martedì 24 ott
  • Ci stiamo perdendo qualcosa

    Tardo pomeriggio del 14 agosto: mi aspetto di trovare un centro storico semi-deserto e, invece, via Maqueda è un tappeto di gente. Guardando in direzione Teatro Massimo la strada è piena e colorata. Siamo nel cuore dell’estate, la vigilia di Ferragosto, quando tutti si spostano il più possibile vicino al mare, e io faccio fatica a camminare a piedi in città. I negozietti e i bar sono aperti, i turisti vanno in giro facendo foto, qualche palermitano passeggia distrattamente, mentre qualche altro ne approfitta per scoprire luoghi o angoli che non aveva mai notato.

    C’è qualcosa di molto bello in tutto questo ma, allo stesso tempo, c’è anche qualcosa che “stride”. A stridere non è solo il fatto che, proprio poco tempo prima, la pedonalizzazione di via Maqueda fosse stata ampiamente criticata (la critica immediata e a prescindere è una spiccata qualità dei palermitano). C’è anche una piccola – grande – riflessione: «Gli abitanti di Palermo si stanno perdendo qualcosa». Mi spiego meglio. Gran parte della gente che vive in questa città, forse proprio perché ci vive, non riesce a cogliere il vero senso del discorso. Ogni giorno ne percorre le strade, passa davanti i palazzi storici, si sposta da una zona all’altra e, spesso con aria di sufficienza, non osserva granché, ma si limita a guardare.

    Un po’ ospite, un po’ padrona di casa, affronta il panorama ben noto con sentimenti diversi, ma anche con un atteggiamento spesso simile e distratto. Capisco che la vita quotidiana sia frenetica, ma chi non si sofferma mai rischia di perdersi qualcosa. Voglio dire, c’è gente che prende un aereo proprio per venire qui. Sceglie di venire qui, non ci finisce per caso. Programma le vacanze a Palermo. Già lo sento, il coro di «Bella scoperta, questo lo sapevamo già!». A me, comunque, viene il dubbio che non lo sappiano proprio tutti.

    Gli ultimi dati resi noti dal Comune hanno confermato un vero e proprio boom di presenze, durante i mesi di luglio e agosto, in musei, spazi verdi e palazzi comunali. Ecco un po’ di numeri (ma pochi, altrimenti poi ci si annoia): il Teatro Massimo ha registrato, dalla sua riapertura nel 1997, il più alto numero di visitatori, superando ad agosto le 10.000 unità. La Galleria d’Arte Moderna è stata visitata nel mese di luglio da 1.440 persone e ad agosto da 1.839 persone (con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente); sono stati 893 i visitatori di Palazzo Ziino nel mese di luglio, mentre Zac e lo Spasimo hanno registrato complessivamente circa 1.300 visitatori per ognuno dei due mesi in questione. Mettendo da parte i dati, in generale si può dire che non era difficile notarle, quelle presenze. Proprio ai turisti, secondo me, bisognerebbe chiedere: «Cos’è che gli abitanti di Palermo non hanno capito? Cos’è che si stanno perdendo?».

    Quando è un palermitano a rispondere a questa domanda, finisce sempre per dare vita a una maliconica dichiarazione d’amore e di odio. Quella dichiarazione non fa più molta presa (sarà perché una volta che ne hai letta una, le hai lette tutte). C’è bisogno di realismo. Un turista, magari uno dotato di uno gelido spirito critico, non si perderebbe nel romanticismo e troverebbe parole più adatte. Che noi palermitani ci stiamo perdendo qualcosa, a me, sembra ovvio, ma di cosa si tratta esattamente? (E l’utilizzo del “ci”, stavolta, è volutamente onnicomprensivo e provocatorio).

    Ospiti
  • 9 commenti a “Ci stiamo perdendo qualcosa”

    1. Molti turisti trovano affascinanti, folkloristici ed interessanti diversi aspetti della città che i palermitani invece ormai cordialmente ignorano o a cui sono abituati. Certo, il patrimonio monumentale è notevole ma, obiettivamente, quanti palermitani giornalmente vanno davanti al Teatro Massimo a fotografarlo?
      Epperò fiumi di turisti affollano i mercati di Ballarò, fanno tour gastronomici in centro storico, passeggiano spaesati sulle piste ciclabili di Via Crispi. Tutte cose che noi palermitani non facciamo, o almeno non con l’entusiasmo che prova chi viene da fuori.
      Discorso diverso per GAM, Palazzo Ziino ed altri centri di “Cultura” della Città. Alcuni eventi culturali “funzionano” (per esempio la mostra di Botero), ma l’abitudine di andare a trascorrere una mezza giornata alla GAM o a Palazzo Ziino non è per nulla radicata in noi palermitani “medi”.
      Infine, nel turista c’è un normale senso di urgenza che manca nel cittadino. Il turista rimane per pochi giorni (a volte poche ore) e vuole fare incetta di cose da vedere. Il palermitano sa di avere tutto il tempo che vuole… e poi alla fine non ci va mai. Ma mi domando se lo stesso non valga per tutti gli abitanti delle città turistiche. Quanti romani vanno a vedere il Colosseo? Per cui… forse ci stiamo perdendo qualcosa. Ma magari la sensazione è un po’ falsata. Chissà.

    2. e finalmente!!!!
      l’autore ha, imho, colto nel segno: “Quella dichiarazione non fa più molta presa (sarà perché una volta che ne hai letta una, le hai lette tutte). C’è bisogno di realismo.”
      lo ripeto già da un pò, hanno stufato le critiche melense ed agrodolci su quanto sia bella e contemporaneamente brutta Palermo. Tutti i palermitani ci crescono con questi discorsi che secondo me fanno trasparire più la lagnusia che altro, lagnusia per il non voler affrontare i problemi. Sembra quasi un rito liturgico, basta una lamentela ben fatta al mese e la nostra coscienza si calma per un pò facendo finta che siamo più consapevoli.
      EBBASTA! Servono più articoli come quello del sig. Russo (Spremiamo delle idee per migliorare anche Palermo! Dai!!) che veramente provano a dare uno spunto costruttivo. ho deciso di non commentare più i post di lamentele (stiRazzi ce lo metto da solo)

    3. In effetti sono numeri impressionanti, nel senso che fanno impressione.
      Significa che ben 325 persone hanno varcato mediamente ogni giorno le porte del Massimo.
      Addirittura 60 si sono recate alla Galleria d’Arte Moderna.
      E poi, incredibilmente, 29 (dico 29!) sono state a Palazzo Ziino.
      Non c’è male per una città che ambisce ad essere il polo culturale del Mediterraneo e che si era pure candidata a capitale delle cultura, voglio dire.

    4. Complimenti sig.ra Cassarà, bel post, nel senso che finalmente c’è chi si lamenta di chi si lamenta e basta, avete rotto i cabalisti, bisogna essere positivi e propositivi, basta leggere di gente che si lamenta della città sporca, PULIAMOLA!!!!! basta di gente che dice che non c’è lavoro, COMBATTIAMO IL PIZZO, IL LAVORO ARRIVERA’.
      Ho fatto una piccola statistica sulle persone che conosco che non vivono in sicilia, ma sono di altre regioni, ebbene la maggior parte ha passato le vacanze da noi, o si appresta a farlo, quindi sinceramente a tutti i gufi, i lamentosi, i critici a prescindere bisognerebbe dire, che viviamo in una città che persone di altre cultura hanno voglia di visitare, di venire a spendere soldi, insomma hanno voglia di conoscerla, ma invece noi la voglia di migliorarla dove la dobbiamo prendere, forse andando via?Svegliamoci e diamo un senso ad una città che per me è la capitale della cultura, LA MIA.
      per il signore che ha commentato il post per ultimo volevo dire, Treviso è stata votata come una delle città più vivibili di questo paese, ecco provi ad andare a vivere li, magari troverà dei motivi per fare il sarcastico anche li.
      Sinceramente come sempre.

    5. Il commentatore che firma col nick (?) {[]}
      mi ha preceduto nei commenti; avrei notato la stessa ridicola esibizione di numeri, e avrei aggiunto, mischina !.
      Alla lettura dei numeri delle presenze quotidiane direi che l’autrice del post non ha capito… semplicemente, non ha capito…
      Ditele anche che centinaia di milioni di persone prendono treni e aerei e viaggiano sulle autostrade per andare in altri posti, nel mondo.
      Detto questo preferivo la città prima, quando non c’era confusione, souk, negozietti per economia spicciola provinciale e di gusto non elevato (rating socio-economico basso), movide tasce; la preferivo quando non c’era come diceva qualcuno “cunfusiuani e mala vinnita”, parafrasando “beaucoup de bruit pour rien”.

    6. meglio precisare per quelli che vanno in giro nel web in cerca di polemiche virtuali: mischina si intende con tenera partecipazione

    7. miiii zibbibbo, ma sempr’allitrato sì? picchì pì ddiri chi ti piacciono gli aitticoli ri luca allitrato sì, picca ma sicuru!!!!
      comunque, i cosi ggiuste, mi facisti priatu quannu scrivisti c’un commenti cchiù i postt c’un te piacciono!! Speramu uora ca ti veni ri non commentari cchiu’ mancu i postt chi ti piacciono e accussì siamo apposto!!
      oh mister dagostino, tu m’a spiecari na cuosa però: ma picchì ogni vuota chi scrivi ci rici siempre cu sincerità, sinceramiente eccc?? ma chi bò riri?? chi nni vò pigghiari a tutti pì fissa ah??
      chi ppoi m’a spiecari puru chi bò riri cu “avete rotto i cabalisti”?? ma cu sunnu i cabalisti?? chiddi chi iuocano a cabala????
      mamaaaa, in stu blog ce’ n’ignoranza chi si pò tagghiari cu cutiddazzu e manciarisilla cu mafalda, sasizza e primosale

    8. @chiddici ti piacerebbe! 😀 ..scordatelo

    9. Vi ricordo che questa non è una chat. Grazie.

    Lascia un commento (policy dei commenti)

Ci stiamo perdendo qualcosa, 5.0 out of 5 based on 1 rating