Amori prestivi
Era fine maggio. Nel tardo pomeriggio, dopo una giornata assieme, io e il mio amico correvamo sul suo motorino lungo lo stradone di via Lanza di Scalea direzione Mondello cantando a squarciagola: «Su di noi nemmeno una nuuvo-la, su di noi l’amore è una faavo-la…!!» e «Che confusioone, sarà perché ti amo, è un’emozioone che cresce piano piano, se casca il mon-do allora ci spostiamo, se casca il mon-do sarà perché ti amo» e, non senza una punta di autocelebrativa malizia: «Quante cose che non saaai diii meee… quante cose che non puoooi saaapere…» …se allora avessimo solo intuito quello che avremmo dovuto sapere noi, quella “autocelebrativa malizia” ce le saremmo ingoiata per accompagnare il sedano che avremmo rosicato dopo…
In quelle ore prima dell’estate si assisteva alla nascita di due amori. Il mio amico amava come si ama le prime volte: dando tutto e svelando tutto; io cominciavo ad amare come spesso si comincia ad amare alla mia età: con diffidenza, coi piedi di piombo, a poco a poco… ma entrambi avevamo in corpo l’entusiasmo travolgente felicemente palesato da quelle strofe di canzoni urlate a braccia larghe dal motorino. Continua »































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