La Finocchiaro si candida alla presidenza della Regione
Anna Finocchiaro (Partito Democratico) ha sciolto la riserva e correrà per la presidenza della Regione Siciliana.
Anna Finocchiaro (Partito Democratico) ha sciolto la riserva e correrà per la presidenza della Regione Siciliana.
È stata presentata ieri la Carta regionale dei Luoghi dell’identità e della memoria, mappa realizzata dal Centro Regionale per la Progettazione e il Restauro sulla memoria culturale della Sicilia. La lista è ancora parziale.
Per Palermo e provincia sono presenti tra gli altri il tavolino del bar Mazzara dove si sedeva ogni pomeriggio Giuseppe Tomasi di Lampedusa per scrivere brani de Il Gattopardo, la casa natale del regista Frank Capra a Bisacquino (Pa), la surreale Abbazia di Thélema fiorivano nei pressi di Cefalù, i Quattro Pizzi dell’Arenella dove vivevano i Florio, l’albero Falcone e la cancellata di Villa Garibaldi a piazza Marina, vicino alla quale fu ucciso Joe Petrosino.
I luoghi sono suddivisi in luoghi del mito e delle leggende (che evocano la presenza di forze primigenie), luoghi del sacro (legati alla vita di personaggi, a riti ed alle vicende del sacro), luoghi degli eventi storici (che hanno maggiormente segnato la storia della comunità), luoghi delle personalità storiche e della cultura (legati alla memoria di tali personalità), luoghi storici del lavoro (connessi alle tappe significative della storia del lavoro in Sicilia), luoghi storici del gusto (ovvero le principali testimonianze della storia del gusto in Sicilia) e luoghi del racconto letterario, televisivo e filmico (che hanno contribuito a riaffermare e promuovere l’identità culturale dei paesaggi siciliani).
L’Udc, per voce del segretario provinciale Mario Parlavecchio, ha fatto sapere che sta valutando la possibilità di uscire dalla Giunta di Palermo qualora Forza Italia dovesse andare avanti nel sostegno alla candidatura di Gianfranco Micciché.
Ieri Salvatore Cuffaro si era detto deciso a impedire la candidatura «a ogni costo».
Francesco Campanella, testimone a Torino nel corso del processo di secondo grado all’ex ministro democristiano Calogero Mannino, ha parlato dei suoi rapporti con Clemente Mastella, Salvatore Cuffaro e la famiglia mafiosa dei Mandalà di Villabate: «Mastella non era a conoscenza dei miei collegamenti mafiosi. Cuffaro, invece, sì e mi disse di non frequentare i Mandalà perché erano indagati. […] Per le cosche era importante che io avessi rapporti con Mastella e Cuffaro».
Stamattina si sono riuniti a Palermo i leader dei partiti del centrodestra siciliano per parlare della candidatura alla presidenza della Regione. Era presente, a sorpresa, anche Totò Cuffaro.
La riunione si è conclusa con una fumata nera e un rinvio, dato che si è preso atto (secondo le indiscrezioni) del fatto che i partiti sarebbero ancora lontani da un accordo e sarebbero in ballo quattro candidati: Gianfranco Micciché (Forza Italia), che ha affermato di essere già in campagna elettorale, sarebbe preferito da Silvio Berlusconi e su cui si è ricompattato in gran parte il suo partito, Saverio Romano (Udc), Raffaele Lombardo (Movimento per l’Autonomia) e Giuseppe Scalia (Alleanza Nazionale).
Anna Finocchiaro (Partito Democratico potrebbe sciogliere nel fine settimana la riserva sulla sua candidatura per il centrosinistra.
AGGIORNAMENTO: Cuffaro ha rilasciato una dichiarazione molto dura su Micciché. Ha detto: «Gianfranco Micciché aveva dichiarato pubblicamente che per il bene della Sicilia sarebbe stato giusto che io mi dimettessi. L’ho fatto. Oggi per il bene della Sicilia gli dico sarebbe bene che lui non si candidasse ma se continuerà a ritenere di farlo farò tutto ciò che è in mio potere per evitare che possa essere eletto. Contrasterò la candidatura di Gianfranco Micciché con tutte le mie forze».
È in corso una maxi-operazione antimafia tra gli Stati Uniti e la Sicilia denominata Old bridge. Le indagini sono condotte dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra mobile di Palermo, coordinati dalla Dda e dalla procura nazionale antimafia e riguardano i collegamenti tra le famiglie mafiose siciliane e americane.
I destinatari del provvedimento a Palermo sono Filippo Casamento, 82 anni; Tommaso Inzerillo, 59 anni; Salvatore Emanuele Di Maggio, 59 anni, medico; Giovanni Inzerillo, nato a New York 35 anni fa; Francesco Adelfio, 68 anni; Pietro Pipitone, 54 anni; Giovanni Lo Verde, 69 anni; Andrea Adamo, 46 anni, in atto detenuto per altro; Giuseppe Brunettini, 37 anni; Antonino Chiappara, 42 anni; Sergio Corallo, 42 anni; Giovanni de Simone, 46 anni; Lorenzo Di Fede, 83 anni; Calogero Di Gioia, 60 anni, detenuto per altro; Nicola Di Salvo, 70 anni; Benedetto Graviano, 50 anni, detenuto per altro. E ancora, Melchiorre Guglielmini, 49 anni; Tommaso Lo Presti, 33 anni; Cesare Carmelo Lupo, 48 anni, in atto detenuto per altro; Giovanni Nicchi, 27 anni, latitante; Salvatore Parisi, 54 anni; Antonino Rotolo, 62 anni, in atto detenuto per altro; Gaetano Savoca, 41 anni; Giuseppe Savoca, 74 anni, in atto detenuto per altro; Vincenzo Savoca, 77 anni e Salvatore Sorrentino, 43 anni, in atto detenuto.
Quattro persone sono tuttora ricercate.
AGGIORNAMENTO: si è costituito Giovanni Adelfio, 69 anni, uno dei ricercati.
In Sicilia si voterà in tre date separate per le elezioni politiche, regionali e amministrative. Le date cadranno tra il 13 aprile (data di apertura del voto per le nazionali) e l’8 giugno (provinciali e comunali). Il costo delle elezioni si aggirerà attorno agli 80 milioni di euro.
Le regionali non verranno accorpate alle politiche, come dovrebbe avvenire nel resto d’Italia. Una data possibile per le regionali è il 20 di aprile.
Perché il territorio siciliano possa essere un giorno internazionalmente riconosciuto per la qualità del suo mare e dell’ambiente rurale e urbano, con tutte le positive ricadute del caso, è necessario che si prenda collettivamente coscienza dell’insostenibile leggerezza di tanti nostri comportamenti quotidiani. L’industria energetica, quella automobilistica, quella chimica legata ai prodotti domestici di largo consumo, ecc. ne hanno già da tempo preso consapevolezza e reindirizzato i loro business verso produzioni sostenibili per l’ambiente. La sostenibilità crea consenso e fa vendere (peraltro non ci sono altre alternative nel medio-lungo termine). Chi volesse “vendere” il prodotto Sicilia, come territorio caratterizzato da qualità ambientale, potrebbe contare perciò su buoni indici di ascolto.
Poiché la mancata industrializzazione della Sicilia, nonostante il fiume di miliardi spesi dal dopoguerra, oggi rappresenta quasi un’opportunità, visto che gli insediamenti manifatturieri emigrano verso i paesi emergenti mentre le ricadute ambientali negative dell’industrializzazione (inquinamento, piogge acide, ecc.) riguardano quasi esclusivamente i poli petrolchimici siciliani e quindi una parte comunque contenuta del territorio, il discorso si riduce, per modo di dire, all’ottimizzazione del ciclo delle acque, di quello dei rifiuti e al contrasto dell’inquinamento atmosferico e acustico urbano. Continua »
Oggi alle 17:00 all’Auditorium della Rai (viale Strasburgo, 19) verranno proiettati due documentari sul noir siciliano ideati e prodotti da la Tulipe Noire (A proposito di Palermo: gli scrittori del mistero e Un commissario in nero). Al termine della proiezione parleranno del mestiere e della scelta della scrittura noir alcuni scrittori siciliani, fra cui Piergiorgio Di Cara e Gery Palazzotto. Ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.

Stasera alle 21:00 su Rai Due, nella trasmissione di Michele Santoro AnnoZero, saranno trasmessi ampi stralci de La mafia è bianca, reportage di Stefano Maria Bianchi e Alberto Nerazzini sulla sanità in Sicilia che mette sotto accusa l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro.
Cuffaro, che non potrà essere presente, aveva chiesto di spostare di una settimana la trasmissione per partecipare ma non ha ottenuto lo spostamento. Quindi ha proceduto a diffidare la Rai dalla messa in onda senza contraddittorio che, a suo dire, diverrebbe «un processo in contumacia».
Il presidente del Consiglio ha firmato il decreto che sospende Totò Cuffaro da deputato dell’Ars secondo la legge 55 del 1990 (Nuove disposizioni per la prevenzione della delinquenza di tipo mafioso e di altre gravi forme di manifestazione di pericolosità sociale) modificata con decreto legislativo del 18 agosto 2000.
Cuffaro si è detto «esterrefatto e preoccupato» per il decreto che potrebbe, a suo parere, configurare una violazione dello Statuto speciale della Sicilia. Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ha chiesto un incontro urgente con il capo dello Stato.
AGGIORNAMENTO: una nota della presidenza del Consiglio ha precisato che si trattava di un «atto dovuto» e che «non esiste […] alcuna motivazione politica, né azione indotta da altri intendimenti se non il rispetto della legge».
C’è qualcosa di inquietante nell’aria di Palermo in questi giorni. La “settimana delle dimissioni” ha improvvisamente spalancato il sipario su una “tragedia” che sta per consumarsi: si voterà (forse) per (quasi) tutto! Pure il Comune? 😮
Le elezioni provinciali erano già in conto e Ciccio Musotto, buon amministratore secondo molti (basta fare riferimento ai bilanci), sorride sornione a chi gli chiede che cosa ne sarà della Provincia. Probabilmente arriverà un uomo dell’Udc, forse Nino Dina o Antonello Antinoro, due vere “macchine del consenso”, rispettivamente da 25580 e 30202 voti).
Il vero nodo è ovviamente la Regione dove le dimissioni anticipate hanno lasciato gli uomini di Cuffaro (che guiderebbe la lista del suo partito al Senato) avvelenati dai cannoli e dalle dichiarazioni di Gianfranco Micciché, entrambi non digeriti affatto. Continua »
Si dice comunemente che la Sicilia è stata – e forse lo è tuttora – il laboratorio politico d’Italia. Qui, dal Milazzismo sino al “61 a 0”, si è sperimentato di tutto e di più. E molte di queste esperienze e formule politiche sono state poi trasferite a livello nazionale. I prossimi 90 giorni previsti per l’elezione del nuovo presidente della Regione potrebbero rappresentare allora l’occasione di una nuova sperimentazione, magari migliore.
Si dice che la politica sia la scienza del compromesso. Io penso che ci sia un limite a tutto, soprattutto ai compromessi: nella politica siciliana il limite della decenza è stato oltrepassato ormai da tempo. Mi piacerebbe, perciò, veder avanzare dal basso, al di fuori del gioco dei partiti, una candidatura autorevole per la presidenza della Regione Siciliana. Ne propongo una: quella di Pasquale Pistorio. Continua »

Michele Naccari, qui con dei cannoli nella redazione de la Repubblica Palermo, è il fotografo che ha immortalato Salvatore Cuffaro mentre sollevava i cannoli provenienti dal laboratorio di pasticceria del Motel San Pietro a Castronovo di Sicilia che sono diventati il simbolo della sua condanna e delle successive dimissioni. La foto del gesto, interpretato come un insopportabile festeggiamento dopo la sentenza di condanna in primo grado per favoreggiamento semplice e violazione di segreto d’ufficio (Cuffaro ha chiarito che li stava semplicemente spostando), ha girato il mondo e ha provocato indignazione quasi unanime. Cuffaro avrebbe detto amaramente a Naccari riferendosi alle foto: «Mi hai rovinato».
La foto è stata scattata da Vassily Sortino.
Si terrà oggi dalla 10:00 alle 19:00 a piazza Croci L’Isola dei sapori – Mostra mercato dei prodotti tipici e tradizionali. Gli agricoltori vendono i prodotti tipici e tradizionali siciliani di qualità a prezzi ”di fabbrica”, cioè senza intermediazioni.
Le prossime date sono 24 febbraio, il 30 marzo, il 27 aprile e il 25 maggio.

(Foto di Michele Naccari)
Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Siciliana, ha appena rassegnato le dimissioni davanti all’Assemblea Regionale Siciliana. Cuffaro era stato condannato a cinque anni in primo grado per favoreggiamento semplice e violazione di segreto d’ufficio.
Il passaggio chiave della sua comunicazione in aula è stato questo: «Annuncio qui le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di presidente della Regione Sicilia. Le dimissioni costituiscono una mia scelta personale assunta per ragioni politiche e umane».
Lo Statuto siciliano prevede che l’assemblea venga sciolta (per la prima volta dal suo insediamento) e che si vada al voto per la rielezione; il vice presidente della Regione Lino Leanza (Movimento per l’Autonomia) gestirà l’ordinaria amministrazione.
Il presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro si è dimesso oggi alle ore 13,23 intervenendo all’Assemblea Regionale Siciliana la cui convocazione era stata richiesta dallo stesso governatore al presidente dell’Ars Gianfranco Micciché ieri a tarda sera.
Esce oggi con il Giornale di Sicilia S, supplemento di I Love Sicilia.
Si parla dei pizzini (pubblicati per intero) e degli affari di Salvatore Lo Piccolo, oltre che degli arresti della sua cosca. Sono inclusi articoli anche sulla mafia a Trapani e ad Agrigento.
Il questore di Palermo Giuseppe Caruso e l’arcivescovo Paolo Romeo parlano rispettivamente della mafia palermitana allo sbando senza più capi e dei segnali di speranza.

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