domenica 20 ago
  • Il “senso predominante” di via Porta di Castro

    Da anni penso che qualcuno dovrebbe scrivere un librettino di emendamenti al Codice della strada in uso a Palermo per i visitatori “continentali” i quali spesso rinunciano a guidare per paura dell’anarchia automobilistica che regna nelle nostra città. In realtà, il nostro traffico è governato da regole ferree (che esploro in parte in un mio altro post e che saranno oggetto di indagine in futuro), ma non sono esattamente quelle del Codice. Inoltre abbiamo inventato fattispecie stradali che si vanno ad aggiungere, complicandole, a quelle già previste dalla legge.

    In via Porta di Castro – una via un tempo importante, che segue il letto del fiume Kemonia, interrato, e nel quale i garibaldini ci fecero le barricate contro i Borboni, ma che ora è solo una scorciatoia nella gimcana che i nostri strateghi del traffico ci obbligano a fare per raggiungere Piazza Indipendenza dai Quattro Canti – lì, dicevo, vige il “senso predominante”.

    Questo senso di marcia mi sembra peculiare della nostra città. Esso si distingue dal “senso unico” perchè nella via si transita in entrambe le direzioni, ma è diverso anche dal “doppio senso” perchè nella strada in questione non c’è lo spazio per il passaggio di due auto in senso opposto. Nelle strade a “senso predominante” si procede in un senso o nell’altro a seconda dell’occasione. Da qualunque parte si entri c’è sempre il rischio di trovarsi in controsenso.

    Suppongo che una volta ci debba essere stato un segnale di divieto d’accesso a un capo o all’altro della storica via, ma esso è stato divelto (scippato) da tempo immemore. Da allora le regole di condotta in auto, come tutto su questa terra, si sono evolute e adattate alle circostanze.

    Il senso di marcia è determinato per esempio da quante auto viaggiano nella stessa direzione in un dato momento. Due auto a salire, costringeranno un’auto a scendere a retrocedere fino alla prima piazzetta, per lasciare passare. Ma un furgone o un camion potrebbe far retrocedere due auto.

    Non sempre però le cose sono così semplici. Innanzitutto perchè ogni tanto si incontra qualcuno che è convinto di essere nel senso di marcia giusto, che però, come abbiamo visto, non esiste. Tale personaggio allora insiste nel non retrocedere, lo fa per principio. La questione si risolve allora con il ragionamento. Cioè una disputa fatta urlando dai rispettivi finestrini, condita da colpi di clacson, che attira l’attenzione di passanti e fa sporgere le massaie dai balconi e che mira a dimostrare l’illogicità nell’altrui comportamento. Se non si prevale con il ragionamento, la situazione sarà risolta dalle auto che intanto si vanno ad aggiungere in un senso o nell’altro. Sarà la minoranza, come ho detto, a retrocedere.

    Nell’ipotetico librettino di emendamenti al Codice proporrei di identificare le strade a “senso predominante” (ce n’è tante a Palermo) con il seguente segnale stradale (ma forse Mangiapane mi può aiutare a farne uno migliore):

    Il cartello del senso predominante

    Palermo
  • 3 commenti a “Il “senso predominante” di via Porta di Castro”

    1. il cartello non si vede, né con IE, né con Firefox, spunta utente e psw per mannotpixell.com:2082

    2. cosa ne dici se il senso corretto si determinasse mediante una sparatina? 🙂

    3. Quante volte bestemmiavo come una pazza facendo retromarcia o addiritura manovre più azzardate in quella via!!! Infatti l’articolo descrive perfettamente la situazione.
      Essendo tedesca mi sono dovuto – guidata da un forte desiderio di sopravivenza (H)- addattare in tantissime cose alla vita qui in Sicilia, ma la Via Castro mette ogni volta di nuovo la mia pazienza ad una dura prova.

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