lunedì 11 dic
  • La rivoluzione di Palermo

    Palermo, 15 giugno 2016. Salvatore si alza dal letto alle 7, per lui quella di oggi è una giornata segnata in rosso sul calendario: se tutto andrà bene, dopo mezzogiorno, a separarlo dalla sua laurea in architettura ci sarà soltanto la discussione della tesi.

    Salvo, come lo chiamano amici e parenti, scende da casa verso le 8 e fa un’abbondante colazione in un noto bar di Mondello paese, luogo incantevole in cui ha la fortuna di abitare; mentre divora il cornetto al gelo di mellone che ha appena acquistato e ammira lo spettacolo offerto dai pescatori, intenti a rattoppare le reti, il suo inconscio va indietro di qualche tempo, quando al risveglio questa splendida piazza, nello stesso periodo dell’anno, si trovava sommersa da bottiglie di Moretti svuotate, su cui il tiepido sole della mattina si rispecchiava, e dai cartoni abbandonati la notte precedente dai venditori ambulanti. Oggi, nel momento più importante per lui, si rende conto che a brillare è solo il mare, di un blu che il rinnovato palmeto della passeggiata rende ancora più intenso.

    Accorgendosi che l’orologio corre, l’aspirante architetto si dirige con passo accelerato verso la stazione della metro – alla fermata Belvedere – un minuto a piedi dalla piazza, proprio di fronte l’inizio della spiaggia. Nel corso del tragitto per viale delle Scienze, venti minuti per otto fermate sulla linea blu (Parcheggio Caboto, Favorita-viale Diana, Favorita-Parco, Parcheggio V. Veneto, piazza Croci, Parcheggio Crispi, Teatro Massimo, viale delle Scienze), si trova per l’ultima volta a percorrere le tappe della routine pre-esame, ripassando mentalmente i passaggi salienti della materia, fin quando alla stazione Favorita-Parco la pubblicità sugli schermi della fermata che si intravedono dalle porte scorrevoli della carrozza gli ricordano un appuntamento speciale per quella sera: la sua ragazza, per nulla scaramantica riguardo all’esito della prova, ha acquistato due biglietti per il concerto degli Oasis alla Favorita Arena, spazio ultra moderno – frutto dell’ingegno della squadra di Renzo Piano – dedicato agli eventi culturali di massa e fiore all’occhiello di un parco ridisegnato dalla matita del re degli architetti; Salvo non ama le folle oceaniche, ma sebbene per l’evento siano stati venduti 90.000 tagliandi, non se lo perderebbe per nulla al mondo, dato che adora la musica dei fratelli Gallagher, che tra un litigio e l’altro, nonostante il passare degli anni, rimangono al vertice delle chart internazionali. È solo il primo concerto di un’estate in cui Palermo, capitale europea della cultura 2016, ospiterà, tra gli altri, anche i Coldplay e i Tokio Hotel: “e pensare che non molto tempo fa su quest’area vivevano gli zingari,” – pensa il giovane – “se qualcuno mi avesse detto nel 2010 che quel giovane candidato sindaco, sconosciuto ai più, avrebbe vinto le elezioni e realizzato una rivoluzione simile, lo avrei quantomeno preso per visionario. E invece…”.

    Nel frattempo la metro è arrivata a destinazione. Salvo scopre di essere tra i primi nella lista di coloro che devono sostenere la prova: dopo un esame brillante, alle dieci e quaranta esce entusiasta dall’edificio 14: è atteso dal primo bagno a mare dell’anno, ma è, più di ogni altra cosa, determinato a dare un contributo significativo alla rivoluzione culturale di Palermo.

    Ospiti
  • 48 commenti a “La rivoluzione di Palermo”

    1. Amico.. cambia pusher! 🙂

    2. Manca il tag : Fantascienza!

    3. Grazie per avermi fatto sognare…mi auguro un 2016 così.

    4. manciasti cozze ?

    5. 2016? Forse 2036 o 2056. Spero comunque di esserci quel giorno …

    6. Ciò che conta non è la data, ma la preparazione e l’onestà intellettuale dei governanti della città…Nel momento in cui ci sarà un piano chiaro per Palermo, allora qualsiasi sogno sarà realizzabile! Non vedo perchè Berlino,Praga e mille altri centri devastati per anni da guerre e governi disastrosi possano assurgere a città rinomate nel panorama europeo, senza avere nemmeno un decimo del background storico e culturale di Palermo.

    7. E’ bello sognare!

    8. Il giovane candidato sindaco … un’idea l’avrei sul suo nome, ma non nutro molte speranze che Palermo e i suoi partiti politici sapranno dare una svolta simile in così pochi anni. Si continuerà con le solite facce e i soliti problemi.

    9. Rivoluzione culturale?
      Ma avete mai visto e sentito parlare i nostri amministratori pubblici? Al massimo potranno parlare ed occuparsi di pecore al pascolo o (un pò più impegnativo) di corse di cavalli.
      Il giorno in cui si riusciranno ad eleggere amministratori capaci, colti , integgerrimi e onesti, forse il tuo sogno sarà meno irrealizzabile.

    10. come dice Maria Cubito, mai i peperoni ripieni di sera prima di andare a letto! visto che effetto fanno?

      MAGARI!!!!!!!!!!!!

    11. magari…..

    12. Cioè… nel 2016 gli Oasis faranno ancora concerti?!?! ihihih, a parte gli scherzi una città moderna e funzionale non mi affascina (solo) in quanto tale, ma anche perchè sarebbe testimonianza dell’avvenuto cambiamento di mentalità in Sicilia, un rinnovamento del pensiero… sarebbero cambiate le teste insomma va!! e penso che un tale evento potrebbe anche invertire il senso dei flussi migratori: tanti “esiliati” come me (presi anche per ingrati, disinteressati, vigliacchi o svogliati…) tornerebbero al nido e porterebbero con sè il bagaglio culturale, sociale, civile ed anche professionale accumulato in altri lidi… con l’entusiasmo di non ritrovare quanto di detestabilmente disarmante avevano lasciato… mi piace crederci anche se non la vedo facile, ma soprattutto mi chiedo: cosa possiamo fare concretamente per propiziare tale “risveglio” intellettuale?

    13. vorrei tanto tornare nella mia amata città e poter dire le stesse cose, ma ahimè sarò cieca. Non le vedo. O forse, tra le tante cose belle fatte da altri non c’è spazio per quelle cose belle che io desidero. E che realizzo, ahinoi in un’altra città.

    14. 2016 o 2020 tanto Palermo può attendere, come nello spettacolo di Ciprì e Maresco. Registi che a Palermo non sono mai stati visti di buon occhio. Forse perchè sono stati gli unici a percepire la sensazione di una paralisi irrimediabile e di una pietrificazione diffusa. Niente futuro perchè c’è un implosione del tempo, un ristagnare in un eterno presente, dilatentesi all’infinito nei circoli malsani della ripetizione. Ammassi di carne amorfa, nelle loro storture e deturpazioni non è difficile riconoscersi. Non a caso in qualche commento di un post visionario si legge di cozze e di peperoni ripieni.

    15. @Luca: ad uno come Cammarata tutto si può rimproverare tranne il non avere cultura. L’onestà intellettuale però è un’altra cosa!

    16. …io ci credo ….ma la Favorita non si può toccare e trasformarla in uno “spazio ultra moderno”….non dimentichiamo la storia….che ci ha lasciato la cosa più bella della nostra città…territorio …terra!!!

    17. come si dice nei forum “quoto manuelo”

    18. magaaaari…

    19. Si tratta senz’altro di righe scritte da un visionario (non pero’sotto l’effetto di cozze, peperoni o hashish :))
      Tuttavia, come diceva il buon Erasmo, le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia!
      La missione più difficile per un aspirante sindaco rivoluzionario sarà senz’altro riunire la maggioranza dei palermitani attorno all’idea che Palermo ha le carte in regola per diventare una big e che non si puo’ più aspettare che lo sviluppo piova dal cielo..

    20. piu probabile che salvo prenderà il delfino fino alla fermata favorita-viale e poi proseguirà cu u sciecco!!

    21. Ingenuo.

    22. bisogna crederci!

    23. assolutamente realizzabile … se non ci fossero i palermitani.

    24. Qualche anno fa, a me e ad alcuni amici forestieri che si esibivano a Palermo, ce lo disse pure Luchetto … se non ci fossero i palermitani

    25. Nel 2016 ancora le persone saranno in lista per il rimborso Tarsu del 2006-07-08,cmq sognare e’ bello e lecito, lo faccio spesso anch’io che amo questa citta’.

    26. Il miracolo potrebbe avvenire! Nel 2016 anche i mafiosi non esistono più hanno capito che non vale la pena vivere come topi! Soli e senza Dio si sono redenti: hanno capito che è più bello far vivere i propri figli in una città felicissima

    27. Scriveva Bernard Shaw: Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono “Perché?”. Io sogno le cose come non sono mai state e dico “Perché no?”
      Credo che la rivoluzione di Palermo non solo sia “sognabile”, ma la sua realizzazione stia nella lucidità di visione, nell’amore per la città al di sopra delle contingenze, nell’impegno operativo e nella collaborazione di molti. Di noi e di voi.
      Credo che la Palermo del futuro abbia bisogno di una grande alleanza generazionale, di una sintesi tra esperienza e giovinezza, tra la generosità di guidare la trasformazione e la capacità di agire quotidianamente per la sua realizzazione.
      Solo l’impegno di tutti noi potrà trasformare il sogno consegnato a Rosalio in un programma di impegno e di azioni, di strategie e di progetti.
      Pur nella complessità del momento e nell’effervescenza della politica alcuni di noi stanno gettando il cuore oltre l’ostacolo per mettere in moto processi virtuosi, per avere una strategia generale, obiettivi condivisi e progetti di qualità. Piano strategico, riqualificazione della costa e rigenerazione del centro storico sono obiettivi non solo dell’Amministrazione ma dell’intera città. Obiettivi che devono diventare patrimonio di tutti in modo che possano camminare su gambe possenti e avere il fiato sufficiente per la loro realizzazione.
      Dobbiamo impegnarci anche nella rigenerazione della politica, perché torni ad essere una parola nobile, un fardello ed una responsabilità e non un termine da cui allontanarsi. Vedo attorno a me, nei giovani che frequento ogni giorno con il piacere e la responsabilità di essere uno dei loro insegnanti, una nuova voglia di politica, di impegno, di partecipazione, di interrogarsi, ma anche di saper trovare risposte.
      Il sogno del giovane futuro architetto della Palermo del 2016 sta anche nella necessità che diventi il sogno di tutti e l’impegno di tanti, impegnati a combattere ogni giorno la battaglia per la qualità della città, per la sua “normalità”, ma anche per la sua ambizione alimentata dalla sua storia e protesa al suo futuro.
      Torniamo a parlare della città e del suo futuro, usciamo dai nostri egoismo consolatori e rimettiamo in circolo la voglia di partecipare, e facciamo in modo che la “Favorita Arena” possa essere progettata da un giovane architetto, magari palermitano, selezionato attraverso un concorso internazionale.
      Non facciamoci mai prendere dallo sconforto, perché il futuro se lo sappiamo sognare, lo possiamo anche fare.

    28. si mangiò troppi biscotti abbagnati nel moscato ;PP

    29. Sono i visionari che cambiano le cose: per gli altri il futuro è solo la perpetuazione del presente.

    30. Vi racconto la storia, breve, di un bambino di 5 anni ,che una mattina di luglio si alzava presto per prepararsi e salire in macchina con genitori e nonni, direzione Roma ; arrivati a Messina dopo 4 ore di viaggio, li’ il nonno prese in braccio il piccolo e gli disse ” Vedi, qui tra poco cominceranno i lavori per creare il PONTE DI MESSINA, così le auto non avranno piu’ bisogno di aspettare 2 ore prima di imbarcarsi per arrivare all’altra sponda, miglioreranno tutte cose per la Sicilia con questa struttura, vedrai…..
      L’ anno era il 1979…..
      I nonni sono morti, quel bambino adesso ha 35 anni, e , crede che forse un giorno prendera’ il suo nipotino e gli dira’ “Vedi, qui tra poco cominceranno i lavori per creare il PONTE DI MESSINA, così le auto non avranno piu’ bisogno di aspettare 2 ore prima di imbarcarsi per arrivare all’altra sponda, miglioreranno tutte cose per la Sicilia con questa struttura, vedrai…..”

    31. Che bello, leggere questa storia mi ha fatto respirare un’aria nuova. Speriamo che chi ci governa abbia interesse a rendere la nostra città più vivibile. Può darsi che queste parole siano di buon auspicio…amo Palermo e vorrei presto vederla diversa. Utopia??

    32. ” facciamo in modo che la “Favorita Arena” possa essere progettata da un giovane architetto, magari palermitano, selezionato attraverso un concorso internazionale.”

      o.k.
      yes we can!

      quando iniziamo a lavorarci sù maurizio…
      pequod

    33. … una boccata d’aria fresca e tutt’altro che utopistico

    34. Ci stiamo lavorando: a Palermo serve una stagione di concorsi di progettazione per mettere a confronto idee e soluzioni.
      Ne ho già parlato con alcuni colleghi architetti e con i direttori di alcune riviste di architettura nazionali e sarebbero entusiasti di dare il loro contributo.
      Ma se vi dicessi che è facile mentirei.

    35. Tutto perfettamente realizzabile se solo prima passasse un tifone telecomandato che si portasse via tutti coloro che fanno finta di governarci in Sicilia e a Roma, e anche “UNA PUOCU” di palermitani servi di queste nullità…

    36. che le parole di questo post, una per una, possano realizzarsi…

    37. magari Maurizio, sarebbe bello poter realizzare davvero tutto questo. sarebbe bello che noi giovani architetti palermitani, avessimo voce e spazio nella progettazione di una palermo nuova, proprio come pensavamo durante le sue lezioni. sarebbe bello riuscire a trovare un posto dove riconoscerci in una città che l’unico spazio che dà ad un giovane architetto è quello a 300 euro al mese dentro lo studio di qualcun’altro proprio perchè siamo troppo giovani per poter dire la nostra, nonostante abbiamo grandi sogni che possono essere grandi progetti per una città, che almeno personalmente, amo….

    38. Vendo 2 biglietti per il concerto degli Oasis all’Arena Favorita. Vero affare 500 euro ognuno.
      Solo consegna a mano.

    39. io domani vado a vedermi gli All Blacks ai campi malvagno

    40. Cari amici, tutto passa dall’incanalare tutti i giovani palermitani e i professionisti come il Prof Carta, innamorati della città, in un progetto partecipato che non tradisca Palermo come accaduto in passato con protagonisti diversi

    41. maurizio
      credo davvero che non sia facile e che già state lavorando ma….ma avrà tutto un senso solo se sarà partecipato da tanti..da tutti.soprattutto dando la possibilità anche a Gabriella e ad altri giovani architetti di dare il loro contributo.occorre creare l’entusiasmo per il raggiungimento di un obbiettivo e poi davvero YES WE CAN
      ..se no sarà sempre la stessa,solita, minestra..per pochi.
      pequod

    42. Il mio assessorato ha le porte aperte alle vostre proposte e alla vostra capacità di farvi carico di una parte delle soluzioni ai problemi. Solo caricando il peso delle soluzioni su molte spalle esso sarà sopportabile e riusciremo a portarle avanti.
      Usiamo la rete per ascoltarci ma guardiamoci anche negli occhi.

    43. Professore, faccia in modo di chiudere Palermo al traffico della auto private. Mettete sul campo 80 autobus nuovi, e 200 vigili urbani che multino chiunque sgarri. Accordatevi con le aziende di trasporto per rendere più dinamico il trasprto urbano ed extraurbano (soprattutto più economico). Punti a rendere la città viva 24h. Favorisca il wi-fi pubblico e gratuito in tutte le aree verdi della città e nei luoghi di maggiore frequentazione all’aperto. Incentivazione alla produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili. Sviluppo di piste ciclabili protette, vere piste ciclabili! Eliminazione di ogni progetto che preveda la costruzione di altri inutili parcheggi. Immediata rimozione delle centinaia di carcasse d’auto che insistono nella città da anni. Raccolta dei rifiuti differenziata e porta a porta.
      Il miglioramento della qualità della nostra vita passa necessariamente attraverso la tutela dell’ambiente in cui viviamo, ma non solo.
      Palermo ha bisogno di ricostruire una propria identità anche in ambito culturale, affinché i suoi cittadini possano condurre un’esistenza vivace oltre i confini del proprio lavoro e della propria casa, riscoprendo l’orgoglio e il piacere di essere palermitani.
      Questo è solo ciò che sommariamente Le suggerisco di attuare insieme al resto della giunta. Basta solo la volontà di farlo.

    44. Annibale, sono d’accordo su tutto, tranne che sui parcheggi…Non dobbiamo dimenticarci che le persone che vengono nel centro di Palermo dai paesi o dalla periferia la macchina, prima di prendere l’autobus o la metro, dovranno pur lasciarla da qualche parte…

    45. Bisogna incentivare il non acquisto dell’auto, cominciare a capire di farne a meno. In merito a chi viene da fuori, avevo accennato al rafforzamento del trasporto extraurbano proprio per quello. Se già i palermitani non utilizzano più l’auto e cominciano a non acquistarne più (come è abitudine tra i giovani del resto d’Europa, Italia esclusa), sarebbe cosa gradita e benefica per la città. Chiaramente sono miglioramenti e trasformazioni che necessitano di tempo.

    46. Gentilmente, i signori palermitani che solitamente gufeggiano o fanno finta di parlare di realismo, pessimista… che non scrivano qui.
      Lasciate questo spazio a chi, non dico stia lì a sognare semplicemente, ma almeno si dimostra propositivo.
      Inutile stare a fare del sarcasmo sul 2036-2056, o se ha mangiato cozze o fumato hashish.
      State in silenzio, continuate a fare quello che facevate, lasciate spazio a chi vuole evolversi, a voi non costa nulla, non perdete nulla, ma non comportatevi da inutile zavorra, fate lavorare il cervello di altri… che non sono quelli che governano per ora.
      Grazie.

    47. Mi piace questo post. Mi piacciono anche i commenti al post che trasudano di folle e visionario affetto verso Palermo. Io credo che Palermo potrà cambiare.. e credo che questo avverrà tra qualche anno. Ne sono certo. Sono presuntuoso perchè penso di fare parte di una generazione che non ha paura di cambiare, pur rispettando tanto le proprie tradizioni, la propria storia. Caro Maurizio, ho visto il tuo progetto per il waterfront. Credo che tu ti stia impegnando per la nostra città… però non mi levo dalla testa la munnizza che vedo per le strade e soprattutto non riesco a dimenticare la ragione per cui tutta quella munnizza è per le strade.
      Io, torno a dire, credo che cambieremo tante cose qua a Palermo, ma intanto, bello alla svelta, dobbiamo risolvere il problema munnizza…

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