lunedì 18 dic
  • La Palermo di Mollica

    Una foto di Mimì Mollica

    Le foto di Palermo di Mimì Mollica, panormita espatriato, circolano da un po’ di tempo sulle testate anglosassoni, prima sulla Financial Times Magazine, poi su Burn, una rivista online curata dalla Magnum, e ora sul Guardian. Mollica ritrae la città nella tradizione da fotoreporter di Letizia Battaglia, ma concentrandosi di più sulle ambiguità della vita quotidiana che, attraverso il suo obiettivo, acquistano qualcosa di inquietante. Le foto ritraggono la Palermo che tutti conosciamo, ma ce la fanno vedere con la lente d’ingrandimento. Sono foto che disgustano, divertono e fanno pensare. Mollica sostiene che parlano di mafia, anche se non ci sono cadaveri eccellenti e pozze di sangue, ma solo personaggi dall’aspetto losco, edifici di cemento armato e cani randagi. O sono invece delle foto di persone normali, in un posto normale, dove lo stereotipo mafioso è imposto dall’autore? Si potrebbe aprire un dibattito, ma prima bisogna farsi un giro.

    Palermo
  • 19 commenti a “La Palermo di Mollica”

    1. le foto sono davvero belle e sul suo sito ce ne sono di bellissime. Grande Mimì, un gran bel pezzo di palermo a londra.

    2. grande Mimì, conoscevo già il sito!

    3. Sono foto che istigano all’odio e alla violenza. Siti come quello andrebbero chiusi, perché alludono ad un fenomeno – quello della mafia – che notoriamente non esiste e che purtuttavia ormai connota negativamente la Sicilia e i siciliani.
      Che accadrebbe se ad un certo punto qualcuno incontrasse un siciliano e, istigato da quelle foto, gli tirasse addosso un souvenir?
      Sicuramente Rosalio e Pizzolato sarebbero i mandanti morali dell’abominevole gesto.
      E comunque, in ogni caso, piena solidarietà senza se e senza ma.

    4. quoterrimo isaia paunduri:)

    5. belle, molto belle, c’è un po’ di ciprì e maresco

    6. Personalmente ritengo Letizia su un altro pianeta.
      Alla fine non ci vedo niente di speciale in queste foto, neanche poi un occhio cosi particolare…cioe’ mi sembrano foto che chiunque non sia timido possa fare con una digitale…
      Seguiro comunque l’autore, quindi grazie per la segnalazione 🙂

    7. quanto meno hanno portato Rosalio nel mondo…se notate bene i manifesti strappati alle spalle dell’ uomo sono quelli di “casa Minutella” se non sbaglio e si legge benessimo in entrambi il logo del sito!!XD

    8. Ci sarebbe da considerare poi quel loghetto in alto a dx che spunta nella fotografia… eh!

    9. exodus?! si è vero ma quello non lo conosco!!:P

    10. Le foto sono molto belle, raccontano parecchie cose,
      che sicuramente non “istigano all’odio e alla violenza”.

    11. Mi associo a Sebastiano. Mi sembrano dei bianco e nero non particolarmente originali. Comunque grazie della segnalazione, non conoscevo il fotografo (poi se gliele hanno pubblicate sul Guardian, tanti complimenti)

    12. Perchè nelle foto ci sono “messaggi subliminali” di Rosalio?

    13. Bel pezzo di Palermo.

    14. Sono abbastanza perplesso. Il fatto che The Guardian le abbia pubblicato non significa certo che sono foto spettacolari. La composizione mi sembra volere accentuare troppo un carattere caricaturale della gente di Palermo che probabilmente piace a qualche turista ignorante, ma che a me non convince proprio.

      In una delle sue foto sembra quasi “felice” di raccontare i negozi che vendono souvenir del padrino…

      A parte l’aspetto estetico (che da purissimo amatore ma altrettanto attento acquirente di libri di fotografia non mi sembra superi la mediocrità), il servizio mi lascia una sensazione sgradevole, come di chi voglia far l’occhiolino ad un fenomeno e ad una nomea che purtroppo (a torto o a ragione, non importa) ci portiamo addosso.

    15. Pietro sarebbe davvero poco complessa come foto contenente messaggi “subliminali”.

    16. niente di speciale nella foto sopra
      quello che caratterizza palermo è nel manifesto dietro
      il manifesto strappato, casa minutella, rosalio.
      miii…. allisciamento 🙂

    17. Grande, gradioso Mimì. Dovreste vedere come ha “raccontato” Castelbuono nel nuovo libro – con testi di Roberto Alajmo – per Edizioni di Passaggio “Castelbuono, la città gentile”.

    18. Io non sostengo che queste fotografie parlano di Mafia. Le mie fotografie illustrano una realtà che filtro secondo la mia prospettiva. La realtà che vedo e che racconto è quella di una società costretta a sopravvivere, e poi a convivere, con uno dei fenomeni più tristi della nostra storia. I tratti presenti non sono artefatti ma testimoni di ciò che esiste già nella nostra Sicilia, e che porta i segni evidenti di un malessere fin troppo evidente per essere ignorato. A chi mi rimprovera di promuovere una Sicilia triste e buia, dico solo che io faccio il mio mestiere di fotogiornalista e che lascio ai tour operator il compito di promuovere e divulgare l’aspetto naturalistico e di folklore della Sicilia, per attrarre turisti.
      Io non faccio propaganda, racconto solo porzioni di realtà.

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