sabato 25 nov
  • Castello Utveggio golf club

    Recentemente il governo regionale, nel quadro di un programma di valorizzazione e di dismissioni del suo patrimonio immobiliare, aveva pensato di alienare anche Castello Utveggio, attualmente adibito a sede del Cerisdi. In seguito a perplessità espresse in ambito di dibattito parlamentare, tale decisione è stata ritirata mentre immobili molto commerciabili, come le sedi di vari assessorati, della Corte dei Conti o di enti come l’ESA o l’Istituto della Vite e del Vino, sono stati apportati o ceduti ad uno speciale fondo di investimento immobiliare appositamente costituito (la Regione ha mantenuto l’uso di tali strutture pagando un affitto).

    Personalmente, ho sempre pensato che una struttura frutto di un progetto “visionario” quale è Castello Utveggio, nato per essere un albergo di lusso più che una “scuola di eccellenza”, meritasse di ritornare alla funzione per la quale è stato costruito tra le due guerre mondiali. Il fatto, perciò, che il governo regionale abbia mostrato la disponibilità a cederlo, mi ha fatto ritornare in mente l’idea che, forse, sarebbe più utile affidarlo in concessione ad un operatore internazionale del turismo di alto livello. Palermo è una città d’arte, ma a tale tradizionale richiamo si potrebbero abbinarne altri.

    Esiste una danarosa clientela internazionale che, specie nella stagione invernale, prende l’aereo per coltivare in Andalusia, piuttosto che in Tunisia o in Marocco, la propria passione per il golf. Ai piedi di Monte Pellegrino, sorge, per iniziativa di un gruppo di appassionati, un campo scuola di golf, attualmente a tre buche, ma con possibilità di portarle a nove. L’entusiasmo di queste persone che ha trasformato una discarica (si vedano le foto all’interno del sito) in un luogo ameno, non è però bastato a mantenere in equilibrio il conto economico e la società di gestione è oggi al bivio tra liquidazione o cessione ad altro operatore. Probabilmente, più che alla clientela domestica, una struttura del genere dovrebbe essere adottata da organizzazioni di imprenditori del settore turistico-alberghiero per catturare nuovi flussi turistici.

    Se il golf rappresenta allora una carta da giocarsi nel settore del turismo, la Regione potrebbe indire una gara internazionale per selezionare il gestore che dovrebbe, in base ad una concessione, non solo gestire il Castello Utveggio una volta ritornato albergo, ma anche, perché no, realizzare un campo da golf nella parte più brulla di Monte Pellegrino. Certo, oggi Monte Pellegrino è una riserva naturale e la manutenzione di un campo da golf tra pesticidi e spreco di risorse idriche un po’ cozza con un luogo che si è persino voluto associare alla definizione del concetto di biodiversità. In realtà, però, da noi attecchiscono erbe abbastanza resistenti e poco bisognose di fitofarmaci mentre le foto dell’archivio Alinari ci ricordano che la vegetazione di pini ed eucalipti che conosciamo oggi sul “più bel promontorio del mondo” è posticcia: ha solo pochi decenni di vita.

    Proviamo allora ad immaginare la scena di un Monte Pellegrino chiuso al traffico veicolare privato, collegato alla città mediante cabinovia (come quella realizzata ad Erice), con il Castello Utveggio trasformato in albergo con ristorante, club house e campo da golf con vista mare. Per dirla tutta, non mi scandalizzerei neanche di una piazza di atterraggio per elicotteri per il collegamento diretto con l’aeroporto di Punta Raisi, le isole minori (Egadi, Ustica, Eolie) o gli altri due campi da golf operanti in Sicilia: quello delle Madonie e il Pìcciolo sull’Etna, il più antico dell’isola.

    Una infrastruttura turistica a costo zero per la Regione che ricaverebbe invece una royalty per la concessione, oltre ricadute per l’economia legata al turismo high cost, quello che conosciamo ancora troppo poco, di Palermo, Cefalù e Taormina con i green messi in rete.

    Ospiti
  • 5 commenti a “Castello Utveggio golf club”

    1. sarebbe bellissimo…ma le palline? attorno al castello non mi pare ci sia uno spazio adatto per il golf…cadrebbe una pioggia di palline sulla citta’… bisognerebbe salire su vicino alla statua della Santa… ma quelle rocce taglienti come le elimini?

    2. Come di consueto bella idea e tanti complimenti per l’entusiasmo. Prova a proporla a qualcuno dell’ARS. Tuttavia quando penso a Castello Utvegio mi torna in mente Vitaliano Brancati con “gli anni perduti” nel libro viene fatto riferimento ad una torre da costruire a Catania e poi mai realizzata. In realtà pare che Brancati si sia proprio ispirato a lla storia di Castelli Utvegio…

    3. e’ possibbile iniziare??

    4. mi fa skifo da morireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

    5. dsl blog di grillo_
      ecco cosa era in realta il castello–
      di Salvatore Borsellino

      ……Se venissero portate avanti le indagini sulle telefonate partite dal centro del Sisde sul Castello Utveggio, Contrada ed tanti altri insieme a lui potrebbero andare in carcere non per concorso esterno in associazione mafiosa ma per concorso in strage e forse sarebbe allora più difficile tirarli fuori dal carcere, sarebbe più difficile concedere anche a loro l’immunità come per le alte cariche dello Stato, se ne potrebbe salvare uno ma non tutti.

    Lascia un commento (policy dei commenti)