sabato 22 lug
  • Automobilista vs. ciclista: iniziano i giochi!!

    Pronti…via! Brum brum……singhiozzando allegramente la mia macchinina si avvia e passeggia per le strade di Palermo.
    Che bella giornata!
    Direzione….qualsiasi…Mondello…Sferracavallo…centro città…..Foro Italico…ecc….ecc…..
    Ma il riassunto della mia giornata si concentrò solo in una domanda.
    Una domanda che aumentava di intensità durante la mia nervosa passeggiata
    «Perché….??!! Perché???».
    Questa è l’unica domanda che istintivamente venne fuori dalla mia bocca dopo che incontrai i cari ciclisti.
    Non voglio dividere in categorie chi usufruisce delle strade cittadine e statali.
    Non voglio sminuire o valorizzare una di queste figure ma vorrei anzi che ognuna di loro sia in pace ed in amore sotto l’unico cielo delle regole stradali che copre ogni strada di Palermo.
    Basterebbe semplicemente il buon senso ma questa è un’altra storia….
    I ciclisti erano sempre davanti ai miei occhi,sulla strade cittadine…in periferia……sulle statali. Ovunque!!
    Mi davano il Buongiorno risvegliando ed agitando tutti i miei sensi!
    Stava iniziando una lotta psicologica e di nervi! Più che una lotta un gioco di abilità, direi.
    Si deve arrivare al traguardo evitando di tamponare il ciclista e soprattutto evitando un frontale con altre auto.
    Pronti…si inizia!!
    Io dentro la mia macchinetta rincombambito e loro pimpanti sulla sfavillante bici.
    Ma poi…fosse un solo ciclista…..no…..un’invasione……cinque…dieci…venti….schierati per bene a creare un muro invalicabile sulla corsia.
    Oh cari ciclisti, perché occupate tutta la corsia?!!!
    Perché create una barriera invalicabile??
    Perché, se io suono e chiedo passaggio, voi mi ignorate??
    Vi prego, rispondete!
    Rispondetemi in maniera sensata e motivata!
    Perché?
    In questo delirio interiore ed esteriore compresi di essere in difficoltà e potenzialmente di rischiare un incidente.
    Un intero gruppo di ciclisti davanti….anzi un muro di ciclisti davanti.
    Naturalmente rallentavo stando dietro e facendo molta attenzione nel dosare acceleratore e freno.
    E quindi 20 km/h…..30 km/h…. di nuovo 20 km/h…e poi frena improvvisamente e vai a 10 km/h…….e poi a 2Autiomobilista vs. ciclista: iniziano i giochi!!0 km/h……snervato e stremato tentavo la carta del sorpasso ed ancora un occhio alla corsia opposta ed un occhio davanti a me e di nuovo…frena…accelera…..rallenta….sterza…accelera…..!!!
    Il rischio di tamponamento non era più potenziale ma molto probabile visto anche la poca lucidità che mi lasciava lo stress.
    Io suonavo ma loro non mi sentivano proprio…..mi ignoravano….continuavano a chiacchierare…tutti la’ schierati allegramente……e visto che loro se ne infischiavano di me e non si mettevano in fila indiana,non mi rimaneva altra soluzione che invadere l’altra corsia,rischiando un frontale con una vettura opposta.
    Credo che ognuno di voi,almeno una volta,abbia “lottato” con i ciclisti in questo piacevole gioco on the road.
    Sicuramente, urlando al parabrezza, avrete domandato: Perché non vi spostate?? Perché?
    Eppure il codice stradale che accomuna automobilisti e ciclisti prevede all’art. 182 che i ciclisti debbano:
    – procedere su unica fila in tutti i casi in cui le condizioni della circolazione lo richiedano e, comunque, mai affiancati in numero superiore a due; quando circolano fuori dai centri abitati devono sempre procedere su unica fila, salvo che uno di essi sia minore di anni dieci e proceda sulla destra dell’altro.
    Stesso codice ma la percezione è quasi che non li riguardi affatto e volendo precisare con sincerità sembrano essere un po ignorati dai controlli.
    Certo la soluzione sarebbero piste ciclabili ovunque ma parliamo di fantascienza……
    In attesa delle piste ciclabili, facciamo in modo che in città si indichi sempre di procedere in fila indiana?
    Sulle strade statali mettiamo dei cartelli che invitano i ciclisti a rispettare il codice?
    Dico…..già di suo la città e dintorni è quello che è….una regolata ce la possiamo dare tutti?
    Ma poi…..la strada è di tutti…..non insceniamo lotte stupide …..non ignoriamoci….
    Perché?
    Bella domanda….

    Palermo
  • 16 commenti a “Automobilista vs. ciclista: iniziano i giochi!!”

    1. Vogliamo parlare del passare dritto dritto con il rosso sulle strisce pedonali quando tu, “automobilista cattiva”, hai il verde?! Non sanno frenare e poggiare il piedino a terra come fanno anche i motociclisti più indisciplinati?!
      “Ma noi non andiamo a motore!”… Ho capito, ma fatti tuoi, l’hai scelto tu! Il semaforo è semaforo per auto, pedoni e anche per te!
      Oppure vederli spuntare controsenso, sottolineo controsenso, all’improvviso dopo una svolta verso una strada a senso unico: se li metti sotto dei pure un **** che non ha previsto l’arrivo “legittimo” del ciclista da una curva dove in genere si entra e non si esce…
      Parliamone!

    2. Il solito articolo del caxx contro i ciclisti che camminano in gruppo, non rispettando il codice della strada. Ma il Sign. Russo, che scrive, è uno dei tanti rispettosissimi palermitani che allacciano la cintura prima di ingranare la marcia, si ferma allo stop (prima dello stop e non 10 metri dopo), non parla al telefono, fuma, mangia, beve mentre guida, non parcheggia in doppia e tripla fila, da la precedenza sulle strisce e così via. Se hai risposto si a tutte le mie domande, allora ti chiedo scusa a nome di tutti i terribili gruppi di ciclisti che ogni domenica affollano le nostre strade, altrimenti fammi un grosso favore, e fallo anche a tutti i ciclisti: mavafanculooooooo… Con rispetto. Un ciclista della domenica e non solo.

    3. Commentare non deve essere sinonimo di offendere sig. Pino, che non sai discutere di un argomento reale quanto grave. Si, perchè non si parla delle cattive abitudini di “tutti” i ciclisti come quelle di “tutti” gli automobilisti. Qui si parla di alcuni ciclisti che con la scusa del mezzo ecologico e dell’attività fisica (che fa bene e dovremmo fare tutti…) fanno ciò che gli pare in strade frequentate da automobili ma anche da camion, autobus, vetture delle forze pubbliche, ambulanze, ecc. La città è di tutti e così le sue strade ma “dire che una cosa è mia non mi giustifica a farla solo mia”. Così ogni ciclista (tanto di cappello a tutti coloro che scelgono questo bellissimo mezzo di locomozione) si responsabilizzi perchè il pericolo può arrivare da qualsiasi angolo e a piangerne le conseguenze sono TUTTI e dico TUTTI.
      P.s. chi sta scrivendo è uno che si muove in auto, posteggia dove può, esce la sua pieghevole dall’auto e continua pedalando fino a lavoro o in giro per la città.

    4. Penso che in città invece si debba camminare solo in bicicletta, ma a noi palermitani non puoi togliere la macchina, devo andare a comprare il pane, mica posso andare a piedi e se possibile vorrei posteggiare proprio li davanti, magari la lascio un attimo in terza fila tanto mica è un problema…. In una città come Palermo, penso che l’ultimo problema delle strade cittadine siano proprio i ciclisti… Forse in altre città più civili ( sempre in ambito circolazione stradale) il problema possono essere i ciclisti, ma da noi sicuramente no…

    5. più ciclisti maleducati e meno automobilisti educati (ma ce ne sono ancora a Palermo?) con buona pace dei palermitani che per farsi una passeggiata si mettono in macchina.

    6. Perdio! Deve essere cambiato il mondo! Quando un mese fa sono venuto a Palermo ho visto strade letteralmente cosparse di automobili marcianti a passo d’uomo, marciapiedi con auto in sosta che mi costringevano a lunghi giri per continuare la mia passeggiata a piedi. Moto e motorini rigorosamente sui marciapiedi o saettanti fra le auto senza alcun rispetto delle precedenze. Biciclette poche, rare come orsi bianchi. Grazie a Luca Russo ora apprendo che a Palermo si è verificata una invasione di bici. Saranno olandesi o danesi in visita turistica? Da questo momento presumo che si dovrà dire che il problema di Palermo non è più “il traffico” e basta ma il vero problema di Palermo sono le bici!

    7. @marco… ma l’argomento grave quale sarebbe: le cattive abitudini dei ciclisti??? Ma di cosa stiamo parlando… Le biciclette, così come i pedoni sono e saranno sempre le vittime di automobili, moto e camion. Ogni loro ” cattivo comportamento” credo sia sempre a loro ed esclusivo rischio. Non ho mai sentito di incedenti causati da biciclette o pedoni contro automobili in cui ha la peggio un automobilista. Nessuno ha mai detto che i ciclisti possono fare tutto ma l’articolo fa sembrare i ciclisti come il problema più grave della nostra città… Mi sembra proprio il classico “traffico” di Johnny Stecchino come unico male della Sicilia. Ma poi ognuno la pensi pure come crede… Il mio fanc… era molto ironico, nulla di offensivo…

    8. Io per fortuna tutti questi ciclisti a palermo non li vedo, a parte 4 extracomunitari

    9. Vi prego, sequestrategli i puntini di sospensione.

    10. Ho ormai imparato che i ciclisti sono affetti da un senso di superiorita’ costante nei confronti di tutti i non ciclisti, dato che pedalando non inquinano, non fanno rumore e aiutano pure la loro salute. E’ quindi meglio non confrontarsi con loro perche’ hanno ragione, sempre e comunque.
      Il punto piuttosto e’ che, forti della loro (presunta) superiorita’, tendono talvolta a scavalcare le regole della strada, come e anche piu’ degli automuniti.
      Qui a Londra, per esempio, ho rischiato piu’ volte d’essere investito mentre attraversavo la strada non dall’Aston Martin di un riccone o dal taxi di qualche cab driver un po’ isterico, ma da bicilette lanciate come missili terra-terra che ti passano a pochi centimetri dal naso, spesso in controsenso e talvolta pure sfrecciando sui marciapiedi, cosa normalmente vietata.
      Io, personalmente, for safety reasons, non uso la bicicletta, preferisco andare in auto (quando e’ possibile) oppure usare il 2 (i 2 piedi) ed infatti ammiro sinceramente i ciclisti londinesi che si fiondano come intrepidi kamikaze nel traffico..poi pero’ leggo che mediamente, in un anno, circa una decina di ciclisti muoiono investiti per le strade di Londra. E cio’ che mi sorprende, ma fino ad un certo punto per quanto detto sopra, e’ che solo in 2/3 casi la colpa e’ dell’automobilista o del guidatore di camion, negli altri casi la spregiudicatezza del ciclista e’ stata purtroppo la causa della sua dipartita da questo mondo.
      Almeno sono andati via facendo cio’ che piaceva loro.
      Comunque, w i ciclisti, sempre e comunque. Meglio non farseli nemici.

    11. Di fatto chi possiede una automobile è rintracciabile con un numero di targa, chi va in bicicletta no e quindi ciò consente a quest’ultimo qualche marachella in più. Però chi va in bicicletta ricordi che non è circondato da una bella carrozzeria (oltretutto protegge in caso di incidente). La mia famiglia conta una persona finita all’ospedale perché ferma in bici ad un incrocio in attesa del verde e un’altra ingessata braccia e gambe…

    12. Tutto vero per i ciclisti, anche per gli automobilisti, e anche per i motociclisti, per non parlare dei pedoni e….dei mezzi pubblici compreso il tram ( se e quando partirà). Ma non è che invece di fare analisi comportamentali sulle categorie conviene parlare della buona educazione di noi palermitani quando ci troviamo sul suolo pubblico?

      Ps: d’accordo per targare le bici.

    13. Sono stata una ciclista per tantissimo tempo e per me l’autore di questo post ha ragione!!!!
      Ogni volta che un automobilista chiedeva strada mi sono sempre messa a destra per farlo passare e non tiranneggiavo per il solo fatto di usare un mezzo a energia pulita!
      L’educazione innanzitutto diceva la mia prof! Da parte di qualsiasi utente stradale.

    14. Il codice della strada impone alle auto di sorpassare un ciclista ad almeno 1,5m di distanza.
      I ciclisti che lo fanno sbagliano a fare il gruppone che occupa tutta la carreggiata, ma tu non puoi sorpassare anche un singolo ciclista senza invadere la carreggiata opposta, quindi in fin dei conti, il marciare in gruppo ti impone di rispettare una regola del cds che nessun automobilista rispetta.

      Ragionamento a parte merita il fatto che i ciclisti che applicano questa civilissima usanza, di solito sono automobilisti che alla domenica si mettono la tutina e fanno fare il giro alle loro bici da 2.000€ sognando di essere Nibali… vivere la bicicletta ogni giorno, come mezzo di trasporto, è tutt’altra cosa che ti impone tutt’altra mentalità.

    15. Naturalmente, questi ciclisti sono palermitani, bbè, tutto chiaro, non conoscono il codice della strada…. tutti in fila indiana. Ignoranti ??

    16. L’ignoranza ed il mancato rispetto delle regole vanno sanzionati in ogni caso: sia che si vada in auto, sia che si vada in bici. C’è una cosa che il palermitano non ha mai capito (e temo che non lo capirà mai, vista la sua convinzione di furbizia e superiorità): il rispetto della regole non equivale o prigionia o idiozia, ma, al contrario, è una garanzia di e giustizia libertà per tutti. Ma forse stiamo alzando troppo il livello, torniamo a parlare di calcio e a fare il tour dei centri commerciali per approfittare delle offerte e comprare il nuovo televisore per la cucina. Nessun futuro, nessuno.

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