixato gli ultimi due dischi di Vinicio Capossela, e che si è appassionato tantissimo al progetto Second Grace e alla scena palermitana in generale. Continua »

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  • Un pettirosso fuori stagione

    La nostra scuderia era a Paterna, dalle parti di Terrasini, a un centinaio di metri da una falesia che ci faceva intuire il mare, sentire il frangersi delle onde, senza che potessimo vederlo. Il suo lontano azzurro sfumato, in ogni caso, era inquadrato dalla sagoma della antica torre quadrata messa a sentinella della costa cinque secoli prima. Eretta in quel posto a picco sul mare per incutere timore ai “saracini”, anche se non era servita a granché. Però era bella da vedere come scenografica quinta prima del mare. Delle onde che s’infrangevano una cinquantina di metri più in basso, giungevano le folate salate che accarezzavano per prima cosa i limoneti e dopo i vigneti che provvedevano a trasformare quella nebbiolina salmastra in fragranze e aromi che si ritrovavano poi nel bicchiere.
    I cavalli ci stavano bene in quell’angolo di paradiso terrestre. Le stalle erano ampie, ognuna con la sua bella mangiatoia in marmo grigio di Billiemi; l’abbeveratoio rettangolare, grande quanto un letto, prendeva il centro del grande cortile su cui si affacciavano i cavalli per raccontarsi i fatti loro. Quando noi non c’eravamo. Continua »

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  • Piazza Venezia

    Solita sera infame di ottobre. Il caldo che non cessa, i brividi d’autunno che ti sorprendono all’alba. Dentro la voglia di far tardi, così tardi che il giorno dopo devi per forza dormire tanto, devi svegliarti rincoglionito, con le parole in differita e il mal di testa che ti fa compagnia. L’ennesimo sms al cellulare, gli amici ti aspettano al solito posto, che da un po’ è diventato piazza Venezia. Così, per caso, un giorno ci siamo trovati lì. Un po’ dopo la Champagneria, sotto i Candelai, prima della Vucciria, in una terra di mezzo che appartiene a qualche posteggiatore e a qualche signora affacciata al balcone che stende i panni alle due di notte.
    La piazza è affollata di gente che conosco, che ho già visto, compagni sconosciuti di serate dalle luci arancioni, ognuno ha sulle spalle il proprio peso e talvolta sembra trascinarlo a fatica. Continua »

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  • Cronaca di un sabato (3 ottobre 2009) a sala delle Lapidi

    Un agitar di mani, non più di cento persone incantate dall’ incantatore americano dentro Sala delle Lapidi, ed immagini di come si può salvare il nostro mondo (Palermo) semplicemente utilizzando le mani. A seguire l’intervento di un visionario, un siciliano naturalmente, che aveva studiato alla Bocconi di Milano ma che per scelta, contro la volontà di suo padre, era tornato in Sicilia non solo per lavorare ma per salvare la sua terra, riportando l’onore perduto, nel senso migliore del termine. Il racconto di come si fa in Sicilia la raccolta differenziata porta a porta nell’ambito ATO 2 Sicilia anche in cittadine di 50.000 abitanti, l’entusiasmo delle persone e dei sindaci che vi partecipano la piccola rivoluzione apportata al sistema raccolta rifiuti apportando semplicemente il buon senso ed utilizzando le risorse esistenti. Un’eroina come Giovanna D’Arco che incita tutti a mobilitarsi, che fa vedere con semplici interventi minimali si possa riciclare con una piattaforma tutte le sostanze organiche di Palermo su di una are di 10.000 mq e un investimento di 50.000 euro. Stranamente nessuno parla di questo. Continua »

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  • Nessuna critica

    Non mi permetto di entrare nella critica politica, né di insinuarmi in discorsi troppo complicati.
    Scrivo da cittadina, da studentessa, da viaggiatrice.
    Scrivo perché sono stanca di camminare per le strade e tapparmi il naso, o di vergognarmi per quello che fanno “dall’alto”.
    Palermo è bellissima, una delle più belle città che io abbia mai visto.
    Ma non è più vivibile.
    La spazzatura è dovunque.
    Mi pare un’offesa ai miei occhi, alla mia dignità. E come per me, per quella di tanti altri, di tutti.
    Mi chiedo come si possa insegnare alle nuove generazioni, ed ai cittadini tutti, ad amare il proprio ambiente, ad andare oltre il proprio naso, se quello che c’è attorno, è solo spazzatura. Continua »

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