sabato 18 nov
  • La protesta contro i termovalorizzatori

    È appena iniziato il presidio di protesta a piazza Indipendenza, davanti alla Presidenza della Regione, contro i termovalorizzatori. I manifestanti chiedono lo stop immediato dei cantieri, il ritiro in autotutela delle ordinanze di autorizzazione, un nuovo piano rifiuti che metta al centro la raccolta differenziata e l’apertura di un confronto con la società civile e gli enti locali. Alle 16:00 partirà la manifestazione a piazza Politeama e a seguire sono previsti un corteo e un sit-in davanti all’Agenzia regionale rifiuti, in via Catania.

    Il ministro dell’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio ha imposto lo stop agli impianti di Bellolampo, a Palermo, Augusta (Siracusa), Paternò (Catania) e Casteltermini (Agrigento), ma anche ai sette collegati: Favara, Modica, Catania, Augusta, Bellolampo, Mazzarrà Sant’Andrea e Casteltermini.

    AGGIORNAMENTO: il Tribunale amministrativo regionale di Palermo ha dichiarato la legittimità del piano integrato per la gestione dei rifiuti, dunque possono proseguire le opere in Sicilia.

    Palermo
  • 2 commenti a “La protesta contro i termovalorizzatori”

    1. bisogna solo decidersi di che morte morire, a mio giudizio.
      O i rifiuti ce li mangiamo perchè molte discariche sono al limite della capienza, oppure li bruciamo e se li gestiamo bene i termovalorizzatori (come fanno in germania dove vengono inviati treni di rifiuti italiani) possiamo produrre anche tanta energia.
      Il grande problema da noi credo che sia la gestione. Se si gestisce male un termovalorizzatore significa diossina in aria, catastrofe in stile Seveso. E siccome la nostra storia e tradizione è quella della cattiva gestione, c’è questo potenziale pericolo che non spaventa, invece, i tedeschi che sicuramente non sono famosi per cattiva gestione. Probabilmante il ministro Scanio conosce bene gli italiani e vuole evitargli un ulteriore disastro. Chi lo sa !?!? Se così, possiamo solo essergliene grati.
      Anche il temovalorizzatore comporta una raccolta differenziata in maniera seria. Là dentro non puoi mettere tutto. Quindi prescindendo dal termovalorizzatore, la raccolta differenziata dovrebbe partire. Ma non parte (quella seria). Perchè ?
      Il problema non è solo il termovalorizzatore o la sua alternativa, ma la mancanza di politiche ambientali di base che purtroppo non sono un patrimonio politico-culturale ne’ prerogativa delle ultime giunte regionali/locali, mentre è già storia per molte amministrazioni del centro e nord europa.
      A parte il Ridere a crepapelle della bufala sul 25% dell’energia italiana prodotta dalle rinnovabili entro il 2011, sbandierata dall’Unione nel proprio programma elettorale, non si assite ad un aumento di consapevolezza sui temi ambientali durante le campagne elettorali di sx e dx nè si constata un impegno quotidiano nelle successive attività ambientali dei governi di sx e dx.
      Questo credo sia il problema più grosso da risolvere prima del termovalorizzatore.

    2. Sarebbe da cominciare a piccoli passi, qui da noi. Intanto sensibilizziamo per una VERA raccolta differenziata, con l’aiuto del Comune (a Palermo la diffusione dei contenitori differenziati fa solo ridere). Poi pensiamo ai termovalorizzatori. Poi.

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