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sabato 8 ago
  • Allagamenti a Palermo, le vere cause del disastro

    Allagamenti a Palermo, le vere cause del disastro

    Martedì scorso, 15 luglio, la città di Palermo è stata sconvolta da un temporale estivo che, in pochissimo tempo, ha trasformato le strade in fiumi sommergendo decine di automobili. Miracolosamente, anche se per lunghe ore si è temuto il peggio, non ci sono state vittime, ma le immagini che abbiamo visto pongono interrogativi inquietanti.

    Innanzitutto, ci chiediamo come possa essere possibile l’allagamento simultaneo di tutti i sottopassi cittadini, ed in particolar modo, di quelli della Circonvallazione. Questa fondamentale arteria cittadina, realizzata prevalentemente negli anni ’80, è dotata di un complesso sistema di allontanamento delle acque meteoriche, basato principalmente sul recapito delle piogge in apposite vasche di raccolta. Da qui, le stesse acque vengono reimmesse nella falda sotterranea attraverso appositi pozzi, ovvero allontanate tramite i collettori cittadini con l’ausilio, laddove occorre, di pompe di sollevamento. Un sistema in funzione, quindi, mediamente da 30/40 anni, ma che solo l’altro ieri abbiamo visto andare così pesantemente in crisi.

    I soliti Soloni del web, per l’occasione meteorologi e statistici, hanno sottolineato l’eccezionalità dell’evento, precisando (mentre ancora pioveva) che queste piogge sarebbero state, addirittura, le più abbondanti dal 1790, basandosi sul massimo rilevamento di 130 mm in due ore. La notizia è in realtà una fake news, prontamente smentita da chi meteorologo e statistico lo è sul serio, e non solo per compiacere gli amici. È bastato semplicemente ricordare che i paragoni vanno fatti per le stesse aree e le stesse stazioni, aggiungendo che i 130 mm di pioggia sono stati misurati da una stazione installata pochi anni fa, quindi inesistente nel lontano 1790. Eppure si è giunti persino ad affermare, tirando in ballo “tempi di ritorno” di 100-200 anni (calcolati, chissà come, sui dati farlocchi di cui sopra), che in tali condizioni qualsiasi opera fognaria sarebbe collassata!

    Tralasciando il dato, ancor meno fondato, di 1000 mm di pioggia riferito da fonti comunali (!), il temporale in questione è stato sì rapido ed intenso, ma non aveva nulla di diverso da decine di altri temporali estivi verificatisi nel recente passato, persino su aree più estese.

    Allora perché questo rapido allagamento dei sottopassi, dove l’acqua raccolta ha prontamente sommerso le auto in transito? È evidente che, al di là delle comode accuse a Giove Pluvio occorre riflettere, e parecchio, sulle condizioni manutentive di caditoie, tombini, vasche di raccolta ed impianti di sollevamento.

    Chi conosce il livello di pulizia delle strade cittadine sa benissimo che durante il periodo estivo esse diventano ricettacolo di detriti di ogni tipo: dal semplice terriccio ai residui degli sfalci, per non parlare delle immondizie vere e proprie, non rare a Palermo. Se non viene effettuato un servizio di regolare spazzamento, alla prima pioggia di una certa intensità questi residui si accumulano nelle caditoie, intasandole rapidamente. Il possibile ulteriore intasamento di collettori o vasche di raccolta, attiene anch’esso a scarsa manutenzione di questi fondamentali dispositivi idraulici che, insieme alle stesse caditoie, andrebbero ispezionati e puliti regolarmente.

    Non è un caso che, laddove ciò non viene svolto, nelle ultime settimane estive o nelle prime autunnali si verifichino gravi allagamenti. In questo caso, il temporale estivo è arrivato con largo anticipo, con le relative conseguenze. E, da quanto abbiamo visto, il problema non si è posto soltanto nella Circonvallazione, ma anche nelle strade circostanti: ne sono una prova evidente le cascate che si riversavano nel sottovia di piazza Einstein dai muri di contenimento: tutta acqua proveniente dall’enorme area a monte, convogliata lì dalla parte alta di viale Leonardo da Vinci, che non è riuscita a defluire negli appositi collettori. Aggravando la situazione della Circonvallazione, divenuta un’enorme gronda a cielo aperto dei piccoli e grandi torrenti formatisi a monte di essa, soprattutto sui viali principali. Ciò ha mandato in crisi un sistema che, come abbiamo spiegato, non era perfettamente funzionante.

    Una spiegazione tutto sommato semplice, che poco o nulla ha a che vedere, ad esempio, con il collettore sud-orientale o con il sistema di Fondo Verde, opere incompiute o mai realizzate già commissariate dalla Regione e tirate in ballo in conferenza stampa al Comune in relazione ai fenomeni di cui sopra.

    Per quanto concerne l’allerta meteo, va certamente stigmatizzata la sottovalutazione dell’evento, se non la sua mancata previsione. Tuttavia, ci chiediamo se non fosse il caso di mobilitare comunque, ed in massa, il corpo dei Vigili Urbani, insieme a tutte le forse di pubblica sicurezza presenti sul territorio comunale. Anche gli eventi meteorici più improvvisi, ancorché non segnalati, consentono qualche decina di minuti per attivarsi nei punti più critici che, come abbiamo visto, non sono poi di così difficile individuazione: sapendo in che condizioni manutentive sono gli impianti di allontanamento delle acque meteoriche, basterebbe concentrarsi su i sottopassi cittadini a maggior rischio, di ogni specie e dimensione, ed interdirli al traffico. Qualcosa che si potrebbe fare anche in assenza dei sofisticati sistemi di “Early Warning”, che poi sarebbero quei semafori presenti all’imbocco del più piccolo sottopasso, attivati dalla presenza di accumuli d’acqua nel punto più basso del manufatto.
    Sono stati puntualmente promessi ieri, dal sindaco. A cose fatte.

    (in collaborazione con Palermo in Progress)

    Palermo
  • 5 commenti a “Allagamenti a Palermo, le vere cause del disastro”

    1. Buongiorno sarei interessato a sapere chi sarebbe quel meteorologo e statistico sul serio su cui si fondano le affermazioni dell’articolo

    2. Non andiamo addosso all’autore perchè non è professore universitario! Ē vero, gli mancheranno le basi, é vero che ci sono tanti professori universitari scienziati, ma altrettanti professori zeroneuronici raccomandati o, peggio, pagati da chi dovrebbero redarguire….si veda il fatto che da quando si è cementificata mezza città col tra, e questi hanno avuto consulenze e non si sono potuti opporre alla realizzazione del tram (realizzato a dick of dog per avvantaggiare le ditte del cemento) ha provocato l’immane disastro attuale… i professori si zittiscono con consulenze da 4 soldi…almeno l’autore, almeno pare, per ora non viene zittito, non ha consulenze…

    3. di sicuro la pioggia molto forte non ha fatto altro che accentuare uno dei mille problemi di una citta’ allo sfascio totale ma vedrete che prenderanno dei geni pensatori e magari invece di ripulire le fogne e simili metteranno nei sottopassi canotti e salvagenti!!!!!!!!dai nostri politici ci possiamo aspettare di tutto

    4. Un evento estremamente localizzato, avvenuto in un’area molto ristretta e in un arco breve di tempo. Fattori che rendono difficilmente prevedibile quanto avvenuto a Palermo nel pomeriggio di mercoledì 15 luglio, quando un violento nubifragio si è abbattuto sulla città provocando danni ingenti alle persone e alle cose. L’eccezionale evento avvenuto nel capoluogo siciliano è ascrivibile al passaggio di una linea di instabilità che muovendosi sul Mediterraneo centrale tra la Sardegna, la Tunisia e la Sicilia, ha prodotto bande di intensa precipitazione convettiva in movimento verso est. Queste hanno dato origine a un evento di precipitazione estremamente intenso e localizzato, la cui esatta collocazione spaziale, temporale e di intensità, è scarsamente predicibile dai modelli numerici, in quanto legata alla distribuzione a piccola scala delle masse d’aria. Ciò nella pratica rende particolarmente arduo il compito di fornire allerte efficaci con la necessaria tempestività.

      Il Dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente e per la conservazione della biodiversità (Area per l’idrologia, l’idrodinamica e l’idromorfologia, lo stato e la dinamica evolutiva degli ecosistemi delle acque interne superficiali) ha elaborato una prima analisi dell’evento di Palermo ed elaborato una relazione tecnica.

      https://www.snpambiente.it/2020/07/20/nubifragio-a-palermo-prima-analisi-di-quanto-accaduto/

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