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  • Tram, mettetevi comodi: nessun lavoro in corso

    Tram, le vere cause della bocciatura: adesso si ripensi, senza ideologismi, la mobilità palermitana

    Nonostante le sceneggiate, le grida, le occupazioni stile liceo, gli attacchi personali ed il terrorismo mediatico, è andata a finire parecchio male per i sostenitori del tram ovunque e comunque. Dimostrando che chi troppo vuole, nulla stringe… Soprattutto se quel che vuole cerca di imporlo, evitando accuratamente di discuterne con chi dissente, regolarmente demonizzato.
     
    Per settimane ci è stato propinato un ricatto orrendo, basato su una tesi infondata: quella che voleva addossare all’attuale maggioranza, che potremmo definire “anti-tram”, la responsabilità di voler far perdere alla città un sacco di soldi. Come se fossimo di fronte ad un progetto immediatamente cantierabile, buttato alle ortiche da ventuno sconsiderati: quelli che giovedì scorso hanno votato a favore dell’emendamento che cancella la linea A, Stazione Centrale-Villa Sofia (con tracciato su via Roma e via Libertà), dal Piano triennale OO.PP.

    In realtà, da quanto è emerso nella discussione in Consiglio comunale dei giorni scorsi, il progetto definitivo del “Sistema Tram”, linee A-B-C-E1 non soltanto non è stato ancora approvato, ma difficilmente lo sarà in tempi brevi.

    Per chi scrive, non è una novità: già questa estate, nel mese di luglio, mi è capitato di esaminare le perplessità del Consiglio Superiore dei LL.PP., fra le pieghe di un parere sul progetto di fattibilità frettolosamente definito “favorevole”. Chi vuole, può rileggere le mie considerazioni su Sicilia in Progress a questo link.

    L’ente incaricato della verifica finale, confermando tali perplessità, avrebbe rilevato a sua volta diverse “non conformità” sugli elaborati che ha esaminato, con pesanti prescrizioni a cui i progettisti dovranno ottemperare prima di poter procedere all’approvazione del progetto definitivo

    Lo ha reso noto la consigliera Giulia Argiroffi che durante un suo intervento ha mostrato ai presenti, a sorpresa, la relazione dell’Ente verificatore, fresca di stampa. Supportata da ottime competenze tecniche (è ingegnere, oltre che architetto) ne ha spiegato il contenuto, smascherando inesorabilmente chi affermava di poter approvare il progetto entro pochi giorni per poi appaltare le opere, addirittura, entro la fine dell’anno.
     
    Così tutti hanno potuto constatare che le problematiche tecniche e le “sviste” riscontrate dai verificatori del progetto sono sostanziali, richiedendo non soltanto una lunga e puntuale revisione di quanto prodotto, ma anche la produzione di nuovi elaborati. Di fronte a tale evidenza, è apparso chiaro che i ritardi nell’approvazione del progetto, con conseguente, eventuale perdita dei relativi finanziamenti, a tutti potranno essere addebitati tranne che ai consiglieri comunali “no tram”. I quali, comunque, hanno esercitato legittimamente la loro funzione, nel pieno rispetto della democrazia rappresentativa, basata sul consenso, ma anche sul dissenso.

    Gli occupatori di Palazzo delle Aquile che li hanno additati al pubblico ludibrio, presi dallo zelo nel “difendere la città” non si sa da cosa, forse hanno dimenticato di aver condiviso, con il loro sostegno (per alcuni palese, per altri camuffato) i tanti fallimenti dell’amministrazione Orlando. Chissà come sarebbero andate le cose se, durante questa sindacatura, avessero dedicato tanta foga alle troppe emergenze della città.
     
    Invero, a loro sostegno non sono riusciti neanche a mobilitare la “società civile” se non, al massimo, qualche poco credibile associazione di amanti della mobilità se non, addirittura, di fermodellisti. Voci tutto sommato ininfluenti, provenienti da un certo associazionismo ben noto in città, sempre pronto a farsi strumentalizzare da una certa politica. Rimediando figuracce memorabili e screditando chi condivide, in buona fede, una sana passione.

    Nonostante queste strategie male orchestrate, l’amministrazione comunale incassa l’ennesima sconfitta ad opera di una nuova maggioranza, ormai consolidata, che vede emergere figure sempre più interessanti, come quella della Argiroffi. Una combattiva personalità politica di cui, statene certi, sentiremo parlare a lungo.

    Quindi un finale annunciato, figlio non di ventuno nemici della città, ma della gestione a dir poco scellerata che ha accompagnato, sin dall’inizio, il progetto di estensione della rete tranviaria. Una storia che non riguarda gli ultimi mesi, e neanche gli ultimi anni, ma che risale, almeno, alla metà degli anni ’90. Fatta di veti (alla metropolitana innanzitutto) e di scelte trasportisticamente discutibili, ma anche di attacchi immotivati a chi si è opposto al disegno tram-centrico di amministratori che non hanno voluto vedere altro: neanche quando si trattava di ponti impraticabili, allagamenti o bare insepolte.

    Speriamo che, almeno, da questa clamorosa bocciatura nasca qualcosa di buono: ad esempio, una fase di seria riflessione sulla mobilità palermitana e di vero confronto fra le parti interessate. Dove, finalmente, il tifo da stadio e la criminalizzazione del dissenso lascino il posto alle opportune valutazioni, prima tecniche e poi politiche. Mai ideologiche.

    (in collaborazione con Palermo in Progress)

    Palermo
  • 4 commenti a “Tram, le vere cause della bocciatura: adesso si ripensi, senza ideologismi, la mobilità palermitana”

    1. mi chiedo se l’odio del superIngegner di maria nasca da un piagnucoloso contro-interesse. Che sia parente di qualche ditta che non ha passato la selezione del bando? Che abbia interessi a bocciare il tram a favore della mal? Non nascondiamo presunti tecnicismi supercazzolosi dietro un piagnucoloso interesse (in)diretto…

    2. Bisogna fare tutto, dalla metro al tram, intervenga il governo centrale basta pensare in piccolo, il minimalismo e il disfattismo non solo non ci fanno crescere ma ci portano indietro, ora si bisticcia pure alla don Camillo e Peppone!! . Per il tram darei priorità alla linea per bonagia per due aspetti:
      1- prevede un nuovo ponte intermodale sull’oreto
      2- rientra nel futuribile asse radiale di collegamento Notarbartolo-imera-indipendenza-ospedali-bonagia

    3. e’ proprio grazie all’arroganza e chiusura al dialogo di certi personaggi ,come fa dd ,che il progetto tram ha trovato il muro che meritava.L’insinuazione volgare di altro interesse ,oltre a quello di far meglio,impedisce apriori ogni positivo e costruttivo confronto.

    4. Ringrazio tutti per gli apprezzamenti e per il successo riscontrato dall’articolo.
      Non rispondo a certe volgari e ridicole insinuazioni, peraltro manifestate da gente che non ha neanche il coraggio di firmarsi con nome e cognome.

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