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domenica 19 mag
  • Anagrafe

    L’anagrafe non disapplicherà il decreto sicurezza, stop alla disposizione di Orlando

    I dipendenti dell’Ufficio anagrafe del Comune di Palermo non sono disposti a violare la legge in cui è stato convertito il decreto sicurezza nella parte relativa alla registrazione dei migranti. Il sindaco Leoluca Orlando aveva dato disposizione di di sospendere, per gli stranieri eventualmente coinvolti, qualunque procedura che potesse intaccare i diritti fondamentali della persona con particolare, ma non esclusivo, riferimento alle procedure di iscrizione della residenza anagrafica.

    Il capoarea Maurizio Pedicone aveva dichiarato che intendeva rispettare le disposizioni.

    (foto da Google Maps)

    AGGIORNAMENTO: Pedicone chiarisce che nei giorni scorsi e per un numero limitato di casi, a seguito delle note vicende che hanno determinato incertezza sul piano giuridico e normativo, gli uffici competenti hanno proposto agli utenti un successivo appuntamento personale per la registrazione delle istanze. I cittadini stranieri quanto i cittadini italiani che volessero depositare al protocollo istanze di qualsiasi tipo possono farlo in qualsiasi momento per l’avvio della fase istruttoria che terminerà con accettazione o diniego entro i tempi previsti dalla normativa, previa, ove necessaria, interlocuzione con l’utente interessato. Il sindaco Orlando si è detto disposto a firmare in prima persona ma resta il nodo dell’istruzione della pratiche da parte dei dipendenti che potrebbero rifiutarsi anche di procedere.

    Palermo
  • Un commento a “L’anagrafe non disapplicherà il decreto sicurezza, stop alla disposizione di Orlando”

    1. E’ la prima volta che dei dipendenti comunali si rifiutano di mettere in pratica un “ordine di servizio” del sindaco “”strumento privo di validità sufficiente a esimere l’operatore dal proprio obbligo giuridico di osservanza del dettato normativo e non inidoneo a esonerarlo dalle proprie personali responsabilità”
      Come giustamente scrivono nella loro lettera “”L’ufficiale d’anagrafe è obbligato ad operare secondo i principi di legalità fissati dagli art. 97 e 98 della Costituzione”.
      Il sindaco Orlando , che pure è stato un apprezzato docente di diritto costituzionale, dovrebbe conoscere tale norme della costituzione, e non può , con un semplice “ordine di servizio” obbligare dei dipendenti pubblici a infrangere la legge.

      Una brutta legge non si combatte con “ordini di servizio” che invitano un proprio ufficio di violare scientemente una legge.

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