mercoledì 13 dic
  • “Striscia” ancora sull’igiene degli asili

    Stefania Petyx e il bassotto sono ancora alle prese con le condizioni igieniche degli asili palermitani. Stasera è andato in onda un servizio dall’asilo di via della Vela, derattizzato e disinfestato nel weekend. Ancora oggi nel cortile in cui giocano i bambini c’erano dei petardi e nei locali della scuola escrementi di topo.

    Il sindaco ha incontrato oggi operatori e collaboratori degli asili nido palermitani a cui ha detto: «Sono pronto a confrontarmi con le inefficienze ma non posso sopportare le strumentalizzazioni ai danni della salute e della tranquillità dei cittadini. […] Avevo voglia di farvi sapere che sono al vostro fianco. Siamo determinati ad andare avanti, ad affrontare tutti i problemi che verranno fuori, rimanendo sempre al fianco di chi lavora giornalmente negli asili. Andiamo avanti con serenità, consapevoli che tutti lavoriamo per tutelare la serenità dei nostri figli. I nostri asili non solo lager e non esiste una scarsa attenzione nei confronti delle esigenze dei bambini e delle famiglie».

    Palermo
  • 8 commenti a ““Striscia” ancora sull’igiene degli asili”

    1. Inchieste sulle condizioni indecenti dei nostri istituti sanitari e scolastici, altre precedenti su quelle vergognose della giustizia e del mondo della ricerca, a me ha colpito la frase di un giornalista che dinnanzi a tutto questo ha esclamato: “Ma, se non ci indigna dinnanzi a tutto ciò, quando ci si deve indignare?”. Purtroppo gli italiani hanno smesso da tempo d’indignarsi e subiscono tutto come fosse ineluttabile. Rimedi? Purtroppo solo drastici (non intendo violenti)! Invece che denunziare “Striscia” potrebbe il sindaco Cammarata, ad esempio, fare qualche partitella in meno a tennis con i manager di questa o quella grande azienda e farsi da solo un giro per le scuole del Comune dandosi conseguentemente una regolata: magazzino del Comune o non del Comune, vuole forse dirci che le tutte le scuole comunali sono a posto in ogni senso?

    2. “Purtroppo gli italiani hanno smesso da tempo d’indignarsi e subiscono tutto come fosse ineluttabile. Rimedi? Purtroppo solo drastici (non intendo violenti).”
      Non so da quale fonti o da quali testi o da quale TG, Rino abbia tratto queste tesi o teoremi non so come definirli.
      Gli Italiani chi ?, hanno smesso di indignarsi ? Quelli rassegnati come te ? Senza polemica e senza livore, sia ben chiaro, ma come fai a dare un giudizio del genere, così luogocomuneggiante ?
      Vivo in una città dove usa camminare a testa alta e non china, dove il rispetto della persone e delle Istituzioni è regola e non eccezione,dove i giovani vanno alla ricerca di un lavoro e non di un “posto” di lavoro. Che ci siano degli italiani rassegnati e che non si indignano più, è possibile e spetta a noi ricondurli nella strada della partecipazione e della democrazia, a cominciare dalle piccolissime cose.
      Per fortuna ma non solo, c’è ancora un numerosissimo numero di italiani che s’inca**a, che vive ogni giorno la cosa comune come fa in casa sua, che cammina a testa alta pur nelle difficoltà quotidiane.
      T.C.B.
      Giuànni.

    3. Giuànni ma in che città vivi???Palermo??

    4. Magari a Diu !!! Ci tornerei a ginocchioni, credimi.
      Semplicemente non sopporto i luoghi comuni, del tipo gli italiani sono, le donne sono, i roccapalumbesi sono.
      O ancora Palermo è , Torino è, Roma è.
      Ciascuno di noi è un’anticchia di Torino, di Varazze, di Perdasdefogu, parte attiva e non passiva.
      t.c.b.
      Giuànni

    5. Caro Giuànni,
      mi spiace che tu abbia preso per “luogo comune” quella che era invece una provocazione assai concreta.
      Le notizie sulle condizioni delle nostre strutture sanitarie e scolastiche (e, per nostre intendo ITALIANE)o sulle pietose condizioni della nostra giustizia sono apparse su TUTTI i TG e su tutti i quotidiani. Neppure i servizi giornalistici sulle fughe di cervelli italiani (che prepariamo e poi lasciamo andare all’estero perchè qui non abbiamo abbastanza fondi -dicono- per finanziare le ricerche; oltre che per pagarli decentemente) me le sono sognate e, francamente, mi chiedo come sia possibile che tu non ne abbia sentito parlare. Non so in quale città tu viva adesso, ma posso assicurarti che a Palermo, ed in tutto il sud Italia, c’è poco da camminare a testa alta in riferimento alla qualità della vita ed al funzionamento dei servizi. Da noi i treni fanno letteralmente pena (scarafaggi, pulci, pidocchi e sporcizia), le navi (hai mai provato a fare Palermo-Cagliari sulla nave “Toscana” della Tirrenia?) non ne parliamo neppure, le autostrade sono un continuo cantiere (vedi la Palermo-Catania, la Palermo-Messina e la Palermo-Trapani), i servizi pubblici (bus e “metropolitana”) non sanno neppure cosa sia la puntualità, negli ospedali succede di tutto (si muore, a volte, persino) e così via. Che poi ci sia gente che lavora onesta e sbarca quotidianamente il lunario con dignità è un’altra cosa. Io non sono affatto rassegnato, sennò non starei qui a sollevare riflessioni su questi gravi problemi che ormai persistono da decenni. Sfiduciato ed arrabbiato si! Vedi, quando dico che in Italia ormai non si è più capaci d’indignarsi, intendo dire che non bastano le inchieste giornalistiche sulla scarsa qualità dei servizi e/o sugli innumerevoli sprechi perchè la situazione cambi. Bisogna spingersi oltre, bisogna cominciare a PRETENDERE che qualcosa si muova. Pensi forse che i Francesi, quelli che hanno piantato un casino a proposito del tentativo di precarizzare l’occupazione giovanile, sopporterebbero come noi di pagare le tasse per poi assistere a sprechi di danaro pubblico e servizi indecenti? Il nostro problema è che ormai non guardiamo oltre il noso naso. Non andiamo mai oltre la personale convenienza momentanea e spicciola. Manca la lungimiranza e lo spirito di servizio. Qualunque incarico e qualunque responsabilità (politica, istituzionale, amministrativa, etc.) viene da noi vissuta come mero esercizio di potere e non con spirito di servizio verso la collettività. In nome del nostro personalissimo interesse siamo disposti a sacrificare il “bene comune”. Non so tu e chi ci legge, ma io sono stufo di assistere continuamente alla costruzione di cattedrali (spesso neppure ultimate) nel deserto mentre la qualità dei servizi offerti al cittadino è assai scadente. Io sono stanco e stufo di manager strapagati che ci prendono quotidianamente per i fondelli senza riuscire a risolvere nessuno dei problemi dei quali stiamo parlando. Gli italiano s’incazzano -dici- ? Ma quando mai -ti rispondo-? Gli italiani ormai scendono in piazza solo quando questo o quel politico, questo o quel sindacalista li porta in piazza per strumentalizzarli. Mai che si sia decisa una manifestazione d’iniziativa autonoma. Mai che si sia scesi in piazza per dire basta agli sprechi, basta ai servizi indegni, basta agli stipendi da nababbi per alcuni e da morti di fame per altri, basta ai privileggi, basta al “baronato”, basta all’illegalità, basta alle prepotenze, etc.
      Può darsi che la situazione sia più rosea di quello che riesco a vedre io ma, francamente, definire teoremi o tesi astruse le affermazioni che ho fatto, mi lascia perplesso. E, del resto, gli sprechi sono avvenuti e son stati documentati anche al nord. E da tempo. Certo, io non credo che se le scuole comunali a Palermo, in alcuni casi, son quelle documentate dalla Petix, la colpa sia solo di Cammarata o di chi lo ha preceduto, così come se il nostro Paese è indebitato ed offre servizi in alcuni casi penosi, la colpa non è soltanto di Prodi o di chi lo ha preceduto. Sono problemi ormai decennali. E prima o poi dovremo pur dire basta a tutto questo, o no? Ti ringrazio comunque per le osservazioni mossemi che mi hanno consentito di chiarire ed alle quali ho replicato -come dici giustamente tu- senza polemica e livore. Ad majora

    6. Caro Rino,
      tra le righe del tuo precedente post c’era qualche “spuntone” che impediva la piena comprensione delle tue argomentazioni, che ho in parte travisato. Da quest’ultimo post deduco che siamo in quasi perfetta sintonia nell’ analisi e nelle critiche e di ciò mi rallegro o come si dice a Palermo, mi compiaccio.
      Glissiamo sul Toscana, è da oltre dieci anni che mi diletta nelle mie traversate da Cagliari, dove vivo, ho preso anche mare nove con il Toscana…Il brogliaccio del commissario di bordo quasi ogni traversata riceve le mie “segnalazioni” e le mie proteste, qualche rara volta, una per l’esattezza, anche elogi per il personale.
      L’Unione Sarda, giornale di Cagliari, ha pubblicato spesso le mie lettere al Direttore proprio sul Toscana e pare, dico pare, che uno degli ultimi odioso monopoli stia per finire.
      Mi rendo perfettamente conto che fare politica nella nostra Palermo sia impegno non leggero e concordo sul fatto che non sia questione di centrodx o centrosx, ma di persone, di donne e di uomini.
      Ecco mi piacerebbe, essendo anche e sopratutto elezioni amministrative, che venissero candidate e quindi scelte persone competenti, preparate, a prescindere dagli schieramenti,poco obbedienti a certe segreterie un po ingessate.Per il bene di Palermo.
      W.P.E.S.R.
      Giuanni

    7. Condivido tutto quello che ha scritto Rino Porrovecchio tranne un dettaglio.
      In Francia si spreca quanto in Italia, si imbroglia un po’ meno;esistono trasmissioni televisive fatte ad hoc per denunciare gli sprechi.
      Pero’, tutto questo succede all’interno di uno Stato che esiste e che, a volte bene a volte meno bene,funziona come Stato.
      Piu’ volte ho chiesto in tono semischerzoso “cos’é l’Italia” pur conoscendo la risposta.
      L’Italia non esiste!Hanno fatto finta di farla(“…si fa l’Italia o si muore”,ma c’é chi é piu’ vivo e c’é chi é mezzo morto).
      E tutti i problemi dei quali si discute ne sono la conseguenza.
      Ora il Monaco che ride sempre ,perché “non é successo nulla”, e perché l’Euro é “la piu’ importante invenzione del secolo”,ha rispolverato la cassa per il Mezzogiorno.
      Film già visto.

    8. Caro Gigi, son contento che condivida perchè più si è a pensare che è venuto il momento di dire basta … meglio è! Bisogna convincere anche chi ancora dorme. Hai detto una cosa verissima: cos’è Italia? L’Italia non esiste. Esistono due o tre Italia, con caratteristiche, infrastrutture, servizi e qualità della diversa assai diversi tra loro. Ohinoi!

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