Carissimo fratello Salvatore (n.5)
Carissimo fratello Salvatore,
per la Befana hanno tirato il biglietto della Lotteria e qualcuno là fuori si ammuccò cinque milioni di l’euri. Là fuori vuol dire che il biglietto vincente se lo comprò qualche polentone e che qui non abbiamo sentito il ciavuru neanche di un premio di consolazione, di quelli che quando hai comprato le scarpe a Desirè e a Geiar, già non ce n’è più. Cinque milioni, ma ci pensi? Te lo ricordi il proverbio “’un putennu accattari, pattiu” dopo che mi vidi la trasmissione “Ballando ballando” dove la sera della Befana hanno tirato i biglietti vincenti, non mi veniva di andarmi a coricare. Tua sorella Rosi mi chiamava dal letto e mi diceva “Non è che è conto che perché domani non devi andare a lavorare che sei in cassa integrazione, allora vuol dire che ti devi susere alle 10? Vieni curcati”. Ma io niente: proprio sonno non ne avevo. Sono andato nella camera di letto e ci ho detto a Rosi: “Ma tu con cinque milioni di l’euri che cosa ci facissi?” Continua »
































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