Profilo e post di Giovanni D'Acquisto

e-mail: taikituan@yahoo.it

Biografia: Nato a Palermo nel 1957, folgorato da Jung, a 16 anni inizio a occuparmi di musica elettronica e fotografia, manco il goal della psicologia e sono perito, in telecomunicazioni. Nel 1990 lascio il lavoro sicuro alla RAI per l'avventura a Milano, un imprenditore per delle imponderabili cause astrali decide di inserirmi nella sua azienda commerciale. Per una decina d'anni traffico tecnologie datacom in un ambiente internazionale, notevoli le soddisfazioni professionali, ma intanto mi seducono i media digitali interattivi. All'alba del nuovo millennio gioco le mie carte tra il multimedia interattivo e il content management. Torno a Palermo come Account ed Information Architect e partecipo allo sviluppo di business con tecnologie CRM e CMS, per la gloria erogo anche conoscenze telematiche conto terzi. Adesso lavoro in un ente pubblico, del mio passato è rimasto il ricordo. Ascolto Bach, Mozart o l'ultimo Beethoven e nel tempo libero mi cimento con la musica e l'editing video.

Giovanni D'Acquisto
  • Tramonti

    Sono invitato a cena in una villetta fuori città, lo sfondo è la corona dei monti che cinge Palermo, Capo Zafferano galleggia sull’oro liquido. Alcuni ospiti inglesi fotografano il panorama. Il cielo è surreale, meravigliose le sue sfumature cromatiche. Mi dicono che ogni giorno i colori del tramonto sono diversi. Lo so, è il cielo che mi lega a questa terra. Contempliamo in silenzio il cambiamento delle tinte che colorano il nostro mondo, scivoliamo dentro noi stessi cullati dalla sfumature della luce fino a quando l’imbrunire ci risveglia e suscita una discussione che prosegue nel dopo cena. Gli inglesi sono qui da diversi anni, abitano rispettivamente in un quartiere borghese e in un quartiere borgata. Non hanno intenzione di tornare nel loro paese, qui lavorano e hanno messo su famiglia, mi dicono che in Inghilterra vivere è difficile tanto quanto in Sicilia. Non ne dubito ma faccio osservare che deve pur esserci qualche differenza, a parte il clima. Continua »

    Ospiti
  • Del tempo che sento

    La mia posizione è scomoda, ho lavorato a Milano e con l’estero quanto basta per cambiare abitudini e punto di vista. Sono tornato per necessità familiari. Professionalmente una perdita, umanamente un pareggio, filosoficamente un guadagno. Il tempo e le occasioni per riflettere Palermo lo offre, sì. Partiamo dal fatto che il tempo è come lo spazio interno di una bottiglia che riempiamo con delle biglie colorate dai nostri sogni, più ne riusciamo ad infilare dentro meno tempo rimane. A Milano il problema del tempo non è avvertibile perché la bottiglia è piena dei sogni altrui mescolati con i propri. A me sembrava di sentire, in ogni momento della giornata e in ogni luogo, una vibrazione che imponeva il ritmo collettivo come un enorme tamburo invisibile percosso da un demiurgo: voga – voga – voga – voga. Continua »

    Ospiti
  • Bordello

    Lettori tutti! Non ho più voglia di scrivere perché non voglio più guardare l’obbrobrio. Molti di voi trovano Palermo impagabile, forse è vero, ma io pur essendo un inguaribile ottimista vedo il bicchiere mezzo vuoto. Mi sono stancato, sono disgustato, la mia coscienza vuole andare in pensione ma non può e perciò per sopravvivere vuole diventare cieca, sorda e muta. Vuole altro, la mia coscienza, vuole orizzonti più limpidi e silenzi più consistenti ancorché non permanenti. Qui c’è bordello, per dirla alla maniera del sommo Dante.

    Palermo
  • Allucinazioni?

    Ieri, giorno dopo la Pasquetta, mi sono immesso in auto nello svincolo di Via Belgio ed ho notato qualcosa d’insolito. Due persone con la casacca arancione stavano accuratamente raccogliendo qualche ettogrammo di spazzatura giacente tra il margine della carreggiata ed il marciapiede che costeggia l’anello stradale. Mi sono preoccupato! Negli ultimi tempi i miei sogni sono stati talmente vividi da sembrare reali e questo era a colori rumori e odori, certamente avrei dovuto interpretarne i segni, avrei dovuto tenerne conto, per cui mi sono detto: me ne ricorderò!

    Subito dopo la mia mente ha formulato la classica domanda: “La sveglia ha suonato? L’ho sentita?”. Ho aperto gli occhi e mi sono reso conto che erano già aperti, io percorrevo in auto lo svincolo di via Belgio, due persone con la casacca arancione stavano accuratamente raccogliendo qualche ettogrammo di spazzatura giacente tra il margine della carreggiata ed il marciapiede che costeggia l’anello stradale mentre dentro di me una voce squillante e argentina continuava a ripetere con inflessione catanese: “Iecchiè? ‘A Sbizzera?”.

    Palermo
  • Tramvate

    Ieri parlavo con mia madre, che di anni ne ha 76, del tram a Palermo e dei suoi binari. Non c’era tanto traffico automobilistico al tempo del tram, anzi era scarsissimo. Era silenzioso e portava lontano, fino a Mondello. Mi ricordo dei suoi binari, furono tolti quando ero ancora piccolo ma delle tracce rimaste qua e là, col passare del tempo furono coperte. Mentre in altre città italiane la rete tramviaria veniva riadattata ed estesa secondo necessità, qui si abolì. Adesso si è deciso di rimetterla in piedi. Non ho idea se sarà realmente utile, chi ci governa ha le idee più chiare? A me piace la poesia e l’arte, ma nelle faccende pratiche voglio conoscere i dati, le fonti dei dati e i metodi usati per acquisirli. Quante persone saranno trasportate giornalmente dalla rete tramviaria, quante dal sistema integrato? C’è uno studio dei flussi di traffico veicolare in relazione ai luoghi occupati giornalmente per ragioni di studio e di lavoro, attuali e in proiezione decennale? Chi l’ha redatto? È disponibile? È stato discusso dalle opposte parti politiche? Il risultato del confronto è stato pubblicato da quelche parte ed è consultabile e comprensibile per i cittadini di cultura non dico elementare ma liceale? Il trasporto pubblico integrato può essere un’alternativa al privato in che percentuale e perché? Quali sono le soluzioni da qui a 10 anni, tanto sarà il tempo necessario per realizzare il sistema trasporti, per razionalizzare gli spostamenti di centinaia di migliaia di persone? Boh! Continua »

    Palermo
  • Polvere globale

    Quando mi trasferii a Milano notai subito la consistenza e il colore della polvere, che era greve, spessa, nera. Notai anche la puzza degli idrocarburi bruciati, una puzza che aleggiava nell’aria nel raggio di cinquanta chilometri a partire da piazza Duomo. Più i giorni trascorrevano più io m’infastidivo. Nei rari giorni luminosi, la mattina di un sabato o di una domenica osservavo le lame di luce che penetravano nell’oscurità della stanza e cercavo nell’aria i granelli di polvere ma li vedevo di rado. Continua »

    Palermo
  • Metanoia

    “Le strade di Palermo sono lastricate di sangue, che i cittadini non vedono per miopia o perché distolgono lo sguardo…non solo il sangue degli ammazzati ma anche quello che viene succhiato ogni giorno ai tanti lavoratori in nero…in fondo siamo tutti complici.” Continua »

    Palermo
  • Le forme del tempo

    Alberi nello scirocco

    Come se fossero uno, tre alberi mi si pararono davanti nell’ultimo giorno di scirocco di un primo inverno di tanti anni fa. Li osservai e pensai che erano nati in un ambiente protetto ma una volta esposti al mondo non avevano potuto far altro che ripiegarsi su se stessi. Erano sani quegli alberi, così a me sembrava che fossero, ma da quando erano stati piantati lì ogni loro nuovo germoglio era soggetto al rigore del vento e sarebbe stato lentamente, costantemente, dolorosamente piegato o spezzato, se troppo rigido. Se fossero nati nella pianura padana sicuramente sarebbero cresciuti in condizioni più favorevoli epperò con radici meno profonde sicché, in una delle rare occasioni in cui lì il vento lì infuria, sarebbero stati strappati via dalla terra. Essi non potevano essere diversi da com’erano, nella loro nudità mi rivelavano un mistero. Continua »

    Sicilia
  • Quaternario a Palazzo Pantelleria

    Quaternario – racconto parigino, scritto da Manlio Sgalambro e pubblicato da “Il Girasole” di Angelo Scandurra, editore di Valverde (CT), è stato presentato venerdì scorso a Palermo su iniziativa di Kasba comunicazioni. A palazzo Pantelleria erano presenti l’autore, Giulio Brogi che ne ha letto dei brani con la gran classe che lo contraddistingue, Franco Battiato, Pierluigi Aurea che ha presentato, un centinaio di ascoltatori pressoché attenti. Continua »

    Palermo
  • Sei occhi

    Esomostro

    La più strana tra le statue di villa Palagonia sta sulla destra di uno dei cancelli d’ingresso, anzi d’uscita. Quando la vidi per la prima volta mi vennero in mente le statue dell’isola di Pasqua ma quegli occhi? Un mostro non è un vero mostro se non ha o più o meno di due occhi, questo ne ha sei disposti su quattro livelli. Forse il principe era un esoterista o forse voleva solo stupire i suoi contemporanei, fatto sta che questo mostro è più insolito del solito.

    Palermo
  • Palermo, palme e limoni

    Palermo, palme e limoni

    La osservavo, Palermo mollemente adagiata tra le palme e i limoni, più la osservavo e più mi sembrava lontana e irreale, aliena. L’alieno ero io ma non lo sapevo ancora, però le lucertole lo sospettavano: mi si avvicinavano furtive e subito fuggivano via per il lungo viottolo che portava alla campagna del nonno.

    Palermo
  • Mostri

    Mostri

    Ho visto il film su Maria Antonietta, una principessa austriaca ingenua e sempliciotta che andò in sposa al Delfino di Francia nel 1770. In poco tempo fu risucchiata nel vortice di Versailles. La decadenza della corte francese e i suoi intrighi mi hanno fatto pensare ai nostri tempi e la scenografia mi ha ricordato i saloni di certe ville siciliane tardo barocche. Continua »

    Palermo, Sicilia
  • Bastoni da…

    Domenica mattina sono andato a passeggiare a Mondello con mia moglie. Mare piatto, nuotanti un paio di coraggiosi di entrambi i sessi. Un’artista di strada, anzi di spiaggia, esponeva un’enorme aquila senatoria che aggranfa il dio pallone e corte di numi tutelari panormiti. Ad un certo punto abbiamo incontrato tre signore alquanto mature che corricchiavano sulla terra sabbiosa a margine del marciapiedi. Erano abbottonatissime, truccatissime, elegantissime nel loro abbigliamento sportivo quasi invernale, mancava solo la giacca a vento ma ciascuna teneva nelle mani un paio di bastoni…da neve o da spiaggia? Da come armeggiavano con i bastoni sembrava stessero ripetendo una lezione di sci. Ne è nata una discussione con mia moglie, lei sosteneva che era “tutto brodo” io che Palermo non offre nulla a chi vuole prepararsi per la stagione sciistica. A quelle signore non restava altro da fare che allenarsi su una pista di sabbia.

    🙂

    Palermo
  • La prima volta

    La mattinata per me è iniziata in modo insolito. Dovevo attraversare a piedi via Marchese di Villabianca, sulle striscie of course! Il flusso automobilistico era continuo, mi ero preparato ad affrontare la solita rischiosa battaglia per difendere i miei diritti di pedone. Con la coda dell’occhio ho visto due cappelli bianchi venire nella mia direzione: due vigili urbani, quelli veri! Ho atteso fino a quando si sono trovati esattamente alle mie spalle, allora ho attraversato la strada. Tutte le auto si sono arrestate di botto prima delle striscie. Al guidatore dell’auto che si trovava a filo del marciapiede opposto a quello da cui provenivo ho fatto cenno di proseguire, ma non c’è stato verso di convincerlo, è ripartito solo dopo il mio passaggio. Un’esperienza emozionante! Se non ricordo male, a Palermo non mi era mai capitato.

    Palermo
  • A volte ritornano

    Dervisci a Palermo

    A volte la storia ritorna sui suoi passi, magari non trova nessuno in casa e prosegue per la sua strada. Nella stessa settimana, su Rosalio si discute del velo islamico e mi scrive un amico che non sento da vent’anni. Mi ha visto su Rosalio, ci sentiamo al telefono e mentre chiaccheriamo mi ricorda un momento particolare della mia esistenza, una chiusura e un inizio.

    Palermo è sempre la stessa, o forse no. È peggiorata ed è migliorata. Peggiora ogni qualvolta volge le spalle al suo passato per tentare un futuro che le sfugge perché si sottrae al presente. Tra il sonno e il sogno, un giardino incantato senza gnomi. Ecco perché l’Oreto è una fogna e dell’acqua della Favara di Maredolce c’è solo traccia scritta, come dell’acqua della Cannita. Continua »

    Palermo
  • Attuppamu pirtusi

    Un’amica si era trasferita a Milano e dopo qualche tempo due della vecchia compagnia, verso la fine degli anni ’80, andammo a trovarla. Abitava in estrema periferia, casa piccola ma ci arrangiammo per qualche giorno, giusto il tempo per discutere certi affari computergrafici che poi non ebbero seguito. Ci raccontò del suo lavoro e dei suoi rapporti con gli indigeni. Tutto sommato era contenta, come si può esser contenti a Milano non essendoci nati e tuttavia essendo stanchi dei rapporti involuti e farraginosi che qui sono consueti, per non parlare del lavoro eccetera. Durante il viaggio di ritorno, solite 22 ore in treno, il mio amico sosteneva che lei era contenta ma in fondo come poteva non esserlo? Nata in un paese di montagna della nostra provincia da una modesta famiglia d’artigiani, per i suoi paesani sarebbe sempre stata a figghia ru turrunaru, per così dire, mentre a Milano la sua storia familiare era azzerata, si era rifatta una verginità. Continua »

    Palermo
  • Armature mentali

    È più tardi del solito, la fame me l’assicura. Dalla finestra del mio ufficio lancio un ultimo sguardo ai tetti di Palermo avvolta in una luce autunnale abbagliante. Prendo la borsa e via. L’ascensore mi si chiude alle spalle, ne gusto la penombra. Scorro mentalmente i piani, cinque, tre, uno. Livello zero. Rumori. Duomo uscita linea gialla. Sono la Tea, Miki mi ha parlato di te. Dove l’hai raccattato questo qui? Estasi neoshamaniche. Capanna sudatoria dei Lakota. Che caldo che fa, sembra estate. Respiro attento, cerco l’ossigeno tra le polveri sottili. Mi avvio verso la fermata dell’autobus. Continua »

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  • Chissà se ci arriveremo

    Ho deciso di non occuparmi più di progetti che riguardano quest’isola, ho perso troppo tempo inutilmente (ho trascurato pure Rosalio). Preferisco campare modestamente con qualche lavoretto pro-padania, intanto voglio preparare i miei figli a vivere fuori dalla Sicilia o anche dall’Italia. Ineluttabile: il lavoro in Sicilia è “pubblico” impiegato o dirigente, ma dirigente è meglio! L’altroieri ho letto per caso un articolo su un noto giornale nazionale, un’eccezione di cui mi sono pentito. Di solito non leggo i giornali e non guardo la tv, vivo nella più completa ignoranza. Si fa per dire, con l’information overload a cui siamo soggetti. Manca poco e anche la carta igienica sarà interattiva con un sensore sismico per ciascun foglio, un neuronchip nel tubo di cartone con relativo speaker multilingue e le saponette avranno il display lcd ed il tuner tv idrosolubili. Continua »

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