venerdì 22 set
  • “A Palermo non c’è il lavoro”…né la voglia di lavorare

    Il post che state per leggere è un post polemico, non provocatorio, e contiene alcune cose che spesso non ci si vuole sentire dire. Ma ci sono tante medicine amare come l’acquisire consapevolezza che non si è obbligati a prendere.

    «A Palermo non c’è il lavoro». L’avete sentito dire tante volte, no? Non è vero. Non c’è molto lavoro regolare, non c’è molto lavoro ben retribuito, non ci sono più i tanto desiderati e ambiti “posti” (perché le banche si accorpano e la Regione prima o poi fallirà, anche se qualche altra infornata di lsu che diventeranno dirigenti e avranno le pensioni baby non mi sentirei di escluderla).

    C’è invece un enorme spazio per chi ha voglia di fare e per l’imprenditoria, c’è poca concorrenza e se si è strategicamente brillanti si ha la possibilità di avere per molto tempo un oceano blu incontaminato in cui nuotare e profittare. In che campi? Nel turismo, ad esempio. Imprenditoria significa avere un’idea, portarla avanti e, ebbene sì, anche rischio. E cercare di guadagnare i soldi sul mercato con prodotti e servizi validi, non di fregarseli dalla 488, dallo Stato, dall’Ue o dalla Regione e di fare business zoppi o mascherati da qualcos’altro fin dalla nascita. Nel breve periodo funziona e sembra una gran furberia, nel lungo affondiamo tutti, voi e chi vi viene dietro. Capito? Non mi parlate di pizzo perché oggi non siamo negli anni ’80 grazie ad alcuni visionari come quelli di Addiopizzo, allo Stato, ai magistrati e alle forze dell’ordine. Vengano pure ‘sti esattori superstiti, così facciamo arrestare pure loro. Né ditemi che non si possa fare…se non dopo averci provato e avere fallito. Troppo comodo dirlo prima.

    E adesso il punto più delicato: non c’è la voglia di lavorare. Ho sentito dire tante volte da amici imprenditori «li pagavo per riscaldare la sedia», riferendosi al periodo di prova o a dipendenti assunti che pensavano che il loro compito si dovesse limitare più o meno a quello. E si sentivano anche furbi per gli stipendi che erano riusciti a fregarsi lavorando il meno possibile. Ancora: Nel breve periodo funziona e sembra una gran furberia, nel lungo venite licenziati e diventerete carne da call center o da lavoro socialmente utile. Finché durerà. E non durerà per sempre. Capito?

    Non credete che non ci sia voglia di lavorare ma di “posto”? In un post sulla cassa integrazione per i dipendenti AliCos del 2009 facevo gli stessi discorsi a chi si lamentava del precariato e chiedevo di inviarmi dei curricula a chi fosse in possesso di una laurea in Scienze della Comunicazione o Lettere. Sapete quanti curricula ho ricevuto: zero. Perché? Penso che fosse perché c’era da lavorare. Persino il precariato del call center era meglio che lavorare, no?

    Facendo finta di niente rispetto a questo pessimo segnale che arrivava dal mercato del lavoro ci siamo messi in testa con alcuni amici di creare un’impresa editoriale la scorsa estate. E siamo ancora impantanati. Principalmente ciò avviene perché abbiamo fatto delle valutazioni sbagliate, poiché nella regione della disoccupazione non troviamo giornalisti che:

    • vogliano essere assunti (c’è un “simpatico” meccanismo di circuito di precariato che permette loro di percepire un’indennità anche per dei mesi non lavorati – nero a parte – e di avere dei benefici previdenziali…poi c’è anche chi vive in un mondo tutto suo in cui pensa che le testate cartacee abbiano un futuro e non vuole buttarsi nell’online, quindi cerca di instaurare una collaborazione);
    • vogliano andare in strada a cercarsi le notizie invece che fare copia/incolla dalle agenzie di stampa. 😮

    Se non vi siete ancora avviliti aggiungo di avere sentito con le mie orecchie la frase: «Ah, ma allora qua c’è da lavorare sodo…». Ma va! Pretendi forse che lo stipendio te lo mandiamo a casa?!?!

    Poi ci sono i “sedicenti esperti”. Vale per i giornalisti di cui sopra che a volte hanno inviato articoli privi delle cinque W che il canone prevede e che non si potevano assumere in quelle condizioni. Oppure, ad esempio, molti laureati in Scienze della Comunicazione (che da dottorando ho contribuito a “sfornare”) che credono di poter aspirare a un ruolo manageriale ex abrupto in virtù di non so quale qualifica acquisita durante i molteplici studi di germanistica e alla Champagneria (tradotto: l’università non è l’impresa e il training è sempre necessario). Io lavoro col web, quindi se devo assumere qualcuno mi serve una competenza sui social media che non ti dà né il commentare su facebook né l’uso di Live Messenger. Quindi ti devo formare. Però sono disposto a investire su una risorsa non ancora formata nel mondo reale del lavoro pagandola pure, seppure “poco” (su questo ci sarebbe da discutere però), anche perché dal sud bisogna essere competitivi (ma teoricamente l’offerta di laureati sul mercato del lavoro è alta e il costo della vita è basso). E poi sono molto impegnato a procacciare il lavoro per tutti noi, quindi voglio una persona proattiva e che proponga soluzioni, non che cerchi di ottenere da me le risposte (la “pappa pronta”). Io devo prendere le decisioni tra più proposte, casomai. E qui facce perplesse e nuvoletta con dentro la scritta «Ma io sono laureato! Ho pure il pezzo di carta in salotto!»…come tutti al giorno d’oggi, certo. E si opta per rimanere a casa a mandare curricula, con capatina a Mondello nel pomeriggio, invece di imparare qualcosa di pratico seppure pagati “poco”. Troppo ardito pensare che una risorsa lavorativa che impara velocemente e produce possa ambire a un velocissimo aumento di stipendio e a ruoli manageriali (avendo a che fare con imprenditori onesti, s’intende). O peggio si va a Milano a farsi sfruttare a 1000 euro al mese, il che vuol dire che (tenuto conto del costo della vita) a fine mese non rimane nulla mentre qui qualcosa sarebbe rimasto…salvo poi tornare tra qualche anno e finire risucchiati dal vortice clientelare/affaristico di cui sopra. Conosco anche società che cercavano sviluppatori in ambiente LAMP e si sono visti arrivare esperti di FrontPage… (tradotto: va’ sturìa prima di dire che non c’è lavoro!).

    Ma non dobbiamo contare anche il “problema climatico”? Ad aprile, prima di partire per New York, c’era gente che sollecitata a “quagliare” su alcune cose mi diceva: «Ma ora c’è l’estate…». Tradotto: se ne parla a ottobre!

    Qualcuno dice che questa scarsa propensione al lavoro sia uno spagnolismo. Dopo cinque secoli di dominazione sarebbe ancora nel nostro dna l’idea per cui chi lavora non è il nobile ma il contadino…che vergogna, eh!

    La beffa? Non è un problema di incapacità. È come se il contesto contribuisse a questa lagnusìa. Gli stessi palermitani appena vanno fuori diventano attivissimi e finiscono in posti chiave. Persino qui in America succede. Perché???

    Ho torto? Non tutti sono così? (ovviamente) Ok. Aspetto i vostri curricula (giornalisti e web). 🙂

    Diciamo pure che il prossimo passo per me è lasciare l’idea di fare impresa in Sicilia e di cercare di creare posti di lavoro puliti, duraturi e non clientelari (sono pazzo, esatto) e farmi i cavolacci miei come web strategist e con i progetti web che funzionano già, con le espansioni che richiederebbero e con altre persone con la voglia di lavorare che non ho finora trovato qui. Magari a Milano, o nella Silicon Valley. Chiamiamolo ultimo tentativo (già, potrò dire di averci provato).

    Palermo, Sicilia
  • 162 commenti a ““A Palermo non c’è il lavoro”…né la voglia di lavorare”

    1. Sono completamente d’accordo con te, ho solo 2 obiezioni di cui la seconda di ordine generale, non rivolta a te specificamente dato che non abbiamo mai lavorato insieme e pertanto non posso muoverti critiche. Prima obiezione, il costo della vita a Palermo è basso se fai la vita dell’immigrato cingalese, viceversa se vuoi mantenere uno standard consono al lavoro svolto: webmarketing guru, socialmedia skipper o qualunque altro fanstastico job vogliamo inventare, il costo della vita diventa paragonabile non dico a quello di Milano ma a quello di Piacenza o Reggio Emilia sì. Seconda obiezione, se cerchi un lavoratore proattivo e competente devi motivarlo economicamente, cioè gli devi dare obiettivi da raggiungere a fronte di vantaggi economici consistenti e certi, ergo contrattualizzati, oppure prenderlo come socio e pagare i premi di produzione con i dividendi quando i fornitori sono stati pagati. Si chiede al dipendente responsabilità e competenza trascurando poi suoi pareri: esperienza diretta, la mia, in piccole imprese che sono fallite per questa arroganza impreditoriale e mi hanno riferito di imprese ben più grandi di quelle in cui ho lavorato che hanno seguito la stessa trafila e sono collassate.

    2. Il tono chiaramente è un pre-vaffanculo…

    3. Hai purtroppo tralasciato, caro Tony, la trappola del RADIOSO FUTURO.
      Che è quella secondo cui tu cominci a lavorare e io per ora non ti pago o magari ti dò giusto un rimborso spese (perché il periodo ahimè, è di crisi in questo momento) ma in cambio ti offro di farti una esperienza e soprattutto ti prospetto un RADIOSO FUTURO nel quale, credimi, non appena finisce questo piccolo periodo di crisi per colpa del quale non ti posso pagare, tutto sarà meraviglioso e NOI faremo un sacco di soldi. Sì, anche tu, non solo io. Devi solo crederci e presentarti ogni mattina alle 8. Mi raccomando puntuale.

    4. a Palermo ci sono anche GROSSE aziende dove i dirigenti quando hanno di fronte un impiegato capace, innovatore, propositivo e che mette in discussione il loro metodo provando, con dati alla mano, che questo può essere migliorato al posto di tenerselo stretto cosa fanno? LO SEGANO per timore di fare brutta figura col titolare.

      Ho avuto il ben servito mercoledì: adesso, con mio sommo dispiacere, sto mandando curriculum in tutte le aziende del mondo tranne che in quelle di Palermo!

    5. E’ sicuramente “uno spagnolismo” come tu dici ma anche il “ma chi me lo fà fare” dato che il contesto generale in Sicilia è questo (tranne rari casi come il tuo), vedi i politici che invece di proporre e sostenere nuove imprenditorialità creano bacini di precariato proponendo sempre assunzioni “stataliste”.
      Tant’è che la Fiat paragona gli impianti italiani a quelli polacchi, serbi, messicani mica a quelli tedeschi o francesi o svedesi. Per funzionare a lungo un impresa in Sicilia deve avere una montagna di pazienza (burocrazia) e soldi (pagare x fare niente). Auguri per la tua impresa.

    6. le cinque W:
      .
      chi
      cosa
      quando
      dove
      perche’
      .
      verosimilmente,azzeccarle tutte e’ come
      fare cinquina al lotto.
      .
      sicuramente avere trent’anni ed un’intelligenza viva e’ il momento migliore per provarci.
      .
      Tanti Auguri

    7. è vero. purtroppo funziona così: conosco moltissima gente che pur di non lavorare preferisce vivere con l’indennizzo di disoccupazione o facendo dei piccoli lavoretti in nero che possono abbandonare appena si stancano. ma c’è anche chi per vivere è costretto ad essere sfruttato da aziende che vanno avanti solo con il lavoro in nero. e che dire dei co.co.co.? impelagata in uno di questi, non riesco neppure a farmi fare un prestito da una finanziaria. ed ho anch’io la mia bella laurea (in scienze della comunicazione), la mia esperienza lavorativa, ecc.
      il futuro? a volte quando ci penso mi manca il respiro

    8. Questa facolta’ di Scienze della Comunicazione
      mi pare che stia dando troppe delusioni
      in termini di sbocco lavorativo.
      .
      Una volta c’era Scienze Politiche
      che era facile da conseguire e
      poi lasciava a terra.
      .

    9. Da me capitano un sacco di persone che vogliono lavorare, però appena gli proponi di metterle in regola dicono di no perchè hanno già un altro stipendio statale (comunali, lsu, statali…perfino un professore di scuola!).
      Circa quello che diceva qualcuno sul fatto che chi lavora bene non è incentivato, da datore di lavoro voglio fare notare questo:
      se voglio incentivare un mio dipendente ad esempio aumentandogli lo stipendio di 500€ al mese, tra tasse e contributi a me viene a costare quasi 1.500€! Allora devo fare i conti e magari mi posso permettere un aumento di 300€ al mese che per me saranno 1000€. Risultato: lui non è contento perchè GIUSTAMENTE ne voleva 500. Ma come si può fare? E’ un sacco di anni che si dice che le tasse sui lavoratori sono troppo alte.

    10. Credo il problema si aleggermente diverso.Credo si verissimo che non c’è voglia di lavorare.Questo lo attribuisco al fatto che molti giovani oggi proseguendo con gli studi o li terminano e dopodiche non hanno voglia di mettersi in gioco o di arrangiarsi a fare qualcosa di diverso o di umile rispetto al proprio titolo di studi. Oppure troppi anni a studiare e a non far niente godendo la bella vita alle spalle di mamma e papà…rende durissimo poi tornare alla vita reale e sudare. Di imprenditori che vogliono aumentare di 500€ lo stipendio…o vittime di lavoratori che non vogliono fare nulla…sinceramente è una realtà molto distroti. Sono molto di piu’ gli imprenditori disonesti con i lavoratori.Imprenditori che se ti pagano ti pagano due lire e con i loro tempi e riducendoti in schiavitù ( no ferie no permessi orari assurdi..vita privata ridotta all’ooso)Imprenditori che ti dicono che c’è crisi e poi comprano al figlio un telefono che ci vorrebero tre dei tuoi stipendi, che continuano ad investire su tutto tranne che sul personale visto solo come un maledetto costo e una risorsa da sfruttare e spremere al massimo.

    11. Vorrei commentare ma mi astengo…sai già! 🙂

    12. a palermo non c’e’ rispetto per il lavoro.
      tante volte da parte di chi lo offre… troppe volte da parte di chi lo cerca.

    13. Ciao Tony, complimenti per il tuo articolo.
      Lo condivido pienamente.
      A tal proposito vorrei dire la mia sperando di non andare OT.

      Ho “appena” 42 anni e dal 31 gennaio sono senza lavoro. Dal 2003 al 2009 ho avuto una breve esperienza imprenditoriale che però ho dovuto interrompere in quanto i Clienti non pagavano.

      Nel settembre 2009 pensavo di aver trovato un’ottima sistemazione SENZA RACCOMANDAZIONE presso una azienda palermitana gestita da un giapponese e da un tedesco. Per circa due mesi io e mia Moglie, anch’essa assunta nella stessa azienda, abbiamo lavorato in nero, poi è arrivato il lampo di genio: il contratto LAP fino al 31 gennaio. In quella data ci è stato chiesto di proseguire ulteriormente il contratto per mancanza di denaro aziendale, fermo restando il fatto che entrambi i titolari continuavano a viaggiare con automobili ammiraglie straniere (di cui una appena acquistata). Abbiamo deciso di andarcene non per il LAP ma per il semplice motivo che aspettiamo ancora oggi gli stipendi per i mesi lavorati in azienda.

      In questo caso il lavoro e la voglia di lavorare erano presenti. Gli imprenditori hanno giocato un ruolo fondamentalmente distruttivo.

      Dal 31 gennaio ad oggi invio sempre CV a tutte le aziende Italiane compatibili con la mia esperienza professionale (sistemista HW con circa 15 anni di esperienza). Le aziende, quando rispondono, mi comunicano che cercano persone molto più giovani di me ma con la stessa esperienza 😐 Possibile ?
      Ho anche i requisiti per la 407 !!!

      Fortunatamente mia Moglie ha trovato lavoro presso Poseidon…..come sguattera. Lavora infatti dalle 8 del mattino alle 10 di sera, senza mai un giorno di riposo, per XXX euro al mese. No, non sto nascondendo il suo stipendio. Le XXX stanno a significare che prende il 3.5 % lordo sullo scontrinato secondo quanto previsto da una boiata dello Stato ovvero l’Associazione in Partecipazione. Un nuovo modo di avere dipendenti ad un costo proporzionale al fatturato. Le pulizie del negozio sono ovviamente a carico di mia Moglie e delle altre tre povere colleghe. Ipotizziamo che l’introito mensile sarà di circa 500-600 euro. Purtroppo non ci possiamo permettere “il lusso” di rifiutare queste cifre. No comment.
      Questa situazione mi sta moralmente distruggendo.

      Anche in questo caso sia il lavoro che la voglia di lavorare sono presenti in abbondanza. Gli imprenditori sono sempre gli stessi…..

      Il mio CV non te lo invio in quanto non penso possa essere di tuo interesse.

      Desideravo soltanto condividere con i lettori di Rosalio la mia esperienza al fine di evidenziare come l’argomento trattato nel tuo articolo presenti numerosi casi e varianti oltre a quanto da te descitto, fermo restando che è stato bello leggerti fino alla fine.

      Scusatemi, sono andato lungo.

    14. Quoto Salvo. Siino prendi insacca e porta a casa.

    15. non vedo cosa c’e’ da quotare in quello che ha scritto Salvo,che ha portato solo una testimonianza amara.
      Niente ci ha detto sui suoi studi e sul loro livello finale.
      Fare il sistemista HW per 15 anni non credo sia un punto a favore in un settore dove le tecnologie evolvono rapidamente e l’unica cosa che puo’ aiutare e’ la metodologia,mentre la conoscenza di sistemi ormai obsoleti e’ piu’ una zavorra .
      E questo il motivo per cui a macchine nuove si preferisce gente nuova.

    16. Cosi’ come nel mondo del calcio la vita del calciatore e’ di breve durata,
      nel mondo delle tecnologie avanzate la vita
      del sistemista hw ed anche sw
      ha una durata non illimitata.
      .
      E’ l’esperienza dell’idraulico o del pasticciere
      che io valuto preziosa.

    17. Grande Tony! Ottimo articolo e ottima provocazione!
      Condivido appieno, posso anche dire però che ho conosciuto ragazzi veramente in gamba e volenterosi a Palermo….sarà una percentuale ridotta, un 5%?!?!?!? ma c’è……
      Faccio parte di quelli che hanno studiato fuori, si sono fatti il mazzo e hanno anche riprovato a fare qualcosa di buono a Palermo.
      Forse non ho avuto abbastanza pazienza e determinazione….sono rientrato a Milano dove per mia fortuna (mi occupo di marketing in azienda) guadagno bene e spesso ho anche grandi soddisfazioni.

      ….il richiamo della mia terra però lo sento sempre, cerco di fare qualcosa “da lontano” ma è semrpe troppo poco quindi il mio input è…..troviamo nuovi modi di collaborare (io un’ideuzza ce l’avrei!)

    18. Pepè ribadisco che un cocktail a Palermo e a Milano non costa uguale. Nessun problema a pagare adeguatamente un dipendente competente, mentre sulla proattività mi sentirei di pretenderla da chiunque e mi pare difficile contraddirmi.
      Alemisia hai colto. 😀
      Isaia non è un mio problema né il mio caso.
      Licenziato inviane uno anche a me, anche se non congruente.
      Salvatore appunto: glielo dobbiamo rompere ‘sto giocattolo ai politici ma se i lavoratori aderiscono perché possono avere uno stipendio senza lavorare siamo a mare.
      Giorgio grazie, mi serviranno. Il problema non è la laurea, è la testa.
      Roberta coraggio, non demoralizzarti.
      KK ti capisco e tanto.
      Pippiniello io posso rispondere delle mie intenzioni e azioni.
      Simona ma no, scrivi. Così parliamo del “corteggiamento professionale”… 😛
      Marcopy, già. Proviamo a cambiare le cose?
      Salvo inviami il curriculum.
      Kirikù lo schema game è dannosissimo per l’Italia.
      Sandro non è una provocazione: è la verità! Scrivimi.

    19. Titolo eloquente, condivido in pieno. A Palermo non c’è lavoro e chi vuole lavorare non resta certo qui. Perchè lavorare non è solo avere un’occupazione, ma essere retribuiti equamente, essere rispettati e non visti come se mi facessero un favore ad assumermi e tenermi lì. Per questo me ne sono andata a Milano. Perchè fare la giornalista a Palermo non è possibile. E se non dovessi riuscirci nemmeno a Milano almeno saprò di averci provato senza essere rimasta ad aspettare il nulla!

    20. Sai che ti sarebbe utile cambiare atteggiamento? Il ‘corteggiamento professionale’ non esiste. Tra professionisti, se si è tali, si entra in comunicazione e se ci sono intesa, compatibilità, la volontà di cui parli tanto, si collabora. Si uniscono le competenze per raggiungere un risultato. Altrimenti no! E’ molto semplice come meccanismo…dovresti provarlo! 😉

    21. Anna massimo rispetto per la tua scelta ma noi stiamo offrendo credo qualcosa di simile a quello che ti poteva interessare.
      Simona probabilmente siamo incompatibili: sei troppo skillata. Dovresti assumermi tu mi sa. 🙂

    22. Mi sa anche a me! Mandami il cv!

    23. Storia assolutamente vera, non ho aggiunto una virgola.
      Negozio con diversi impiegati, tutti regolarmente assunti con contratto a tempo indeterminato.
      Azienda che, nel suo piccolo, è seria, sana e paga regolarmente e puntualmente i propri dipendenti.
      Ore 9.30, di una mattinata di fine giugno: comincia il PRIMO giorno di prova della settimana prevista (comunque retribuita) di, chiamiamola così, Pippinella, 20 anni, appena diplomata, esperienza zero.
      Ore 9.50, squilla il mio telefono in ufficio: è la responsabile del negozio, che mi dice “Pippinella vorrebbe sapere qui con le ferie come siamo organizzati…”
      Ore 13.00 Fine del periodo di prova di Pippinella.

    24. Ma sei scandaloso a scrivere queste cose!
      Qui vogliono lavorare tutti.. ma siamo in Sicilia e il lavoro non c’è di standard e se pensi diversamente sei un comunista della peggiore specie, sovversivo ed anche un po stronzo.. si può scrivere?
      Scrivi che c’è gente lagnusa.. ma sei pazzo!? Non è vero. Scrivi che c’è gente che scalda la sedia e se ne vanta: ma babbìi?!?
      Queste cose non si dicono, non si pensano e peggio ancora non si scrivono: è come bestemmiare in Cattedrale.

      PS: Non avessi un lavoro (quello vero tipo quello che cerchi) una casa e una famiglia.. a NYC ci andrei di corsa pure io.. ma forse sono un lagnuso non-emigrante

    25. Caro Tony, e cari trentenni palermitani come il sottoscritto che sono nati a Palermo e che magari non ci vivono più per diversi motivi…
      Siamo cresciuti in un periodo, chi più chi meno, dove abbiamo visto sempre più degradare la nostra città, senza che nessuno sia mai riuscito a capirne il motivo. Provate a chiedere non ad un ventenne, ma un sessantenne come viveva a Palermo negli anni ’60/’70.
      Che lavori c’erano, che vita si faceva. E quanta disoccupazione c’era… Si, è vero, si viveva con poco, ma si viveva dignitosamente. Io ho sempre visto e vissuto la città di Palermo come ampiamente classista, dove l’operaio e l’artigiano venivano guardati con sdegno e quasi sospetto dai viventi della “PALEMMOBENE”, magari dottori, imprenditori e politici. Quando c’era da farsi belli, si gettavano in campo loro, quando c’era da far vedere il peggio, si mostravano le vie del capo e il degrado dello zen. Il lavoro è sempre più venuto a mancare proprio perchè sempre più abbiamo voluto somigliare e appartenere alla “PALEMMOBENE”, anzichè guardarci intorno e cercare di alzarci le maniche e fare anche uno solo dei lavori che invece gli immigrati fanno. Perchè ci sentiamo fin troppo nobili per certe cose. Tony, come il tuo è uno sfogo, anche il mio lo è, e cercherò di mantenere toni civili, giusto per risultare offensivo.
      Palermo è una città morta, come lo sono Napoli, Reggio Calabria e la maggior parte delle città del sud. Un’idea non cambia il mondo, ma un mondo di idee potrebbero smuovere qualcosa. Tu sei una mosca bianca tra tutte le persone che vivono a Palermo e che non solo si danno da fare, ma sono propositive e piene di idee, giusto per essere ripetitivo. Ma trovamene altre 10 che siano altrettanto menti valide come le tue.
      9 lavoreranno come cococo ppt e chi più ne ha più ne metta.
      Perchè ci stanno facendo crescere sempre più come essere inutili, per colpa dello stato ma anche per colpa di chi ha vissuto come ti dicevo 40 anni fa e che oggi cresce figli che non vuole assolutamente che vadano a fare lavori umili, perchè vogliono il figlio dottore, perchè non vogliono che il figlio “soffra” come ha sofferto la sua famiglia.
      Beh… In verità ti dico, proprio perchè hanno “sofferto”, oggi si possono sedere su una sedia, nella propria casa, di proprietà, e magari hanno anche 2 auto e pure il “billino” al mare.
      E sono semplici impiegati comunali,negozianti e artigiani. Perchè il figlio oggi, deve essere “nobile”.Da un lato li capisco, i genitori voglio sempre il meglio. Ma il meglio può essere solo quello???
      E questa nobiltà sappiamo bene cosa ci fa diventare…
      Per chiudere il mio commento ti rispondo in merito alla tua osservazione su come il palermitano si attiva quando lavora all’estero(o magari a milano come il sottoscritto).
      Orgoglio. Stupido vergognoso Orgoglio.
      Perchè come detto prima, dobbiamo essere nobili, e dimostrare a chi non ci conosce, che Palermo è la città più bella del mondo…(Quannu’ncè munnizza.Cit pers.)
      Detto questo, ti ringrazio per aver ospitato il mio sfogo di palermitano emigrato.
      A presto,
      Alberto.

    26. Alberto innanzitutto grazie per il tuo contributo. Le persone con le menti valide, in campi diversi, ci sono e spesso sono disconnesse. Anche con Rosalio proviamo da tempo a collegarle, anche con qualche risultato.
      Proviamo ad attivare l’orgoglio di cui parli a Palermo?

    27. Uh, mi hai risposto subito! Grazie!
      Spero che il mio intervento di prima non abbia fatto contorcere le budella a qualcuno!
      Il mio messaggio era molto semplice: nessuna differenza sociale, solo tanta voglia di crescere insieme.
      Tu non sai come mi sarebbe piaciuto far qualcosa per la nostra città.
      Non si dovrebbero avere mai rimpianti nella vita, ma adesso, solo perchè me ne sono reso conto, uno solo c’è.
      Mio padre per volermi “istruito”, piuttosto che vedermi a 14 anni su una sedia ad imparare il suo mestiere da artigiano(il sarto) ha preferito vedermi studiare, almeno fino al diploma. Preso il diploma, ho preferito fare altre scelte, lavorare anzichè studiare, magari perchè avevo visto esperienze pregresse di amici e parenti che con l’università avevano avuto problemi, e non so come un giorno mi sono ritrovato in Lombardia una decina di anni fa…
      Come tanti, è stata la svolta, fortunatamente in positivo. Ho un lavoro che inanzitutto mi piace, mi sono sposato e sono “milanese” da un bel pezzo. Si, perchè ti sembrerà stupido, ma fino a poco tempo fa mantenevo la residenza giù, per attaccamento forse, boh! Rimpiango solo ora, stupidamente, che se quel giorno mi fossi seduto accanto a mio padre, sono sicuro, conoscendomi adesso(magra consolazione) che avrei sicuramente fatto bene. Ed oggi magari saresti stato un mio cliente! 😛
      Io lancio un messaggio a tutti, ed è quello di provarci, sempre. Non dobbiamo lasciare che la palermitudine ci sovrasti, con la sua finta bellezza, fatta di sole di mare e di nulla. Bisogna investire su se stessi. Ma c’è bisogno di tempo, di risorse e di voglia di essere diversi.
      Si, perchè ci siamo uniformati troppo.
      La “differenza” fa la differenza.
      E scusate il gioco di parole!
      Tony, magari lo puoi usare come slogan! Ehehe
      Però è vera una cosa, non si può ottenere subito tutto. Bisogna però saper attendere e avere pazienza, ma soprattutto avere l’intelligenza di capire dove è possibile far fruttare le proprie risorse al massimo.
      Ciao e a presto!

    28. Non è colpa degli imprenditori, ma dello stato. Un dipendente costa ad una azienda il DOPPIO di quanto percepisce se non di più, con i vari contratti di apprendistato cococo ecc ed altri requisiti come età disoccupazione ecc hanno una percentuale pagata dallo stato… se lo stato cessasse di colpo questi aiuti girandoli ai contratti a tempo indeterminato tutto cambierebbe..

    29. Le chiacchere stanno a zero così come varie ed eventuali analisi del mercato del lavoro: Tony ha troppo ragione. Purtroppo.

    30. Tony, se vuoi ti passo in pvt tutte le dritte per vivere a Milano Low Cost… basta cercare e si trovano i cocktail sotto i 5 euro, le birre a 2. Che un aperitivo 8, 9, 10 non si può sentire. Poi dicono a noi siciliani ma i milanesi, o meglio coloro che vivono a Milano, son capaci di spazzolarsi 10 piattini di schifezze insieme al loro bicchiere.

      P.S. Ho preso la residenza qui…

    31. il bar dei cinesi sotto casa mia a Milano, nuova gestione, tutti superfighi coi capelli dinamici… insomma un mojito che è una bellezza 3 euro e 50… scusassi!

      e cmq in Sicilia e in genere nel meridione c’è un sacco di gente lagnusa ca unni vole di travagghiari! o che vuole il nero per prendere i sussidi, e poi, quante pretese, tutti nobili…

    32. “Strategicamente brillanti”: questo secondo me è il vero problema.
      Personalmente ho brancolato nel buio fino a che non sono andata via da Palermo, in altri posti ho iniziato a conoscere le mie potenzialità e quello che sono in grado di fare, semplicemente perché mi è stata data l’opportunità di farlo.
      Fin quando vivi in un contesto, in primis quello universitario, in cui sin dal primo giorno ti viene detto che a prescindere dai tuoi sforzi tutto comunque andrà…”Come deve andare” e che bisogna “non cambiare niente affiché tutto cambi” e bla bla bla… e quando poi ti avvicini al mondo del lavoro e ti accorgi che quasi devi dire grazie a chi ti sfrutta e ti chiede di scendere sempre a compromessi, ecc…Il rischio è quello di perdere fiducia nelle proprie potenzialità, o meglio, di pensare di non averne, altro che brillantezza.
      Forse oggi, dopo essere stata formata da un’esperienza di vita diversa da quella che mi è stata offerta a Palermo, potrei pensare di realizzare qualcosa di mio, di avere un’idea “strategicamente brillante”.

      Per fortuna che ogni tanto, nel marasma del mondo universitario, si incontrano persone come il dott. Siino che ti stimolano ad aprire gli occhi per guardare oltre.

    33. Cmq sempre pieno di contraddizioni, si vuole l’effecenza della silicon valley con le condizioni del mercato palermitano.
      Chissà quanto costa un cocktail San Francisco

    34. siino quasi quasi ti mando il curriculum anche io 😀

    35. Valerio stai dicendo che non dovrei pretendere efficienza da un mio dipendente o collaboratore? 😀

    36. Caro Tony,
      pensi che le risorse palermitane non esistano o che si attivino solo varcato lo stretto di Messina?
      Magari si potesse avere un lavoro, senza nessuna “lagnusia” .
      La retribuzione non può essere in base ai prezzi del ristorante sotto casa, perchè così possiamo anche estremizzare, tanto da pagare una persona meno in base al proprio colore di capelli.

    37. Monachella vogliamo banalizzare? Hai idea di quanto io offra? Forse no perché se, per esempio, mi piantano a due appuntamenti telefonici non si arriva a parlare di soldi. Fossi in te la chiuderei qua. 🙂

    38. tony .. tu devi dare… poi si vede se io posso ricambiare.
      se io perdo due mesi per fare un lavoro da un mese… al piu’ posso dirti “scusa” .. ma tu non mi puoi licenziare… e se in quel mese che t’ho fatto perdere.. tu hai perso soldi .. sono cazzacci tuoi .. perche’ sei TU … l’imprenditore… ed io quello che ti fa arricchire…
      15 anni che vedo queste cose…. e mi sono stufato.

    39. signori .. in italia esistono i contratti di lavoro che sono statali.
      gli stipendi, i livelli, gli inquadramenti, i benefici .. non dipendono dal cocktail.
      ma anche assumento programmatori come “commerciali”, dunque prevedendo anche la 14esima che ai primi non competerebbe (prendetevela con il ministero del lavoro .. non con noi che diamo lavoro) … niente.. i santi che non sudano .. non sudano …

    40. appro .. concordo molto con cio’ che ha scritto GIORGIO prima.

    41. e cmq … con l’informatica 20 anni fa si guadagnava tanto … ora e’ quasi un hobby per tanti che hanno rovinato il mercato.
      prendetevela con quelli che lavorano in nero, senza licenze, senza tasse ….

    42. d’accordo con monachella, non si può pretendere il massimo da un lavoratore e pagarlo 500 euro per otto ore

    43. Peppe non è il mio caso però!

    44. E come la mettiamo con chi come me, vuole lavorare e trova solo porte sbarrate? Io voglio un lavoro con la L maiuscola, di quelli che ti devi impegnare ma dove puoi ricevere, anche tante soddisfazioni! Quì però è il vuoto! A meno che non ci sia dietro un ” padrino “…

    45. @Alberto
      Sono d’accordo con quanto hai scritto nel post delle 13:08, effettivamente Palermo negli ultimi anni è degradata in modo inimmaginabile con la spazzatura come Napoli se non peggio, tutto ciò lascia molta amarezza e senso di impotenza. E’ vero che molti palermitani non vogliono fare lavori umili come i nostri genitori e hanno poca vogla di spendersi ma è altrettanto vero che bisogna avere la fortuna/capacità di trovare un datore di lavoro onesto che prima o poi ti sappia valorizzare altrimenti a che serve farsi sfruttare? Purtroppo di schiavisti e disonesti qui a Palermo ce ne sono troppi e se uno viene sempre sfruttato tanto vale andarsene. L’unica cosa del tuo post che non sono d’accordo è definire Siino una mosca bianca, intendevi uno che si da da fare? Certo, se non lo sai ha fatto campagna elettorale diciamola “promozione nel web” per l’elezione a sindaco di Cammarata. Ok che uno deve lavorare e darsi da fare ma così l’ha messa nel sacco a tutti i palermitani.

    46. Assolutamente no, credo che deve essere uno scambio alla pari, da una parte pretendi ma dall’altra devi essere pronto a dare.
      Mentre a palermo succede, che ci sono, da una parte “gli imprenditori” che si nascondo dietro un dito, incriminando il lavoratore di “non affaticarsi troppo” e che pero’, non ricompensano il dipendente “mulo da soma” regolazzindolo o solamente gratificandolo economicamente, dall’altra ci sono i lavoratori, che ritengono di avere le capacita’ o l’esperienza e tanta voglia di lavorare, che pero’ crolla non appena gli si chiede uno sforzo in piu’.
      Quindi il difficile sta nel far incontrare due soggetti che abbiano delle qualita’ degne del ruolo che svolgono.
      Perche’ in altre citta’ italiane o straniere questa congiunzione astrale accade piu’ frequentemente che a palermo?
      Trovare a Milano, o nella Silicon Valley l’eldorado, può essere la strada giusta, mi risulta, che in questi posti sia l’imprenditore che “corteggi” non viceversa, perche e’ in grado di riconoscere nel collaboratore un valore aggiunto.

    47. @tony: Non ho certo commentato per rendere banale l’argomento, serio, di cui stiamo trattando.

    48. Hoshi se cerchi un lavoro congruente invia il curriculum.
      MarcoC ma che discorsi fai? Io ho lavorato anche per il centrosinistra se è per questo, da professionista della comunicazione. E comunque nel caso di Cammarata ho lavorato per un’agenzia e potrei anche non aver avuto idea del nome e della parte politica del candidato visto che il lavoro strategico si fa per analisi di scenari e soluzioni. Ma poi questa è bella: io sarei corresponsabile della mala amministrazione del secondo mandato? 😀
      Valerio prontissimo a dare ma a gente che lo merita (e devo poterlo verificare sul campo, soprattutto se non è Robert Scoble).

    49. ciao a tutti, leggendo le vostre email voglio dire la mia, so al nord e il lavoro che avevo è finito adesso da 1 anno mi ritrovo a cercare lavoro ma so vecchia mi hanno risposto, 50 anni, e credetemi mi so rivolta alle angenzie interinale ebbene mi hanno trovato un lavoro per un mese baby sitter, il mio stipendio sarà di 10 euro all’ora ma io incasserò la metà l’altra metà la prendera l’agenzia , ditemi cosa ne pensate, e mi sento dire essendo una palermitana voi avete la mafia, ma cosa credete che al nord non c’è pure forse peggio e…. ciao a tutti

    50. ricadiamo nelle contraddizioni, si parla che si e’ pronti a dare e poi si parla delle differenza del cocktail a Palermo e a Milano.
      Quindi, cerco di interpretare, si e’ pronti a dare in base alla realta’ che ti circonda, offri qualcosa in piu’ della media palermitana?
      Ti consiglio di far vivere Scoble a palermo, lo pagheresti meno!

    51. Ma certo che devi pretendere la proattività, ci manca altro, la pretendevo pure io! Da professional skillato pretendevo che il mio datore di lavoro, dalle cui scelte dipendeva il mio benessere, tenesse in debito conto i miei pareri e adempisse i suoi obblighi. Se non lo faceva gli rispondevo come il patriarca Abramo al nipote Lot quando nacque una questione circa la gestione del pascolo: “Dunque separiamoci: hai davanti a te tutta questa regione. Se tu andrai a sinistra, io andrò a destra; se invece tu andrai a destra, io andrò a sinistra”. Mi è capitato due volte in due mesi, a Milano. Alla prima stupidaggine detta dall’imprenditore di turno sono andato a cercarmi
      un nuovo lavoro senza stare tanto a discutere, mnon si discute con gli idioti. Erano altri tempi, i professional ormai hanno dimenticato che gli imprenditori vanno educati da piccoli. A Palermo ho dovuto sopportare le cazzate imprenditoriali per due anni solo perché le opportunità di lavoro sono scarse, mi dissero “se trovi di meglio vattene” e ancora una volta è finita “io di qua tu di là”. Non di solo cocktail vive l’uomo ma anche di tecnologie, bollette da pagare, carburante e food & non-food che costano uguaglio sia a Milano sia a Palermo. Una prece.

    52. kristina, hai ragione, ricorda che in sicilia 5 euro l’ora non le prende neanche un laureato, che lavora in una qualsiasi agenzia di comunicazione.

    53. Tra le esperienze paranormali aggiungo anche gli immigrati che non volgiono essere regolarizzati.
      L’unica cosa non bella di questo post è la vagghezza sul tipo di contratto offerto e la paga. Perchè non dare qualche esempio concreto delle offerte fatte e incredibilmente rifiutate?

    54. Mi ritrovo pienamente nella visione di Alice detta qualche riga sopra…

    55. sorry per gli errori, vado di fretta…

    56. Probabilmente Scoble, da americano PRATICO, prenderebbe in considerazione uno stipendio meno sostanzioso se rapportato al costo della vita. Ma noi siamo i nobili palermitani, yeah. 😀

    57. Ale ad esempio 600 euro per un part time (web).

    58. postscript: naturalmente ciò che ho scritto non è riferito tanto all’imprenditore Tony quanto alla tesi secondo la quale non c’è né il lavoro né la voglia di lavorare, io avrei potuto insegnare a certi imprenditori come si lavora ma loro non avevano nessuna intenzione d’imparare 🙂 dunque per favore non generalizziamo. Il clima è di totale sfiducia reciproca, questa è la situazione.

    59. Lo faccio subito, Tony 😉

    60. Ho capito solo ora che il costo della vita in argomento è quello percepito da un 25enne che vive ancora in famiglia ed è alla sua seconda esperienza di lavoro (la prima stage di 3 mesi aggratis): è vero, 600 Euro p.t. gli bastano.

    61. Secondo me Scoble resterebbe li dov’è, anche perche’ ,riprendo il discorso di pepè, ci sono dei costi che sono uguali.
      non puoi chiedergli di abbassere la sua qualita’ di vita, solamente per il fatto che costa meno.
      cmq sono esempi troppo estremi, e ritorna sempre lo stesso elemento “ti do di piu’ rapportato a quello che mi circonda” e non “ti do in base a quanto vali”
      Nobili imprenditori palermitani 😀

    62. Valerio, è il mercato, se non ti piace essere pagato relativamente poco in un luogo in cui il tenore di vita è basso puoi sempre scegliere di vivere dove tutto costa di più e ti pagano di più. NOn si va a merito ma a prezzo di mercato, questo mi spiegarono non appena arrivai a Milano 20 anni or sono. Quel che io contesto è il principio “tanto a Palermo puoi stare in famiglia e arrangiarti”: sarà anche vero ma distrugge lo sviluppo economico.

    63. infatti pepe’, distruggono lo sviluppo.

    64. Aggiungo: il tenore di vita è basso per i miserabili e per lo stuolo di impiegati privati (tutti direi) e pubblici della fascia bassa, per i professionisti e gli imprenditori il tenore non è poi così basso, ora se per un progetto web sono necessari operai di bassa fascia da pagare quattro soldi ok, non starei però tanto a discutere di expertise e proactivity, gli organizzerei il lavoro e gli direi: “fai questo e quello”. Se esigo proposte funzionali dai miei dipendenti essi non sono operai e pertanto non posso remunerarli come operai. Questo è il modo di sentire ed è anche la ragione per cui ho deciso, a parte la carenza di capitali, di non tentare più l’impresa. Non si può fare impresa se non si hanno capitali sufficienti per reggere i primi 3 anni con fatturati minimi.

    65. Ai miei tempi esistevano i contratti di formazione, pensati per agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. In pratica l’effetto è stato che dopo i due anni di contratto venivi sostituito con un altro giovane (“da formare”) che all’azienda costava comunque meno che non assumere te (ormai esperto) a tempo indeterminato.
      Poi la situazione è peggiorata, grazie a Maroni (visto che se si attacca l’ideologo di questo scempio, Biagi, si rischia l’accusa di terrorismo) che ha di fatto cancellato il lavoro a tempo indeterminato sostituendolo con quello precario, cosiddetto “flessibile”. In nome di una improbabile quanto sciagurata rincorsa al modello cinese (che sarà sempre irraggiungibile) il mercato del lavoro è stato frantumato, di fatto minando le basi stesse della nostra società.
      I neo precari sono diventati improvvisamente i “bamboccioni” che continuano a vivere coi genitori, aiutati dalla pensione dei nonni. Sono diventati un fenomeno di costume mentre invece sono il campanello d’allarme del collasso. Nessun ammortizzatore sociale, nessuna prospettiva di stabilità, nessun futuro in vista.
      A frenare il collasso, anche se di fatto ha solo spostato il punto più in là nel tempo, ci ha pensato la politica dei Lavori Socialmente Utili.
      Migliaia di giovani e meno giovani, che oggi in confronto agli ultimi arrivati vengono ritenuti privilegiati!!, vengono di fatto mantenuti a galla come precari di Stato a tempo indeterminato.
      Nessun concorso, nessuna qualifica, e orde di persone che in teoria avrebbero dovuto soltanto svolgere lavori utili come lo spazzamento delle strade, si ritrovano negli uffici, all’anagrafe, alla regione, in qualsiasi ruolo e mansione.
      Adesso che gli LSU sono stati stabilizzati e la beffa è stata completata (ai danni di chi un concorso l’avrebbe magari superato se solo ne avessero bandito uno)… sono finiti i soldi.
      Ma stiamo divagando.
      All’interno di questo scenario va analizzato il comportamento stigmatizzato da Tony del mercato del lavoro.
      Quelli con le capacità e la voglia di fare sono per la maggior parte andati a lavorare fuori; quelli rimasti impattano spesso e volentieri con imprenditori per-modo-di-dire che considerano il dover PURE pagare il dipendente una assoluta ingiustizia. Ci sono poi quelli che ci hanno provato, a lavorare. Ma dopo qualche raccapricciante esperienza di RADIOSO FUTURO (cfr. mio intervento precedente) hanno perso ogni fiducia e per prima cosa chiedono lumi su ferie, salario e orario di lavoro. Solo dopo, ormai, si arriva a discutere di che tipo di lavoro si tratti. Che ci volete fare, hanno imparato a proprie spese dagli errori precedenti.
      Ci sono poi i figli degli LSU. E i parenti degli LSU. E degli articolisti, dei PIP etc etc.
      Questi hanno come modello di riferimento… i propri parenti. Se ci è riuscito lo zio Salvatore a campare in un modo o nell’altro senza concorsi e senza competenze, avendo la possibilità di pagare le tasse da LSU mentre il secondo lavoro lo svolgeva in nero, beh, ce la possono fare senz’altro anche loro. Senza contare che lo zio salvatore conosce il consigliere comunale che gli ha promesso che per il momento li farà entrare in qualche corso di formazione, e poi si vede.

    66. Tony, sono un giornalista. Palermitano ma momentaneamente a Milano per uno stage.
      Stasera ti mando il cv.

    67. Grazie Pepè.
      Valerio simpatica digressione ma io non cerco di assumere Scoble ma gente che diventerà (spero) come Scoble, voglio pagarli per il loro valore e pagarli di più quando il valore crescerà ma tenendo conto del costo della vita a Palermo. Abbassare la qualità di vita? Se assumi un disoccupato gli abbassi la qualità di vita? Se intendi dire che un nobile si abbassa a lavorare forse… 😉
      Se dobbiamo usare lo schema game non metterei da una parte gli imprenditori e dall’altro i disoccupati ma da una parte chi vuole lavorare e fare impresa e dall’altra chi non vuole lavorare e fare impresa (sintomatico che nei commenti si parli quasi soltanto di assunzioni e non di fare impresa, cosa citata nel post?).

    68. Ma perchè gli stipendi milanesi secondo te tengono conto del costo della vita a Milano? Fosse così dovremmo guadagnare tutti 6.000 euro al mese…

    69. Simona io ho spiegato come giungo alla determinazione del testo e mi sembra onesto sia il ragionamento sia il risultato. Tu rimani pure a Milano. 🙂

    70. E comunque se trovo un fenomeno capace di farmi guadagnare 6000 euro grazie al suo talento lo pago senza battere ciglio…rimane il problema di base: hai voglia di lavorare? Vali 6000 euro e me lo dimostri?

    71. scusa Tony, vediamo la cosa da punti di vista differenti, chiudo con questo anche perché il botta e risposta sarebbe infinito. ci “scontreremo” ovviamente amichevolmente alla prossima occasione. magari davanti un cocktail, la città la decidi tu 🙂

    72. Stavo facendo una considerazione che mi sembra lecita considerato che conosco un po’ la realtà milanese. Poi mi spieghi la tua chiusa perchè non riesco a coglierne il nesso. 🙂

    73. un articolo interessante

    74. Sai cosa sarebbe interessante sapere? Quando stringi accordi commerciali con aziende di Roma o Milano o comunque non palermitane il contratto si basa sul costo della vita a Palermo o è in linea con il mercato?Io credo che paghino in base agli standard altrimenti Palermo, per rimanere nel settore web, sarebbe davvero un polo fondamentale. Lo stesso credo valga per i preventivi che presenti fuori dalla Sicilia, immagino che tu non ti faccia pagare di meno perchè vivi a Palermo…oppure sì? 🙂

    75. Faccio un commento a latere. Sono in Toscana per un contratto a scuola. Qui anche i figli di insegnanti possono scegliere di andare a lavorare in fabbrica, o darsi ad attività non suffragate dalla Laurea. Il motivo per cui qui é più facile insegnare per noi del Sud é che noi ci laureaiamo senza sapere a cosa porterà questa laurea. Mentre qui le persone si mettono a lavorare, in qualunque settore. Intanto serve a fare esperienza, poi si vedrà. Questo concetto in Sicilia non esiste. Qua a quanto pare tutti devono essere dottori od impiegati. Il lavoro ci sarebbe, é che i siciliani non credono sia il giusto lavoro per loro.

    76. Simona io penso che un’agenzia del sud possa competere anche praticando prezzi inferiori rispetto alle agenzie di Milano tenendo conto del fatto che qui la vita costa meno. In alcuni casi mi hanno preferito, come hanno preferito tante e tante agenzie del sud per i prezzi competitivi possibili anche per le condizioni del sud Italia (costo del lavoro, costo della vita).
      Ma non è questo il punto del post. 600 euro per un part time (web) a Palermo ti sembra poco? A me no.

    77. Mi pare che ne stia venendo fuori un gran bel polpettone in cui ognuno mette dentro i suoi ingredienti.
      Uno puo’ avere la testa,anche se non ha una laurea,
      ma uno che ha conseguito una laurea in Ingegneria o Medicina o Economia col massimo dei voti e’ difficile che non abbia la testa,e’ un candidato appetibile alle Grandi Imprese,e deve solo decidere dove andare a lavorare.
      Un medico che prende 200 euro a visita e fa non meno di 10 visite al giorno,dove lo mettiamo?
      .
      Vivere a Milano o New York significa conoscere
      la realta’ di quei luoghi?
      Sono localita’ che hanno 1000 circuiti,ben distinti e tali che chi e’ inserito in uno di questi circuiti non si incontrera’ mai con elementi che stanno sugli altri circuiti.
      Uno che a New York fa il taxista,incontra un mare di gente,ma sfiora solamente la loro vita,e difficilmente sapra’ mai chi ha portato in giro.

    78. Non mi sembra di aver detto questo. Stavo facendo delle considerazioni generiche che possono valere per tutti voi imprenditori palermitani. 600 euro per un part-time è una retribuzione in linea con il mercato! 🙂

    79. Bene. Attendonsi persone volenterose quindi (il problema è quello!). 😀

    80. Ah! Se non fossi già impegnata! 😛

    81. Se arrivi a fine mese statti a Milano con la testa che hai! 😀

    82. Ciao Tony volevo chiederti esattamente che tipo di collaborazione cercavi, in altre parole che tipo di curriculum cerchi 🙂

    83. Ciao Giuseppe. Prevalentemente content editor e sviluppatori ma nell’ambito web mi piacerebbe conoscere le risorse che non conosco ancora sul territorio perché qualcosa da fare se sono bravi prima o poi si trova.

    84. Poi anche i commerciali sarebbero interessanti…però non ho osato scriverlo perché quello è davvero l’onta suprema…persino peggio che lavorare vendere qualcosa! 😛

    85. non sei il solo a pensarlo,ma puoi cambiare idea.
      In fondo in fondo, tutti vendiamo qualcosa a qualcun altro.
      C’e’ chi vende il pane e chi vende un impianto industriale,ed ambedue non sono mestieri facili,
      ovviamente per motivi diversi.
      Si vende sempre qualcosa quando la competenza di uno incontra l’incompetenza di un altro.
      Spesso,ambedue ne traggono vantaggio.

    86. Tony mi stai proprio sul culo, però hai pienamente ragione. sono laureato in una cosa che non c’entra nulla con giornalismo/comunicazione (geologia), però ho una voglia di fare mostruosa. ti aiuterei con le mani e con i piedi. in bocca al lupo

    87. Tra il dire e il fare…

    88. Andrea ti invito a utilizzare un linguaggio più consono. Grazie.

    89. Andrea
      mi viene chiesta una relazione geologica
      per mettere a posto le carte di una certa situazione,su un’area collinare di un piccolo comune della provincia di palermo,
      perfettamente stabile.
      Mi puoi dire quanto mi verra’ a costare?
      Grazie

    90. Credo di essere uno che si può permettere di chiedere piccioli, ferie, bonus e note spese già al primo colloquio di lavoro.
      Ritengo che sia una di quelle persone che se dal colloquio emerge che potrei essere sottopagato ho la forza contrattuale e fisica di mandare letteralmente a cagare a cavuci amari puru a Marchionne.
      Però penso che al mondo uno più bravo di me esiste.
      Ho sei anni di impresa alle spalle. Ora ho un contratto a tempo indeterminato e guadagno bene, al nord (va bene così). Non ho papino né sono nobile. Adoro il mio lavoro. Sono stato fortunato. Può essere, in Sicilia si fanno considerazioni del genere. Secondo me non sono stato fortunato. Secondo me io mi sono spaccato il cul° a lavorare.
      No Tonino, non hai ragione. A Palermo non è che ci abutta, a Palermo na puocu su’ lagnusi ‘i razza da generazioni. Mentre l’imprenditori chiddi seri lavorano da dio, ma spesso non sono siciliani e chiddi siciliani puliti e aniesti hanno la mia più totale ammirazione, Ammirazione e basta, perché se mi vogliono assumere m’annapaiari tanto oro quanto peso perché io a iddi ci do ricchezza per cui se ricominci a leggere il mio post vedrai il cerchio che si chiude ma d’altronde io qua dentro posso dire di essere cintura nera di lavoro, sono palore vane. Mettimi alla prova, pagami e spero di non deluderti. Stai sicuro che io non resterò deluso di me. Ottima idea, l’idea di questo post.

    91. Mah!
      Io ancora penso a quella mischinazza di Pippinella che, per quanto nel suo pieno diritto, si volle informare sulle sue ferie, è stata licenziata! Certo, per giusta causa, no?
      La mischina non aveva tenuto a mente che in fondo l’azienda, piccola, sana, le stava facendo la carità assumendola, che lei mica gli serviva a loro, doveva solo obbedire, muta, e non pensare alle ferie.

      Anche questo: bell’esempio di imprenditoria, ah?

      Per il resto, Isaia Panduri ha detto tutto. E’ da quando si diceva “il posto fisso non c’è più”, “i giovani dovranno abituarsi alla mobilità-flessibilità (i classici 90° e senza lube)”, già un 15 anni e poco più fa, che si preparava il terreno per la cinesizzazione del lavoro in Italia.

      @Tony: con tutto che non mi trovo quasi mai d’accordo con te, ma perché te ne andresti a Milano? Quella è tutta fuffa, è pigghiata pì fissa. Meglio la California a ‘sto punto. Magari rinunci a metà delle tue ferie, ma almeno non dovrai campare di solo “Ambrogìo, a Milano pure io!”.

    92. Analisi critica e condivisibile, ma che dire quando dopo 2 mesi di lavoro ti presentano un assegno di 30€ scarse perché ancora le sim non sono state attivate? e questo non era scritto nel contratto, il responsabile del personale non sapeva dove era scritto. E’ questo che si merita una persona laureata alla specialistica di filosofia a 25 anni con tanto di erasmus in francia?

      Io il curriculum non te lo mando (più), preferisco farmi la barba ogni giorno e mettere la giacca e la cravatta e andare a fare l’agente di commercio, così come scrivi tu, faccio gavetta… magari un giorno sarò premier anche io!

    93. @GioCa
      Tecnicamente Pippinella non è stata licenziata.
      Semplicemente, non è stata nemmeno assunta 🙂

      Chiedere delle ferie dopo 20 minuti che sei in prova, non è testimonianza di irrefrenabile voglia di lavorare, che pure sarebbe auspicabile in chi sta cercando lavoro.

      Se vuoi la mia, non assumerla è stato proprio un eccellente esempio di imprenditoria sana, visto che è mio dovere fare in modo che l’impresa funzioni, anche al fine di tutelare gli altri lavoratori.
      La brava Pippinella non “doveva solo obbedire, muta”, al contrario doveva cominciare ad imparare, parlando.
      Semplicemente non ho ritenuto che le ferie dovessero essere tra le sue immediate priorità.

      Fino a quando posso scegliere, proverò a selezionare persone capaci, volenterose che considerano le ferie il giusto riposo dal lavoro.

    94. Mi devi perdonare, Perlappunto, ma un “imprenditore” che pensa di valutarmi così, anzi, che pensa di non dovermi neanche informare di ferie, malattie, assicurazioni se previste, etc. etc., non è un imprenditore. E’ un padroncino. E da tale, otterrà solo degli impiegatucci, stile Fantozzi.
      E non dico nemmeno al primo colloquio, ma di sicuro prima di entrare in servizio. Se ti guardi gli annunci americani, inglesi, alcuni francesi, tedeschi, il trattamento è chiaro, subito detto. Non si aspettano che io viva per la loro azienda, ma che ci sia un reciproco interesse, nel rispetto delle proprie vite private e tempi liberi.
      Magari hai scelto solo l’esempio sbagliato delle cose che potevi addurre come “giusta causa” di non assunzione.
      Saluti dalla Germania.

    95. GioCa,
      infatti lei non era entrata in servizio.
      Dopo equo periodo di prova (una settimana, al termine della quale tu valuti il lavoro, io valuto le tue capacità, o anche la semplice buona volontà) si parla di tutto: stipendio, orari, contratto…

      Fortunatamente, non esiste ancora una “giusta causa” per una “non assunzione”.
      E’ solo una sensazione…

      Saluti dalla Sicilia 🙂

    96. Andrea sarebbe interessante capire perché dato che non penso di conoscerti. Non sembra un ottimo biglietto da visita. 🙂
      GioCa il mio attuale cliente principale ha proprio sede a Milano e ho sempre lavorato molto per clienti milanesi. Per fortuna diversifico le fonti di reddito. Non posso condividere quello che scrivi per motivi ovvii, quindi. Che sia meglio la California come paesaggio è indubbio. 🙂

    97. Mi dispiace non avere il tempo per un intervento piu serio e “corposo”, quindi butto lì dei punti “ad muzzum”.
      1) Tonì minçhia ti livasti ù tistali, avevi bisogno di sfogarti, hai fatto bene.
      2) Mi sono un pò perso, si sta parlando del “caso Siino” o dell’imprenditoria palermitana in genere?
      3) Ho detto piu volte che a Palermo i “putiari” dicono di essere “m’prenditori”.
      4) alcuni passaggi mi hanno fatto tornare in mente un episodio preistorico: Allorchè 15enne e bisognoso andavo a chiedere lavoro, un giorno davanti ad un’officina trovai un cartello con su scritto ” CERCASI APPRENDISTA .. PRATICO” (prego riflettere).
      5)Non si faccia confusione fra un proattivo e un’eccellenza, se questa è tale sarebbe stupido impiegarsi da altri, trova i soldi in qualche modo e l’impresa la fa da solo.
      6)Ma per forza il Cv deve essere pieno di titoli di studio? volete carta? e ancora, non si può italianizzare o spiegare ogni tanto tutti quei “web skrikkianespole”? Conosco un elettreauto con la 5^ elementare che sà programmare ed è un fenomeno, magari è un “web coso” e non lo sà.
      7)Tonì avessi qualche anno meno e qualche competenza in piu ti sfiderei, sarei il tuo proattivo e vedrei se tu sei (come mi auguro) la mosca bianca.
      8) Pubblicità : Io e il dott.Siino non condividiamo molte cose, ma … credetemi … stò ragazzo ha stoffa, ha numeri, ed io al posto vostro non mi farei sfuggire l’occasione di lavorarci insieme ( e magari arrubargli qualche trucco).

    98. Tony Siino
      per me tu potresti avere bisogno di
      un Advisor,di un Senior Consultant
      di un Direttore Mktg e di un Direttore Commerciale,
      e forse anche di un Socio.Tutti ruoli che potrei essere disponibile a coprire.
      Intanto,hai mai pensato di mettere una tariffa su Rosalio per tutti quelli che vengono a rilasciare commenti?
      Tipo 10 righe 1 euro,30 righe 2 euro
      e via discorrendo?
      Ne gioverebbe certamente anche la qualita’ degli interventi.

    99. Tony for President,
      ciao TSiino bel vespaio che hai scatenato machenoncelosapevi che per i palermitani le colpe sono sempre “degli altri” e che “lo stato ci deve pensare” ed inoltre “ci vulissi un santo in paradiso”, “tanto senza pirate ‘ntò culu un fai nenti” e via discorrendo…. suvvia.

      Già da tempo incoraggio tutti quelli che mi chiedono consiglio circa la bellissima professione da “infornatico” a prendersi la “truscia”, soprattutto se liberi da legami, ed andare a farsi le ossa il più lontano possibile e casomai pensare più avanti ad un ritorno in grande stile giacchè siccome che siamo parecchio provinciali un tale Peppino Lo Giudice(nome di fantasia) di anni 20 residente “au bourgu vecchiu” diplomato in informatica con il massimo dei voti bravissimo programmatore e/o sistemista Win/Linux etc. etc. dopo il diploma gli offrono se va bene un rimborso spese di 300 euri per 8-10 ore al giorno di farsi un mazzo così, dopo 10-15 anni di lavori in giro al nord oppure all’estero diventa magicamente il Dottore Giuseppe Lo Giudice “Web Enterprise Expert Manager Executive Engineer”, in realtà è lo stesso ragazzo di prima soltanto che lassù qualcuno ha creduto in lui e, per carità, lo ha fatto sgobbare uguale ma dandogli nel contempo la possibilità di crescere di maturare il suo talento e perchè nò guadagnare pure bene, il nostro amico ritorna a Palermo ed incontra ad un seminario di quelli pieni di paroloni come “Web Company”, “Società Digitale”, ” quell’Imprenditore, che nel frattempo si era scordato di lui, ha continuato a sfruttare altri giovani senza migliorare granchè il know how della sua azienda perchè i ragazazzi che lavorano per lui appena hanno uno che gli offre 50 euro in più se ne scappano portandosi dietro la competenza maturata ma adesso ha bisogno di una consulenza e si rivolge al nostro “Dott.” (che non è detto che sia laureato ma siccome viene dal nord il titolo gli spetta comunque) il quale per cose che gli avrebbe detto fatto anche a 20 anni adesso gli chiede 20.000 neuri che il nostro “imprenditore” gli dà senza fiatare tanto lui i suoi informatici li paga si e no ogni sei mesi se non ha prima la rata del BMW X6 nuovo da pagare…

      Lo sò sono stato un pò lungo ma la tastiera mi ha preso la mano….

      Ciao Tsiino
      Simone

    100. per prima cosa mi sento offesa da chi dice che la facoltà di scienze politiche è facile.Parli per esperienza o per sentito dire. Io ci sono riuscita in quattro anni poi dopo piccole esperienze ho deciso di accontentarmi ma un giorno mi rifarò, ci penso sempre e ci proverò presto.
      Comunque penso che quando ci sono di mezzo i soldi tutto cambia. L’imprenditore ha come unico scopo che la sua azienda sia in attivo e tutto il resto è un mezzo per raggiungerlo ed in primis il dipendente , operaio o impiegato che sia, la segretaria mi serve e la tengo l’operaio non produce perchè mancano le commesse ed allora lo metto in mobilità. questa e la verita’, senza pensare alle persone se sono mono reddito se hanno mutui e…: La cosa che fa rabbia è che per loro la crisi non c’è, vacanze si feste si e oggetti costosi si e…tante altre cavolate

    101. ho letto alcuni commenti e devo ammettere che il disfattismo del palermitano è la cosa che mi manda più in bestia….(ed è la cosa che Siino rimprovera..). è anche vero che io sono solo un pò ingenua e un pò sognatrice

      ho 22 anni, laurea in filosofia, curiosità immensa e più mi si dice che una cosa non la posso fare più le tento tutte per farla,n essuna esperienza di lavoro ma vedo mio padre lavorare 12 ore al giorno con responsabilità e rischi immani ….e non lamentarsi MAI.
      faccio parte di quella palermo pseudo-“bbbene” di cui ci si lamenta tanto senza sapere che quella palermo “bbbene”, nel bene o nel male, ci fa buscare il pane…

      [parlo da analfabeta quindi sono solo idee che non stanno, presumibilmente, nè in cielo nè in terra]
      – il palermitano non rischia = non crea impresa = i posti di lavoro sono pochi….
      – (io vorrei lavorare nell Human resources) a palermo non si investe nei “nuovi posti di lavoro” (tranne casi rari quali Siino che, a mio parere, ha creato una bella e SANA impresa)
      – il contratto a tempo INdeterminato secondo me è una “tragedia”…per il semplice fatto che se io sto a riscaldare la sedia e il mio datore di lavoro prima di licenziarmi deve mandare 3 lettere, combattere con il sindacato, trovare la giusta causa perchè non può dire “non fa un cazzo dalla mattina alal sera…”, io starò a riscaldare la sedia togliendo a molti “volenterosi” la possibilità di prendere il mio posto.
      Con ciò non sto dicendo EVVIVA i contratti co.co.co.cccp ma dei contratti che tutelano sia l’imprenditore, sia il dipendente si. (ovviamente nella mia idea di contratto utopica si fa affidamento alla correttezza del datore di lavoro……………)

      Detto ciò, sono stata un anno in erasmus in Germania e ho visto quella famosa “bella vita fuori dallo stretto” e in questo anno ho maturato una decisiva voglia di rimanere per far qualcosa per la mia terra….

      detto ciò mi iscriverò alla specialistica in filosofia qui (a che pro non lo so..), probabilmente poi cercherò lavoro fuori per “formarmi” e per capire che vuol dire lavorare sodo…..ma sicuramente tornerò a palermo con la voglia di non perdere mai la speranza..

      [camminavo per le cittadine tedesche e mi dicevo quasi con rabbia: “guarda cos’è la germania oggi, porca miseria sto pestando la terra e sto parlando con gente che ha ucciso milioni di persone e nonostante questo qui sono riusciti a rimettersi in piedi…..cosa ha la sicilia in meno? meno morti? una mentalità da schifo? si…la mentalità è il problema…]

      detto ciò se conoscete aziende grandi con settori di risorse umane in sicilia, fate un fischio!

    102. non mi sottraggo.Non sentirti offesa.Non significa che quella facolta’ non abbia le sue difficolta’,
      ma e’ un tipo di facolta’ dove puo’ essere piu’ facile arrivare alla laurea rispetto ad una facolta’ come ingegneria dove sopratutto nel biennio ci sono materie per molta gente impossibili da superare,vedi geometria analitica,calcolo,meccanica razionale etc.
      E le prove sono scritte e orali.
      Ed avviene una selezione fortissima.

    103. in casa ho 2 ingegneri di cui uno è il mio compagno, ok è una facoltà più difficile ma vorresti dire che uno che arriva alla laurea in ingegneria è superiore ad un altro laureato in scienze politiche?
      io sono dell’idea che ogni facoltà è diversa dall’altra , ognuno sceglie quella a cui è più portato e poi comincia il peggio dimostrare di essere un bravo ingegnere o che sia architetto,altri 2 in casa o una brava persona laureata in scienze politiche (che sia insegnante o funzionario pubblico o semplicemente una persona). mai banalizzare le lauree degli altri.

    104. e,se vuoi sapere cosa ne penso,io riserverei il 50%
      delle carriere politiche a chi possiede una Laurea in Scienze Politiche.
      Oggi in Parlamento siedono persone che non sono riuscite a conseguire la Laurea.I motivi possono essere tanti,non escluse le difficolta’ economiche.
      Pero’,se io devo scegliere tra 2 persone che hanno pari Q.I.,
      secondo te, se uno dei due ha una preparazione incompleta e l’altro ha studiato e superato brillantemente gli esami ed e’ pronto ad operare,chi scelgo?

    105. il pezzo di carta, però, non fa sempre l’uomo ….che sia la laurea in ingegneria spaziale o in waka waka dance!

    106. mentre scrivevo,scrivevi anche tu.
      Non spostiamo il nocciolo della questione.
      Io non ne faccio una questione di superiorita’ o di inferiorita’.
      La questione e’ l’accessibilita’ al Titolo di Studio.
      Poi quando vuoi lavorare,scopri che le Aziende non assumono o assumono pochissimi laureati in Scienze Politiche,e cercano Ingegneri e Laureati in Economia.Questi non faranno mai gli Addetti Diplomatici ,che e’ un bello sbocco per un laureato in Scienze Politiche.

    107. non chiamarlo pezzo di carta.
      Una laurea acquisita
      correttamente non e’ un pezzo di carta.
      Chi ha saputo trarre profitto dagli studi,si sente padrone del mondo.

    108. adesso vi chiedo scusa ma ho impegni.
      Voi continuate pure….

    109. Si..però se nel 2009 l’annuncio me lo meti nei commenti come lo dovevo vedere???:-) essendo una dei famosi laureati in Scienze della Comunicazione che hai contribuito a sformare..ti mando il mio cv..non si sa mai! 😉

    110. gli errori sono dovuti alla fretta…giuro che so scrivere in italiano! 🙂

    111. concordo in parte con l’articolo.
      molto come hai detto dipende dal contesto.
      se si devono investire dei soldi, nel turismo ad esempio come hai detto tu, come non si può tenere conto della rete mancante, dei milioni di disservizi, delle strade che non ci sono, di uffici (uffici?) del turismo che si ruducono a bancarelle..
      a settembre sono andato in francia e paesini con 50.000 abitanti avevano uffici del turismo di due o tre piani dai quali potevi prenotare tutto (ad agrigento alla proloco non sanno nemmeno se c’è qualcuno che fa ad esempio il giro organizzato della costa in motoscafo). qui il tutto è relegato al gestore, al proprietario, che deve sobbarcarsi alti costi per supplire alle deficienze del sistema, non potendo quindi essere competitivo.
      ovviamente clientelismo tipo mandorlo in fiore, fondi europei etc si sa ci sono.
      altrettanto ovvio è che se ci si vuole rimboccare le maniche si può fare..ma con il contesto che c’è si finisce come i florio..senza neanche arrivare a quel livello.
      ci sono mille ostacoli, anche quando si parla di professioni nuove. e gli ostacoli più grossi sono nelle infrastrutture (non solo strade ma anche infrastrutture gestionali) completamente mancanti.
      perchè se ti manca l’acqua (e ad agrigento succede e succedeva) prova a gestirlo un semplice b&b

    112. oggettivamente fare valere la forza contrattuale qui….bo..certo in quanto individui possiamo andare avanti andare all’estero..fare tutto.
      ma in quanto società o accetti o sei fuori.

    113. Curriculum breve: laurea in Chimica e Fisica della Terra a Palermo 110/110 e lode, Laurea specialistica in Geofisica all’Università di Pisa 110/110 e lode, Dottorato di ricerca all’Università di Amburgo (Germania), partecipazione a convegni internazionali e insignito di alcuni premi….Rimanere a Palermo significava lavorare per 800 euro al mese…mi sono sembrati pochi…ma forse anche io non ho tanta voglia di lavorare quindo sono scappato via…..
      Certo che in Germania sono degli spreconi… come si fa a pagare un laureato 2300-2400 euro al mese? dovrebbero prendere esempio da noi… i laureati si assumono con contratti trimestrali e stipendi da bidello (con tutto il rispetto per i bidelli)… questa si che è imprenditoria!!
      Un solo consiglio…. scappate via lontano…tornate in sicilia solo per le vacanze…

    114. premesso che il lavoro e’ un diritto. i posti di lavoro non nascono dall’ oggi al domani. in Sicilia e nel sud manca la capacita’ imprenditoriale. in poche parole chi ha in soldi non li investe e non rischia.
      saluti dalla Lombardia.

    115. wullife….ma li il problema non è SOLO la sicilia, è tutta l’istruzione in italia!!!!! qui si sta parlando di lavoro in azienda….e non è certo un lavoro da fisico/chimico o da filosofo (ahimè)

      bella amburgo 😉

    116. qui si parla del fatto che a Palermo il lavoro non c’e’ e quello che c’e’ e’ insoddisfacente e clientelare.
      Nel clientelismo c’e’ pero’ qualcuno che e’ soddisfatto.
      Qui si parla del fatto che la gente non ha nessuna
      motivazione a fare impresa,dato il fatto che,se ti riesce,poi si presenta qualcuno a chiederti il pizzo e ci puoi rimettere
      l’attivita’ ed in qualche caso anche la vita.
      Poi un altro serio elemento e’ sicuramente la disabitudine a lavorare.Non aiuta.
      Ancora la scelta di vie facili,non aiuta.

    117. @Eugenia: non ho capito il tuo commento. Cosa non sarebbe un lavoro da fisico\chimico\filosofo? Mi sono confuso.

    118. ma perchè ci si lamenta e basta? tutto quello che ci circonda fa schifo, tutto l’universo gira intorno a noi..e guai se non lo facesse!. il lavoro c’è se si cerca… e se non c’è? posso consigliare di crearselo come ho fatto io senza piangersi addosso e senza fare la vittima. c’è crisi e si rischia di perdere il lavoro, ma ci sono le alternative. dire che si è impiegati e con uno stipendio, anche se minimo, è una cosa da vantarsi sopratutto se si piange miseria (altrimenti ci si sta a casa). sminuire il proprio lavoro paragonandolo a quello di “servi” è un’arroganza inutile e un’offesa a chi, magari con casa, figli ecc, quel lavoro da “servo” lo prenderebbe subito magari barattandolo con un propio braccio. la filosofia di certuni è sempre la stessa: “ciao come va?” “lasciami perdere uno schifo ma come posso stare con quella miseria che guadagno?” “ho capito, allora quest’estate che si fa?” “ah, ho bisogno di rilassarmi e ho bisogno di riposarmi, 7 giorni in grecia”…. ne sento spesso di queste frasi… troppo spesso… poi alcuni rispondono così: “va bene, stiamo tutti bene, sai mio figlio fa il compleanno domani, siamo tutti eccitati…. ma senti, non è che per caso conosci qualcuno che ha bisogno di aver fatto le pulizie part time? sai ho dei pomeriggi liberi ad agosto”…. a chi credere? non voglio essere eccessivamente polemico. i problemi ci sono sia per chi offre che per chi si offre (me ne sto rendendo conto visto che mi trovo “dall’altra parte” ora) e in più, conoscendo bene, avendo tra l’altro condiviso stesse esperienze, un paio di chi ha postato il proprio commento, sono rammaricato che il 50% di loro per farsi “piatusare” mente spudoratamente facendo credere ai frequentatori del sito verità che di fatto non lo sono. dico a tutti coloro che lo fanno: andate a lavorare seriamente, vedrete che, di norma (certo ci possono essere le eccezioni), verrete valutati correttamente: nessuno valuta per quello che si è (o si millanta), ma per quello che si fa. casomai ci sono i concorsi statali e/o regionali. vediamo tutti di essere coerenti. quando la “bella/o” di turno non ci fila dopo che l’abbiamo corteggiata/o allora è una/o str… non è vero che è nella natura di tutti? le colpe, se cople ci sono, sono di tutti. qualcuno ha centrato dicendo che non si riesce a trovare una coincidenza “astrale” tra lavoratore e “imprenditore”… ma chi è l’imprenditore? qualche tempo fa pensavo fosse uno che non faceva un c… e che sfruttando i dipendenti si arricchiva. forse qualcuno è rimasto e viaggia ora con la scorta. ma oggi capisco che è quello che se le cose vanno male è l’unico a prenderla dove non vorrebbe nessuno ed è l’unico responsabile anche delle azioni che compie il suo dipendente, che di solito (non tutti)se la svigna. se può comprarsi l’X6 (scusate se prendo esempi fatti da altri) sono cavolacci suoi. se non può pagarsela più, sono cavolacci suoi. se fallisce per questo, sono cavolacci suoi. se allora non paga i suoi dipendenti allora no è meglio lasciarlo (se si ha fegato per farlo). ho bisogno di capire: ma quanti che hanno scritto e che scriveranno hanno avuto una attività propria? chi ancora ce l’ha? chi l’ha dovuta chiudere? e quando l’ha chiusa ha pensato che con i propri errori ha mandato per strada delle persone? ed ora? si lamenta del proprio datore di lavoro?. allora cerchiamo di essere chiari sempre in virtù della coerenza: se si è invidiosi che lo si dica se si ha la coscienza pulita che lo si gridi. ripeto, stiamo parlando di persone e non di buoni o cattivi, di ladri o poliziotti, ma di persone. ci sono le persone oneste e quelle che non lo sono. ma che vogliamo fare? lamentiamoci, lamentiamoci puntiamo le dita. se ci fosse la specialità “punta le dita contro” alle olimpiadi l’italia vincerebbe sempre. sono sempre gli altri a sbagliare, no? di errori ne ho commessi (tanti) e cerco di riparare (seriamente ci provo). per gli investimenti presi non posso andare in vacanza ora e forse neanche per i prossimi 2 anni, non importa, l’importante è essere coerenti e rispettosi per il lavoro altrui, se in futuro qualcuno criticherà l’eventuale mercedes che mi comprerò (me lo auguro 🙂 ) che lo faccia oggettivamente e non per invidia, se qualcuno criticherà il modo di condurre la mia attività che lo faccia costruttivamente. ricordate, e siamo in periodo di mondiali, che a casa tutti siamo in grado di gestire la squadra meglio di Lippi e dopo la sconfitta che si fa? dita puntate contro Lippi. magari anche con ragione, ma il “piacere” di dire, a posteriori, “al suo posto io…..” Ripeto, qualche tempo fa non avrei minimamente pensato di pensarla così (scusate il gioco) ma le cose si imparano con l’eperienza “propria e vissuta”! ciao e in bocca al lupo a tutti. PS per Berto, Hai sacrosanta ragione, il lavoro è un diritto, ma non scordiamoci (io il primo) che non appena ottenuto, diventa un dovere adempierlo. ovviamente vale per tutti, cerchiamo di essere più costruttivi che critici, il lavoro non è un gioco ne un passatempo. S.

    119. promuovere Palermo e’ una bella idea,sopratutto se si comincia dalla spiaggia di Mondello.
      Gran bella spiaggia,e belle colline.
      Ma,vorrei dire a quell’operatore che si e’ cimentato in questa ripresa nel telegiornale di oggi,era proprio necessario soffermarsi sul lato B
      di certe figure,razza curta e chiappe a buccia d’arancia,grandi chiappe?
      Perfino un tanga superfiliforme su un posteriori pachidermico,da femmina di ippopotamo,degno di una qualche figura di Botero.
      Certo uno riprende quello che trova,ma non si fa
      poi il montaggio?
      Perche’ a Rio queste cose non si vedono e tutti vogliono andare a Rio?

    120. Cominciamo col dire che di questo post ho apprezzato molto il titolo, molto meno il contenuto.
      Trovo infatti alquanto indovinato lo spunto di riflessione autocritica sull’assunzione di responsabilità nell’analisi delle nostre disastrate condizioni economico-sociali. Viceversa, molto meno ‘azzeccato’, come sempre, ritengo sia ‘sparare nel mucchio’, generalizzare e banalizzare nel contempo una questione così complessa e complicata, quale quella del funzionamento del mercato del lavoro (in termini di confronto tra domanda ed offerta) nel meridione d’Italia.
      Preciso: dire che il palermitano, e forse il meridionale in genere, è quasi ‘biologicamente’ (culturalmente, morfologicamente, climaticamente..) meno incline a pensare la sua vita, la sua giornata, come un incessante e proattivo supplizio teso a creare le condizioni necessarie per mantenersi (negli standard che ognuno sceglie più idonei per sè e per i propri cari), può considerarsi un’affermazione condivisibile e veritiera. Almeno nella misura in cui, con l’onestà che, su questo blog, tra palermitani tutti (o quasi), è giusto concedersi, porto anch’io l’esperienza necessaria e sufficiente per raccontarne tante a proposito…come quella di un collega docente emigrato quest’anno, come me, per insegnare, dunque lavorare, come invece a Palermo la scuola italiana non ti dà la possibilità di fare(!!), eppure capace di inanellare impunemente, contro ogni disposizione di Brunettiana matrice, una serie di permessi per malattia breve o lunga, giusto per concedersi più giorni possibili di nullafacenza e vacanze isolane…
      Al contrario, non posso sicuramente condividere la superficialità con cui si vuole bocciare senza appello una generazione di ragazzi come me (-enta, quasi -anta), che al prezzo di anni passati sui libri di scuola, università, master e abilitazioni varie, di porte chiuse, delusioni, umiliazioni, sfruttamenti e compromessi (tra cui anche quella del call center) hanno sempre avuto tanta voglia di fare, di tirarsi su le maniche, di produrre, di condividere. Ed hanno, soprattutto, tutte le carte in regola per farlo!! Di ragazzi così ce n’è tanti..lei lo sa meglio di me, quando cita gli straordinari membri di Addiopizzo, o quando può portarmi l’esempio di chi come lei, la Tudisco, e tanti altri suoi colleghi giornalisti sono arrivati a lavorare a New York, a Roma, a Milano…Come? No, a Palermo no.
      E a proposito di call center, mi consenta un appunto ‘di sotanza’, poichè mi sembra sia caduto su una buccia di banana, e perchè mi sembra di leggere righe di scherno sul lavoro del centralinista, che pur sempre lavoro è, dunque per ciò stesso nobile al pari della dimenticata ‘nobiltà’ di tanti vecchi e umili lavori dei nostri padri; e perchè, schernendolo tra le righe, sembra quasi dimenticare, lei esperto di marketing e comunicazione, quale sia veramente la natura del call center e del lavoro che vi si svolge, e cioè nient’altro che uno dei tanti strumenti di cui si serve il mondo dei servizi, pubblici e privati, per garantire un contatto continuo con la propria clientela…Salvo poi, pro domo sua, spendere parole di stima per i ‘commerciali’..chissà perchè (mi chiedo a questo punto), lavoratori più dignitosi degli operatori Alicos…Che, per la precisione (avendoci io lavorato proprio fino al 2009), non erano e non sono tutti precari, avendo avuto l’obbligo i gestori dei call center, qualche anno fa (come lei forse non sa), di stabilizzare tutti i lavoratori a progetto allora contrattualizzati. Dunque, in quell’enorme contenitor-riciclatore di giovani (e meno giovani, ahimè..) iperformati, sappia che ci stanno oggi molti più lavoratori dipendenti che precari. Che guadagnano 600 euro al mese (salvo straordinari) per 20ore a settimana. Con tutte le garanzie di un contratto a tempo indeterminato…
      Che io non ho più…Perchè, stanco alla fine delle certezze di un lavoro di ripiego, ho deciso di inseguire il mio sogno..In un Paese dove è difficlie realizzare i propri sogni..E son dovuto andare via da Palermo..dalla MIA Sicilia..
      Su una cosa ha ragione: c’è tanto da cambiare come mentalità..Ma le assicuro che, come lei, ci sono tantissimi ragazzi pronti ad essere arruolati per promuovere il cambiamento! Dunque, mi permetta un consiglio in conclusione: cerchi meglio, e troverà tutti i collaboratori che vuole!
      ..chè se l’anno scorso avessi saputo di questa sua ricerca, forse il curriculum glielo avrei mandato anch’io…

    121. Bravo “Palermo lavora” e bravo “Spino”.
      Come vedi Tony il post diventa sempre più interessante ed ha scatenato un riscontro positivo da parte dei navigatori (ohibò, una volta avrei scritto lettori…).
      Direi di rimetterlo in evidenza per dare la possibilità d’intervento anche ad altri.

    122. sono solo due testimonianze prolisse,
      troppo prolisse,
      su cui e’ difficile cogliere la logica
      e che non danno assolutamente l’idea di cosa e’ il mercato del lavoro palermitano e le sue opportunita’.
      Parlare di concorsi,a Palermo,poi,e’ davvero troppo.
      Chi li ha visti questi concorsi?
      .
      Vogliamo pubblicare gli elenchi dei dipendenti regionali e comunali con la indicazione dei concorsi che hanno sostenuto,dove e quando?

    123. Tempo fa Tony su questo sito aveva lanciato un’idea molto intelligente, collaborativa, quella del co-working.
      Una formula di collaborazione attiva che in altre regioni ed in altre nazioni funziona benissimo. Qui però non ha trovato spazio: molti si sono proposti solo per avere, senza nessuna predisposizione a dare. Bisogna cambiare mentalità.
      Una volta ho visto una puntata di Okkupati in cui si parlava del nord est e di un’azienda che produceva sellini per le biciclette senza nessun dipendente! Ed era un’azienda leader di settore! Come faceva? Il titolare aveva creato una catena di montaggio con moduli autonomi. In pratica tutti i collaboratori terzi avevano partita iva e si occupavano ciascuno di una parte della costruzione; con l’aiuto dei parenti ognuno aveva messo su una piccola azienda a conduzione familiare. Il risultato era che tutti, ma proprio tutti, si davano da fare senza preoccuparsi troppo dello straordinario o delle ferie.
      Ecco, io credo che sia questa la strada da seguire. Inutile pensare sempre e solo al posto fisso e alle tutele che possono offrire solo le istituzioni (almeno fino a quando il popolo non si rivolterà, ovviamente).

    124. Salve Giorgio, non voglio essere assolutamente polemico ma preciso che la mia non voleva essere una testimonianza (nessuno mi ha chiesto di farla) nè tantomeno prolissa (se si vuole dire qualcosa che possa essere utile bisogna parlare e non andare OT con modelle e TG)
      se potessi dare l’dea esatta di cosa è il mercato del lavoro a Palermo e delle sue opportunità, sicuramente l’avrei fatto. Finora nessuno ci è riuscito e quindi, lanciando un appello, chi sa con certezza le risposte le dica altrimenti si astenga dal dire che “gli altri” non ci siano arrivati. come dicevo, non voglio essere ripetitivo, così si che diverrei sicuramente prolisso, è sempre facile puntare le dita.

    125. guarda che una delle potenzialita’ primarie di Palermo e’ proprio nel Settore Turistico,nelle sue coste e nei suoi monumenti storici,e ,perche’ no,nella sua gastronomia.
      Quindi non mi pare un argomento OT.Spero che mi legga quell’operatore che ieri ha fatto quella infelice ripresa.
      .
      Rientrando strettamente nel tema,mi chiederei:
      .
      1.A Palermo c’e’ da attendersi qualche possibilita’ di Lavoro,o un aumento dei disoccupati?La domanda potra’ mai bilanciare
      l’offerta?
      .
      2.Quali sono i settori nei quali la offerta supera
      la domanda?
      .
      3.In Sicilia c’e’ sempre stato il mito del posto fisso.E’ meglio avere un posto fisso poco soddisfacente o un lavoro flessibile che ti appaga?
      .
      4.Quali devono essere i prerequisiti che possono favorire chi cerca un lavoro?
      Serve una Laurea,un Diploma,o un’attitudine
      a fare qualcosa di specifico?
      .
      5.La scuola e’ attenta a cosa prepara?
      La scuola e’ allineata con la formazione che richiede chi offre un lavoro?
      La scuola segue le persone che ha
      preparato, dopo il diploma o la laurea?
      .
      6.Quali sono ,quante sono,dove sono ubicate,come si contattano,le organizzazioni governative che
      curano l’avviamento al lavoro?
      .
      7.Quanti sono i fondi FAS messi a disposizione dalla Unione Europea che effettivamente sono stati utilizzati per supportare l’inizio di una nuova attivita’ professionale o imprenditoriale giovanile?
      .
      8.Quali sono le testate di stampa che curano il
      cosidetto Job-Matching?
      .
      9.C’e’ qualche organismo che assiste chi decide di emigrare in una qualsiasi parte del mondo?
      Ci sono contatti con le tante associazioni di italiani residenti all’estero?
      .
      10.Si sta facendo qualcosa per fare rientrare in Italia quegli emigrati che hanno acquisito un’esperienza estera e vogliono rientrare?
      .
      Con questo non voglio essere esaustivo.
      pero’ mi sembra una traccia sulla quale c’e’ da lavorare in profondita’.

    126. Tony provoca (è inutile che mandate curriculum, se siete così geni da avere idee intelligenti e fruttuose non le condividerte certo con lui)
      – voi cliccate e commentate
      – lui aumenta le visite e i banner pubblicitari
      – lui si potrà permettere più cocktail 🙂
      Ottima mossa per incrementare le visite. Un vero manager di se stesso :-))

    127. si potrebbe fare un Test.Inviare qualche decina di curriculum,diversificati,via e-mail.
      Sceglierne 10,renderli anonimi e pubblicarli su un post.
      E vediamo che succede.

    128. Leggo velocemente i commenti di ritorno da New York. Più tardi risponderò alle e-mail.
      Ora rispondo a Davide SR: il tuo commento è stupido, in mala fede e vagamente diffamatorio. Facciamo una cosa: vieni tu a lavorare, vediamo che cosa sai fare o che cosa hai fatto. 😉

    129. insomma, tutto questo teorizzare e polemizzare è per 600 Euro al mese? Tipo salario da call center.
      Essendo ignorante in materia chiedo: che vuol dire part-time web? E’ un tipo di part-time particolare?

    130. che poi 600 euro per un part time mi sembra una definizione molto vaga. tecnicamente anche lavorare 30 ore a settimana è un part time…

    131. fonte CDS del 2.07: dipendenti regionali, costo annuo per abitante :
      Sicilia 349 Lombardia 21

      e poi vi chiedete il motivo della mancanza DI IMPRENDITORIALITA’ AL SUD!! (tardanza non e’ mancanza?)
      federalismo subito!!

    132. Non vengo da te, io e i computer non andiamo molto d’accordo, o almeno non per quelle attività che hai elencato. Sopra, non volevo essere in malafede, ma solo provocare alla tua provocazione. Quella che manca a Palermo, penso che non sia la voglia di lavorare, ma la capacità di farsi da se. Questo può dipendere anche dall’educazione al lavoro a cui siamo abituati. Faccio un esempio: il diffusissimo ricorso alla raccomandazione, ormai divenuta ordinaria amministrazione.

    133. al punto 7 dei 10 punti da me elencati ci sarebbero da scrivere fiumi di inchiostro sopratutto dopo che ieri Tremonti ha dichiarato che
      “…NON SI PUO’ CONTINUARE CON QUESTA GENTE CHE SA PROTESTARE ,
      MA NON SA DARE UN SERVIZIO AI CITTADINI…”
      .
      Poi Tremonti ha precisato che al SUD,negli anni ormai passati,sono stati assegnati FONDI FAS
      per 44 miliardi di euro,e ne sono stati spesi
      solamente 3,6 e tolte le truffe(?),
      2,8.
      .
      Ma chi erano questi che avrebbero dovuto promuovere i fondi Fas,in Sicilia?
      .
      Muti,mi raccomando.

    134. Tremonti ha anche dichiarato che in futuro arriveranno al Sud fondi superiori ai precedenti.
      A parte la promozione, secondo me c’è anche da snellire l’iter per accedere a tali fondi. Carcere immediato per coloro che si appropriano di tali fondi in modo fraudolento.

    135. part time 600 euro a me sembra ottimo, gigi, ovvio non per chi ha famiglia ma per un neolaureato con poca o nulla esperienza direi che è una gran botta di C.. …..non ho capito un lavoro che si chiama lavoro deve per forza farti guadagnare 10.000 euro al mese? e poi se uno non ha una lira (ormai euro) lavora pure per 200 euro al mese no? tutto fa brodo e tutto ti fa pagare le bollette oppure il disoccupato snobba i lavori poco redditizi?

      detto ciò concordo pienamente con palermo lavora…..e sti marxismi da 4 soldi mi danno l’orticaria…

    136. Tremonti
      non ha esitato a definire CIALTRONI
      certi amministratori del Sud che ,
      come scrive qualche Giornale,
      si sono bevuti 40 miliardi di euro,
      nell’indifferenza generale di un popolo che va
      appresso le farfalle.

    137. a palermo non c’e’ il lavoro ne’ la voglia di lavorare… interessante!!!
      ciao toni siino… se non ti conoscessi penserei che il tuo sia un’ arrogante settentrionale pronto solo a semplificare e a dare giudizi senza sapere di cosa stia parlando!!! l’argomento e’ complesso e’ non si puo’ assolutamente generalizzare o guardare il singolo caso… ( tipo il tuo ). ci sono diverse verita’. il lavoro a palermo c’e’!!! ma quanti imprenditori veri ci sono??? e quanti di questi lavori ti permettono di fare una vita dignitosa?? forse tu ancora abiti a casa con i tuoi e quindi non devi fare i conti con l’affitto , le bollette, il condominio, la spesa etc… allora si a queste condizioni palermo diventa economica.. come roma , milano, new york. per esprimere concetti come questi non puoi metterti sul piedistallo e guardare dall’alto, scendi in campo e ti assicuro che la vista non e’ assolutamente la stessa!! forse c’e’ chi e’ stato piu’ o meno fortunato a non doversi scontrare con il problema lavoro, ma c’e’ chi ogni giorno lotta.. come in ogni realta’ ci sono i lagnusi come li chiami tu e i volenterosi… la lagnusia, anche se non condivido, diventa l’ultimo stadio di una malattia terminale… sai che non c’e’ nulla da fare… o ti disperi o diventi lagnuso.. i volenterosi o vanno via dalla sicilia o cercano in qualche modo di inseguire sogni che incosciamente sai che non si realizzeranno mai.. ma non ti vuoi arrendere!! se a palermo ci fosse tutta questa lagnusia di cui parli tu.. le attivita’ commerciali.. non dovrebbero avere dipendenti.. in quanto pagati a 800 euro al mese per fare 12 ore al giorno no stop compresi festivi… mentre i tuoi datori di lavoro sono indecisi se comprarsi la bmw ultimo modello super accessoriata o la porshe cayenne.. e il fine settimana devi gestire l’attivita’ pure tu perche’ loro troppo stressati devono farsi ilo w.e…. ma a fine mese ti raccontano che la crisi non gli permette di metteti in regola. e questo e’ solo un’esempio ci vorrebbero 10.000 caratteri per elencarli tutti e non vorrei annoiarvi!! a palermo non ci sono imprenditori disposti a fare crescere le proprie realta’ e soprattutto a fare crescere la gente che ci lavora… il pensiero dell’imprenditore medio a Palermo e’: io ti do’ il lavoro, non importa quanto tu possa guadagnare e se ti pago o meno i contributi, mi devi ringraziare!!! ci ritroviamo in un ruolo di sottomissione, siamo tornati indietro nel tempo e dovremmo chiamare le cose con il proprio nome e cognome , padrone e schiavo!! ci sono pochissimi imprenditori che lavorano onestamente e che purtroppo hanno le mani mozzate dalla MAFIA… si la MAFIA…. dove per mafia non si intende solamente il pizzo… non sono luoghi comuni e’ vita quotidiano che tu nel tuo piccolo non riscontri ma allarga per un secondo i tuoi orizzonti e vedi che se non sei colluso sei tagliato fuori… bello il ruolo dell’eroe… ma nella vita reale non c’e’ posto per gli eroi!!!

    138. Ciao,ho 26 anni e per LAVORARE mi sono trasferito a firenze,con 1000 euro al mese e 1300 di spese circa,quindi significa arrivare ogni mese con debiti.Sono tecnico ascensorista,a palermo ho lavorato tre anni per una ditta artigiana,guadagnando poco piu di 500 euro,e non sono riuscito a prendere il patentino perchè la prefettura non aveva(e non ha ancora)indetto esami,da notare che l ultima volta che erano stati indetti questi esami era il lontano 2004.Comunque dicevo,sono stato licenziato e ho cercato a destra e manca non andando a Mondello,ma alzandomi alle 6 del mattino per mandare curricula a chiunque prima via mail,e poi in forma cartacea.Risposte poche e negative…vivo da 1 anno a firenze,dopo un mese avevo preso l abilitazione,per la prima volta ho sentito parlare della 14esima!!!Mi pagano in modo puntuale,ma le spese sono tante per chi vive da solo…da 4 mesi sto cercando di tornare a Palermo,ma nessuna ditta mi da la disponibilità,aggrappandosi alla CRISI che non so perchè è rimasta solo al Sud…gli ascensori sono in tutta Italia,e i lavori devono essere fatti ovunque.Ricevo tante offerte da Milano,Verona,Bolzano……..ma da Roma in giu niente!!!Quindi concludendo,è vero esiste gente che non ha voglia di lavorare,ma esistono tanti altri ragazzi che sono partiti dormendo in auto perchè non potevano permettersi l affitto di una casa,e in inverno è dura…quindi per me il vero richiamo dovrebbe essere fatto ai datori di lavoroche si affidano a gente in pensione,pagandoli in nero togliendo lavoro a noi giovani…grazie ciao

    139. Eugenia, il mio tono era di sorpresa ( purtroppo la fretta e l’assenza dovuta al computer che non si vede la gestualità ), come dire: purtroppo da noi si deve polemizzare su cifre che in altre parti d’Europa e del nord italia sono considerate irrisorie. Ammetto, umilmente, di conoscere solo marginalmente da spettatore il mercato del lavoro palermitano, anche se, tenendo familiari anche a Palermo mi capita certe volte di subirne le conseguenze, soprattutto morali.

    140. @tony: via, Milano ha la nebbia, i cocktail sono cari, le milanesi sono brutte…potresti perseverare ancora un po’.

      Giustamente ti lamenti degli scansafatiche palermitani, ma gli amici imprenditori che citi sono a Palermo o a Milano?
      Io vi parlo di Milano e Brescia, quindi realtà abbastanza grintose. In passato ho lavorato per alcune aziende, mio padre lavora in proprio, mi sono giunte le confidenze di parecchi imprenditori e insomma qualcosa ho visto.
      1. Non c’è comunicazione da parte loro, vogliono il dipendente efficiente ma senza formarlo e informarlo. Nei colloqui che ho fatto ho cercato di conoscere meglio l’impresa e gli obiettivi, ma l’imprenditore di turno mi ha lasciato all’oscuro ripetendo che mansione (puramente esecutiva) avrei svolto. Io posso anche avere mie iniziative per migliorare, ma “in alto” devono essere d’accordo e se per mesi non hanno tempo di ascoltarmi neanche tre minuti l’idea resta in sospeso e da inesperta non riesco a implementarla.
      2. Siccome i dipendenti non sanno cosa ha in mente l’imprenditore e cosa vuole sviluppare non riescono ad andare oltre ciò che già fanno, quindi non possono lavorare a servizio dell’arricchimento dell’impresa in senso ampio.
      3. Siccome non si vuol formare né informare ognuno si fa una sua visione di obiettivi, strategie, raggio d’azione e, in assenza di un coordinatore, i colleghi si trovano in disaccordo e in alto mare.
      4. Nel momento in cui un dipendente passa a dirigente o socio del titolare o avvia a sua volta un business agisce per forza di cose come ha visto fare: come un mandriano con le mucche al pascolo.
      5. Hai chiesto ai tuoi amici come fanno a reclutare collaboratori? Un’idea diffusa nelle PMI è quella di scartare i laureati e diplomati a pieni voti. Motivo: sono stati troppo sui libri, non hanno visto “il mondo”. Assumono più volentieri chi sui banchi andava così così, oppure per mansioni di medio-basso livello (segretaria, contabile semplice) pluribocciate o simili. Salvo poi sgridarle per mancanza di: puntualità, solerzia, rapidità nell’apprendere. C’era da aspettarselo, solo loro non ci sono arrivati!
      Tutti questi motivi possono spiegare almeno in parte la sfiducia e la diffidenza di molti laureati. Preferiscono restare al call-center che (ri)mettere piede in una barca che fa acqua da tutte la parti senza lasciarsi riparare.

      Poi (senza ostilità) chiedo: cosa vuol dire “fare impresa”? Qualche anno fa ho fatto telemarketing e servizio clienti per un’azienda abbastanza importante, a tempo determinato. Sono l’antitesi vivente di un commerciale, sia per timidezza sia per impazienza, ma mi sono sforzata. E’ andata ottimamente, in seguito mi hanno richiamato per un anno piangendo in cinese perché necessitavano ancora di “una valente collaboratrice” e io ero “impareggiabile”. Ha del comico.
      Dato il tutto, cosa servirà mai per fare impresa se non… impegnarsi e cooperare per raggiungere gli obiettivi? Ma per questo non serve puntare sul “fare impresa”, non ce n’è bisogno, anzi può essere controproducente a causa dello scenario già allestito dall’imprenditoria. Serve cercare serietà, onestà, costanza e coraggio.
      La brillantezza viene dopo, la tireranno fuori, prima ti servono persone eticamente sviluppate anche prima e al di fuori di qualsiasi impresa lavorativa. Continua a sondare.

    141. Quoto Roberta,
      ne conosco anche io seppur nella Milano da bere …

    142. dobbiamo parlare pure del lavoro che c,è ma si fa in modo di farlo scomparire.mi spiego io sono un artigiano di palermo uno dei pochi che fa ceramica presepi souvenir e lavori in terracotta purtroppo vittima di usura ed estorsione e anni fa ho perso tutto e tutti e nonostante abbia denunciato oggi sono piu abbandonato che mai tra l,altro ho un figlio di 8anni disabile e devo provvedere tutto io .ho fatto un mare di richieste domande ecc………..perche oggi avrei la possibilita addirittura di fare lavorare persone ma non avendo un capitale sono fermo,allora mi chiedo non è vero che non c,e lavoro non si vuole creare o addirittura farlo scomparire e di questo ne sono accorrente sia la regione,sia la provincia,sia il comune,sia le varie associazioni sia di categoria che antiracket ,sia la chiesa cioe praticamente tutti e tutti non fanno niente sono come invisibile in un lavoro visibile,a voi un commento a cio o se propio volete fare qualcosa sapete cosa fare sempre se volete perche insieme si puo creare.

    143. Ciao Tony, ma per candidarmi alle posizioni che dici tu da chi mi devo fare raccomandare?

    144. SALVE POPOLO DI LETTORI,PENSO CHE ALMENO QUELLO UN PO’ TENDE AD ESPANDERSI,ED E’ POSITIVO C’E’ VOGLIA DI CAPIRE ED APPRENDERE,SENZA TROPPE FATICHE,COMUNQUE TORNANDO AL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE,A PALERMO NON C’E’ LAVORO PERCHE’ I PRECORSI LEGAMI HANNO GETTATO LE BASI PER UNA ROTTURA SENZA POSSIBILE SANABILITA’,LA CULTURA DEI POPOLANI PER LA MAGGIONE E’ LA CULTURA DEI PAPPONI LADRI,INFAMI,VILI.DELEGANO LAVORI SOLO PERCHE’ DEBBONO LUCRARE A TERZI,PONGONO LIMITI AL MERCATO INTERNO,GLI OPERAI DELLE IMPRESE SONO PER LO PIU’ NEMICI DELL’IMPRESA STESSA.GLI IMPRESARI DEBBONO SBORSARE DI TASCA UN MANICOMIO DI SOLDI,ANCHE QUANDO IL LAVORO NON C’E’,PER GARANTIRE L’AZIENDA.E’ UN SISTEMA CHE CI PORTERA’ ANCOR PIU’ IN ROVINA,ECCO PERCHE’ GLI STESSI IMPRESARI NON PAGANO PER COME DOVREBBERO,MUOIONO DI FAME ANCHE LORO.IO SONO STATO IN AMBE DUE LE SPONDE,E NON SI STA BENE IN NESSUN CASO,MORALE DELLA QUESTIONE NON CONVIENE FARE PROPRIO NIENTE,MEGLIO ANDARE ALLA DERIVA COME UNA BARCA IN BALIA DEL MARE.NON E’ UN MEZZO PROPAGANDISTICO,UN PERSONALE BAGAGLIO PERSONALE OGNUNO NELLA VITA,TENGA LE CONSIDERAZIONI E LE CONCLUSIONI CHE MEGLIO CREDE.LA FINE DI TUTTO NON E’ MOLTO LONTANA.

    145. Giovanni ti invito a non utilizzare così il maiuscolo (equivale a urlare). Grazie.

    146. Equivale ad urlare,ma non è urlare,in effetti,anzi direi che permette di sforzare meno la vista,non siate troppo presi da considerazioni,poco tangibili,leggere un carattere scritto,non fa male alle orecchie,forse vi state piu’ distaccando da cio’ che è reale,da cio’ che non lo è,scrivere con un carattere maiuscolo significa:mettere in evidenza.E POI SE COME DICI URLO,CHE NE SAI SE HO UN TIMBRO DI VOCE ALTO?IN DEFINITIVA LA LIBERA ESPRESSIONE è UN ART. LEGISLATIVO,FAMMI SAPERE QUANTO INCIDE,DEL RESTO MI PARE CHE NON FOSSE SCRITTO DA NESSUNA PARTE IN QUESTO SITO.E IMPORRE è UN ATTO DI MOLESTIA,Buona continuazione

    147. Giovanni ti invito a rileggere la policy dei commenti che fa un preciso riferimento alla netiquette di Internet. Il tuo utilizzo delle maiuscole (che vedo reiterato) è considerato scortese (e così ti qualifica). Saluti.

    148. Non ho visto la nota in calce nel frontespizio,giusto la prima volta, avevo il look inserito,forse per il mio risentimento, per l’argomento al quanto ampio e coinvolgente,ho tralasciato ignaramente, il fatto di prendere visione del dettaglio strutturale del sito,ed ammetto,che ho errato l’interpretazione previa visione dei rif.,credo che il chiarimento sia palese,e che un disguido di tal circostanza,non desse il diritto di qualificare una persona,basta giungere ad una spiegazione di trasparenza,recando indicazioni piu’ specifiche.

    149. Giovanni ti invito a non utilizzare i commenti per comunicare con me (è fuori tema). Grazie.

    150. ai ragione .. io cerco lavoro ho 20 anni ho una figlia e devo pagare un affito che 350 euro a mese madonna non so che fare se ce quarche lavoro inviatemi un emeil tony-vale@live.it per favore se sapete che ce un lavoro da quarche parte vi prego contatami

    151. mi chiedevo perche invece di lamentarvi dopo che vi trovate con una laurea in scienze politiche o in scienze della comunicazione a 30 anni nn avete neanche un giorno di esperienza lavorativa di laureati c’e ne 300000 mila e normale che nn possiate tutti lavorare la verita lo sapete quale e che vi siete lasciati affubulare dalla menzogna di un lavoro sicuro e ben bagano a condizione solo di avere una laurea ma la verita e che grazie a tutti gli studenti universitari italiani le universita e lo stato si arrichisce o meglio i politici e i rettori e tutto quello che gira attorno si arrichisce vi usano solo per spillarvi i soldi , se imparaste a guardavi attorno oltre solo a scrivere e a saper usare 100 sinonimi pe runa parola vedreste che in italia ci sono tantissimi mestieri che gli italiani nn voglio piu fare il pasticciere il pizzaiono il cuoco il muratore il piastrellista il carpentieri tutti lavori onesti e che potrebbero farmi guadagnare molti piu soldi a disapito di sporcarvi mentre lavorate invece avete preferito snobbare questi mestieri che ero sono quasi tutti in mano a stranieri che se la passano meglio di voi

    152. Caro Tony, rileggo con piacere il tuo “post polemico, non provocatorio” sulla scarsa voglia di lavorare che riscontri nei tuoi concittadini e sulla difficoltà di voi Imprenditori di trovare collaboratori proattivi e autonomi. Confesso che mi è scappata una grassa, larga risata! Figurati che ho quasi dubitato, per un attimo, che la persona che ha scritto questo post sia la stessa che prima, dopo tante lusinghe, mi ha proposto una collaborazione per poi, dopo qualche giorno, sparire nel nulla senza neanche una comunicazione di servizio. Ma dove è finita la professionalità che voi giovani Imprenditori palermitani ricercate negl’altri con tanto ardore? Dove è finita la correttezza e la serietà di cui tanto parlate? Forse rimangono chimere di noi illusi aspiranti lavoratori, forse poco flessibili e poco propensi a stare al servizio di chi gioca a fare l’imprenditore.

    153. Cara Valeria, mi scuso con te se non ti ho comunicato velocemente che erano intercorse delle novità che mi hanno portato a non intraprendere il rapporto. Non mi sembra corretto proseguire questa conversazione in forma pubblica perché potrei scrivere qualcosa di spiacevole anche riguardo alla correttezza e alla serietà a cui fai riferimento (che devono sussistere da entrambe le parti) e ciò non è nelle mie intenzioni. Troverai una comunicazione privata (come è opportuno che sia) per te che ho scritto prima di questo commento. Saluti.

    154. Guarda che questa è solo una tua tesi dovuta ad una tua singola esperienza,inerente al tuo singolo settore…
      Per altre categorie di disoccupati come me è solo l’opinione dell’ennesima persona superficiale.
      O forse un quanto fai parte del mondo dell’ informazione,è solo da interpretare come una deformazione professionale.
      Comunque sta di fatto che c’è chi è morto pur avendo il diritto al lavoro…(l’ Italia è una republica fondata sul diritto al lavoro e alla famiglia…sto cazzo!!!(perdonatemi per l’ espressione un po’ forte ma la rabbia è tanta)

      P.s:per capire cosa intendo pet deformazione professionale basta fai un test: prendi tre differenti testate giornalistiche che parlano dello stesso argomento argomento(chi sa chi la spara più grossa).

    155. È da un bel po’ che non c’erano 160 commenti sul blog! Come unire l’utile al dilettevole 🙂

    156. Credo che l’ideale sarebbe di diventare imprenditori 2.0. Post cavolo significa???

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