martedì 21 nov
  • Chissà se ci arriveremo

    Ho deciso di non occuparmi più di progetti che riguardano quest’isola, ho perso troppo tempo inutilmente (ho trascurato pure Rosalio). Preferisco campare modestamente con qualche lavoretto pro-padania, intanto voglio preparare i miei figli a vivere fuori dalla Sicilia o anche dall’Italia. Ineluttabile: il lavoro in Sicilia è “pubblico” impiegato o dirigente, ma dirigente è meglio! L’altroieri ho letto per caso un articolo su un noto giornale nazionale, un’eccezione di cui mi sono pentito. Di solito non leggo i giornali e non guardo la tv, vivo nella più completa ignoranza. Si fa per dire, con l’information overload a cui siamo soggetti. Manca poco e anche la carta igienica sarà interattiva con un sensore sismico per ciascun foglio, un neuronchip nel tubo di cartone con relativo speaker multilingue e le saponette avranno il display lcd ed il tuner tv idrosolubili.

    È una scelta consapevole la mia. C’è così tanta informazione in giro che anche un eremita sa dov’è Alice Springs. Leggendo l’articolo l’altroieri ho scoperto che i dirigenti regionali siciliani (ci) costano 9 volte di più rispetto ai dirigenti lombardi. È dannoso sapere cosa accade nel mondo perché rovina il sistema nervoso, avvelena l’anima: patologie gastroenteriche, isteria. C’è voglia di leggerezza nell’aria, voglia di bellezza; di ciò avrei voluto scrivere oggi, dopo essermi liberato dalle chimere siciliane. Idiota! L’altroieri mi sono distratto e ora il mio sistema neurovegetativo è in subbuglio, altro che bellezza! Mi sono fermato a riflettere e ho pensato che l’importo complessivo speso per i dirigenti pubblici siciliani è alto solo in apparenza, circa 162 milioni di euro. Dividendolo per il numero di dirigenti si arriva a ben più modeste 73.500 euro procapite, lorde naturalmente. Lo capisce chiunque che è un compenso ragionevole per un dirigente!

    Cosa fa il giornalista? Va a calcolare il rapporto tra dirigenti e dipendenti! In Lombardia circa 1 a 60, in Sicilia 1 a 6. Ora ditemi se questo non è accanimento contro la nostra bella terra. I lombardi si sono ribellati all’imperatore nel medioevo, hanno creato i comuni, sono abituati a far da sé. I siciliani, a parte la breve e stupida parentesi dei Vespri, sono stati soggetti al potere feudale e baronale fin quasi ai giorni nostri. Tutto sommato il numero di dirigenti regionali non mi sembra alto, anzi mi sembra basso! Evidentemente non me ne sono accorto solo io, infatti c’è un capoufficio ogni 2 dipendenti, non sarà un dirigente ma è già un’autorità rispetto al semplice impiegato. L’ideale sarebbe il rapporto 1 a 1, un dirigente per un impiegato. Chissà se ci arriveremo.

    Sicilia
  • 8 commenti a “Chissà se ci arriveremo”

    1. Ci arriveremo…ci arriveremo…a detenere questi tristi primati siamo imbattibili. Mi sorprendo di non sorprendermi…questo è il dato preoccupante..anestetizzata dalla quotidianità locale, mi manca quel moto di repulsione e rigetto emotivo che accompagna lo scandalo, mi manca la capacità di stupore e d’invettiva….sono riusciti anche a questo:a privarci della meraviglia, della capacità dello sguardo stupito. Pensavo che al di là della logica, al di là della comprensione e delle finitezza umana si schiudesse solo una realtà trascendente e divina…mi sbagliavo…al di là della logica, della comprensione e della finitezza umana capita di scorgere anche la classe politica siciliana….Sob!

    2. Brava Isola!La vera soluzione è ritrovare la capacità di stupirsi!Di vedere e capire che può esistere un’altra “normalità”. Svegliarsi dal torpore e reagire!A quando?

    3. Da una prospettiva e da una latitudine diversa è abbastanza naturale esortare il cambiamento, promuovere una resistenza etica un impegno civile…da una panoramica interna, in loco, tutto mi sembra irredimibilmente statico. Non parlo da disfattista, credimi, faccio parte di una generazione educata alla cultura della legalità, alla sensibilizzazione al problema mafioso, alle campagne di protesta sui banchi di scuola. Per me il pensiero deve accompagnare l’azione…alla dialettica e alla retorica deve segiure un impegno e una coerenza comportamentale…SEMPRE. Ma, caspita, quando vedi che la classe dirigente vive di un ricambio stantìo…tutto cambia affinchè tutto resti uguale. La Sicilia vive di un moto circolare perpetuo, nè avanti, nè indietro…ma di un eterno ritorno all’eguale. Fino a quando continuerà ad essere aperta quell’abominevole macchina mangiasoldi che è la regione, dubito ci possa essere un progresso reale.

    4. Concordo con voi ma sto capendo una cosa vivendo all’estero: è l’essere umano ad essere fatto così.
      Ovvero: date l’autonomia alla Lombardia e in 5 anni diventerà come la Sicilia.

    5. Picciotti dove non potè l’uomo arriva la natura! Registrato dall’istituto di geofisica terremoto tra la sicilia e la calabria di magnitudo 5.7…che dire? Che le forze cosmiche, temendo di potere essere da cattivo esempio, abbiano architettato un piano per farci fuori?

    6. O per allontanarci definitivamente dall’Italia

    7. Sig Totò, può scrivermi privatamente una e-mail?
      Grazie, davide

    8. mmmm… mio nonno diceva sempre che è necessario essere sicuri di quanto si dice perché il pensiero, una volta diventato parola, è di dominio pubblico e quindi, diremmo forse oggi, sottoposto a certa “flessibilità”, soprattutto da parte dei detrattori. ma a pensarci bene, alcune norme nascono con il precipuo scopo di segnare un limite che, solo talvolta e in deroga al buon senso stesso, possiamo fingere di travalicare solo col pensiero.
      a che ci serve tutta questa gente?
      ecco. l’ho fatto.

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