venerdì 20 ott
  • Cammarata parla di liberalizzazioni nelle partecipate

    Diego Cammarata, sindaco di Palermo, ha parlato delle società partecipate dal Comune sostenendo la necessità di procedere al loro riassetto, anche prtivatizzando, in un contesto di liberalizzazione dei servizi in atto.

    Cammarata ha dichiarato: «Il nostro principale obiettivo è assicurare ai cittadini di Palermo servizi efficienti ad un costo equo salvaguardando le aziende che sono un patrimonio della città ed assicurando la tutela dei livelli occupazionali. Obiettivi non da poco per i quali occorre andare ad un riordino ma anche ad una ricapitalizzazione di queste società che, dopo anni di monopolio, si trovano ad affrontare il mercato in un momento di grave difficoltà per tutto il sistema imprenditoriale del Paese. La scelta da fare, dunque, va in direzione di una riduzione dei costi, di una razionalizzazione delle spese e di un miglioramento dei servizi resi ma soprattutto nell’apertura ai privati laddove il mercato offre opportunità di vantaggiose realizzazioni. È ora che gli enti locali non facciano più gli imprenditori e lascino agli investitori privati questo compito».

    Palermo
  • 22 commenti a “Cammarata parla di liberalizzazioni nelle partecipate”

    1. mi auguro che diego cammarata come tennista sia più capace di quanto ha dimostrato di essere nella sua qualità di sindaco. Da notare la faccia tosta di questo signore che, incurante di qualsiasi senso del ridicolo, parla di liberalizzazione delle ex municipalizzate che, come è noto, sono state ingrassate con i soldi provenienti dalle casse del comune previa autorizzazione del primo cittadino.
      In questi anni, cammarata e la sua giunta, hanno interpretato perfettamente il degrado di palermo e dei suoi cittadini. In questi anni i vari tirapiedi nominati ai vertici delle ex municipalizzate non sono stati in grado di attrarre capitale privato e avviare un reale (non virtuale) processo di privatizzazione. In questi anni, diego cammarata è stato aiutato da una delle peggiori opposizioni di centrosinistra che il mondo civile abbia mai conosciuto e sperimentato. Insomma, in questi è morta la speranza dei palermitani seri e civili che si meritavano ben altro.

    2. circa l’articolo: “Diego Cammarata”…avrebbe PARLATO ?

      invece per Bagnasco:
      Fabio tu sei quello che ha organizzato l’incontro con Lynch se non ricordo male lo dichiaravi qualche tempo fa qui su Rosalio ? i soldi da dove venivano, da Diego Cammarata penso, no ? e ora gli dai addosso ? (non opinione personale, proprio lo attacchi, se non ricordo male lavoravi per Orlando che naturalmente è il Sindaco di Palermo unico e per sempre, gli altri, per quanto bravi o indetti non devono esistere, o sbaglio?) solito giochino del palermitano politicamente in teoria orientato ma al momento di lavorare per Cammarata dice che l’hanno chiamato ? o pensi che “tanto lavoravi per Alfio Scuderi” e quindi sei in una botte di ferro e puoi tranquillamente attaccare il sindaco e comunque collaborare alle operazioni culturali del PalermoTeatroFestival che con il Sindaco non c’entrano nulla ? (ovviamente non è cosi). Tu replicherai in tanti modi, forse, forse no, forse dirai “che c’entra?” forse mi darai del qualunquista…forse penserai che è meglio prendere una posizione precisa e se si odia un’amministrazione e un Sindaco evitare di sparlargli e attaccarlo e poi lavorare PER LUI e per il suo consulente culturale, che tanto significa lavorare PER LUI e per l’amministrazione corrente che eroga i fondi, che non sono di Alfio Scuderi nonostante sia l’organizzatore ?

      scusate la parentesi, giusto una domanda…

    3. Cammarata non è un sindaco è il fantasma di Palermo.

    4. Io mi dissocio da lui e da cio’ che rappresenta. Sono orfano di sindaco

    5. se mai fosse vero della sua capacità imprenditoriale e per una vera economia di scala, in un ottica di contenimento dei costi perchè non mette in atto delle sinergie fra le società apparteneti al comune di Palermo? ad esempio i servizi di pulizia delle società affidarle alla Gesip, i sistemi informativi delle varie società affidarli alla Sipi, non ultimo in Amia ci sono dei bandi per i servizi informatici , perchè non farli affidare direttamente alla Sispi?
      ma tutto ciò è solo fantasia, sarebbe troppo da chidere alla nostra amministrazione che non ha nulla di imprenditorietalità

    6. @a chi si è firmato “per fabio”.
      cammarata gestisce SOLDI PUBBLICI, mica sono soldi suoi…

    7. Intanto sarebbe segno di eleganza firmare il post col proprio nome e cognome. Poi, così per scrupolo e coscienza, sarebbe opportuno conoscere bene persone, storie e situazioni prima di sparare stupidaggini prive di fondamento e riscontro

      1) la kasba comunicazioni ha organizzato l’evento lynch collocandolo all’interno del palermo teatro festival; questo non vuol dire che il sottoscritto sia un dipendente di alfio scuderi (che per altro stimo) ne
      tantomeno del sindaco di palermo attualmente in carica;

      2) Il sindaco cammarata – che il sottoscritto critica come libero cittadino e sul merito delle cose, non certo sulla persona (me ne guarderei bene) – in occasione della venuta di Lynch si è presentato a noi della kasba chiedendoci se venissimo da Milano. Se sei mediamente intelligente il resto te lo risparmio perchè ne trarrai spero, se sei in buona fede, le debite conseguenze.

      Da questo discendono alcuni punti fondamentali:

      1) nessuno può sputare sul piatto dove non ha mai mangiato.

      2) la presenza di Lynch (leone d’oro a venezia, uno dei più importanti registi contemporanei sulla scena internazionale, mai venuto a Palermo) l’abbiamo “strappata” ad un altro concorrente di un’altra città grazie al nostro impegno ed alla nostra credibilità, conquistata sul campo e da tanti anni di lavoro spesso sotto traccia e senza alcun finanziamento pubblico.

      3)Il sottoscritto non concepisce il sentimento dell’odio. L’odio è una cosa seria e nasconde l’amore.

    8. Chi ha criticato Fabio Bagnasco, reo presunto di aver espresso un giudizio pungente sul pessimo operato del Signor Cammarata, è uno di quei palermitani che non consentiranno mai alla nostra città di elevarsi.
      Anche qualora Fabio Bagnasco avesse lavorato per il Sindaco (ripeto: anche quando) non avrebbe potuto esprimere le sue critiche? NO? Già. Dimenticavo che a Palermo avere un lavoro è una concessione divina (anzi. politica), un favore. Mica uno lavora perchè presta la sua professionalità!! Ma chi? Ma dove?
      SVEGLIA PALERMITANI. TUTTI A PALAZZO DELLE AQUILE.
      CAMMARATA VATTENE

    9. chi ha “criticato” e sparato stupidaggini secondo Bagnasco sono io: siamo su un blog dove anche io spesso ho chiesto a repliche nei miei confronti di avere firme e mi è stato risposto da moltissimi che è proprio diritto firmarsi con nickname come se io avessi torto, dunque adesso sono io a farmi forza di questo diritto.
      I ragionamenti di Bagnasco e di Giovanni P. potrebbero anche essere corretti ed obiettivi e io sono uno di quelli che ci credeva una volta, tuttavia, a forza di sentirsi ACCUSATI di lavorare per il Sindaco da altri come alcuni di cui vorrei fare il nome ma evito se no si scateneranno qui come gli innocentini di turno cascati dalle nuvole, anche io seguirò lo stesso ragionamento: quindi se sento dire che prendere i soldi PUBBLICI da una amministrazione è corretto per alcuni e scorretto per altri m’incavolo: perchè alcuni vengono ADDITATI e altri invece possono continuare e nel contempo per usare la frase di Bagnasco SPUTARE sul piatto in cui evidentemente mangiano ? Fabio la sua storia non mi interessa, se è vera sono il primo a vomitare, ma mi interessa sottolineare come AL MOMENTO del lavoro per conto di un evento prodotto dal COMUNE (NON dal suo amico Scuderi che lei stima) facciate finta tutti di cascare dalle nuvole dicendo “mi hanno chiamato, io non c’entro”: prendete la posizione evidente che avete, AVETE fatto un servizio per il comune su commissione e immagino a pagamento, dopodichè restino pure legittime le sue idee sacrosante personali sul Sindaco, però dire che non hai lavorato per il Palermoteatrofestival e dunqueper il coordinatore ideatore del progetto Scuderi perchè è evidente che se presenti un progetto per quell’evento e ti viene approvato STAI lavorando all’interno di quell’evento fatto con i soldi di un’amministrazione, che tu disapprovi (odi ?) ma che provengono (non appartengono, visto che qualcuno non capisce la differenza) da lì.
      E se poi l’ultimo degli ultimi vuole pensare che con questa replica a Bagnasco sto difendendo un Cammarata, beh, sarebbe superfluo dire che è totalmente deviato.

    10. Aspetti negativi del sindaco Cammarata:
      1) Zone Blu,
      2) ZTL,
      3) Grandi Opere? Quali?
      4) Aumento TARSU (solo dopo le elezioni….)
      5) Viabilità cittadina? Il caos.
      6) Manifestazioni culturali? Kalz’art è solo un ricordo
      7) Lavoro? NO COMMENT
      8) Assistenza a cittadini in difficoltà ed anziani? per la serie a togliere ci stiamo sempre .. . .
      9) Municipalizzate Amat e Amia? Sul lastrico. L’amat riduce il numero di chilometri complessivamente percorsi durante l’anno mentre aumenta il biglietto…invece…i risultati dell’operato amia fanno bella mostra sulle nostre strade!
      10) Uffici pubblici? A parte le marche da bollo . . . .
      11) cimiteri tenuti oltre il limite della decenza
      12)) la presa per il c_lo dei cartelloni rossi per strada “PALERMO è UNA CITTA MAGNIFICA”
      13)OMISSIS
      ….
      ….
      ….
      45078291) OMISSIS
      45078292) OMISSIS. FINE

      Aspetti Positivi del sindaco Cammarata:
      1) ?
      2) FINE

    11. aspetti positivi sindaco Cammarata: con i suoi capelli affascinanti ha sconfitto l’alopecia androgenetica 🙂

    12. Se il dissesto dell’Amia rispondesse, oltre che alla logica clietelare, alla logica del più cinico affarismo? Mi spiego meglio. Dopo il varo della nuova normativa regionale, che prevede che entro il 31/10 p.v. i 9 comuni capoluoghi di provincia debbano istituire i nuovi ATO RIFIUTI, con la conseguente messa in liquidazione dei vecchi 32 ATO e la nomina di 32 liquidatori, e che si debba provvedere ad affidare tramite gara il servizio di raccolta dei rifiuti, mi è sorto il sospetto che il dissesto dell’Amia serva a giustificare l’affidamento del servizio ad un soggetto privato. L’amministrazione cittadina così farebbe fallire l’Amia, risparmiando decine di milioni di euro necessari per ripianare i debiti e lasciando al loro triste destino lavoratori (solo dopo le elezioni provinciali poichè sono pur sempre elettori) e fornitori, e potrebbe affidare il servizio ad un soggetto privato, che lo effettuerebbe a condizioni molto profittevoli, con la scusa che per il Comune le stesse condizioni saranno meno onerose dell’Amia.

    13. Premesso che non replicherò più perchè mi pare che l’interlocutore (che continua a nascondersi dietro un nickname, essendo ovviamente più comodo mantenere l’anonimato)appartenga al genere di coloro che non vogliono sentire, vorrei altresì precisare:

      1)”Nessuno ci ha chiamato”. Diverse amministrazioni comunali si erano dette disponibili ad accogliere l’evento, noi abbiamo scelto palermo perchè, malgrado tutto, resta la nostra città con o senza Cammarata. D’altronde la nostra piazza è talmente indifferente che potresti fare atterare gli ufo a piazza politeama e non se ne accorgerebbe nessuno.

      2) la nostra esperienza con il palermo teatro festival è stata positiva, questo ovviamente non vuol dire che ciascuno non debba esercitare il sacrosanto diritto di critica, o debba tacere sulle eventuali storture solo perchè ha un presunto “rendiconto personale” (si chiama compenso professionale, ed è altra cosa)

      3) il nostro prossimo progetto lo realizzeremo fuori dalla sicilia, e si tratta di un evento grossissimo; anche perchè siamo stanchi di questo chiacchiericcio poco interessante, spesso motivato da delusioni personali o da frustrazioni, perchè dalle nostre parti il peccato è quello di “fare”, accusare coloro che tentano di proporre qualcosa guadagnando il giusto.Salvo tacere quando siamo messi per così dire in minoranza. Perchè, gentile anonimo, la cultura è anche economia, non si regala un tanto all’etto come fosse un quarto di bue. Ovviamente non si batte ciglio quando la pubblica amministrazione (con i soldi nostri, non con quelli di cammarata, musotto od altri di qualsiasi colore e bandiera) sborsa cifre fuori mercato per avere, solo per esempio, gigi d’alessio a piazza politeama. Attenzione, il peccato non è avere d’alessio (ciascuno può sentire quello che gli pare), ma strapagare il suo concerto in modo spropositato falsando ogni elementare regola di mercato compiendo un atto di servilismo culturale inaccettabile.

      Punto ultimo. Palermo è alla frutta. Lo dicono gli indicatori di qualità, i servizi che non funzionano, l’assenza di una programmazione culturale che abbia un senso ed esprima qualità. Non si tratta solo di stabilire (e abbiamo tutto il diritto di farlo)se la responsabilità è della giunta cammarata, dell'”opposizione”, dei cittadini, della congiuntura attuale. E’ un dato di fatto.

      ps. Sono d’accordo con giovanni p. la tua “critica” (uso le virgolette a ragion veduta) esprime una concezione del diritto come favore, del riconoscimento della professionalità subordinato al potente di turno, della idea distorta che i soldi pubblici siano appannaggio degli amministratori (che in realtà sarebbero i nostri dipendenti) e non degli amministrati (che sono per volontà popolare i datori di lavoro). Prova a fare qualche esperienza di lavoro con amministrazioni pubbliche di città come zurigo, monaco o Lugano. Ti renderai conto della enorme differenza.
      Più cultura, meno arroganza, più capacità di visione progettuale, meno grettezza.

    14. Bravo il nostro Sindaco, bei discorsi! Infatti non è vero che le ex municipalizzate sono piene di amici e di amici degli amici. Prenderci così in giro è oltre il limite della decenza!

    15. Vi prego di rimanere in tema.
      Fabio qui è perfettamente consentito usare un nickname.

    16. Non sono d’accordo sulla privatizzazione delle municipalizzate. I servizi d’interesse generale sono monopoli naturali e non ci potrà mai essere un vero mercato. Di fatto ci possono essere al più servizi pubblici e profitti privati. Se i costi sono troppi ci sono nel mondo milioni di strumenti per il management delle aziende pubbliche, come -ad esempio- quello di legare il mantenimento del posto ai dirigenti, o l’ammontare delle loro retribuzioni, sulla base del raggiungimento di obiettivi misruabili (qualità del servizio, contenimento dei costi, capacità di produrre un reddito tale da attrarre soci privati, “di minoranza”, ecc.). Il punto è che si preferisce l’affarismo e la svendita dei gioielli di famiglia a potentati nazionali senza scrupoli che ci faranno pagare pure l’aria che respiriamo (magari poi finanziando in qualche modo questo tipo di politica).
      E forza italiaaaa….
      Se invece, ma non è il nostro caso, il comune fa l’imprenditore in settori concorrenziali (fino a qualche anno fa il comune di Roma faceva …il latte) allora no, è giusto privatizzare tutto ché nessuno meglio di un’imprenditore sa come fare funzionare un’impresa.

    17. @ Spillo.
      Alcuni servizi pubblici locali non sono realmente monopoli naturali. Pensa alla distribuzione del gas, dove già da tempo operano altre aziende in città, oltre alla nostra ex municipalizzata AMG. Anche lo stesso servizio di trasporto pubblico può essere espletato da più aziende, come in parte avviene a Roma. In ogni caso, anche se vi fosse un monopolio naturale, nulla toglie che il servizio venga affidato a una società privata, che applichi criteri di efficienza al servizio, cosa che evidentemente riesce molto male alle nostre municipalizzate. E’ sotto gli occhi di tutti l’efficienza dell’AMIA nella raccolta rifiuti, e questa inefficienza è dovuta soprattutto alle ingerenze politiche che hanno costretto l’AMIA ad assumere circa 800 LSU creando una società apposita che si occupa dello spazzamento manuale delle strade. A parte che non mi sembra che le strade siano più pulite da quando c’è questo esercito di spazzatori, resta il fatto che l’AMIA si ritrova in bilancio il pagamento di 800 persone in più rispetto alle 1.900 che già aveva in pianta organica. Inevitabilmente si è creata una voragine nel suo bilancio, con conseguenti problemi di liquidità, ritardi nel pagamento dei fornitori, mezzi guasti che non vengono riparati, paventati ritardi nel pagamento dello stipendio di giugno che hanno causato gli scioperi degli straordinari e la mancata raccolta dei rifiuti di questi giorni.
      Insomma, se l’AMIA fosse stata privata non avrebbe mai assunto tutti quegli LSU e non avrebbe avuto quindi problemi di bilancio. Le amministrazioni pubbliche, in caso di privatizzazione, devono ritagliarsi il ruolo di controllori della gestione, devono verificare che la società privata espleti il suo compito con efficacia, rispettando quanto previsto dal contratto. Nulla di più. La gestione può essere lasciata al privato.

    18. magari diventassero totalmente pivate tutte le ex municipalizzate.
      1- tutti i fannulloni (ex lsu o non lsu) fuori a calci nel sedere.
      2- nomine del cda non politiche ma manageriali (il privato campa di utili, un campa di voti elettorali!)
      3- servizi efficienti, li paghiamo si, ma almeno sono efficienti e non ci lamentiamo.
      4- concorrenza nel mercato dei servizi svolti dalle ex municipalizzate, eh eh eh… quella alla quale non siamo abituati dalle nostre parti.
      Privatizza, privatizza prima di andare alle europee.
      Facci questo ultimo piacere, lascia questo segno indelebile, così scardiniamo questo legame forte politica-ex municipalizzate.
      Magari.

    19. Certo, suona strano che proprio Cammarata voglia privatizzare, dopo che durante la sua sindacatura ha infilato centinaia di LSU nelle varie municipalizzate. Che ora voglia portare questo efficientismo è davvero anomalo.
      Non per nulla sta iniziando (e non credo che voglia andare realmente oltre) da una costola dell’azienda del Gas, una piccola azienda con una quarantina di dipendenti, mentre la vera municipalizzata del gas (comunque la più efficiente delle nostre municipalizzate), con qualche centinaio di dipendenti, rimarrebbe totalmente pubblica.

    20. Cammarata vai a ripulire la città che viene lo schifo,siamo invasi dalla spazzatura..NAPOLI 2 sta avendo inizio…fate a gara forse tra chi ha più munnizza!Schifosi…andatevene via…se tu sei sindaco ..CICCIOLINA è VERGINE!

    21. ma parla sul serio di “liberalizzare le partecipate” dalla sua presenza? Bene, meglio tardi che mai…

    22. desidero spendere due parole in favore di Fabio bagnasco,
      Credo che la polemica piuttosto povera innescata da “per fabio” sia uno dei sintomi malati di questa città. Non me ne voglia Rosalio che giustamente sottolinea come i nick siano autorizzati sul blog. Un conto è il diritto di potersi nascondere dietro ad un nick, altra cosa, io credo, lanciare accuse sommarie ed approssimative senza il coraggio di firmarsi in calce. Ogni opinione è legittima e va rispettata finchè almeno chi la sostiene non ha motivo di vergognarsene. Chi non si firma lascia intedere che un po’ prova vergogna per le proprie idee.
      Io credo che sia necessario per recuperare la dignità insita nell’essere cittadini, esprimere le proprie opinioni a qualunque costo, e con il coraggio di difenderle.
      Fabio ha espresso una sua legittima idea sull’amministrazione Cammarata, nonostante un suo progetto (peraltro importante) sia stato finaziato dalla stessa. Non credo sia colpevole Fabio per avere accettato soldi (direttamente o indirettamente) da parte di una amministrazione che non condivide, se il progetto finanziato è in linea con la propria visione delle cose. Così come non credo che il semplice fatto di avere avuto finaziato un progetto legittimerebbe un operatore culturale (quale fabio è, peratro tra i più qualificati della città) ad una posizione rinunciataria nella critica di chi amministra. Se infatti gli operatori culturali, necessarimanete i soggetti che più di altri dipendono dai denari pubblici (visto che la cultura non si autofinazia), smettono di esprimere opinioni dissonanti rispetto all’establishment , perchè “è il piatto in cui mangiano”, il risultato finale è il piattume indecente di questi ultimi anni, con un silenzio assordante da parte di tutti: operatori culturali, se ci sono mai stati! e dell’opposizione politica se mai esistita!
      Quindi ben vengano posizioni critiche da parte degli operatori culturali della città, la capacità critica, non la sterile polemica, è alla base del processo democratico, e forse l’ultima possibile ancora di salvezza per questa città.

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