lunedì 20 nov
  • Global party (parte I)

    Sabato 23 febbraio si è svolto a Milano uno dei più divertenti e originali party.
    La mia presenza alla festa è stata alquanto originale. Sono stata contattata da un mio assiduo lettore di Rosalio (palermitano residente a Milano) che ha avuto l’idea di invitarmi a partecipare.
    Ovviamente come si usa da voi mi sono informata prima su chi fosse questo individuo, giusto per non partecipare a feste di sconosciuti. Come d’incanto la risposta sul soggetto in questione mi è arrivata in modo tempestivo.
    Ma parliamo di questa festa originale dove niente è stato lasciato al caso.
    DAL TITOLO Global Party, AL DRESS CODE ognuno doveva vestirsi come un cittadino di qualsiasi parte del mondo, all’ALLESTIMENTO DELLA LOCATION: un intero pianerottolo di un condominio con annessi gli appartamenti, in cui vivono 6 giovani palermitani che qui, nella nebbiosa Milano, hanno ricreato una piccola Melrose place.
    Un’idea geniale a cui hanno partecipato in tantissimi che per una notte hanno dato sfogo alla propria creatività e fantasia in modo assolutamente divertente.
    In una serata ho incontrato cow boys e cow girls, un potente petroliere, uno sfarzoso faraone, gitani, zingare, astronauti, americani, cinesi e giapponesi, direttamente dal Moulin Rouge di Parigi le ballerine di can can e dalla Spagna quelle di flamenco, giamaicani, un californiano che ha sconfitto il freddo di questi giorni arrivando in pantaloncini e infradito di plastica.
    Tutti diversi ma con un DNA comune: assolutamente siciliani o legati alla Sicilia, perché la festa, giunta alla sua terza edizione si svolge il giorno prima di una partita con il Palermo che gioca nella città meneghina.
    Il punto nevralgico della festa è stato il pianerottolo del 4° piano dove all’uscita dell’ascensore venivi accolto dagli organizzatori, nonché proprietari degli appartamenti: Piervicenzo Sagone con parrucca rasta e abiti giamaicani, Livia Prezzemolo in vesti di ballerina di can can, Hendrik Jahl in abiti tipici bavaresi, Alessandro Recupero, amante del Brasile, si è trasformato in maestro di capoeira, Pierluigi Ingrassia,vestito da tirolese in festa con tanto di pinta di birra in mano e Paola Lo Iacono in stile messicano.
    Le 4 case, tutte aperte per l’occasione, ti accoglievano con un’aria festosa dove le diverse “etnie” ballavano in modo sfrenato e divertito, il tutto condito con luci psichedeliche, musica e cocktail.
    Potevi scegliere tra musica e ballo sfrenato, sala smoking e chiacchere, oppure una piccola area lounge.

    Dopo questa festa guai a chi dice che i palermitani sono Local, io direi assolutamente GLOBAL.
    Bravi ragazzi, alla prossima
    Per darvi un’idea della festa, cliccate sul link dei video pre-festa.
    video 1
    video 2

    (continua)

    Palermo
  • 11 commenti a “Global party (parte I)”

    1. Apperò… pensa come saranno stati contenti i milanesi del terzo piano…

    2. Posso immaginare chi è il Palermitano che ti ha invitato !
      è una grande persona non te lo dico perchè è un mio fraterno amico ma perchè è veramente un grande !
      ciao
      Luca

    3. Posso testimoniare che la festa è stata davvero bella. Non un party fatto in casa, ma neanche una festa tra estranei…insomma un originale mix, più che global direi quindi “G-LOCAL”!
      Un melting pot mascherato (non solo palermitani credetemi) che ha saputo divertirsi proprio tanto in modo intelligente, vero e soprattutto “pacifico”.
      A parte infatti il divano sfondato del povero Hendrik…provate a mettere 200 persone dentro 4 mini appartamenti…normalmente viene distrutto anche il citofono!
      Insomma…grazie ancora ai proprietari nonché carissimi amici!
      Alla prossima,
      Sergio.

    4. Abbiamo realizzato una festa IN-DI-MEN-TI-CA-BI-LE!

      Voglio davvero ringraziare i sei suddetti giovani palermitani che mi hanno adottata in una culla (leggi nanoappartamento)del 4°piano nonostante la mia nascita MESSINESE 😛

      -Pa-

      Ps. si scirve tutto attaccato Loiacono …miii ma come si fa ad azzeccare il cognome di Hendrik e non il mio???

    5. ciao paola, sorry ma sai che spesso il pc ti cambia le parole

    6. Cara Beatrice

      “Dopo questa festa guai a chi dice che i palermitani sono Local, io direi assolutamente GLOBAL…”

      Ecco…all’interno di un qualsiasi insieme di palermitani ne troverai sempre almeno uno pronto, con tanto di sorriso amaro in bocca, a dire male di Palermo e dei palermitani. Sempre. Anche quando magari in qualche caso non lo merita. Anche quando magari esprime, malcostumi nazionali o internazionali addirittura.

      Per carita’, non che gli argomenti non manchino, non che criticare sui sbagliato (io lo faccio ogni giorno)ma parlare male di Palermo per questa gente e’ un esigenza profonda, genetica direi, quasi indipendente dal contesto.

      C’e’ una specie di godimento intrinseco nel farlo evidentemente. Cercano di passare per realisti, ma e’ gente senza amore.

      Se tu avessi detto che l’organizzazione di questa festa era stata, chesso’, milanese o torinese, alte si sarebbero levate le lodi nei confronti di queste persone, da contrapporre ai palermitani, cinici, miseri e provinciali.

      SIccome cosi’ non e’ stato, come vedi, pochi commenti.
      Almeno fino ad ora. Spero proprio di essere smentito.

      Scusami lo sfogo, che, sono sicuro, mi costera’ diverse critiche molto probabilmente.
      Non voglio andare clamorosamente “off topic”, per cui ti ringrazio per la tua testimonianza e ti saluto con simpatia

    7. caro maurizio
      grazie a te per il tuo pensiero
      anche io mi sono stupita per i pochi commenti, soprattutto perchè ultimanente mi hanno attaccata perchè non condividono i miei pensieri.
      capisco esattamente ciò che dici sul palermitano che parla male del palermitano. è come una sorta d’invida verso chi ha fatto meglio di te.
      per quanto riguarda il global party, i ragazzi che ho citato nel post sono stati davvero bravi.
      ciao

    8. Maurizio e Beatrice, scusate ma vorrei esprimere un parere “indipendente”. Io vivo a Milano da quasi vent’anni. Conosco bene lo spirito ipercritico, che spesso sconfina nell’invidia, del palermitano (una caratteristica che però non considererei peculiare, perché è facile da trovare ovunque).
      Leggendo questa nota, mi sono chiesto (forse per deformazione professionale): dov’è la notizia? Di feste a tema ne ho viste molte, di eventi ludici e culturali, legati alla mia terra, tantissimi.
      L’unico dato che mi ha sorpreso è la famosa “lochesscion”. Bella l’idea. Ma se l’avessi fatta io nel mio condominio milanese, mi sarei ritrovato almeno una ventina di ospiti vestiti da poliziotti italiani, che in realtà sarebbero stati veri poliziotti italiani.
      Insomma, si scherza su una nota di colore. Tutto ciò, perdonate, non ha davvero nulla a che fare con l’invidia.
      Saluti

    9. Pensavo la stessa cosa; forse ci sono pochi commenti perchè non c’è nulla da commentare!O no?

    10. che io non mi va di commentare se si deve commentare oppure no ma dicosoloche io ci dovevo essere e mi dispiace non esserci stato. anche se mi sento più local che global. non perchè pane e panelle vengono prima della polenta. la sfortuna è che una metro partì prima che io la potessi prendere. un treno chiuse le porte mentre salivo le scale mobili. quello dopo, nella pulita stazione, partiva troppo tardi. niente da fare. uno sms di rinuncia a piervi che non sentiva ormai gli squilli mentre pagavo il big mac.

      respect jam!

    11. @guenlio, a Milano nelle pulite (??) stazioni della metro parte un treno ogni cinque minuti. Non è che per caso eri a Punta Raisi?

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